mercoledì 25 marzo 2020

“Game Farm” … come un safari (fotografico) statico

Argomento spinoso e controverso, ognuno ha diritto di avere le proprie opinioni e le proprie preferenze. Comunque, mi sembra che gli animali ripresi in queste foto stiano molto meglio di tanti cani sui balconi cittadini o perennemente alla catena, uccelli in gabbia e animali esotici (spesso singoli e illegali) in un piccolo terrario, criceti che impazziscono correndo nella ruota e via discorrendo, situazioni e comportamenti che pochi media si azzardano a condannare considerato l'enorme giro di affari che ne deriva. 
Questa ennesima situazione di “animali in cattività” è molto particolare e ne sono venuto a conoscenza grazie ad una mia amica americana, fotografa dilettante, che mi ha inviato una dozzina di foto scattate in Montana (USA), nel corso di un workshop fotografico. A gennaio, è infatti andata al Triple “D" Ranch”, che mette a disposizione degli ospiti (ovviamente paganti) varie decine di animali selvatici, di un paio di dozzine di specie diverse, oggettivamente difficili da fotografare - e ancor più filmare – liberi in natura. Chi ha l’occasione di andarci, certamente godrà di uno spettacolo straordinario, in poco tempo e in relativamente poco spazio, al contrario dei bravi fotografi professionisti che per ottenere un eccellente scatto passano giorni se non settimane in attesa che il “soggetto” appaia. 
Come accennato in apertura, anche questi tipi di ranch sono spesso criticati aspramente sia da etologi e animalisti seri che dai tanti ipocriti che tengono animali in cattività in casa (o addirittura in gabbia o in acquario o terrario) in ambienti non idonei e certamente molto diversi da quelli che dovrebbero essere naturali per le specifiche specie. 
Gli animali del Triple “D” (basti leggere la lista delle specie) sono quelli tipici del nord America (o di climi molto simili) e includono grandi mammiferi quali il grizzly, il puma, la tigre siberiana, il puma, che quindi godono/risentono delle condizioni ambientali più o meno come se stessero liberi in natura, ma qui con garanzia di cibo e attenzione in un ampio spazio. Fra i tanti casi di “animali tenuti in cattività”, spesso a scopo di lucro (zoo, circhi, zoosafari, show acrobatici, ecc.), questo mi sembra dei meno gravi o dannosi. 
I visitatori sono nello stesso enorme recinto nel quale si trovano gli animali, ma devono stare rigorosamente in fila (come un plotone di esecuzione), non si possono spostare ne muoversi più dello stretto necessario, non possono portare borse o zaini ma solo la loro macchina fotografica e un cavalletto, indispensabile per scattare buone foto con lo zoom. Unica eccezione è quella della tigre siberiana; in questo caso i fotografi sono quasi in gabbia, separati dallo spazio riservato alla tigre da una doppia recinzione, una delle quali elettrificata.
Questo è il sito del Triple “D” Ranch, questa la pagina con le specie presenti ed alcune foto dei “modelli e qui ci sono una serie di video, nel caso qualcuno volesse dare un’occhiata. Da un punto di vista strettamente utilitaristico (da parte degli osservatori / fotografi) è un’occasione eccezionale, in quanto gli animali sono abbastanza liberi e non soggetti a comandi esterni (non c’è un ammaestratore) ma si comportano naturalmente, o almeno danno questa impressione.
Vi segnalo alcuni post degli anni scorsi in cui ho trattato dei complicati rapporti fra uomini e animali, a partire da situazioni limite, eppure assolutamente reali:
Ed ecco alcune altre foto:

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