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mercoledì 18 ottobre 2017

Moderni mezzi di trasporto per turisti a Lisbona

I pigri che vogliono andare in giro per Lisbona senza usufruire dei normali e "banali" mezzi di trasporto hanno ormai una vasta possibilità di scelta. Lasciando da parte taxi, metro, tram, bus e via discorrendo e prima di arrivare alla più recente novità (almeno così mi pare, foto di apertura), illustro varie altre possibilità più o meno originali.
E’ letteralmente scoppiata la mania dei cosiddetti tuk-tuk (termine importato dal sudest asiatico) che, rispetto alla mia ultima visita di un paio di anni fa, si sono a dir poco decuplicati. Quelli costruiti su telaio della classicissima Ape Piaggio che già imperversano in Italia a metà del secolo scorso, in particolare in località turistiche, soprattutto quelle isolane, sono forse raddoppiati di numero sono stati ampiamente superati da tricicli ben più grandi, moderni e potenti, per fortuna con motore elettrico. Si stanno rapidamente diffondendo e grazie alla maggiore superficie della carrozzeria si stanno sbizzarrendo a renderle piacevoli alla vista con un tocco di arte tradizionale. Guardate per esempio queste due che appaiono ricoperte di azulejos con i classici motivi portoghesi.
Per un tour in gruppo, evitando i visti e rivisti bus scoperti panoramici, ci si può imbarcare (nel vero senso della parola) su questo mezzo anfibio capace di percorrerele strade di Lisbona cosi come di navigare sul Tejo (fiume Tago).
Per essere invece più indipendenti senza ricorre alle solite bici (elettriche o meno) e motorini ci sono questi piccoli monoposto elettrici indipendenti e queste macchinette biposto con motore a 2 tempi (molto rumorose e puzzolenti) che tuttavia ho quasi sempre visto andare in carovana, guidati da un accompagnatore e seguiti da altro assistente.
Infine, se non si vuole fare il giro in Segway (aka biga, ormai inflazionato) anche in questo caso incolonnati dietro una guida, ecco la SITGO sua evoluzione sulla quale tuttavia si sta seduti invece che in piedi che, a prima vista, mi sembra estremamente scomoda, specialmente per quelli un po' più alti.  
Mi diverte osservare queste novità, ma soprattutto guardare quelli (più o meno incapaci) che utilizzano i suddetti mezzi indipendenti in modo poco adeguato se non pericoloso per se e per gli altri, piombando nel traffico o sui marciapiedi affollati con “grande gioia” di automobilisti e pedoni.
Io preferisco continuare ad andare a piedi, ma devo stare sempre più attento in quanto non si sa da dove arriverà il prossimo pericolo! 

lunedì 15 maggio 2017

Serendipity: come è bello trovare qualcosa di inatteso

Ne ho parlato più volte, nell’accezione moderna il termine inglese “serendipity” viene definito così dalla Treccani:
"capacità o fortuna di fare per caso inattese e felici scoperte, spec. in campo scientifico, mentre si sta cercando altro.
Quasi ogni giorno ognuno ha occasioni favorevoli, ma tantissimi non sono abbastanza attenti a notare il diverso e restano passivamente nell’ordinario e nella routine, focalizzandosi solo su quanto programmato.
Per quanto mi riguarda, sono arrivato a fare tante scoperte, a venire a conoscenza di nuove attività, a prendere in considerazione destinazioni insolite, a praticare sport semisconosciuti o semplicemente sottovalutati fino a quel momento. Ovviamente, più ci si muove, si viaggia, si cammina, si legge, si parla con la gente, più ci sono occasioni di essere sorpresi e affascinati.  
Nella fattispecie mi riferisco ad una passeggiata di un paio di giorni fa, a pochi chilometri da casa, armato di obiettivo macro e cavalletto. 
Partito per andare a fotografare qualche Centaurium erythraea (Centauro, foto a sinistra), non comunissimo dalle nostre parti e meno che mai quest’anno con la siccità che stiamo soffrendo, ho poi deciso di fotografare un interessante fiore di cardo (foto in basso a sinistra), affiancato da un altro pronto a sbocciare e, all’improvviso, si è presentata un’ape molto socievole, quasi esibizionista, che si è lasciata fotografare in tutte le pose possibili e immaginabili.
   
Grazie al macro si riescono ad osservare tanti particolari dell’animale assolutamente non rilevabili ad occhio nudo, per esempio, osservate quelle specie di "uncini" con i quali l'ape si aggancia al fiore mentre sugge il nettare. 
Nel caso vi possano interessare, altre foto macro del "bottino" dell'escursione di sabato scorso sono nella mia raccolta Google Foto macro, per lo più fiori, e comprendono valeriana rossa, euforbia arborea, becco di gru, rosolaccio, ...

lunedì 11 maggio 2015

Aggiornamenti e considerazioni (fotografiche) da Menorca

Ieri, per una volta e nonostante la doppia escursione, il mare l'ho visto solo da molto lontano, nel pomeriggio, dalla cima più alta di Menorca: Monte Toro (357m s.l.m.), quindi sì e no una collina. In mattinata piacevole ed interessante passeggiata in una lecceta secolare nei pressi di Cala del Pilar (costa a nord di Ferreries), guidata da un bravo naturalista il quale ha anche dissipato vari miei dubbi.
Basandomi su queste informazioni e sulle altre fornite nel corso della camminata, sto provvedendo ad aggiungere i nomi delle specie nei commenti al lato della maggior parte delle foto. Per questo motivo ho anche rimandato la selezione, elaborazione e pubblicazione delle foto di sabato per concentrarmi sui 2 album di ieri e per pubblicare una cartina essenziale dell'isola in modo da facilitare la localizzazione delle aree visitate.
A prescindere da tutto ciò, essendo estremamente soddisfatto della quantità di particolari che si riescono ad osservare in una foto macro, vorrei consigliare a tutti gli amanti della natura (con un minimo di esperienza fotografica) di considerare di intraprendere questa strada. Devo dire che, almeno nella mia situazione attuale, l’utilizzo di un obiettivo macro fisso limita le possibilità effettuare scatti panoramici. Infatti, a meno di portarsi una seconda macchina o stare a cambiare continuamente obiettivo (operazione altamente sconsigliata in ambiente naturale), o si fanno le macro o i panorami.
   
Conscio di ciò, e per evitare tentazioni, sto uscendo solo con un obiettivo e se un’escursione mi piace particolarmente la ripeto con lo zoom tuttofare (18-140mm). Così è stato nel caso della costa sudorientale di Menorca per andare a fotografare le tante euforbie (Euphorbia dendroides) dai mille colori e il campo di gialli papaveri cornuti (Glaucium flavus) dei quali qui sopra vi offro un'anteprima. Anche stamattina (costa nord) ho rimpianto di non poter scattare foto di cale e calette, spiagge bianche e mare cristallino, ma non mi sono dannato più di tanto e in settimana ci ritorno.
Tornando alle macro e alla loro capacità di mettere in evidenza particolari non facilmente percepibili a occhio nudo, invito tutti coloro che scorrono le mie raccolte di foto a non limitarsi ad uno sguardo superficiale in quanto molto altro può essere osservato. E ciò vale non solo per i fiori, ma anche per gli insetti che spesso e volentieri (in particolare in primavera) si  posano su di essi. Per esempio, nella foto in basso si può notare come l’ape bottinatrice raccolga il nettare dai fiori (in questo caso di Borago officinalis, borragine) per trasportarlo all’alveare. 
Un ultimo consiglio a chi è appassionato di fiori: create un vostro atlante dei fiori che conoscete "di vista" e nei quali vi imbattete scorrendo non solo le mie foto (le macro sono tutte qui), ma anche di altri. Scaricatele, abbinate il nome e dividetele come meglio vi pare. Se non per determinazione scientifica, le potrete ordinare per colore, per periodo di fioritura, per area, ordine alfabetico ... in qualunque modo vi sia poi facile ritrovarli. 
Sappiate che potete tranquillamente utilizzare anche le foto di specie siciliane e menorquine in quanto tantissime si trovano anche in Penisola Sorrentina, Costiera Amalfitana e Capri o almeno sono molto simili (comunque saprete a quale famiglia appartengono).