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sabato 14 maggio 2022

Microrecensioni 131-135: 10 Asian-American movies (6-10)

Seconda cinquina dei 10 film scelti dalla classifica Rotten Tomatoes The 81 Best Asian-American Movies (vedi post del 7 maggio).

Searching (Aneesh Chaganty, 2018, USA)

Film veramente sui generis, con storia narrata quasi esclusivamente attraverso schermate di cellulari e laptop. Ero abbastanza perplesso prima di affrontarne la visione ma i più che buoni rating (7,6 su IMDb e 91% RT) mi hanno convinto e non me ne sono assolutamente pentito. Ottimo thriller, con tanti twist, eventi, deduzioni e sospetti derivanti dalla spasmodica ricerca di indizi e tracce per ritrovare una 16enne misteriosamente scomparsa. Il padre riesce ad accedere alle pagine, chat e account della ragazza attraverso il computer lasciato a casa e, da un certo punto in poi, è affiancato da una detective della polizia, specializzata nella ricerca di persone scomparse. Attraverso messaggi testuali e vocali, registrazioni di dirette, video YouTube, telefonate, email e rubriche, agli spettatori vengono fornite le stesse informazioni a disposizione del padre, in contemporanea. Fino alla fine ognuno potrà fare le sue illazioni, spaziando fra rapimento, allontanamento volontario, incidente e altre ipotesi. Un minimo di conoscenza in merito all’uso di smartphone, laptop, app e social facilita la visione e la rende ancor più interessante, dando quasi l’idea di partecipare alle ricerche. Questo è il film di esordio di Aneesh Chaganty (classe 1991, di origini indiane ma nato in USA), geniale giovane che a 23 anni realizzò uno spot per Google Glass, subito virale con un milione di visualizzazioni nelle prime 24 ore. Subito ingaggiato dal Google Creative Lab di New York, per un paio di anni si è dedicato ai corti prima di scrivere e dirigere Searching. Per varie versioni straniere (inclusa quella italiana) sono state replicate nei relativi idiomi tutti le chat e schermate ma chi ne volesse usufruire dovrà sorbirsi il solito pessimo doppiaggio …

 
Columbus (Kogonada, 2017, USA)

Molto lento ma interessante e girato con gran gusto e tecnica. Kogonada è in effetti più saggista e critico cinematografico che regista, regolare collaboratore della rivista Sight & Sound di The Criterion Collection, che in questo suo primo lungometraggio (del quale è anche sceneggiatore e responsabile del montaggio) si diletta a dividere nettamente le inquadrature con tante linee ben definite, spesso nascondendo i protagonisti che stanno parlando o duplicandoli con sapienti giochi di specchi. Fa anche scoprire agli spettatori molti dei peculiari edifici modernisti per i quali la città di Columbus (Ohio, USA) è nota nel mondo dell’architettura e per questo detta “la Mecca del Midwest per l’architettura”. Indiscutibilmente un art house film vale a dire di quelli, di solito indipendenti, diretti a un pubblico di nicchia; “lavori seri, artistici e spesso sperimentali non destinati alle masse”, “prodotti soprattutto per fini estetici e non commerciali”.

Driveways (Andrew Ahn, 2019, USA)

Film quasi rohmeriano, basato sui rapporti interpersonali fra persone che poco si conoscono, di differenti culture ed età. Una giovane madre single di origini indocinesi con suo figlio di 9 anni si trova a dover svuotare e ripulire la casa di sua sorella, appena deceduta e con la quale aveva pochi rapporti. La cosa non è semplice in quanto si rende subito conto che era una hoarder (accumulatrice seriale, compulsiva) che aveva riempito ogni stanza di oggetti accatastati. Nei pochi giorni di permanenza i due avranno a che fare con vicini socievoli e non, fra i quali spicca il veterano Del (Brian Dennehy, deceduto prima dell’uscita del film) che un rapporto particolare con il ragazzino. Ben realizzato e interpretato, ma sappiate che non c’è quasi azione … come nei film di Rohmer.

 
Crazy Rich Asians (Jon M. Chu, 2018, USA)

Commedia divertente solo a tratti, che pone in ridicolo le manie di grandezze di una famiglia di Singapore e del loro entourage. Un’americana (seppur di origini cinesi) si trova in mezzo a quella banda di giovani orientali straricchi e scatenati e meno giovani fuori di testa e viene bullizzata quasi da tutti per non essere considerata del loro stesso livello (ricchezza).

Gook (Justin Chon, 2017, USA)

Ben filmato con tanta camera a spalla e in bianco e nero, purtroppo con una sceneggiatura scadente e scadenti dialoghi (si possono definire cosi brevi scambi di battute per lo più pieni di f**k e f**king?). Oltretutto i due fratelli coreani protagonisti appaiono come degli assoluti imbecilli e ci si chiede come abbiano potuto mantenere la loro attività di commercio di scarpe, considerato anche il fatto che siano continuamente bullizzati da un gruppetto di balordi afroamericani. A ciò si aggiunge che il contrasto non è solo fra i rappresentanti delle due comunità ma anche fra di loro, seppur parenti stretti. Per bocca di un anziano commerciante coreano e della sorella undicenne di uno dei delinquenti (la vera protagonista, ben interpretata da Simone Baker) vengono fuori considerazioni sul razzismo fra i non-bianchi, che pure esiste anche se raramente se ne parla.

domenica 17 luglio 2016

Non ci possiamo salvare

Post di sconforto ... siamo alla frutta!
Avevo già letto di questa ultima follia e, come tanti, non le avevo dato importanza, ma da quanto è ora sotto gli occhi di tutti è evidente che il fenomeno in pochi giorni ha raggiunto livelli preoccupanti. In qualunque giornale o notiziario se ne trovano notizie, talvolta con toni derisori, in altri casi sono solo report di fatti conseguenti al comportamento di dementi.
Chiaramente sto parlando di Pokemon Go, da quanto ho capito una app per smartphone, da utilizzare in combinazione con il gps. Non so molto di più e non ho alcuna intenzione di approfondire l'argomento, ma vi sembra possibile che adulti (o quanto meno adolescenti in età avanzata) si lascino coinvolgere in questo modo dal immagini virtuali pilotate da altri?
Nella versione online di Repubblica ieri c'erano addirittura 4 titoli di seguito, a metà pagina, nella colonna di destra, relativi a Pokemon Go e ai suoi aficionados che stanno creando non pochi problemi, in ogni parte del mondo dove è già stato reso disponibile.
Guardate questo video montato da Repubblica TV e, se siete curiosi, su YouTube ne troverete un'infinità simili in quanto in tanti stanno documentando questa follia di massa e spesso si percepiscono anche i loro commenti poco lusinghieri. Questo in basso si riferisce ad un'altro "avvistamento" in un parco pubblico a Bellevue e oltre ai tanti studenti e adulti si nota anche un genitore irresponsabile che corre sul prato spingendo un passeggino.

Chi non ha seguito le cronache si chiederà: "Cosa sarà successo mai?". Come si evince dal video molti, in particolare quando sono in gruppo, non si rendono assolutamente conto di dove stiano andando e di chi e cosa sia intorno a loro. Si sono già verificati incidenti, blocchi del traffico, sovraccarico della rete, i cacciatori sono stati vittime di furti e violenze. Se prima solo di tanto in tanto qualcuno veniva investito da un'auto o un treno per avere lo sguardo fisso sullo schermo si prevede che d'ora in poi questi eventi saranno più frequenti.
Qualcuno ha già tentato di correre ai ripari vietando il "gioco" (è un gioco?) in musei e altri luoghi pubblici, ma c'è da tener conto che a ciò si aggiunge l'irresponsabilità dei gestori che, ho letto, hanno fatto apparire un pokemon addirittura ad Auschwitz! ... oserei dire un po' fuori luogo. 
Trovo abbastanza inquietante il fatto che qualcuno (il gestore del gioco o peggio qualcuno che si inserisce nel sistema) possa avere la possibilità di manovrare, manipolare e distrarre masse di imbecilli attirandoli in un certo luogo in un determinato momenti.
Leggendo alcuni commenti, molti dei quali da estremisti pro e contro, ho scoperto che vari sostengono che sia un fatto positivo in quanto così i ragazzi almeno escono invece di stare a casa davanti alla Playstation e ovviamente i "contrari" li hanno coperti di insulti. 
Oltretutto li trovo davvero brutti e considerate che questi raffigurati nella foto in basso sono definiti i migliori Pokemon di sempre!

Non vorrei sembrare "bacchettone", ma da ragazzo giocavo con i miei coetanei, non necessariamente amici, parlavo con loro, si discuteva, si litigava, si facevano progetti, e se Pokemon Go è quanto di meglio riesca a offrire la tecnologia moderna sono molto contento di aver vissuto la mia gioventù tanti anni fa, senza elettronica. E parlando di quelli un po' più grandicelli, hanno mai preso in considerazione l'eventualità di leggere un libro o guardare un buon film invece di correre dietro a qualcosa che non esiste?

PS  filmato pubblicato stamattina sul New York Times  da non perdere! 

domenica 11 ottobre 2015

L'interazione con le persone vi fa più viaggiatori e meno turisti ... e vi migliora

In effetti oltre a ciò sono tanti i benefici derivanti dal parlare con i locali e sono ancor di più se si approfitta delle occasioni "culturali". Per mia abitudine vado sempre a conferenze, presentazioni di libri, inaugurazioni di mostre e eventi simili in quanto, al di là dell'interesse specifico, si sentono parlare spesso degli ottimi oratori.

Per questo motivo, quando non si ha la necessità assoluta di “staccare” e dimenticarsi di tutto e di tutti, è opportuno scegliere destinazioni che offrano attività culturali, ma si sa che anche quelli che dicono di volersi veramente isolare non riescono a star lontani da cellulari, tablet e simili, peggiorati da applicazioni come FB, Twitter e WhatsAppSe si riesce a ridurre il tempo dedicato al non far niente (p.e. addormentarsi su una spiaggia) e quello alle reti sociali (molti, stando all'estero, ci passano ancora più tempo che a casa) si avrà la possibilità di incontrare i locali e parlare con loro. Per fare ciò, basterà avere un minimo di disposizione alla socializzazione, mentre una discreta padronanza di un idioma comune che ci permetta di comunicare (meglio se quello del luogo in cui ci troviamo) è un aiuto sostanziale ma anche poche parole e tanta buona volontà possono bastare. Un’altra condizione che facilita questi scambi socio-culturali è quello di non viaggiare in gruppo, al massimo in coppia - se inevitabile - altrimenti assolutamente da soli.
Il viaggiatore indipendente riceve maggiore attenzione e non deve dividere con altri il tempo che il suo interlocutore locale gli dedica. Non penso che si debba spiegare quanto sia più gratificante una chiacchierata in due piuttosto che in quattro, in particolare fra sconosciuti.

Questa è l'essenza del vero viaggiare, e il concetto è stato ripetuto, seppur in modo diverso, da tutti i relatori del PERIPLO - Festival Internacional de Literatura deViajes y AventurasAnche relazionandolo alle proprie esperienze, età e professioni (estremamente varie, dai giovani blogger rampati alcuni dei quali vanno in giro per il mondo con figli di un paio di anni, a giornalisti affermati, filologi, scrittori, filosofi e ricercatori) tutti hanno sottolineato che il viaggio, più che i luoghi, lo fanno le persone, meglio se poche in ambienti non sovraffollati.
Molti dei relatori hanno fatto il giro del mondo per diversi motivi e in vari modi: Marcos e Yolanda in 11 mesi di viaggio, con tanti voli, Osvaldo Renz con moglie e figlio di un paio di anni, Adriano Rodriguez, secondo al mondo fra i blogger di viaggio di lingua spagnola, anche lui con moglie e figlia di un paio di anni, Alicia Sornosa l’ha fatto in moto con tanti km anche in Africa.
Hanno parlato di loro libri o ricerche specifiche vari autori/giornalisti come Javier Ruiz che ci ha portato nella selva amazzonica ecuadoriana illustrandoci i problemi delle varie etnie di indios, Javier Reverte che ha descritto l’Irlanda dal di dentro, dagli incontri con autori locali, alle serate passate con i pescatori nei pub, agli scontri fra cattolici e protestanti nel nord e oggi, giornata conclusiva, Patricia Almarcegui scrittrice, filosofa e tanto altro, esperta di Medio Oriente, dalla Siria e Giordania, allo Yemen a sud, alle ex-repubbliche sovietiche dell’Asia centrale, all’Iran. Con il suo apprezzatissimo intervento ha sfatato tanti pregiudizi e “leggende metropolitane” che quotidianamente i mezzi di (dis)informazione ci propinano. Inoltre, proprio per la sua preparazione filosofica e letteraria, nonché per essere donna (che viaggia da sola) ha analizzato alla perfezione le ansie, le aspettative, le soddisfazioni e i momenti indimenticabili (nel bene e nel male) dei veri viaggiatori.

La vera chiusura di Periplo è stata affidata a Paco Nadal, giornalista de El Pais, autore di libri di viaggio, blogger e youtuber conosciutissimo. Nonostante l’età (non che sia vecchio, ma non ha superato la cinquantina) è riuscito a riciclarsi e allargare le sue attività letterarie dalla sola stampa tradizionale a tutti i mezzi di comunicazione disponibili al giorno d’oggi, cosa che molti, anche più giovani di lui, non hanno voluto fare o non ci sono riusciti rifiutando le nuove tecnologie. Lo stesso Paco Nadal nel corso della settimana aveva condotto un laboratorio di produzione di testi di viaggio, con qualunque mezzo: articoli, blog, libri, video Youtube, FB, ecc.. Io sono stato uno degli “allievi” e devo dire che, al di là di quanto ho imparato ma che probabilmente non utilizzerò più di tanto, è stato un mini corso estremamente interessante nel corso del quale i vari spiriti di viaggiatori di epoche, background ed età diverse sono usciti fuori in confronti appassionati.
Questa mia partecipazione al laboratorio è un ennesimo esempio di come si possa, direi si debba, approfittare di occasioni simili per conoscere altre realtà, altre esperienze, altre persone, per non parlare di ciò che non mi stancherò mai di ripetere vale a dire migliorare la propria conoscenza delle lingue con la pratica. Ed è un classico “circolo virtuoso”, più partecipi e più sai, più sai e più assimili, più assimili e pù sei soddisfatto e potrai arrivare a livelli sempre più alti che ti permetteranno di poter comprendere testi più complessi ed elaborati. Nel corso di questa settimana densissima di attività, avrò ascoltato una ventina di ore di interviste, conferenze ed incontri, oltre 10 ore di laboratorio avendo come relatori professionisti della comunicazione. Non da ultimo mi sono dovuto cimentare nella composizione un testo, ovviamente in spagnolo, in poco più di un paio di ore e senza vocabolario ... perché limitarsi alle scuole di lingue se basta avere buona volontà e interesse e saper cogliere le occasioni? 

mercoledì 27 maggio 2015

“Amanece, que no es poco” e altro

Avendo invitato alcuni amici per una proiezione del film, per discuterne e interpretarlo (cosa praticamente impossibile), ho effettuato ulteriori ricerche in rete. Fra le tante pagine, video e immagini, mi sono imbattuto in un interessante documentario (in spagnolo, con sottotitoli in inglese) di circa 50’ che alterna spezzoni della pellicola a interviste agli attori, riprese dei tre paesini che ne rappresentarono il set (Ayna, Liétor e Molinicos, prov. di Albacete) a immagini di promozione turistica per gli stessi. Guarda il documentario su YouTube.
Sono incluse anche numerose brevissime interviste agli abitanti, molti dei quali furono reclutati come comparse, i cui commenti sono a dir poco esilaranti. Vari anziani dicono apertamente che non l'hanno capito e che non gli è piaciuto proprio, un altro che interpretò uno degli ubriachi racconta della sua delusione quando gli propinarono acqua invece del vino nel quale sperava.
Ma non finisce qui. Dal filmato si apprende anche che nel 2009, in occasione del 20° anniversario della realizzazione del film, è stato varato il progetto “Ruta escenarios de la película Amanece que no es poco”. Questo prevedeva la creazione di un percorso in ciascuno dei tre borghi con itinerari attraverso i luoghi delle riprese. Alcune scenografie sono state ricostruite e sono stati aggiunti pannelli con foto di scena ed in alcuni casi riproduzioni a grandezza naturale di persone ed oggetti come la Vespa con sidecar sulla quale il prof. dell'Università dell'Oklahoma e suo padre Jaime/Jimmy, interpretati da Antonio Resines y Luis Ciges, arrivano nel paese deserto all'inizio del film.   
Dal sito dell’Ayuntamiento di Ayna si può scaricare questo corposo pamphlet del progetto in formato pdf con le cartine dei percorsi, un fotogramma di ciascuna scena ricostruita, la sua descrizione e citazione di almeno una battuta "storica" ad essa relativa. Questa geniale idea (chiaramente già realizzata) si va ad aggiungere alle celebrazioni annuali organizzate da gruppi di fan del film, che si autodefiniscono Amanecistas (vedi post precedente). 
José Luis Cuerda aveva cominciato a cimentarsi in questo tipo di surrealismo (anche se sarebbe più preciso usare un neologismo come “assurdismo”) con una storia più breve prodotta dalla televisione spagnola nel 1983: Total (disponibile su YouTube). 
Dopo la produzione indipendente di Amanece que no es poco nel 1983 (pare che la Televisione spagnola si rifiutò di produrla) Cuerda concluse quella che viene identificata come la trilogia di questo genere con Así en el cielo como en la tierra (1995).
   

domenica 18 gennaio 2015

Video del verde che torna su Monte San Costanzo

Celebro questo 300° post di Discettazioni Erranti con un filmato di 3'46" caricato sia su YouTube che su Vimeo, disponibile anche in HD.
Come avevo anticipato in un precedente post, ho montato un breve video dei progressi della vegetazione su Monte San Costanzo, dopo l’incendio del 5 novembre scorso. Comincia con una rapida sequenza di varie foto della zona di Rezzale scattate pochissimi giorni dopo il passaggio del fuoco. Le riprese sono inserite in ordine cronologico, quindi seguono il percorso da via Campanella a Rezzale per poi continuare lungo crinale fino a Campo Vetavole e al belvedere frana di Mitigliano

Con alcune didascalie ho evidenziato la differenza fra il marroncino dell’erba secca punteggiata da arbusti sempreverdi (pendici orientali, quelle che si affacciano sulla baia di Jeranto) e il verde brillante delle nuove foglie che a meno di due mesi dall'incendio forniscono al Monte San Costanzo un colore insolito per l’inverno e ben diverso dal nero di poche settimane prima.
Non ho potuto fare a meno di aggiungere un paio di riprese verso Jeranto e Li Galli, nonché alcune con Capri sullo sfondo.
Le riprese sono del 27 dicembre 2014, 52 giorni dopo l’evento. 
Link al video su YouTube http://youtu.be/5mlbQI13Hcw
Link al video su Vimeo https://vimeo.com/117060498

martedì 11 novembre 2014

FB Camminate, Blog, Google+ e www.giovis.com

A conclusione del suo primo anno di vita, mi preme ringraziare quanti hanno dimostrato la loro approvazione alla pagina FB Camminate gratificandomi dei loro Like. Sono stato sorpreso per il loro lento ma continuo aumento visto che, come tutti sanno, dopo il primo “sprint” la curva del gradimento si appiattisce ed è difficile ricevere nuovi consensi.
Sono allo stesso tempo un po’ deluso per il fatto che, al contrario dei Like, le condivisioni sono state poche e sporadiche. Da ciò si deduce che, pur ricevendo un plauso generico per la pagina e qualche “mi piace” ai vari post, raramente le notizie sono state ritenute sufficientemente interessanti da spingere qualcuno a renderne partecipe i propri amici.
Preso atto di tutto ciò, ho deciso di ridurre drasticamente la frequenza dei post su FB Camminate e di utilizzare di più i miei altri canali internet di più vecchia data e mai abbandonati, che hanno un proprio séguito a prescindere dall’essere linkati o meno alla suddetta pagina.
Pertanto, d’ora in avanti note e comunicazioni, link e relativi commenti ad articoli o siti che ritengo interessanti (e quindi condivido), presentazioni di cartine, suggerimenti per lunghe escursioni, rapporti sullo stato di sentieri e via discorrendo saranno di norma pubblicati su questo Blog dove posso impaginare meglio i testi, con foto nelle dimensioni volute e inserite al punto giusto, potendo scegliere i font, le loro dimensioni, in neretto o corsivo …
Per le immagini preferisco invece Google+ tant’è che ho due diversi account, con finalità ben distinte. Nel primo, che per semplicità chiamo Google+1 ed è collegato al mio canale YouTube, carico per lo più le nuove foto di escursioni, viaggi e ricognizioni. L’altro, che ovviamente indico come Google+2 ed è collegato invece a questo Blog, l’ho utilizzato per caricare, riorganizzare e aggregare le circa 15.000 foto viaggio che prima erano sul www.giovistravels.com e mi accingo a fare lo stesso per tutte le foto già presenti su www.maratrail.com e per quelle delle escursioni degli anni scorsi con gli Escursionisti Lubrensi (fino al 2009) e poi con i FREE.
Rimane chiaramente in vita lo “storico” (14 anni di vita) e inamovibile www.giovis.com che resta il fulcro della mia presenza online. Dalla sua recentemente ricompattata homepage, oltre che a tutti i contenuti tradizionali (descrizioni di escursioni, mappe, profili, ecc.), si può infatti facilmente accedere con un click a questo Blog, ai due canali Google+, ai due canali video (YouTube e Vimeo) e alle pagine che erano le homepage di www.giovistravels.com e www.maratrail.com e di lì proseguire la navigazione.
In conclusione, chi vorrà continuare a leggere i post o scorrere le foto dovrà leggere questo Blog o andare su Google+ dove si potrà registrare e quindi ricevere una notifica ogni volta che pubblicherò un post, un album o un video. Sottolineo che per essere sempre aggiornati dovreste “seguirmi” sia su Google+1 (nuovi album e video) sia su Google+2 (blog e foto “vecchie”) .

martedì 28 ottobre 2014

www.giovis.com … tutto in uno

Come vari di voi si saranno già resi conto ho spostato i miei siti www.giovistravels.com (con circa 15.000 foto di viaggio) e www.maratrail.com (con cartine, profili e foto dei Trek e delle MaraTrail) interamente all'interno di www.giovis.com e sto provvedendo a caricare molte delle foto in album Google+ per una più facile visione.
Nella schermata iniziale, rinnovata e ridotta rispetto alla precedente, ho provveduto a inserire tutti link necessari a vista e ho anche aggiornato lo slide-show inserendo foto significative per illustrare i vari contenuti del nuovo sito. Non ci sarà quindi bisogno di scorrere la pagina per accedere alle vecchie homepage dei due siti (rimaste pressoché invariate) e anche al Blog Discettazioni Erranti con i link evidenziati da banner.
 
La vecchia pagina che includeva gli elenchi dettagliati dei percorsi descritti, cartine e video, è ora la quella iniziale del settore ESCURSIONI E PASSEGGIATE (sfoltita di quanto non pertinente).
Nel box al di sotto di questo link testuale si trovano quelli per accedere a:
  • videoclip (tutti)
  • canale YouTube
  • canale Vimeo
  • Google+ account 1 (nuove foto)
  • Google+ account 2 (foto spostate da giovistravels e maratrail)
  • pagina che raccoglie articoli, libri, download e altro

Nei box a destra, in alto segnalo i nuovi file, album e post e in basso ci sono i link a www.meditflora.com e alla pagina FB Camminate.
I siti giovistravels e maratrail, attualmente vuoti, rimarranno attivi per qualche altro mese e durante questo periodo chi vi accede vi troverà la comunicazione della chiusura e vari link sia a www.giovis.com sia alla nuove pagine iniziali del sito (in giovis).
Pensando di aver fatto cosa gradita a vari frequentatori dei miei siti (almeno a quelli che si lamentavano della dispersione di notizie e della difficoltà di scorrere le foto) invito tutti a segnalarmi eventuali link errati o rotti e malfunzionamenti di qualunque tipo.
Non essendo un professionista del web ed essendomi trovato, appena riuniti i tre domini, a gestire oltre 36.000 file e un numero ancora maggiore di link è più che probabile che qualcosa non funzioni alla perfezione …

domenica 8 giugno 2014

Escursionismo: filmati di 10 anni fa, un'interessante documentazione

Dopo aver rielaborato e pubblicato i video dei concerti di musica etnica (Ancia Libera e Fanfare Ciocarlia) ho messo mano al recupero e montaggio delle riprese effettuate fra il 2003 e il 2006 nel corso di alcune escursioni con gli allora Escursionisti Lubrensi.
Ovviamente la qualità delle immagini sarà inferiore a quella dei miei video più recenti in quanto una piccola videocamera a nastro di oltre 10 anni fa non può competere con una più moderna, seppur piccola e senza eccessive pretese, che è in grado di riprendere in HD.
Qualcuno obietterà: "Perché utilizzare e riproporre quelle riprese invece di andarne a fare di nuove?". E' presto detto: in soli dieci anni i sentieri della Penisola e Monti Lattari in parecchi tratti sono cambiati e di molto.
In alcuni casi a seguito di opportuni e giusti interventi di manutenzione, in altri di oltraggiosi e assolutamente inutili lavori di "messa in sicurezza". Ci sono poi le evoluzioni più o meno naturali dell'ambiente che circonda i sentieri, dalla crescita di alberi (alcune specie in 10 anni aumentano di molto le proprie dimensioni), alla sparizione di boschi a causa di incedi, dalle frane ai crolli di ruderi e muretti a secco. In questi video, per quanto possibile, cercherò di segnalare i luoghi e i panorami che più sono cambiati nel corso di questi anni.
Sono convinto che ai frequentatori abituali dei sentieri in questione interesserà rivedere dove camminavano e cosa vedevano una decina di anni fa (la data dell'escursione è nelle info e talvolta anche fra le didascalie). 
Come i recenti e attuali video di interesse escursionistico, anche tutti questi "storici" saranno caricati sia su YouTube che su Vimeo.
COMING SOON: 
la Valle delle Ferierre con le cascate parzialmente ghiacciate (25 gennaio 2004)