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giovedì 25 giugno 2020

Breve analisi cartografica delle Tese di Pimonte

Continuando le mie indagini in merito al tracciato delle Tese di Pimonte, ho messo a confronto varie mappe abbastanza “affidabili” (considerate rispettive  scale e epoche di compilazione) e tutte coincidono nel riportarle come strada pubblica, storica, principale e unica fra Piazza e il Faito, attraversando i castagneti del demanio comunale.
Ovviamente, come riferimento storico, sono partito dalla imprescindibile CARTA TOPOGRAFICA ED IDROGRAFICA DEI CONTORNI DI NA­POLI - Corpo dello Stato Maggiore ed Ingegneri Geografi (1817-1819, scala 1:25.000), della quale riporto uno stralcio che, seppur di scarsa qualità, è sufficiente per evidenziare quanto mi (ci) interessa.
Già parlai dell’assunto nel post Cartografia antica: le Tese di Pimonte nel 1819 (del 4 agosto 2014) del quale riporto un paio di paragrafi.
"Ho analizzato un nuovo stralcio della carta borbonica a partire dalle Tese di Pimonte che a quell'epoca erano una mulattiera principale, tant'è che venne riportata (molto fedelmente) con il simbolo utilizzato per i percorsi più importanti: linea continua con linea punteggiata parallela.
Possiamo anche leggere vari toponimi interessanti a partire da quello al lato del tratto iniziale rettilineo: Via nova del Demanio che ne attesta l'uso pubblico. La forra che tuttora si attraversa percorrendo l’antico Ponte del Piano per accedere alle Tese vere e proprie viene similmente detto Vallone del Demanio, chiuso fra Pantanelli a ovest e la Ceppa a est."

Logicamente nello stralcio in apertura non compare l’attuale 366 di Agerola, ma sono ben evidenti sia il tracciato delle Tese che quello dell’antico sentiero che da Tralia si dirige a sudest salendo in costa, a monte della suddetta rotabile, percorsi che si incrociano quasi perpendicolarmente.
Confrontando altre mappe successive risulta evidente che, nel loro complesso, coincidono e quindi si può ragionevolmente dedurre che il tracciato è antico, pubblico e unico. Nella parte bassa corre rettilineo, prima all’interno e poi sulla sponda del cosiddetto canale, da non confondere con il convergente e ben più pronunciato vallone un centinaio di metri più a ONO.


Come si vede da questo raffronto fra CTR e foto satellitare, la strada pubblica corre quasi esattamente lungo l'asse (poco più di 700m) fra il suo imbocco dalla 366 e il ponte, questo senza dubbio di epoca borbonica (o addirittura precedente) essendo specificamente riportato in carta con nome Ponte del Piano. Come riferimento si può utilizzare il limite delle terrazze coltivate.

Il tracciato è sempre stato riportato come principale nel corso degli anni come si può vedere in questi stralci di cartografia IGM, a sinistra da una tavoletta di varie decine di anni fa, a destra da una più moderna 50.000.


Al mio rientro potrò integrare questo studio con immagini di miglior qualità e con altre mappe del mio archivio cartografico nonché con una buona riproduzione della catastale … per ora accontentatevi di questa in basso. Si nota che le strade catastali (quelle con linee rosse al lato) seguono lo stesso andamento delle vie indicate sulla carta del 1819, con la sola differenza di quell'angolo iniziale. Questo deriva certamente da frazionamenti e quindi possiamo presumere che la strada delle Tese originale tagliasse direttamente lungo i puntini rossi. Nella parte sinistra dell'immagine in alto la strada catastale da Tralia è tracciata in verde. 

C'è da precisare che il tracciato a monte del ponte è chiaro ed inequivocabile e tutte le tese coincidono perfettamente, qualunque sia la scala della mappa e l'epoca del suo rilievo.
Finora non sono riuscito ad ottenere niente di ufficiale dal Comune di Pimonte per l’insensato ostruzionismo del dirigente del settore, che non mi ha neanche detto se la strada sia classificata comunale (come sono certo che sia) o vicinale, questione comunque del tutto secondaria in quanto in entrambe i casi esiste diritto di passaggio.
Fra una decina di giorni spero di avere l’opportunità di recarmi di persona a Pimonte, recuperare dati e notizie e quindi effettuare un accurato sopralluogo, almeno fino al ponte, spero in compagnia di qualcuno di quelli che si sono dimostrati interessati al tema.

venerdì 12 giugno 2020

2 sentieri poco frequentati ma molto utili, da non far scomparire

Appello alla collaborazione” rivolto ai camminatori con vero spirito FREE, non potendo certo contare su escursionisti improvvisati, su chi pretende di avere il copyright su sentieri e tracce, su guide dell’ultima ora che si spacciano per onniscienti e sciacalli vari che anche se avessero notizie di ostacoli, problemi o pericoli o, al contrario, di situazioni che potessero avvantaggiare altri le tengono strettamente per sé, per non parlare di quelli che saccheggiano idee, mappe e foto altrui attribuendosene i meriti.
Nei giorni scorsi, per motivi diversi, ho considerato l'importanza logistica di due brevi segmenti di sentiero una volta inclusi nei percorsi CAI e successivamente abbandonati, come fu il caso del vecchio 00 su Monte Santa Croce, parte alta del crinale e poi tratto rasente la rete del cosiddetto radar. Più impegnativo dell'attuale tracciato, fu recuperato un paio d'anni fa con gran soddisfazione di molti, e certamente chi ha ancora gambe dopo l’ascesa da Punta Campanella lo percorre con piacere. (leggi post)

I tratti ora in questione sono:
* la cosiddetta bretella FREE fra Crocella e Capo Muro 
* la parte bassa delle Tese di Pimonte, ex CAI 34
Bretella FREE
Tratto di soli 300 metri che tuttavia fa risparmiare quasi 100 m di dislivello e 800 m di distanza a chi lascia il 300 per dirigersi a Capo Muro (leggi il post)
Domenica scorsa i camminanti hanno completato il percorso Santa Maria del Castello - Capo Muro - PalmentielloMoiano che quindi includeva questo tratto. Hanno segnalato tagli ancora in corso e che, oltre al sottobosco, i molti tronchi a terra rendono poco chiara l'individuazione della bretella FREE.
Sono convinto di ricordare che tale sentiero facesse parte dell'Alta Via originaria, ricalcando un vecchio tracciato riportato sulle carte dell’epoca come la CTR e che compare ancora sulle tavolette IGM al 25.000, almeno fino al 1996 (vedi stralcio in basso).
I ciclici tagli dei castagneti, i piccoli smottamenti di terreno, le tracce create dai muli che trascinano i tronchi a valle, lo scarso transito di escursionisti e la vegetazione invasiva resero problematica l’individuazione della traccia fino a farla scomparire. Attualmente il CAI propone il collegamento Crocella - Capo Muro percorrendo il 300 fino al bivio Palmentiello, continuando verso il Catiello per poi scendere ripidamente in una lama piena di pomici.
Penso sia interesse comune rendere visibile e mantenere percorribile la bretella FREE.
Tese di Pimonte, ex CAI 34
Fino a pochi anni fa le Tese di Pimonte si affrontavano a partire dal parcheggio di fronte al ristorante San Michele, lungo la SP 366 di Agerola. La parte bassa dell’ex CAI 34, quella che ci interessa, correva rettilinea per massima pendenza fra una serie di terrazze coltivate ed un fosso. Nell'ultimo aggiornamento di sentieri e numerazione CAI, il percorso origina da Castellammare (334), passa per la sella di Monte Coppola e poi al lato dello stadio di Tralia (frazione di Pimonte) per poi portarsi sulla mulattiera in corrispondenza della prima tesa.
Mi è stato segnalato, ed era presumibile, che il vecchio tracciato essendo ancor meno percorso di prima è ora più soggetto a essere invaso da vegetazione. Tuttavia, per chi arriva con mezzi pubblici, e non a piedi da Castellammare, rappresenta una conveniente alternativa per accedere alle Tese, in quanto inizia presso una fermata SITA e fa risparmiare varie decine di metri di dislivello e varie centinaia di percorso.
Senza voler cambiare niente della situazione attuale (segnatura e carta CAI), penso sia opportuno che i veri camminatori di tanto in tanto percorrano anche il vecchio 34 contribuendo a mantenerlo aperto e segnalando eventuali problemi tramite i soliti tamtam in internet.

Per entrambi i casi, già so di poter contare sui soliti Matteo (con i FREE Amalfi), gli amici di Agerola (Ass. Sentieri degli Dei), guide coscienziose come Luigi Esposito e pochi altri, gli stessi attivisti del CAI Stabia, nonché sul gruppo virtuale (e virtuoso) dei Camminanti, ma ben vengano altre collaborazioni.
Certo non ci possiamo affidare a quelli che si dedicano esclusivamente a selfie e foto di gruppo, e che non si sognano neanche lontanamente di portare nello zaino un paio di cesoie né di spostare una pietra in posizione pericolosa. 

lunedì 30 dicembre 2019

Aggiornamento itinerario C del Trek 2020

Qualche mese fa percorsi tutto il sentiero della Conocchia in salita e mi resi conto delle condizioni pietose in cui si trova, molto peggiori di quanto ricordassi. Visto che con il tempo e con possibili nuovi intensi eventi atmosferici certamente non migliorerà, ritengo opportuno scartare in via definitiva il circuito precedentemente proposto. Non volendo prendere in considerazione la discesa dal villaggio sportivo a Moiano (troppo fuori mano), i due collegamenti utili per il Faito rimangono Palmentiello (300) e le Tese di Pimonte (334) (prima e seconda foto).

 
La migliore ipotesi, secondo me, è quella di salire da Pimonte (dove è facile arrivare con trasporto privato o addirittura pubblico se gli orari sono opportuni), tornare via Palmentiello – Crocella e quindi scendere a Bomerano via macello senza dover aspettare alcun trasporto privato o pubblico che sia per il rientro.



video della ricognizione del 22/6/14, da bivio 300/350 a Crocella

Questi percorsi “obbligati” sommano a circa 10 km, lasciandoci quindi la libertà di scegliere un percorso di un'altra decina di chilometri tra i boschi del Faito al momento, a seconda delle condizioni meteo e del terreno. Oltretutto si elimina la Conocchia in discesa che a fine giornata sarebbe stata veramente stancante, potenzialmente insidiosa e in ogni caso il ritorno a Bomerano dalla Forestale avrebbe implicato qualche ulteriore salita. Al contrario, il percorso via Palmentiello è più comodo, senza lunghe discese ripide e l’ultimo paio di km dal macello al centro si fanno facilmente in meno di mezz’ora visto che sono lungo stradine il leggera discesa e ben pavimentate.

In conclusione, per l’itinerario dettagliato di questo circuito del Faito (C) si dovrà aspettare fino all’ultimo momento per decidere quali tratti inserire fra Bandera (foto sotto), Cerasuolo, faggi secolari, Casa del Monaco, Conocchia, Molare e via discorrendo.
Per ora l’ipotesi è quindi questa:
  • da Bomerano a Pimonte su ruota
  • Tese di Pimonte (4,4km con +770m disl.) fino a Porta di Faito
  • percorso da decidere al momento fra Porta di Faito e incrocio 300/350
  • ritorno a Bomerano via Palmentiello, Crocella, macello (5,9km con -560m disl.)


Per avere notizie affidabili sullo stato delle Tese di Pimonte e Palmentiello si dovrà attendere la fine dell’inverno, ma se nel frattempo qualcuno dei colleghi camminatori avrà occasione di percorrere detti itinerari o avrà notizie certe da persone di sua fiducia è invitato a comunicarlo.

martedì 11 luglio 2017

Mappe aggiornate, uniformate e ampliate

Dopo una lunga pausa, ancora con tanti arretrati, ecco un nuovo post per annunciare una novità (più che altro un aggiornamento e un adeguamento alle tecnologie moderne) che dovrebbe incontrare il gradimento dei camminatori. In previsione dell’apertura di un nuovo sito (vai alla mappa interattiva), dedicato esclusivamente all’escursionismo, ho messo mano alle cartine già online da anni su www.giovis.com per renderle più compatibili con tablet e smartphone. Considerato il quasi totale abbandono delle stampe non sono più “costretto” a creare mappe poi facilmente riproducibili in formato A4, quindi non devo limitare le aree, né devo dividere lunghi percorsi lineari in più mappe, né ridurre la scala per far rimanere il disegno in un solo foglio.

Ho quindi individuato le 7 aree di grande interesse essere escursionistico (vedi quadro d'unione qui sopra), tre delle quali connesse fra loro. Delle altre quattro Capri è per forza “isolata” (nel vero senso della parola) e le altre 3 sono il classico comprensorio Campanella, San Costanzo, Santa Croce e Jeranto, il quasi adiacente lungo tratto che si affaccia sul mare fra Marina del Cantone e Colli di Fontanelle (in effetti per congiungere le 2 manca solo il brevissimo e inequivocabile collegamento Nerano-Cantone) e la Valle delle Ferriere di Scala e Amalfi che ho opportunamente (penso che faccia piacere ai più) ampliato a nord fino al Cervigliano e Santa Maria ai Monti (con le relative ascese di Scalandrone e bosco Santa Maria) e a ovest fino a San Lazzaro includendo quindi Acquolella, Cospita e Murillo.
Chi conosce seppur minimamente il territorio dei Monti Lattari avrà già capito che le tre rimanenti carte, come anticipato collegate fra loro, coprono quasi interamente le alture fra i due “passi” stradali Colli San Pietro (311m, fra l’area sorrentina e Positano) e traforo di Agerola (701m, fra Castellammare e Amalfi), spingendosi a nord fino a tutto il Faito e Sant’Angelo a Tre Pizzi (1.444m) e quindi includendo centinaia di chilometri dei sentieri che attraversano i pendii meridionali. Per non eccedere nelle dimensioni delle due più in basso le ho divise (e accavallate) lungo l’asse Santa Maria del Castello - Positano e quindi anche i due collegamenti fra dette località (Tese e Valle Pozzo) sono rappresentate per intero in entrambe.
A mo' di esempio, vi propongo in anteprima la mappa 5 (da S. M. Castello a Bomerano) che oltre i suddetti collegamenti include Forestale-Conocchia, frana, M. Tre Calli, M. Catiello, Vagnulo, sentiero Dei).
questa è la versione ridotta da blogger.com; scaricate la versione HD qui 


Tranne Capri e San Costanzo/Campanella (a scala maggiore) i file GIF di tutte le altre cartine sono stati prodotti a partire da una stessa scala (1:15.000) e con gli stessi dpi. Di conseguenza, tranne che per piccole modifiche intervenute dopo il taglio, sono uniformi e le tre che si accavallano dovrebbero poter essere facilmente montate (ma non so quanto convenga).
Ultima nota, rispetto alle versioni precedenti ho aggiunto, per quanto possibile, la numerazione aggiornata dei sentieri CAI (Club Alpino Italiano).

Camminatori, all’érta! 

giovedì 30 ottobre 2014

Un aiuto per pianificare escursioni

Facendo seguito al post precedente e continuando nei suggerimenti di itinerari, metto a disposizione una mappa essenziale e quanto più pulita possibile, nel senso che ho eliminato elementi non strettamente necessari). Chiaramente, considerata la scala, servirà solo per avere un colpo d’occhio sui percorsi principali del versante meridionale del massiccio del Monte Sant’Angelo a Tre Pizzi. Chi non li conoscesse a sufficienza è bene che prima di mettersi in cammino si procuri carte più dettagliate o che vada in compagnia di escursionisti più esperti.
Stiamo andando incontro all'inverno e i sentieri evidenziati sono quelli che probabilmente si useranno di più nei prossimi mesi in quanto godono di più ore di luce, offrono temperature medie più alte e sono riparati dai freddi venti settentrionali.

La mappa è l’elaborazione di una porzione della carta che utilizzo da anni per pianificare percorsi più lunghi (per esempio Trek e MaraTrail), in particolare quelli ad anello che riportandoci al punto di partenza non ci fanno dipendere da inaffidabili mezzi di trasporto.
L’area di maggiore interesse è quella compresa fra Santa Maria del Castello a ovest e Bomerano a est, mentre a nord e a sud i percorsi limite fra quelli evidenziati in rosso sono Forestale - Capo Muro - Tre Calli a monte e Tese (o Valle Pozzo), Montepertuso, Nocelle, Colle la Serra a valle. Fra questi due itinerari longitudinali di una decina di chilometri ciascuno sono evidenziate in rosso anche tutte le bretelle più frequentate.
Avendo davanti agli occhi questa “griglia” sarà facile per chiunque progettare anelli a partire da qualunque punto raggiungibile con mezzi a motore. Anche i più esperti potranno trarre vantaggio da questa carta essenziale aggiungendo oltretutto i sentieri fuori carta dei quali ho comunque provveduto ad indicate i punti di attacco e il tratto ricadente in mappa con linea tratteggiata nera e le destinazioni con freccia e toponimo in verde.
Per facilitare la comprensione dell’altimetria e per rendersi quindi conto dei dislivelli che si andranno ad affrontare ho riportato le curve di livello con equidistanza 100m e ho inserito un buon numero di quote.
Buona passeggiata.

mercoledì 17 settembre 2014

Una cartina con descrizione dell'itinerario aiuta sempre?

Ieri mi è capitata fra le mani una cartina/dépliant del Parco Regionale dei Monti Lattari, edita con il titolo “A spasso tra i due mari” e sottotitolo “I 4 itinerari più belli del parco”.
Gli itinerari proposti sono:
1. La Valle delle Ferriere e dei Mulini
2. Il Sentiero degli Dei
3. Il Monte Faito e il “Molare”
4. Tra Positano e Santa Maria del Castello
Comincio col proporvi la descrizione di quest’ultimo itinerario che comprende vari sentieri fra Positano e Santa Maria del Castello.

Pur conoscendo “abbastanza bene” la zona, non sono riuscito a seguire quanto spiegato nel testo.
Sulla cartina il sentiero parte (giustamente) dalla curva di Corvo P lungo la strada di Montepertuso ma la quota di quel punto è circa 205m e non 181m che potrebbe essere la quota di  arrivo (A sulla cartina) al bivio della statale.
A mia memoria lungo le Tese (CAI 33) non c’è un singolo metro in discesa, quindi dove sono i “saliscendi”?
Questo Colle del Cevere (non conoscevo il toponimo, ma a leggere la seconda parte del testo dovrebbe essere l’altura dove si trova il B&B Il Rifugio) si trova ad ovest del punto di arrivo delle Tese, di conseguenza chi si dirige al Santuario, che si trova ad est, non ci passa. Nella descrizione si parla di una “carrozzabile sterrata fra macchia e castagni” che è appunto la strada di accesso al B&B, e non si percorre, ma è giusta la parte successiva da “In corrispondenza di un quadrivio il sentiero CAI n.33 …” in poi.
I paragrafi conclusivi suggeriscono vari possibili itinerari (in maniera oserei dire molto confusa) citando molti toponimi non inseriti sulla carta e liquidando in un paio di righe la discesa via Capodacqua che è il percorso evidenziato in carta.
Mi sbaglio, sono troppo pignolo o questa descrizione è effettivamente abbastanza confusa? Consultando, per esempio, il CAI non si sarebbe potuto ottenere un risultato migliore a costo zero?
Domani vi proporrò quella relativa all'itineraio Il Monte Faito e il “Molare” , a mio parere ancor più confusa ...

lunedì 4 agosto 2014

Cartografia antica: le Tese di Pimonte nel 1819

Ho analizzato un nuovo stralcio della carta borbonica a partire dalle Tese di Pimonte che a quell'epoca erano una mulattiera principale, tant'è che venne riportata (molto fedelmente) con il simbolo utilizzato per i percorsi più importanti: linea continua con linea punteggiata parallela. 
Possiamo anche leggere vari toponimi interessanti a partire da quello al lato del tratto iniziale rettilineo: Via nova del Demanio che ne attesta l'uso pubblico. La forra che tuttora si attraversa percorrendo l’antico Ponte del Piano per accedere alle Tese vere e proprie viene similmente detto Vallone del Demanio, chiuso fra Pantanelli a ovest e la Ceppa a est. 
I tornanti si sviluppano attraverso Puntapiana di Sotto e Puntapiana di Sopra (Punta Piana o Pizzo Piana sulle carte moderne) per infine scollinare nei pressi di M.E FAJTO dove iniziano i problemi di toponomastica.
Il succitato Monte Fajto si dovrebbe riferire alla cimetta (1222m) a sudest del punto di arrivo delle Tese, sulle carte moderne indicata come Porta di Faito. La sella poco pronunciata a sudest dell’altura viene denominata Cierco (quercia). Io non riesco a leggere ulteriori lettere, ma sulla cartografia moderna nella stessa area appare Cercasole (che suona quasi come Cerasuolo, rilievo ben definito culminante a 1213m, quasi un chilometro più a sudovest). Come, quando e perché sia nato questo Cercasole non ve lo so proprio dire.
Per gli ufficiali topografi borbonici la cima (1278m) sulla quale è stato costruito il Santuario di San Michele (completato solo nel 1950) è la Punta di Fajto e gli stessi riportano il toponimo Porta di Fajto nella sella fra Castellone e l’altura dell’attuale Santuario (dell’ubicazione di quello antico mi occuperò in un prossimo post).
Gli altri toponimi del Faito che potete leggere in questo stralcio di carta concordano abbastanza con i moderni sia per grafia che per ubicazione: 
Acqua la Londra (Lontra) 
Campo del Pero (identico) 
P.a della Bandiera (Punta Bandera) 
LA BANDIERA (Bandera) 
M.E CERASUOLO (identico) 
CASTELLONE (identico)
In conclusione l'interrogativo più interessante, e al momento per me irrisolto, resta l'attribuzione del toponimo Porta di Fajto
Da un punto di vista strettamente geografico una "porta" è di solito un passo, un valico e ciò farebbe propendere per quello subito a monte dell'Acqua delle Scorchiechiuso fra l'altura del Santuario e Castellone
Al contrario, dal punto di vista dell'uso e della viabilità, sarebbe logico abbinare il nome al punto sommitale delle Tesequasi come se il crinale San Michele - Piazzale dei Capi fosse un muro di cinta del Faito

mercoledì 30 luglio 2014

Escursionismo e Cartografia: sentiero parallelo al Fiume Pozzo

Vi propongo un altro stralcio del foglio 15 della Carta dei contorni di Napoli redatta dagli Ufficiali Borbonici nel secondo decennio dell’800.
Si tratta della zona a monte di Positano, quindi adiacente a quella di Nocelle esaminata qualche giorno fa per la quale le indagini sono in corso. Come già accennato su FB Camminate, anche in questo caso c’è un quesito da risolvere,
Per facilitare i riferimenti ai vari elementi rappresentati, sulla carta ho affiancato alle sottili linee nere originali linee colorate evitando la sovrapposizione in modo da poter osservare il disegno.
Potete facilmente notare che sono chiaramente descritti i collegamenti con Montepertuso (in rosa, in basso a destra) e, seppur di difficile lettura a causa dei tanti tratti di pendenza, sono rappresentate anche le Tese e la bretella da queste alla Croce di Capodacqua evidenziati anch'esse in rosa nella parte centrale della carta, verso sinistra. La viabilità principale di Santa Maria del Castello è praticamente identica a quella attuale (tratteggiate marroni). 
Il percorso Montepertuso - Corvo (con linea verde a monte) è più che evidente ed ha andamento molto simile alla attuale rotabile.
Ora veniamo all'argomento di questo post, la perplessità che mi è sorta interpretando la carta che in linea generale è affidabile nelle parti che sono rimaste simili fino ad oggi.
Non essendo esperto della zona e non avendo mai sentito parlare di un collegamento che corresse parallelo al Fiume Pozzo fra l'attuale strada di Montepertuso e la statale mi ha incuriosito, e non poco, la parte centrale di questo stralcio (pallini rossi).
Osservate la zona fra T. Gianmarino (posta sul pinnacolo calcareo poco a valle della fontana di Montepertuso) e la scritta POSITANO
Valle Pozzo è inequivocabilmente identificata con la linea nera un po’ tremolante (evidenziata dalla mia azzurra, usata anche per gli altri corsi d'acqua) che passa sotto la C di S. M. a Castello e continua fino alle case fra la T e la A di POSITANO per poi scomparire (ma la valle è comunque leggibile con i trattini di pendenza) e riapparire nei pressi del mulino (c’è il simbolo della ruota).
Da nordest arriva un’altra sottile linea nera (molto più diritta di quella di Pozzo) che interseca il sentiero Montepertuso - Corvo (in verde) poco a nord della T della TorreE qui sorge il dilemma: la suddetta linea sembra attraversare il Fiume Pozzo e poi volgere verso sud-sudovest e continuare parallela a Valle Pozzo. Ma è impossibile che due corsi d’acqua possano correre paralleli in una stretta forra, l’acqua può solo scorrere sul fondovalle.
Inoltre si deve osservare che la linea più occidentale (pallini rossi) corre attraverso i trattini di pendenza (quindi in costa) e non alla loro base, quindi non dovrebbe rappresentare un corso d’acqua.
Questa è l'incongruenza alla quale accennavo nel post di lunedì su FB Camminate
Quindi la domanda è: esisteva un collegamento fra il sentiero Montepertuso - Corvo e la zona a nordovest de Li Parlati che correva parallelo a occidente del Fiume Pozzo? O si tratta di un marchiano errore dell'incisore nel copiare i rilievi degli ingegneri? Nel caso fosse esistito sarebbe stato estremamente pendente e avrebbe dovuto essere una ripida scalinata o avrebbe dovuto comprendere numerosi tornati. 
In entrambe i casi dovrebbero esserne rimaste tracce. 
Il tornate della statale con il quale si supera il fiume Pozzo si trova a quota 127m, la corrispondente curva a gomito della strada di Montepertuso dalla quale dovrebbe partire l'ipotetico sentiero è a 285m. Quindi si sarebbe dovuto coprire un dislivello di ben 158m in meno di 170m (in pianta), vale a dire una pendenza media prossima al 100%.
Ho avuto modo di consultare le carte catastali di una sessantina di anni fa e di questo percorso non esiste traccia, né come strada vicinale e tantomeno come comunale. 
Vista l'orografia penso che, anche se fosse stato possibile effettuare il percorso in questione, non sarebbe certamente stato un itinerario principale avendone altri su ambo i lati molto più comodi e quindi non doveva essere riportato in carta.
Sarebbe stata, almeno per me, una scoperta interessante, ma purtroppo comincio a pensare che stavolta la (da me) tanto decantata carta borbonica del 1819 riporti indicazioni errate. 
Nel caso che qualcuno abbia invece notizie certe dell'esistenza del percorso sarò ben lieto di ricredermi e fare pubblica ammenda.

lunedì 7 luglio 2014

Escursionismo: ancora sullo stato dei sentieri

Niente di nuovo sotto il sole.
Come i camminatori abituali potevano facilmente immaginare tutti i sentieri bordati da felci e/o rovi sono da questie piante assediati e talvolta quasi completamente coperti.
Le continue piogge invernali e primaverili ci hanno regalato una eccezionale fioritura e ora questo è il prezzo da pagare per la vegetazione particolormente rigogliosa. In quanto ai rovi, almeno speriamo di rifarci dei graffi mangiandoci un bel po' di more a fine estate.
Ruth e Matteo, dopo la loro uscita di domenica, segnalano in particolare vegetazione invasiva nella prima parte (bassa) di Erbatenera e all'inizio della discesa delle Tese.
Inoltre comunicano che nella parte terminale (alta) di Valle Pozzo continua il deterioramento del sentiero causato dal passaggio di muli.
Pur apprezzando i loro avvisi, ricordo a tutti quelli che intendono collaborare alla segnalazione di notizie relative allo stato dei sentieri, di limitarsi a farlo per problemi seri, interruzioni, pericoli e (sperando che siano numerose) notizie di "riaperture". 
Un poco di erba non ha mai fatto male a nessuno e non ha mai spaventato i veri escursionisti. Non vorrei che segnalazioni di questo tipo, seppur fatte con le migliori intenzioni, inducano poi qualche Amministrazione a ricorrere a tagli eccessivi o addirittura all'uso di diserbanti!

domenica 6 luglio 2014

Escursionismo: qualche idea per lunghe escursioni

Facendo seguito alla presentazione della cartina comprendente i sentieri strategici di Palmentiello, Tese di Pimonte e Colle Garofalo - Capo Muro, mi permetto di suggerire qualche itinerario che sfrutti appunto questi collegamenti.
parte alta delle Tese di Pimonte
Da Pimonte salite via Tese al Faito dove vi organizzerete un bel giro a seconda dei vostri interessi e delle vostre forze (Molare, Cerasuolo, Conocchia, Castellone, ecc.). Poi potrete scendere via Palmentiello e giunti a Colle Garofalo raggiungere il traforo (via Colle Sughero) o Bomerano via Capo Muro e Tre Calli. Il tratto Agerola Pimonte potrete farlo in bus la mattina (consigliato) o a fine escursione, ma dovrete stare attenti agli orari. 
Il collegamento Colle Garofalo - Capo Muro può anche essere sfruttato per un percorso più breve e con minor dislivello, vale a dire il giro alto della valle di Agerola, fra il Murillo, a monte di San Lazzaro, e il Tre Calli, a monte di Bomerano. Anche in questo caso è possibile chiudere il circuito utilizzando un trasporto pubblico.
Palmentiello
Il collegamento Capo Muro - Colle Garofalo cade a fagiolo anche per quelli che amano le lunghe traversate in quanto consente di superare Agerola rimanendo in quota. Per esempio il percorso di una edizione della E poi si vede Trail aveva origine da Colli San Pietro per andare all'Imbarrata, sul crinale a nord di Agerola, via Monte Comune, S. Maria del Castello, Forestale, Capo Muro e Colle Garofalo. 
L'incrocio dell'Imbarrata fu scelto per la sua posizione strategica in quanto di lì si può scegliere fra un'infinità di percorsi per scendere ad Amalfi e quindi ritornare al punto di partenza (Colli San Pietro) con qualunque bus diretto a Sorrento (ce ne sono fino a tardi).
Le possibili scelte, giusto per citarne qualcuna, includono:
- S. Maria ai Monti, Scalandrone, Scala, Amalfi
- S. Maria ai Monti, Bosco Annunziata, Scala, Amalfi
- Monte Rotondo, Fic' 'a noce, Pogerola, Amalfi
- Pontichito, Acquolella, Pogerola, Amalfi
- Megano, Brusara, Ravello, Amalfi
e per ognuna di queste ci cono tante possibili varianti.
il Fungo di Capo Muro
Infine suggerisco un interessantissimo anello che, in quanto tale, non è subordinato ad un trasporto pubblico. Si tratta di un giro che ha come estremi Faito e Capo Muro e che utilizza i collegamenti Conocchia-Forestale-frana da un lato e Palmentiello-Colle Garofalo dall'altro. Può essere percorso in entrambe i sensi e la scelta sarà fatta non solo  considerando il vostro stato di forma e la tenuta delle vostre ginocchia (discesa della Conocchia), ma anche la temperatura.
L'itinerario di base è lungo una dozzina di chilometri con un dislivello di circa 1.000m. Se non volete partire dal Faito, aggiungendo qualche chilometro potrete iniziare la vostra escursione da qualunque punto di Agerola o da S. Maria del Castello.
Ovviamente questi sono semplici spunti e vogliono solo essere un uteriore invito a mettersi in cammino. 
Avendo una minima conoscenza del territorio e con l'ausilio di una cartina, potrete facilmente adattare i percorsi alle vostre esigenze e, scegliendo con cura itinerari e orari di partenza, tutti i summenzionati percorsi possono essere molto piacevoli anche nel periodo estivo. 
Cartine, profili altimetrici, foto, video e altre info su www.giovis.com.
Buona passeggiata!

domenica 29 giugno 2014

Escursionismo: Tese di Pimonte, Palmentiello, Colle Garofalo - Capo Muro

Ho redatto una nuova cartina che rappresenta l’area di "svincolo" a est del Sant'Angelo a Tre Pizzi, comprendente tre sentieri importanti eppure molto poco frequentati, tranne forse Palmentiello per far parte dell'Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300). 
Il loro grandissimo valore "logistico" per la creazione di lunghi itinerari evitando inutili andirivieni mi ha spinto a realizzare questa mappa che ovviamente include anche altri noti sentieri quali Conocchia, Forestale-Capo Muro, Molare, Monte Catiello, ecc.
Tese di Pimonte (CAI 334), da Pimonte al Faito
Antica mulattiera di circa 4,5km con quasi 800m di dislivello, un tempo utilizzata anche per il trasporto del ghiaccio delle neviere. Origina dalla traversa del parcheggio del ristorante San Michele (436m, fermata linea SITA Castellammare-Agerola) e conduce a Porta di Faito (1204m, innesto sul sentiero fra la funivia e il Santuario, CAI 350). Dopo un inizio relativamente ripido al margine di campi coltivati, si attraversa un antico ponticello e si inizia la lunga serie di oltre 30 tornanti, per lo più fra castagneti, con comoda pendenza pressoché costante. Eccellenti panorami nella parte alta.
Palmentiello, tratto dell'Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) fra Colle Garofalo e Faito
Fondamentale e quasi unico accesso al Faito e S. Angelo a Tre Pizzi da est. È lungo circa 2,4 km e i due estremi sono rispettivamente a quota 1026m (incrocio a ovest di Colle Garofalo) e 1185m (innesto sul sentiero fra la il Santuario e il Molare, CAI 350).
CAI 329a (ex 02), collegamento bivio di Colle Garofalo (1026m) e Capo Muro (1079m)
Apparentemente semplice, questo percorso che collega il crinale dei Lattari con i tanti sentieri che del versante meridionale del S. Angelo a Tre Pizzi è storicamente problematico in quanto attraversa boschi cedui, con fondo spesso coperto di ramaglie e pomici. Un sentiero vero e proprio non esiste e nel corso degli anni sono stati segnati diversi percorsi, contribuendo a creare confusione. Una volta si passava in alto (oltre i 1100m), la vecchia carta CAI riportava un itinerario che scendeva fino a 825m, ma pare che adesso si sia optato per un itinerario "ufficiale" intermedio con due possibilità nella parte nord.
Al momento il più frequentato, quasi ufficiale, è quello segnato in rosso in carta. La variante che conduce alla sella a ovest di Crocella è in nero. In entrambi i casi da Capo Muro alla sella ovest di Colle Garofalo si percorrono poco meno di 2,5km. Fino alla settimana scorsa, ultima volta che l'ho percorso, nel tratto intermedio c'erano ancora numerosi segnali sbiaditi, ma nella discesa su pomice e fra le felci il tracciato non era sempre immediatamente individuabile.
Mi riprometto di effettuare ulteriori sopralluoghi ed eventualmente di aggiornare questa carta.
Mi dispiace sottolineare (ma è importante mettere in guardia chi va in giro con le cartine) che nell’area Crocella, Colle Garofalo e Palmentiello ci sono grosse incongruenze fra quanto rappresentato dalla carta del CAI e l’attuale situazione reale. 
Mi riservo di trattarle in modo analitico in un prossimo post.

mercoledì 27 novembre 2013

Escursionismo: Wonderful Winding Walk * 100 km * Day 3

L'ultimo giorno di questa 100km andremo da Nocelle a Sorrento seguendo un percorso molto più lineare rispetto ai giorni precedenti. Infatti, per i primi 25km circa procederemo verso ovest, quasi sempre in vista della costa e degli strapiombi fra Positano e Punta della Campanella (versante salernitano dei Monti Lattari) nonché dell‘isola di Capri, fino a raggiungere Termini dove è prevista una sosta relativamente lunga per il nostro banchetto conclusivo/celebrativo. 
Avremo poi modo di avviare la digestione percorrendo i facili ultimi 8km, per lo più in dolce discesa, che ci porteranno a Sorrento.
Anche la camminata mattutina è mediamente più scorrevole dei tratti precedenti e le salite sono ben distribuite e mai eccessivamente ripide. Ciò ci consentirà di procedere a passo abbastanza spedito e quindi di avere tutto il tempo necessario per goderci il banchetto a Termini.
Solo due salite hanno dislivello superiore ai 100 metri ed esattamente quella delle Tese per S. Maria del Castello (circa 400m) e quella da Capodacqua a Monte Comune  (circa 200m). Le altre sono più brevi o interrotte da tratti in falsopiano. 
Comunque, considerando gli innumerevoli saliscendi e le tante brevi salite (qualcuna ripida), il dislivello totale si avvicina ai 1.500m.
Day 3 - prima parte - Nocelle-Colli
Day 3 - seconda parte - Colli-Termini