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lunedì 24 novembre 2014

Preparazione di un'escursione e sicurezza ... e buonsenso

Ritenendo l’argomento non solo interessante ma direi di vitale importanza, riporto alcuni stralci dei commenti al post relativo agli scout ed un’ulteriore considerazione suffragata da uno scambio di email di un paio di mesi fa. Spesso chi legge un post appena pubblicato, anche se lo trova interessante, non ci ritorna per vedere se ci sono commenti, quindi ripropongo i passi più significativi, i testi integrali sono in calce al post del 18 novembre.
Comincio con Ciro Di Martino, consigliere del CAI Stabia, il quale affronta il problema dal punto di vista della formazione, parlando per esperienza personale:
Il problema degli scout è vecchio e non VOGLIONO, essi stessi, risolverlo: sono incapaci di programmare un'escursione, non conoscono neanche i rudimenti dell'orientamento in montagna e sono male organizzati. Posso dire ciò a ragion veduta perché molti capi dei gruppi scouts si sono rivolti al CAI di Castellammare per acquisire le conoscenze base di un buon accompagnatore: mancavano spesso alle lezioni, erano poco attenti e, sembravano, più propensi alla socializzazione tra loro che alle problematiche della sicurezza in montagna. Un socio CAI, per fare l'accompagnatore di alpinismo giovanile (giovani iscritti al CAI dagli 8 ai 17 anni) deve frequentare un corso al quale si accede già con documentata esperienza personale, ed avrà istruttori nazionali che insegnano l'orientamento, la psicologia di gruppo, la conduzione, la meteorologia, come procedere su roccia fino al 2°-3° grado di difficoltà, su neve e su ghiaccio, come prestare il primo soccorso e come allertare i soccorsi!!!
I seguenti sono stralci di commenti che sottolineano soprattutto la necessità di prevedere (ed evitare per quanto possibile) situazioni di pericolo ed è assolutamente vera (e sconsolante) la considerazione con la quale Anna Naclerio ha concluso il suo commento:
… non credo che con quel tempo si sarebbe dovuta iniziare una escursione su un sentiero del genere e chi gestisce dei ragazzi dovrebbe avere il buon senso, così come lo dovrebbero avere certe guide, di non affrontare certi percorsi con condizioni meteo avverse. (Luigi Esposito, Tecnico del Soccorso Alpino) 
le mappe vanno studiate a casa e il tramonto non aspetta nessuno. (Andrea Milano) 
… la ricognizione preventiva e la valutazione della sicurezza sono elementi fondamentali per un'escursione, e aggiungo che purtroppo i capogruppo hanno fallito un obiettivo importante della loro associazione, cioè avvicinare i ragazzini alla natura allo scopo di farla apprezzare e rispettare. Non biasimo quei ragazzini che dopo un'avventura simile, penseranno che i sentieri siano simili a buchi neri pronti a inghiottire i passanti! (Anna Naclerio, guida escursionistica)

A ulteriore sostegno di quanto scritto di Ciro Di Martino, vi propongo una sintesi delle email scambiate con un assistente AGESCI (scout) un paio di mesi fa:
… sto organizzando un campo nazionale parto da Bomerano. Volevo sapere se c'è un sentiero che da Bomerano conduce ad Amalfi o a Minori. Da Amalfi farei poi la valle della ferriera per raggiungere Ravello, si può raggiungere senza passare per Scala? Spero di essere stato chiaro. (Ass. AGESCI)
Ci sono molti itinerari da Bomerano ad Amalfi, così come da Amalfi a Ravello, tutti fattibili ed in buone condizioni. Scegli in base ai km che vuoi percorrere ed al dislivello. Tutte le cartine sono sul sito. Ciao. (Giovanni)
Scusa se ti disturbo ancora... Se dalla frazione di San Lazzaro ad Agerola scendo per Pogerola ed arrivo ad Amalfi ed il giorno dopo da Amalfi per valle della Ferriera (si chiama sentiero "Giustino Fortunato"?) arrivo a Ravello: corro il rischio di fare lo stesso pezzo di strada in alcuni tratti, naturalmente? Grazie! (Ass. AGESCI)
Per organizzare escursioni bisogna saper leggere le cartine e testare i sentieri. Qualunque cosa ti dica non è detto che riuscirai a trovare il sentiero giusto, ci sono un cumulo di bivi. Devi andarci … prima di portare altri. (Giovanni)
La sostanza è che per la maggior parte di loro basta chiedere una informazione generica per portare in giro senza alcuno scrupolo persone (peggio se minorenni) convinti che un sentiero sia come un’autostrada con poche uscite ben segnalate, aree di sosta ecc. Vi invito a riflettere sulla prima domanda postami dallo scout:
Volevo sapere se c'è un sentiero che da Bomerano conduce ad Amalfi o a Minori.
Anche senza dover tirare in ballo la Teoria dei Grafi (prima o poi ne parlerò in questo Blog), dovrebbe essere chiaro a chiunque che due località raggiunte da strade e/o sentieri sono connesse tra loro e le possibili scelte di percorso aumentando con la distanza. 
Se solo avesse guardato una cartina, anche a piccola scala, e avesse deciso la sua meta (Amalfi e Minori sono separate da due crinali e ovviamente una valle) si sarebbe reso conto dei pressoché infiniti itinerari possibili compresi fra quello più vicino al mare e quello che passa per lo spartiacque dei Lattari ed infine scende al mare. 
La domanda, quindi, dimostra la totale impreparazione a cominciare dal metodo, e non si trattava di una passeggiata fuori porta ... "sto organizzando un campo nazionale".

martedì 18 novembre 2014

Scout in difficoltà … ancora una volta

Accaduto un paio di giorni fa: “Un gruppo di scout di Scampia si smarrisce. Raggiunti nella notte sono tutti in buone condizioni
Online si leggono resoconti leggermente diversi, per esempio per PositanoNews sono partiti da Marina del Cantone “Verso le 15 il gruppo – composto da 12 scout (età media 13 anni) e 2 accompagnatori – si è diretto verso Torca.” invece per corsoitalianews sono “… partiti dalla frazione di Torca intorno alle 15, mentre percorrevano uno dei sentieri che conduce verso il mare, si sono imbattuti in una tempesta di pioggia e vento che li ha smarriti.” (sic, strano uso del verbo …). Ma pare che poi tutti concordino nel dire che “Verso le 22 gli accompagnatori, visto che non riuscivano a ritrovare la strada, hanno lanciato l’allarme.” e che “I dispersi sono stati raggiunti verso le 3 di notte.
A prescindere dalla direzione di marcia e dagli orari esatti (il fatto in sé è certo) vorrei sottoporvi un quesito. 
Voi avreste lasciato un luogo abitato e facilmente raggiungibile con un qualunque mezzo di trasporto per avventurarvi lungo un percorso attraverso una zona notoriamente impervia, che non conoscevate a sufficienza, guidando un gruppo di minorenni affidato (!!!) al vostro buonsenso e giudizio (!!!!!!!), sotto un’acqua battente, partendo alle 15?
Non penso che risponderete “e perché no?” affermando così che in una situazione simile anche voi vi sareste allegramente messi in marcia seguiti da una dozzina di sventurati innocenti (12-13 anni). Ma se per voi questa sarebbe stata una scelta logica, non prevedendo nessun problema, sono sicuro che sareste anche capaci di sostenere che solo per malasorte alle 17 si è fatto improvvisamente buio! Chi avrebbe mai potuto prevedere che a metà novembre il sole potesse calare così presto se fino al giorno prima il tramonto era previsto dopo le 20? (il che è vero se si guardano previsioni ed effemeridi di Sorrento, Australia …)
Inoltre io mi chiedo: se i nostri eroi, avevano perso la retta via di giorno, come pensavano di ritrovarla di notte? Pur volendo sostenere che con o senza luce non c’è una grandissima differenza, è pur vero che certamente il buio non aiuta, quindi perché attendere fino alle 22 prima di allertare i soccorsi? E qualcuno degli incauti genitori degli scout ha denunciato i due accompagnatori, quantomeno ai loro superiori?
Non voglio certamente fare prediche o fingere di essere perfetto, ma avendo una ventennale esperienza di guida ed escursionista indipendente penso di avere titolo per affermare e sostenere che se da soli o in compagnia di pochi amici esperti (ma nel vero senso della parola, che quindi possano dare una mano e non essere di intralcio) ci si può anche imbarcare in qualche impresa sconsiderata, certamente accompagnando altre persone, in particolar modo minori che in quei frangenti sono a tutti gli effetti sotto la propria tutela, non bisogna assolutamente metterle in condizioni di rischio inutile
Le associazioni scout svolgono senz’altro un ruolo importante nella formazione giovanile promuovendo, fra l’altro, le attività all’aria aperta a in particolare in ambiente naturale, molto trascurate da altri. Purtroppo però, capita spesso di leggere notizie come queste, talvolta senza lieto fine. Nel corso degli anni tantissimi scout mi hanno chiesto informazioni su vari percorsi dei Lattari e spesso ho dovuto insistere nel consigliare loro di andare a verificare il percorso prima di portarci altri ragazzi. Questa dovrebbe essere la normale prassi da seguire, praticata dalla maggior parte delle guide che conosco, e in questo modo i rischi di perdersi si riducono al minimo. 
Chi istruisce i capi scout dovrebbe evidenziare questo punto fondamentale della previa ricognizione dei sentieri sottolineando la fondamentale importanza della sicurezza e della prudenza (che vanno a braccetto) non permettendo a novelli Rambo di mettere a repentaglio l’incolumità dei più piccoli.