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martedì 6 aprile 2021

Tolomeo 2021 (5) – circuito storico-urbanistico, nonché logistico

Itinerario 11 Le mura e le porte di Sorrento

Percorso inedito di circa 2.800 m, ai quali se ne aggiungono 500 in caso di deviazione a/r per la Marina Grande. Certo che non ci sia bisogno di sottolineare il valore culturale di questo itinerario urbano, mi limito a evidenziarne l’utilità logistica che vi si affianca. Il nome dato al circuito già anticipa che l’itinerario segue per quanto possibile i limiti della città di Sorrento, in più punti ancora ben evidenti per i tratti di mura sopravvissuti ai secoli e per i quasi insormontabili margini geomorfologici quali falesie e forre incise nel tufo. Procedendo lungo tali evidenze, i camminatori giungeranno inevitabilmente anche in tutti i luoghi dove sorgono (o esistevano) le 5 porte di Sorrento, risalenti a varie epoche. Tre di esse sono tuttora in piedi e vengono attraversate da chi percorra l’intero circuito, delle altre due (ahimè) non c’è più traccia. Ho anticipato il tema dell’utilità logistica in quanto ho proposto questo itinerario (non di mia competenza in quanto esula dall’escursionismo vero e proprio) con l’intenzione di collegare i punti di partenza degli itinerari extraurbani, che si sono voluti situare proprio in corrispondenza delle porte in quanto, come in qualunque parte del mondo, da esse originavano le strade oltre le mura.  

Un percorso inizia dalla Porta di Parsano, 4 (idealmente) dalla Porta di Massa (in realtà, per vicinanza e spazi disponibili, da piazza Veniero) e gli altri da piazza Tasso dove sorgevano Castello e Porta del Piano con relativo ponte sul vallone (vedi immagini d'epoca in basso, scaricate dal sito  www.ilmegliodisorrento.com). Le due porte verso le marine si attraversano, ma non sono punti di partenza di alcun itinerario se non questo che, essendo un circuito, può essere intrapreso da qualunque punto.

 

Concludo con l’elenco di strade e punti di interesse che si incontrerebbero se il percorso non sarà variato e lo si percorra da piazza Tasso in senso orario:

11 Piazza Tasso, vico S. Aniello, via Pietà (campanile della Cattedrale e ingresso della stessa a pochi metri), via Padre Reginaldo Giuliani (Sedil Dominova), via San Cesareo, via Tasso, via Sersale (Chiesa dei Servi di Maria, Porta e Bastione di Parsano), piazza Antiche Mura, via degli Aranci (vista mura), largo Parsano Vecchio, corso Italia, piazza Veniero, via Sopra le Mura, via Marina Grande (Porta di Marina Grande), piazza della Vittoria (belvedere di Prospietto), via Vittorio Veneto (Villa Comunale, chiesa e chiostro di San Francesco), via San Francesco, via Di Maio (AAST e belvedere), Porta di Marina Piccola, piazza Sant’Antonino (Basilica di Sant’Antonino), via Sant’Antonino, piazza Tasso.

11a via Marina Grande, fino alla chiesa di Sant’Anna, attraversando Porta di Marina Grande (foto in basso, dal sito www.aboutsorrento.com)

NB - Ribadisco che detta proposta non ricadeva fra gli incarichi assegnatimi, includendo tanti argomenti non di mia competenza; quindi, ho individuato il percorso solo sulla base dei limiti della città, dei più noti punti di interesse e della necessità di collegare tramite itinerario segnato i punti di partenza degli itinerari del TOLOMEO 2021. La scelta delle emergenze storiche, culturali, turistiche, architettoniche da porre in evidenza dovrà essere curata dagli esperti dei vari settori che saranno individuati dal Comune di Sorrento e da Penisolaverde come coordinatrice del progetto.

TOLOMEO 2021 è un progetto elaborato da Giovanni Visetti, su incarico di Penisolaverde S.p.A. per conto del Comune di Sorrento. 

giovedì 16 luglio 2020

20 anni fa nacque la Camminata dei 23 Casali

Mi è capitato fra le mani l’opuscolo di 24 pagine edito in occasione della prima Camminata dei 23 Casali di Massa Lubrense, tenutasi il 22 aprile 2000, sabato santo. In esso, ai messaggi di saluto degli assessori al Turismo e alla Cultura (Coppola e Iaccarino) seguiva una presentazione della mia “pensata”.
L’idea della Camminata dei 23 Casali nasce con l’intento di far conoscere il territorio massese evidenziando la vastità di scelte di percorso nella fittissima rete viaria vecchia di secoli, la piacevolezza dell’ambiente rurale, le viste sui Golfi di Napoli e Salerno con le loro isole, isolotti e scogli, il Vesuvio, i Monti Lattari. Nelle intenzioni dovrebbe diventare un appuntamento annuale ed il percorso potrà cambiare di anno in anno in modo da presentare in ogni edizione nuovi punti di interesse, nuovi sentieri recuperati o ripuliti (molti per varie ragioni vengono abbandonati e quindi fagocitati dalla vegetazione).
Quindi non vuole essere una visita guidata alle bellezze di Massa, ma un mezzo per farle solo “assaggiare” ai partecipanti in modo che al termine della Camminata tutti dovranno avere l’impressione di non essere riusciti a vedere abbastanza di Massa pur avendola percorsa in lungo ed in largo, quindi dovranno sentire il bisogno di ritornare per godersi e conoscere con più calma i luoghi, i panorami, i sapori e gli odori massesi, coinvolgendo ovviamente amici, parenti, ascendenti, discendenti, collaterali e affini. E ciò vale anche per i massesi che, per la maggior parte, non conoscono il proprio territorio e ne sottovalutano le bellezze. Quanti massesi hanno avuto occasione di visitare i bastioni del Castello? E quanti sono mai andati da Marciano a Termini per Scola, percorrendo meno di un chilometro? E quelli che conoscono via Filichito o via San Giuseppe, da quanti anni non le percorrono? La Camminata dei 23 Casali diventa quindi un mezzo per far tornare in mente tanti ricordi agli adulti ed anziani che nei decenni passati hanno percorso queste antiche strade per andare a scuola, al lavoro, alle feste patronali; e per far conoscere ai giovani la realtà massese al di là delle strade percorribili con auto e motocicli.
Nel corso della passeggiata si avrà l’occasione di soffermarsi ad osservare luoghi particolari, conoscere le caratteristiche del territorio, accedere ad alcune chiese minori, come San Giuseppe a Prasiano, Santa Maria del Campo e Santa Maria di Loreto, solitamente chiuse e quindi sconosciute ai più. Oltre ad ammirare dall’esterno tanti dei famosi limoneti massesi coperti dai caratteristici pergolati, si avrà modo, effettuando una breve deviazione, di attraversare parte dell’agrumeto più antico di Massa (il Gesù) impiantato dai Gesuiti nella prima metà del ‘600. Altra sosta particolare sarà quella al Castello, del quale in effetti rimane ben poco, ma la vista su Massa e Marina della Lobra dai bastioni settentrionali è veramente da non perdere.
In questo opuscolo si forniscono alcune informazioni basilari sui Casali attraversati, citando i nomi così come apparivano nell’elenco dei Fuochi del 1489 e nell’ordine nel quale saranno raggiunti nel corso della Camminata. Nella seconda parte sono state raccolte alcune notizie sui vari siti oggetto di sosta ed una più approfondita descrizione dei metodi costruttivi di pergolati e pagliarelle con particolare attenzione alla terminologia locale. Infine è stato dedicato spazio all’illustrazione dei principali prodotti massesi ed a due manifestazioni particolari: il Presepe Vivente di Torca e il Carnevale di Termini.
 
in alto, mappa con i 23 Casali toccati dal percorso
qui sopra, copertina e dorso con tabella oraria
Dieci anni dopo il Progetto Tolomeo, che aveva già fatto riscoprire molti percorsi storici dimenticati, la Camminata dei 23 Casali ebbe un buon successo negli anni seguenti, e per questo motivo in alcuni dei quali la classica data del sabato santo fu “raddoppiata” con un’altra edizione il 25 aprile, talvolta con itinerari diversi fra loro. Fra il 2000 e il 2013 si sono tenute 21 edizioni, alla successiva (già annunciata come ultima) si rinunciò a causa del maltempo.
Purtroppo, nonostante lo sbandierato maggior interesse per l'escursionismo e per il recupero dei percorsi rurali, l'itinerario del 2000 non è oggi proponibile per dissesti vari e/o per le cattive condizioni di alcuni tratti. 
I volenterosi possono comunque provarci ...

lunedì 27 aprile 2020

In vista dell'amnistia, preparatevi per la MaraTrail Amalfi - Colli S. Pietro

Nell’ambito degli incontri virtuali per approfondire di cartografia e orientamento in relazione all’escursionismo, i partecipanti (loro i profili altimetrici del percorso) hanno elaborato i percorsi di due MaraTrail ridotte al 75%, quindi poco più di una trentina di km, entrambe lineari ma quasi ad anello in quanto partenza e arrivo sono collegati da linea bus. In attesa di conoscere le condizioni di Palmentiello (tratto fondamentale per la Faito – Moiano via Capo Muro) ci siamo concentrati sulla Amalfi - Colli San Pietro, di 31km con circa 1.800m di dislivello, 1.100 dei quali nelle prime tre ore … poi sarà una vera passeggiata!
Infatti, si sale subito a S. Maria dei Monti (1.040m) passando per la Ferriera, San Marciano, sentiero alto Valle Ferriere, Scalandrone. Lasciata la piana del rifugio, si prosegue per oltre 10km fra falsipiani e brevi discese e salite, toccando il punto minimo a (935m) e il massimo a Capo Muro (1.079); l’unica breve salita degna di nota e quella per oltrepassare a nord Colle Sughero (circa 600m al 18%). Qui si potrebbero trovare dei rovi, ma niente di serio. Egualmente ce ne dovremo aspettare nel breve tratto della bretella FREE fra Crocella e Capo Muro e, molto più avanti a metà discesa da Monte Comune, subito dopo il noto rudere a 790m. Certamente molto dipenderà da quando ci sarà consentito di andare in giro liberamente.
Superata la frana, si affronta una lunga discesa pressoché continua ed in gran parte poco acclive, 4 chilometri da fare a passo allegro, prima della pausa caffè da Zi’ Peppe a Santa Maria del Castello.
Da qui solo 7,4km ci separano da Colli San Pietro, con più discesa che salita (-350m circa) ma questo tratto comprende l’ascesa a Monte Comune (1 km al 21%) che, con quasi 25km e 1.400m di dislivello nelle gambe, potrebbe sembrare più faticosa del solito. Prima della conclusione resta solo la breve e comoda salita dalla sella di Arola alla sella di Monte Vico Alvano, ma si tratta di appena 500m al 15%.
La salita mediamente più ripida di questa MaraTrail Amalfi - Colli San Pietro è quella fra sella San Marciano e Punta d’Aglio (900m al 24%), la più impegnativa sarà la lunga ascesa continua dello Scalandrone (3km al 17,5%) per andare dai 515m di Minuta ai 1.040 di S. Maria dei Monti.
In quanto alla logistica dipenderemo dall’orario del primo bus utile fra Sorrento ed Amalfi. Infatti, ai maratoneti della Penisola e probabilmente anche chi proviene dal lato di Napoli converrà raggiungere con mezzi propri Colli San Pietro, da dove andranno in bus ad Amalfi (dove troveranno i colleghi amalfitani) per poi tornare lì a piedi. In alternativa, con un congruo numero di sicuri partecipanti, si potrebbe anche organizzare un trasporto privato collettivo dai Colli fino a Amalfi. Gli Amalfitani avranno ovviamente bisogno del trasporto Colli – Amalfi a fine MaraTrail.
Anche se, chiaramente, i 31 km si possono fare in molto meno tempo, per goderci una MaraTrail comoda (sosta picnic, pausa caffè e foto) e sicura avremo bisogno di una decina di ore a disposizione. Altro elemento vincolante sarà il calar del sole, passato giugno ogni giorno sarà più corto ed avremo meno ore di luce. Pertanto, al momento non è possibile stilare una tabella di marcia precisa, non sapendo a che ora si potrà partire né entro che ora si dovrà concludere.


Anche se non ce ne dovrebbe essere più bisogno, si ricorda che per le MaraTrail vigono Decalogo FREE ed Eptalogo Camminanti.
Si sottolinea inoltre che la partecipazione è del tutto gratuita sotto la propria responsabilità e che sono necessari abbigliamento e calzature adatte, con suola antisdrucciolo.
Inoltre, è di fondamentale importanza essere assolutamente autosufficienti ed in grado di percorrere la distanza prevista (non sottovalutare i circa 1.800m di dislivello).
Si ricorda che i sentieri presentano fondo vario e spesso accidentato, salite e discese ripide, tante scale e brevi tratti esposti.

domenica 8 settembre 2019

TREK 2020 Day 4 - traversata da Bomerano a Colli San Pietro

Escursione lineare D, da Bomerano (Agerola) a Colli San Pietro (Piano di Sorrento); si prosegue per S. Agata (base per i giorni successivi) su ruota.
Rammentando ancora una volta agli interessati che il TREK Amalfi - Sorrento 2020 è un’occasione di  incontro tra camminatori indipendenti ed autosufficienti e NON una serie di escursioni guidatesottolineo che questa del quarto giorno è l’unica a data obbligata (martedì 21 aprile) coincidendo con il trasferimento da Agerola (punto di partenza delle prime tre) a Sant’Agata, punto di partenza delle ultime tre. Chiarisco subito che per i bagagli di quelli che partecipano alla passeggiata precedente e alla seguente si organizzerà il trasporto bagagli e quindi ognuno potrà continuare a camminare solo con uno zainetto leggero.
crinale ovest di Monte Comune, con Li Galli a sx, M. Vico Alvano di fronte, Capri sullo sfondo
Ed ecco la descrizione sommaria della traversata che, per restare anche in questo caso entro la ventina di chilometri, è limitato a Colli San Pietro. e seguirà questo itinerariosentiero degli Dei, Nocelle, Forestale, S. Maria del Castello, Monte Comune, Monte Vico Alvano, Colli San PietroCosì facendo si avrà anche il vantaggio di non dover scegliere fra la parte bassa (Marecoccola) e quella alta (Tore) del circuito delle Sirenuse e di evitare il noioso tratto su asfalto di oltre 2km per raggiungerlo. Infatti il Sirenuse sarà percorso integralmente in una delle giornate successive, abbinato alla passeggiata rurale (escursione E).
Fra Nocelle e Capodacqua potrebbe essere presa in considerazione una di queste alternative:
a) Montepertuso - Valle Pozzo - S. Maria del CastelloCapodacqua
b) Montepertuso - sorgente Dragone -breve tratto Tese - Capodacqua
Lasceremo quindi Bomerano imboccando il sentiero degli Dei (327ad un orario opportuno per cercare di evitare il traffico dei gruppi per quanto possibile. A Colle la Serra lo lasceremo, preferendo l’opzione alta (327a) più panoramica e di solito meno affollata per essere un po’ più sgarrupata. Si torna sul tracciato classico a Cisternuolo e lo si segue fino al termine (Nocelle) dove ci si immette sul 331. Giunti sul tratto stradale, si percorrono poche centinaia di metri fino al ripido sentiero che porta rapidamente al 329, che seguiremo fino alla Forestale affrontando un gran numero su scalinate di pietra, per fortuna abbastanza regolari e ben tenute.
   
          sul sentiero degli Dei (327a)    *    fra Forestale e S. Maria del Castello
   
     Penisola e Capri da Monte Comune  *  punta Germano dalla sella di Arola     
Da questo punto a Colli San Pietro si segue l’Alta Via dei Monti Lattari (300), dalla quale ci staccheremo solo per la breve deviazione nei pressi di Santa Maria del Castello fino al punto panoramico (probabile picnic) e per quella a/r per raggiungere la croce di Monte Vico Alvano posta sulla sua cima (642m).    
Riassumendo, ecco i codici dei sentieri CAI inclusi in questo itinerario:
327 da Bomerano fino a Colle La Serra
327a (opzione alta del sentiero degli Dei) fino a Cisternuolo
327 fino a Nocelle
331 fino poco oltre il ponte della rotabile per Montepertuso
sentiero non segnato fino all’innesto sul
329 che si segue fino alla Forestale
300 fino a Colli San Pietro, passando per S. Maria del Castello, Monte Comune e Monte Vico Alvano

Sul sito www.caimontilattari.it  potete trovare dati tecnici, classificazioni difficoltà, avvertenze e descrizioni sommarie di ciascun sentiero, e potrete anche scaricare i relativi file GPX, KML e PDF. 

TREK 2010: itinerari, mappe, profili, distanze e tante foto

escursione E da S. Agata (Sirenuse e rurale) sarà online fra qualche giorno

venerdì 28 giugno 2019

Rinviata a tempo indeterminato la MaraTrail Faito - Amalfi

Dopo il sopralluogo effettuato ieri lungo i circa 20km della parte finale (a partire dal traforo di Agerola) del percorso che inizialmente avevo ipotizzato, ho dovuto constatare che non è pensabile proporlo aperto a tutti. Certamente è spettacolare in quanto, a costo di fare un itinerario a dir poco contorto, avevo inserito varie deviazioni per raggiungere punti estremamente panoramici come il belvedere di Mustaculo (a picco sul crinale calcareo del castello di Scala, foto in basso), Santa Maria dei Monti e lo stesso succitato castello.

Nei tratti “fuori sentiero” la vegetazione in più punti ha quasi fatto scomparire del tutto le tracce, perfino i percorsi ufficiali CAI (solo in parte segnati) sono in vari punti pressoché impraticabili. 
    
Abbiamo attraversato il Piano del Ceraso scomparendo nelle felci alte quasi 2 metri; nella parte alta della discesa dello Scalandrone ormai anche la deviazione, creata vari anni fa per aggirare vari smottamenti, versa in cattive condizioni e più basso, tornati sul tracciato storico, si cammina su pietrame venuto giù dai ripidi pendii soprastanti; scendendo per il Petrale (CAI 301) a valle del muraglione (parete sud-orientale del castello di Scala) si naviga a vista ed è bene sapere dove andare, tanto che sullo stesso sito CAI Monti Lattari si legge: 
... presenta degli elementi di problematicità dal punto di vista dell’individuazione del sentiero ... Si tratta comunque di un sentiero che richiede una buona pratica escursionistica e capacità di orientamento, da farsi assolutamente provvisti di mappa ed altimetro. Un valido aiuto (non sostitutivo di detta strumentazione) potrebbe essere un GPS o l’applicazione OSMAND.
   
Personalmente, considerato anche che il mio sparuto seguito, pur essendo composto da escursionisti abituali, nel complesso sembrava non trovarsi del tutto a proprio agio su tali percorsi ed era spesso attardato, ho reputato opportuno rinunciare al passaggio per Punta delle Castagne (da dove avremmo prendere la bretella 351a) e tornare direttamente sul percorso Scalandrone guidando il gruppo attraverso i castagneti (per la maggior parte abbandonati) dirigendomi direttamente sul 351. Questo nella parte bassa non presenta alcun problema, parimenti a tutto il percorso che circumnaviga la Valle delle Ferriere a mezza costa attorno ai 500m di altitudine (CAI 357 + 301 + 359), anche se in alcuni punti si notano ancora i danni degli incendi di pochi anni fa. 

Per fortuna, grazie alle abbondanti piogge primaverili, il torrente Canneto (quello che muoveva i mulini di Amalfi) ha ancora una discreta portata ed anche le piccole cascate più a valle erano attive ... sempre un piacevole spettacolo, rinfrescante alla sola vista, specialmente in un giorno tanto caldo.
   
Prima di scendere ad Amalfi percorrendo la storica mulattiera a tornanti, quasi tutta perfettamente lastricata, sosta d’obbligo all’Osteria delle sorelle Rispoli, mio punto di ristoro fisso, quando mi trovo in zona Pogerola ad un orario consono. Stavolta ho fatto provare ai miei accompagnatori gli scialatielli fatti da Enza (la chef, alla mia destra), la sua famosa genovese (piatto della tradizione napoletana, a Genova non esiste), alici farcite con provola e anche quelle semplicemente fritte; tutto amabilmente servito dalla maitre Marina (alla mia sinistra nella foto sotto).

Anche il ritorno via mare a Sorrento (che avevamo lasciato con il treno delle 6.25) è stato molto panoramico e piacevole.
Il percorso è senz'altro ben congegnato (così come la logistica) ma è opportuno intraprenderlo con escursionisti preparati, ben attrezzati e dal passo sicuro, autosufficienti e non impicciosi ... altrimenti diventa un incubo, si sta sempre ad aspettare per il passo lento della coda o semplici (insopportabili) soste per selfie e foto di gruppo, spesso tralasciando i soggetti naturali, secondo me ben più interessanti e affascinanti.

mercoledì 12 giugno 2019

Due MaraTrail: logistica Agerola e anticipazioni Faito - Amalfi

Considerata la facilità e la (relativa) breve distanza di questa MaraTrail di Agerola, ce la prenderemo con calma. L’unica parte impegnativa è quella dell’ascesa al Catiello, che però è facoltativa.  
Quindi partenza alle 10.00 dal traforo, accertandoci dell’arrivo del bus delle 8.50 da Castellammare (previsto per 9.45). Camminando ad una comodissima media di 3km/h, il percorso reale sarebbe coperto in meno di 8 ore e, anche considerando 1h30’ di salita e discesa lungo i ripidi pendii del Catiello, dovremmo essere a Bomerano entro le 19.30.
Chi deve rientrare in bus dovrà però considerare che l’ultima corsa per Castellammare è alle 19.10.
Come già anticipato, chi volesse interrompere la camminata potrà farlo praticamente in qualunque momento considerato che ritornare a valle è possibile quasi dovunque, in meno di un’ora.
Il bar all’uscita del traforo è il primo e ultimo punto di ristoro “civile”, poi si dovrà attendere fino all’arrivo a Bomerano. Tuttavia, dopo aver percorso una dozzina di km, incontreremo due sorgenti per rifornirci d’acqua. Indispensabile portarsi qualcosa da mangiare.
Quelli che non hanno fretta potranno prendere in considerazione una pizza conviviale a Bomerano.

Forniti i dettagli della MaraTrail di Agerola, passo a alla MaraTrail Faito - Amalfi, il cui programma è già in fase molto avanzata. Nella precedente edizione del 2011, dopo la dozzina di km più o meno obbligatorio fino a Monte Rotondo (via Palmentiello), si andava fino ai piedi del Cerreto per poi scendere via Ravello e Atrani. Per questa edizione propongo invece di andare a Santa Maria dei Monti, scendere a Campidoglio via Scalandrone, per poi percorrere il sentiero di mezza costa della Valle delle Ferriere, vale a dire Pellagra, Fica'a Noce, Tavernate, Pogerola. In questa frazione di Amalfi, ci ripuliremo e, avendo tempo, potremo gustare un aperitivo prima della facile e piacevole discesa ad Amalfi lungo le rampe dell’antica strada lastricata.
 
   

Logistica
Il percorso rispetto alla precedente edizione è leggermente ridotto (circa 26km) ed in linea di massima in gran parte scorrevole anche se le discese di Palmentiello e Scalandrone non sono da sottovalutare. Se tempo e tempi lo consentiranno, decideremo al momento di includere una deviazione dal 351, salendo al Castello di Scala (CAI 301) e tornando sul 351 via Punta delle Castagne; detour indubbiamente spettacolare, forse non per tutti ... ma resta comunque la possibilità di continuare a procedere sul 351 e ritrovarsi nei pressi dell'incrocio di Campidoglio prima di entrare nella Valle delle Ferriere.
Itinerario vario e affascinante, attraverso ambienti molto diversi, fra boschi, prati, scale, ruderi, prati, vertiginose falesie e ruscelli. Pur essendo vero che il dislivello negativo sarà di 1.000 metri superiore a quello in salita, è bene ricordare che i saliscendi non mancano e che tanta discesa a fine giornata si fa sentire, soprattutto sulle ginocchia.
Per chi non lo sapesse, fra Faito ed Amalfi il percorso stradale più breve è di circa 50km via Positano (tanto traffico), un poco migliore ma più lunga (quasi 60km) la soluzione via Gragnano e Agerola ... certamente non conviene portare auto a nessuna delle estremità; quindi cercheremo di sfruttare nel miglior modo possibile i trasporti pubblici, ideali per le lunghe traversate.
La migliore soluzione che ho trovato è quella della salita al Faito da Vico Equense con il bus delle 9.40 (treno 9.07 da Sorrento), per cominciare a camminare dal bivio Lontra verso le 10.15. Se ce la vorremo prendere con calma e cenare senza fretta, ritorneremo in Penisola Sorrentina con il bus delle 23.00 da Amalfi (ultima corsa, solo feriale); se invece ci spicciamo potremmo prendere il penultimo bus delle 21.20.
Al momento siamo orientati su un giorno infrasettimanale, le date possibili saranno comunicate dopo la MaraTrail di Agerola.
   

martedì 19 marzo 2019

VAGRANT TRAIL 18-19 maggio - percorso inedito e logistica (I parte)

L’itinerario mostrato sulla mappa in basso è, al momento, la nostra prima scelta fra Pogerola e Capo Muro, ma il percorso effettivo sarà deciso in base alle condizioni climatiche e alle situazione ambientali. Ho pensato di pubblicare solo questa parte (nel complesso inedita) visto che tutto il resto dovrebbe essere noto ai più, almeno a quelli che camminano. Comunque, come norma generale, avendo la possibilità di abbreviare o allungare il cammino di varie centinaia di metri in più occasioni, confidiamo nel fatto di poter comunque raggiungere Santa Maria del Castello percorrendo una ventina di chilometri che (a una media “comoda” di 3,5km/h) equivalgono a poco meno di 6 ore. Di conseguenza possiamo ipotizzare una partenza fra de 14.00 e le 14.30, ma ciò dipenderà anche dalla organizzazione della “cena”.
arrivo a Capo Murosullo sfondo Monte Calabrice e Monte Tre Calli
L’itinerario (in parte molto poco frequentato anche dagli escursionisti) è stato già percorso da Matteo, ma per sicurezza a inizio maggio sarà effettuato un secondo sopralluogo dei tratti Acquolella-Imbarrata e Crocella-Capo Muro per accertarci che niente sia cambiato nel frattempo (è ancora epoca di tagli).
Per gli altri sentieri (ultrabattuti e storici) a meno di sorprese non dovrebbero esserci ostacoli. Infatti, si proseguirà per frana e Forestale lungo il percorso classico e poi, da Santa Maria del Castello, lungo l’Alta via dei Monti Lattari fino a TorcaL’ultima parte in area lubrense offre infinite alternative e considerato che lì siamo di casa dovremmo essere a conoscenza di eventuali problemi.
Come avevo precedentemente annunciato (e nel frattempo ho anche ricevuto varie specifiche richieste in merito), ecco i punti nei quali sarà più semplice aggregarsi o lasciare il gruppo potendo contare su trasporto pubblico visto che si tratta di escursione lineare a non di un circuito.
Sabato chi non parte da Pogerola (bus SITA da Amalfi) può aggregarsi a:
* Palommelle (linea SITA da Amalfi - Agerola - Castellammare, fermata uscita sud traforo e poi 1,2km su sentiero CAI 367)
* Santa Maria del Castello (bus EAV poco frequente, in alternativa fermata * Anaro su via Bosco e poi per Gradoni, parte del sentiero CAI 338). Chi arrivasse nel tardo pomeriggio e volesse fare due passi, può andare incontro agli altri verso la Forestale (CAI 300).
Domenica chi non ha dormito a Monte Comune può aggregarsi a:
* Sella di Arola (Cancello) (circolare EAV fino ad Arola e poi 1,6km lungo via Veterina - parte del sentiero CAI 342)
* Colli San Pietro (linea SITA Sorrento-Amalfi)
* Colli di Fontanelle (linea SITA Sorrento-Amalfi via Sant’Agata)
* Sant'Agata (fermata Farmacia - linee SITA Sorrento - Sant'Agata e poi 400m a piedi)
Di lì in avanti sarà possibile aggregarsi in una infinità di punti visto che saremo spesso in vicinanza di centri abitati o strade principali. Anche per la parte precedente ci sono altri punti dai quali, specialmente chi ha la possibilità di essere accompagnato, dai quali facendo un certo cammino a piedi sarà possibile  raggiungere il gruppo.  


mappa generale agiornata al 19 marzo

Post precedenti relativi alla VAGRANT TRAIL 

AVVERTENZA GENERALE: in tale tipo di percorso è normale che si debbano affrontare tratti ripidi, anche molto ripidi, sia in salita che in discesa, terreno impervio, tratti esposti (non adatti a chi soffre di vertigini), passaggi attraverso vegetazione più o meno fitta, e altri intoppi tipici dell’escursionismo. 
Inoltre, è opportuno sottolineare che non è previsto alcun tipo di assistenza, ognuno dovrà essere autosufficiente e tener presente che in più tratti saremo ben lontani da centri abitati e/o rotabili e quindi per lunghi tratti non sarà neanche possibile rifornirsi di acqua.

sabato 12 marzo 2016

Bacalar e la sua laguna

Bacalar, potenzialmente posto piacevole con una bella laguna (balneabile), località molto tranquilla, forse troppo, perfino al centro c'è poco vita. Purtroppo la riva accessibile per la balneazione è limitata ma tempo permettendo (io ho beccato due giorni di vento forte) si possono effettuare piacevoli giri in barca visitando vari cenote, il passaggio dei pirati (vero, non un nome per attirare i turisti) avendo anche tempo di nuotare durante le soste.
   
Nel forte/castello di San Felipe (in ottime condizioni) fra piazza e laguna è alloggiato un piccolo museo che fornisce un po’ di informazioni in merito alle comunità indigene, alla conquista della regione da parte degli spagnoli, un po' di storia della pirateria, la guerra delle caste.
   
Essendo destinazione scoperta di recente dal turismo, mi sembra che Bacalar stia tentando di proporsi differenziandosi dai tanti siti costieri e non ponendosi in concorrenza con gli stessi (anche perché non potrebbe competere). L’atmosfera è un po’ alternativa, tendente all'hippy. Al centro si trovano caffetterie e piccoli ristoranti vegetariani o di cucina maya, alcuni dei quali hanno laboratori artistici annessi frequentati e gestiti sia da locali che da "immigrati". 
   
Si vedono molte bici in giro, sia di locali che di turisti, e nei dintorni vengono proposte brevi escursioni nella selva, visite di piccoli siti di cultura Maya immersi nella vegetazione, passeggiate in kayak (la laguna è normalmente ideale per questa attività), nuotate nei vari cenote nei paraggi, alcuni dei quali raggiungibili a piedi dal centro.
Se questo tipo di vacanza non interessa non vale la pena sobbarcarsi grandi spostamenti per fare un giro in laguna e tantomeno per visitare la cittadina (non c'è nulla oltre il forte/museo), ma se vi piace la quiete con un po’ di attività all’aria aperta e vi trovate in zona, Bacalar merita senz’altro una breve deviazione.

venerdì 5 febbraio 2016

Portogallo settentrionale: Porto, Guimarães e Braga

Essendo stato abbastanza fortunato con il tempo (ma non sarei arrivato fin qui se non avessi intravisto buone possibilità) sono riuscito ad effettuare le due escursioni a Braga e a Guimarães in due giornate calde relativamente alle medie invernali, asciutte e soleggiate, con un bel cielo terso. Dopo la parziale delusione di Porto, mi sono forse apparse ancora più piacevoli queste due cittadine a poco più di un'ora di treno (locale, puntuale, pulito e accogliente, solo 3,10 euro a tratta - pensate a come viaggiano i pendolari italiani).
Delle due Guimarães è più piccola, con il suo centro storico di dimensioni molto ridotte attraversato da stradine acciottolate e dominata dal Palacio de los Duques de Bragança (foto a sx) a sua volta poco più in basso del piccolo castello che sorge sulla sommità della collina(foto a dx), attualmente in ottime condizioni essendo giunti quasi al termine i lavori di restauro. La cittadina  è indissolubilmente legata ad eventi fondamentali della nascita della nazione e questo è il motivo per il quale sulle mura di una antica torre all’ingresso del centro storico si legge "Aqui nasceu Portugal", praticamente il motto della città.
   
La maggior parte del tempo di visita si passa fra la visita del castello e quella più approfondita del Palacio de los Duques de Bragança nel quale sono stati perfettamente restaurati tutti gli ambienti interni, arricchiti da arazzi, mobilio pezzi d'arte, armi e suppellettili varie, entrambi molto interessanti.
Al contrario, Braga è quasi una città, molto piacevole e organizzata, ampia area pedonale piena di giovani in quanto è sede della Universidade do Minho e tanti interessanti edifici, sia religiosi che civili, "sparsi" e non concentrati.
   

Fra questi se ne trovano alcuni in ottimo stato, di differenti epoche e spesso abbastanza singolari come questo della foto a destra, ufficialmente Palácio do Raio ma comunemente detto Casa do MexicanoPiù distante, a circa 5 km ma visibile dal centro, si vede il Santuario del Bom Jesus do Monte, con la sua inconfondibile scalinata. 
   

Nel mio tanto camminare a casaccio, anche stavolta ho trovato soggetti, certamente non segnalati su guide o in rete, interessanti o curiosi per le mie foto come per esempio il postino di Guimarães (nella foto a sinistra notate il perfetto abbigliamento con lo stemma del CTT sul giubbotto e sul polsino, logo presente anche sulla borsa laterale e sulla canna della bici elettrica) mentre a Braga ho trovato bambini vestiti con abiti tradizionali per il carnevale e la caffetteria mobile su Ape 50 al centro di Braga (trovata geniale, c'è da pensare che la burocrazia portoghese sia più flessibile di quella italiana ...).
   
Meteo e foto
Appena avrò tempo pubblicherò molte altre foto di Braga, Guimarães e Porto, ma se continuasse ad essere asciutto non sarà questione di pochi giorni e a fine viaggio avrò una caterva di foto da editare e pubblicare. 
Infatti a quelle già in sospeso - anche dell'Algarve - se ne aggiungerebbero tante altre visto che a Sintra ne prevedo varie centinaia della Quinta da Regaleira e del Palacio da Pena
Se invece la settimana prossima il tempo dovesse peggiorare scatterò meno foto e, potendo andare in giro di meno, avrò tempo di ridurre l'arretrato. 
Per ora accontentatevi di queste poche.