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giovedì 7 maggio 2020

Chi scrive “trekking” sa di cosa parla?

Da stamattina sono stato “bombardato” da inoltri della risposta (oserei dire priva di fondamento) della Regione Campania ad un quesito posto in modo certamente vago.
I due autori hanno idea di cosa sia il "trekking"?
A meno che uno dei due faccia il finto tonto (domanda a trabocchetto o risposta volutamente equivoca, ma ne dubito) penso sia bene chiarire vari aspetti della situazione, con dovute citazioni, ove possibile. Cominciamo con la definizione della parola riportata dalla Treccani (che si suppone abbia miglior conoscenza sia dell’italiano che dell’inglese dei due soggetti in questione):
Ne consegue che è evidente che non si parla di escursionismo e tantomeno di passeggiate naturalistiche o finalizzate alla fotografia. I trekker vanno in montagna con un grande zaino (min. 60 litri) caricato con tenda, cibo, sacco a pelo e quanto altro serva per l’autosufficienza. Questo è l'elemento distintivo tra un trekker e semplici escursionisti o camminatori ai quali basta uno zainetto di una ventina di litri o anche un marsupio. Del resto la stessa Treccani definisce così l'escursionismo (ho sottolineato "carattere turistico, a scopo ricretivo"):
Per di più, lo stesso CAI (Club Alpino Italiano), che è punto di riferimento nazionale in quanto alle attività in montagna classifica i sentieri in Turistici, Escursionistici, ecc. e in questi primi due gruppi ricadono la quasi totalità dei sentieri segnalati in Campania.
Secondo il funzionario regionale anche il turismo è attività sportiva?
Ma c’è di più … le attività sportive sono regolamentante dal CONI che le controlla e determina se e quali visite mediche siano necessarie. A quanto mi è dato di sapere la Federazione Italiana Escursionismo (FIE) non è riconosciuta dal CONI, neanche per la marcia di regolarità in montagna (correggetemi se sbaglio). 
Ma si aggiunge la mancanza di logica … pur essendo i sentieri i percorsi lungo i quali si corrono meno rischi, si continuano a permettere assembramenti di decine se non centinaia di persone in ambito urbano e si impedisce agli escursionisti di andare a passeggio lungo itinerari assolutamente non affollati, se non del tutto deserti? 

Nel mio precedente post citavo i milioni di stranieri che arrivano ogni anno in Italia a camminare. Sapete come vengono promossi e venduti i pacchetti turistici? Come Walking Tour o Hiking Tour … non si parla di Trekking visto che è tutt’altra cosa come sanno (quasi) tutti nel mondo intero.
Molti evidentemente continuano a deliberare senza sapere né pensare a quello che dicono, scrivendo corbellerie senza senso, creando problemi e sconcerto e poco importa se si coprono di ridicolo. Questo è un caso lampante dei rischi dell’uso inappropriato di anglicismi, pensano di essere all'avanguardia e scrivono baggianate.
Ci sarebbe tanto altro da scrivere, sottolineare e contestare, ma per il momento mi fermo qui e aggiungo solo un semplice consiglio per limitare eventuali problemi (anche se non si sa mai con chi si ha a che fare): 
portate con voi macchina fotografica e scattate tante foto … passeggiare per fotografare non è certo vietato e non è attività sportiva. Penso che qualunque tutore dell'ordine con un minimo di buon senso riesca a cogliere la differenza e, comunque, le foto potrebbero anche essere utili in fase di contestazione ed eventuale ricorso ad una sanzione.


Visto che novità e marce indietro sono all'ordine del giorno, si spera che già domani questa situazione venga chiarita.

domenica 25 agosto 2019

Chi è senza peccato scagli la prima pietra

In merito all’articolo a firma Lello Staiano apparso ieri su Agorà (riportato in calce) ci sarebbe tanto da commentare e contestare, ma mi limiterò ai punti salienti. Molto altro aggiungerò nel corso dell'incontro sul tema dei Cammini massesi, previsto per la seconda settimana di settembre.

In quanto all’incidente del turista francese, sembra che ancora non ci sia alcuna certezza su come sia arrivato lì, né su come o perché sia precipitato, eppure in tanti hanno scritto senza conoscere la zona, fornendo notizie “certe” assolutamente contrastanti fra loro e molti hanno pontificato senza aver mai messo piede su un sentiero di montagna o costiero che sia. Di qui la solita storia della messa in sicurezza, proposte di passamano e parapetti (che se non manutenuti a dovere precipiterebbero insieme con il primo che vi si appoggi) e altre idee estemporanee e astruse.
Praticare l’escursionismo implica dei rischi come andare per mare, non bisogna avere paura di andarci, ma affrontare gli ambienti naturali con cognizione di causa e possibilmente in compagnia, sapendo da dove si parte e dove si pensa di arrivare, avendo un progetto di itinerario e - possibilmente - sapere dove ci si trova in ogni momento, avendo attrezzatura adatta e sapendola utilizzare.
Specialmente in montagna e in luoghi impervi in genere, muoiono tante persone ogni anno, anche valenti guide alpine con esperienze di anni, per cause spesso fortuite ma ogni escursionista di buonsenso dovrebbe cercare di limitare per quanto possibile i rischi intrinsechi e comunque poi assumersi le proprie responsabilità ... nessuno può ergersi a maestro e comunque è insensato scaricare la colpa sulla montagna o sui sentieri. Se questi non sono alla propria portata non li si percorre.
Nel secondo passo sottolineato cita la rete sentieristica spesso pericolosa di circa 100km, ma dimentica (o ignora) che solo poche decine sono veri sentieri sterrati; il resto è composto da vie, stradine e viottoli, censiti come strade comunali e vicinali che, in quanto tali, sono sotto il controllo degli uffici municipali che quindi dovrebbero provvedere alla manutenzione delle prime e garantire transitabilità delle seconde. In quanto ai pericoli, vale quanto appena scritto, mentre per la manutenzione mi preme sottolineare che già nel 2002, nella proposta di aggiornamento del Progetto Tolomeo, segnalai alcuni interventi da effettuare con una certa urgenza, eppure da allora non è stato fatto niente. Fra i tanti c'erano, per esempio: via Sant’Aniello vecchio (tratti di muro di contenimento crollati), via Calella (sistemazione passaggio nel rivolo, via Vicinale Pozzillo (ripristino della parte inferiore).
Sottolineavo inoltre che, mio malgrado, avevo dovuto eliminare alcuni itinerari più che interessanti che nel frattempo erano diventati impraticabili e non se ne vedeva una via d'uscita. L’esempio più eclatante è quello di via Sant'Anna che unisce la cappella omonima al centro di Santa Maria passando al lato del unico corso d'acqua perenne (ormai poco più di un rigagnolo) di Massa Lubrense, una volta pomposamente denominato Rio Grande dell'Annunziata. Il tracciato di detta strada comunale fu interessato da uno smottamento oltre 20 anni fa e non è mai stato ripristinato. Eppure lo stesso autore dell'articolo una decina di anni fa era Assessore al Turismo e poi, se la memoria non mi inganna, proprio alla Manutenzione ... solo oggi si accorge dello "stato pietoso della nostra rete sentieristica"?
Infine se effettivamente seguisse la pagina FB Camminate avrebbe visto che (seppur dopo molto penare) molti sentieri e qualche stradina sono stati ripuliti e diserbati, anche se al termine della stagione primaverile e comunque c'è ancora tanto da fare.
   
Nel corso degli ormai quasi 30 anni del mio Progetto Tolomeo, le varie liste e gran parte dei politici personalmente lo hanno inserito nei loro programmi elettorali ma poi, una volta insediatisi nel Palazzo, ben poco hanno fatto anche quando ne hanno avuto la possibilità (e oserei dire il dovere) essendo Sindaci, Ass. al Turismo, ai Lavori Pubblici o alla Manutenzione. Ogni quinquennio, nell’ultimo anno di mandato, quelli in carica realizzano qualcosa e i membri dell’opposizione (che spesso avevano ricoperti gli stessi ruoli senza concludere molto) li attaccano accusandoli di non aver mantenuto le promesse (dimenticandosi di aver agito in modo identico in precedenza) ... ma, onestamente, questo è l’andazzo a qualunque livello.
Avanzo un umile suggerimento a tutti coloro che si candideranno alle elezioni comunali dell’anno prossimo:
prima di tirare in ballo il Progetto Tolomeo o l’escursionismo in Penisola in genere, promettere interventi, criticare antagonisti per promesse non mantenute, vantarsi di interventi realizzati (ma quali e quando?), documentatevi, percorrete almeno parte degli itinerari e, se foste già stati assessori o consiglieri, mettetevi una mano sulla coscienza in merito a ciò che NON avete fatto negli anni passati. Qualcuno ha fatto poco, altri niente, altri ancora mi hanno addirittura messo i bastoni fra le ruote ...
Concludo ricordando che l’unico che ha sostenuto effettivamente ed efficacemente il Progetto Tolomeo è stato Franco Simioli il quale nel 2002/3 si adoperò per estendere ufficialmente la rete sentieristica a Sorrento e Sant’Agnello e da allora nessun altro intervento sostanziale è stato finanziato!

venerdì 30 giugno 2017

Piccole soddisfazioni internazionali ... poche in loco

Ma è cosa risaputa, storia vecchia di almeno un paio di migliaia di anni. I 4 evangelisti sono concordi nel sostenere che lo stesso Gesù usò l’espressione “nemo propheta in patria” ... al di là di ciò, sono contento di sapere che gli escursionisti beneficino delle mie attività. Oggi ho ricevuto la nuova edizione della guida Walking the Amalfi Coast (di Gillian Price, ed. Cicerone) nella quale l'autrice, come mi aveva anticipato quando l'anno scorso la guidai lungo vari sentieri "recuperati", ha inserito ben tre itinerari da me proposti. Infatti ne rimase entusiasta sia per la novità che per la piacevolezza e così ora il Giro di Santa Croce (Termini - Selve - Vuallariello - Vetavole - San Costanzo - Termini) è diventato  la walk 12 e la Passeggiata rurale (Sant'Agata - Priora - Massa Lubrense) è la walk 14. Infine, come walk 16 c'è The Siren trail (Sentiero delle Sirenuse) circuito su sentieri percorribili da decenni ma da me riproposto, battezzato così e promosso qualche anno fa in collaborazione con la Pro Loco due Golfi (inaugurato in 23 settembre 2013).
Conobbi Gillian nel 2008 sul bus Amalfi - Salerno e subito ci "riconoscemmo" come camminatori NON della domenica. Lei andava a Maiori per effettuare ricerche per la prima edizione della guida, io andavo a Cetara per il mio Trek sperimentale Cetara - Agerola (pernottamento) - Termini (70km e 4.500m di dislivello in 2 giorni) che avrei poi adattato per i vari Trek Amalfi-Capri (in 5 o 6 giorni) degli anni successivi. Chiacchierando in attesa della partenza e nel relativamente breve tragitto ci rendemmo subito conto di avere opinioni molto simili in merito all'escursionismo, alla scelta dei percorsi, all’ambiente e alla cultura locale e da allora sono rimasto uno dei suoi referenti in zona per gli aggiornamenti della guida. 
Quindi, quando venne l'anno scorso per verificare la situazione sentieri (purtroppo non tutti gli autori lo fanno e forniscono indicazioni non rispondenti alla realtà), pur avendo già abbandonato la professione di guida escursionistica, l'accompagnai con piacere per mostrarle i due nuovi itinerari originali che avevo proposto all'Amministrazione di Massa Lubrense negli ultimi anni: il Giro di Santa Croce (inaugurato il 4 agosto 2015) e l‘allora recentissima Passeggiata rurale (5 agosto 2016). Questi due percorsi sono stati già aggiunti alle nuove edizioni di altre guide e so per certo che in particolare il Giro di Santa Croce è stato inserito in numerosi walking tour che includono la Penisola Sorrentina.
Purtroppo, come spesso accade non solo dalle mie parti ma quasi dovunque in Italia, in contrasto con l’effettivo interesse degli escursionisti e tour operator specializzati in hiking e walking, l’attenzione delle amministrazioni locali - e spesso anche delle associazioni potenzialmente interessate a tali attività - rimane solo sulla carta o nelle varie dichiarazioni d’intenti che solo raramente vengono attuate e in ancor meno casi portate a conclusione. Non tenendo assolutamente conto dell’indotto si preferiscono ancora le prime due delle tre famose “F” (Feste, Farina e Forca) di borbonica memoria, che comunque ricalcavano lo stile molto più antico di “Panem et circenses” (pane e giochi, spettacoli), vale a dire si spendono decine se non centinaia di migliaia di euro per feste e concerti vari (una sola serata, numero limitato di spettatori) e non si interviene con cifre di gran lunga inferiori, talvolta irrisorie, per risistemare o promuovere percorsi utilizzati da molte più persone, spesso nell’arco di tutto l’anno, con un indotto molto maggiore. Non si deve dimenticare che la maggior parte degli escursionisti pernottano e mangiano in zona e spesso utilizzano anche trasporti locali privati e non vengono per una sola sera creando alle Amministrazioni e ai residenti più problemi che altro.
   
Tornando al titolo, e concludendo, nei decenni di peregrinazioni in area rurali, sentieri di montagna e foreste, in altre zone d’Italia e soprattutto all’estero ho notato un interesse all’escursionismo molto maggiore ed un sincero apprezzamento per le mie segnalazioni e fattive collaborazioni (Honolulu, Hawaii - Auckland, New Zealand - Tenerife, Canarias). 
Qui, quando mi ascoltano e talvolta plaudono alle mie idee, prima di vedere risultati corrono tempi lunghi e spesso non si portano a termine i progetti che quindi rimangono “pie intenzioni”. Mi sono reso conto che per ogni persona di buona volontà (a qualunque livello) ce ne sono almeno due che, pur dichiarando di sostenere il progetto o iniziativa, in pratica remano contro. Nello specifico mi meraviglia anche la scarsa, scarsissima pressione effettuata dagli imprenditori del settore accoglienza sulle Amministrazioni per sollecitare maggiori e migliori interventi settore escursionistico, in quanto sono proprio loro a trarne il maggior beneficio.

Ripeto, per esperienza personale (25 anni da guida escursionistica e cartografo) queste considerazioni valgono per l’intero comprensorio Penisola Sorrentina - Costiera Amalfitana e non sono riferite ad un singolo, limitato territorio e non starò qui certo a fare l’elenco dei pochi che tentano o hanno tentato di fare qualcosa, né di quelli che più o meno evidentemente hanno messo loro i bastoni fra le ruote.

mercoledì 18 febbraio 2015

Walking Festival, perché a Tenerife è possibile?

Ieri ho notato il manifesto del Tenerife Walking Festival organizzato dall’Amministrazione dell’isola tramite il suo ufficio del Turismo per il prossimo mese di marzo e di ovviamente ho approfondito l'argomento in rete. I punti di forza che facilitano la realizzazione di un tale evento sono la disponibilità e varietà di alloggi, che a Tenerife è chiaramente vastissima, e i numerosi i percorsi dei quali se ne propongono 15 di vario tipo, impegno e difficoltà, in diversi posti dell’isola a diverse quote. Fra essi gli iscritti scelgono i 4 itinerari che poi prenoteranno specificando le relative date di effettuazione. Il programma prevede l’incontro a Puerto de la Cruz martedì 10, con consegna del materiale informativo e a seguire cocktail di benvenuto. Le escursioni si svolgeranno dall'11 al 14 fra le 8.00 e le 18.00, con partenze scaglionate a seconda della loro durata e ubicazione. Per le serate sono previste altre attività turistiche e ricreative mentre sabato, dopo il rientro di tutti gli escursionisti, ci sarà la chiusura ufficiale. Nell’organizzazione sono state coinvolte associazioni internazionali come la ERA (European Ramblers’ Association), la FEDME (Fed. Spagnola degli sport di montagna e scalata) e la FECAMON (Fed. Canaria de Montañismo). Inoltre, a dimostrazione che con il supporto istituzionale si possono ottenere importanti facilitazioni, i partecipanti godranno anche dello sconto del 15% sui voli Iberia (compagnia area di bandiera spagnola). 
Personalmente, invece, posso "vantarmi" di avere una lunga storia di insuccessi in Penisola e Costiera, esponendo progetti a tanti qualificati interlocutori che molte volte hanno anche finto di ascoltarmi, si sono complimentati per le idee proposte e poi ... non si è concluso niente. Solo rarissime volte si è giunti a un risultato.
Vari anni fa sottoposi un programma simile a quello di Tenerife (con un minor numero di escursioni proposte, ma distribuite su tutto il territorio dei Monti Lattari) a vari Amministratori, ma chiaramente non se ne fece niente e quindi, a partire dal 2009, mi limitai ad organizzare autonomamente i miei Trek fra Amalfi e Capri con pernottamenti al Agerola, Faito e S. Agata con percorsi diversi anno per anno e di durata compresa fra i 5 e i 7 giorni.
Ma già una ventina di anni fa mi ero vanamente attivato preparando un progetto in parte analogo al suddetto e finalizzato alla creazione di una rete di sentieri, da promuovere come un unico sistema, e un coordinamento delle strutture ricettive vicine. La cosa era per me logica e assolutamente necessaria visto che la maggior parte dei percorsi si sviluppa in diversi territori comunali, talvolta facenti capo a Provincie differenti. Preparai una lettera, nella quale esponevo i dettagli essenziali del progetto e mi dichiaravo disponibile per un incontro di approfondimento, e la inviai agli Assessori al Turismo Provinciali, ai Sindaci e Assessori al Turismo di tutti i Comuni, dai due sull’Isola di Capri fino a Maiori, a tutte le AAST (Az. Autonome Soggiorno e Turismo) dell’area e anche a qualcun altro. Dagli Amministratori che conoscevo mi presentai direttamente senza aspettare risposta e mi comportai egualmente con i dirigenti delle AAST. Di tutti gli altri sapete quanti mi contattarono? Solo 1 ed esattamente l’Assessore al Turismo della Provincia di Napoli il quale mi invitò a un incontro. Nel corso della non breve esposizione del progetto mi parve sinceramente interessato, ma mi fece presente che era quasi a fine mandato e quindi tutto dipendeva da una sua eventuale conferma (che non ci fu).
Concludo sottoponendovi qualche domanda per cercare di individuare i motivi che impediscono la realizzazione di qualcosa di simile al Walking Festival di Tenerife. Rispondete con calma, avete tempo per riflettere:
  • pensate che non ci siano abbastanza sentieri nell’area dei Lattari?
  • o che, pur essendoci, non siano abbastanza interessanti e panoramici?
  • o forse c’è carenza di strutture ricettive?
  • o scarseggiano i minibus per i trasferimenti ai punti di partenza?
  • o mancano guide escursionistiche esperte del territorio?
  • o si deve aspettare che qualche “scienziato”, non-conoscitore del territorio, professionista (requisito non obbligatorio) in un campo non attinente all’escursionismo, presenti un progetto che consenta di sperperare (io direi “zazzariare”, che rende ancor meglio l’idea) centinaia di migliaia di Euro di denaro pubblico?
Penso che sospettiate che sono tutte domande retoriche e allora concludo con questa ultima che qualcuno “malignamente” vorrà leggere come un quesito un po’ provocatorio:
  • non potrebbe semplicemente dipendere dalla carenza di Amministratori attenti e efficienti, che non siano limitati da anacronistici e deleteri campanilismi e che si rendano effettivamente conto delle potenzialità dell’area per il settore escursionistico, di Albergatori (in senso lato e con buona pace dei pochissimi che si danno da fare) che si interessino del settore senza accontentarsi di “riempire” con le solite proposte di Capri, Pompei, Vesuvio, Amalfi e Positano e, infine, di Dirigenti degli uffici turistici istituzionali che non siano solo burocrati che non conoscono neanche il territorio che dovrebbero promuovere?
Parafrasando un tormentone di qualche anno fa, qualcuno potrebbe rispondere:
“L’ultima che hai detto”.