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giovedì 18 agosto 2016

Giovani cinefili, non sottovalutate maestri del muto come Erich von Stroheim

Erich Von Stroheim, nome emblematico di Hollywood (in particolare dell’epoca del muto), personaggio singolarissimo avvolto da un certo mistero, regista di rottura degli schemi spesso equiparato a mostri sacri come D.W. Griffith (con il quale fece le sue prime esperienze), Cecil B. DeMille e Buster Keaton, ottimo sceneggiatore e buon interprete, maniaco della accuratezza e della grandiosità delle scene, ostinato fautore di film lunghissimi, eppure non molti ne hanno sentito parlare e solo pochissimi conoscono effettivamente le sue opere. 
Dei dodici film attribuiti a von Stroheim in 3 di essi (Merry-Go-RoundThe Great Gabbo e Fugitive Road) il suo nome non compare ufficialmente e uno (The Honeymoon) è perso. Di conseguenza solo i seguenti 8 sono oggi disponibili per la visione:
1919 - Blind Husbands 
1920 - The Devil's Passkey 
1922 - Foolish Wives 
1924 - Greed 
1925 - The Merry Widow 
1928 - The Wedding March 
1929 - Queen Kelly 
1933 - Hello, Sister! 

Di tutti questi, oltre che regista, fu anche sceneggiatore e in molti di essi anche attore protagonista. 
Nato a Vienna nel 1885 e giunto negli States nel 1909, dopo qualche anno entrò nel mondo del cinema come stuntman e comparsa apparendo anche nella pietra miliare Intolerance (D.W. Griffith, 1916). 
Subito dopo i primi due fu chiaro che aveva una visione unica, ma ben precisa, dell’essenza del cinema e non gli fu difficile trovare produttori disposti ad investire su di lui. Tuttavia ben presto cominciarono le polemiche, minacce, ricatti da una parte e dall’altra in merito alla lunghezza dei film, alle richieste di von Stroheim, alle sue manie di grandezza e alle conseguenti spese fuori controllo, diatribe che addirittura durarono fino agli anni ’50.
Il punto di svolta può essere considerato Greed (tit. it. Rapacità), forse il suo film più famoso e acclamato, che lui voleva montare in una versione di circa otto ore e per questo fu licenziato e quella che giunse nella sale fu invece drasticamente ridotta a poco più di due. 
Altri problemi seguirono con The Wedding March The Honeymoon che, fra i progetti faraonici del nostro Erich e i limiti imposti dai produttori, furono uniti, ri-separati, pesantemente ridotti e ri-montati in un unico film. Di essi oggi rimane ben poco, vale a dire la sola prima parte della storia di Nicki (interpretato dallo stesso von Stroheim), uscita in Italia con titolo Sinfonia nuziale, che arriva fino al matrimonio e alla partenza degli sposi. La seconda (tit. it. Luna di miele) comprende(va) non solo il viaggio, ma numerosi altri avvenimenti aventi per protagonisti le stesse due coppie del primo film però ora non ne rimane alcuna copia, si sa che l’ultima conosciuta fu distrutta nel corso dell’incendio della Cinémathèque Française nel 1959. La versione di The Wedding March attualmente in circolazione (110min) pare sia quella montata da Josef von Sternberg mentre il primo montaggio eseguito da von Stroheim prevedeva una durata di circa 4 ore. 
Ormai la sua "fama" di folle visionario era ampiamente conosciuta e, complice l'avvento del sonoro, non trovò più produttori disposti ad investire su di lui.

Conclusa la sua controversa carriera di regista, continuò ad essere attivo come sceneggiatore ed ancor di più come attore, partecipando a film famosi ed ottenendo anche una Nomination Oscar nel 1951 come miglior attore non protagonista, per la sua interpretazione in Sunset Boulevard (Billy Wilder, 1950, 52° miglior film di sempre per IMDb) nei panni di Max von Mayerling, già marito e regista della diva del muto Norma Desmond (Gloria Swanson) finito a fare il suo autista. (foto sopra)
Pochi giorni fa ho trovato questo interessantissimo ed estensivo documentario (in inglese) sul lavoro del regista, un vero e proprio tributo nel quale sono raccolte interviste foto e spezzoni dei suoi film per un totale di quasi due ore ... da non perdere per chi lo conosce, un'ottima introduzione al suo lavoro per chi non ne ha mai sentito parlare.

venerdì 15 agosto 2014

Cinema: Lon Chaney e Tod Browning

Pochi li conoscono, se non cinefili più o meno incalliti, eppure sono pietre miliari del Cinema.  
Il primo è noto soprattutto per le sue magistrali interpretazioni in The Hunchback of Notre Dame (Il gobbo di Notre Dame, regia di Wallace Worsley, 1923) e The Phantom of the Opera (Il fantasma dell'Opera, regia di Rupert Julian, 1925), mentre il secondo è ricordato quasi esclusivamente quale regista di Freaks (1932).
Leonidas (da cui Lon) Frank Chaney (1883-1930) acquisì la sua eccezionale mimica facciale e gestualità fin da piccolo essendo figlio di genitori sordomuti. Cominciò a lavorare in teatro dove diventò anche molto abile nel trucco e dopo varie apparizioni in ruoli minori in campo cinematografico il suo talento gli fu finalmente riconosciuto con The miracle man (1919, pellicola purtroppo perduta).
Da allora in poi interpretò una serie di personaggi deformi, mutilati e creature orribili sottoponendosi a trattamenti e fasciature talvolta dolorose e perfezionò ulteriormente l'arte del trucco cinematografico, guadagnandosi così il soprannome di uomo dalle mille facce.
  
Nel 2000 fu prodotto un interessante documentario Lon Chaney: A Thousand Faces, con la voce narrante di Kenneth Branagh (famoso attore e regista Shakespeariano).  
Tod Browning (1880-1962), altro personaggio particolare, scappò di casa a 16 anni per unirsi ad un circo itinerante e nei successivi anni si esibì come clown, contorsionista, attore, ballerino, illusionista. Mentre lavorava a New York in teatro conobbe D. W. Griffth e cominciò a lavorare per lui apparendo anche nel suo famoso kolossal Intolerance (1916).
Il suo primo lungometraggio fu Jim Bludso (1917) e successivamente diresse ben 10 volte Lon Chaney. La loro più celebrata collaborazione fu The unknown (Lo sconosciuto, 1927) nel quale Chaney interpreta Alonzo, un fenomeno da baraccone privo di braccia, dopo aver interpretato Blizzard, criminale senza gambe (foto in basso), in The penalty (1920).
 
Nel 1932 girò Freaks, film ambientato nel mondo del circo nel quale i "fenomeni" erano i buoni e i pochi normali i cattivi. Ma all'epoca l'esibizione di tante deformità fu reputata non opportuna e il film fu notevolmente "censurato" passando dagli originali 90' ad appena 64'. Fu chiaramente fondamentale la sua diretta esperienza nel mondo circense e la pellicola è oggi diventata uno dei più acclamati cult movie.
Vari film di Lon Chaney e qualcuno di Tod Browning (fra i quali Freaks) sono liberamente e legalmente scaricabili dal sito www.archive.org in quanto di pubblico dominio.
Il vero cinema non è solo effetti speciali ed editing digitale …