Visualizzazione post con etichetta repubblicani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta repubblicani. Mostra tutti i post

venerdì 20 gennaio 2017

Ed ecco a voi il Presidente Trump

Post apparentemente politico, insolito per questo blog, ma in effetti è più una sommaria analisi dell’irrazionalità di certi comportamenti che un presa di posizione pro o contro Trump e/o i suoi oppositori. Fra poche ore sarà effettivamente in carica e, pur non essendoci alcun margine per evitarlo, sono ancora tanti quelli che (secondo me irrazionalmente) protestano.

Certo non mi voglio atteggiare a commentatore politico, ma se uno come me aveva previsto o almeno messo in conto come possibili alcuni eventi, non vedo su quali basi persone che si definiscono “democratiche” da vari mesi stiano organizzando manifestazioni di protesta, talvolta sfociate anche nella violenza.
Per rinfrescarvi le idee, nel post del 16 settembre 2015 La lunga corsa verso la Casa Bianca scrissi:
Un paio di situazioni inusuali hanno caratterizzato questa primissima fase elettorale: la discesa in campo di Donald Trump (miliardario che non risponde alle seppur poche direttive del GOP e si vanta di non essere ricattabile dalle lobby in quanto va avanti con soldi suoi) e l’inaspettata perdita di popolarità di Hillary Clinton che fino a qualche mese fa sembrava non avere rivali. ... Che la si voglia vedere come politica seria, in quanto innegabilmente influenzerà mercati e politica internazionale, o come telenovela, sono sicuro che questa corsa alla Casa Bianca sarà piena di  sorprese. Seguitela ...
Sono convinto che i fuochi d'artificio debbano ancora cominciare e man mano che ci si avvicina alle convention per le investiture ufficiali le scorrettezze, i colpi bassi e gli insulti aumenteranno esponenzialmente. A ciò seguiranno i dibattiti fra i 2 candidati che saranno senz'altro uno spettacolo da non perdere se uno dei due contendenti sarà Trump (cosa molto probabile).... Nel corso del mio recente soggiorno statunitense, ho avuto occasione di "intervistare" molti americani che, pur non costituendo assolutamente un campione statistico affidabile, hanno confermato l'idea che mi ero fatto e che ora che la stampa sta allentando il suo assedio a Trump sta venendo fuori....  ritenendo ormai quasi inevitabile che Trump sarà il candidato repubblicano, molti sono convinti che per il già citato criterio di votare contro e non pro, Sanders avrebbe maggiori possibilità di Hillary.

Come sottolineato dai grandi esperti, analisti e politologi (ma solo a posteriori) chi ha perso veramente è stato il sistema politico americano nel suo complesso. I Repubblicani, pur vincendo, si ritrovano con un presidente non di partito che non dà alcun ascolto ai vertici del gruppo, mentre i Democratici inopinatamente sono riusciti perdere un vantaggio oggettivo e quindi la continuità dopo a presidenza Obama
Ecco alcune domande - oziose - che già da tempo mi pongo:
  • perché i Democratici non hanno protestato prima portando avanti la candidatura di Sanders invece di quella di Hillary visto che tutti concordavano che l’anziano senatore avrebbe avuto maggiori possibilità contro Trump (ampiamente ed erroneamente sottovalutato)?
  • perché i Democratici hanno perso tempo a criticare e disturbare in modo ridicolo e inutile i comizi di Trump invece di migliorare la loro campagna?
  • come possono accusare Trump di brogli se non ammettendo che la sicurezza del sistema elettorale controllato dal governo (Democratico) era assolutamente insufficiente? 
  • capisco accusare di brogli un partito in carica e che vince avendo il potere e il controllo, ma in questo caso?
A quanto ne sappia, il concetto di "democrazia" include il criterio che chi viene eletto ha diritto di governare a prescindere dalle diverse idee della minoranza che potrà opporsi in sedi e modi appropriati, con migliori risultati rispetto alle manifestazioni di piazza. Probabilmente molti di quelli che si lamentano non sono neanche andati a votare e partecipano alle proteste per altri motivi.
Infine, in particolare in merito a quanto si conosce a mezzo stampa, c’è da dire che la maggior parte delle testate si sono schierate contro Trump e tutt’oggi continuano a ipotizzare scenari apocalittici, ma al momento non hanno indovinato una sola previsione! Basti pensare al panico che diffusero nei giorni dell’elezione dicendo che in caso di vittoria di Trump "il dollaro si sarebbe svalutato e la borsa sarebbe crollata" ... ebbene il dollaro ha guadagnato circa il 5% e la borsa sta galoppando, in su!
Ripeto, questo non è un post pro Trump, ma solo contro quelli che continuano a fare previsioni sbagliate, contro i partiti (entrambi) che non hanno saputo gestire la situazione e si trovano con un Presidente che nessuno vuole, contro quelli che fanno ridicole manifestazioni e dichiarazioni a cominciare da cantanti e “artisti” che spesso lo fanno solo per vedere il loro nome sul giornale, contro Hillary che con la sua arroganza e superficialità è riuscita a non farsi eleggere, contro il genio della candidata indipendente (dei verdi) Jill Stein che dopo aver sottratto voti a Hillary facendole perdere almeno un paio di stati determinanti ha poi inscenando l’inutile farsa del riconteggio, e via discorrendo. 
Nessuno fa mea culpa?
Penso che sia evidente la mia poca stima e fiducia nella stampa e nel sistema politico in generale, ma soprattutto in quello dei partiti comandati da lobby o burattinai sconosciuti.
Prima di parlare di Trump presidente non potrebbe essere opportuno (e giusto) aspettare qualche mese prima di sparare a zero? Prima si vede che combina effettivamente (ha già dimostrato di cambiare spesso idea) e poi si combatte.

mercoledì 16 settembre 2015

La lunga corsa verso la Casa Bianca

Stasera secondo dibattito fra gli aspiranti candidati alla Casa Bianca per il GOP (Grand Old Party) ovverosia il Partito Repubblicano. E’ prassi del sistema elettorale americano iniziare questi confronti ben oltre un anno prima delle elezioni, previste per novembre 2016.
Come molti sanno, in linea di massima ci sono solo due fazioni: Repubblicani (centro-destra, con un elefante per simbolo) e Democratici (centro-destra, simbolo un asino) pur non essendo esclusa a priori la possibilità di un candidato indipendente.


Considerato il grande potere decisionale del quale gode il Presidente degli Stati Uniti, per gli elettori è importante sapere quali sono le sue idee personali, i suoi progetti e i suoi impegni sociali. Infatti non ci sono strettissime regole di partito e spesso i potenziali candidati appartenenti ad uno stesso gruppo non sono d'accordo fra loro, neanche su temi importanti come sistema sanitario, immigrazione, sistema fiscale, politica estera e aborto, argomenti sempre molto controversi.
Un paio di situazioni inusuali hanno caratterizzato questa primissima fase elettorale: la discesa in campo di Donald Trump (miliardario che non risponde alle seppur poche direttive del GOP e si vanta di non essere ricattabile dalle lobby in quanto va avanti con soldi suoi) e l’inaspettata perdita di popolarità di Hillary Clinton che fino a qualche mese fa sembrava non avere rivali. Vale a dire che il candidato dei Repubblicani potrebbe essere un uomo non di partito, che non ha mai ricoperto alcuna carica politica (infatti, la maggior parte sono o sono stati senatori o governatori) e quello dei Democratici appare al momento debole.
Anche per quanto riguarda i dibattiti per le primarie la situazione è particolare in quanto i candidati Repubblicani sono tanti da aver costretto gli organizzatori a dividerli in due gruppi in base ai polls. Nel primo confronto del 6 agosto la discussione con i 7 più “deboli”, ma con almeno l’1%, precedette quella dei primi 10, trasmesso in diretta da Fox News in prima serata. Nella seconda tornata Carly Fiorina (anche lei non politica di carriera) è stata “promossa” quasi a furor di popolo senza che nessuno sia stato “retrocesso”. Stasera si prevede quindi una “triste” e probabilmente poco seguita prima parte con soli 4 candidati (Santorum, Jindal, Pataki, Graham – altri 2 hanno rinunciato) seguita dal vero dibattito fra gli 11 di punta: Trump, Bush, Walker, Huckabee, Carson, Cruz, Rubio, Paul, Christie, Kasich, Fiorina. Al momento Trump è nettamente in testa con oltre il doppio delle preferenze rispetto al secondo.
A fronte di questa sovrabbondanza (ma fra qualche mese vari si ritireranno) sull’altro fronte c’è una penuria di candidati. Fino a qualche mese fa Hillary Clinton appariva infatti la certa vincitrice delle primarie e quindi quei pochi che si erano proposti per il Partito Democratico aspiravano per lo più alla vicepresidenza ed i dibattiti previsti erano ben pochi, il primo solo il 13 ottobre.
Poi lo scandalo delle email al quale si è aggiunto un attacco (giudicato molto insolito, ma che ha avuto il suo effetto) da parte di Trump alla principale consulente politica nonché amica di Hillary, Huma Abedin, ha causato una rapida diminuzione dell'indice di gradimento per la Clinton. Al momento è in rapida risalita Sanders che ha superato Biden, pur restando ben distante dalla Clinton. Ciò potrebbe anche far aumentare il numero di candidati Democratici. 
Trump ha riportato sulle prime pagine fatti in effetti già noti che però hanno fatto riflettere molti democratici. In pratica ha chiesto “Quante possibilità ci sono che le informazioni riservate (classified) alle quali Huma Abedin ha certamente accesso non passino direttamente al marito Anthony Weiner?”. Ovviamente lo ha fatto sottolineando che questi lavora ora per un gruppo di consulenza di altissimo livello (commercio internazionale, politica e finanza) e non ha perso l'occasione per ricordare agli elettori che Weiner, già membro della Camera, fu costretto a dimettersi nel 2011 a causa di uno scandalo sessuale (e per questo lo ha chiamato "depravato e pervertito") e non da ultimo che Huma è di fede musulmana, non certo un merito per molti Repubblicani. 
Che la si voglia vedere come politica seria, in quanto innegabilmente influenzerà mercati e politica internazionale, o come telenovela, sono sicuro che questa corsa alla Casa Bianca sarà piena di sorprese. Seguitela ...