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sabato 26 luglio 2014

Toponomastica: una considerazione-smentita in merito all’etimologia di Punta della Campanella

Nel post del 15 luglio trattavo dei toponimi costieri dei Golfi di Napoli e Salerno presenti su alcuni portolani visti a Mallorca (vedi post cartografia-nautica-maiorchina-del-500.html)
Su numerose carte del '500 appare il toponimo C: Campanella

“L'etimologia del nome della punta è chiaramente legato a una cam­pana, ma esistono due differenti versioni circa il perché del nome. La più semplice delle due teorie sostiene che sulla Torre Mi­nerva, dove stavano i soldati di guardia per avvistare eventuali navi saracene in avvicinamento, esisteva una piccola campana che veniva suonata in caso di pericolo.

L'altra è molto più colorita e fantasiosa e di conseguenza anche più conosciuta. Si narra che in una delle scorribande dei Sarace­ni nella Penisola Sorrentina (i più dicono che si trattasse pro­prio di quella tristemente famosa del 1558) fu saccheggiata anche la chiesa di Sant'Antonino Abate, protettore di Sorrento. Quando la flotta pirata giunse alla Punta della Campanella, la nave che trasportava la campana e gli altri oggetti trafugati nella chiesa fu bloccata da una forza misteriosa e, nel tentativo di procedere e di raggiungere le altre fuste che intanto si al­lontanavano, i predoni cominciarono ad alleggerire l'imbarcazione gettando in mare parte del loro bottino. Ma solo quando si libe­rarono della campana di bronzo di Sant'Antonino riuscirono a dop­piare la punta. La leggenda vuole che, non appena la campana fu gettata in mare, si levò un improvviso e fortissimo vento che consentì al vascello pirata di raggiungere in pochi attimi le al­tre fuste. C'è anche chi sostiene che ogni 14 febbraio, festa del santo protettore di Sorrento, si sente la campana suonare sott'acqua, e chi non ci crede può andare a controllare!”.
Da Le coste di Sorrento e di Amalfi - G. Visetti (1991)
Ma la leggenda che lega il toponimo ai saraceni si riferisce agli avvenimenti del giugno 1558, quindi posteriori o quasi contemporanee alla redazione delle pergamene. Ciò esclude definitivamente la già remota possibilità che da questo colorita narrazione di un fatto storico, tristemente vero e tragico per i sorrentini e i massesi, derivasse il nome Campanella.

martedì 15 luglio 2014

Cartografia nautica maiorchina del '500

Passeggiando nel centro storico di Palma, in una stradina un po' fuori mano mi sono imbattuto in un negozio di libri (usati e antichi). All'esterno era esposta la riproduzione di una carta del '500 rappresentante l'intero Mediterraneo. Pur essendo di dimensioni relativamente ridotte, l'autore era riuscito a piazzare un buon numero di toponimi, nella stragrande maggioranza costieri visto che che era un portulano destinato ai navigatori.
Chiaramente ho subito focalizzato la mia attenzione sul Tirreno meridionale. Nella prima foto ho inquadrato l'Italia intera e nella seconda solo le coste campane e le sue isole. Fra la dozzina di toponimi costieri dal Garigliano (solo Gari) a Sapri c'è anche C. Campanella, unico toponimo fra Castellammare e Salerno. Oltre alle tre Pontine più a ovest, sono evidenziate le isole maggiori del Golfo di Napoli, Capri e Ischia, ma non Procida. 
Singolarmente, però, il cartografo aveva correttamente rappresentato i tre Galli!
  
Dopo qualche giorno ho letto che nel Palau March (del quale parlerò più dettagliatamente in un prossimo post) esiste una sala esclusivamente dedicata alla cartografia maiorchina dei secoli XVI-XVII e, inutile dirlo, ci sono andato. 
portolani in questo caso erano originali e disegnati su pelle (pergaminodi solito di vitello), da cui la forma non regolare. Questo in basso è del 1535 e misura 55 x 93,5 cm, compreso il "cuello al oeste" come precisato in didascalia. Similmente alla maggior parte delle altre carte esposte rappresenta il Mediterraneo e "los mares Negro y de Azov y las costas atlanticas de Europa y norte de Africa". 
In linea di massima i portulanos erano molto simili fra loro, ma talvolta i relativamente pochi toponimi erano diversi. 
Nel primo stralcio in basso (da un pergamino del 1561) a destra di Napoli si leggono nell'ordine: Tore, Castelammare, Sorento (addirittura in rosso come Gaeta, Napoli e Salerno), Maiora e Salerno. Manca la Campanella, ma in compenso oltre ai tre puntini per Li Galli, ce ne sono anche due per quelli che dovrebbero essere i Faraglioni di Capri.
Nel secondo (1620) sono invece riportati: Latorre, Castellammare, C. Campanella, un toponimo che non mi è chiaro (i suggerimenti sono benvenuti), Salerno. Per quanto riguarda scogli e isolotti, oltre ai soliti Galli appare un puntino fra Torre e Castellammare che dovrebbe essere Rovigliano e un altro più in basso che dovrebbe essere il Vervece, ma non ci sono i Faraglioni.