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mercoledì 19 ottobre 2022

Capo di Mondo, altro pasticcio toponomastico

Questo toponimo, già presente su mappe di un secolo fa ma non effettivamente utilizzato in Penisola, è venuto alla ribalta con la pubblicazione del percorso della sesta tappa del Giro d’Italia 2023, circuito con partenza e arrivo a Napoli in programma giovedì 11 maggio. In meno di 24h, una mezza dozzina di amici mi hanno interrogato in merito all'effettiva esistenza dello stesso e li ho rimandati al post precedente a questo, visto che, per pura casualità, il toponimo appare nelle varie mappe lì pubblicate. Chiaramente è stato utilizzato da persone non locali, visto che in zona è sempre stata conosciuta come la salita di Picco(lo) Sant'Angelo. Tuttavia, colgo l’occasione per fare un discorso più ampio, che comprende vari punti.


Quasi certamente il toponimo è corruzione di uno dei tanti Capodimonte, come il Capodarco, fra Termini e Casa (Massa Lubrense), lo dovrebbe essere di Capodacqua (come l’area a monte di Positano) e vari altri. Volendolo interpretare in tal senso, è logico che sia relativo al punto più alto di quella zona, vale a dire la piccola altura (localmente detta Isola, 526m) a est della Pineta delle Tore; posizionato con precisione sulla CTR al 10.000 e abbastanza correttamente sulla precedente tavoletta IGM degli anni ’50 e la successiva carta regionale al 25.000, mentre viene spostato ancora più a ovest sulla mappa CAI, finendo nella Pineta, oltretutto modificato in Capo del Mondo. Ecco gli stralci delle mappe nello stesso ordine in cui sono state elencate.





La deriva dei toponimi sulle mappe è un annoso problema causato dal fatto di non seguire (per necessità o per scelta deliberata) le stesse norme, che non sono obbligatorie ma seguono delle convenzioni internazionali accettate dalla maggior parte dei cartografi. Riprendendo toponimi da mappe precedenti e inserendoli a proprio piacimento si corre il rischio (dopo ripetuti passaggi) di trovarli da tutt’altra parte. 
Un caso emblematico di traslazione di toponimi lo trovai (o almeno così penso) nel corso delle indagini per la stesura del mio saggio Le coste di Sorrento e di Amalfi.

Nella carta borbonica del 1819 (vedi sotto) viene invece evidenziato come su tale altura (Capo di Mondo o Isola che dir si voglia) fosse posizionato un telegrafo ottico Depillon e lo stesso, per viciniorità, denominato della Marecoccola,  anche se nell'elenco ufficiale delle postazioni appare come Maracoccola sopra Sorrento (vedi le due immagini al fondo).


 

lunedì 9 marzo 2020

Eventi musicali ed escursioni sono attività completamente diverse

Tradizionalmente Turismo e Spettacolo venivano abbinati da un punto di vista amministrativo, ma erano epoche in cui l’escursionismo quasi non esisteva o era settore di nicchia che contava ben poco. Ora lo si dovrebbe separare certamente dagli Spettacoli, ma forse anche dal Turismo e, volendolo abbinare ad altro, certamente un settore molto più affine sarebbe l’Ambiente.

Turismo e Spettacolo  .......  Escursionismo e Ambiente

L’escursionismo, o sentieristica che dir si voglia, non è spettacolo
Al contrario, è silenzio e tranquillità, non musica, casomai amplificata.
 
Qualcuno riuscirà mai a capacitare l’assessore al Turismo che l’escursionismo si promuove con interventi strutturali, continui e coordinati e non con feste e festicciolle, sagre o spettacoli che invece hanno la loro sede naturale e appropriata nei teatri, nelle piazze e negli stadi? Oltretutto, se gli eventi proposti nel programma Natura in concerto richiamassero effettivamente molta gente, ci si rende conto del conseguente notevole danno ambientale? L’operazione è un assoluto controsenso ed uno spreco di risorse in quanto si dovrebbe sperare che ci siano solo pochi spettatori. Più sono e più si calpesterà l'erba al di fuori dei sentieri battuti, ci saranno quelli che ci si stenderanno sopra schiacciando (distruggendo) fiori e piante, altri incivili abbandoneranno bottigliette di plastica, fazzolettini e altri rifiuti che dovranno essere poi raccolti da personale comunale, quindi con ulteriori costi. 
Con gli stessi soldi si potrebbero invece pagare guide locali per condurre varie decine di escursioni (gratuite per i partecipanti) che sarebbero sì una vera pubblicità, non solo per la località visitata, ma per l'intero territorio massese, considerato che una qualunque buona guida parlerà anche di storia, architettura, gastronomia e prodotti locali. 
Oltretutto, si favorirebbero concretamente un certo numero di giovani locali, volenterosi e preparati, invece di pagare migliaia di euro a pochi “artisti” che, per un impegno di un'ora o poco più, ricevono anche rimborso spese viaggio, vitto e alloggio.
 
Quante volte è stato raccontato agli escursionisti che non si poteva fare molto a causa dei pochi soldi disponibili e ora che ci sono (somma oltretutto non attinta dalle casse comunali, ma dalla Città Metropolitana) li si sprecano in manifestazioni singole che durano poche ore e alle quali assistono poche persone, in maggioranza locali ... quindi, come attrattori turistici, non valgono un bel niente
Al contrario, sarebbe opportuno, come dovrebbe suggerire il buonsenso, investire quanto più possibile in elementi che durino nel tempo, quali segnaletica, mappe, sito web ben realizzato in più lingue e via discorrendo. Invece di invitare artisti, perchè non portare in giro giornalisti specializzati, fotografi, webmaster di siti di escursionismo e autori di guide? Libri e riviste durano anni se non decenni, quanto pubblicato in Internet è teoricamente eterno.
Mi riservo di parlare di dei “sentieri parlanti tramite delle placchette metalliche” e del “catasto dei sentieri”, quando e se saranno forniti ulteriori dettagli … al momento mi sembrano entrambi argomenti poco sensati.

sabato 18 gennaio 2020

Ultima novità per l’escursionismo: il COPYRIGHT sui percorsi!!! © ®

Fra pseudo giornalisti (vedi post del 13 gennaio), fuffoguide, associazioni fantasma, ciarlatani e cialtroni, 1 ne fanno e 100 ne pensano!
Pur essendo ben lontano dai sentieri nostrani, mi piace essere informato ed informare in merito a problemi di transitabilità, escursioni di amici ed altri gruppi e quindi vado a leggere avvisi e proposte varie. Stamane mi sono imbattuto su un avviso di una “misteriosa” escursione da Ravello. Non si sa chi sarà la guida, non c’è l’itinerario ma semplicemente punto di partenza e una meta intermedia, non c’è una faccia, né una sede, né un cognome … solo tale Antonio da contattare per la prenotazione (obbligatoria). Non è chiaro se Trekkingreen (si trova solo una pagina FB) sia un’associazione, bacheca per avvisi escursioni o altro. Ma ciò che mi ha colpito è stata la smisurata lunghezza del Regolamento che (dopo molti punti con tanti obblighi e qualche consiglio) si conclude così:



Ma dove vive questa gente? Associazioni e persone qualificate pubblicano da anni tracce e cartine disponibili per il download gratuito … per tutti
Quali percorsi misteriosi si percorreranno con Antonio (o altra guida) tanto segreti da non poter essere divulgati? 
Perfino il più smemorato e distratto degli escursionisti "seri" della Costiera (anche senza essere GUIDA) conosce a memoria tutti i sentieri e soprattutto le scale fra Ravello, Amalfi, Atrani e Minori
Sul sito www.caimontilattari.it si trovano informazioni e file scaricabili (*.gpx, *.kml e *.pdf) dei numerosi sentieri della zona; la cartina dettagliata dei sentieri fra Pontone e Torre dello Ziro (al lato) è sul mio sito dal 2003, vale a dire già da 17 anni! 
Pensano che il gravoso compito della guida sia solo quello di indicare un percorso che solo lui o loro conoscono e quindi vogliono proteggere i loro importantissimi “segreti professionali” con un © copyright?
Non pensano che invece una vera guida debba conoscere tradizioni, essenze locali e loro uso culinario e officinale, storia, fauna, geologia, ecc. e che i sentieri sono bene comune da condividere? 
O si tratta di GRANDI GUIDE dell'ultima ora che conoscono solo due o tre percorsi (Sentiero degli Dei, Valle delle Ferriere e Punta Campanella ... dove è pressoché impossibile perdersi) e ora pensano di essere al top per aver "scoperto" una scalinata poco transitata che vorrebbero mantenere sconosciuta ai più? 
Mi dovrò affrettare a procurami il copyright i percorsi che ho ideato in passato, dal quello di Athena a quello delle Sirenuse, dal Giro di Santa Croce (Vuallariello) al Circuito dell'Isca, le passeggiate come la Camminata dei 23 Casali, i trekking come Vagrant Trail e varie MaraTrail, anche se sono online da anni, con cartine dettagliate, a disposizione di TUTTI (e gratis).

Avrà forse avuto ragione Umberto Eco quando affermò:

E per “visitare alcuni monumenti di Ravello” non sarebbe meglio considerare anche l'intervento di una guida turistica autorizzata, ammesso che ci sia quella escursionistica?

sabato 7 settembre 2019

i CAMMINI massesi, a partire da 2.000 anni fa, in una chiacchierata

Nel corso della chiacchierata annunciata nella locandina qui di fianco tenterò, con il valido supporto di Luigi Sigismondi (il "professore", memoria storica di Massa Lubrense) e di Donato Iaccarino, di proporre un excursus di un paio di materie, strettamente collegate fra loro, che notoriamente mi appassionano e che sono state la base di buona parte delle mie passate attività professionali: cartografia ed escursionismo.
Data la vastità di detti temi, è chiaro che non sarà possibile approfondire nessuno degli argomenti che saranno toccati nel corso dell'incontro, ma spero di riuscire a fornire una buona idea di quanto i cammini siano stati e siano tutt'oggi legati allo sviluppo del territorio.
Come esplicitato in locandina inizierò col trattare della via Minerva, vecchia di oltre due millenni, certamente esistita ma non altrettanto certamente individuata per quanto riguarda il suo effettivo percorso. Nell'approccio, strettamente geografico e non certo archeologico, proporrò ipotesi che, in quanto tali, non saranno supportate da certezze assolute ... pura speculazione.
Con un rapido ed enorme salto temporale passerò alla prima mappa affidabile e dettagliata della Penisola Sorrentina, Foglio 15 della “Carta Topografica e Idrografica dei contorni di Napoli, delineata dagli Ingegneri Geografi del Regno delle Due Sicilie”, (1817-1819, scala 1:25.000, stralcio in basso). 
La rete viaria di esattamente due secoli fa mostrata in questa rappresentazione, nella maggior parte dei casi con notevole precisione, sarà successivamente in più parti stravolta dalle grandi carrabili della seconda metà del secolo e poi dalle rotabili del secolo scorso, con conseguente eliminazione o abbandono di molte strade pedonali.
Negli ultimi decenni, infine, con il dilagare dell’escursionismo come attività ricreativa e turistica, si è tornato a prendere in considerazione stradine rurali poco o per niente percorse e sono stati riproposte addirittura vecchie tracce di sentieri, senz’altro utilizzate ma mai effettivamente censite. Ciò porta inevitabilmente a parlare del mio Progetto Tolomeo, vecchio ormai di quasi 30 anni, e quindi a concludere la chiacchierata. 
(sotto, stralcio della mappa del Progetto Tolomeo, per confronto con la rete viaria del 1819).
Da questo sommario appare chiaro che la carne a cuocere sarà tanta e pertanto non si potrà essere esaurienti ma, nel caso si manifestasse un particolare interesse per alcuni temi, non è escluso che si possano organizzare ulteriori incontri, in tal caso su un argomento specifico.

lunedì 25 febbraio 2019

Lo spirito degli irriducibili veri orientisti epicurei ... sempre "in cerca di guai"

Ansiosi di crearci grattacapi, torniamo all'Orienteering di alto livello.
Dopo 4 anni di lontananza da gare impegnative di orientamento, torniamo a metterci in gioco senza troppi patemi d'animo, tuttavia seriamente e con impegno, con il vero spirito dell'orientista non di prima fascia. Il mio collega semielvetico ed io ormai mezzo canario, ci ritroveremo in Portogallo per il POM (Portugal Orienteering Meeting), che da 18 anni è la prima competizione europea importante della stagione visto che quasi tutto il resto del continente soffre ancora di temperature basse e molti terreni sono coperti di neve o sono campi di fango. Per questo sono sempre presenti varie selezioni nazionali e anche tanti atleti élite in quanto la terza della 4 gare è valida per il ranking mondiale. 
Non essendo più tesserati in Italia, correremo come FREE (Free Ramblers, Escursionisti Epicurei) il nostro gruppo di camminatori (virtuale e virtuoso) che non ha patria né confini.
    
Quest’anno ci ritroveremo con altri 2.400 orientisti provenienti da 31 paesi (inclusi alcuni di oltreoceano) diversi a Figueira da Foz, presso la foce del Mondego, a 50km dalla storica città di Coimbra, per competere nelle pinete costiere pochi km più a nord. Queste fanno parte della fascia quasi ininterrotta di centinaia di km di foreste che coprono le dune sabbiose fino a pochi metri dall’Oceano Atlantico. Per chi partecipa alle gare i problemi principali sono costituiti dalla visibilità spesso limitata dal sottobosco (foto sopra a destra), che impedisce una immediata lettura dei microrilievi, e dalla grande quantità di elementi simili. Per esempio, nei seguenti due stralci di mappe (equidistanza 2,5m) le linee tratteggiate - ausiliarie - indicano dislivelli di 1,25m, difficili da valutare in mezzo ai cespugli e ai tanti "cocuzzoli" di simile altezza rappresentati dai punti marrone. In pratica, chi non è bravo e abituato a tale tipo di terreno può essere certo che avrà problemi di navigazione.

   
Personalmente, anche quando gareggiavo 25-30 volte per anno, ho sempre avuto difficoltà su questo tipo di carte e con l'equidistanza 2,5m, ma una delle peculiarità degli orientisti è proprio quella di tornare a gareggiare nei terreni nei quali si sono avuti più problemi, per avere poi la soddisfazione di riuscire a portare a termine una prova degna ... una vera e propria doppia sfida, alla cartina e a sé stessi. Non è raro sentire dire “ho un conto in sospeso" con un certo posto, nel senso di volersi togliere gli schiaffi da faccia” o una pietra dalla scarpa”, ma non sempre ci si riesce al primo tentativo. Fra i terreni che più attirano i “testardi” ci sono quelli carsici della Slovenia, con le loro centinaia di depressioni di ogni dimensione e migliaia di rocce che fanno venire il mal di testa solo a guardare le carte (vedi esempi in basso, mappa e boschi). 

Ci si torna per rimettersi in gioco, fare nuovi errori, poi autocriticarsi fino a insultarsi, ma in fondo prendendosela allegramente. Il dopogara spesso si risolve nel confrontare gli sbagli con gli amici/avversari, prendersi in giro a vicenda, “vantarsi” delle proprie bestialità e poi finire a mangiare e bere tutti insieme ... domani chi riuscirà a far peggio?
   

Nessuno è immune da errori, ma i campioni li misurano in secondi e quelli della seconda parte della classifica in minuti o decine di minuti persi a pascolare (gergo per "girare a vuoto senza essere certi della propria posizione"), sempre che non si vada inavvertitamente fuori carta e lì sono dolori. Molte volte i problemi sorgono per l'assenza di forme evidenti ed inequivocabili o per l'abbondanza di elementi simili e quanto più difficili sono carte, terreni e percorsi, tanto maggiore sarà la soddisfazione se si riesce ad ottenere un buon risultato (per il proprio livello, non in assoluto). Agli orientisti "seri" piace affrontare sfide impegnative pur sapendo già in partenza che alla fine si dovrà fare un mea culpa in quanto, a differenza di tanti altri sport, le scuse da accampare, se esistono, sono pochissime. 
Se vari anni fa ci difendevamo più o meno degnamente, dopo questa lunga sosta il rientro si prevede impegnativo, non solo sotto l'aspetto atletico ma anche, e forse soprattutto, per quello tecnico. Persa l’abitudine a leggere e interpretare velocemente cartine per niente semplici, il rischio di “perdersi” aumenta e chi si "perde" (nel senso che non sa dove si trovi esattamente) è "perduto" (cioè rischia di pascolare per molti minuti). Dovremo certamente abbassare l'asticella, ma l'importante è mettersi in gioco e divertirsi. E in quanto a ciò contiamo sui nostri amici lusitani che, come noi, dopo le gare non disdegnano abbondanti mangiate a base di leitão, bacalhau, jaquezinhos, secreto, carapaus, ecc. annaffiate da buon vino portoghese. 
io, o Dionisio, o Antonio e o José, sul "terrazzino" al lato del Sentiero degli Dei
Le peregrinazioni gastronomiche continueranno poi a Lisbona con le immancabili soste al Tunel de Alfama e O Cantinho de José, dove si aggregheranno altri "colleghi", alcuni dei quali nel 2010 vennero a partecipare al Trek Amalfi - Capri (foto sopra, tante altre nel link), 105km con 5.000m di dislivello in 5 giorni.

martedì 3 aprile 2018

Le coste di Sorrento e di Amalfi (eBook gratuito)

Dopo aver fatto convertire in formato elettronico il mio libro dei giochi di strada, già online da vari giorni, ecco ora la III edizione di Le coste di Sorrento e di Amalfi, toponomastica antica, moderna e dialettale, in versione eBook, disponibile per il download gratuito nei formati .ePub e .mobi.
Questo libro, certamente più impegnativo e "serio" di Barracca 'o rutunniello, cavallo cavallo mantieneme 'ntuosto, fu il frutto di quasi due anni di ricerche (1989-91) che inclusero interminabili chiacchierate con anziani pescatori e abitanti delle marine della penisola, lunghe letture di testi antichi nelle biblioteche, attenta osservazione di mappe, da quelle di vari secoli fa fino alle contemporanee, e oltre mille chilometri di ricognizioni in kayak.
Pur non avendo variato il testo, fatte salve minime correzioni, questa III edizione è impostata in modo diverso dalle precedenti. 
Infatti, è divisa in capitoli come la versione originale (ma sono tre in più) e non è più un testo unico come la seconda. I dodici capitoli dell'eBook hanno i propri limiti in marine o approdi ben noti con la sola eccezione di Punta Campanella che separa il quinto e il sesto e Punta Sant’Elia - Li Galli fra il settimo e l’ottavo.
In quanto alle mappe a corredo, ho proceduto come per la seconda edizione producendo nuove mappe dettagliate (undici, con area di accavallamento, stampabili in A4 a 250dpi) che tuttavia, per comodità di consultazione e per ottenere un eBook quanto più “leggero” e veloce possibile, non sono inserite nel testo ma caricate in rete. Le undici cartine potranno essere sia consultate online cliccando sui link inseriti all'inizio di ciascun capitolo, sotto al titolo, o riprodotte offline dopo averle scaricate e salvate sul proprio dispositivo. 
In basso, stralcio della mappa 3, costa fra Marina Piccola di Sorrento e Puolo.
Personalmente suggerisco questa ultima opzione in modo da avere sempre a portata di mano l'intera cartografia, consultabile semplicemente cambiando applicazione. Per di più, avendo anche un PC a disposizione (sul quale si siano salvate le mappe), la lettura sarà ancora più comoda tenendo aperta la mappa al massimo della definizione sullo schermo più grande e leggendo l'ebook dal tablet o altro dispositivo. 
Rispetto alle precedenti edizioni ci sono alcune appendici in meno (botanica, biologia marina, ...), ma ho mantenuto quella secondo me più significativa relativa ai “Cenni storici”. Ho inoltre incluso varie recensioni relative alla I edizione.
In basso, stralcio della mappa 4, coste circostanti Punta della Campanella.
Considerata l’attuale diffusione di smartphone e tablet in grado di visualizzare eBook, spero che i tanti “naviganti” che solcano le acque della penisola sorrentino-amalfitana non si lascino scappare l’occasione di avere con sé questa guida, dettagliata per quanto possibile, di facile e rapida consultazione.
Anche a chi è già in possesso di una versione cartacea potrà tornare utile averla con sé nel pratico formato digitale.

Si consiglia la navigazione a velocità ridotta, meglio se a propulsione umana.

mercoledì 14 marzo 2018

Post polivalente: escursioni, cartografia e ... sicurezza o solitudine?

ESCURSIONE
Lunedì ho portato a termine l’ultima ricognizione programmata nella parte nord della caldera e del Parque Nacional del Teide, in una giornata di visibilità eccezionale grazie alla ridottissima umidità relativa e alla totale assenza di nubi. Oltre a vari aggiornamenti nell'area a ovest del Centro Visite, ho "scoperto" (nel senso che non sono incluse fra i sentieri ufficiali del Parco) due brevi bretelle in disuso ma ancora in eccellenti condizioni che permettono un facile, piacevole e panoramico collegamento fra Centro Visite e Portillo Alto.
Ovviamente ho approfittato della passeggiata (sentieri 1-33-22-7-27-6-24-1* 24km, 800m disl.) e della luce eccezionale per scattare molte foto, una trentina delle quali (con didascalie esplicative) sono già online da un paio di giorni.
Chi volesse percorre il mio itinerario, sappia senza le mie varie deviazioni lo sviluppo è di solo una ventina di km, che la parte nord del 33 (dall’1 a Montaña Negra) è un po’ disagevole, che tutti gli altri sentieri percorsi sono essenzialmente facili, ma non sottovaluti il dislivello; infatti oltre ai 500 metri di differenza di quota fra parte bassa (Portillo) e parte alta (sentiero 7), si affrontano numerosi saliscendi che portano il dislivello totale a oltre 800m ... e si cammina ad oltre 2.000 metri di quota.

MAPPA
Riportati i dati e le osservazioni sulla mappa (come ogni cartina sempre in fase di elaborazione e aggiornamento), ho provveduto a reimpaginarla dividendola differentemente e ottimizzandola in modo da poter essere stampata in 4 fogli verticali (A3 per una facile lettura, A4 - più maneggevole - per chi ha una buona vista) come si vede nel quadro d'unione sottostante. Anche stampando in bianco e nero tutto risulta leggibile.
Ogni mappa ha una sufficiente fascia di sovrapposizione con le contigue, in particolare il passaggio da est a ovest risulta di facile lettura in quanto la strada principale funge da evidente riferimento essendo riportata su entrambe. Come risulta chiaro dal quadro d'unione, il piccolo riquadro  a sud-est (2a, che restava esterno a tale divisione) è riportato in un angolo della 2, con la quale ha una fascia in comune.
Rispetto alla versione precedente ho aggiunto molte curve di livello anche se nelle aree prive di sentieri e a pendenza più o meno costante, mi sono limitato a riportare solo direttrici (alias maestre) a 100m. Ho anche aggiunto le fermate (paradas) dei bus di linea della TITSA e i principali mirador.

SICUREZZA o SOLITUDINE?
Questo è un annoso dilemma ... senza soluzione. Penso che si debba trovare la giusta via di mezzo, senza esporsi a inutili rischi ma non per questo si deve rinunciare al piacere di non vedere e non sentire nessuno se non il rumore del vento, i rapidi spostamenti dei lagarto tizon (grosse lucertole endemiche) e il canto degli uccelli.
Visto che ho affrontato il tema, ripeto le solite raccomandazioni. Non dovreste mai camminare da soli, ma se volete o dovete andare in escursione solitaria è importante che:
  • conosciate il percorso e l’area circostante (per eventuali vie di fuga),
  • sappiate quali sono i possibili rischi e difficoltà;
  • siate forniti di mappa (la sapete interpretare?), gps (lo sapete usare?) e cellulare (ci sarà copertura?);
  • abbiate con voi acqua e cibo sufficienti (in base alle vostre esigenze e alla situazione meteo della giornata);
  • indossiate abbigliamento adatto e abbiate un ricambio di base;
  • informiate qualcuno del vostro itinerario e dell’orario di ritorno previsto.

Se siete persone consce dei propri mezzi e rispettate tutte le suddette indicazioni dettate dal buon senso, andando in escursione da soli certo non correrete più rischi che andando in giro da soli in città dove, ovviamente, i pericoli saranno di tutt’altro tipo.

In conclusione, se “rischiamo” ogni giorno - e non per nostro piacere - perché non dovremmo affrontare qualche altro piccolo rischio (minore rispetto a quelli quotidiani) per goderci la solitudine di un ambiente aperto e naturale come quello del Parque Nacional del Teide?

sabato 10 marzo 2018

“In questi paesi del Peru’ vi sono pecore grandi come cameli ...”

E continua “... il corpo somiglia al camelo, et la testa come pecore di Spagna, et li paesani le adoprano at lavorar la terra, et a someggiare, et sono bonisime da mangiare”.
   
Si tratta di una delle note aggiunte allo straordinario planisfero con proiezione polare di circa 3 metri di diametro, composto da 60 mappe raccolte in un atlante, delineato da Urbano Monte nel 1587Le prime quattro tavole rappresentano la calotta polare divisa in settori circolari (ovviamente di 90° ciascuno) mentre le altre 56 sono di forma di settore di corona circolare, numerate per fasce procedendo verso est e, una volta completata una, si passa alla sottostante, a sud. La prima mappa è quella che comprende il Nord Europa e quindi la quinta (sottostante, immagine in alto a dx) copre il Mediterraneo occidentale, la sesta il Vicino e Medio Oriente e così via. 
Le due immagini che seguono si riferiscono all'intero planisfero e al montaggio delle prime 4 tavole che coprono la calotta polare.
   
Questo famoso atlante, ben noto come tale, vari mesi fa fu acquisito dalla David Rumsey Map Collection della Università di Stanford e dopo averlo accuratamente scannerizzato, come tutte le altre mappe antiche della collezione, gli esperti si resero conto che le sessanta mappe potevano effettivamente essere composte in un unico grande planisfero.
La cosa è stata ovviamente realizzata in modo digitale e non certo ritagliando i disegni dalle pagine dell’atlante, che tuttavia furono ideati proprio per essere montati su un pannello di legno che potesse ruotare su un asse coincidente con il Polo Nord, così come esplicitato dallo stesso autore.
Ma la mastodontica opera non si limita alla sola rappresentazione di oceani e continenti nelle 60 mappe (raccolte nel “Libro Terzo”) ma negli altri “Libri sono anche riportate tante dettagliate notizie climatiche e geografiche.
   

Inoltre, molte di tipo descrittivo sono inserite nelle tavole stesse, in parte con disegni di sovrani e brevi testi descrittivi di paesi lontani (in particolare nella parte estrema dove c'è più spazio sia per la distorsione dovuta alla proiezione sia per la predominanza del mare - vedi sopra), rappresentazioni di eventi storici, succinte notizie in merito alle abitudini delle popolazioni, descrizioni di animali sconosciuti in Europa (come nel caso dei lama, ai quali ovviamente si riferisce l’incipit). 
   
Per esempio, nello stralcio sopra a sx si possono leggere curiose note relative ai nativi della Florida (che all'epoca si estendeva fino al nord del Messico) e i "grandi coridori" che corrono "al paro dele fiere" potrebbero riferirsi ai famosi Tarahumara (ma resta il mistero delle donne che allattano i loro figli fino a 12 anni) ed ai fiumi che corrono solo di giorno e i "giganti" (?) delle regioni andine (a dx). 
Nello stralcio sopra si vedono due autoritratti dell'autore Urbano Monte posti sotto alla data (1587, "doppo la Natività di nostro signore") ma noterete che in quello originario a sinistra si dichiara di anni 43, in quello a destra di anni XXXXV (45). Tutt'oggi esistono entrambi e il disegno aggiunto è sollevabile, come appare dalle foto affiancate, e ciò lascia intendere che Monti continuò a lavorare all'opera almeno durante i due anni successivi alla pubblicazione.
  
Da questa pagina gli interessati potranno ammirare nel dettaglio l'intera opera, le immagini possono essere ingrandite molte volte essendo in alta risoluzione ed è anche possibile scaricarle in jpg di grandezza di circa 8.000 pixel di lato. 

giovedì 11 gennaio 2018

Volcán de Fasnia (Teide)... merita una camminata

Inizio d'anno produttivo, con la prima escursione del 2018 nel Parque Nacional del Teide sono riuscito a completare i sopralluoghi nell'estrema parte nordest del parco spingendomi fino al Volcán de Fasnia (S-20), itinerario non ancora percorso per intero in precedenza. Mi avevano tenuto lontano da questa area il fatto di essere una escursione lunga almeno 20km (da completare in poco più di 5 ore per non perdere l’unico bus di ritorno a Puerto de la Cruz), non conoscere il tipo di terreno che avrei incontrato e il ricordo di segnaletica carente nella parte centrale, percorsa l’anno scorso.
   
A ciò si aggiunge il tempo perso a determinare l’esatta (o almeno molto probabile) lunghezza del circuito S-20 che era indicata da 5100 a 8200 metri, ma già prima di mettermi in marcia avevo appurato che era compresa fra 8400 e 8500 metri (3,3 km sono una bella differenza e contano in termini di tempo!).
   
Per raggiungere il Volcán de Fasnia (cratere giovane, del gennaio 1704) l'itinerario è pressoché obbligato e molto vario in quanto si comincia a scendere lungo il versante orientale, dopo aver superato la parete della caldera dalla quale, con buona visibilità, si vedono sia La Palma a ONO che Gran Canaria a ESE. Per la verità, il lungo circuito di S-20 (8,5km) è a tratti monotono, ma le viste dai punti rilevanti e la varietà di colori che caratterizzano i vari materiali eruttivi, dalle chiare sabbie gialline o beige al nero assoluto del Volcán de Fasnia, ripagano ampiamente della camminata e non fanno pesare più di tanto la lunghezza dei tratti su pista polverosa.
    
Trascritti i dati dei rilievi ed apportate alcune necessarie correzioni alla carta base, invece di allargare ulteriormente la mappa NE, già abbastanza grande, ne ho creata una nuova che si accavalla alla suddetta e va da Portillo a Volcán de Fasnia, includendo per intero i percorsi S-2 Arenas NegrasS-20 Volcan de Fasnia e S-37- Cerrillar - Carnicería. Di conseguenza ho anche modificato il quadro d'unione.
   

Non da ultimo, sulle 3 mappe ho aggiunto tutte le distanze parziali dei vari segmenti fra gli incroci principali dei sentieri segnati in modo da poter calcolare con buona approssimazione lo sviluppo di una passeggiata, così come rendersi conto in qualunque momento della stessa quanto manca alla meta o al prossimo punto rilevante.