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venerdì 16 luglio 2021

Much Ado About Nothing (1599, William Shakespeare)

La versione italiana di questa commedia è intitolata Molto rumore per nulla, che mi sembra commento adatto a quanto involontariamente innescato dalle mie poche righe scritte per Camminate, accompagnate dalla foto in basso. Infatti ciò che volevo sottolineare era semplicemente la pessima comunicazione di tanti giornalisti (potendo usare il corsivo non ho bisogno delle in-colpevoli virgolette del post originale) sia televisivi che della carta stampata che, per scopi commerciali e/o pubblicitari, propongono al grande pubblico una serie di attività non sempre adatte veramente a tutti o che comunque necessitino di un minimo di preparazione e/o attrezzatura adatta.

Le due guide (non citate visto che evidenziavo una situazione di carattere generale) che accompagnavano la giornalista hanno scatenato un putiferio interpretando erroneamente il mio scritto, considerandolo come un attacco personale e avviando con altri anche una diatriba in merito alle qualifiche di guida (alpina, vulcanologica, escursionistica, di media montagna, ...) sfociata quasi in rissa. A farli desistere non sono bastati vari pacati e attenti commenti attinenti alla giusta interpretazione del post, che, ripeto, era critico soprattutto dei media in generale. 

Beh, se uno è capace lo può fare anche in trampoli, ma ciò non toglie che i rischi aumentino (scioccamente) e che la TV pubblica dovrebbe presentare quel tipo di sentiero camminando con equipaggiamento adeguato. (Giulio Terminiello in risposta a Vincenzo Somma)

Penso che non si sia capito cosa Visetti volesse puntualizzare nel post. Il sentiero degli Dei oramai è super conosciuto, nel momento in cui la Rai o comunque una rete pubblica decide di fare un servizio, non è una passerella di moda di Milano, c’è un abbigliamento che va scrupolosamente consigliato dalle guide, non deve passare un messaggio di leggerezza, soprattutto su un canale nazionale. La montagna va vissuta con consapevolezza. Non si discute né su chi o quale associazione, solo di SICUREZZA. (Maria Buonocore)

Virgolettare i nomi comuni, non significa sminuirli (ve lo siete creato da soli questo preconcetto) come in questo caso "giornalista" e "guida", che al di là del fraintendimento sta a sottolinearne il ruolo che queste due figure professionali hanno senza citare i nomi dei diretti interessati. Perché appunto di professionisti si tratta. Se il messaggio che passa è quello di un sentiero su cui si può andare vestiti così, bisogna comprendere da dove nasce l'errore, che va avanti da anni, di far passare l'escursione al sentiero CAI 327 come facile. (Gaia Gargiulo)

Oltretutto, sarebbe bastato sottolineare che i componenti della troupe, nonostante fossero stati debitamente istruiti, come notoriamente spesso accade avevano voluto fare di testa loro, fatto in parte confermato dallo stesso Giovanni Caci, subito dopo avermi accusato di "usare le virgolette in maniera dispregiativa" (sua illazione):

Che poi come il servizio è presentato non dipende da noi, non facciamo noi il montaggio e non inseriamo la voce fuori campo, io sono responsabile solo di ciò che ho detto!

Comunque una parte di responsabilità in merito alla sottovalutazione delle difficoltà e rischi legati all’escursionismo in genere (non solo Sentiero degli Dei, ma anche Molare, Campanella, San Costanzo, Solaro via Cocuzzo, ecc.) deve essere attribuita anche a chi, per intascare una provvigione (operatori del settore turistico, accoglienza, trasporti, …) manda turisti allo sbaraglio raccomandando come facile e tutto in discesa il Sentiero degli Dei o consigliando un bagno a Crapolla con risalita subito dopo pranzo, nella canicola e senza un filo d’ombra. 

Infine, tornando all’inizio, sarebbe raccomandabile un più attento screening della clientela da parte delle agenzie e delle guide stesse, anche al momento della partenza. Per fare un esempio, non si può avere idea di certi personaggi che mi affidavano alcune compagnie americane, quando ancora lavoravo; nonostante, su mia raccomandazione, richiedessero esplicitamente una discreta preparazione fisica, visto che per una settimana avrebbero dovuto percorrere almeno una decina di km al giorno con un discreto dislivello e tante scale, dalle schede personali poi apprendevo che la loro attività fisica settimanale si limitava a tre sedute di yoga o un’ora al giorno di … giardinaggio! Preparazione perfetta!

In sostanza, si tratta del solito discorso della prevenzione (che si dovrebbe ripetere all'infinito) per cercare di evitare, per quanto possibile, almeno una parte dei soccorsi a incidentati o ricerche di dispersi. 

Discorso che le guide dovrebbero approvare e condividere, non contestare.

venerdì 29 maggio 2020

Sentiero degli Dei: escursioni al tramonto ... senza tramonto

Premessa: non esercito più l'attività di guida escursionistica, quindi il discorso che segue è puramente accademico e vuole essere una messa in guardia nei confronti di tanti che da un giorno all’altro sono diventati “guide” nonché esperti dei sentieri dei Monti Lattari. Il mercato (in senso positivo) dell’escursionismo tira e per questo motivo è diventato un mercato (in senso negativo) dove ci si imbatte sempre più spesso in avventurieri e ciarlatani.
Foto scattata da Colle la Serra sul Sentiero degli Dei a fine gennaio; il sole avrebbe continuato nella sua discesa in diagonale, “ammarando” nei pressi dei Faraglioni di Capri. Dal solstizio d'inverno (dicembre) a quello d'estate (giugno) il punto di tramonto si sposta in senso orario (verso destra) per poi tornare al punto di partenza nei sei mesi successivi. Per gran parte dell'anno, quindi, non è possibile vedere il sole immergersi in mare stando sul Sentiero degli Dei, scompare alla vista dietro il crinale dei Monti Lattari.

Eppure, mi è stata segnalata un’escursione pomeridiana programmata per domenica 14 giugno sul Sentiero degli Dei, nel cui programma si sottolinea:
Si suppone che una “guida” che proponga un percorso ne conosca il contesto geografico ma, anche se si trattasse di una “prima”, dovrebbe essere certo di quanto afferma. Un semplice escursionista degno di tal nome che volesse ammirare un tramonto, da una certa area, un determinato giorno, consulta le effemeridi e, in questo caso avrebbe scoperto che il 14 giugno il sole tramonta con azimut 302°, alle 20:35. (vedi tabella, da www.marcomenichelli.it).
Di conseguenza, rientrando ad Agerola alle 20:00 come annunciato, sarà impossibile ammirare “il sole che lentamente si allontana fino a scomparire dietro le isole de li Galli” e ciò dovrebbe essere chiaro anche ai più sprovveduti. Ma c’è di più … trovandosi sul Sentiero degli Dei il sole scomparirà alla vista degli escursionisti nella sella di Santa Maria del Castello (Vico Equense) ben prima delle 20:35. Per ammirare il sole che tramonta oltre Li Galli (a 239°) si dovrà attendere la seconda metà di dicembre, nelle settimane prossime al solstizio d’inverno, situazione ovviamente molto differente da quella di una settimana prima del solstizio d’estate. Per evidenziare quanto detto, ho disegnato questo schizzo che spero possa chiarire l’argomento anche ai meno esperti.
Ripeto che non so né voglio sapere chi sia l'autore di questo annuncio che sembra realizzato sulla scia di uno simile che già l'anno scorso circolava fra le guide in termini ironici. Tuttavia, credo che chi si propone come guida di una escursione al tramonto debba conoscere non solo l'itinerario, ma anche dove e quando si prevede la calata del sole e per saperlo non c’è bisogno di essere scienziati, bastano i concetti basilari di astronomia.

lunedì 9 marzo 2020

Eventi musicali ed escursioni sono attività completamente diverse

Tradizionalmente Turismo e Spettacolo venivano abbinati da un punto di vista amministrativo, ma erano epoche in cui l’escursionismo quasi non esisteva o era settore di nicchia che contava ben poco. Ora lo si dovrebbe separare certamente dagli Spettacoli, ma forse anche dal Turismo e, volendolo abbinare ad altro, certamente un settore molto più affine sarebbe l’Ambiente.

Turismo e Spettacolo  .......  Escursionismo e Ambiente

L’escursionismo, o sentieristica che dir si voglia, non è spettacolo
Al contrario, è silenzio e tranquillità, non musica, casomai amplificata.
 
Qualcuno riuscirà mai a capacitare l’assessore al Turismo che l’escursionismo si promuove con interventi strutturali, continui e coordinati e non con feste e festicciolle, sagre o spettacoli che invece hanno la loro sede naturale e appropriata nei teatri, nelle piazze e negli stadi? Oltretutto, se gli eventi proposti nel programma Natura in concerto richiamassero effettivamente molta gente, ci si rende conto del conseguente notevole danno ambientale? L’operazione è un assoluto controsenso ed uno spreco di risorse in quanto si dovrebbe sperare che ci siano solo pochi spettatori. Più sono e più si calpesterà l'erba al di fuori dei sentieri battuti, ci saranno quelli che ci si stenderanno sopra schiacciando (distruggendo) fiori e piante, altri incivili abbandoneranno bottigliette di plastica, fazzolettini e altri rifiuti che dovranno essere poi raccolti da personale comunale, quindi con ulteriori costi. 
Con gli stessi soldi si potrebbero invece pagare guide locali per condurre varie decine di escursioni (gratuite per i partecipanti) che sarebbero sì una vera pubblicità, non solo per la località visitata, ma per l'intero territorio massese, considerato che una qualunque buona guida parlerà anche di storia, architettura, gastronomia e prodotti locali. 
Oltretutto, si favorirebbero concretamente un certo numero di giovani locali, volenterosi e preparati, invece di pagare migliaia di euro a pochi “artisti” che, per un impegno di un'ora o poco più, ricevono anche rimborso spese viaggio, vitto e alloggio.
 
Quante volte è stato raccontato agli escursionisti che non si poteva fare molto a causa dei pochi soldi disponibili e ora che ci sono (somma oltretutto non attinta dalle casse comunali, ma dalla Città Metropolitana) li si sprecano in manifestazioni singole che durano poche ore e alle quali assistono poche persone, in maggioranza locali ... quindi, come attrattori turistici, non valgono un bel niente
Al contrario, sarebbe opportuno, come dovrebbe suggerire il buonsenso, investire quanto più possibile in elementi che durino nel tempo, quali segnaletica, mappe, sito web ben realizzato in più lingue e via discorrendo. Invece di invitare artisti, perchè non portare in giro giornalisti specializzati, fotografi, webmaster di siti di escursionismo e autori di guide? Libri e riviste durano anni se non decenni, quanto pubblicato in Internet è teoricamente eterno.
Mi riservo di parlare di dei “sentieri parlanti tramite delle placchette metalliche” e del “catasto dei sentieri”, quando e se saranno forniti ulteriori dettagli … al momento mi sembrano entrambi argomenti poco sensati.

domenica 1 marzo 2020

GPS, metri e piedi ... consigli dettati soprattutto dal buon senso

Ogni volta che c'è qualcosa di singolare in campo escursionistico, qualcuno mi contatta chiedendo lumi o invitandomi a segnalare a chi di dovere. Ieri ho ricevuto (da vari mittenti) la scheda dati riportata in basso, presumo pubblicata a corredo di descrizioni di escursioni vendute di come Sentiero degli Dei, anche se lo percorrono solo in parte limitandolo all’anello fra Colle la Serra e Cisternuolo.
Non so chi sia l’autore, né mi interessa appurarlo, il discorso che segue è puramente accademico considerato che errori simili sono ricorrenti in molti siti di escursionisti improvvisati. Tutto quanto vado a esporre deriva quindi da deduzioni e dalla discreta conoscenza che ho dell’area. Il motivo dell’invio è evidentemente l’esagerato dislivello, un assoluto sproposito. Spero che chi abbia pubblicato questi dati se ne sia già accorto e che abbia provveduto a rettificarli o che, se non si fosse ancora reso conto della castroneria, qualcuno provveda ad avvisarlo al più presto.
Chi ha notato l'errore ha ritagliato solo il tabellino (forse per non farne una questione personale e quindi è così che sta circolando fra le guide) e questo vado a commentare con beneficio di inventario, ma è verosimile che ad un certo momento sia stato effettivamente online. Affronto il tema dell’utilizzo dei dati ricavati da GPS e della loro in attendibilità in genere e torno ancora una volta delle unità di misura. Non dimenticate i pini oltre 5 metri di circonferenza che si troverebbero a Jeranto. Del resto anch'io ho più volte preso ad esempio schede dati da pagine di percorsi proposti su wikiloc o siti simili per evidenziare cattive prassi a prescindere dall’autore.
Visto il punto d’incontro proposto, è facile ipotizzare che la scheda si trovasse in una pagina web di qualche "nuova guida” dell’area sorrentina. Essendo appassionato di enigmistica, mi sono poi posto il problema dell'origine di tali valori. Qualunque escursionista con un minimo di esperienza sa che un dislivello di 1.000 metri è certamente impegnativo e, visto che mediamente si calcola un’oretta per ogni 350-400 metri, la sola andata avrebbe richiesto circa 3 ore e la discesa (con tale pendenza media, circa 31%) non sarebbe stata molto più veloce a meno di non rotolare a valle. A prima acchito avevo ipotizzato che non si trattasse del Sentiero degli Dei, ma di un’ascesa al Molare (cima oltre 1.000 metri più in alto di Nocelle) e quindi, aggiungendo i vari inevitabili saliscendi, diventava congrua la cifra di 1.161m, ma non mi sarei trovato con la distanza in quanto assolutamente insufficiente. Ciò è stato anche causato dalla difficoltà EE (per escursionisti esperti) del percorso. Strano in quanto il Sentiero degli Dei (CAI 327) è invece classificato E, quindi escursionistico. La classificazione è quella adottata dal CAI e se qualcuno volesse interpretarla differentemente dovrebbe almeno chiarire. Oltretutto, i presunti problemi dovrebbero trovarsi fra Cisternuolo e Nocelle, visto che l’anello restante è comune ai due itinerari proposti. Comunque, meglio così che leggere descrizioni che lo definiscono facilissimo e adatto a tutti.

A merito dell’autore si deve dire che almeno indica i valori assoluti dei dislivelli identici e non, come tanti altri che si limitano a copiare i dati del GPS, numeri diversi. Questa bestialità abbastanza comune deriva dalla nota inaffidabilità dei GPS in merito all’altimetria; sembra che molti non si rendano conto che per itinerari circolari o a/r partenza e arrivo coincidono e devono per forza avere la stessa quota, anche se il GPS, per un identico posto, registra una altitudine in partenza ed una diversa all’arrivo. 
Avendo redatto la scheda in inglese, l’autore dovrebbe decidere se usare il sistema metrico decimale (SI, per legge obbligatorio in Europa, UK compresa) o lo United States customary system (USCS). Oltre alle diverse unità di misura, sorge il problema della scrittura: nel primo ci sarà la , prima dei decimali e il . come separatore di migliaia, nel secondo si fa il contrario con la , come separatore di migliaia e il . prima dei decimali. Di conseguenza o si scrive 7.5 e 1,161 o 7,5 e 1.161. Tale incongruenza mi ha suggerito la probabile causa dell’errore, derivato dal riportare in metri un valore indicato in piedi … 1.161 piedi equivalgono a 354m circa, il che è più plausibile, anche se secondo me esagerato (ma è noto che i GPS producono profili seghettati anche lungo una salita continua). Similmente i 738 piedi di dislivello diventano 225m, anche questo valore plausibile ma come l'altro, secondo me, sovrastimato.
Le distanze sono invece corrette (con la dovuta approssimazione) considerato che, per consuetudine, le distanze superiori al chilometro si arrotondano ai 100m. L’escursionista vuole avere un'idea generale e non la precisione al metro (m e non ml, leggi questi due post: segnaletica3 e segnaletica4).
Morale: chi vuole trarre dati dal GPS deve stare molto attento a controllare che nella traccia non ci siano salti (a volte anche di parecchie centinaia di metri) derivanti da perdita di segnale, che il profilo non sia seghettato in modo eccessivo e anomalo (indice di una sopravvalutazione del dislivello complessivo) e che le unità di misura siano quelle giuste. Tra piedi e metri e miglia e chilometri c'è molta differenza e non è corretto né sensato fornire informazioni fasulle ai potenziali clienti.
Le guide che si propongono di lavorare con il pubblico americano dovrebbero essere abituati a convertire (almeno approssimativamente) metri in piedi e km in miglia e quarti di miglio, e non dovrebbero fare confusione. Per facilitare i calcoli si possono considerare 1.000 piedi per ogni 300 metri di dislivello e 400m per ogni quarto di miglio, 800m per mezzo e 1,6km per 1 miglio.
Chi è fra quelli che hanno litigato con la matematica già ai tempi della scuola e ora si fidano ciecamente della tecnologia è bene che stia ben attento a controllare quali tasti pigi, perché all’apparire di cifre fantastiche non se ne renderà conto e il fatto che vengano scritte sul display non lo giustifica.

Escursionisti, ricordate che esistono le mappe, che il GPS non è vangelo e che i dati vanno interpretati.  Se ai margini di errore del GPS aggiungiamo i nostri rischiamo di comunicare numeri al lotto.

sabato 18 gennaio 2020

Ultima novità per l’escursionismo: il COPYRIGHT sui percorsi!!! © ®

Fra pseudo giornalisti (vedi post del 13 gennaio), fuffoguide, associazioni fantasma, ciarlatani e cialtroni, 1 ne fanno e 100 ne pensano!
Pur essendo ben lontano dai sentieri nostrani, mi piace essere informato ed informare in merito a problemi di transitabilità, escursioni di amici ed altri gruppi e quindi vado a leggere avvisi e proposte varie. Stamane mi sono imbattuto su un avviso di una “misteriosa” escursione da Ravello. Non si sa chi sarà la guida, non c’è l’itinerario ma semplicemente punto di partenza e una meta intermedia, non c’è una faccia, né una sede, né un cognome … solo tale Antonio da contattare per la prenotazione (obbligatoria). Non è chiaro se Trekkingreen (si trova solo una pagina FB) sia un’associazione, bacheca per avvisi escursioni o altro. Ma ciò che mi ha colpito è stata la smisurata lunghezza del Regolamento che (dopo molti punti con tanti obblighi e qualche consiglio) si conclude così:



Ma dove vive questa gente? Associazioni e persone qualificate pubblicano da anni tracce e cartine disponibili per il download gratuito … per tutti
Quali percorsi misteriosi si percorreranno con Antonio (o altra guida) tanto segreti da non poter essere divulgati? 
Perfino il più smemorato e distratto degli escursionisti "seri" della Costiera (anche senza essere GUIDA) conosce a memoria tutti i sentieri e soprattutto le scale fra Ravello, Amalfi, Atrani e Minori
Sul sito www.caimontilattari.it si trovano informazioni e file scaricabili (*.gpx, *.kml e *.pdf) dei numerosi sentieri della zona; la cartina dettagliata dei sentieri fra Pontone e Torre dello Ziro (al lato) è sul mio sito dal 2003, vale a dire già da 17 anni! 
Pensano che il gravoso compito della guida sia solo quello di indicare un percorso che solo lui o loro conoscono e quindi vogliono proteggere i loro importantissimi “segreti professionali” con un © copyright?
Non pensano che invece una vera guida debba conoscere tradizioni, essenze locali e loro uso culinario e officinale, storia, fauna, geologia, ecc. e che i sentieri sono bene comune da condividere? 
O si tratta di GRANDI GUIDE dell'ultima ora che conoscono solo due o tre percorsi (Sentiero degli Dei, Valle delle Ferriere e Punta Campanella ... dove è pressoché impossibile perdersi) e ora pensano di essere al top per aver "scoperto" una scalinata poco transitata che vorrebbero mantenere sconosciuta ai più? 
Mi dovrò affrettare a procurami il copyright i percorsi che ho ideato in passato, dal quello di Athena a quello delle Sirenuse, dal Giro di Santa Croce (Vuallariello) al Circuito dell'Isca, le passeggiate come la Camminata dei 23 Casali, i trekking come Vagrant Trail e varie MaraTrail, anche se sono online da anni, con cartine dettagliate, a disposizione di TUTTI (e gratis).

Avrà forse avuto ragione Umberto Eco quando affermò:

E per “visitare alcuni monumenti di Ravello” non sarebbe meglio considerare anche l'intervento di una guida turistica autorizzata, ammesso che ci sia quella escursionistica?

mercoledì 25 settembre 2019

Precisazioni in merito alla "ESCLUSIVA" Sentiero degli Dei (su Positano News)

Purtroppo devo constatare che il “buon Michele Cinque”, direttore del giornale online in questione, non perde il vizio di esagerare e in vari casi di travisare le notizie. Ringraziandolo comunque per l'attenzione concessami e per gli espliciti attestati di stima, mi urge chiarire alcuni punti.
Ma andiamo per ordine, iniziando proprio dal titolo:
  • il discorso non è scaturito dagli incidenti, né legato ad essi;
  • non comprendo quale shock dovrebbe provocare una soluzione alternativa a una paventata gabella da pagare per percorrere il Sentiero degli Dei, secondo me insensata e forse illegale
  • nessuna ESCLUSIVA, in quanto il contenuto dell’articolo in parte è estrapolato (correttamente) dal mio post Sentiero degli Dei affollato di incapaci e avventurieri (pubblicato su questo blog la settimana scorsa); la mia assoluta contrarietà all'imposizione di pagamenti per percorrere i sentieri l’avevo già espressa pubblicamente e chiaramente venerdì scorso a Sant’Agata nel corso della mia chiacchierata Cammini massesi; in parte è sunto da quanto dettogli a viva voce in una chiacchierata informale nel Bar Di Sarno di Massa Lubrense, dove l’ho incontrato per caso dopo aver preso il mio solito caffè pomeridiano; infine, l’ultima frase attribuitami (commentata alla fine) è inventata di sana pianta.
Ciò premesso, dovrebbe anche essere già chiaro a tutti che non ho mai parlato con il firmatario dell’ESCLUSIVA Vincenzo Velluso, che non penso di conoscere e probabilmente non ho mai visto, ma certamente non ho parlato con lui di quanto riportato.

La questione affrontata (con Michele Cinque e non con Velluso) era partita proprio dalla ventilata introduzione di un ticket per il Sentiero degli Dei e non certo per gli infortuni, che accadono egualmente anche a Pompei, a Capri e sul Vesuvio. Gli ho citato vari esempi di posti che soffrono o hanno sofferto di sovraffollamento e il far pagare l'accesso non è un modo efficace per salvaguardare i luoghi né garantire maggior sicurezza agli utenti, è più opportuno contingentare le visite. Pertanto, in questo caso, oltre a limitare il numero di escursionisti, si potrebbero anche distanziare i gruppi evitando di far partire tutti (o quasi) fra le 9 e le 11 del mattino. Simile prassi è diffusa anche in tanti musei che consentono l'accesso ad un limitato numero di visitatori ogni mezz'ora o ogni ora. Così facendo si eviterebbero gli intoppi di gruppi troppo grandi che, complici foto di gruppo e selfie, bloccano il passo a chi li segue provocando battibecchi e litigi, sempre sgradevoli ma specialmente su un sentiero. Quindi un limite di escursionisti per ora non un vero numero chiuso (giornaliero) che, se si scegliesse, consentirebbe la partenza "simultanea" di tutti gli autorizzati, con benefici certamente minori.

I Comuni non sono stati assolutamente tirati in ballo (non vedo cosa c'entrino), ho solo concordato sul fatto che i costi dei dispendiosi e spesso difficili recuperi (specialmente quelli con l’intervento dell’elicottero) potrebbero essere addebitati all'infortunato, in particolare se l’evento accade fuori sentiero pubblico. 
Molti non si rendono conto che un’assicurazione costa pochissimi euro.

mercoledì 18 settembre 2019

Sentiero degli Dei affollato di incapaci e avventurieri

il Sentiero degli Dei com'era una decina di anni fa ... altri tempi
Cogliendo al volo lo spunto fornito dal post di Andrea Perciato (che conosco da quando eravamo solo una decina di guide ambientali ed escursionistiche in tutta la Campaniaoltre a sottolineare la mia pressoché perfetta identità di vedute, aggiungo qualche altra breve considerazione, ma ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia in merito a ciò che si vede, purtroppo, non solo sul Sentiero degli Dei ma anche su tanti altri sentieri dei Lattari, come quelli della Valle delle Ferriere e quelli dell'area di Monte San Costanzo.
Deduco che, per sua fortuna, Andrea frequenta il Sentiero solo saltuariamente, altrimenti si sarebbe disgustato prima. Per quanto mi riguarda, sono ormai 3 anni che non ci metto piede, mi rifiuto categoricamente di accompagnarvi chicchessia e lo sconsiglio vivamente a chi mi chiede informazioni, cercando di dirottarlo su altri sentieri meno affollati e polverosi, che oltretutto non hanno niente da invidiare al “più famoso della Penisola”.
Non riesco ancora a valutare con esattezza quale sia stata la ragione principale mi abbia fatto allontanare dal Sentiero ... le castronerie declamate dalle pseudo-guide dell’ultima ora (autonominatesi GUIDE dalla sera alla mattina) o l’incapacità e l’arroganza dei novelli chiassosi escursionisti che pensano solo a scattare selfie. In quanto alle prime, la miglior esibizione risulta ancora essere quella di chi disse, mostrando un cisto (foto a sx), “Questa è una margherita (al centro) e da lei deriva il nome della famosa pizza!” ... suppongo che l'ultima la conosciate tutti. Ditemi voi quale sarebbe stato il nesso: colore, forma, sapore, odore???
Rimpiango i tempi dei miei primi gruppi composti quasi esclusivamente da sessantenni e settantenni che venivano fisicamente preparati, ben attrezzati con i loro scarponi di cuoio ben ingrassati, con ottime cognizioni di base di flora, fauna, storia, archeologia e via discorrendo. Viaggiatori ed escursionisti con interessanti trascorsi con i quali si riuscivano a intavolare conversazioni più che serie. Al contrario, qualche anno fa - all’estero - sentii un novellino di 30-40 anni che interruppe la guida che forniva informazioni in merito a un fiore dicendo “Vabbé, un altro fiore giallo ... che differenza fa?” ... e questo è il fruitore tipo del Sentiero degli Dei.
Per non parlare di quelli che si presentano alla partenza di un’escursione con infradito, tacchi, suole assolutamente lisce o scarpe nuovissime che provocano vesciche già dopo il primo paio di chilometri.
Molte delle novelle pseudo-guide non si sogna neanche di sfruttare i mesi invernali (quando c’è pochissimo lavoro) per andare ad esplorare altri percorsi o sentieri alternativi a quelli più frequentati, non rendendosi conto che potrebbero risultare molto utili in caso di emergenza (vie di fuga e bypass).
Concludo con un altro aneddoto significativo in merito alle guide improvvisate: la “guida”, scendendo dal mini bus che aveva portato il gruppo a Santa Maria del Castello, chiese sottovoce all’autista “dove si imbocca il sentiero per Positano?”. 
Passando ad altro tipo di “guide”, non certo migliori in quanto a preparazione, proprio l’altrieri - in un noto bar-pasticceria che propone mini-lezioni-assaggi di gelati e simili - ho sentito urlare, in modo che sentissero tutti, “il semifreddo non contiene grassi!” (notoriamente e indiscutibilmente fra gli ingredienti base ci sono uova e panna ... e ho detto tutto!). 
L'improvvisazione regna sovrana e troppi scrivono e parlano a schiovere (a vanvera) senza sapere niente di escursionismo e, probabilmente, senza aver percorso il Sentiero degli Dei

Suggerisco di leggere il post che pubblicai 3 anni fa in merito a chi possa o non possa percorre il Sentiero degli Dei, nonché quest'altro dedicato agli escursionisti improvvisati.

domenica 10 marzo 2019

L’età non è un metro di valutazione! ... in particolare per quanto riguarda l’escursionismo!

Sono stato spinto a scrivere questo post a seguito di un SMS, che si è andato ad aggiungere agli argomenti di interesse escursionistico trattati in due post dei miei colleghi FREE Ruth e Matteo e in un messaggio via email, tutti della settimana scorsa.
... oggi volevo partecipare all’escursione  ... con me ci sono  due bimbi di 7 e 8 anni abituati a camminare, il sentiero è fattibile per loro?
A parte l’insensatezza di tale quesito posto via SMS (visto che la risposta doveva essere articolata) dall'avviso era chiaro che non si conoscesse l'itinerario in quanto l'escursione era così presentata:
... si parte da Termini, giro a sorpresa un paio d'ore. 
Seguiva la solita chiosa:
Prima di aggregarsi ai Camminanti, è importante sapere a cosa si va incontro … pertanto, leggete l’EPTALOGO (che chiarisce vari punti)
Il “camminare” è estremamente soggettivo, ho visto ragazzini di 5 anni tenere il passo degli adulti ed escursionisti navigati di una settantina di anni che hanno partecipato alle mie MaraTrail (42km su sentieri ... a passo allegro) e ai TREK Amalfi-Sorrento, di oltre 100km e tanta salita in 5 giorni, e anche camminato con ultraottantenni in ottima forma. Di un tour che guidai anni fa, faceva parte una famiglia americana, una coppia nella trentina con 2 figli. Il ragazzino tredicenne (sulla carta atletico) si è lamentato per tutta la settimana (12-15 km al giorno) mentre la ragazzina di 7 anni era sempre avanti e attenta a tutto ... eppure erano figli degli stessi genitori. Statisticamente, per mia esperienza, posso dire che i principianti fra i 25 e i 40 sono quelli che creano più problemi. Tante volte in passato persone che non conosco mi hanno chiesto sia se i "loro" figli di X anni fossero in grado di affrontare un certo percorso, ma anche di proporre un percorso adatto ai "loro" genitori di una sessantina di anni (cosa dovrei fare, ritirarmi in un ospizio?). Con criterio, non ci sono limiti di età! 
Simile discorso vale per l’aspetto fisico. Potrei presentarvi decine di escursionisti che in base all’indice di massa corporea (IMC o BMI in inglese) sono definiti sovrappeso (25-30) o leggermente obesi (30-35) e sfidarvi a reggere il loro passo in montagna, anche nelle salite più ripide e accidentate. Andare in palestra e casomai imbottirsi di integratori non rende una persona un buon camminatore. Per di più, sembra che nessuno tenga conto di equilibrio, occhio e coordinazione nei movimenti, per non parlare di almeno minime attrezzature specifiche a cominciare dalle suole delle scarpe.
Purtroppo approssimazione e superficialità regnano anche fra quelli che dovrebbero essere professionisti del settore. Come sottolinea Ruth nel suo post del 6 marzo (in inglese), tante agenzie e perfino “guide”, pur di vendere un’escursione, non menzionano difficoltà, possibili rischi, né ricordano ai clienti che non si tratta di una passeggiata sul corso. Perché poi meravigliarsi quando su sentieri più o meno impervi, o quantomeno sconnessi, si vedono (e poi si devono recuperare) “escursionisti” con mocassini, ballerine, sandali con suola liscia e perfino infradito? (foto in basso)
Purtroppo, come spesso accade con fenomeni di massa (l’escursionismo è ormai una moda) il livello medio dei praticanti continua a calare e molti all’inesperienza e/o incapacità (comprensibili) sommano arroganza e irresponsabilità che mettono a rischio la loro incolumità e spesso creano problemi agli altri.
Prima ho parlato di agenzie e “guide” e proprio una di queste ultime qualche giorno fa mi ha scritto una email chiedendomi (dopo aver elogiato la quantità di informazioni fornite sul mio sito):
Accompagnerò un gruppo a Pasqua da Salerno fino a punta Campanella. Non sono riuscito a trovare però delle tracce gpx dei percorsi. Ormai sono abituato ad utilizzare il cellulare quando vado a camminare. Non ci sono sul suo sito o sono io che non le ho viste?
Ho gentilmente risposto, senza entrare nel merito deontologico:
le tracce non ci sono … io sono pro mappe! Utilizzo il gps solo per ricerche e come contachilometri, ma non “seguo” tracce. Comunque, puoi trovarne parecchie su Wikiloc e sul sito del CAI (ma solo per i sentieri CAI). Buona fortuna.
Oltre ad essere un irresponsabile è anche uno scostumato (qualità che vanno spesso a braccetto) in quanto non ha neanche avuto il buongusto di ringraziare per le informazioni (voleva le tracce o no?). Incrociando date, destinazione e nome, risulta essere "l'accompagnatore di una inedita traversata" (???) venduta da Trekking Italia (teoricamente professionisti del settore) ... chissà se i capoccia (ed i partecipanti) sanno a chi affidano ...!
Ormai i gps non più uno strumento tecnico fra le mani di chi ha un'idea di come e quando utilizzarlo, ma un gadget che viene aggiunto a qualunque apparecchiatura elettronica (auto, cellulari, fotocamere, collari per cani, ecc.). La loro diffusione fa presagire qualcosa di simile a quanto accadde una cinquantina di anni fa con le calcolatrici tipo Texas Instruments ... dopo qualche anno pochi erano in grado di eseguire operazioni basilari con carta e penna o di saper consultare tavole trigonometriche e gli asini non esitavano accettare un coseno di valore -3 (per chi non lo sapesse può solo variare fra -1 e +1, limiti compresi) solo perché tale cifra era apparsa sul display, così come qualcuno oggi non batte ciglio accettando coordinate con latitudini di oltre 90° (la massima, al polo). 
Quanti "esperti del gps" portano sempre con sé una cartina dei luoghi e la sanno interpretare? In presenza di un ostacolo insormontabile e non previsto, e avendo solo la traccia dell'itinerario, quanti saranno in grado di trovare un percorso alternativo o una via di fuga per raggiungere una strada principale? Non sarebbe meglio contare su una mappa visto che è più improbabile perdere la stessa che rimanere senza batteria, cancellare inavvertitamente la traccia o rompere il gps/smartphone?
Con un discorso più generale, è arrivato il post di Matteo (FREE Amalfi) che tocca varie delle problematiche precedentemente esposte:
SALVE A TUTTI ... questa settimana ho ricevuto varie richieste, tante da "fuori porta", di persone che vogliono venire a camminare con noi. Ci chiedono talmente tante cose, partendo dalle caratteristiche del sentiero, quanta salita, quanta discesa, se ripida, quale tempo ci sarà quel giorno (questo lo vogliono sapere anche 5 gg prima) che scarpe usare, se servono o meno i bastoncini, ecc ecc... Mi sorge spontanea una domanda: MA SAPETE COSA VUOL DIRE ANDARE IN MONTAGNA" ???, ci siete mai stati???
Una semplice iscrizione ad un gruppo trekking non vi qualifica "trekkisti esperti", essere soci di una qualche associazione riconosciuta anche in ambito nazionale, non vuol dire che siete esperti "automaticamente" con l'iscrizione. Personalmente vado in montagna anche una "settantina" di volte all'anno e non mi ritengo "esperto di niente" ... .e voi ??? Quante volte ci andate ???
(post completo su FB FREE Amalfi, leggete anche i qualificati commenti).


Infine, a sostegno di quanto sostiene in chiusura Matteo, ricordo che per diventare soci dell'HTMC (Hawaiian Trail & Mountain Club, associazione seria della quale feci parte nel 2008) si doveva partecipare ad almeno tre escursioni di livello 2 (su 3, caratteristiche vagamente simili a T, E ed EE del CAI) e poi si poteva presentare domanda di iscrizione. Questa doveva essere sottoscritta da due soci che garantivano per lui, avendolo osservato in azione nel corso delle suddette escursioni. Solo ad accettazione avvenuta si diventava member e si poteva partecipare anche ad escursioni di livello 3, members only hike (uscita per soli soci).
Nella foto al lato, la terza e ultima vetta del famoso percorso di Olomana, classica escursione prenatalizia dell'HTMC. Anche in quel caso, come quasi sempre accadeva,  l'età media era prossima alla sessantina. Il puntino chiaro prossimo alla vetta è un escursionista. 
In basso Olomana2 e Olamana3, viste da Olomana1.   
A quanto si vede in giro, ed al contrario dell'HTMC, perfino associazioni specificamente escursionistiche accettano chiunque (basta che paghi la sua quota) e non si preoccupano minimamente di attrezzature o di sicurezza.
Così va il mondo ...!

mercoledì 22 agosto 2018

Modi di gestire aree naturali e "aspiranti esploratori" fuori controllo

Pochi giorni fa mi sono imbattuto in un articolo di Repubblica dal titolo: Monte Bianco, guide aggredite e risse nei rifugi:il sindaco si ribella ai "bulli d'alta quota" (che vi invito a leggere) e mi accingevo a scrivere qualcosa in merito quando, come tutti sanno, poco dopo è giunta la notizia relativa al flash flood nelle Gole del Raganello che ha causato la morte di almeno 10 escursionisti.
Senza voler fare il professorino accusando quelli che si trovavano nel canyon nel momento dell’onda di piena di essere sprovveduti e considerando che probabilmente ognuno di noi nel corso della vita si è preso qualche rischio di troppo (in auto, in moto, a piedi, in bici, ...) vorrei affrontare l'argomento più generale delle carenze nel modo di gestire aree naturali e Parchi (nazionali, regionali e siti protetti). In particolare adesso che tutti pretendono di fare tutto e andare dovunque senza avere né preparazione fisica e/o tecnica, né attrezzature adeguate ed esperienza del settore quasi nulla, sarebbe necessario fornire  molte più informazioni preventive ed effettuare maggiori controlli con eventuali conseguenti sanzioni.
   
Negli spesso deprecati USA, a prescindere dalle amministrazioni che si sono susseguite, i parchi naturali (dai vastissimi National Parks alle aree naturali urbane) sono ben tenuti e sorvegliati per quanto possibile. Ci sono cartelli informativi, divieti (che per lo più vengono fatti rispettare), servizi ove consentito e molto altro finalizzato alla fruizione dei luoghi in modo civile.
Appresa la notizia del Raganello, un mio conoscente italoamericano (collega orientista ed escursionista) mi ha opportunamente fornito un breve resoconto di come funzionino le cose oltreoceano in situazioni per certi versi simili. 
Proprio poche settimane fa, recatosi nel Zion National Park (Utah) è riuscito ad ottenere un permesso per percorrere The Subway, una gola (quasi un tunnel, da cui il nome - prime due foto) alla quale sono ammessi un numero limitato di escursionisti per giorno e solo dopo essere stati debitamente istruiti e informati. Questo sopra è il permesso individuale, stampato il giorno stesso, nel quale viene riportato il bollettino meteo nell’area della gola e a monte, si certifica che A. Z. è a conoscenza del rischio flash flood (onda di piena improvvisa causata da temporali in loco o a monte), è avvisato della difficoltà del percorso ecc. ecc., per di più gli hanno fatto un breve esamino chiedendogli come si sarebbe comportato nei vari casi di emergenza.
   
Pur non essendo situazioni  identiche, sia le gole del Raganello (foto sopra) che The Subway non offrono facili vie di fuga ed in vari tratti non ce ne sono affatto. Di conseguenza, gli accessi sono potenzialmente facilmente sorvegliabili e fra avvisi opportunamente posizionati e controlli si potrebbero evitare buona parte degli “incidenti” come quello di pochi giorni fa.
Passando ad un tema molto più terra terra e tornando a quanto scritto in apertura, c’è la piaga degli “escursionisti della domenica” (nell’accezione comune, quindi non quelli che semplicemente vanno a camminare "di domenica") che creano ogni tipo di problema non solo agli altri ma anche a loro stessi, poiché:
  • credono di essere i padroni dei sentieri e delle (poche) strutture;
  • lasciano rifiuti e "altro" dovunque (rendendo necessari avvisi come quello in basso);
  • devono essere recuperati per emergenze derivanti dal percorrere sentieri spesso non facili con infradito, tacchi o sandali con suola liscia; 
  • o per salire ad alta quota senza un adeguato abbigliamento;
  • o affrontare lunghi itinerari in giorni di gran caldo senza avere un goccio d’acqua;
  • pensano di poter seguire itinerari non segnalati senza carte e neanche un gps (che comunque da solo non è sufficiente) e quindi si perdono;
  • vanno a farsi selfie nei posti più impensati (e talvolta cadono);
  • lanciano pietre nel "vuoto" senza rendersi conto che a valle ci possano essere persone (escursionisti o meno che siano);
  • procedono su terreni instabili senza curarsi di quanto smuovono o fanno franare con conseguente pericolo per chi li segue
I suddetti figuri sono ovviamente molto più difficilmente controllabili ma in varie occasioni potrebbero essere sanzionabili (quando, per esempio, non rispettano i divieti) e qualche multa salata potrebbe almeno far diminuire le azioni arrischiate e, di conseguenza, il numero di interventi di soccorso. 
Come se non bastasse, molte (pseudo)guide non fanno la loro parte, accettando tutti (i paganti) in qualunque modo siano abbigliati e attrezzati e a prescindere dalle loro evidenti (in)capacità fisiche e calzature più o meno adeguate (elemento fondamentale per l'escursionismo), chiudendo un occhio (o anche tutti e due) fingendo di non vedere comportamenti scorretti o irresponsabili e per di più - fatto ancor più grave - accompagnano personalmente i loro clienti in zone vietate e/o pericolose come avvenuto per molti mesi sul Sentiero degli Dei, interdetto da novembre scorso e riaperto solo una decina di giorni fa.
  
Infine, in quanto a informazioni pratiche fornite ai visitatori per un giusto utilizzo degli spazi naturali, provate a fare un paragone su quanto si trova sul sito ufficiale dello Zion National Park (www.nps.gov/zion/index.htm) e le notizie pubblicate in quello del Parco del Pollino (parcopollino.gov.it/che, probabilmente, sarà costato a noi contribuenti molto di più. 

martedì 17 aprile 2018

“Guide”, divieti e controlli sul Sentiero degli Dei

Come è ben noto ai professionisti del settore (o almeno dovrebbe esserlo) l’Ordinanza Sindacale n.30 del Comune di Positano, del 17 novembre u.s., stabilisce il “DIVIETO (sic, tutto in maiuscolo) di utilizzo” del cosiddetto Sentiero degli Dei, vale a dire il percorso che unisce Bomerano (frazione di Agerola) a Nocelle (frazione di Positano).

Lo ricordo a tutti (escursionisti, guide, tour operator, alberghi, ecc.) in modo che sappiano i rischi che corrono e anche perché mi secca ripetere a tutti quelli che ancora mi chiedono di guidarli (anche se ho abbandonato l’attività da ormai 3 anni) che il Sentiero degli Dei è ufficialmente chiuso, che possono scegliere altri itinerari e che devono diffidare da chi propone di andare lo stesso.
Ho voluto virgolettare “Guide” nel titolo in quanto, purtroppo, il settore è sempre più terra di nessuno. Ci sono guide e (pseudo)guide, abusivi e avventurieri, e ovviamente c’è chi rispetta l’ordinanza e chi se ne strainfischia e non se ne vergogna neanche, anzi mette in mostra i suoi stemmini di qualche associazione che secondo lui lo rendono “GUIDA” insieme con l'ormai immancabile GPS (anche se non lo sa usare) in bella vista, ma non è così. Basti leggere le descrizioni e i numeri al lotto che con grande indifferenza pubblicano nelle loro pagine in merito a distanze e, soprattutto, a dislivelli.
Oltre all’infrangere il divieto, questi sconsiderati non si rendono conto di correre grossi rischi per non essere neanche coperti dall’assicurazione, ammesso che ce l’abbiano. Quindi, oltre ad essere stupidi, dimostrano anche di essere tanto ignoranti (in quanto al rete sentieristica dell’area) da non riuscire a concepire e proporre escursioni alternative che includano la parte praticabile del Sentiero degli Dei, nonostante ce ne siano svariate e tutte piacevoli. Ma si sa che le conoscenze di molti che si atteggiano a guida non vanno oltre pochi sentieri standard e ultrainflazionati come il suddetto Path of the Gods e il Termini - Punta Campanella. Eppure ci sono Monte Comune, Monte Tre Calli, l’interessantissimo Faito, Valle delle Ferriere alta, e tanto altro.
Ovviamente si sta creando un clima pesante fra chi - deontologicamente - mette a conoscenza i clienti della chiusura del sentiero e propone passeggiate alternative e quelli che superano il tratto di sentiero crollato e addirittura propongono impunemente queste passeggiate sui propri siti o via Facebook, Twitter e simili, praticando di fatto una concorrenza sleale.
  
Certo anche le Amministrazioni hanno contribuito a questa lamentevole situazione visto che in quasi 6 mesi non sono intervenute per ripristinare la percorribilità in sicurezza e che continuano a non controllare che il divieto stabilito dall’ordinanza, riportata qui in basso, venga rispettato.