Visualizzazione post con etichetta aerei. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta aerei. Mostra tutti i post

venerdì 9 settembre 2016

Cervello umani e intelligenza artificiale

In innumerevoli casi affidarsi a strumenti elettronici può essere utilissimo, ma accendendo un qualunque apparato non si può spegnere o disconnettere il cervello ... si rischia di prendere grandi cantonate, di creare problemi a sé stessi o altri, di mettersi in guai seri. Non ci si può fidare ciecamente di tecnologia, elettronica, intelligenza artificiale o in genere di qualunque altro grande avanzamento della scienza, devono comunque essere controllati seppur da un altro apparato. Senza voler andare troppo a fondo in questa materia già dettagliatamente analizzata da professionisti e filosofi, mi limito a citare alcuni esempi, del più recente dei quali avrete probabilmente letto e proprio questo mi ha suggerito il tema del post.
Un paio di giorni fa un aereo di linea partito da Sydney (Australia) con destinazione Kuala Lumpur (Malaysia), dopo aver volteggiato per un poco in zona è andato ad atterrare a Melbourne (Australia). La notizia ufficiale riporta che il pilota ha inserito le coordinate sbagliate per la destinazione e, anche se ci son varie versioni in merito, il risultato è stato quello di imboccare un “corridoio” sbagliato e quando qualcuno dell’equipaggio se n’è accorto, il sistema non ha consentito di correggere l’errore. Ho letto che nel trascrivere le coordinate di destinazione, nella longitudine era stato spostato una cifra da gradi a decimali passando da 151° a 15°, ma detto punto sarebbe si trova nell’Atlantico meridionale, a ovest di Città del Capo, a oltre 11.000km di distanza, oltre il massimo raggio dell’aereo. Ma 151° è la longitudine dell’aeroporto di Sydney e secondo un’altra versione sarebbe stata quindi impostata una destinazione identica al punto di partenza e per questo l’aereo, dopo il decollo, sarebbe restato a volteggiare nei cieli australiani e infine “dirottato” a Melbourne in quanto a Sydney non era più possibile atterrare. Comunque sia andata è stato chiaramente un errore umano che, per eccesso di fiducia nei sofisticati sistemi dell’aereo senza un diretto e immediato controllo da parte dell’equipaggio, è stato scoperto con troppo ritardo.
Ma posso citare esempi molto più semplici e quotidiani come quanto succedeva continuamente quando ero al liceo. All’inizio degli anni ‘70 cominciarono ad essere diffuse le calcolatrici scientifiche Texas Insruments e, anche se non erano permesse in classe, molti le utilizzavano comunque. 
In particolare per la trigonometria facevano risparmiare un sacco di tempo rispetto all’uso delle tavole, ma molti venivano facilmente scoperti in quanto riportavano dati impossibili.
Per esempio che chi si fidava ciecamente dei risultati forniti che però derivavano da dati inseriti velocemente sotto il banco, e sbagliando tasto funzione, otteneva valori di 8 o -5 per sen e cos (seno e coseno) che per definizione (qualcuno si ricorda di cosa parlo?) possono variare solo fra 1 e -1.


In tempi ancora più moderni, errori ricorrenti li commettono quelli che si fidano ciecamente dei navigatori. Solo nell’ultima settimana ben tre auto sono giunte fino alla base delle scale alla fine della stradina (cieca per i veicoli) vicino casa mia, ignorando il cartello con segnale e testo esplicito “STRADA SENZA USCITA” ... perché il GPS non sbaglia!
Avete mai notato quanti sono ormai i commessi/e, cassieri/e che non sanno più dare un resto se non lo leggono l’importo sul registratore di cassa o, in mancanza di questo, sullo smartphone di turno? Una volta anche quelli che non avevano neanche la licenza elementare lo sapevano fare, oggi se battono male una cifra non si accorgono dell’errore nell’importo anche se completamente sballato. Per loro “sta scritto sul display e quindi è corretto!
Consiglio gratuito: utilizzate pure qualunque apparato o macchinario, ma siate sempre attenti ai dati forniti. Ricordate che non sono indispensabili e per essere sempre affidabili devono essere accompagnati da criterio e buon senso. 
Navigatori ed esploratori sono arrivati praticamente dovunque con bussola e mappe poco affidabili (talvolta anche senza né l’una né le altre), e tante scoperte sono state fatte con calcoli eseguiti con carta e penna. 

lunedì 16 maggio 2016

Aumentare i flussi turistici è sempre produttivo?

Qui di seguito espongo una serie di dati e considerazioni e pongo alcuni quesiti ... alla rinfusa in quanto risulta difficile posizionarli in ordine poiché tutti sono collegati e ognuno di essi è importante. La lista, pur essendo lunga, ovviamente non ha la pretesa di essere esaustiva.
  • Qual è il limite del turismo sostenibile, ovverosia quello che non stravolge la vivibilità di un’area?
  • Come si determina la quantità di turisti che si possono accogliere/ospitare senza destabilizzare gli equilibri esistenti (ammesso che ci siano)?
  • Bisogna mirare ad incrementare le permanenze di 3 o più giorni o è più remunerativo aumentare la capacità di turismo giornaliero?
  • Quale carico di traffico extra può assorbire la viabilità esistente?
  • Il noleggio auto, conseguenza di soggiorni settimanali o mensili non sovraccarica i trasporti pubblici, ma crea traffico e problemi di parcheggio.
  • Limitando la mobilità al trasporto collettivo, dalla circolazione di troppi autobus conseguono altrettanti problemi di viabilità (seppur di tipo diverso) e necessità di creare ampi parcheggi adatti alle loro dimensioni.
  • A ciò si deve aggiungere che molti “stranieri” non sono abituati agli stili di guida locali e non conoscono le strade e quindi rallentano ulteriormente il flusso veicolare.
  • La parte di turisti (specialmente i gruppi) che utilizzano linee locali spesso impediscono di fatto la normale fruibilità da parte dei residenti.
  • Qual è la soluzione?
   
  • Le imposte di soggiorno sono giuste o solo remunerative nell’immediato?
  • Stanno diventando sempre più frequenti anche le tasse di sbarco o di ingresso che vanno a “colpire” il turisti giornalieri, quelli del mordi e fuggi.
  • Le suddette, riescono a coprire effettivamente le spese straordinarie relative a pulizia, sicurezza, controllo traffico, e via discorrendo?
  • Per quanto riguarda le aree costiere, quali sono le reali conseguenze dell’arrivo di navi da crociera?
  • Considerando nel complesso sia le ricadute economiche che ambientali, sono un bene o un male?
  • Quanti danni provocano all’ambiente marino costiero le navi da crociera nel corso del loro avvicinamento ai punti di sbarco e/o navigazione troppo ravvicinata?
  • Lo sbarco di varie migliaia di crocieristi porta senz’altro beneficio immediato al commercio e al settore ristorazione, ma crea enormi problemi di mobilità e “spaventa” i turisti che alloggiano per più giorni in alberghi o altre strutture ricettive.
  • Ho letto che molti proprietari di seconde case, frequentatori da anni di dette località, stanno pensando di "migrare" in posti più tranquilli. Quale sarebbe la ricaduta sul mercato immobiliare locale?
  • L’articolo che ho letto sulla stampa internazionale, e che mi ha spinto a queste considerazioni, si riferiva in particolare alle Baleari ma simili problemi si riscontrano in tante altre isole e aree costiere, mediterranee e non, e fare paralleli è inevitabile.
  • Per esempio, quest’anno a Palma attraccheranno oltre 500 navi da crociera che equivale ad una media di circa 3 al giorno se si considera la limitatezza della stagione turistica.
  • I più timorosi e maniaci della sicurezza sottolineano anche la scarsezza di controlli durante lo sbarco e reimbarco dei crocieristi ... sarebbe estremamente facile far passare qualsiasi cosa da un porto all’altro. Chi conosce la lentezza dei controlli negli aeroporti si rende conto di come sia quasi impossibile effettuare uno screening accurato dovendo trattare con migliaia di persone in tempi limitatissimi.
  • La capacità teorica di 66 voli/giorno per l’aeroporto di Palma è stata superata e si prevede che nel corso di questa stagione turistica atterreranno fino a 100 aerei in un solo giorno.
  • Sempre a Palma ci sono 60.000 (sessantamila!) auto da noleggio che vanno a intasare la già limitata viabilità di Maiorca ed a riempire rapidamente i parcheggi delle località turistiche e delle spiagge.
  • Molti casi di sovraffollamenti in Spagna, Italia, Grecia e sud del Portogallo sono esplosi quasi all’improvviso, dopo un momentaneo minimo calo di presenze, a seguito delle situazioni instabili se non pericolose delle classiche alternative più economiche come Egitto, Tunisia e recentemente anche Turchia. 
  • Qualcuno ha saputo gestire il maggior flusso bene e a proprio vantaggio, altri si trovano in un mare di problemi e la parte di residenti che non è direttamente coinvolta in attività turistiche si è posta sul piede di guerra.

Molti dei suesposti interrogativi hanno risposte o soluzioni semplici (se considerate da un solo punto di vista o una per una) che spesso però sono in contrasto se non del tutto incompatibili con altre.
Il problema turistico, visto nel sua totalità, è estremamente complesso e sfaccettato e la soluzione che soddisfi tutti probabilmente (quasi sicuramente) non esiste.

In conclusione: non è possibile salvare capra e cavoli. 

domenica 27 marzo 2016

Macchine e oggetti volanti ... reali e dal vivo

E ora ... qualcosa di completamente diverso (come il titolo di uno dei film dei Monty Python). 

Ma non è proprio così in quanto comunque parlo di un museo e, in parte, di viaggi(in alto il primo Concorde francese, in basso lo Shuttle)
Ieri sono stato alla sezione distaccata dell'Air & Space Museum (uno degli Smithsonian), quella che si trova nei pressi dell'aeroporto internazionale di Washington. In un hangar lungo oltre trecento metri, costruito all'uopo, sono raccolte varie centinaia di aerei militari e commerciali, prototipi, elicotteri, navicelle di aerostato e spaziali, alianti, aerei per una ragione o per un'altra famosi, detentori di record, la navicella che, attaccata ad uno speciale aerostato, portò Felix Baumgartner a quota 38.969 metri e dalla quale si lanciò stabilendo il record di velocità raggiunta in caduta libera (1.357,64 km/h) e addirittura lo Shuttle Discovery!


Oltre a quast'ultimo, ci sono aerei che veramente hanno hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia moderna e non sto parlando di modello di o di una serie come gli Spitfire o i Mig russi, ma di velivoli specifici come il tristemente famoso B-29 Enola Gay che il 9 agosto 1945 rilasciò su Hiroshima la prima bomba atomica.
Ce ne sono altri famosi e affascinanti per la loro linea come il famoso aereo-spia Lockheed SR-71A Blackbird che dopo 24 anni di servizio per lo più sui cieli sovietici, proprio venendo a Washington per essere definitivamente sistemato in questo museo, ha stabilito il record di velocità raggiungendo i 3.608 km/h. 
Ma, come vedete, è un "oggetto" bello a prescindere, con delle linee fantastiche ed è importante rammentare che fu progettato "senza l'ausilio di computer"! (un'altra foto è in fondo al post)

E poi c'è il Virgin Atlantic GlobalFlyer con il quale Steve Fossett stabilì nel 2005 il record di volo intorno al mondo in 67 ore e 1 minuto, il primo aereo passeggeri pressurizzato ed il primo jet di linea, ma ancora più affascinati per l'idea, per il design e per l'ardire di chi li ha pilotati sono alcuni minuscoli aerei progettati "per pendolari", da tenere nel garage di casa, come questi in basso. 
A sinistra l'aereo capace di volare più piccolo del mondo (certificato da Guinness) e a destra uno che fa venire in mente un incrocio fra i vecchi modelli di Lambretta e Ape.

   
Quasi dimenticavo di citare le "ali volanti" e non mi riferisco solo a quelle tipo deltaplano, ma anche a piccoli aerei come questo.
Le foto di velivoli grandi e piccoli sono raccolte in questi due album: