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lunedì 30 novembre 2020

Neofiti, siete invitati a percorrere i sentieri battuti

Non ho potuto fare a meno di notare decine di nuove tracce lungo il sentiero, varianti improvvisate al di fuori del percorso indicato dai segnavia CAI. Queste varianti non solo confondono gli escursionisti ma danneggiano principalmente la flora …

Così scriveva Luigi Esposito (Guida Escursionistica professionista) un paio di mesi fa e la situazione, già assolutamente reale all’epoca, è poi ulteriormente peggiorata ed è quindi certamente da prendere in seria considerazione.

Pare che i lockdown abbiano spinto tante persone che non hanno mai “camminato” in vita loro a cominciare a passeggiare anche per varie ore. Ciò, se da un lato è notizia più che positiva, da un altro punto di vista sta cominciando a creare problemi lungo alcuni sentieri. Infatti, molti neo-camminatori si avventurano lungo percorsi escursionistici a loro sconosciuti non tanto attratti dalle bellezze naturali, ma per sfuggire a possibili (in effetti improbabili) controlli da parte delle forze dell’ordine.

 

Non conoscendo il territorio, non avendo alcuna esperienza e non sapendo neanche cosa sono i segnavia (foto sopra), molti di loro abbandonano i sentieri battuti ed in buona parte segnati e vagano a casaccio lungo i pendii, dovunque la vegetazione e le rocce lo consentano. Di conseguenza passa oggi e passa domani, casomai in gruppo, pur involontariamente si creano nuove tracce che - come scriveva Luigi riferendosi al crinale della Campanella - svieranno i prossimi “vagabondi” e, oltre a confonderli, potrebbero anche condurli in luoghi non adatti alle loro capacità o alle loro attrezzature (in particolare le calzature).

Non da ultimo, e specialmente fino alla primavera, molti considerano tutto “semplice erba”, per loro calpestabile (“ma danneggiano principalmente la flora …”), senza tener conto che fra quella distesa più o meno verde ci sono anche tanti germogli delle piante portatrici dei fiori che poi tutti vogliono ammirare in primavera ed estate.

giovedì 7 aprile 2016

Ritorno alla routine peninsulare: foto ed escursioni

Come anticipato, ho approfittato della prima occasione per ricominciare a battere i sentieri della Penisola Sorrentina, ed in particolare quelli attorno a Monte San Costanzo, lasciando a casa la compatta tascabile utilizzata in viaggio e riprendendo l’obiettivo macro.
Prima destinazione è stata la zona a sud di Cancello, nelle immediate vicinanze della rinnovata via Campanella, che non visitavo da prima dell'inizio dei lavori e conseguente chiusura, e che ho trovato coperta come al solito da vegetazione rigogliosa. 
   
Inoltre, tutte le stazioni di orchidee di mia conoscenza hanno prodotto o stanno producendo i loro fiori, nella norma in quanto a quantità e distribuzione. Nel corso del mio breve sopralluogo ho notato e in parte fotografato varie specie di Ophrys (in fiore e sfiorite), Serapias che, come al solito, sono assolutamente predominanti per quantità e poche Orchis italica (mai state numerose in quell’area, ancorché diffusissime nell’intera penisola).
In questo album Google+: Non solo orchidee (macro) ne propongo solo una minima sia parte per non essere eccessivamente ripetitivo, sia in quanto in molti casi è difficile scattare macro non avendo come e dove piazzare il cavalletto. Per esempio, in cima ad una roccia ho visto una bella e "imponente" Orchis italica di notevoli dimensioni (parliamo comunque di pochi centimetri) che avrei voluto fotografare ma, nonostante vari tentativi, non sono riuscito ad arrivare a “tiro di obiettivo”. 
   
Fra le 20 foto macro ne troverete anche alcune di altre specie come Oxalis, Gladiolus, Linum, Lupinus, Muscari (ora Leopoldia). La buona notizia è quindi per quelli che si sono lasciati suggestionare dalle allarmistiche previsioni di varie associazioni e dei loro super esperti botanici che paventavano desertificazioni, distruzioni ed estinzioni di specie a seguito dei lavori.
Dal canto mio non ho mai creduto che tali opere, limitate ad una striscia di un paio di metri e non particolarmente invasive (seppur esteticamente non proprio di mio gradimento), potessero influire in modo tanto negativo in un’area a monte di esse. Ipoteticamente ciò potrebbe essere vero solo a valle a causa di un eventuale diverso percorso delle acque pluviali. Chiaramente parlo per ciò che ho visto finora, vale a dire la parte alta del progetto (già completata) ma certamente, quando possibile, andrò a continuare la mia perlustrazione fino alla Punta della Campanella e ritornerò quindi sull'argomento. 

Almeno per i prossimi due mesi, gli amanti di foto e fiori potranno recarsi anche ogni settimana negli stessi luoghi trovando ogni volta nuovi fiori e quindi nuovi colori e nuovi profumi. 
A tutti consiglio di non perdete l'occasione di approfittare di questi mesi primaverili che, senza togliere niente agli altri, sono certamente i più affascinanti per i camminatori con interessi naturalistici, in particolare botanici. 

sabato 11 aprile 2015

Foto macro e identificazione specie

Nonostante il brusco (per fortuna temporaneo) abbassamento delle temperature, la fioritura primaverile procede al meglio, avvantaggiandosi anche dell’inverno piovoso e mai troppo freddo. Ne sto approfittando per andare ad effettuare brevi sortite mirate, visitando ogni volta un’area diversa e cercando di fotografare quante più specie in fiore possibile. Ne sto individuando anche di nuove (per me) che quindi non comparivano neanche nella vecchia versione di www.meditflora.com, quando gestivo io il sito. Infatti, avendo nuova macchina fotografica e obiettivo macro (come molti visitatori abituali sapranno o avranno notato), ora mi soffermo spesso a cercare specie meno appariscenti di quelle che quasi tutti notano e molti conoscono. Cerco anche di mostrare particolari difficilmente notabili a occhio nudo, sfruttando le possibilità di ingrandimento dell'immagine come nei casi delle due seguenti foto.
   
Per portare un altro esempio, nella foto in basso è evidente il margine del labello (molto ingrandito) di una Ophrys e se ne percepisce la vera forma. Osservatori poco attenti spesso pensano che sia pieno e non sottile e concavo (o convesso a seconda dal punto di vista).

Non avendo approfondito l’argomento in passato, ce ne sono molte a me sconosciute e spesso non riesco neanche a inquadrarle in una determinata famiglia. Per quanto possibile, e cercando di evitare di fornire nomi errati, alle foto che pubblico regolarmente su Google+ aggiungo i dati di cui sono abbastanza sicuro. Quindi troverete nomi seguiti da (?) o semplici indicazioni della famiglia o gruppo di appartenenza. Non essendo naturalista e tantomeno botanico e, checché se ne dica, neanche presuntuoso sarò estremamente grato agli esperti che vorranno segnalare errori o identificazioni che sono in grado di fare, sono altresì graditi suggerimenti o segnalazioni di esemplari simili in altre zone. Basterà inserire un commento alla foto in questione indicando tutte le informazioni opportune ed io (appena letto l’avviso che ricevo per ogni attività esterna sul mio account) provvederò ad aggiornare i dati di conseguenza.
Nel carniere fotografico di ieri c’è la violacciocca (Matthiola incana) che fra poco sfiorirà, un cespuglio di Lithodora rosmarinifolia, tante Fabaceae che non sono in grado di determinare (alcune minuscole), una Ophrys (orchidea), Muscari comosum (cipollaccio o lampascione) in varie fasi di fioritura, e altro.
Ho sempre sostenuto, e continuo a farlo essendo più che convinto, che avere almeno un’idea di ciò che ci circonda (piante, animali, luoghi, opere dell’uomo e via discorrendo) contribuisce a rendere una qualunque passeggiata molto più gratificante. 
Tutti gli album di foto macro sono elencati in questa pagina
http://www.giovis.com/macro.htm

venerdì 21 febbraio 2014

Escursionismo: perché non cercare di sapere cosa si guarda?

Una delle innumerevoli buone ragioni per andare in escursione è quella di godersi i colori e gli aromi della macchia mediterranea (se in penisola sorrentino-amalfitana) ed il miglior periodo è indubbiamente l'imminente primavera.
Fra aprile e giugno fioriscono oltre la metà delle specie presenti e a nostro favore giocano anche le temperature più miti, le giornate più lunghe e, normalmente, il bel tempo.
Sapere qualcosa dei fiori e delle piante che possiamo osservare nel corso delle nostre camminate e riuscire a riconoscerli arricchirà ulteriormente le nostre esperienze.
Ci sono tanti siti che propongono liste di piante, foto e schede più o meno accurate, ma per un primo approccio suggerisco di far riferimento a www.meditflora.com, sito che creai nel 2004 e che un paio di anni fa ho passato a Nando Fontanella, botanico, grande esperto della flora dei Monti Lattari.
Con grande pazienza Nando sta completando e arricchendo le mie oltre 400 schede di piante trovate e fotografate in Penisola. Quindi potete star sicuri che esistono e non sono come quelle “fantasma” che spesso si trovano in elenchi floristici copiati da un altro sito e riferiti ad un altro territorio.
Per facilitare l’accesso alle schede aggiornate da Nando, ben più ricche e affidabili  delle mie “vecchie” ed essenziali, d’ora in avanti saranno pubblicati avvisi con link agli aggiornamenti sulla pagina FB Camminate.
E concludo con un ultimo consiglio e una preghiera:
* se avete una macchina fotografica con funzione macro, portatela sempre con voi e fotografate i fiori che vedete. Oltre a scoprire particolari impensati e spesso invisibili a occhio nudo, ciò vi faciliterà l’identificazione potendo confrontare le vostre foto con quelle su meditflora o su altro sito o libro.
* limitatevi ad osservare ed eventualmente fotografare i fiori e NON LI COGLIETE!