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lunedì 25 gennaio 2021

50 anni fa diventavo mezzofondista “ufficiale” ...

… ma è giusto ricordare che i miei primi passi (molto amatoriali) furono a Massa Lubrense ed evidentemente mi servirono. Infatti, con i miei compagni di giochi degli anni ’60 spesso organizzavamo gare di corsa, soprattutto lungo i classici percorsi dei cosiddetti giro ‘e Campo e ‘o giro ‘e Sant’Aniello, entrambi lunghi poco più di 800m ma con strappi che facevano "asci' ll'uocchie 'a fora" e brevi discese vertiginose; il giro ‘e Santa Teresa era per lo più riservato alle manifestazioni abbinate alle feste patronali in quanto si svolgeva su strade rotabili ed era necessario chiudere la circolazione. (vedi citazione in calce)

Appena mi fu consentito, insistendo, mi iscrissi appunto ad un Giro di Santa Teresa, esattamente in occasione della festa della Madonna delle Grazie del 1965. Come si può constatare guardando la foto scattata sulla linea di partenza, non sono mai stato uno “a cui piace vincere facile” (come recitava una pubblicità di qualche tempo fa) preferendo sempre perdere dignitosamente sfide anche assolutamente impossibili. Anche chi non mi conosce può facilmente identificarmi nella foto in alto. Purtroppo, non giunsi al traguardo; ma semplicemente perché un vigile, eccessivamente zelante, al volo mi tirò fuori dal gruppo (non ero certo in testa, ma nemmeno ultimo) pensando che fossi un ragazzino intruso … e pensare che avevo appena superato la ripida salita di via Santa Teresa e quindi al traguardo mancavano solo un paio di centinaio di metri in leggera discesa. Nella foto potete anche notare vari tipi di abbigliamento e scarpe non proprio da professionisti ... a destra si vedono mocassini e anche piedi scalzi!

Insieme alla foto sopra, me ne sono capitate altre fra le mani insieme con vari trafiletti di giornale e così mi sono reso conto che esattamente 50 anni fa (inverno ’71) iniziai la mia carriera “ufficiale”, da tesserato F.I.D.A.L., con la Polisportiva Partenope. Già da qualche anno partecipavo regolarmente ai campionati federali giovani di basket, ma il mio prof. delle superiori (allenatore di atletica della Partenope, seppur di altre specialità) mi convinse a tesserarmi e a cominciare a correre le campestri. Così alle partite di basket F.I.P. e a quelle scolastiche di basket e calcio, aggiunsi le gare di atletica, cross d’inverno e pista in primavera.

 

Qui in alto le foto delle fasi finali del mio esordio (vittorioso) nel Bosco di Capodimonte e del successivo Campionato Regionale (quello in  maglia bianca dietro di me era un sostenitore del vincitore, il terzo si intravede dietro la mia spalla destra) che ebbe luogo attorno al campo di aviazione di Pontecagnano (leggi i due relativi aneddoti nel prossimo paragrafo), e qui di seguito ci sono i trafiletti apparsi su Il Mattino.

Aneddoto 1

Voglio aggiungere un singolare aneddoto relativo all’ultima gara citata. L’area era assolutamente piatta e incolta, c’erano solo dei fossi al margine che si dovevano attraversare (brevi ripide discesa e salita) o saltare se ne avesse la forza. Si correva lungo un circuito di circa 2.000m da ripetere più volte a seconda della propria categoria: 2 per gli Allievi, 3 per i juniores e seniores (corto) e 6 per i seniores (lungo). Come detto l’area al margine della pista era incolta ma abbondavano erbe e cespugli e quindi fungevano da pascolo per pecore e capre. Queste venivano inoltre nutrite con le foglie esterne di vari tipi di brassicacee: cavolfiori, verze, incappucciate. A questo punto devo precisare che si correva con scarpe chiodate, con chiodi di 10-12mm il che rendeva la situazione divertente ma non per tutti … i più arguti avranno già intuito che i concorrenti a centro gruppo venivano bersagliati da escrementi e torsoli di cavolo che chi li precedeva prima infilzava con i chiodi delle sue scarpe e quindi li lanciava, seppur involontariamente, all’indietro! Provate a immaginare la scena e l’aspetto di alcuni atleti all’arrivo.

Aneddoto 2

Stesso campo di gara ma in questo caso parlo dei Campionati Interregionali (tutto il meridione). Pur trovandoci quasi al livello del mare, quel giorno nevischiava ... ed il protagonista involontario (e sfortunato) fu il mio compagno di squadra Curcio (senior). Ricordo che ero in macchina con il nostro allenatore prof. Tufano e lo seguivamo con lo sguardo quando improvvisamente sparì! Anche lui, come me, portava gli occhiali ed il nevischio gli si era accumulato sulle lenti ... non vide uno dei summenzionati fossi, ci cadde dentro e perse gli occhiali! Gli ci volle un po' prima di ritrovarli e riprendere la gara. 

Andavamo a gareggiare in situazioni precarie, non solo senza docce, ma spesso anche senza bagni né spogliatoi, e forse proprio per questo ci divertivamo ed eravamo una "grande famiglia", a prescindere dalle società di appartenenza (ma ciò è quasi prassi in atletica).  

*  ‘e ccorse  (estratto da Barracca ‘o rutunniello, cavallocavallo mantieneme ‘ntuosto e altri giochi dimenticati (di Giovanni Visetti) e-book scaricabile gratuitamente qui 

Come in ogni altro paese del mondo, anche a Massa i ragazzi di tanto in tanto si misuravano in gare di corsa, e in particolare erano quelle di resistenza ad offrire un banco di prova più prestigioso. Al pari di tutti gli altri giochi che si svolgevano per strada, pure per le corse ci si doveva accontentare di ciò che si aveva a disposizione, in questo caso una rete di stradine e viottoli tortuosi, nella maggior dei casi in forte pendenza.

Queste gare solo sporadicamente si organizzavano su tratti brevi da percorrersi più volte, nella maggior parte dei casi si disputavano su percorsi costituiti da una serie di vicoli che nel loro insieme formavano un circuito. I percorsi comprendevano rari tratti pianeggianti ed erano invece ricchi di salite e discese e talvolta includevano perfino delle scalinate. Le numerose viuzze offrivano la possibilità di creare una gran quantità di percorsi diversi, ma ogni rione aveva un proprio giro classico.

giovedì 19 marzo 2020

I miei post "orientistici" vi hanno incuriosito? Ecco la vostra occasione!

A molti Camminanti ed escursionisti in genere tornerebbe utile approfondire la conoscenza dell'orientamento, vale a dire uso di carta e bussola e soprattutto di logica. Quale modo migliore se non partecipare a qualche gara di orienteering, anche se si procederà lentamente e con cautela, sia che si tratti di prova in ambiente naturale o intricato centro storico. 
Ai più "avventurosi" segnalo la prossima edizione del POM, che di terrà a Lisbona dal 12 al 16 febbraio 2021. Si potrà scegliere fra 6 gare in 5 giorni. Infatti, la manifestazione per la prima volta prevede 2 competizioni diverse, di tre prove ciascuna, con classifiche separate. L’Urban POM prevede tre gare sprint in ambiente cittadino, fra centri storici e aree verdi, il cui esito si baserà sulla somma dei punti ottenuti in queste tre gare:
12 feb Parque dos Poetas (Oeiras)
13 feb Vila de Cascais (Cascais)
14 feb Alfama (Lisboa) (WRE?) (stralcio di mappa qui sotto)
La gara di apertura è quindi prevista a Oeiras (pochi km a ovest di Lisbona) e il giorno seguente ci sarà un doppio impegno a Cascais per chi partecipa a tutte le gare: mattina nel bosco per la lunga distanza e nel pomeriggio il centro urbano della nota località turistica, che comprende Estoril. La terza e ultima gara sarà quella più attesa, essendo oltretutto candidata come prova valida per il ranking mondiale (WRE), nel famoso intricatissimo dedalo di viuzze e scalinate del quartiere di Alfama, una volta malfamati bassifondi, oggi rigenerato e ripulito dal turismo e capitale del tradizionale fado
Invece, le 3 gare Forest POM si svolgeranno in ambiente naturale, due avranno luogo nell'enorme parco forestale di Monsanto (a Lisbona, circa 10kmq) e una nei boschi presso Cascais; secondo questo calendario:
13 feb Pedra Amarela (Cascais) gara long
15 feb Parque de Monsanto (Lisboa) middle (WRE?)
16 feb Parque de Monsanto (Lisboa) middle 
Si tratta di un’occasione imperdibile per gli escursionisti che vogliano migliorare le proprie capacità di orientamento divertendosi e approfittando dell'eccezionale contorno sociale, culturale e gastronomico! Uno dei pregi dell'Orienteering, vero sport per tutti, è che la IOF (International Orienteering Federation) stabilisce che in ogni gara, anche nei Campionatii Mondiali, siano previste anche varie categorie per principianti o per chi voglia solo rilassarsi. Ciò significa che chiunque può iscriversi e partecipare senza troppi patemi d'animo a quante e quali gare desideri non essendo necessario farle tutte, se ne può scegliere anche solo una.


Questo è il breve video di presentazione del POM 2021nal quale vengono mostrati scorci del Parque Forestal de Monsanto e del caratteristico groviglio di vicoli e scalinate di Alfama. Trovandosi in una delle più interessanti capitali europee, nel tanto tempo libero non ci sarà certo tempo di annoiarsi e, al contrario, si sarà impegnatissimi fra attività culturali e percorsi enogastronomici. Ai più volenterosi offro preparazione tecnica durante i prossimi mesi e assistenza a chi vorrà partecipare.

Aggiungo un video appena visto, del NAOM 2020 (Norte Alentejano Orienteering Meeting), Se non avete la pazienza di guardarlo per intero (15') saltellate qui e là per apprezzare le belle immagini da drone e vedere come anche una qualunque gara internazionale si svolga in silenzio, nel rispetto degli altri e ognuno al suo passo (se sa dove andare …). La prima e l'ultima parte si riferiscono alle gare di media e lunga distanza, fra prati e aree con densa vegetazione, fra le fante spesso enormi pietre caratteristiche della regione che creano non pochi problemi di interpretazione e navigazione. La parte centrale si riferisce alla gara nel centro storico di Alegrete. Nel complesso ben illustra due aspetti fondamentali della Corsa di Orientamento
  • anche i terreni aperti (privi di boschi) possono essere altamente tecnici e proprio per questo da affrontare come sfida personale
  • gli organizzatori riescono a proporre sempre e comunque percorsi alla portata di bambini, principianti, anziani e famiglie che vogliono svagarsi … usando il cervello
La bontà è la varietà della cucina lusitana, da sole, giustificano un viaggio a Lisbona, ma c'è anche il fascino di una città ricca di storia e cultura ... io ho già comprato il biglietto! 

venerdì 4 novembre 2016

Cominciamo con i più folli: i Blues Brothers - C2C Express (2)


Un viaggio e una gara a 130km/h 

5 auto, 13 tizi, innumerevoli energy drinks e 4.600 km di asfalto:
benvenuti alla C2C Express

(rielaborazione di notizie tratte dall’articolo apparso su The Washington Post il 28/10/16
testo di Rick Maese, foto di Katherine Frey - misure convertite e arrotondate)

La genialità di questo viaggio-corsa consiste nel non avere regole (differenziandolo così da una gara) a parte il requisito iniziale relativo all’origine del veicolo: deve essere stato acquistato per non più di 3.000$. Chiaramente ogni equipaggio ne spende molti altri per rimetterlo a posto, essere sicuro che resista a quasi due giorni di moto continuo e per renderlo confortevole e funzionale per “la vita a bordo”.
Ci sono solo alcune disposizioni da rispettare, ma non si possono certo chiamare regole:
  • partenza dal Red Ball Garage di Manhattan, New York
  • arrivo al Portofino Hotel di Redondo Beach, California
  • ognuno può scegliere il suo orario di partenza nell’arco delle 24 ore del giorno stabilito dagli organizzatori.
La maggior parte degli equipaggi partecipano per puro divertimento, con veicoli non certo da competizione (in questa edizione c’era un grosso van e in passato anche un camper), spesso addobbandoli in linea con i loro costumi come se fosse una parata carnevalesca.

Quest’anno hanno partecipato i “Blues Brothers”, ovviamente con la loro “Bluesmobile”, perfetta replica dell’omonima Dodge Monaco 1974 del film-cult del 1980 di John Landis e vestiti come “Joliet” Jake e Elmore Blues (John Belushi e Dan Aykroyd, foto in basso). Non mancava neanche la scritta “We are on a mission from God” sul lunotto posteriore. 
In effetti sull’auto erano in tre: Arne Toman, Forrest Sibley and Ed Bolian. Quest’ultimo è il detentore del record della corsa con 28h50min (2013, molti ritengono impossibile abbassare questo tempo per i maggiori e più sofisticati controlli e per il traffico sempre in aumento), Sibley è un ingegnere che sta preparando un’apparecchiatura che neutralizza gli autovelox (per dirla all’italiana) e Toman ha costruito il più veloce carro funebre (220km/h)!!!
Questo team, a dispetto dell’apparenza, era quindi superpreparato e l’auto superattrezzata. Un concorrente ha dichiarato che era “un’arma nucleare in una sfida al coltello” e che il cruscotto era più complesso della Starship Enterprise (l’astonave di Star Trek). Ogni dettaglio era stato curato con mesi di anticipo: stabilizzatore, binocolo per il passeggero e uno di riserva, telefono sul cruscotto, radar detector su entrambe i lati, 2 “telepass”, cronometro, un Ipad fisso ed un altro telefono, radio spia sulle frequenze della polizia, 2 GPS e un’apparecchiatura per il rilevamento di aerei o elicotteri di controllo al traffico, serbatoio supplementare di 120 litri.

Anche la logistica è stata dettagliatamente pianificata scegliendo le stazioni di servizio dove due di loro, alternandosi, avrebbero riempito contemporaneamente i serbatoi avendo comunque il tempo di andare in bagno, pulire il parabrezza gettare la spazzatura e ricevevano aggiornamenti da amici dislocati lungo tutto il percorso. A proposito delle soluzioni-bagno ce ne sono un paio di altre degne di nota adottate dagli altri team.
Tuttavia, nonostante tutta la tecnologia applicata e l’organizzazione logistica, e pur avendo toccato una massima velocità di 214km/h, Bolian si è beccato una multa per aver viaggiato a 90 mph in un tratto con limite a 55. 
Anche in questo i poliziotti americani si distinguono ... o troppo zelanti, o troppo violenti, o assolutamente imperturbabili come quello che ha elevato la contravvenzione senza fare alcun commento né sull’auto, né su come erano vestiti ... neanche uno sguardo meravigliato o incuriosito e tantomeno una domanda.

(fra un paio di giorni il terzo post su C2C Express)

mercoledì 2 novembre 2016

Dalla “Cannonball Run” alla “C2C Express” ... epopee americane (1)

Quelli interessati ad aspetti particolari e strani della cultura (o sub-cultura o "mitologia") americana e non conoscono questa corsa devono assolutamente leggere questo post introduttivo e poi approfondire l’argomento consultando almeno parte del materiale presente in rete. Molti sostengono che ognuno, almeno una volta nella vita, dovrebbe attraversare gli Stati Uniti da costa a costa, su strada. Per alcuni è un rivivere i momenti dell'espansione verso ovest, il viaggio dei pionieri, la costruzione delle prime strade ferrate, la cosa all'oro ecc. storie che tutti noi, bene o male, conosciamo per averle viste e riviste in tanti film.
Forse è proprio per questo che la maggioranza di quelli che intraprendono il viaggio, se non prevedono un'andata e ritorno, procedono dall'Atlantico al Pacifico, alla conquista del West.
A partire dagli anni '20 già in molti percorsero le strade americane in auto o moto e, seppur non ufficiale, esiste un albo dei record, ma solo nel novembre 1971 viene organizzata la prima corsa dal pilota di auto Brock Yates, il quale a maggio dello stesso anno aveva completato il coast-to-coast con suo figlio, un giornalista della rivista Car and Driver e un suo amico.
La gara fu denominata The Cannonball Baker Sea-To-Shining-Sea Memorial Trophy Dash, più semplicemente nota come Cannonball Baker or Cannonball Run. Il nome della corsa si riferisce a Erwin George "Cannon Ball" Baker che nel 1933 guidò da costa a costa una Graham-Paige model 57 Blue Streak 8 (foto a sx) in 53 ore e mezza a una media di oltre 80 km/h, record che resistette per quasi 40 anni.
La gara era chiaramente illegale e per questo veniva chiamata “corsa” (run a non race, sottile ma sostanziale differenza) e voleva anche essere una specie di protesta contro la legge da poco introdotta del limite di 55mi/h (88km/h). Per questo fin dalla prima edizione l’abilità degli equipaggi nel condurre doveva essere necessariamente affiancata dalla loro capacità di sfuggire ai controlli della polizia.
Da appassionato di cinema, devo ovviamente sottolineare che l’aspetto spettacolare di questa gara attirò l'attenzione dei produttori hollywoodiani che avevano subito preso atto dell’enorme interesse suscitato dai resoconti e brevi articoli che i vari equipaggi pubblicavano su giornali e riviste. Ma prima che lo stesso Yates riuscisse a completare la sceneggiatura del film che aveva in mente, ne furono prodotti altri due (Cannonball and The Gumball Rally) ed infine arrivò l'ufficiale Cannonball Run (tit. it. “La corsa più pazza d’America”, con Burt Reynolds, Roger Moore, Dean Martin, Dom DeLuise, ...) che ebbe anche un seguito con altri due film, ancora con Reynolds come protagonista.

Negli anni ’70 furono organizzate 5 edizioni della corsa finché Yates non decise che era troppo pericoloso (legalmente) continuare ad esserne il promotore. Dopo vari anni di abbandono, sono state riproposte varie versioni della Cannonball seppur con nomi diversi. Il più recente è C2C Express dove l’acronimo C2C sta per Coast-to-Coast, la cui edizione 2017 si è svolta poche settimane fa, ma di ciò parlerò nel prossimo post riprendendo varie notizie e aneddoti dal lungo e divertente articolo apparso su The Washington Post il 28 ottobre.
Se siete interessati, e conoscete abbastanza bene l’inglese US, vi suggerisco di leggere l’articolo originale, senza aspettare i miei riassunti e commenti, accompagnati da qualche precisazione, altrimenti tornate su Discettazioni Erranti fra un paio di giorni.

sabato 7 giugno 2014

Escursionismo: competizioni sportive e pulizia dei sentieri

Mi hanno comunicato che i nastri di plastica e le bandierine che vedemmo nel corso del TREK 100km domenica e lunedì scorsi sono stati rimossi
... dagli stessi organizzatori, Fabio Fusco per la zona di Positano - Santa Maria del Castello e Michele Volpe per la zona Vico Equense - Monte Faito ...
Bravi! La loro A.S.D. Aequa Trail Running organizza numerosi eventi lungo i sentieri di tutta la Penisola, Costiera Amalfitana e  Monti Lattari e quindi se non ritirassero tutta la loro segnaletica sarebbe un bel guaio. Resta da sapere se anche la segnaletica apposta nelle faggete e lungo i sentieri di Monte Faito in occasione della gara di Moutain Bike di domenica scorsa sia stata egualmente rimossa. Speriamo ...
I problemi maggiori negli ultimi anni si sono avuti in autunno quando un operatore turistico non locale ha organizzato una settimana di gare sui Monti Lattari. Nei giorni successivi sono stati raccolti una quantità incredibile di nastri di plastica. Se mai chiedessero un permesso o autorizzazione a Comuni o Ente Parco, penso che questi dovrebbero chiedere il versamento di una cauzione da trattenere in caso di mancata pulitura per poterla successivamente devolvere a qualche associazione locale che si occuperebbe del lavoro.
Oltretutto questi Tour sono abbastanza cari e gli organizzatori intascano un bel po' di soldi e non i pochissimi Euro delle Associazioni Sportive ... quindi, se non volessero o non potessero provvedere direttamente, dovrebbero pagare qualcuno per la pulizia, ma in ogni caso non dovrebbero lasciarci "in dono" chilometri di strisce di plastica bianco/rossa.
E’ giusto che si sappia chi rispetta l’ambiente e chi semplicemente lo sfrutta, chi apprezza e ha a cuore lo stato dei sentieri e chi no.

lunedì 2 giugno 2014

Escursionismo, sport e ambiente: manteniamo puliti i sentieri

Durante questi ultimi tre giorni ho camminato per quasi tutta la Penisola seguendo l'itinerario della 100km da me promossa. Con i miei compagni di escursione abbiamo constatato con piacere che l'escursionismo in Costiera Amalfitana, Monti Lattari e Penisola Sorrentina è ormai una bella realtà abbastanza consolidata e si vedono sempre più camminatori indipendenti che, muniti di cartine, guide o fogli descrittivi dei self-guided tours si avventurano anche lungo sentieri finora meno frequentati come quello della Conocchia, quello che attraversa la frana, Monte Comune e via discorrendo. 
Abbiamo notato che anche gli sport in ambiente naturale stanno riscuotendo un notevole successo e sempre più spesso incontriamo lungo i sentieri podisti e ciclisti, sia in allenamento che in gara, ed anche di questo sono molto contento. 
Ma qui vengono anche le dolenti note ... 
Infatti negli ultimi anni ho constatato che non tutti gli organizzatori di eventi sportivi, in particolare di gare di Trail Running o di Mountain Bike, al termine della manifestazione si preoccupano di mandare qualcuno a ritirare le centinaia di metri di strisce di plastica bianco/rosse sparse lungo vari chilometri di sentiero. Per fortuna la maggior parte lo fanno e direi che sono proprio loro quelli che dovrebbero richiamare i propri colleghi ed invitarli a lasciare i sentieri come erano. Questo è uno di quei casi nei quali a causa di pochi scostumati incivili una intera categoria di persone (per bene) viene screditata
Ieri abbiamo visto bandierine e nastri posizionati sulla Conocchia per una gara podistica e poco più avanti, fra i faggi del Faito, c'erano innumerevoli strisce di plastica che delimitavano e indicavano il percorso per una gara di mountain bike (in corso). 
Stamattina fra Montepertuso e le Tese per Santa Maria del Castello abbiamo visto tanta altra plastica bianco/rossa per una gara in corso.
In quanto sportivo, praticante un'attività agonistica in ambiente naturale (Orienteering), apprezzo moltissimo chi partecipa a gare fra boschi, prati e lungo i sentieri e ancor di più gli organizzatori che si sobbarcano un gran lavoro senza certamente arricchirsi, anzi impiegando il loro tempo e denaro.
Ma come tutti quelli ai quali piace correre in ambiente naturale (pulito) sono il primo a lamentarsi con gli organizzatori che non rispettano l'ambiente. Per fortuna nell'Orienteering è d'obbligo ripulire immediatamente tutte le aree utilizzate e ritirare tutte le segnalazioni e, per quanto mi risulta, tutte le società fanno quanto richiesto. Non so cosa stabiliscano i Regolamenti delle altre Federazioni, ma penso che siano più o meno simili.
Pertanto spero che dai boschi del Faito, dai sentieri della Conocchia e nei dintorni di Montepertuso vengano al più presto rimossi tutti i nastri di plastica bianco/rossi e che gli stessi atleti sollecitino in futuro la "pulizia" dei percorsi cooperando fattivamente anche se non sono obbligati. Inoltre sarebbe opportuno che gli stessi atleti locali che si allenano su sentiero qualora trovassero eventuali segnali "dimenticati" li rimuovano 

lunedì 20 gennaio 2014

Escursionismo e salute: tabelle che indicano kcal bruciate per ora? Fuorvianti

Camminando o correndo sappiate che le kcal che bruciate sono proporzionali ai km percorsi e al vostro peso. Quindi le tante tabelle che forniscono dati riferiti al tempo (kcal/h) sono più o meno campate in aria sia per il jogging che per l’escursionismo e per il semplice camminare.
Se consideriamo che la maggior parte di quelli che corrono pesano fra i 50 e i 100kg (per mantenersi stretti) e che si muovono ad una velocità compresa fra gli  8 e i 15 km/h, il dispendio energetico potrebbe variare da 400 kcal/h a 1.500 kcal/h. 
Per fare un esempio un po’ più estremo, ma del tutto realistico, per bruciare le stesse kcal di un atleta di stazza notevole (un rugbista di 120kg) che percorre 10km una ragazza di 50kg dovrebbe percorrere 24km.
Esiste una semplice formula che seppur empirica è molto vicina alla realtà e quindi universalmente utilizzata tranne che per ricerche scientifiche o casi particolari nei quali c'è bisogno di una maggiore precisione. Ricordate che nelle attività considerate il dispendio energetico è indipendente dalla velocità ... contano solo i km percorsi
Ecco la formula (gli escursionisti considerino anche il peso dello zaino):
1kcal x km percorso x kg peso 
Tutto quanto detto si riferisce a movimento in piano o con dislivelli minimi. In particolare per gli escursionisti il dispendio energetico può aumentare, e di molto, in relazione ai dislivelli affrontati non solo in salita (è chiaro a tutti), ma anche in discesa. Questo calcolo è molto più complicato e deve tener conto di molti altri fattori oltre alla distanza.
In conclusione, a parte il fatto che camminare fa bene a prescindere, chi mira esclusivamente a bruciare kcal deve solo contare i km percorsi, qualunque sia la velocità. Chiaramente chi ha pochissimo tempo a disposizione dovrà aumentare la velocità (ed eventualmente correre) per aumentare il chilometraggio e quindi il dispendio energetico.
Non sottovalutando il fatto che il camminare è molto più "gentile" con le nostre articolazioni (soprattutto ginocchia e caviglie) chi ha tempo farebbe meglio a camminare piuttosto che correre a meno che non abbia ambizioni agonistiche, anche se di livello amatoriale. Invece di correre un’ora percorrendo 10-12km (5’00”-6’00” al km) si può camminare a passo svelto (5-6 km/h) per 2 ore percorrendo esattamente la stessa distanza.
In un prossimo post vi esporrò anche delle considerazioni in merito all'alimentazione, con approcci molto diversi.

PS - visto che non sono un super-esperto, siete assolutamente liberi di non prendere per oro colato quanto appena esposto. Al contrario siete invitati a cercare conferme o smentite in merito a quanto affermato in questo post. Mi sono permesso di mettervi una pulce nell'orecchio forte di un’esperienza ultraquarantennale (avete letto bene, più di 40 anni) nel campo della corsa e della camminata e per aver letto molto relativamente all'argomento.