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sabato 27 dicembre 2014

Ancora su Scout e pianificazione escursioni

Un paio di giorni prima di Natale ho ricevuto una ennesima email da parte di scout che stavano pianificando una escursione sui Monti Lattari.
Salve e buongiorno, sono una ragazza del gruppo scout xxx e volevo chiederle un informazione. Volevo sapere quanto tempo ci possiamo mettere per arrivare dal deserto di sant'agata dei due golfi a termini passando per torca e punta campanella lungo il sentiero 00 dei monti lattari, …”
A parte il fatto che mi sembra una escursione non da poco (una 15ina di km con quasi 1.000m di dislivello), specialmente avendo poche ore di luce, con terreno impervio e per di più senza assolutamente conoscere il percorso (altrimenti perché chiedere quanto tempo ci vuole?) e programmata solo avendo letto i nomi sulla cartina del CAI e seguito la linea rossa del sentiero CAI 300 (e non 00). Essendo assolutamente contrario a questa prassi, ma avendo comunque l’abitudine di rispondere a chi educatamente mi chiede informazioni (anche se sono domande insulse), a stretto giro le ho risposto:
“Ciao xxx,i tempi sono relativi al passo mantenuto e quindi non li fornisco mai, non conoscendo di solito l’interlocutore. Il tratto in discesa verso Recommone è disagevole e mal segnato (un paio di mesi fa si sono persi una decina di tuoi colleghi, recuperati poi a notte fonda).
Il giro è comunque lungo e ripeto a te quello che dico a tutti: dovete prima fare dei sopralluoghi, eventualmente a tratti, senza portarvi tutti appresso. Questo è un pessimo vizio degli scout. Buona fortuna."
Le domande che, secondo me, avrebbe dovuto pormi erano:
- il sentiero è ben segnato?
- è facile da seguire?
- che lei sappia, al momento ci sono ostacoli o problemi particolari?
- il fondo del sentiero permette un facile avanzamento o è accidentato?
- quali sono la lunghezza e il dislivello? (anche se sono dati ricavabili)  
Queste informazioni le sarebbero dovute servire per organizzare con qualche suo collega la RICOGNIZIONE del percorso, almeno per i tratti non conosciuti e meno evidenti. Per esempio, una volta arrivati su Monte San Costanzo potevano anche scendere direttamente a Termini in quanto Punta Campanella è praticamente a vista - e non si può andare da nessun altra parte - e la risalita a Termini è tutta su fondo duro ed egualmente non ci dovrebbero essere possibilità di errore. Lo stesso vale per il tratto Deserto-Torca, questo addirittura per la maggior parte su strade rotabili. Quindi avrebbero dovuto quanto meno programmare il giro Torca-Guardia-Cuparo-Recommone-Cantone, e avrebbero fatto ancora meglio se avessero prolungato il percorso a Nerano-San Costanzo-Termini tornando quindi in bus a S. Agata.
Monte San Costanzo: Campo Vetavole (oggi di nuovo verde) e Capri
Per rimanere nel campo dei tempi di percorrenza ecco un esempio di quanto questi siano soggettivi e quindi variabili in base alle persone e alle situazioni. 
Quanto tempo ci vuole per percorrere il Sentiero degli Dei?
Quando lo facevo di mattina (in salita) per andare a incontrare il mio gruppo, procedevo molto speditamente, senza fare foto, ascoltando musica e prestando solo la minima e indispensabile attenzione al sentiero … a seconda della temperatura, eventuale fondo scivoloso ecc. il tempo poteva variare fra un’ora e 1h05’. Ritornando con i “turisti” la media era di 2h30’, ma se erano appassionati di foto ed erano numerosi si arrivava facilmente alle 3 ore. Una volta (mio record da guida) si è presentato un americano che aveva già percorso il sentiero con me (e quindi conosceva il tipo di percorso) e lo voleva rifare … ma non mi aveva detto che da pochissimo si era operato ad entrambe le anche! Risultato: 4h45’, con un certo sforzo e praticamente senza soste. Ma so di una mia collega che ha avuto la sventura di dover accompagnare una signora molto sovrappeso e con scarso equilibrio che ha impiegato oltre 6 ore da Bomerano a Nocelle.
In conclusione, a chi mi chiede quanto tempo ci vuole per andare da Bomerano a Nocelle dovrei rispondere “un’oretta” o “fino a 6 ore e oltre”? Non conoscendo l’interlocutore, le sue capacità e i suoi interessi mi astengo dal fornire stime relative al tempo e dico solo che sono circa 6km con molti saliscendi, varie scale e, a tratti, con terreno accidentato. Non consigliato a chi ha seri problemi di vertigini, le rocce possono essere scivolose se bagnate o anche solo umide.
Uno dei problemi ricorrenti (eppure molto facilmente risolvibile) dei gruppi scout è quello che pare che non comunichino fra di loro, come se si facessero una guerra spietata. Mi è capitato più volte che a distanza di poco tempo avessi richieste per percorsi simili (di solito Valle delle Ferriere, Faito, Sentiero degli e Dei e Punta Campanella) e avendo chiesto conto di ciò a vari capi, questi sono stati sempre molto evasivi in merito.
Eppure le domande (in molti casi pertinenti, come p.e. “ci sono fontane o sorgenti lungo il percorso?”) erano sempre le stesse. E’ possibile che tutti questi ragazzi che presumibilmente passano ore a condividere fatti personali, selfie o pettegolezzi non siano in grado di comunicare ai colleghi dove si può pernottare, prendere il bus, trovare acqua, negozi, fermate bus più vicine, ecc? 
Con questo non voglio assolutamente biasimare le organizzazioni scout che, come già scrissi, svolgono una meritoria azione di aggregazione giovanile basata anche su vita all’aria aperta e attività motoria, ma voglio solo suggerire di andare in escursione con criterio, prendendo tutte le dovute precauzioni per non perdersi, rovinarsi la giornata, mettere a rischio i ragazzi (che certo non hanno alcuna colpa), rimanere al buio e via discorrendo. Non sarebbe molto meglio, opportuno e “salutare” andare in ricognizione (in più d’uno) prima di guidare altri? 
Ciò vale non solo per gli scout, ma anche per pseudo-guide e accompagnatori improvvisati che spesso agiscono in modo simile spacciandosi per professionisti che chiaramente non sono.
Quando sono andato alla ricerca di sentieri (molto meno evidenti e conosciuti dei succitati) l’ho sempre fatto con poche persone conosciute ed affidabili e, oltretutto, mettendole al corrente del programma di massima e specificando che era una "prima" o "un'esplorazione". Quante volte, con gli Escursionisti Lubrensi prima e i FREE poi, siamo andati alla ricerca di tracce molto poco evidenti e solo segnate su vecchie carte? Quante volte ci siamo sparpagliati nel bosco o nella macchia, perdendoci di vista e rimanendo solo a tiro di voce, alla ricerca di un vecchio segnavia o di un indizio? Ma in ogni caso partivo avendo ben studiato il percorso in precedenza, calcolando distanze, dislivelli e tempi (presumibili conoscendo i miei compagni di avventura) e ovviamente portando con me fotocopie delle cartine dell’area sulle quali riportare percorso, appunti e note.

lunedì 24 novembre 2014

Preparazione di un'escursione e sicurezza ... e buonsenso

Ritenendo l’argomento non solo interessante ma direi di vitale importanza, riporto alcuni stralci dei commenti al post relativo agli scout ed un’ulteriore considerazione suffragata da uno scambio di email di un paio di mesi fa. Spesso chi legge un post appena pubblicato, anche se lo trova interessante, non ci ritorna per vedere se ci sono commenti, quindi ripropongo i passi più significativi, i testi integrali sono in calce al post del 18 novembre.
Comincio con Ciro Di Martino, consigliere del CAI Stabia, il quale affronta il problema dal punto di vista della formazione, parlando per esperienza personale:
Il problema degli scout è vecchio e non VOGLIONO, essi stessi, risolverlo: sono incapaci di programmare un'escursione, non conoscono neanche i rudimenti dell'orientamento in montagna e sono male organizzati. Posso dire ciò a ragion veduta perché molti capi dei gruppi scouts si sono rivolti al CAI di Castellammare per acquisire le conoscenze base di un buon accompagnatore: mancavano spesso alle lezioni, erano poco attenti e, sembravano, più propensi alla socializzazione tra loro che alle problematiche della sicurezza in montagna. Un socio CAI, per fare l'accompagnatore di alpinismo giovanile (giovani iscritti al CAI dagli 8 ai 17 anni) deve frequentare un corso al quale si accede già con documentata esperienza personale, ed avrà istruttori nazionali che insegnano l'orientamento, la psicologia di gruppo, la conduzione, la meteorologia, come procedere su roccia fino al 2°-3° grado di difficoltà, su neve e su ghiaccio, come prestare il primo soccorso e come allertare i soccorsi!!!
I seguenti sono stralci di commenti che sottolineano soprattutto la necessità di prevedere (ed evitare per quanto possibile) situazioni di pericolo ed è assolutamente vera (e sconsolante) la considerazione con la quale Anna Naclerio ha concluso il suo commento:
… non credo che con quel tempo si sarebbe dovuta iniziare una escursione su un sentiero del genere e chi gestisce dei ragazzi dovrebbe avere il buon senso, così come lo dovrebbero avere certe guide, di non affrontare certi percorsi con condizioni meteo avverse. (Luigi Esposito, Tecnico del Soccorso Alpino) 
le mappe vanno studiate a casa e il tramonto non aspetta nessuno. (Andrea Milano) 
… la ricognizione preventiva e la valutazione della sicurezza sono elementi fondamentali per un'escursione, e aggiungo che purtroppo i capogruppo hanno fallito un obiettivo importante della loro associazione, cioè avvicinare i ragazzini alla natura allo scopo di farla apprezzare e rispettare. Non biasimo quei ragazzini che dopo un'avventura simile, penseranno che i sentieri siano simili a buchi neri pronti a inghiottire i passanti! (Anna Naclerio, guida escursionistica)

A ulteriore sostegno di quanto scritto di Ciro Di Martino, vi propongo una sintesi delle email scambiate con un assistente AGESCI (scout) un paio di mesi fa:
… sto organizzando un campo nazionale parto da Bomerano. Volevo sapere se c'è un sentiero che da Bomerano conduce ad Amalfi o a Minori. Da Amalfi farei poi la valle della ferriera per raggiungere Ravello, si può raggiungere senza passare per Scala? Spero di essere stato chiaro. (Ass. AGESCI)
Ci sono molti itinerari da Bomerano ad Amalfi, così come da Amalfi a Ravello, tutti fattibili ed in buone condizioni. Scegli in base ai km che vuoi percorrere ed al dislivello. Tutte le cartine sono sul sito. Ciao. (Giovanni)
Scusa se ti disturbo ancora... Se dalla frazione di San Lazzaro ad Agerola scendo per Pogerola ed arrivo ad Amalfi ed il giorno dopo da Amalfi per valle della Ferriera (si chiama sentiero "Giustino Fortunato"?) arrivo a Ravello: corro il rischio di fare lo stesso pezzo di strada in alcuni tratti, naturalmente? Grazie! (Ass. AGESCI)
Per organizzare escursioni bisogna saper leggere le cartine e testare i sentieri. Qualunque cosa ti dica non è detto che riuscirai a trovare il sentiero giusto, ci sono un cumulo di bivi. Devi andarci … prima di portare altri. (Giovanni)
La sostanza è che per la maggior parte di loro basta chiedere una informazione generica per portare in giro senza alcuno scrupolo persone (peggio se minorenni) convinti che un sentiero sia come un’autostrada con poche uscite ben segnalate, aree di sosta ecc. Vi invito a riflettere sulla prima domanda postami dallo scout:
Volevo sapere se c'è un sentiero che da Bomerano conduce ad Amalfi o a Minori.
Anche senza dover tirare in ballo la Teoria dei Grafi (prima o poi ne parlerò in questo Blog), dovrebbe essere chiaro a chiunque che due località raggiunte da strade e/o sentieri sono connesse tra loro e le possibili scelte di percorso aumentando con la distanza. 
Se solo avesse guardato una cartina, anche a piccola scala, e avesse deciso la sua meta (Amalfi e Minori sono separate da due crinali e ovviamente una valle) si sarebbe reso conto dei pressoché infiniti itinerari possibili compresi fra quello più vicino al mare e quello che passa per lo spartiacque dei Lattari ed infine scende al mare. 
La domanda, quindi, dimostra la totale impreparazione a cominciare dal metodo, e non si trattava di una passeggiata fuori porta ... "sto organizzando un campo nazionale".

martedì 18 novembre 2014

Scout in difficoltà … ancora una volta

Accaduto un paio di giorni fa: “Un gruppo di scout di Scampia si smarrisce. Raggiunti nella notte sono tutti in buone condizioni
Online si leggono resoconti leggermente diversi, per esempio per PositanoNews sono partiti da Marina del Cantone “Verso le 15 il gruppo – composto da 12 scout (età media 13 anni) e 2 accompagnatori – si è diretto verso Torca.” invece per corsoitalianews sono “… partiti dalla frazione di Torca intorno alle 15, mentre percorrevano uno dei sentieri che conduce verso il mare, si sono imbattuti in una tempesta di pioggia e vento che li ha smarriti.” (sic, strano uso del verbo …). Ma pare che poi tutti concordino nel dire che “Verso le 22 gli accompagnatori, visto che non riuscivano a ritrovare la strada, hanno lanciato l’allarme.” e che “I dispersi sono stati raggiunti verso le 3 di notte.
A prescindere dalla direzione di marcia e dagli orari esatti (il fatto in sé è certo) vorrei sottoporvi un quesito. 
Voi avreste lasciato un luogo abitato e facilmente raggiungibile con un qualunque mezzo di trasporto per avventurarvi lungo un percorso attraverso una zona notoriamente impervia, che non conoscevate a sufficienza, guidando un gruppo di minorenni affidato (!!!) al vostro buonsenso e giudizio (!!!!!!!), sotto un’acqua battente, partendo alle 15?
Non penso che risponderete “e perché no?” affermando così che in una situazione simile anche voi vi sareste allegramente messi in marcia seguiti da una dozzina di sventurati innocenti (12-13 anni). Ma se per voi questa sarebbe stata una scelta logica, non prevedendo nessun problema, sono sicuro che sareste anche capaci di sostenere che solo per malasorte alle 17 si è fatto improvvisamente buio! Chi avrebbe mai potuto prevedere che a metà novembre il sole potesse calare così presto se fino al giorno prima il tramonto era previsto dopo le 20? (il che è vero se si guardano previsioni ed effemeridi di Sorrento, Australia …)
Inoltre io mi chiedo: se i nostri eroi, avevano perso la retta via di giorno, come pensavano di ritrovarla di notte? Pur volendo sostenere che con o senza luce non c’è una grandissima differenza, è pur vero che certamente il buio non aiuta, quindi perché attendere fino alle 22 prima di allertare i soccorsi? E qualcuno degli incauti genitori degli scout ha denunciato i due accompagnatori, quantomeno ai loro superiori?
Non voglio certamente fare prediche o fingere di essere perfetto, ma avendo una ventennale esperienza di guida ed escursionista indipendente penso di avere titolo per affermare e sostenere che se da soli o in compagnia di pochi amici esperti (ma nel vero senso della parola, che quindi possano dare una mano e non essere di intralcio) ci si può anche imbarcare in qualche impresa sconsiderata, certamente accompagnando altre persone, in particolar modo minori che in quei frangenti sono a tutti gli effetti sotto la propria tutela, non bisogna assolutamente metterle in condizioni di rischio inutile
Le associazioni scout svolgono senz’altro un ruolo importante nella formazione giovanile promuovendo, fra l’altro, le attività all’aria aperta a in particolare in ambiente naturale, molto trascurate da altri. Purtroppo però, capita spesso di leggere notizie come queste, talvolta senza lieto fine. Nel corso degli anni tantissimi scout mi hanno chiesto informazioni su vari percorsi dei Lattari e spesso ho dovuto insistere nel consigliare loro di andare a verificare il percorso prima di portarci altri ragazzi. Questa dovrebbe essere la normale prassi da seguire, praticata dalla maggior parte delle guide che conosco, e in questo modo i rischi di perdersi si riducono al minimo. 
Chi istruisce i capi scout dovrebbe evidenziare questo punto fondamentale della previa ricognizione dei sentieri sottolineando la fondamentale importanza della sicurezza e della prudenza (che vanno a braccetto) non permettendo a novelli Rambo di mettere a repentaglio l’incolumità dei più piccoli.