Un’amica mi ha raccomandato la lettura di un ennesimo articolo che parla a vanvera del più famoso sentiero della Costiera Amalfitana. Pur essendo molto breve, l’autore è riuscito a inserire una quantità di informazioni inesatte oltre a indurre il lettore a sottovalutare le difficoltà del percorso. Il Sentiero degli Dei risulta certamente facile agli escursionisti abituali e ben attrezzati ma non è una passeggiata nei giardinetti pubblici come chi vuole avvicinarsi all’escursionismo è portato a credere. La nota conseguenza è quella di incontrare lungo lo sconnesso cammino persone lampantemente inadatte e mal attrezzate, a cominciare dalle fondamentali calzature (si vedono tacchi, flipflop, mocassini, …).
Ma, come anticipato, il testo include una incredibile percentuale di notizie errate, alcune delle quali risibili. Già in questi primi due paragrafi ce ne sono tante da lasciare sconcertati, un paio contraddette nelle righe successive.
Per oltre 20 anni, nonostante le mie indagini, non ho mai trovato una spiegazione certa e credibile in merito all’origine del nome Sentiero degli Dei e solo ora viene svelato l’arcano … perché nessuno me lo ha detto prima? Come non immaginare gli Dei greci in fila percorrendo il Sentiero guidati da Zeus (Giove) in persona per andare a salvare Ulisse dalle Sirene? Ma Ulisse non evitò il pericolo facendosi legare all’albero della sua nave? Devo aver avuto informazioni sbagliate! E da qui a scoprire quindi che l’Olimpo (residenza degli Dei della mitologia ellenica) non era un monte greco, bensì il Sant’Angelo a Tre Pizzi, culmine dei Monti Lattari, il passo sarà breve.
Il secondo paragrafo non è da meno: Nocelle è stata spostata dall'altro lato del Vallone Porto e situata su Monte Pertuso (sic!). Quest'ultimo sarebbe forse Monte Gambera (quello con in pertuso"), che domina la frazione Montepertuso (un'unica parola)? Inoltre fra Agerola e Nocelle ci sono circa 6 km e i sentieri, che io sappia, non "durano". Prima di passare oltre, memorizzate la frase "per secoli l'unica strada che collegava i borghi della Costiera Amalfitana". Il testo continua con la ancor più dubbia descrizione sommaria del percorso introdotta da "E’ possibile percorrere due diversi sentieri: il Sentiero Alto e il Sentiero Basso."
Sorvolando sull'uso del termine trekking, al lettore si fa quindi intendere che da Bomerano si va a Santa Maria del Castello e quindi a Capo Muro (assolutamente falso) ... e di lì si proseguirebbe per Nocelle??? Oltretutto si dimentica di menzionare M. Tre Calli (1.102m) e la ancor più importante frana. Poi continua:
Le prime due affermazioni ("sicuramente adatto anche a chi non è allenato" e "semplice da percorrere") sono quelle che attirano sul sentiero anche i più incapaci e sprovveduti, ovviamente i più soggetti a rischio su un sentiero che proprio semplice non è e 6 km su terreno sconnesso con tanti saliscendi e scalini non sono certo adatti a tutti. Fra Grotta Biscotto (senza "del" che conferirebbe diverso significato) e Colle la Serra (Colle Serra si trova sui Monti del Demanio) effettivamente si passa al lato di un imponente pinnacolo sulla cui parete che guarda verso il sentiero fu apposta una targa dedicata ad Ettore Paduano sulla quale (se ci si riesce nonostante la distanza e l'inevitabile scolorimento) si legge: "Su questo sentiero degli dei Ettore Paduano iniziò alla montagna tanti giovani della sezione di Napoli del Club Alpino Italiano” (sic et simpliciter!). Come può essere stato lo "scopritore" se per secoli è stato l'unico collegamento fra la valle di Agerola e Positano? (ricordate quanto scritto in precedenza?). Inoltre se fosse stato lo "scopritore", lo stesso CAI non l'avrebbe doverosamente ricordato nella dedica?
In
fondo a questo breve ma pregnante articolo l’illuminato autore fornisce altra informazione sorprendente:
“La
manutenzione del sentiero è affidata ai volontari CAI e alle associazioni
locali che organizzano passeggiate e trekking alla scoperta di questo angolo di
paradiso.”Qualcuno degli addetti ai lavori era al corrente di tale novità in merito alla manutenzione del sentiero?
Pur essendo quelle le ultime parole, le sorprese non sono finite …
Come potete vedere nello screenshot in basso, a margine della condivisione dell’articolo di Viaggiando-Italia.it, apparsa ieri sera sulla pagina FB del Parco Monti Lattari, si legge:
Continuano ad arrivare risultati e soddisfazioni delle nostre attività di porzione e valorizzazione del nostro Parco Regionale dei Monti Lattari
Grazie a viaggiando-Italia.it che ha risposto alle nostre istanze e promosso positivamente i nostri sentieri.
Ma chi va a leggere l’articolo da PC (su smartphone non appare) avrà la sorpresa di leggere che la pubblicazione risale a quasi 3 anni fa (14 marzo 2017)! e quindi la domanda che sorge spontanea è:
chi vuole prendere per i fondelli chi? Viaggiando-Italia facendo credere al Parco di aver accolto le sue richieste, o il Parco vuole ingannare gli internauti facendo passare per attuale un articolo di 3 anni fa?
Per fortuna non è un dubbio che ci toglierà il sonno.