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lunedì 2 gennaio 2023

Microrecensioni 366-370: chiusura con 5 film di qualità (almeno sulla carta)

La media dei rating di questa cinquina di fine 2022 su RT è di 95%, e tre di essi sono ambientati nel sud-ovest americano ma in epoche e ambienti sostanzialmente diversi e, con una certa elasticità, possono essere inquadrati fra i western revisionisti; Nomination Oscar per Jeff Bridges in due di essi. Completano il gruppo una pietra miliare dell’horror e un recente candidato Oscar cinese (di Hong Kong).

 
True Grit (J. Coen & E. Coen, USA, 2010)

Uno dei famosi flop Oscar … 10 Nomination, ma nessuna statuetta! Qualcuno l’avrebbe meritato sicuramente. Remake dell’omonimo del film del 1969 diretto da Henry Hathaway, con John Wayne (che nell’occasione vinse l’Oscar come protagonista), uno dei rari esempi di un buon remake, forse addirittura migliore dell’originale. Qui i protagonisti maschili sono i più che affermati Jeff Bridges e Matt Damon e la testarda e intraprendente (spesso indisponente) ragazzina è interpretata dall’allora 14enne Hailee Steinfeld, brava e candidata Oscar nell’occasione, poi praticamente persa in produzioni poco importanti. I fratelli Coen sono certo una garanzia e anche stavolta non deludono, ma molti meriti per la qualità e il successo del film devono essere riconosciuti anche al resto del cast, dai coprotagonisti ai tecnici. Da non perdere.

Hell or High Water (David Mackenzie, USA, 2016)

C’è chi lo ha definito un western moderno, chi un crime-thriller e chi lo ha accostato a Non è un paese per vecchi, ma io penso che sia un film a sé e che non lo può né deve essere inserito per forza in un genere specifico. Entra subito nel vivo dell’azione, senza inutili preamboli, e termina al punto giusto al contrario di tanti film che si autodistruggono negli ultimi due o tre minuti con finali pressoché assurdi. A tratti può sembrare quasi una commedia, ma i personaggi che interagiscono con i fratelli Howard e con i due rangers sono assolutamente credibili. I dialoghi sono taglienti, a volte cattivi, ma purtroppo abbastanza veritieri, specialmente in merito al razzismo; ottimo anche il dialogo-sfida-duello finale. Qualche pecca fra inseguimenti e sparatorie senz’altro c’è, ma non rovina certamente il film e quale acclamato western o poliziesco non ha mostrato tiratori infallibili e/o protagonisti che escono indenni da sparatorie? La fotografia non è memorabile, ma gli scenari e il fascino dei paesaggi sconfinati sopperiscono ampiamente. 4 Nomination (miglior film, Jeff Bridges non protagonista, sceneggiatura e montaggio). Suggerirei di non perderlo!

   
Slow West (John Maclean, UK/NZ, 2015)

La strana coppia di protagonisti vede Michael Fassbender (Nomination protagonista per Steve Jobs, 2015, e non protagonista per 12 Years a Slave, 2013) insieme con Kodi Smit-McPhee, agli inizi della carriera, appena maggiorenne, oggi noto soprattutto per l’interpretazione in The Power of the Dog (2021, Nomination come attore non protagonista). Western revisionista ambientato nel west americano di fine ‘800, ma girato fra Scozia e Nuova Zelanda, con una singolare trama: un giovane aristocratico scozzese si avventura da solo nel selvaggio west per raggiungere la sua amata e lì si affida ad un avventuriero che gli farà da guida e scorta. I fini poco chiari del personaggio interpretato da Fassbender e tutti gli sviluppi di quello che è in effetti un road trip mantengono un continuo clima di suspense, un po’ come nel sopra citato True Grit, vista la mancanza di fiducia fra i giovani e inesperti protagonisti e i loro accompagnatori. Interessante e certamente originale, non un capolavoro ma certamente vale la pena guardarlo.

Dracula (Tod Browning, USA, 1931)

Capostipite di una lunghissima serie di film con il personaggio creato da Bram Stoker, non contando il Nosferatu (1922) di Murnau (che, nonostante il cambio dei nomi dei protagonisti, fu condannato a ritirare e distruggere le pellicole), un Drakula ungherese del 1917 (del quale restano solo pochissime immagini) e un fantomatico film russo di cui si vocifera, ma del quale non si conoscono né regista, né interpreti, né trama (quasi sicuramente una fake news). Inoltre fu il primo Dracula parlante, che inizialmente doveva interpretato da Lon Chaney (grande attore trasformista, specializzato in personaggi horror) che però morì nel 1930. Gli subentrò così Bela Lugosi che, grazie a questo ruolo, divenne un’icona degli horror hollywoodiani. In effetti le sue apparizioni sul grande schermo iniziarono prima degli anni ’20 in Ungheria; emigrato negli Stati Uniti, nel 1927 fu protagonista a Broadway di una versione teatrale di Dracula (non fedelissima al romanzo di Bram Stoker) che ebbe tanto successo da contare ben 268 repliche prima di andare in tour per gli Stati Uniti e quindi fu la prima scelta essendo venuto a mancare Chaney. La sceneggiatura fu adattata da detto lavoro teatrale, che aveva trama e personaggi non fedelissimi al romanzo, e si notano così varie differenze con le versioni successive più note. Per esempio, è Renfield ad andare in Transilvania per la firma del contratto e non Harker che è invece pretendente di Mina e non già marito come nei Nosferatu. Personalmente preferisco la trama di questi ultimi (Murnau, 1922, e Herzog, 1979), il primo secondo me migliore di tutti, forse equiparato solo dal remake con Klaus Kinski. Comunque, questo di Tod Browning (che l’anno successivo avrebbe girato il suo capolavoro Freaks) merita senz’altro una visione. Prima o poi dovreste guardarlo.

Better Days (Derek Tsang, Cina, 2019)

Candidato all’Oscar fra i miglior film stranieri e inopinatamente ritirato dalla selezione ufficiale di Berlino (pare per censura cinese), affronta palesemente il problema del bullismo scolastico con affermazioni in merito alla sua diffusione in qualunque parte del mondo sia nei titoli di testa che di coda. Fa scoprire che anche nell’organizzatissimo sistema dell’istruzione superiore cinese è presente tala piaga ma, come in tanti altri casi, il merito di affrontare temi scottanti dei quali poco si parla non equivale ad avere conseguenti meriti di ottimo film (vedi per esempi Spotlight, Oscar come miglior film e sceneggiatura nel 2016). Certo non so come ragionano e si comportano i giovani cinesi, ma mi sembra che i loro comportamenti (e quelli della polizia) abbiano spesso poco di razionale. In sostanza lo definirei un discreto film, certamente sopravvalutato.

giovedì 18 luglio 2019

45° gruppo di 5 micro-recensioni 2019 (221-225)

Complessivamente una buona cinquina, ma senza eccellenze. Ognuno dei cinque risulta meritevole per aspetti diversi, ma nessuno mi ha completamente convinto ... nonostante gli Oscar, i riconoscimenti ottenuti e la fama di alcuni di essi. 
Avendo tutti notevoli pro e contro, che spesso quasi si bilanciano, stavolta elenco i 5 film in ordine di visione (cronologica) ed essendo tutti ben noti mi limito a sottolineare brevemente aspetti positivi e negativi.

   

221  Amadeus (Milos Forman, USA, 1984) * con F. Murray Abraham, Tom Hulce, Elizabeth Berridge * IMDb  8,3  RT 95%  *  8 Oscar (miglior film, regia, F. Murray Abraham protagonista, sceneggiatura, scenografia, costumi, sonoro e trucco) e 3 Nomination (Tom Hulce protagonista, fotografia e montaggio) *  81° nella classifica IMDb dei migliori film di tutti i tempi
Quasi un biopic kolossal, ma troppo tendente alla commedia; senza dubbio ricchi i costumi, gli ambienti e gli arredi, ma ho trovato il trucco di Salieri anziano (interpretato da F. Murray Abraham sia da adulto che da vecchio) veramente pessimo; il cast lo definirei scadente, almeno per le prove offerte, in contrasto con la colonna sonora, ovviamente ottima; interessante il soggetto, molto meno la sceneggiatura e i dialoghi. Certamente la regia di Milos Forman non è di livello pari a quella di Qualcuno volò sul nido del cuculo che aveva diretto con grande successo 9 anni prima, nel 1975.
Già visto all'epoca dell'uscita, resta in sostanza abbastanza deludente rispetto alle aspettative, alle recensioni e ai rating.

222  Unforgiven (Clint Eastwood, USA, 1992) tit. it. “Gli spietati” * con Clint Eastwood, Morgan Freeman, Gene Hackman, Richard Harris  * IMDb  8,3  RT 97%  *  4 Oscar (miglior film, regia,  Gene Hackman non protagonista e montaggio) e 5 Nomination (Clint Eastwood protagonista, sceneggiatura, fotografia, scenografia e sonoro)  *  122° nella classifica IMDb dei migliori film di tutti i tempi
Pur essendo un estimatore di Clint Eastwood, questo Unforgiven è secondo me molto sopravvalutato, nonostante il cast di alto livello. La palla al piede è secondo me la sceneggiatura, mal trattata e con dialoghi scadenti. Il personaggio interpretato da Richard Harris (English Bob) resta avulso dal contesto e non mi sembra fosse strettamente necessario per introdurne un altro (quello del biografo/cronista), egualmente abbastanza insulso e inutile per le vicende narrate. Ridicola la presentazione del di Bill Munny (Clint Eastwood) che cade continuamente, sia nel letame dei maiali, sia tentando di salire a cavallo.
Western revisionista dove trovano posto un afroamericano indipendente, le prostitute quasi santificate, un cronista incapace, un fanfarone aspirante mito del west, un pistolero/vendicatore solitario estremamente miope, insomma troppe falle in una sceneggiatura raffazzonata. Secondo me è un passo falso del buon Clint, veramente non comprendo l'entusiasmo di tanti.

      

223  A Few Good Men (Rob Reiner, USA, 1992) tit. it. “Codice d'Onore” * con Tom Cruise, Jack Nicholson, Demi Moore * IMDb  7,7  RT 82%  *  4 Nomination (miglior film, Jack Nicholson non protagonista, montaggio e sonoro)
La regia è quasi televisiva con troppi primi piani dell’incapace Tom Cruise e della belloccia di turno Demi Moore, anche lei non una grande attrice; per fortuna ci hanno risparmiato una love story fra i due.
Si tratta di courtroom movie (in ambito militare) che segue uno schema troppo semplice e prevedibile, visto e rivisto in tutte le salse. Nel cast si distingue ovviamente Jack Nicholson, certamente oltre una spanna al di sopra dei protagonisti, e vari altri interpreti di personaggi secondari.

224  Dracula (Francis Ford Coppola, USA, 1992) * con Gary Oldman, Winona Ryder, Anthony Hopkins * IMDb  7,5  RT 72%  *  3 Oscar (costumi, effetti speciali e trucco) e Nomination per la scenografia
Se per gli effetti speciali probabilmente ha meritato l’Oscar, e forse anche per i costumi, il trucco mi è sembrati esagerato in questa versione di Dracula fra il romantico e l’erotico.
Pur vantando uno delle sceneggiature più attinenti al romanzo originale di Bram Stoker, il film resta di gran lunga inferiore ai più essenziali (e liberamente adattati) Nosferatu - Il Vampiro di Murnau (1922) e Nosferatu - Il principe della notte di Herzog (1979, praticamente un remake del film di Murnau), giustamente molto più famosi.

225  Legends of the Fall (Edward Zwick, USA, 1994) tit. it. “Vento di Passioni”  * con Brad Pitt, Anthony Hopkins, Aidan Quinn * IMDb  7,5  RT 57%  *  Oscar fotografia e 2 Nomination (scenografia e sonoro)
Una vera pappolata ... gli splendidi scenari del Montana e vari nomi di richiamo (come Brad Pitt e Anthony Hopkins) non bastano a fare un buon film.
Storia quasi melodrammatica, nella quale sono stati inseriti argomenti tipici dei western revisionisti come la il nativo (che funge anche da narratore) e la sua famiglia mezzosangue. Trama debole seppur non tutta scontata; ma ogni nuova situazione ha sempre una conclusione abbastanza prevedibile.

Le oltre 1.400 precedenti micro-recensioni dei film visti a partire dal 2016 sono sul mio sito www.giovis.com; le nuove continueranno ad essere pubblicate su questo blog. 

giovedì 13 aprile 2017

Bela Lugosi (1882-1956), Christopher Lee (1922-2015) e Dracula (immortale ...)

Le leggende sui vampiri in genere risalgono alla notte dei tempi ... l’irlandese Sheridan Le Fanu (1814-1873) fu uno dei primi a scriverne, il suo compatriota Bram Stoker (1847-1912) con il suo romanzo Dracula (1897) le immortalò. Anche se ormai sono pochi quelli che (lo) leggono, da buon cinefilo ho scoperto che il personaggio compare o viene citato in oltre 600 film, secondo solo a Sherlock Holmes in questa particolarissima classifica.
   
Il primo film su Dracula potrebbe essere il sovietico Drakula del 1920 (notizie vaghe), o l’ungherese Dracula’s death (La morte di Dracula), ma quello che lanciò definitivamente il personaggio sul grande schermo fu Nosferatu: eine Symphonie des Grauens (1922, F.W. Murnau), capolavoro universalmente conosciuto semplicemente come Nosferatu. In questo film (la cui trama è molto fedele al romanzo di Stoker) non viene citato il nome Dracula in quanto gli eredi dello scrittore non ne permisero l’uso e vinsero anche la causa per l’utilizzo del soggetto con la conseguenza che venne ordinata la distruzione di tutte le copie del film, cosa che per fortuna non avvenne. Dalle varie pizze che scamparono allo “scempio” sono state ricavate le versioni restaurate che oggi possiamo ancora ammirare. Del film di Murnau fu realizzato uno splendido e molto fedele remake da Werner Herzog nel 1979, con Klaus Kinski nel ruolo del conte Dracula e non Orlok (come nel ’22), in quanto i diritti d’autore erano nel frattempo scaduti.
Il primo Dracula sonoro fu, ovviamente, hollywoodiano e fu diretto da Tod Browning il quale avrebbe voluto avere Lon Chaney come protagonista, ma questo grande trasformista, specializzato in personaggi horror, però morì nel 1930. Anche se Browning è conosciuto soprattutto per il suo famoso Freaks (1932), in passato aveva già diretto Lon Chaney in molti muti. L’improvvisa morte di quest’ultimo fece la fortuna di Bela Lugosi (1882-1956, ungherese, ma oggi sarebbe stato rumeno, quindi un “vampiro originale”) il quale, grazie a questo ruolo, divenne famoso nel mondo di Hollywood. La scelta cadde su di lui non solo in quanto già aveva partecipato a vari film in ruoli minori e aveva un passato di attore di muti in Ungheria prima degli anni ’20, ma soprattutto perché dal 1927 era stato protagonista a Broadway del Dracula di Deane e Balderston. Questo lavoro teatrale (non fedelissimo al romanzo di Bram Stoker) ebbe grande successo, tanto da restare in cartellone per ben 268 repliche prima di andare in tour per gli Stati Uniti e la sceneggiatura del film del 1931 si basava proprio sulla suddetta opera teatrale.
Subito dopo Lugosi si lasciò sfuggire un’altra grande occasione che (forse) lo avrebbe reso veramente "immortale" e per di più spianò la strada a colui che sarebbe divenuto un suo rivale. Infatti avrebbe dovuto interpretare “la creatura” in Frankenstein (1931, James Whale) ma per dissidi con la produzione abbandonò il progetto e gli subentrò Boris Karloff. Questi tuttavia rimase più legato al personaggio creato da Mary Shelley e agli horror-terror in genere ma non ai vampiri.
Chi subentrò a Lugosi come vampiro per antonomasia fu invece l’inglese Christopher Lee il quale, dopo aver interpretato vari ruoli di cattivo, nel 1957 cominciò a lavorare per la Hammer (casa di produzione specializzata in horror) guarda caso come “mostro” del Barone Frankenstein, nell’occasione interpretato da Peter Cushing. L’anno successivo fu consacrato nel ruolo in Dracula (1958, Terence Fisher) dopo aver interpretato Corridors of Blood al fianco di Boris Karloff. Sono oltre una dozzina i film nei quali Lee interpretò il più famoso conte della Transilvania.
Un altro famoso attore “horror” del secolo scorso fu Vincent Price (1911-1993), protagonista di tanti film di Roger Corman, tuttavia non ha mai impersonato Dracula.
Venendo ai film, oltre alle già citate pietre miliari del 1922 (Murnau - Shreck), 1931 (Browning - Lugosi) , 1958 (Fisher - Lee) e 1979 (Herzog - Kinski), sono senz’altro da menzionare:

  • Dracula (John Badham, 1979, con Frank Langella),
  • Dracula di Bram Stoker (Francis Ford Coppola, 1982, con Gary Oldman)
    
le parodie

  • Dance of the Vampires (Roman Polanski, 1967, aka The Fearless Vampire Killers, tit. it. Per favore non mordermi sul collo)
  • Dracula: Dead and Loving It (Mel Brooks, 1995, Dracula morto e contento) con Leslie Nielsen
e il misconosciuto

  • Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!! (Paul Morrissey, 1974, Blood for Dracula) prodotto in Italia, ma ideato da Andy Wharol, con Joe Dallesandro
Personalmente preferisco la trama originale ed in particolare quella proposta in Nosferatu (F.W. Murnau, 1922), secondo me il migliore di tutti con protagonista Dracula, forse eguagliato solo dal suo remake del 1979 di Werner Herzog.
Chiudo con una curiosità sul tema. La prima volta nella quale Christopher Lee interpretò Dracula dopo la serie per la Hammer, fu in Spagna nel 1969 (Dracula, di Jesse Franco) e in quell’occasione Renfield fu impersonato da Klaus Kinski.