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mercoledì 20 ottobre 2021

Lisbona (4): Hieronymus Bosch e un ottimo borrego

Oggi post soprattutto a soggetto culturale, con la visita al Museu Nacional de Arte Antiga (MNAA) di Lisbona, motivata principalmente dal volermi andare a guardare di nuovo un capolavoro del pittore fiammingo Hieronymus Bosch: Le tentazioni di Sant'Antonio (1501 ca.). Premettendo che non sono assolutamente un esperto d'arte, piuttosto semplicemente uno che ama visitare non solo le pinacoteche ma quasi qualunque tipo di museo (archeologici, di scienze naturali, militari, tecnologici, antropologici, e chi più ne ha più ne metta), sostengo che il suddetto visionario dipinto non può che affascinare anche coloro che meno vicini sono alla pittura.

L’opera carpisce l’attenzione nel suo complesso non solo per il tratto preciso e i colori nitidi, ma anche e soprattutto per le composizioni dei vari gruppi e la creatività evidenziata nell'immaginare i vari personaggi, sia umani che bestiali (oltre agli ibridi), il cui significato simbolico rimane in molti casi sconosciuto, sempre ammettendo che ciascuno abbia il proprio. Più lo si osserva da vicino e più si notano elementi e particolari in scala ridotta, e, dopo questi, altri ancora più piccoli o poco definiti. 

 

Qui ho aggiunto poche foto scattate con cellulare economico giusto per dare un’idea, altre (ma della stessa qualità) sono in questo album, immagini migliori le trovate in rete in siti specializzati ma dovrete cercare elemento per elemento … nel web non è possibile fornire in un solo file HD di un trittico di tali dimensioni (131x238cm) e tanto dettagliato. Per saperne un po’ di più seppur superficialmente potete leggere l’immancabile pagina Wikipedia, ma in rete potete trovare tante altre notizie più approfondite ed esplicative su siti che si occupano di arte.

Dopo il museo, ricordando una vecchia segnalazione del mio ex collega pompelvetico, sono andato a verificare la bontà delle carni servite dal Restaurante Os Barões (c'è anche il sito web) e devo dire che ne valeva assolutamente la pena. Ho optato per un borrego assado com batatasa assadas (agnello con patate al forno) e penso di essere stato fortunato (oltre che oculato) poiché sentivo che almeno la metà degli avventori di questo spazioso locale (quasi 100 coperti, quasi tutti occupati) ordinava borrego. Da ciò si deduce che è una pietanza apprezzata dalla maggioranza e che non la si trova sempre fra i pratos do dia


Come potete vedere, ottimo e abbondante il piatto (c’era anche il riso) e incredibile il conto: 8 euro + 0,80 per ¼ di vino e 0,70 per il caffè = 9,50 euro!


A poche centinaia di metri l'eccezionale, elegante, moderno e funzionale food court TIME OUT, ma lì non troverete mai il borrego e guardate i prezzi di CocaCola e acqua ... certamente ci sono anche specialità lusitane e cominciare dai pasteis dei quali ho parlato ieri, oltre a prosciutti pregiati, vini DOC, cucina internazionale, ecc., ma siete andati in Portogallo per fare i turisti moderni o vivere la vera esperienza portoghese???

venerdì 12 ottobre 2018

Salvador Dalì nel Museo Reina Sofia di Madrid

Avendo già parlato sommariamente del Prado, eccomi al (Museo Nacional Centro de Arte) Reina Sofia di Madrid nel quale la star, per i miei gusti, è fuor di dubbio Salvador Dalì (1904-1989). Artista prolifico ed eclettico, personaggio emblematico del surrealismo, è stato non solo pittore, ma anche scenografo, bozzettista, scultore (autore di pregevoli fusioni in bronzo), fotografo e sceneggiatore (coautore dei famosissimi primi due film di Luis Buñuel: Un chien andalou e L’age d’or). Credo di non aver visto ancora un suo dipinto, scultura, disegno, fusione che non mi abbia conquistato, indipendentemente dal pensare di aver compresa o meno l'opera, anzi, meno la capisco e più mi affascina.
Le immagini che propongo in questo blog sono automaticamente ridotte, quindi, se volete apprezzare al meglio questi dipinti (tutti esposti al Reina Sofia), dovrete cliccare sul titolo per ottenerle in alta definizione.

Visage du Grand Masturbateur (Face of the Great Masturbator)  1929 
Un ottimo esempio di ciò e questo Il grande masturbatore, dipinto che suggerisco di osservare con attenzione in ogni sua parte.
Il non esperto ma attento e curioso osservatore (come lo sono io) si potrà chiedere com'è effettivamente composto il volto, qual è il significato della cavalletta e delle formiche, della testa di cane (?) che spunta quasi sotto l'ascella della donna (?) con un fiore (?)  sotto al  collo, delle varie conchiglie una delle quali è parte integrante di una colonna di pietre in bilico, dei due che si abbracciano ma chi è di spalle sembra di roccia, e dell'altra figura che si allontana?
Effettuando una ricerca si troveranno certo molte risposte e interpretazioni spesso contrastanti ... forse, dico forse, una di queste rispecchia le vere intenzioni dell'artista, ma potrebbero anche essere tutte fantasie di critici.
Sono oltre 100 le opere di Dalì esposte al Reina Sofia, di generi molto diversi e di epoche che vanno dagli anni '20 come il ritratto fatto all'amico Luis Buñuel  (1924, sotto a sx) agli '80. 
   
 a destra: Los esfuerzos estériles (Sterile Efforts) 1927-28 
    
La mémoire de la femme-enfant (The Memory of the Woman-Child) 1929, a sx
L'homme invisible (The Invisible Man) 1929, a dx
   
The Enigma of Hitler (1939, a sx) e Cama y dos mesitas de noche atacando violentamente a un violonchelo (Bed and Two Bedside Tables Violently Attacking a Violoncello) 1983, a dx

Nella maggior parte dei suoi lavori, quando penso di essere riuscito a rendermi conto del tutto, scopro sempre altri particolari minimi eppure senz’altro significativi (è impensabile che le abbia inserite per caso), figure orientate diversamente dalle altre e quindi non immediatamente leggibili, disegni dentro altri disegni come scatole cinesi.

Le foto scaricate dal sito ufficiale del museo, nel quale potrete trovare l’intera collezione permanente.

giovedì 11 ottobre 2018

Al Prado di Madrid, come in tanti altri musei, è inutile scattare foto

Come mio solito, nel corso dei miei viaggi, oltre a girovagare (talvolta senza una meta precisa) ed ad andare al cinema, visito musei di ogni tipo, in particolare quelli d'arte, storia naturale, antropologia, archeologia, tecnologia e quelli di nicchia se il tema è di mio interesse. 

Per fortuna di tutti gli amanti dell’arte (anche se sembra che molti non se ne rendano conto) la maggior parte dei migliori musei mettono a disposizione degli utenti perfette foto a buona/alta definizione di quasi tutte le collezioni. L’idea è quella di far visitare tali musei in modo virtuale stando comodamente a casa, di poter notare dettagli che perfino dal vivo non si riescono ad apprezzare, limitare il numero di “fotografi d’arte dilettanti” che si piazzano davanti al dipinto con smartphone e macchine fotografiche, indipendentemente dal fatto se sia ufficialmente consentito o meno.
Ieri è stato il turno del ben noto Prado di Madrid dove ho potuto ammirare ulteriori opere di pittori che apprezzo in modo particolare, come Hieronymus Bosch (1453-1516, in Spagna noto col nome El Bosco), Pieter Bruegel il Vecchio, El Greco, insieme con altri dipinti che hanno attirato la mia attenzione.
Ho potuto così apprezzare El jardin de las delicias (foto di apertura), uno dei dipinti più noti di Bosch, ma c'erano anche il Carro di fieno, uno dei vari Tentazioni di Sant'Antonio, il tavolino dei Peccati capitali (foto a sinistra).
Di El Greco (1541-1614), si trovano molte opere fra le sue migliori o più note. Piaccia o non piaccia, il suo stile si distingue nettamente da quello dei suoi contemporanei per i colori vivi e contrastanti (gialli, verdi, arancio, blu, rossi) e i volti affilati delle persone come si può vedere nei seguenti dipinti: Adoracion pastores e Trinidad.
     
Fra i dipinti di Pieter Bruegel il Vecchio si fa notare il Trionfo della morte.

Al Prado mi sono anche imbattuto in dipinti singolari, di autori a me assolutamente  sconosciuti. Fra essi hanno attirato la mia attenzione il molto insolito Las ciencias y las artes, dipinto nel quale Adriaen van Stalbent mette a confronto chi verso la fine del XVI secolo si dedicava alla distruzione di opere d'arte (iconoclastia della Riforma protestante) e chi alla ricerca scientifica (vedi le due foto di dettaglio più in basso).

   
Sono anche venuto a conoscenza dell'esistenza dello stile ispano-fiammingo, incuriosito da questo originale San Michele arcangelo (Maestro de Zafra, fine XV sec.), rappresentato mentre si appresta ad uccidere il dragone, contornato da un nugolo di altri piccoli e molto fantasiosi draghetti e angeli. Divertente nella sua creatività e semplicità (oserei dire ingenuità), ma niente a che vedere con i maestri fiamminghi.

Ricordo a tutti che a partire da questa pagina del sito ufficiale del Prado, si possono trovare quasi tutte le opere esposte. Sono immediatamente proposti gli artisti più importanti, tutti gli altri si trovano elencati in ordine alfabetico e, cliccando sul loro nome, si accede alla pagina con i link alle foto.
Con questo sistema non solo si potrà esaminare accuratamente ogni singola opera guardandola nella sua interezza e ingrandendone i particolari, ma si potranno anche scaricare gratuitamente i file in alta definizione. 

Tante volte neanche stando davanti ad un dipinto si riescono ad apprezzare i piccoli dettagli che invece si possono scoprire osservandone l'immagine digitale.

domenica 13 marzo 2016

¡QUE VIVA (Ciudad de) MÉXICO! ... CDMX

Ieri sono arrivato a quello che fino a poco tempo fa si chiamava D.F. (pron. DeFe - Distrito Federal) nome che dal 2018 scomparirà definitivamente lasciando il posto a CDMX che è più o meno l'acronimo di Ciudad (Cd.) de Mexico (MX). La fase di cambiamento (che non sarà ristretta al nome ma avrà importanti trasformazioni politiche, amministrative, fiscali, ...) è già iniziata a gennaio e sarà completata entro la fine dell’anno prossimo e quindi definitivamente operativo a partire dal 2018. In effetti Ciudad de Mexico diventa il 32imo Stato della Repubblica. Al di là delle cose serie questi tipi di innovazioni innescano sempre anche una serie di interrogativi, polemiche, diatribe che diventano poi argomento di blog, hashtag e movimenti di opinione.
Uno dei primi argomenti di discussione apparso sui social è: questi come si deve pronunciare CDMX? e come si chiameranno i suoi abitanti? Alla lettera dovrebbe essere il quasi impronunciabile termine: SeDeEmeEchis! Tuttavia pare che l’orientamento sia quello di intendere MX come sigla di Mexico ed abbreviarla a Mex con il risultato di ottenere il più semplice SeDeMex. Per quanto riguarda gli abitanti, a parte fantasiose proposte più o meno ironiche già comparse in quantità, pare che le proposte più serie e accreditate fra le quali scegliere quella ufficiale e definitiva siano CDMXeño (pronuncia SeDeMAXegno) e Ciudademexiqueño (Siudademexiquegno).
  
A parte queste novità, ce ne sono altre e tutte positive rispetto al mio soggiorno di 5 anni fa in questa città della quale spesso (a torto) si parla male. Le piste ciclabili (rispettate ed abbastanza protette) si sono moltiplicate a dismisura, quasi dovunque si trovano biciclette in sharing mode, il traffico al centro è stato limitato e i tanti vecchi bus che emettevano nuvole nere sono stati banditi e molti sono stati addirittura sostituiti da veicoli ibridi e ci sono i taxi elettrici. Città del Messico che una volta veniva indicata fra le più inquinate del mondo non è che un lontano ricordo ... altri prendano esempio! Basti guardare queste foto che ho scattato dall'aereo durante la fase di discesa e il cielo sullo sfondo di altre foto. 
Sarà anche dovuto alla stagione e all’aria secca ma non c’è più la cappa di smog di una volta, l’aria è abbastanza pulita (è pur sempre una città di circa 10 milioni di abitanti) e l’inquinamento che più si percepisce è quello acustico in quanto nessuno perde l’occasione per strombazzare con il suo clacson e i tanti controllori del traffico non smettono mai di fischiare anche quando non ce n’è assolutamente bisogno. A tutto ciò aggiungete tutti quelli che strillano per vendere qualcosa, per invitare i passanti a mangiare i migliori tacos del Messico, per offrire un qualche servizio dal semplice giro in ciclotaxi a massaggi e cure sciamaniche.
Anche l'offerta culturale è ulteriormente aumentata con l’apertura di 12 nuovi musei (vi ricordo che CDMX è la città con il maggior numero di musei), proprio ieri iniziava il Festival del Centro Historico il cui programma include tanti concerti di livello internazionale, ho letto dell'apertura di nuovi musei ( almeno un paio) ed in particolare per quel che mi riguarda ha riaperto il mio amato Museo de las Culturas (notare il plurale) che attualmente ha in calendario cicli sull'Iran e sulla Corea che comprendono proiezioni, laboratori, danze, cibo e conferenze e le sale della Cineteca Nacional sono passate da 6 a 10, oltre all'arena all'aperto.

Stamattina in giro per il centro dal Museo de Bellas Artes passeggiando per la Alameda e oltre fino al monumento e Museo della Revolucion ho avuto modo di apprezzare l'esposizione dello scultore nicaraguense Jiménez DerediaUna génesis para la paz”, una quindicina di opere, parte in bronzo e parte in marmo di Carrara. Sì, proprio così, infatti questo artista si è formato fra Carrara e Firenze, ha esposto nelle più importanti città del mondo, ha prodotto una statua per il Vaticano (esposta a San Pietro in una delle nicchie michelangiolesche a scala gigante) ed è stato “il primo artista non europeo presente con una sua opera nel monumento-fulcro della Cristianità”.
Nella enorme spianata dello Zocalo, al lato della Cattedrale, c’erano invece le tre enormi teste di bronzo fuse dall’artista messicano Javier Marín, già esposte nelle più importanti piazze europee, asiatiche e delle americhe. Pesano varie tonnellate e sono del tipo di opere d’arte che si possono toccare, ci si può entrare e ci si può salire sopra ...
Chissà quante altre cose scoprirò qui a CDMX anche se non potrò vedere tutto ed assistere a tutti gli eventi interessanti. A breve foto del primo week-end e a seguire tante altre.

sabato 9 gennaio 2016

Cultura per tutti, liberamente accessibile

Notizia molto interessante che potrebbe esservi sfuggita: anche la Biblioteca di New York ha reso disponibili online, e gratuitamente, una gran quantità di opere della propria collezione (esempio a sinistra).
Io sono fra quelli che sostengono che la cultura dovrebbe essere gratis per tutti (nei limiti del possibile) e con internet ciò diventa un obiettivo raggiungibile e tutti i musei e biblioteche dovrebbero rendere visibili le loro collezioni, almeno consultabili ancorché non scaricabili.
Invece esistono ancora musei nei quali è vietato scattare foto, divieto che non capisco in quanto la libera circolazione delle immagini è la migliore pubblicità, a ancor di più se integrata da passaparola o post (chi scatta una foto è stato di persona al museo ed evidentemente la tale opera lo ha favorevolmente impressionato) e, non da ultimo, è assolutamente gratuita! 
Qui in basso ci sono varie mie collezioni relative a musei e non parlo di piccoli musei sconosciuti e di poca rilevanza, ma del Louvre di Parigi, del famoso Museo de Antropologia de Mexico e altri di sicuro pregio anche se non altrettanto conosciuti.
Louvre  Parigi
Museo de Antropologia  Mexico D.F.
Museo de Arte moderna  Mexico D.F.
Capisco il divieto dell'utilizzo del cavalletto e, soprattutto, del flash (che rischia di danneggiare i colori, in particolare delle tele), ma che ci guadagna un museo a non far fotografare? Oltretutto, oggigiorno è impossibile controllare visto che una percentuale altissima di visitatori è dotata di dispositivi capaci di scattare foto più che decenti e sarebbe impensabile "sequestrare" tutti i telefonini e tablet all'ingresso. Un interessante compromesso era già di prassi in alcuni musei messicani 5 anni fa: era consentito fotografare liberamente pagando un minimo sovrapprezzo (mediamente fra il 10 e il 20% dell’ingresso).
La libera circolazione di opere libere da diritti (la quasi totalità di quelle esposte nei musei) dovrebbe essere garantita e le spese non sarebbero eccessive. Per fortuna molto è già stato fatto e l'operazione di condivisione prosegue a pieno ritmo grazie a musei, fondazioni, ministeri, mecenati ecc.
In particolare i progetti riguardanti testi antichi ormai non si contano più, ed è possibile ammirare le edizioni originali senza che queste escano dalle stanze a temperatura e umidità controllata. Certo, i bibliofili diranno che avere un tomo antico fra le mani è tutt'altra cosa (e sono perfettamente d'accordo) ma se si considerano i potenziali danni alle pagine, prenotazioni, liste d'attesa, ecc, non è molto meglio consultarlo da casa a qualunque ora di qualsiasi giorno e senza dover affrontare, oltretutto, un eventuale viaggio e soggiorno?
Un sito molto interessante è quello di LiberLiber dal quale si possono scaricare migliaia di classici e oltre a vari testi moderni concessi dalle case editrici o dagli autori stessi. Altre informazioni sono in questa pagina: "chi siamo" nella quale trovate anche un video esplicativo.
Così come per i libri, esistono già archivi digitali ad accesso gratuito di foto d'epoca, film di pubblico dominio (varie migliaia sono su archive.org, liberamente scaricabili), notiziari, insomma di ogni opera della quale è possibile creare una copia digitale.
Conoscendo la mia passione per la cartografia, non vi meraviglierete se vi cito almeno un sito di mappe antiche: la Kraus Map Collection (con immagini ad alta definizione). Questa sopra che rappresenta Roma nel 1544, per esempio, dopo averla ingrandita con un click, ha ancora due ingrandimenti disponibili (guarda la posizione del cursore dello zoom in alto a sinistra). 
Simile discorso vale per questa rara mappa di Venezia del 1514, in sei fogli (in basso particolare del centro con piazza San Marco e Palazzo Ducale).

Speriamo che si continui così.

venerdì 26 giugno 2015

La bellezza della geometria esaltata dall’arte

I motivi geometrici sono presenti nelle arti decorative da tempo immemorabile, ma innegabilmente hanno raggiunto i massimi livelli nell'arte islamica. Si va da motivi relativamente semplici non ornati artisticamente, che si trovavano quasi in ogni casa sia all'interno che all'esterno, fino a intrichi di linee e di forme estremamente elaborati, combinati con una grande varietà cromatica. 
Si parte quasi sempre da un disegno regolare per poi estenderlo o riempire gli spazi circostanti con elementi di forma assolutamente diversa eppure perfettamente complementari. Caso classico e diffusissimo è quello della stella a 8 punte normalmente abbinata con la “croce” (in effetti i 4 bracci con lati paralleli, terminanti con un triangolo equilatero). Pannelli o pavimenti realizzati con questa combinazione di forme furono molto utilizzati e possono apparire molto diversi a seconda dell’inspessimento dei bordi di una o dell’altra forma e dalla posizione, vale a dire se si vede la croce come un “+” o una “x”.
   

Nei pannelli più eleganti le “stelle”, avendo superficie ben maggiore delle croci e ampio spazio centrale, sono finemente decorate con rappresentazioni anche complesse di scene mitologiche, personaggi, animali e piante. Le croci, invece, date le dimensioni ridotte e soprattutto essendo “strette” sono ornate con dettagli e motivi più piccoli, spesso ripetuti, comunque molto accurati.

A partire invece dalla stelle a 12 punte, inserite in dodecagoni regolari, che a loro volta sono dentro esagoni regolari, si possono creare una infinità di motivi scegliendo quali linee esaltare e quali spazi riempire fra la moltitudine di triangoli equilateri, quadrati, stelle regolari e irregolari a 4, 5, 6 e 12 punte come si può osservare nell’immagine a lato. E un artista saprà certo individuare ancora tante altre forme e disegni. In particolare questa trama a base esagonale/duodecimale permette di decorare pannelli, pareti e altre superfici con forme del tutto irregolari, spesso policrome, servendosi anche di triangoli scaleni scaleni derivati.
Anche una trama pentagonale/decagonale può comprendere tante forme diverse e fuori norma come per esempio questa porta in legno. Pur derivando da un disegno assolutamente regolare, l'artista ha saputo trarre forme molto varie a partire da un apparente caos di linee. Si notano in particolare evidenti pentagoni concentrici, orientati diversamente e separati da una stella a 5 punte.

Ulteriori varianti si creano curvando parte delle linee. 
Per esempio, nel pannello a sx spiccano chiaramente stelle a 6 punte, ciascuna contornata da tre “onde” colorate che hanno come base due lati contigui degli esagoni regolari (chiari). A partire invece dalle stelle colorate ci sono tre “onde” chiare delle stesse dimensioni delle colorate, che con esse si completano riempiendo ogni spazio. I colori delle onde che si ripetono secondo linee diagonali e quelli delle stelle in senso orizzontale aggiungono movimento e varietà al disegno nel suo complesso. 
Qui in basso c'è invece la stella a 10 punte costruita facendo ruotare due stelle a cinque punte di identiche dimensioni e concentriche. La sequenza di disegni dimostra come, scegliendo accuratamente gli spazi fra le medesime linee, si possano ottenere forme ed effetti completamente diversi.

Questi tipi di disegno sono stati portati ai massimi livelli in opere dell’arte islamica dei generi più diversi, e non solo su superfici piane come pavimenti, pannelli, porte, pareti, ma anche in realizzazioni molto più ardue come archi, volte, vasi e altre superfici curve. Tempo fa su Repubblica furono proposte numerose foto di interni di moschee e mausolei, con disegni estremamente intricati e coloratissimi (anche se ho l’impressione che le tinte siano state un po’ troppo modificate), opere che senz’altro necessitarono di una maestria eccezionale, non solo artistica ma anche tecnica.
Quelli che si sono incuriositi leggendo questo brevissimo excursus e quelli che non si sono mai imbattuti in questo tipo di realizzazioni, o che le hanno guardate con occhio distratto, potranno trovare in rete migliaia di foto ed anche molti testi interessanti per approfondire l’argomento.
  

mercoledì 13 agosto 2014

Discettazioni Erranti compie 1 anno

Alle 22.57 del 13 agosto 2013 pubblicavo il mio primo post in questo Blog
nel quale dichiaravo esplicitamente la mia scarsa competenza nel settore e esternavo i miei intendimenti, allora abbastanza vaghi, in quanto non sapevo come avrei sviluppato il blog.
Fra gli argomenti che mi riproponevo di trattare avevo inserito quelli di mia competenza per essere stati oggetto di passate professioni o attuali interessi, talvolta più "antichi" delle capacità professionali.
Con questo post, a distanza di un anno esatto, arrivo a quota 200, con 23350 click e quindi con una media di oltre 115 click/post e di ciò sono più che soddisfatto.
Tirando le somme posso dire di essere rimasto abbastanza coerente con i miei propositi iniziali, parlando abbastanza di escursionismo e cartografia (passate occupazioni professionali) e di tanto in tanto di arte, viaggi, cinema, cucina, logica, natura e altri argomenti o singole notizie che ho trovato interessanti.
Quindi, considerati i riscontri positivi (almeno dal mio punto di vista) penso di continuare a trattare un’ampia varietà di argomenti (lo preferisco ai blog monotematici) sperando che possano risultare abbastanza interessanti, almeno per alcuni, e continuando ad evitare accuratamente sterili polemiche e pettegolezzi. 
Non escluso la possibilità di inserire temi ricorrenti completamente nuovi.
Grazie a tutti i lettori che continuano a leggere le mie Discettazioni Erranti.

PS - Dell'immagine scelta, non a caso, per questo post celebrativo discetterò prossimamente

venerdì 11 luglio 2014

Altri Mondi: dovremmo cambiare radicalmente registro

Giunto quasi al termine di questa nuova esplorazione che mi ha portato su un'ennesima isola posso cominciare a tirare le somme.
Anche qui, come quasi in qualunque altro posto civile, la normalità è l'educazione, il rispetto delle leggi, del codice stradale, in parole povere il rispetto per gli altri. In particolar modo se si evitano i posti più frequentati da turisti (dove sono proprio questi a creare qualche problema) anche i viaggiatori poco navigati si rendono facilmente conto di quanto possa essere semplice godersi una vita piacevole, interessante, attiva, viva e comunque rilassata. I trasporti funzionano e viaggiano in orario, i mezzi sono puliti, i taxi usano il tassametro, in quasi tutte le aree pubbliche c'è WiFi libero, esistono mercati ben organizzati, piste ciclabili, giardini e parchi ben curati, i bagni pubblici sono puliti così come le spiagge (in gran parte libere).
Negli anni, alternando viaggi e soggiorni sia all'estero che in altre parti d'Italia, sono giunto alla definitiva conclusione che dalle parti nostre non è indispensabile che  cambino politici o che si facciano nuove leggi o ordinanze, ma solo che cambi il modo di agire di noi cittadini. 
Non c'è bisogno di alcun progetto speciale né di megafinanziamenti della Comunità Europea, una migliore qualità di vita dipende solo ed esclusivamente da noi.

Nei prossimi post condividero' immagini e notizie varie relative a Mallorca: un affascinante e insolito castello rotondeggiantie perfettamente tenuto (foto inalto), piccoli musei con opere di notevole valore, mercati puliti e funzionanti, un po' di architettura, arte moderna e perfino cartine del'500 dell'intero Mediterraneo nelle quali, nonostante la scala molto ridotta, compaiono i toponimi Capri, Campanella, Sorrento e Castellammare.

sabato 5 aprile 2014

Altri mondi: musei e sorprese

Sono un instancabile ed entusiasta visitatore dei musei di qualunque tipo, basta che siano ben strutturati e organizzati. Anche quelli più piccoli, seppur monotematici o strettamente legati al territorio possono riservare interessanti e piacevoli sorprese. Certo si deve avere un minimo di curiosità, voglia di apprendere e predisposizione ad addentrarsi in campi fino a quel momento inesplorati o totalmente sconosciuti. 
Tutte attitudini che gioverebbero a chiunque.
Ho visitato musei aerospaziali, archeologici, etnologici, navali, antropologici, militari, di scienze naturali, di tecnologia, del mare, di arte moderna e arte antica; sono entrato in sottomarini, mulini ad acqua e a vento, miniere, grotte naturali, catacombe, e non c’è stata volta che non abbia arricchito il mio bagaglio culturale, la mia esperienza e soprattutto la mia capacità di giudizio, nel senso di valutazione ed, in linea di massima, apprezzamento.
Se è normale rimanere incantati nel vedere per la prima volta un bel quadro o un’area archeologica o semplicemente il mare o la neve, vedere cose simili con maggior frequenza non ne diminuisce il valore facendole sembrare tutte uguali, al contrario contribuisce in modo sostanziale a valutazioni più attente e a convincersi sempre di più che la perfezione non esiste. Anche le cose più belle, pur apparendo affascinanti, saranno paragonate ad altre che per certi aspetti le eguagliano o in qualche particolare le superano.
Ciò può essere senz’altro condizionato dalla nostra memoria in quanto gli infaticabili visitatori di musei che, parafrasando un aforisma relativo ai viaggiatori, “hanno visto più di quanto ricordino, e ricordano più di quanto hanno visto”. E’ comunque indiscutibile che la quantità migliora la loro capacità di giudizio.
Lo spunto per questa breve discettazione me l’ha fornito il ritrovamento (finalmente) della cartella con le foto scattate al Louvre nel 2012, ed in particolare quelle di questa statua originalissima, se non altro per essere fra le poche sopravvissuta quasi intatta per circa 4300 anni (che non dimostra assolutamente).
 
La statua di Ebih-Il, nu-banda (alabastro, lapislazzuli, conchiglie e bitume) è infatti datata 2330-2250 a.C. e proviene da Tempio di Ishtar di Mari (città sumera). Pensate che sono dovuti passare quasi 4000 anni prima che varie “culture occidentali” raggiungessero livelli espressivi vagamente simili … . 
Fra le tante opere affascinanti ed straordinarie viste al Louvre, questa è quella che più mi colpì e sorprese (la dovreste vedere dal vero). 
Qui http://www.giovistravels.com/12parigi/12paris14louvre.htm trovate una serie di foto delle opere più originali o particolari che sono riuscito a fotografare nonostante la luce scarsa, i riflessi e i tanti altri visitatori. Altre ancora saranno pubblicate a breve.
Per inciso, passai l’intera giornata al Louvre senza visitare gli ultimi due piani (ci feci solo un velocissimo giro dopo che gli altoparlanti cominciarono ad invitare ad uscire). Non ho assolutamente rimpianto di non essere andato a vedere Lisa e aver dato solo un fugace sguardo alla Nike.
Se avrete occasione di andarci, vi consiglio di girare fra le sale, visitare le collezioni meno famose e soprattutto di non sottovalutate ciò che non conoscete. 
Se quelle opere sono esposte al Louvre, ci sarà pure un buon motivo!