Visualizzazione post con etichetta specie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta specie. Mostra tutti i post

giovedì 17 gennaio 2019

Palmetum di Tenerife, una bella storia

Il Palmetum di Santa Cruz de Tenerife fu aperto al pubblico a gennaio 2014, dopo 18 anni di lavori, ma in questo caso non a causa dei ritardi ai quali siamo abituati per tante opere pubbliche, bensì per i tempi necessari ad avere un vero e proprio giardino botanico degno di tale nome. 
   
Il Palmetum nasce su una piccola altura in riva al mare, fra un’area industriale e il Parque Marítimo César Manrique con il vicino Auditorium (foto sopra), convertendo “miracolosamente” una orrenda e maleodorante discarica a cielo aperto in un piacevolissimo ed interessante giardino botanico focalizzato soprattutto sulle palme, come chiaramente indicato dal nome. La discarica fu ufficialmente chiusa nel 1983, ma solo nel 1996 fu approvato il progetto dell’ingegnere agronomo Manuel Caballero, esperto e amante delle palme in genere, che ha portato allo straordinario risultato, oggi sotto gli occhi di tutti.
   
Una lunga rampa in lieve pendenza porta alla parte superiore, pressoché piana, dove si concentrano la maggior parte delle piante. Ci sono palme dappertutto, ma ci sono anche zone dedicate a specifiche aree geografiche (Madagascar, Nuova Caledonia, Hawai, Melanesia, ...) con diverse caratteristiche specie.
   
Ci sono tante altre piante più che interessanti, come le tante Araucaria columnaris (detto Pino colonna, anche se non è esattamente un pino) che formano un boschetto nell'area della Nuova Caledonia (foto sopra a dx) o l'originale Crinum asiaticum, una Amaryllidacea enorme (se comparata ai vari Amaryllis "commerciali") con delle splendide infiorescenze. La pianta delle foto in basso è supera 3 metri di altezza!
 
Al centro sorge il cosiddetto octógono (ottagono), una depressione artificiale nella quale è stato ricreato un ambiente umido con tanto di piccolo corso d’acqua e qualche cascatella, protetto dai venti dal muro di pietre che lo circonda e coperto da reti ombreggianti.
Oltre alla zona umida vera e propria, nella parte alta è stata creato un laghetto dal quale l'acqua scorre in un ruscelletto parallelo ad uno dei sentieri principali.
Dove non ci sono palme si continuano ad aggiungere specie di ogni dimensione e provenienza, prediligendo chiaramente quelle di provenienza tropicale e subtropicale. Per esempio, questa della foto a sinistra, particolarmente vistosa, è una Calliandra houstoniana, Mimosacea caratteristica dell'America Centrale.

Tante altre informazioni e foto si trovano sul sito mutilingue del Palmetum, ma non vi aspettate l’italiano. Vi dovrete adattare a leggere in spagnolo, inglese, tedesco o russo ... o accontentarvi di guardare le immagini, comunque belle.

sabato 11 aprile 2015

Foto macro e identificazione specie

Nonostante il brusco (per fortuna temporaneo) abbassamento delle temperature, la fioritura primaverile procede al meglio, avvantaggiandosi anche dell’inverno piovoso e mai troppo freddo. Ne sto approfittando per andare ad effettuare brevi sortite mirate, visitando ogni volta un’area diversa e cercando di fotografare quante più specie in fiore possibile. Ne sto individuando anche di nuove (per me) che quindi non comparivano neanche nella vecchia versione di www.meditflora.com, quando gestivo io il sito. Infatti, avendo nuova macchina fotografica e obiettivo macro (come molti visitatori abituali sapranno o avranno notato), ora mi soffermo spesso a cercare specie meno appariscenti di quelle che quasi tutti notano e molti conoscono. Cerco anche di mostrare particolari difficilmente notabili a occhio nudo, sfruttando le possibilità di ingrandimento dell'immagine come nei casi delle due seguenti foto.
   
Per portare un altro esempio, nella foto in basso è evidente il margine del labello (molto ingrandito) di una Ophrys e se ne percepisce la vera forma. Osservatori poco attenti spesso pensano che sia pieno e non sottile e concavo (o convesso a seconda dal punto di vista).

Non avendo approfondito l’argomento in passato, ce ne sono molte a me sconosciute e spesso non riesco neanche a inquadrarle in una determinata famiglia. Per quanto possibile, e cercando di evitare di fornire nomi errati, alle foto che pubblico regolarmente su Google+ aggiungo i dati di cui sono abbastanza sicuro. Quindi troverete nomi seguiti da (?) o semplici indicazioni della famiglia o gruppo di appartenenza. Non essendo naturalista e tantomeno botanico e, checché se ne dica, neanche presuntuoso sarò estremamente grato agli esperti che vorranno segnalare errori o identificazioni che sono in grado di fare, sono altresì graditi suggerimenti o segnalazioni di esemplari simili in altre zone. Basterà inserire un commento alla foto in questione indicando tutte le informazioni opportune ed io (appena letto l’avviso che ricevo per ogni attività esterna sul mio account) provvederò ad aggiornare i dati di conseguenza.
Nel carniere fotografico di ieri c’è la violacciocca (Matthiola incana) che fra poco sfiorirà, un cespuglio di Lithodora rosmarinifolia, tante Fabaceae che non sono in grado di determinare (alcune minuscole), una Ophrys (orchidea), Muscari comosum (cipollaccio o lampascione) in varie fasi di fioritura, e altro.
Ho sempre sostenuto, e continuo a farlo essendo più che convinto, che avere almeno un’idea di ciò che ci circonda (piante, animali, luoghi, opere dell’uomo e via discorrendo) contribuisce a rendere una qualunque passeggiata molto più gratificante. 
Tutti gli album di foto macro sono elencati in questa pagina
http://www.giovis.com/macro.htm