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venerdì 7 novembre 2014

Gps o cartina? Meglio entrambi, ma non lasciate mai a casa la cartina.

Cercando notizie su un tipo particolare di gps mi sono imbattuto in un guida al loro uso elaborata da Mauro Vannini per l’UISP, Lega Montagna Toscana. scaricala qui
Chi mi conosce appena un po’ sa benissimo che non amo i gps anche se ne riconosco l’utilità in alcuni casi, ma certamente non è uno strumento che di punto in bianco fa diventare escursionisti professionisti, guide o esploratori …
Ho selezionato un paio di pagine del suddetto documento in quanto mi sembra che in modo chiaro e conciso metta in guardia, in particolare i nuovi utenti, sia sui limiti oggettivi dello strumento sia sugli errori da evitare.
In questa prima pagina che vi propongo è di estrema importanza il primo “dogma”: “Portate sempre carta e bussola, non fidatevi soltanto del gps”
Il secondo dovrebbe essere dato per scontato da chiunque abbia buonsenso, ma quelli che comprano scarponcini, zainetto e gps e si avventurano in aree ignote senza sapere niente degli ostacoli, distanze e dislivelli ne hanno mai sentito parlare? o non hanno né buonsenso, né prudenza, né assennatezza?
I due successivi sono limiti tecnici del sistema e quindi è bene esserne a conoscenza.

Nell'altra pagina (siamo già alla n.8 del manualetto) si punta l’attenzione sulla ricezione dei satelliti. Bisogna saper valutare quando e quanto è affidabile. Si deve sempre leggere il valore del margine di errore (cosa che molti trascurano) e tenere d'occhio il numero di satelliti collegati e la loro posizione. Quattro satelliti ben disposti forniscono dati più precisi di sei “tutti da un lato” come capita, per esempio, trovandosi ai piedi di un’alta falesia o addossati ad un muro.
Se ci si affida solo ed esclusivamente al gps si rischia … Ultimo esempio, molto recente, i due americani dispersi sull’Avvocata. Non avevano cartina e si sono giustificati dicendo che il segnale era debole.
Ripeto: specialmente sui Monti Lattari, con le tante falesie e stretti valloni, ci sono tanti tratti di sentiero lungo i quali il segnale diventa inaffidabile o addirittura si perde. Una volta salendo per il Passetiello e scendendo per l’Anginola il gps non ha mai perso il segnale, ma le due tracce (che avrebbero dovuto essere più o meno parallele) si accavallavano, cosa chiaramente illogica e impossibile. E ci sono "esperti" che maledicono il loro gps che non funziona nella parte più interna della zona A della Valle delle Ferriere!!! Per chi non la conoscesse si trova fra due alte pareti rocciose, in una profonda forra.
In conclusione, dovendo scegliere, suggerisco senz'altro di portare la cartina, della quale non si dovrebbe mai fare a meno. La bussola è utile esclusivamente se si sa come usarla (e non come Snoopy, vedi sotto), ma con un minimo di pratica può servire ed ha il vantaggio di non avere batterie e funzionare ovunque.
L’uso del gps è relativamente semplice e spesso “intuitivo” per le funzioni basilari. Può essere utile in combinazione con la cartina o per ripercorrere a ritroso uno stesso sentiero (nel caso non ve lo ricordiate).
Se avete un gps, o pensate di comprarvelo, vi suggerisco di leggere attentamente tutto il manualetto (imparziale e non del costruttore) nonché anche la prima parte che vi illuminerà in merito alle carte e reticoli. Giustamente Vannini inizia dalla cartografia e pooooi spiega come utilizzare il gps in combinazione ...