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lunedì 29 giugno 2015

Integrazione al post precedente

Poche ore dopo aver pubblicato il post Stupidità: un racconto morale e qualche aforisma, mi sono imbattuto nel chiarimento che Umberto Eco ha sentito la necessità di pubblicare in merito a frasi a lui attribuite in un articolo apparso online la settimana scorsa.
Vi invito quindi a leggere lo scritto di Umberto EcoUn appello alla stampa responsabile, piacevole e arguto come sempre, nel quale si torna a parlare di imbecilli e quindi di stupidità. Nell'articolo pubblicato su L'Espresso-Repubblica, oltre a chiarire la propria posizione in merito al rapporto web/imbecilli, ne fa un'attenta analisi e ipotizza delle possibili soluzioni. 

Stupidità: un racconto morale e qualche aforisma

Torno su questo argomento già trattato in più post (li trovate utilizzando il motore di ricerca interno) proponendo un breve racconto buddista sul tema. Come spesso accade in questi casi, la storia è volutamente esagerata per essere esemplificativa e, per rendere meglio l’idea e (si spera) farla rimanere più impressa nella mente, il concetto viene ribadito narrando due eventi diversi molto simili. Mi è sembrata divertente (nel suo genere) anche se limitata alla nota questione del “rimedio peggiore del male”.

Due ragazzi stupidi
C’era una volta un vecchio falegname calvo, con la testa talmente lucida da riflettere i raggi del sole ed abbagliare la gente. In un giorno assolato una famelica zanzara, attratta dalla testa del falegname, vi si posò e cominciò a pungere. L’uomo, impegnato a piallare un pezzo di legno, sentì la zanzara e cercò di cacciarla, ma il famelico insetto non voleva lasciare il pasto che sembrava così appetitoso. Così l’uomo chiamò suo figlio e gli chiese di liberarlo dall’ostinata scocciatrice. 
A differenza della testa splendente del padre, il figlio non era altrettanto brillante. Ma era lavoratore e obbediente e quindi rispose: “Non ti preoccupare, sii paziente, ucciderò quell’insetto con un solo colpo!”. Così prese un’ascia affilata, mirò con cura la zanzara e, senza pensarci due volte, la tagliò di netto in due! Sfortunatamente, dopo aver affettato la zanzara, l’ascia spaccò in due anche la testa calva e splendente del vecchio falegname.

In tutto questo, un consigliere del re si trovava a passare da lì e quelli che lo accompagnavano, avendo visto quanto accaduto, rimasero sconcertati di quanto si potesse essere stupidi. Il consigliere disse: “Non siate sorpresi dalla stupidità umana! Appena ieri, una donna stava pulendo il riso nel mortaio usando il pestello. Appena cominciò a sudare uno sciame di mosche cominciò a ronzare attorno alla sua testa. Tentò di allontanarle, ma le mosche non se ne andavano. Allora chiamò sua figlia e le chiese di cacciare i fastidiosi insetti. La ragazza, benché abbastanza sciocca, tentava sempre di accontentare sua madre. Così lasciò il suo mortaio, alzò il pestello e mirò con cura la mosca più grande e tenace. Senza pensarci oltre, schiacciò la mosca uccidendola! Ma ovviamente, lo stesso colpo che uccise la mosca pose anche fine alla vita della madre.”
Il consigliere concluse la storia dicendo: “Sapete come si dice: Con amici come questi, chi ha bisogno di nemici?
Morale: Un nemico saggio è meno pericoloso di un amico stupido.

Aggiungo questa mezza dozzina di aforismi che dovrebbero far riflettere (attività mai praticata a sufficienza):
  • “La stupidità è come il male, se si giudica dai risultati.” Margaret Atwood
  • “Il massimo dell’ignoranza è rigettare qualcosa che ancora non si conosce per niente.” Wayne Dyer
  • “Se pensate che la cultura costi troppo, provate l’ignoranza.” Derek Bok
  • “Essere coscienti della propria ignoranza è una grande passo verso la saggezza.” Benjamin Disraeli
  • “La cultura è la progressiva scoperta della propria ignoranza.” Will Durant
  • La stupidità è per sempre, all’ignoranza si può rimediare.” Don Wood

Concludo questo breve post riproponendo la mia massima preferita (anch’essa appartenente alla tradizione buddista) che ho scelto anche come mio motto nel profilo Google+:
Io brandisco una sola spada, la spada della Saggezza, e riconosco un solo nemico: l’Ignoranza.

In pratica, come suggerito anche in qualcuno dei succitati aforismi, si sottolinea il desiderio di conoscere nuovi stili di vita, teorie e idee, senza mai accontentarsi di quel poco che già si sa (o si pensa di sapere) in contrasto con il rifiuto di conoscere e confrontarsi, restando nel solito ambiente, facendo le stesse cose e seguendo passivamente masse e mode.

sabato 6 giugno 2015

Arroganza e scostumatezza indicatori di stupidità = autolesionismo

Ieri, passando per Napoli, mi sono reso conto di quanto non sia migliorata e quanto lontana sia dagli standard europei. Non sto qui ad elencare tutte le cose che non vanno e che dovrebbero essere migliorate in quanto molti lo sanno a gli altri lo possono immaginare. Voglio piuttosto sottolineare (pur essendo egualmente risaputo) che la gran parte delle colpe sono da attribuire ai cittadini, in particolare in quanto a rifiuti e traffico. Prendersela solo ed esclusivamente con politici, amministratori e forze dell’ordine è assolutamente inutile e talvolta ingiusto (anche se pure alcuni di loro non sono del tutto incolpevoli).
Propongo un paio di esempi molto diversi fra loro e riscontrabili, purtroppo, anche in varie zone considerate più “civili” e meno caotiche di Napoli, come quelle a vocazione turistica della Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana.
1) A margine delle strade (non solo quelle meno frequentate), nei rivoli e anche nelle aree verdi a tutti è capitato di vedere rifiuti abbandonati, anche ingombranti come lavatrici e poltrone. Si grida allo scandalo e ci si indigna, ma pochi evidenziano la demenza degli autori che non utilizzano il servizio di raccolta a domicilio per questo tipo di oggetti, oltretutto fornito gratuitamente dalla maggior parte dei Comuni.
Questi imbecilli caricano il “pezzo” (suppongo con una certa difficoltà a causa del peso e delle dimensioni) sul loro veicolo rischiando di danneggiarlo e lo vanno a scaricare, con ulteriore fatica, da qualche parte. Se considerate il rischio di essere beccati sul fatto con conseguente multa e denuncia, essere semplicemente visti da qualcuno di conosciuto (non ci fanno comunque una bella figura), rischio di danni alla macchina, ape o camioncino che sia, rischio ernia … invece di fare una semplice telefonata, la loro stupidità è lampante. Non da ultimo, visto che la rimozione di questi oggetti da luoghi non consoni costa molto di più del semplice ritiro a domicilio, ci ritroviamo tutti con una TARSU più alta.
2) Sosta inopportuna per “guadagnare tempo”. Quante volte ci si trova bloccati nel traffico a causa di un bus o un camion che non poteva percorrere una curva a causa di un’auto fuori posto? Nella maggior parte dei casi l’incivile ha lasciato lì il suo veicolo per percorrere qualche decina di metri in meno “risparmiando”, forse, una trentina di secondi. Anche ammettendo che ripeta l’operazione una decina di volte con successo (quindi senza essere multato o mazziato), la prima volta che è lui a trovarsi imbottigliato perderà tutti i secondi guadagnati e anche di più.
A proposito del “Tempo”, Eduardo De Filippo in Questi fantasmi scriveva:
Raffaele: Perché se guadagni del tempo cosa te ne fai? lo mangi il tempo? e se perdi del tempo sei ridotto sul lastrico?
Inoltre, fa molto innervosire il fatto che spesso a soli 5 o 10 metri c’è posto per fermarsi regolarmente senza intralciare in alcun modo il traffico e quindi scompare anche l’ultima possibile giustificazione (“solo lì era possibile”). Molta gente, se potesse, vorrebbe arrivare in macchina o motorino fin dentro i negozi, salire le scale della scuola per non far stancare il figlioletto (probabilmente sovrappeso proprio per questo rifiuto all’attività motoria, anche la più naturale) e si potrebbe continuare con mille esempi.

Questi incivili, arroganti e scostumati (di conseguenza autolesionisti, vedi immagine a lato), se avessero un po’ di sale in zucca agirebbero in modo un po’ più rispettoso dei diritti ed esigenze degli altri ricavandone vantaggi anche per sé stessi. 
Non facendolo restano nel quadrante degli stupidi che si danneggiano da soli oltre a creare non pochi problemi agli altri.
Per raddrizzare la barca e non andare alla deriva ognuno dovrebbe metterci un minimo di buona volontà, che costa molto poco, quasi niente.
Vedi il post introduttivo all’argomento stupidità (9/10/13) e gli altri successivi (cerca “stupidità” con il motore di ricerca interno al blog)

sabato 3 gennaio 2015

Ancora sulla stupidità umana ... armi alla portata di minori

Negli ultimi giorni un paio di tragici avvenimenti inusuali (ma non tanto, purtroppo) hanno attirato la mia attenzione:
* bambino di 2 anni uccide la madre sparandole alla testa
* undicenne si spara alla tempia con la pistola del padre
Le considerazioni che seguono si basano ovviamente su quanto riportato dai media e quindi potrebbero essere errate se i fatti non fossero esattamente quelli narrati. Non voglio certo discutere in questa sede il diritto, la necessità o il piacere di possedere ed usare armi da fuoco, mi interessa piuttosto parlare, come anticipato nel titolo, della stupidità umana in una delle sue espressioni peggiori. Certamente i genitori dei due piccoli “pistoleri”, l’americano veramente giovanissimo, amavano i propri figli e non avrebbero mai voluto danneggiarli in alcun modo eppure sono stati la causa dei due incidenti. 

Per chi non avesse letto le notizie riassumo brevemente i fatti, almeno da come li ho appresi dai giornali online.
Nel primo caso una giovane madre, ricercatrice “nucleare”, esperta e appassionata di armi, amante della caccia e frequentatrice abituale dei poligoni di tiro, ha avuto la brillante idea di “inaugurare” il dono appena ricevuta dal marito per Natale: una speciale borsa con tasca separata per una pistola, chiusa da una zip. Quindi con il figlio di 2 anni e tre nipoti è andata a fare compere. Qui la storia è un po' confusa in quanto le versioni non sono tutte concordanti e io (da scettico quale sono) nutro seri dubbi sulla veridicità di quella più comunemente proposta. Il bambino si sarebbe impossessato della borsa (lasciata incautamente incustodita), avrebbe aperto borsa e zip, avrebbe impugnato la pistola (chiaramente senza sicura e con il “colpo in canna”) e avrebbe centrato la testa della madre al primo colpo!
Dalla mia minima esperienza a proposito di armi, mi risulta difficile immaginare come una mano così piccola, presumo che lo fosse, abbia potuto impugnare la pistola e premere il grilletto (di solito non morbidissimo). Comunque sia, la madre (ir)responsabile è quella che ha avuto la peggio e pertanto non dispiace più di tanto, o almeno c’è la consolazione che a causa della sua scarsissima cautela non sia stato un sventurato qualunque a farne le spese. 
In America la diatriba in merito al possesso delle armi e alla possibilità di portarle con sé anche in luoghi pubblici è accanita e senza fine, specialmente negli stati del midwest e del west. C’entrano ovviamente la politica e le potentissime lobby dei produttori e rivenditori di armi, munizioni e accessori. In uno degli articoli ho letto che da poco era stata approvata una legge che consentiva di portare armi anche all’interno delle scuole e dei college, nonostante 7 presidi su 8 si fossero dichiarati nettamente contrari …
In Italia, invece, una ragazzina di 11 anni si è “suicidata” con la pistola di ordinanza del padre, poliziotto. Anche in questo caso ci sono versioni contrastanti, c’è chi riporta uno sparo e chi due, e in questo secondo  caso il “giornalista” ipotizza che, spaventata dal primo improvviso e non voluto sparo, abbia fatto fuoco una seconda volta colpendosi alla tempia! (vi sembra plausibile?) Penso che chiunque, e in particolare una ragazza giovane ma non giovanissima, per giunta figlia di un poliziotto (e quindi abituata a veder maneggiare una pistola), avrebbe lasciato cadere la pistola a terra o l’avrebbe addirittura gettata lontano, ma non si sarebbe mai portato la canna alla tempia.
Comunque siano andate le cose, e a prescindere dalle fantasie dei “giornalisti”, il fatto inconfutabile è che in entrambe i casi chi avrebbe dovuto avere in custodia l’arma l’ha lasciata incautamente alla portata di minori. E ciò che è peggio è che si trattava di due “professionisti” delle armi che quindi dovevano ben conoscere le possibili conseguenze della loro irresponsabilità. La stessa legge (almeno quella italiana) che permette di poter tenere un’arma in casa stabilisce anche che "… non deve essere data a chi potrebbe abusarne, a chi è incapace anche di maneggiarla (bambini, malati ecc.), quando riposta non deve essere facilmente raggiungibile da persone incapaci di maneggiarla o estranei alla vita domestica nonché bambini. … il padre di famiglia con figli dovrà provvedere al che i bambini non si possano impossessare di armi o munizioni
Quante volte si legge di pistole che sparano da sole, colpi partiti inavvertitamente mentre si puliva un’arma, pistole puntate per scherzo (idiota) ma che sparano veramente, e storie simili?Vi ricordo ancora una volta la Terza Legge Fondamentale della Stupidità Umana, così come enunciata nel breve trattato di C. M. Cipolla:
Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita.
Non fermandosi alle morti dei singoli, pensate anche agli indubitabili danni collaterali e conseguenti per tutta la famiglia delle vittime. Sfido chiunque a trovare qualcuno che abbia avuto vantaggio a seguito di queste tragedie ... e nessuno può dire che "si è trattato solo di pura sfortuna".

domenica 21 dicembre 2014

Qual è il vantaggio? E lo scopo?

Io non riesco a vedere né l'uno, né l'altro ... di conseguenza, a meno che qualcuno mi illumini, quello che vi vado a esporre è un ottimo esempio di stupidità umana (un annetto fa pubblicai vari posti sull'argomento).
Ecco i fatti: il Bus Terminal di Krabi (Thailandia), ordinato, pulito, arioso e ben organizzato, fra i suoi servizi annovera anche un molto gradito wifi gratuito. Passando dall'ingresso all'area biglietteria, seguita dagli stalli per gli autobus, si passa un breve e largo corridoio nel quale è affisso questo semplice avviso stampato su un foglio A4.
(FREE WIFI - CHIEDERE LA PASSWORD ALL'INGRESSO)

Letteralmente sarebbe "al casello" in quanto all'esterno del grosso edificio, staccata da esso, c'è una cabina con un solerte addetto che esige un "pedaggio" di pochi Bath. 
Quindi il viaggiatore che vuole navigare con il suo cellulare, tablet o smartphone esce di nuovo dal Terminal per andare a farsi dare la password immaginando che pur essendo gratuita, ci si debba registrare o almeno fornire la propria nazionalità, giusto per la statistica. Si rivolge al "casellante" che, un poco infastidito (strano per i sempre sorridenti e gentilissi thailandesi, ma comprensibile) Indica dei piccoli ritagli di carta con su stampata la password ...

Qual è l'utilità di far andare avanti e indietro i viaggiatori, ancora peggio quando piove, senza alcuna necessità, dando oltretutto fastidio al casellante?
Se qualcuno non ricordasse la definizione degli stupidi, la ripeto:
Sono stupidi quelli che danneggiano altri senza trarre nessun vantaggio per sé stessi.
Non sarebbe più semplice ed economico sostituire l'avviso all'interno del terminal con la password o addirittura rendere il wifi libero senza alcuna password?
Può essere che ci siano motivi reconditi che giustifichino tutto ciò e che non riesco a cogliere. Sarò grato a chi me li volesse segnalare.
I thailandesi hanno molte idee e modi di fare brillanti, ma a volte, come in questo caso, si "perdono in un bicchiere d'acqua".

mercoledì 15 gennaio 2014

Stupidità: non è mai colpa nostra! ... e infine escursionismo

Il “partito” di quelli che accampano scuse scelte fra le più improponibili, si lamentano di mancati avvisi di pericolo, dicono che alcune cose sono “difficili” (ma non pensano mai di essere incapaci) e via discorrendo è in aumento costante. 
Comincio dall'ultimo gruppo. Leggendo i commenti in merito a un B&B dove ho appena pernottato a Roma, nei pressi della stazione Tiburtina, ne avevo trovato uno di un cliente che sosteneva che era molto difficile da trovare, un altro diceva che aveva avuto difficoltà ad attraversare la strada perché non trovava il sottopassaggio e infine uno raccomandava di scendere alla stazione giusta altrimenti invece dei 200m (dichiarati nel sito e reali) si sarebbe camminato per km come aveva fatto lui.
Ma sono geni o buontemponi? Non volendo approfondire il terzo caso (chiunque abbia un minimo di buon senso si rende conto che, scendendo ad una stazione sbagliata, poi deve percorrere chilometri per giungere a destinazione …) vi dirò della situazione reale. Premesso che a chi prenota viene fornito indirizzo (una strada principale) e cartina (chiara), come ci si può perdere dovendo percorrere appena 200m, lungo una strada principale, parallela ai binari (a vista, quindi con palazzi solo da un lato), con tutti i civici chiaramente segnati? Non bisogna essere degli scienziati per capire che si deve attraversare la strada all’uscita della stazione (strisce e semafori, nessun sottopassaggio) e poi camminare sul marciapiede controllando i numeri civici dei palazzi (decrescenti, forse questa era la difficoltà) fino a trovare il B&B, effettivamente a 200m dalla stazione.
Ma neanche i tragici incidenti fermano i folli “commentatori”. Qualche giorno fa, a proposito della morte dello studente a Lecce ho letto, specialmente fra i primi pubblicati, commenti oserei dire improponibili, come:
"Una scuola deve essere sicura in tutto e per tutto! Punto e basta. Senza "se" e senza "ma"."
Per fortuna poi quelli con più buon senso hanno preso il sopravvento con altri commenti forse anche cinici, ma più realistici, come:
"Ma avete visto che intorno al lucernario c'è una ringhiera così alta che ha dovuto prendere una sedia per scavalcarla ? Diciamo una protezione del genere non sta li per nulla. Se a 17 anni non capisci queste cose allora caro mio questa è selezione naturale."
Clicca qui per leggere i commenti sul Corriere 
Dagli Stati Uniti ci arrivano sempre tante “novità”, ma anche tante nuove cattive tendenze, come quella di scaricare sempre la colpa su altri. Vi ricordate della causa intentata da uno che si era versato un caffè bollente addosso e chiedeva un cospicuo risarcimento sostenendo che doveva essere avvisato che versandoselo addosso si sarebbe ustionato? E di quell'altro che fece causa a McDonald’s perché non avvisava che mangiando 5 BigMac al giorno (come aveva fatto lui per vari anni) si rischiava l’obesità? Era arrivato a oltre 200kg ... ma a 150kg non gli poteva venire già qualche sospetto in merito alla bontà della sua dieta?
Visto che negli USA tutti fanno causa a tutti, per qualsiasi motivo, per quanto folle sia, tutte le compagnie si sono viste costrette a mettere in guardia gli utenti dai possibili danni derivanti da utilizzo improprio dei  propri prodotti, attrezzature, strutture, apparecchiature e via discorrendo.
Alcuni di questo tipo di warnings sono stati raccolti in un libretto dal significativo titolo “Remove child before folding” (togliere il bambino prima di ripiegarlo, chiaramente riferito al passeggino) nella quale si trovano delle “perle” come: non stirare abiti mentre li si indossa, non chiudersi a lungo nel frigorifero, … e chi conosce l’inglese ne può trovare altre elencate in questa pagina
E per quanto riguarda l’escursionismo, i sentieri e le montagne spero che non ci ridurremo a dover vedere reti di protezione, balaustre e passamano dovunque. Oltretutto saranno perfettamente inutili perché l’irresponsabile di turno lo si trova comunque con o senza dissuasori. Limitiamoci a pochi e mirati aiuti alla sicurezza come le catene sul sentiero dell’Anginola fra Capri e Anacapri.

giovedì 9 gennaio 2014

Stupidità: religioni e tanto altro ... dove andremo a finire?

Sono solito sfogliare vari giornali on line e, quando ho tempo, mi diletto leggendo articoli “insoliti” già apparsi in altri paesi e, se per un qualsiasi motivo l’argomento mi incuriosisce, comincio a passare da un sito all'altro per saperne di più.  
Pensando che a molti possa essere sfuggito, a chi ha tempo da perdere (ma siete sicuri che sia tempo perso?) segnalo un articolo pubblicato ieri sul Corriere e stranamente già scomparso: Con lo scolapasta in testa: così giura il primo politico pastafariano. 
Chi ha dimestichezza con l’inglese può godersi anche l’originale sul Dunkirk Observer, più dettagliato e quindi ancor più divertente.
Chiaramente, data la sua bizzarria, ho voluto approfondire l’argomento e ho aperto il sito ufficiale dei Pastafariani, non i Rastafariani di Bob Marley, del reggae e della marijuana, ma proprio i Pastafariani della Church of the Flying Spaghetti Monster (FSM, tradotto come Prodigioso - o Mostruoso - Spaghetto Volante, il cui Libro Sacro è stato tradotto anche in italiano e pubblicato dalla Mondadori).
La pagina di wikipedia.it fornisce alcune informazioni, ma del tutto insufficienti a comprendere il fenomeno sociale e l’essenza del messaggio che va al di là delle religioni, delle libertà di culto e della comunicazione. Molti suggeriscono che The Flying Spaghetti Monster sia l’evoluzione della ben più seria metafora della Teiera di Russel (Bertrand Russel, 1872–1970, filosofo, logico, matematico e saggista gallese, autorevole esponente del movimento pacifista e divulgatore della filosofia).
Sulla pagina wikipedia in inglese (molto più dettagliata) si legge che vari Pastafariani in Austria, Rep. Ceca e Stati Uniti hanno ottenuto di poter avere la loro foto su documenti ufficiali con il colapasta in testa in quanto considerato copricapo religioso. 
L’ironica teoria FSM si basa su rigorosi procedimenti logici prossimi alla demenzialità e mina alla base evoluzionismo, scienza, creazionismo e religioni in genere. Eppure, questa evidente provocazione non ha impedito a numerosi “veri geni” di inviare non semplici brevi testi di minacce o insulti, ma lunghe discettazioni tentando di discutere “logicamente” con uno che è molto più bravo di loro in materia e probabilmente è capace di dimostrare tutto e il contrario di tutto e non per proprio tornaconto, ma giusto per puro gusto dialettico. Agli anglofoni suggerisco di leggere le hate-mail (messaggi di odio, insulti,  minacce, …) nel sito ufficiale dei Pastafariani www.venganza.org,  (venganza in spagnolo significa vendetta). 
La maggior parte di essi sono veramente deliranti e ricevono puntuali geniali risposte.
Addirittura il Consiglio Europeo si è occupato del Pastafarianesimo già nel 2007 definendolo "a parody on religion” e conclude il paragrafo affermando “Full of irony, this pseudo-religion is setting a trend and the cult is spreading” nel documento The dangers of creationism in education (vedi par.52)  «Council of Europe Parliamentary Assembly»
Ma secondo voi dovremmo essere più preoccupati di una possibile grande diffusione del Pastafarianesimo o di quello di cui sono senz'altro capaci i fondamentalisti di qualunque credo che perdono il loro tempo a insultare o a tentare di riportare alla “ragione”(?) il profeta Bobby Henderson, trentenne laureato in fisica, probabile genio della comunicazione che sostiene idee che rasentano assurdo?
Meditate gente, meditate, ma con il colapasta in testa … favorisce la concentrazione

mercoledì 16 ottobre 2013

Stupidità (3): il piano cartesiano di C. M. Cipolla

Ed eccoci alla rappresentazione grafica del concetto fondamentale della teoria del Cipolla, la valutazione e posizionamento sul piano cartesiano delle qualità e conseguenze delle nostre e delle altrui azioni. 
Per questo post mi limito a presentarvelo, in modo che possiate familiarizzare con esso, e sono certo che anche quelli che non sono proprio amanti della matematica in senso lato (quindi anche geometria, logica, ecc.) potranno apprezzarlo, studiarlo e cominciare a provare ad inserire qualche "punto/azione" analizzando una propria azione o anche una qualunque notizia riportata dai giornali.
Faccio notare che il Cipolla non valuta danni e benefici delle azioni in percentuali (quindi con valori da 0 a + e - 100) ma ne parla in termini più assoluti e, in particolare in merito alla stupidità, suggerisce che sia infinita. 
Se avete avuto la pazienza di leggere gli aforismi raccolti nel primo post sulla Stupidità avrete notato che molti sono d'accordo con lui. Io, pur essendo della medesima opinione, ho scelto di limitare il piano al valore di 100 su ciascun asse per facilità di rappresentazione.
Nei prossimi post approfondirò lo studio di questo diagramma entrando anche nel merito delle varie categorie e delle loro ulteriori suddivisioni. 

sabato 12 ottobre 2013

Stupidità (2) Le Leggi Fondamentali di C. M. Cipolla

In rete ci sono ormai tante versioni, in varie lingue, del famoso libello già citato nel precedente post. Non è del tutto chiaro quale sia il testo originale né se la versione italiana sia fedele all'originale e scritta dallo stesso Cipolla o qualcun altro abbia tradotto la versione inglese del 1976, ma questo è un problema molto secondario visto che sono tutte abbastanza simili.
Per un certo periodo il titolare dei diritti d’autore intimò a chiunque pubblicava il breve testo in internet di rimuoverlo immediatamente, pena un’azione legale. Quindi molti lo cancellarono (me compreso, anche se mi sembrava una richiesta “stupida” visto che era già di dominio pubblico e che è impossibile controllare la rete …) altri hanno lasciato link a pagine a quel punto diventate “pirata”, altri ancora hanno fatto sunti più o meno esaurienti o hanno liberamente tradotto il testo contribuendo alla confusione.
Visto che la stupidità umana è uno dei miei argomenti preferiti, in particolar modo affrontato così come fece il Cipolla, rendendolo un divertissement, trattandolo con grande ironia ed eleganza pur dicendo verità incontestabili ben evidenti agli arguti osservatori delle azioni umane, ho pensato di “condividere” la sua teoria postando e commentando le cinque leggi, ma non nell'ordine originale.
Comincio con la terza, già anticipata, in quanto è la più importante dato che stabilisce come attribuire ad ogni azione due diversi valori numerici, associandola quindi ad un preciso punto di un piano cartesiano. 
Nessuno si faccia spaventare da questo approccio matematico, è tutto molto semplice e lineare.
Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita.
Questa legge (detta anche aurea) pur essendo alla base di tutte le successive considerazioni è, secondo me, anche il suo limite almeno per come è esposta ed in particolare se la si prende in termini assoluti.
Non è stabilito chiaramente se per guadagnarsi il titolo di “stupido” basti una singola azione, ne siano necessarie alcune o la totalità, né sono precisi i criteri di valutazione dei danni e dei vantaggi
Tuttavia, visto che nessuno può sostenere di aver mai fatto stupidaggini così come chiunque è a conoscenza di azioni o idee brillanti realizzate da persone comunemente giudicate stupide, per un giudizio complessivo è logico considerare il quadrante del piano cartesiano nel quale ricadono la maggior parte dei punti/azioni.
I quattro quadranti rappresentano le categorie principali (stupido, intelligente, bandito o sprovveduto), ma con tante differenze e sfumature che saranno oggetto dei prossimi post sul tema.

mercoledì 9 ottobre 2013

Stupidità (1)

Per introdurre questa avvincente materia, voglio iniziare con un paio di aforismi di Albert Einstein:
  • La differenza fra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti.
  • Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima.
Prima che qualche "genio" posti commenti fuori luogo, ci tengo a precisare che questa mia trattazione (seguiranno parecchi altri post sullo stesso tema) è puramente accademica, non fa riferimento ad alcuno dei precedenti post, o ai relativi commenti, o a persone e eventi particolari. 
Prendetela, se volete, come esercizio mentale, stimolo a valutare le proprie azioni e incoraggiamento per tentare di evitare “danni” causati dall'altrui stupidità (per quanto possibile, essendo impossibile). 
E come “riscaldamento” cominciate a meditare su questi altri aforismi:
  • I due elementi più comuni nell'universo sono l’idrogeno e la stupidità. Ma non in quest'ordine. (Harlan Ellison)
  • Non si può discutere con la stupidità. (Jermaine Jackson
  • Non possiamo mai comprendere la stupidità finché non la sperimentiamo su di noi. (Paul Gauguin)
  • L’oziosità è la stupidità del corpo, e la stupidità l’oziosità della mente. (Johann G. Seume
  • La stupidità accompagna sempre il male. O il male la stupidità.  (Louise Bogan)
  • La stupidità è infinitamente più affascinante dell’intelligenza. Questa ha i suoi limiti mentre la stupidità non ne ha. (Claude Chabrol)
  • Agli stupidi non capita mai di pensare che il merito e la buona sorte sono strettamente correlati. (Johann Wolfgang von Goethe)
  • La stupidità ha fatto progressi enormi. ... Grazie ai mezzi di comunicazione, non è più nemmeno la stessa, si nutre di altri miti, si vende moltissimo, ha ridicolizzato il buon senso, spande il terrore intorno a sé. (Ennio Flaiano)
  • Gli stupidi sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedire loro di nuocere (Legge di Murphy)

Nei prossimi post mi diletterò a discettare soprattutto in merito alle Leggi fondamentali della stupidità umana di Carlo Cipolla (1922-2000, spesso citato come Carlo M. Cipolla), storico specializzato in storia economica che ha insegnato in Italia e negli Stati Uniti.
Cipolla si divertì ad "approfondire" il tema della stupidità elaborando la sua famosa teoria enunciata nel libello The Basic Laws of Human Stupidity, stampato nel 1976 come regalo di Natale per gli amici e poi pubblicato in italiano nel 1988 come Allegro ma non troppo e tradotto in almeno 13 lingue.
Vi anticipo la sua terza legge (aurea) nella quale definisce lo stupido:
Una persona è stupida se causa un danno a un'altra persona o ad un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno.