Poche ore dopo aver pubblicato il post Stupidità: un racconto morale e qualche aforisma, mi sono imbattuto nel chiarimento che Umberto Eco ha sentito la necessità di pubblicare in merito a frasi a lui attribuite in un articolo apparso online la settimana scorsa.
Vi invito quindi a leggere lo scritto di Umberto Eco, Un appello alla stampa responsabile, piacevole e arguto come sempre, nel quale si torna a parlare di imbecilli e quindi di stupidità. Nell'articolo pubblicato su L'Espresso-Repubblica, oltre a chiarire la propria posizione in merito al rapporto web/imbecilli, ne fa un'attenta analisi e ipotizza delle possibili soluzioni.
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lunedì 29 giugno 2015
Stupidità: un racconto morale e qualche aforisma
Torno
su questo argomento già trattato in più post (li trovate utilizzando il motore
di ricerca interno) proponendo un breve racconto buddista sul tema. Come spesso
accade in questi casi, la storia è volutamente esagerata per essere esemplificativa
e, per rendere meglio l’idea e (si spera) farla rimanere più impressa nella
mente, il concetto viene ribadito narrando due eventi diversi molto simili. Mi
è sembrata divertente (nel suo genere) anche se limitata alla nota questione del “rimedio
peggiore del male”.
Due
ragazzi stupidi
C’era
una volta un vecchio falegname calvo, con la testa talmente lucida da
riflettere i raggi del sole ed abbagliare la gente. In un giorno assolato una
famelica zanzara, attratta dalla testa del falegname, vi si posò e cominciò a
pungere. L’uomo, impegnato a piallare un pezzo di legno, sentì la zanzara e
cercò di cacciarla, ma il famelico insetto non voleva lasciare il pasto che
sembrava così appetitoso. Così l’uomo chiamò suo figlio e gli chiese di
liberarlo dall’ostinata scocciatrice.
A differenza della testa splendente del
padre, il figlio non era altrettanto brillante. Ma era lavoratore e obbediente e
quindi rispose: “Non ti preoccupare, sii paziente, ucciderò quell’insetto con
un solo colpo!”. Così prese un’ascia affilata, mirò con cura la zanzara e,
senza pensarci due volte, la tagliò di netto in due! Sfortunatamente, dopo aver
affettato la zanzara, l’ascia spaccò in due anche la testa calva e splendente
del vecchio falegname.
In
tutto questo, un consigliere del re si trovava a passare da lì e quelli che lo
accompagnavano, avendo visto quanto accaduto, rimasero sconcertati di quanto si
potesse essere stupidi. Il consigliere disse: “Non siate sorpresi dalla
stupidità umana! Appena ieri, una donna stava pulendo il riso nel mortaio
usando il pestello. Appena cominciò a sudare uno sciame di mosche cominciò a
ronzare attorno alla sua testa. Tentò di allontanarle, ma le mosche non se ne
andavano. Allora chiamò sua figlia e le chiese di cacciare i fastidiosi insetti.
La ragazza, benché abbastanza sciocca, tentava sempre di accontentare sua
madre. Così lasciò il suo mortaio, alzò il pestello e mirò con cura la mosca
più grande e tenace. Senza pensarci oltre, schiacciò la mosca uccidendola! Ma
ovviamente, lo stesso colpo che uccise la mosca pose anche fine alla vita della
madre.”
Il
consigliere concluse la storia dicendo: “Sapete come si dice: Con amici come
questi, chi ha bisogno di nemici?”
Morale:
Un nemico saggio è meno pericoloso di un amico
stupido.
Aggiungo
questa mezza dozzina di aforismi che dovrebbero far riflettere (attività mai praticata
a sufficienza):
- “La stupidità è come il male, se si giudica dai risultati.” Margaret Atwood
- “Il massimo dell’ignoranza è rigettare qualcosa che ancora non si conosce per niente.” Wayne Dyer
- “Se pensate che la cultura costi troppo, provate l’ignoranza.” Derek Bok
- “Essere coscienti della propria ignoranza è una grande passo verso la saggezza.” Benjamin Disraeli
- “La cultura è la progressiva scoperta della propria ignoranza.” Will Durant
- “La stupidità è per sempre, all’ignoranza si può rimediare.” Don Wood
Concludo questo breve post riproponendo la
mia massima preferita (anch’essa appartenente alla tradizione buddista) che ho
scelto anche come mio motto nel profilo Google+:
Io brandisco una sola spada, la spada della Saggezza, e riconosco un solo nemico: l’Ignoranza.
In pratica, come suggerito anche in
qualcuno dei succitati aforismi, si sottolinea il desiderio di conoscere nuovi
stili di vita, teorie e idee, senza mai accontentarsi di quel poco che già si
sa (o si pensa di sapere) in contrasto con il rifiuto di conoscere e
confrontarsi, restando nel solito ambiente, facendo le stesse cose e seguendo
passivamente masse e mode.
sabato 6 giugno 2015
Arroganza e scostumatezza indicatori di stupidità = autolesionismo
Ieri,
passando per Napoli, mi sono reso conto di quanto non sia migliorata e quanto
lontana sia dagli standard europei. Non sto qui ad elencare tutte le cose che
non vanno e che dovrebbero essere migliorate in quanto molti lo sanno a gli altri
lo possono immaginare. Voglio piuttosto sottolineare (pur essendo egualmente
risaputo) che la gran parte delle colpe sono da attribuire ai cittadini, in
particolare in quanto a rifiuti e traffico. Prendersela solo ed esclusivamente con politici,
amministratori e forze dell’ordine è assolutamente inutile e talvolta ingiusto (anche se pure alcuni di loro non sono del tutto incolpevoli).
Propongo
un paio di esempi molto diversi fra loro e riscontrabili, purtroppo, anche in
varie zone considerate più “civili” e meno caotiche di Napoli, come quelle a
vocazione turistica della Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana.
1)
A margine delle strade (non solo quelle meno frequentate), nei rivoli e anche
nelle aree verdi a tutti è capitato di vedere rifiuti abbandonati, anche
ingombranti come lavatrici e poltrone. Si grida allo scandalo e ci si indigna, ma
pochi evidenziano la demenza degli autori che non utilizzano il servizio di
raccolta a domicilio per questo tipo di oggetti, oltretutto fornito
gratuitamente dalla maggior parte dei Comuni.
Questi
imbecilli caricano il “pezzo” (suppongo con una certa difficoltà a causa del
peso e delle dimensioni) sul loro veicolo rischiando di danneggiarlo e lo vanno
a scaricare, con ulteriore fatica, da qualche parte. Se considerate il rischio di
essere beccati sul fatto con conseguente multa e denuncia, essere semplicemente
visti da qualcuno di conosciuto (non ci fanno comunque una bella figura), rischio
di danni alla macchina, ape o camioncino che sia, rischio ernia … invece di
fare una semplice telefonata, la loro stupidità è lampante. Non da ultimo,
visto che la rimozione di questi oggetti da luoghi non consoni costa molto di
più del semplice ritiro a domicilio, ci ritroviamo tutti con una TARSU più
alta.
2)
Sosta inopportuna per “guadagnare tempo”. Quante volte ci si trova bloccati nel
traffico a causa di un bus o un camion che non poteva percorrere una curva a
causa di un’auto fuori posto? Nella maggior parte dei casi l’incivile ha
lasciato lì il suo veicolo per percorrere qualche decina di metri in meno “risparmiando”,
forse, una trentina di secondi. Anche ammettendo che ripeta l’operazione una
decina di volte con successo (quindi senza essere multato o mazziato), la prima
volta che è lui a trovarsi imbottigliato perderà tutti i secondi guadagnati e anche
di più.
A
proposito del “Tempo”, Eduardo De Filippo in Questi fantasmi scriveva:
Raffaele: Perché se guadagni del tempo cosa te ne fai? lo mangi il tempo? e se perdi del tempo sei ridotto sul lastrico?
Inoltre,
fa molto innervosire il fatto che spesso a soli 5 o 10 metri c’è posto per
fermarsi regolarmente senza intralciare in alcun modo il traffico e quindi
scompare anche l’ultima possibile giustificazione (“solo lì era possibile”).
Molta gente, se potesse, vorrebbe arrivare in macchina o motorino fin dentro i negozi,
salire le scale della scuola per non far stancare il figlioletto (probabilmente
sovrappeso proprio per questo rifiuto all’attività motoria, anche la più
naturale) e si potrebbe continuare con mille esempi.
Questi
incivili, arroganti e scostumati (di conseguenza autolesionisti, vedi immagine a lato), se avessero un po’ di sale in zucca agirebbero
in modo un po’ più rispettoso dei diritti ed esigenze degli altri ricavandone
vantaggi anche per sé stessi.
Non facendolo restano nel quadrante degli stupidi
che si danneggiano da soli oltre a creare non pochi problemi agli altri.
Per raddrizzare la barca e non andare alla deriva ognuno dovrebbe metterci un minimo di buona volontà, che costa molto poco, quasi niente.
Vedi
il post introduttivo all’argomento stupidità (9/10/13) e gli altri successivi
(cerca “stupidità” con il motore di ricerca interno al blog)
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sabato 3 gennaio 2015
Ancora sulla stupidità umana ... armi alla portata di minori
Negli ultimi giorni un paio di tragici avvenimenti inusuali (ma non tanto,
purtroppo) hanno attirato la mia attenzione:
* bambino di 2 anni uccide la madre
sparandole alla testa
* undicenne si spara alla tempia
con la pistola del padre
Le considerazioni che seguono si
basano ovviamente su quanto riportato dai media e quindi potrebbero essere
errate se i fatti non fossero esattamente quelli narrati. Non voglio certo discutere in
questa sede il diritto, la necessità o il piacere di possedere ed usare armi da fuoco, mi
interessa piuttosto parlare, come anticipato nel titolo, della stupidità umana
in una delle sue espressioni peggiori. Certamente i genitori dei due piccoli “pistoleri”,
l’americano veramente giovanissimo, amavano i propri figli e non avrebbero mai
voluto danneggiarli in alcun modo eppure sono stati la causa dei due incidenti.
Per chi non avesse letto le notizie riassumo brevemente i fatti, almeno da come
li ho appresi dai giornali online.
Nel primo caso una giovane madre,
ricercatrice “nucleare”, esperta e appassionata di armi, amante della caccia e
frequentatrice abituale dei poligoni di tiro, ha avuto la brillante idea di
“inaugurare” il dono appena ricevuta dal marito per Natale: una speciale borsa
con tasca separata per una pistola, chiusa da una zip. Quindi con il figlio di
2 anni e tre nipoti è andata a fare compere. Qui la storia è un po' confusa in
quanto le versioni non sono tutte concordanti e io (da scettico quale sono)
nutro seri dubbi sulla veridicità di quella più comunemente proposta. Il
bambino si sarebbe impossessato della borsa (lasciata incautamente
incustodita), avrebbe aperto borsa e zip, avrebbe impugnato la pistola
(chiaramente senza sicura e con il “colpo in canna”) e avrebbe centrato la
testa della madre al primo colpo!
Dalla mia minima esperienza a
proposito di armi, mi risulta difficile immaginare come una mano così piccola,
presumo che lo fosse, abbia potuto impugnare la pistola e premere il grilletto
(di solito non morbidissimo). Comunque sia, la madre (ir)responsabile è quella
che ha avuto la peggio e pertanto non dispiace più di tanto, o almeno c’è la
consolazione che a causa della sua scarsissima cautela non sia stato un
sventurato qualunque a farne le spese.
In America la diatriba in merito al
possesso delle armi e alla possibilità di portarle con sé anche in luoghi
pubblici è accanita e senza fine, specialmente negli stati del midwest e del
west. C’entrano ovviamente la politica e le potentissime lobby dei produttori e
rivenditori di armi, munizioni e accessori. In uno degli articoli ho letto che
da poco era stata approvata una legge che consentiva di portare armi anche
all’interno delle scuole e dei college, nonostante 7 presidi su 8 si fossero
dichiarati nettamente contrari …
In Italia, invece, una ragazzina
di 11 anni si è “suicidata” con la pistola di ordinanza del padre, poliziotto.
Anche in questo caso ci sono versioni contrastanti, c’è chi riporta uno sparo e
chi due, e in questo secondo caso il
“giornalista” ipotizza che, spaventata dal primo improvviso e non voluto sparo,
abbia fatto fuoco una seconda volta colpendosi alla tempia! (vi sembra
plausibile?) Penso che chiunque, e in particolare una ragazza giovane ma non
giovanissima, per giunta figlia di un poliziotto (e quindi abituata a veder
maneggiare una pistola), avrebbe lasciato cadere la pistola a terra o l’avrebbe
addirittura gettata lontano, ma non si sarebbe mai portato la canna alla
tempia.
Comunque siano andate le cose, e a
prescindere dalle fantasie dei “giornalisti”, il fatto inconfutabile è che in
entrambe i casi chi avrebbe dovuto avere in custodia l’arma l’ha lasciata
incautamente alla portata di minori. E ciò che è peggio è che si trattava di
due “professionisti” delle armi che quindi dovevano ben conoscere le possibili
conseguenze della loro irresponsabilità. La stessa legge (almeno quella italiana) che permette di poter tenere un’arma in casa stabilisce anche che "… non deve essere data a chi potrebbe abusarne, a chi è incapace anche di maneggiarla (bambini, malati ecc.), quando riposta non deve essere facilmente raggiungibile da persone incapaci di maneggiarla o estranei alla vita domestica nonché bambini. … il padre di famiglia con figli dovrà provvedere al che i bambini non si possano impossessare di armi o munizioni.
Quante volte si legge di pistole che sparano da sole, colpi partiti inavvertitamente mentre si puliva un’arma, pistole puntate per scherzo (idiota) ma che sparano veramente, e storie simili?Vi ricordo ancora una volta la Terza
Legge Fondamentale della Stupidità Umana, così come enunciata nel breve
trattato di C. M. Cipolla:
Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita.
Non fermandosi alle morti dei
singoli, pensate anche agli indubitabili danni collaterali e conseguenti per
tutta la famiglia delle vittime. Sfido chiunque a trovare qualcuno che abbia
avuto vantaggio a seguito di queste tragedie ... e nessuno può dire che "si è trattato solo di pura sfortuna".
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domenica 21 dicembre 2014
Qual è il vantaggio? E lo scopo?
Io non riesco a vedere né l'uno, né l'altro ... di conseguenza, a meno che qualcuno mi illumini, quello che vi vado a esporre è un ottimo esempio di stupidità umana (un annetto fa pubblicai vari posti sull'argomento).
Ecco i fatti: il Bus Terminal di Krabi (Thailandia), ordinato, pulito, arioso e ben organizzato, fra i suoi servizi annovera anche un molto gradito wifi gratuito. Passando dall'ingresso all'area biglietteria, seguita dagli stalli per gli autobus, si passa un breve e largo corridoio nel quale è affisso questo semplice avviso stampato su un foglio A4.
Letteralmente sarebbe "al casello" in quanto all'esterno del grosso edificio, staccata da esso, c'è una cabina con un solerte addetto che esige un "pedaggio" di pochi Bath.
Quindi il viaggiatore che vuole navigare con il suo cellulare, tablet o smartphone esce di nuovo dal Terminal per andare a farsi dare la password immaginando che pur essendo gratuita, ci si debba registrare o almeno fornire la propria nazionalità, giusto per la statistica. Si rivolge al "casellante" che, un poco infastidito (strano per i sempre sorridenti e gentilissi thailandesi, ma comprensibile) Indica dei piccoli ritagli di carta con su stampata la password ...
Qual è l'utilità di far andare avanti e indietro i viaggiatori, ancora peggio quando piove, senza alcuna necessità, dando oltretutto fastidio al casellante?
Se qualcuno non ricordasse la definizione degli stupidi, la ripeto:
Sono stupidi quelli che danneggiano altri senza trarre nessun vantaggio per sé stessi.
Non sarebbe più semplice ed economico sostituire l'avviso all'interno del terminal con la password o addirittura rendere il wifi libero senza alcuna password?
Può essere che ci siano motivi reconditi che giustifichino tutto ciò e che non riesco a cogliere. Sarò grato a chi me li volesse segnalare.
I thailandesi hanno molte idee e modi di fare brillanti, ma a volte, come in questo caso, si "perdono in un bicchiere d'acqua".
Ecco i fatti: il Bus Terminal di Krabi (Thailandia), ordinato, pulito, arioso e ben organizzato, fra i suoi servizi annovera anche un molto gradito wifi gratuito. Passando dall'ingresso all'area biglietteria, seguita dagli stalli per gli autobus, si passa un breve e largo corridoio nel quale è affisso questo semplice avviso stampato su un foglio A4.
(FREE WIFI - CHIEDERE LA PASSWORD ALL'INGRESSO)
Letteralmente sarebbe "al casello" in quanto all'esterno del grosso edificio, staccata da esso, c'è una cabina con un solerte addetto che esige un "pedaggio" di pochi Bath.
Quindi il viaggiatore che vuole navigare con il suo cellulare, tablet o smartphone esce di nuovo dal Terminal per andare a farsi dare la password immaginando che pur essendo gratuita, ci si debba registrare o almeno fornire la propria nazionalità, giusto per la statistica. Si rivolge al "casellante" che, un poco infastidito (strano per i sempre sorridenti e gentilissi thailandesi, ma comprensibile) Indica dei piccoli ritagli di carta con su stampata la password ...
Qual è l'utilità di far andare avanti e indietro i viaggiatori, ancora peggio quando piove, senza alcuna necessità, dando oltretutto fastidio al casellante?
Se qualcuno non ricordasse la definizione degli stupidi, la ripeto:
Sono stupidi quelli che danneggiano altri senza trarre nessun vantaggio per sé stessi.
Non sarebbe più semplice ed economico sostituire l'avviso all'interno del terminal con la password o addirittura rendere il wifi libero senza alcuna password?
Può essere che ci siano motivi reconditi che giustifichino tutto ciò e che non riesco a cogliere. Sarò grato a chi me li volesse segnalare.
I thailandesi hanno molte idee e modi di fare brillanti, ma a volte, come in questo caso, si "perdono in un bicchiere d'acqua".
mercoledì 15 gennaio 2014
Stupidità: non è mai colpa nostra! ... e infine escursionismo
Il “partito” di quelli che accampano scuse scelte fra le più
improponibili, si lamentano di mancati avvisi di pericolo, dicono che alcune
cose sono “difficili” (ma non pensano mai di essere incapaci) e via
discorrendo è in aumento costante.
Comincio dall'ultimo gruppo. Leggendo i commenti
in merito a un B&B dove ho appena pernottato a Roma, nei pressi della
stazione Tiburtina, ne avevo trovato uno di un cliente che sosteneva
che era molto difficile da trovare, un altro diceva che aveva avuto difficoltà
ad attraversare la strada perché non trovava il sottopassaggio e infine uno raccomandava di scendere alla stazione giusta altrimenti invece dei 200m
(dichiarati nel sito e reali) si sarebbe camminato per km come aveva fatto lui.
Ma sono geni o buontemponi? Non
volendo approfondire il terzo caso (chiunque abbia un minimo di buon senso si
rende conto che, scendendo ad una stazione sbagliata, poi deve percorrere chilometri per giungere a destinazione …) vi dirò della situazione reale. Premesso che a chi prenota viene
fornito indirizzo (una strada principale) e cartina (chiara), come ci si può
perdere dovendo percorrere appena 200m, lungo una strada principale, parallela
ai binari (a vista, quindi con palazzi solo da un lato), con tutti i civici
chiaramente segnati? Non bisogna essere degli scienziati per capire che si deve
attraversare la strada all’uscita della stazione (strisce e semafori, nessun
sottopassaggio) e poi camminare sul marciapiede controllando i numeri civici dei
palazzi (decrescenti, forse questa era la difficoltà) fino a trovare il B&B,
effettivamente a 200m dalla stazione.
Ma neanche i
tragici incidenti fermano i folli “commentatori”. Qualche giorno fa, a
proposito della morte dello studente a Lecce ho letto,
specialmente fra i primi pubblicati, commenti oserei dire improponibili, come:
"Una scuola deve essere sicura in tutto e per tutto! Punto e basta. Senza "se" e senza "ma"."
Per fortuna poi quelli con più buon senso hanno preso il sopravvento con altri commenti forse anche cinici, ma più realistici, come:
"Ma avete visto che intorno al lucernario c'è una ringhiera così alta che ha dovuto prendere una sedia per scavalcarla ? Diciamo una protezione del genere non sta li per nulla. Se a 17 anni non capisci queste cose allora caro mio questa è selezione naturale."
Clicca qui per leggere i commenti sul Corriere
Dagli Stati Uniti
ci arrivano sempre tante “novità”, ma anche tante nuove cattive tendenze, come
quella di scaricare sempre la colpa su altri. Vi ricordate della causa intentata
da uno che si era versato un caffè bollente addosso e chiedeva un cospicuo
risarcimento sostenendo che doveva essere avvisato che versandoselo addosso si
sarebbe ustionato? E di quell'altro che fece causa a McDonald’s perché non avvisava
che mangiando 5 BigMac al giorno (come aveva fatto lui per vari anni) si rischiava
l’obesità? Era arrivato a oltre 200kg ... ma a 150kg non gli poteva venire già
qualche sospetto in merito alla bontà della sua dieta?
Visto che negli USA
tutti fanno causa a tutti, per qualsiasi motivo, per quanto folle sia, tutte le
compagnie si sono viste costrette a mettere in guardia gli utenti dai possibili
danni derivanti da utilizzo improprio dei propri prodotti, attrezzature, strutture,
apparecchiature e via discorrendo.
Alcuni di questo tipo di warnings sono stati raccolti in un libretto dal
significativo titolo “Remove child before folding” (togliere il bambino prima
di ripiegarlo, chiaramente riferito al passeggino) nella quale si trovano delle
“perle” come: non stirare abiti mentre li si indossa, non chiudersi a lungo nel
frigorifero, … e chi conosce l’inglese ne può trovare altre elencate in questa pagina
E per quanto
riguarda l’escursionismo, i sentieri e le montagne spero che non ci ridurremo a
dover vedere reti di protezione, balaustre e passamano dovunque. Oltretutto saranno perfettamente inutili perché l’irresponsabile di turno lo si trova comunque con o senza dissuasori. Limitiamoci a pochi e mirati
aiuti alla sicurezza come le catene sul sentiero dell’Anginola fra Capri e
Anacapri.
giovedì 9 gennaio 2014
Stupidità: religioni e tanto altro ... dove andremo a finire?
Sono solito
sfogliare vari giornali on line e, quando ho tempo, mi diletto leggendo articoli “insoliti” già apparsi in altri paesi e, se per un qualsiasi motivo l’argomento mi incuriosisce, comincio a passare da un sito all'altro per saperne di più.
Pensando che a
molti possa essere sfuggito, a chi ha tempo da perdere (ma siete sicuri che sia
tempo perso?) segnalo un articolo pubblicato ieri sul Corriere e stranamente già scomparso: Con
lo scolapasta in testa: così giura il primo politico pastafariano.
Chi ha
dimestichezza con l’inglese può godersi anche l’originale sul Dunkirk
Observer, più dettagliato e quindi ancor più divertente.
Chiaramente, data
la sua bizzarria, ho voluto approfondire l’argomento e ho aperto il sito ufficiale dei Pastafariani, non i
Rastafariani di Bob Marley, del reggae e della marijuana, ma proprio i
Pastafariani della Church of the Flying Spaghetti Monster (FSM, tradotto come
Prodigioso - o Mostruoso - Spaghetto Volante, il cui Libro Sacro è stato
tradotto anche in italiano e pubblicato dalla Mondadori).
La pagina di wikipedia.it
fornisce alcune informazioni, ma del tutto insufficienti a comprendere il
fenomeno sociale e l’essenza del messaggio che va al di là delle religioni,
delle libertà di culto e della comunicazione. Molti suggeriscono che
The Flying Spaghetti Monster sia l’evoluzione della ben più seria metafora della Teiera di Russel
(Bertrand Russel, 1872–1970, filosofo, logico, matematico e saggista gallese, autorevole
esponente del movimento pacifista e divulgatore della filosofia).
Sulla pagina wikipedia in inglese (molto più dettagliata) si legge che vari Pastafariani in Austria, Rep. Ceca e Stati Uniti hanno ottenuto di poter avere la loro foto su documenti ufficiali con il colapasta in testa in quanto considerato copricapo religioso.
L’ironica teoria FSM
si basa su rigorosi procedimenti logici prossimi alla demenzialità e mina alla
base evoluzionismo, scienza, creazionismo e religioni in genere. Eppure, questa
evidente provocazione non ha impedito a numerosi “veri geni” di inviare non semplici
brevi testi di minacce o insulti, ma lunghe discettazioni tentando di discutere
“logicamente” con uno che è molto più bravo di loro in materia e probabilmente
è capace di dimostrare tutto e il contrario di tutto e non per proprio
tornaconto, ma giusto per puro gusto dialettico. Agli anglofoni
suggerisco di leggere le hate-mail (messaggi di odio, insulti, minacce, …) nel sito ufficiale dei Pastafariani www.venganza.org, (venganza in spagnolo significa vendetta).
La maggior
parte di essi sono veramente deliranti e ricevono puntuali geniali risposte.
Addirittura il Consiglio
Europeo si è occupato del Pastafarianesimo già nel 2007 definendolo "a
parody on religion” e conclude il paragrafo affermando “Full of irony, this
pseudo-religion is setting a trend and the cult is spreading” nel documento The dangers of creationism in education (vedi par.52) «Council of
Europe Parliamentary Assembly»
Ma secondo voi dovremmo
essere più preoccupati di una possibile grande diffusione del Pastafarianesimo o
di quello di cui sono senz'altro capaci i fondamentalisti di qualunque credo che perdono il loro
tempo a insultare o a tentare di riportare alla “ragione”(?) il profeta
Bobby Henderson, trentenne laureato in fisica, probabile genio della
comunicazione che sostiene idee che rasentano assurdo?
Meditate gente,
meditate, ma con il colapasta in testa … favorisce la concentrazione
mercoledì 16 ottobre 2013
Stupidità (3): il piano cartesiano di C. M. Cipolla
Ed eccoci alla rappresentazione grafica del concetto fondamentale della teoria del Cipolla, la valutazione e posizionamento sul piano cartesiano delle qualità e conseguenze delle nostre e delle altrui azioni.
Per questo post mi limito a presentarvelo, in modo che possiate familiarizzare con esso, e sono certo che anche quelli che non sono proprio amanti della matematica in senso lato (quindi anche geometria, logica, ecc.) potranno apprezzarlo, studiarlo e cominciare a provare ad inserire qualche "punto/azione" analizzando una propria azione o anche una qualunque notizia riportata dai giornali.
Faccio notare che il Cipolla non valuta danni e benefici delle azioni in percentuali (quindi con valori da 0 a + e - 100) ma ne parla in termini più assoluti e, in particolare in merito alla stupidità, suggerisce che sia infinita.
Se avete avuto la pazienza di leggere gli aforismi raccolti nel primo post sulla Stupidità avrete notato che molti sono d'accordo con lui. Io, pur essendo della medesima opinione, ho scelto di limitare il piano al valore di 100 su ciascun asse per facilità di rappresentazione.
Nei prossimi post approfondirò lo studio di questo diagramma entrando anche nel merito delle varie categorie e delle loro ulteriori suddivisioni.
sabato 12 ottobre 2013
Stupidità (2) Le Leggi Fondamentali di C. M. Cipolla
In rete ci sono
ormai tante versioni, in varie lingue, del famoso libello già citato nel
precedente post. Non è del tutto chiaro quale
sia il testo originale né se la versione italiana sia fedele all'originale e scritta
dallo stesso Cipolla o qualcun altro abbia tradotto la versione inglese del
1976, ma questo è un problema molto secondario visto che sono tutte abbastanza
simili.
Per un certo
periodo il titolare dei diritti d’autore intimò a chiunque pubblicava il breve
testo in internet di rimuoverlo immediatamente, pena un’azione legale. Quindi molti
lo cancellarono (me compreso, anche se mi sembrava una richiesta “stupida”
visto che era già di dominio pubblico e che è impossibile controllare la rete
…) altri hanno lasciato link a pagine a quel punto diventate “pirata”, altri
ancora hanno fatto sunti più o meno esaurienti o hanno liberamente tradotto il
testo contribuendo alla confusione.
Visto che la
stupidità umana è uno dei miei argomenti preferiti, in particolar modo
affrontato così come fece il Cipolla, rendendolo un divertissement, trattandolo
con grande ironia ed eleganza pur dicendo verità incontestabili ben evidenti
agli arguti osservatori delle azioni umane, ho pensato di “condividere” la sua teoria
postando e commentando le cinque leggi, ma non nell'ordine originale.
Comincio con la
terza, già anticipata, in quanto è la più importante dato che stabilisce come
attribuire ad ogni azione due diversi valori numerici, associandola quindi ad un preciso punto
di un piano cartesiano.
Nessuno si faccia spaventare da questo approccio
matematico, è tutto molto semplice e lineare.
Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita.
Questa legge (detta
anche aurea) pur essendo alla base di tutte le successive considerazioni è, secondo me,
anche il suo limite almeno per come è esposta ed in particolare se la si prende in
termini assoluti.
Non è stabilito chiaramente
se per guadagnarsi il titolo di “stupido” basti una singola azione, ne siano necessarie
alcune o la totalità, né sono precisi i criteri di valutazione dei danni e dei vantaggi.
Tuttavia, visto che nessuno può sostenere di aver mai fatto
stupidaggini così come chiunque è a conoscenza di azioni o idee brillanti
realizzate da persone comunemente giudicate stupide, per un giudizio complessivo è logico considerare il quadrante del piano cartesiano nel quale ricadono la maggior parte dei punti/azioni.
I quattro quadranti
rappresentano le categorie principali (stupido, intelligente, bandito o
sprovveduto), ma con tante differenze e sfumature che saranno oggetto dei
prossimi post sul tema.
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mercoledì 9 ottobre 2013
Stupidità (1)
Per introdurre
questa avvincente materia, voglio iniziare con un paio di aforismi di Albert
Einstein:
- La differenza fra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti.
- Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima.
Prendetela, se volete, come esercizio mentale,
stimolo a valutare le proprie azioni e incoraggiamento per tentare di evitare
“danni” causati dall'altrui stupidità (per quanto possibile, essendo
impossibile).
E come “riscaldamento” cominciate a meditare su questi altri
aforismi:
- I due elementi più comuni nell'universo sono l’idrogeno e la stupidità. Ma non in quest'ordine. (Harlan Ellison)
- Non si può discutere con la stupidità. (Jermaine Jackson)
- Non possiamo mai comprendere la stupidità finché non la sperimentiamo su di noi. (Paul Gauguin)
- L’oziosità è la stupidità del corpo, e la stupidità l’oziosità della mente. (Johann G. Seume)
- La stupidità accompagna sempre il male. O il male la stupidità. (Louise Bogan)
- La stupidità è infinitamente più affascinante dell’intelligenza. Questa ha i suoi limiti mentre la stupidità non ne ha. (Claude Chabrol)
- Agli stupidi non capita mai di pensare che il merito e la buona sorte sono strettamente correlati. (Johann Wolfgang von Goethe)
- La stupidità ha fatto progressi enormi. ... Grazie ai mezzi di comunicazione, non è più nemmeno la stessa, si nutre di altri miti, si vende moltissimo, ha ridicolizzato il buon senso, spande il terrore intorno a sé. (Ennio Flaiano)
- Gli stupidi sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedire loro di nuocere (Legge di Murphy)
Nei prossimi post mi
diletterò a discettare soprattutto in merito alle Leggi fondamentali della
stupidità umana di Carlo Cipolla (1922-2000, spesso citato come Carlo M. Cipolla), storico specializzato in storia economica che ha insegnato in Italia e negli Stati Uniti.
Cipolla si divertì
ad "approfondire" il tema della stupidità elaborando la sua famosa
teoria enunciata nel libello The Basic Laws of Human Stupidity, stampato nel
1976 come regalo di Natale per gli amici e poi pubblicato in italiano nel 1988
come Allegro ma non troppo e tradotto in almeno 13 lingue.
Vi anticipo la sua
terza legge (aurea) nella quale definisce lo stupido:
Una persona è stupida se causa un danno a un'altra persona o ad un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno.
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