Pensate siano carissime? Non è per niente vero, specialmente
considerando il rapporto qualità/prezzo. Certo si spende di più che in una
località balneare sulla costa adriatica fuori stagione e c’è l’inevitabile
costo del lunghissimo viaggio, ma si spende di gran lunga meno che in paesi
europei come quelli scandinavi, molto meno che a Parigi o
ad Amsterdam. Se si riesce a spalmare il prezzo del viaggio (un
migliaio di euro) su un periodo di oltre un mese e si divide la camera può
diventare un soggiorno economico (sempre relativamente).
Ovviamente, molto
dipende dallo stile di vita che vorrete mantenere e dai divertimenti che vi
vorrete concedere. La destinazione (nell’ambito dell’arcipelago) è
fondamentale! A parità di servizi, una settimana in una delle località più
turistiche di Maui può costare quanto un mese a Honolulu,
capitale delle Hawaii, città di circa un milione di abitanti, la
migliore degli USA in quanto a qualità di vita.
Si mangia bene, vario e in modo abbondante
per 10 euro o poco più ma, volendo anche meno, basta evitare le zone turistiche
e scegliere fra le centinaia di ristorantini etnici a conduzione familiare.
Ricordate che oltre la metà della popolazione hawaiana è di origini asiatiche
quindi i piatti sono originali e non modificati per turisti. Si può quindi contare
su una gran varietà di cibi giapponesi, vietnamiti, coreani, cinesi e
filippini, ma non mancano i thailandesi, anche nel mercato di Chinatown.
Le
spiagge libere e sorvegliate non si contano (come quella della foto di apertura, in pieno centro), quasi dovunque troverete chi vi
presta un surf e vi insegna i primi rudimenti, per soli 7 euro si può fare snorkeling in tutta
sicurezza nel cratere di Hanauma Bay (Area Naturale Protetta, con tartarughe
e 450 specie di pesci tropicali, foto sopra).
Per
spostarsi si può usufruire di un ottimo servizio pubblico che è relativamente
economico per chi resta varie settimane, con l'abbonamento mensile a 70 dollari
che permette di andare in qualunque posto dell'isola i cui estremi sono a ben
80km di distanza. Se poi siete "vecchietti" (oltre i 65, come me) il vostro
pass mensile avrà l'incredibile costo di 6 (proprio sei) dollari. Aggiungete
che tutti gli autobus hanno aria condizionata, rampa per carrozzine, rack per
biciclette (trasporto gratutito), display sempre funzionante e parlante,
biglietto a bordo (se non si ha tessera), puliti e puntuali per quanto
possibile (in alcuni orari il traffico è imprevedibile).
Scegliendo
di fermarsi almeno un mesetto, è fondamentale avere qualcosa da fare. Non
pensate al lavoro, ci sono tanti corsi gratuiti o a poco costo, si può
migliorare il proprio inglese, e altre possibilità da non sottovalutare sono
offerte dal volontariato, molto comune negli USA, … ciò che ho fatto fin dal
mio primo viaggio nel corso del quale mappai 2 dei 5 Orti Botanici di Honolulu,
Foster (foto sopra e sotto) e Koko Crater.
Nel 2016 fui invitato a tornare per compilare
la cartina di quello più vasto (Ho'omaluhia, oltre 160 ettari) e nell’occasione
aggiornai le mappe precedenti. Stavolta sono alle prese con quello di Wahiawa,
relativamente piccolo ma quasi senza carta base e con tanti sentieri contorti.
Trovandomi, penso di mappare anche il quinto, Liliʻuokalani, di dimensioni ridotte e
di minor interesse botanico, ma molto piacevole da visitare soprattutto grazie al ruscello che lo attraversa.
Da
volontari (disponibili e attivi) si ha occasione di conoscere tanti residenti (di
solito di origine giapponese, coreana, filippina, …), di interagire con loro e
di evitare la vita da turista. I party e i potluck sono all’ordine del
giorno e le persone socievoli avranno tanti inviti e suggerimenti.
Nell’ambito
dei viaggi impegnativi (come budget, ma soprattutto a causa del volo) un soggiorno
alle Hawaii si può considerare relativamente economico e, viaggiando in più
persone e allungando diventa un sogno più che realizzabile.
Domani Halloween Party al Foster Botanical
Garden!
Come spesso accade a chi nota certe
coincidenze, in poche ore vari avvenimenti/notizie sono stati legati ad un
unico luogo non citato tanto di frequente, in questo caso alle Hawaii, e quindi
mi hanno riportato indietro nel tempo di una decina di anni. Sono così ci sono
tornato, purtroppo solo con il pensiero, e ho deciso di condividere una
panoramica generale di quei mesi a cavallo fra il 2007 ed il 2008, per
documentare come si possa riuscire a vivere (bene) in un posto considerato
carissimo e inaccessibile ai più. Esperienze simili di svernamento in un sol
luogo, in una stessa casa, avendo a che fare quasi esclusivamente con il
locali, sono state uno standard nell’ultima decina di anni, dopo oltre 30 anni
di viaggi itineranti in giro per il mondo, ma di queste differenti
interpretazioni del viaggiare scriverò in una prossima occasione.
Penso sia importante chiarire che il toponimo
Hawaii indica sia l’intero arcipelago che l’isola maggiore (conosciuta anche
come Big Island), ma è sull’isola di Oahu che si trova la capitale di questo 50°
e più recente stato USA: Honolulu. Qui i più sostano pochi giorni o solo poche
ore (passando il tempo fra la famosa spiaggia di Waikiki, Pearl Harbour e altri
siti turistici) prima di volare verso altre isole, soprattutto Maui. Evitate le
suddette aree vi troverete in una città di medie dimensioni (circa 400.000 abitanti,
area metropolitana meno di 1mln) perfettamente organizzata, che gode di ottimo
clima (d’inverno le minime non scendono sotto i 18° e d’estate non raggiungono
i 32°, vedi grafico in basso), piena di verde, considerata una delle più sicure degli Stati Uniti (e i
crimini come al solito sono concentrati nelle zone frequentate dai turisti) e,
dulcis in fundo, non così cara come molti pensano ... basta sapersi
organizzare.
Certamente non è pensabile vivere bene e
tranquillamente con poche decine di euro come, per esempio, in Thailandia, ma
non è neanche vero che ci vogliano centinaia di euro al giorno. Le cifre che mi
accingo a riportare sono quelle di allora (in dollari, oltretutto per mia
fortuna all’epoca il cambio fluttuava fra 1,45 e 1,50) e i prezzi sono
certamente aumentati ma penso sia interessante avere un’idea di cosa si possa
fare, a quali costi. Conditio sine qua
non è quella di sapersi destreggiare con l’inglese.
Comincio con il viaggio, allora pagai circa
1.000 euro con la British, ma oggi (in determinati periodi) si riesce a
raggiungere le Hawaii anche con soli 800 euro, con compagnie affidabili come
Lufthansa o KLM, poco se si considerano le circa 20 ore di volo nette.
Alloggio: scordatevi degli alberghi e anche
dei B&B, puntate piuttosto a condividere un appartamento, prassi
comunissima negli USA, in quanto ermandosi vari mesi i prezzi sono
accessibilissimi. Durante l’ultimo mese prima di partire controllai quasi ogni
giorno craiglist.com (sul quale c’è di tutto e di più, filtrato per settori,
stati e città) e tutt’oggi in “rooms & shares” troverete una notevole
quantità di offerte fra i 500 e gli 800$, prezzi che variano a seconda della
zona e se includono i consumi, internet, uso cucina e via discorrendo. Tre
giorni prima di volare alle Hawaii, inviai 6 email richiedendo un appuntamento
per visitare la casa, in tre mi risposero, la prima mi piacque e ci rimasi per
5 mesi. Inclusi i consumi spesi fra i 700 e i 750$/mese (allora =500 euro) per
soggiornare in una casa abbastanza moderna con 4 stanze da letto e due bagni,
cucina attrezzatissima con due frigoriferi enormi (freezer, icemaker,
potabilizzatore), lavatrice, asciugatrice, salone, tv e internet in ogni
camera, spazio esterno con parte coperta, prato e ... piscina.
La casa si trovava ad Hawaii Kai, zona
residenziale a est del centro, al termine di una strada senza uscita, quindi
senza traffico, ma a soli 200m dalla strada principale, a vista del Koko Crater (quello che si vede sempre in Hawaii Five-O, foto a dsx) fermata bus ed enorme
Safeway (supermercato alimentare dove si trova di tutto, da prodotti italiani
originali, formaggi di tutta Europa, olive greche, spezie orientali, vini
australiani, argentini, cileni, ma anche italiani e francesi).
Trasporti: l’abbonamento
mensile (mese solare) costava appena 40$ (oggi 60), valido
per bus regolari ed Express sull'intera isola, e considerate che le linee sono tante, le corse frequenti, per
le tratte principali i bus circolano anche in piena notte, si può raggiungere
quasi ogni punto di Oahu (circa 50km da nord a sud e altrettanti da est a
ovest) e, infine, davanti ad ogni mezzo ci sono due portabici ad uso
gratuito.
Cibo: si può mangiare non
troppo male ed abbondantemente (porzioni americane, ma non per forza cibo gringo) nei food court o piccoli locali
etnici o bio per meno di 10$, ancora più economica Chinatown con un numero
spropositato di locali non solo cinesi, ma anche vietnamiti, laotiani,
filippini, giapponesi, ... gli asiatici costituiscono il 38% della popolazione
dell’isola, quindi è facile trovare piatti originali e non per turisti. Con un
pasto fuori e uno a casa, oltre alla prima colazione, si riesce a non spendere
molto.
Svago: cinema buoni e
relativamente economici (anche matinée a 2$), Museo del Cinema a 5 e Teatro del
Museo Doris Duke 8 (qui si organizzano interessanti rassegne con continuità).
Spiagge libere quasi dovunque e, per i camminatori come me, possibilità di
aggregarsi a vari gruppi escursionistici gratis o per pochi dollari. Tante
altre opportunità gratuite o quasi, per lo più all’aperto. Quanto migliore è il
vostro inglese, tante più opportunità avrete di socializzare e partecipare a
riunioni, conferenze, corsi e programmi di volontariato. In quest’ultimo campo scelsi
gli Honolulu Botanical Gardens (sono 5, a differente indirizzo) e produssi le nuove mappe, molto apprezzate, per due di essi (un mese dopo essere rientrato, mi inviarono un riconoscimento ufficiale, io sono quello in basso a sx).
Se si riesce a comunicare bene, la partecipazione a qualunque
di queste attività (passeggiate, corsi, volontariato) facilita i rapporti con
la comunità locale, si conoscono persone interessanti, si migliora il proprio
vocabolario e, a meno di non essere asociali o eccessivamente timidi e
introversi, ci si diverte.
In conclusione, per chi ha disponibilità di
tempo un soggiorno alle Hawaii non è irrealizzabile e può essere molto
gratificante se si sta lontano dai turisti ed in particolare quelli che parlano
la vostra lingua ... full immersion. In 5 mesi ho scambiato solo poche parole
in italiano con una signora (che però viveva in California ) ad uno dei
frequenti party che si organizzano dopo le escursioni, ma immediatamente
tornammo all’inglese.
Questo video è stato l’ultimo “richiamo” ... singolare
scherzo della Natura creato dalla lava del Kilauea
(Big Island), un vulcano che ha fatto fare tante pessime figure ai vulcanologi
più esperti per decenni hanno affermato che la sua eruzione non sarebbe durata
ancora per molto, eppure va avanti ininterrottamente da oltre 33 (proprio trentatré)
anni avendo avuto inizio il 3 gennaio 1983.
In questo articolopubblicato su PositanoNews (clicca sul titolo per leggerlo) fra l'altro è scritto:
"A tal proposito va ricordato che la legge prevede che
gli accompagnatori di media montagna (a differenza delle guide alpine che,
invece, sono soggette ad un albo e la cui figura è contemplata come mestiere)
possono ricevere un contributo solo ed esclusivamente sotto forma di “rimborso
spese”
A quale legge si riferisce? Rimborso spese? Quali spese? E' il solito vecchio trucco per prendere soldi senza pagare le tasse? Trovo grave che il
presidente della G.E.A. sia così poco informato e contribuisca alla disinformazione
dilagante. Sul sito ufficiale delle Guide Alpine www.guidealpine.it si legge:
"L’Accompagnatore di Media Montagna è un professionista in
grado di condurre trekking e trasmettere conoscenze, valori e insegnamenti
relativamente al territorio montano non innevato e senza l’uso di attrezzatura
alpinistica per la progressione. In Italia la sua attività è
regolata dalla Legge n.6/89 (artt. 21 e 22, n.d.r.), in base alla quale si
raggiunge l’abilitazione dopo aver effettuato uno specifico percorso formativo
(al quale si accede attraverso prove attitudinali di selezione), un esame
abilitante e la successiva iscrizione nell'elenco speciale tenuto da un
Collegio regionale delle Guide alpine. …… "
Alle Regioni spetta
di stabilire i termini per corsi, esami e albi, ma la Campania non ha ancora legiferato
in merito in merito. Inoltre, stesso sul sito
della F.I.E., alla quale la G.E.A. è affiliata, si legge:
“Per dare una forte
valenza ai Corsi di Escursionismo,alla F.I.E. è sorta la necessità, all'inizio degli anni ’80, di attivare la nuova
figura dell’Accompagnatore Escursionistico, individuo che rispecchia la figura
di accompagnatore di media montagna ma proiettato verso il volontariato e nell'ambito della F.I.E. stessa.”
Si chiarisce quindi che l'Accompagnatore F.I.E. è un volontarioche svolge un'attività simile a quella dell'Accompagnatore di Media Montagna che è invece un professionistaa tutti gli effetti.
Infine esiste l'Associazione
Italiana Guide Ambientali Escursionistiche (A.I.G.A.E.) che nell'homepage del suo sito ufficiale informa di essere l'unica Associazione di categoria,
in Italia, che rappresenta chi per professione accompagna in Natura i
propri clienti, illustrando loro le caratteristiche ambientali e culturali
dell’area visitata.
Per ora mi sembra di aver messo abbastanza carne a cuocere e spero di aver chiarito qualche punto fondamentale (con riferimenti precisi). Seguiranno altri post in merito ...