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domenica 8 maggio 2016

Tariffe roaming più economiche? Non per tutti!

Le tanto attese nuove norme e tariffe per il roaming europeo per molti utenti si sono rivelati essere solo un abnorme aumento di costi
Se avete amici che viaggiano in Europa metteteli al corrente di ciò!
Vari operatori hanno fatto scomparire le vecchie tariffe a consumo (per le quali si pagava per le effettive chiamate) e hanno lasciato come sole opzioni pacchetti a costi esorbitanti per chi usa poco il cellulare ... o quanto meno propongono solo questi.
Nella fattispecie a chi, come me, aveva TIM Full in viaggio (16cent/min per chiamare o ricevere, 16cent per SMS inviato - e risulta ancora attiva) la tariffa è stata cambiata senza che io lo sapessi e pertanto senza averla accettata in TIM Full in viaggio NEW per la quale alla prima chiamata effettuata o alla quale rispondo, o al primo SMS inviato mi addebitano la bellezza di 4,00 (quattro) Euro!!! Quindi un messaggio che prima pagavo 16 centesimi ora mi costa 4 Euro ... con la stessa somma ne avrei potuti inviare ben 25!
Come se non bastasse, il messaggio nel quale mi si comunicava il cambio di tariffa è giunto solo dopo che ho inviato il mio SMS.

La convenienza può valere solo per quelli che usano tanto il cellulare in quanto a partire da quel momento si può parlare per 200 minuti (100 chiamando e 100 ricevendo) e si hanno anche 100 sms, ma ... ATTENZIONE! : questo pacchetto scade alle 23.59 dello stesso giorno!
Ciò significa che se uno “deve” rispondere ad una chiamata o inviare un SMS, per esempio dopo le 23, non resta neanche il tempo materiale per sfruttare detti minuti ... almeno avrebbero potuto concedere 24h.
Ieri sono andato a lamentarmi al mio negozio TIM di riferimento (dove ho scoperto che neanche loro sapessero esattamente cosa stesse accadendo con le tariffe “estero”) e, dopo una chiamata al 119 effettuata da loro stessi mi è stato detto che non è possibile disattivare la tariffa! ... atteggiamento a dir poco vessatorio.
Non mi dilungo in quanto sarebbe un discorso senza fine, ma suggerisco a chiunque si rechi all’estero di leggere con estrema attenzione le condizioni del suo piano tariffario , e una volta uscito dall’Italia, controllare frequentemente gli effettivi addebiti.
Da una rapida ricerca, sembra che solo WIND Postemobile propongano in modo chiaro l’Eurotariffa, probabilmente anche gli altri operatori ce l’hanno (almeno dovrebbero) ma è molto difficile trovarla sui loro siti e quindi chi è interessato dovrà darsi da fare per ottenerla.


In rete troverete un cumulo di post, forum, discussioni e articoli, ma nessuna delle principali testate nazionali che hanno solo sbandierato i grandi vantaggi per gli utenti basandosi probabilmente su comunicati stampa degli operatori di telefonia mobile, senza verificare le notizie e fare un minimo di indagine che un qualunque giornalista dovrebbe effettuare prima di scrivere.
Probabilmente fra qualche settimana o mese le cose saranno più chiare, qualche operatore dovrà rivedere le sue tariffe, qualcuno sarà multato (forse), ma pochi utenti otterranno rimborsi.

giovedì 6 febbraio 2014

Altri mondi: viaggi e salute (mentale)

Grazie alla mia amica Pabla, anche lei infetta seppur non ancora in fase avanzata quanto me che sono malato terminale, ho appreso di questa mia ennesima infermità - la Sindrome dell’eterno viaggiatore - che si va ad aggiungere alle altre sia fisiche che mentali delle quali ero già a conoscenza.
El sindrome del eterno viajero è un piacevole e interessante cortometraggio realizzato nel 2013 da Lucía Sánchez e Ruben Senõr che ne illustra abbastanza chiaramente sintomi e conseguenze e ci informa che a tutt’oggi non c’è cura conosciuta. La cosa non è che mi dispiaccia più di tanto poiché, come è scritto alla fine del video, “E’ una malattia … che ti salva la vita”.
Pur essendo in spagnolo con sottotitoli in inglese credo che fra l’uno e l’altro tutti potranno capire abbastanza e anche perdendo parte del contenuto restano le immagini che scorrono in modo molto fluido e piacevole. Vale la pena di guardarlo https://www.youtube.com/watch?v=7dKGcg_jBhw#t=760 
Ecco qualche frase stralciata dai testi:
  • Devo tornare a perdere la nozione del tempo, che ogni giorno della settimana sia lo stesso, non sapere che mese è. E’ incredibile, ma succede.
  • Il bello dello stare lontano da ciò che conosco è che ad ogni passo mi aspetta qualcosa di nuovo.
  • Sono qui in questo posto alieno, adesso, e probabilmente non ci tornerò più. Devo assaporare ogni momento e ricordarlo per molti anni.
  • La Sindrome è la sensazione di non essere a proprio agio in nessun posto perché si vorrebbe essere da un’altra parte.
  • Abitudini diverse che al principio mi sorprendono, le stesse alle quali mi abituo in poco tempo e faccio mie.
  • La mia casa è qui, dove sono adesso. Non ho bisogno di vivere tanto tempo nello stesso posto per potermi integrarmi
  • Sono in patria faccio di tutto per staccarmi da tutto, sono a 10.000km di distanza e mi piace essere in contatto, sapere che succede lì e raccontare cosa faccio qui. Parlo di più con i miei amici stando a 10.000km di distanza che stando a due isolati  
Sono in generale abbastanza d’accordo sulla descrizione generale della Sindrome avendo oltre 40 anni di viaggi sulle spalle e mi rendo conto che i sani (nel senso di non infetti) non ci capiscono, probabilmente non ci possono capire.
Non comprendono la nostra facilità ad adattarci a ritmi, climi, culture, cibi diversi e a sentirci a casa (= dove dormirò stanotte) in qualunque parte del mondo.
E anche se talvolta torno negli stessi luoghi so che è impossibile ricostruire la stessa atmosfera (persone, luce, suoni, odori, …), ma non cerco una irrealizzabile replica bensì ulteriori esperienze. Non posso mettere a confronto le sensazioni vissute a Città del Messico nel 1984 con quelle del 2011,  o paragonare la Parigi degli anni ’70 e quella del 2012. Tutte molto più che soddisfacenti al di là delle loro diversità. Solo il nome della città resta uguale (talvolta).
Fra le tante affinità di pensiero con gli autori del video, mi hanno particolarmente divertito i commenti in merito all'impellenza di evitare i connazionali … come se fossero degli appestati, in particolar modo se sono turisti e non viaggiatori. Non si va a migliaia di chilometri di distanza per parlare delle stesse cose e nella propria lingua!
Sacrosanto dogma per i viaggiatori, che non sono quelli che mangiano pizza o pasta alla carbonara (che quasi dovunque all'estero fanno con la panna e non hanno idea di cosa sia il pecorino) per poi lamentarsi della scarsa qualità. Ma questo vale per i turisti americani che si fiondano nei McDonalds e Starbucks, per i tedeschi che ordinano wurstel, gli inglesi con i loro sandwich, patate fritte con qualunque cosa e, ovunque nel modo, a fine pasto un cappuccino (semplicemente disgustoso) ignorando tutte le delizie del palato locali, fresche e ben preparate che non troveranno mai da nessuna altra parte.
E anche per quanto riguarda voler essere in un altro posto sono d’accordo, ma ci tengo a sottolineare che non è perché si è scontenti, tutt'altro. Si gode dell’esperienza che si sta vivendo proprio perché si sta bene già si pensa alla prossima.
Probabilmente ritornerò sull'argomento con altri commenti, aforismi, qualche storia vissuta …