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mercoledì 27 novembre 2019

Una selva subtropicale in area urbana!

Nel GULCH del Wahiawa Botanical Garden, Honolulu, HI


Quello che potrete vedere un po' più in basso è un brevissimo video realizzato mettendo insieme 4 spezzoni delle riprese effettuate da Cisco (Francisco Martin Del Campo, dello staff dei BG) a tempo perso con la sua GoPro nel corso del penultimo giro nel gulch (letteralmente burrone, in questo caso riferito a tutto il percorso basso dell’orto botanico di Wahiawa) per la scelta e rilievo definitivo delle specie da segnalare, insieme con Naomi, la botanica che mi assistito in quasi tutti i sopralluoghi.
L’ho montato in modo molto artigianale rimediando un programma online essenziale, semplicemente per dare un’idea dei luoghi. Come è evidente, non sempre si procede nel vero greto del torrente, quasi sempre asciutto; a volte si cammina al lato, lo si attraversa varie volte e all’inizio ci si allontana con la comoda e ampia deviazione (prima scena) in parte limitata da un muretto di contenimento, esattamente fra i Banani (66 sulla mappa) e i Mamaki (68).  



Nella seconda scena, invece, si vede che il percorso rientra nel solco scavato dall'acqua attorno al quale lo spazio lasciato libero dalla rigogliosa vegetazione si restringe sempre più fino al tratto che è al momento interdetto. Con una breve rampa di scale si ritorna sui sentieri cementati in costa e si risale fino alla zona principale (Main Terrace) per poi ridiscendere nel Gulch tramite altre scalette. 
   

In questa seconda parte, idrograficamente più a monte, l'alveo è relativamente ampio e alcuni grossi alberi crescono a ridosso, se non proprio in mezzo all'impluvio, come i due Ficus (82 in mappa) che si vedono alla fine della terza scena. Ma l'attrazione di questa parte è il bosco di Bamboo che si trova proprio alla fine del tratto aperto al pubblico. Oltre a quelli che si vedono nella quarta scena, ai lati del percorso, ce ne sono tanti altri gruppi, di differenti specie, distribuiti su una vasta area. 
Esiste anche un breve percorso lungo la costa settentrionale lungo il quale si posso ammirare altre specie. 

Il Gulch è quanto di più vicino ad una foresta tropicale si possa trovare in un orto botanico in piena area urbana. Il percorso di quasi 1 chilometro è abbastanza agevole, ma in più punti scivoloso ed in alcuni tratti fangoso dopo le piogge (Wahiawa, trovandosi al centro dell’isola di Oahu, fra due gruppi montuosi riceve frequenti piogge, durante tutto l’anno). Inoltre resta potenzialmente pericoloso per rischio flash flood, in quanto nell’alveo viene convogliata tutta la pioggia che cade nelle strade circostanti. Il giorno in cui si vorrà/potrà disboscare anche la parte occidentale del "burrone" (attualmente del tutto interdetta) il tortutoso percorso lungo il suo fondo avrà uno sviluppo di quasi 2 chilometri!
Devo tuttavia segnalare un “problema” che può rovinare una vostra eventuale visita: la presenza di milioni di mosquito perennemente assetati di sangue! Quindi, nel caso, prima di scendere nell'alveo approfittate dei repellenti messi gratuitamente (anche l'ingresso è libero) a disposizione dei visitatori in due versioni: senza DEET (serve a ben poco) e con DEET (efficace). 
Se per motivi ecologici (non dimostrati) opterete per il primo, vi potrà consolare sapere che ponfi e prurito durano poco. 

giovedì 17 ottobre 2019

CAMMINANTI: mission, vision e un po’ di storia

Post tra il serio e il faceto o, meglio, argomenti seri trattati in modo ironico, ma è tutta verità!
Chi siamo?
Un gruppo aperto di escursionisti indipendenti ed autosufficienti
Cosa facciamo?
Camminiamo, esploriamo e osserviamo, senza avere l’onere di badare ad altri
Perché lo facciamo?
Per puro sfizio e soddisfazione personale, senza ambire a guadagnare niente 
Aspettative
Vedere sui sentieri un maggior numero di escursionisti capaci e responsabili, attenti anche a mantenere la transitabilità degli stessi

Durante il mio svernamento hawaiano del 2007-2008 conobbi il modo in cui i Solemates organizzavano le loro escursioni, per me del tutto nuovo. Ne rimasi entusiasta e quindi lo replicai adattandolo alle esigenze degli allora EL (Escursionisti Lubrensi). Ne riassunsi i principi in un Decalogo (poi adottato da altri gruppi in varie parti d’Italia) che non prevedeva più alcun organigramma e quindi promossi la conversione degli EL in FREE - Free Ramblers, Escursionisti Epicurei, denominazione ben illustrata nel loro emblema riportato qui in basso, con le immagini di monti (si tratta del profilo del Sant’Angelo a Tre Pizzi), cielo terso, sole, vino, sopressata e caciocavallo! 


Il motto in alto significa Camminando si risolve (qualunque problema) e quello in basso Gli uomini bevano i vini, gli altri animali acque di fonteNon penso che avrei potuto descrivere in modo migliore i nostri "ideali".
Il Comandamento fondamentale era (ed è) quello che recitava:
Durante le escursioni sei l’unico responsabile della tua sicurezza, non ci sono "guide" ufficiali anche se c'è chi (forse) già conosce il percorso o ha un’idea di dove andare e come … ma comunque sei tu che decidi se seguirlo o meno. Considerato che chi ti precede non si volterà per vedere se sei in difficoltà, non perderlo mai di vista. 

Questo, nelle nostre intenzioni, doveva fungere da deterrente nei confronti di coloro che si avventurano su un qualunque sentiero senza conoscere distanze da percorrere, possibili punti critici, dislivelli da affrontare, senza avere attrezzatura adatta e, non da ultimo, scordandosi di non trovarsi in consona forma fisica …
Tuttavia, ancora oggi talvolta si presentano aspiranti Camminanti che, seppur esplicitamente messi in guardia, decidono di iniziare comunque il percorso con il gruppo per poi doverlo abbandonare nel corso dell’escursione per non essere capaci di reggere il passo. Al contrario si sono aggiunti tanti ottimi camminatori, di ottima compagnia, capaci ed indipendenti.
I Solemates sono quasi una setta segreta in quanto è difficile averne notizie non avendo un sito, né una pagina, né recapiti ufficiali, né organigramma, né logo, né sede. Solo se si conosce un solemate si potrà conoscere ora e punto d’incontro della prossima uscita e poi, dopo aver partecipato a varie uscite, si può chiedere di essere inserito nella mailing list … l’unica cosa reale del gruppo. Tuttavia noi FREE decidemmo di avere un sito e poi, quando per esigenze pratiche qualche anno fa ci dividemmo in più gruppi (mantenendo stessi stili, obiettivi ed ideali), ognuno di essi creò una sua pagina FB di riferimento: FREE Ramblers AmalfiSorrento Amalfi Walk With Us Camminate ... quello dei Camminanti.
Torniamo allo stile Solemates … prima di ogni escursione, al punto di ritrovo, un responsabile-non-responsabile ricorda ai convenuti che camminano sotto la propria responsabilità, che i Solemates non esistono, non c’è quota da pagare, non c’è presidente, non c’è alcuna guida, e altri avvisi simili … e quindi si parte. Similmente, ma preventivamente, noi Camminanti nel comunicare le prossime uscite (spesso a breve termine) raccomandiamo anche di leggere attentamente il nostro Eptalogo, che racchiude tutte le informazioni e i dettami fondamentali.
Per comprendere ancora meglio il concetto, penso sia anche importante spiegare il sottile gioco di parole del nome di questo gruppo-non-gruppo. Per chi non lo sapesse, in inglese non esiste una precisa corrispondenza fra ortografia e pronuncia. Questo è il caso di soul (anima) e sole (suola della scarpa e pianta del piede, ma anche sogliola e, come aggettivo, unico/a) che si pronunciano in modo identico e quindi, chi semplicemente ascolta il nome del gruppo, pensa al comune significato soulmates (anime gemelle, spiriti affini, amici del cuore) e solo quando vedrà la parola scritta si renderà conto che si tratta non di persone con affinità di ideali o sentimenti o addirittura alla ricerca di anime gemelle, ma più prosaicamente di “compagni di suola”, quella delle scarpe da trekking, e quindi di escursionisti, ma ciò non toglie che nella maggior parte dei casi sia calzante anche la prima accezione. Come per l’amicizia non c’è bisogno né di codifica né di burocrazia e quindi, similmente, questo gruppo “virtuale” prospera con poche regole che, più che altro, sono di buonsenso.
Quanto detto è importante per capire lo spirito con il quale i Camminanti vanno in escursione ... tutti socievoli e allegri, senza gerarchie, con spirito di collaborazione, pronti allo scherzo e alla presa in giro. Per mantenere tale spirito esiste quindi il secondo comandamento dell’Eptalogo (riduzione del Decalogo FREE):
… non sono ammesse "facce appese", ‘mpicciusi e persone lamentose. Durante le escursioni è vietato parlare di malattie, economia e/o politica.

Morale: camminate in ambiente naturale e, se siete capaci di socializzare, in buona compagnia … tale combinazione porta grandi vantaggi alla salute fisica e psichica, vi può arricchire culturalmente e, a giudicare dall'età media del gruppo, mantiene in buona forma anche coloro già da tempo negli -anta. Spesso quelli che partecipano solo alle uscite meno impegnative sono proprio i giovani di meno di 40 anni, mentre gli “adulti” allegramente si imbarcano in escursioni quasi avventurose, ben diverse da una passeggiata nel parco ...

Questo testo è una combinazione e rielaborazione di due miei vecchi post pubblicati su questo stesso blog. Cliccando sui titoli si possono leggere gli originali:

giovedì 2 marzo 2017

Gli autobus di Honolulu

Pochi giorni fa lessi un commento sugli americani, definiti il popolo più stupido del mondo. Come ogni generalizzazione, in quanto tale è già sbagliata in partenza e oltretutto simili classifiche non solo sono impossibili da stilare (essendo soggettive, e spesso sono redatte da persone che non sanno abbastanza) ma anche da concepire. Come in qualunque altro paese ci sono persone di tutti i tipi, situazioni diverse, esigenze completamente differenti, servizi inesistenti e servizi efficienti.
Uno di questi ultimi è l’argomento di questo post. Qui a Oahu (l’isola delle Hawaii sulla quale si trova Honolulu) si usufruisce di un eccellente sistema di trasporto pubblico, non comune negli Stati Uniti, che farebbe invidia anche ad alcune ottime reti delle più organizzate città europee. 
Oltretutto, per il servizio offerto, non è per niente caro con biglietto singolo biglietto a 2.50 (ma con due trasbordi successivi), 1.25 per i minori di 18 anni, 1 solo dollaro per Senior e invalidi. 
Prezzo pieno dell’abbonamento mensile è di 60 dollari, valido anche sugli Express, per l’intera isola (oltre 60km da un capo all’altro).
La qualità del servizio resta ottima, con bus in ottimo stato e mai troppo affollati (sulle linee più frequentate aumentano il numero delle corse in orari di punta).
Ogni bus è dotato di rampa per carrozzine (che vengono regolarmente agganciate dall'autista) e di due portabici sul davanti (l'utente la blocca con un semplice ma sicuro sistema e non deve pagare niente per la bici, solo il proprio biglietto). Alle fermate il bus si abbassa notevolmente sul lato anteriore destro (dove è situato l’ingresso obbligatorio per tutti), quasi al livello del marciapiede, e salire, anche per i più "acciaccati”, diventa uno scherzo.
Al salire si viene accolti dal messaggio registrato "Aloha, welcome on board" (salve, benvenuto a bordo) che prosegue con il numero della linea e destinazione finale. Per ogni tratta viene annunciata la fermata seguente con i nomi delle strade dell'incrocio più prossimo e anche uffici pubblici, scuole e musei nelle immediate vicinanze. Tutto ciò appare anche su un display, funzionante e sincronizzato.
Ad ogni fermata è chiaramente indicato il numero identificativo ed il numero di telefono da chiamare per sapere a che ora arriverà il prossimo bus. Queste notizie sono sempre aggiornatissime e reali in quanto ogni bus è dotato di di un sistema di controllo a distanza e dalla centrale operativa si sa esattamente dove si trova in qualunque momento, il display con i minuti di (eventuale) ritardo è visibile al lato dell’autista. Gli orari e le mappe dei percorsi (di solito raggruppati per più linee che servono la medesima area) sono sempre aggiornati online e sono anche a disposizione in versione cartacea.
   
Come se tutto ciò non bastasse, per i disabili che non possono accedere al servizio regolare, è stato creato The Handi-Van. Si tratta di bus più piccoli (bianchi) attrezzati con rampa adatta per qualsiasi carrozzina e guidati da personale specializzato. Il servizio, disponibile dalle 4 del mattino fino all’1 di notte (!) deve essere prenotato in precedenza (fra 1 e 3 giorni), il veicolo arriva davanti casa e ... costa solo 2 dollari a tratta!
Mensilmente sono pubblicate dettagliatissime statistiche dei servizi, a questo link trovate quella di dicembre scorso per l’Handi-Van.

Evidentemente, per creare e mantenere questo livello di efficienza, non tutti gli americani “sono stupidi”.

lunedì 30 gennaio 2017

Ritorno a Honolulu (introduzione) ... ma che odissea!

Dopo poco più di “sole” 56 ore (2 giorni e 8h) dal momento in cui sono uscito di casa in Italia, eccomi nella casa che mi ospiterà durante le prossime 9 settimane. Il viaggio e stato più lungo del previsto con una serie di intoppi (niente di serio, per fortuna) che tuttavia hanno allungato a dismisura i tempi. A quanto già accennato nel post precedente (3h di ritardo in partenza da Francoforte) se ne sono aggiunte due di sosta in pista dopo l'imbarco, uno scalo intermedio non previsto a Chicago, la protesta anti-Trump all'aeroporto di San Francisco, l'inevitabile pernottamento (solo 4 ore effettive) nei pressi dell'aeroporto e infine un’ora e mezza di ritardo nella partenza dell’ultimo volo a causa di turbolenze lungo la rotta. Praticamente non mi sono fatto mancare niente! Cosa avrei potuto desiderare di più?
Koko Crater (all'interno c'è uno dei 5 Orti Botanici)
Già non sono uno che si lamenta e quindi meno che mai lo farò in questo caso, all’inizio di questo nuovo svernamento (seppur parziale) quasi lungo il meridiano opposto a quello di casa (oltre 172° sui 180° possibili), una ventina di paralleli più a sud, in una delle mie situazioni preferite: isola vulcanica, clima tropicale stabile, natura e cultura. Per la (mia) perfezione manca solo il buon cibo tradizionale (qui c'è poca varietà, condizionata ovviamente dall’isolamento), ma sopperirò egregiamente frequentando i tanti posti dove mangiare buon cibo a Chinatown, non solo cinese, ma anche giapponese, coreano, vietnamita, filippino. 
In effetti queste cucine sono quelle che si potrebbero considerare locali in quanto gli asiatici rappresentano oltre il 41% della popolazione con predominanza di giapponesi e filippini, i “bianchi” sono solo il 24%, i polinesiani (inclusi gli hawaiani) sono meno del 10% e gli afroamericani e nativi americani 2%. Gli altri, poco meno di un quarto della popolazione complessiva di circa 1,2 milioni, sono di sangue misto. Al di là dei meri numeri, ciò aiuta anche a capire quale diversità culturale si incontra considerando solo i residenti e non i turisti, quasi tutti nordamericani, che comunque si concentrano in poche ben determinate località.
Visto che saranno vari i post relativi alle mie prossime attività sull’isola, ecco una succintissima presentazione delle Hawaii e di Honolulu, giusto per dare un'idea della realtà, abbastanza differente ma non per questo peggiore, di quella dell'immaginario collettivo.
L’arcipelago si trova "sperduto nell'Oceano Pacifico, a quasi 4.000km dalla California e oltre 6.000 dal Giappone ed è composto da numerosi isolotti e da 8 isole di dimensioni maggiori molto varie, le più famose delle quali (per turismo) sono Maui e Kawai, quella di gran lunga più grande, Hawaii, dà il nome all’intero gruppo e per evitare possibili confusioni è chiamata anche Big Island (isola grande), la più popolata, con aeroporto internazionale, è Oahu che viene identificata con la sua capitale Honolulu.
Questa è una città molto ben organizzata, con un ottimo sistema di trasporto pubblico che si estende su tutta l’isola, teatro lirico con orchestra propria di riconosciuta qualità, ottimi musei e giardini botanici. Le luoghi più frequentati dai turisti sono il Pearl Harbour Memorial e la famosa spiaggia di Waikiki, che non rientra nei miei progetti. Anche nei 5 mesi di permanenza a cavallo fra 2007 e 2008, ci passai solo una volta vicino e non ho alcuna intenzione di tornarci. 
   
Al contrario, lunedì domani mattina andrò a incontrare lo staff degli Honolulu Botanical Gardens (ben 5, ognuno con caratteristiche diverse) con i quali collaborerò per buona parte del tempo, mercoledì ho in programma la prima escursione con gli amici Solemates mentre domenica potrei andare in giro con i miei vecchi consoci dell'Hawaiian Trail & Mountain Club (HTMC). Come si può immaginare anche dalla mappa ci sono due sistemi montuosi ben distinti, quello a NW molto arido e il più recente crinale di chiara origine vulcanica che corre parallelo e vicino alla costa NE. Su quel versante si trova anche la valle che è stata set di tanti famosi film fra i quali tutti quelli della serie di “Jurassic Park”,  
Ad Oahu si può veramente scegliere fra tante interessanti attività sportive (oltre all’escursionismo, importantissimi sono il golf e il surf, ma si pratica anche diving, snorkeling e tanto altro) e numerose culturali molte delle quali organizzate dall’ottimo Honolulu Art Museum e dal già citato Teatro.
Per quanto mi riguarda, dividerò il mio tempo fra attività all’aperto quali le mie solite escursioni e la collaborazione con gli Orti Botanici e al chiuso delle sale cinematografiche (del Movie Museum, del Doris Duke Theatre e commerciali) non disdegnando qualche andata in spiaggia e gli abituali party con gli amici escursionisti (quasi ogni settimana).
Nelle prossime settimane aspettatevi quindi foto scattate nel corso delle escursioni, immagini di piante, fiori e alberi tropicali, tante recensioni di film (buona parte dei quali non giungeranno mai in Italia) e vari post relativi alla cultura polinesiana in generale, hawaiana in particolare.

mercoledì 3 agosto 2016

Hawaii, non solo spiagge e surf

Come spesso accade a chi nota certe coincidenze, in poche ore vari avvenimenti/notizie sono stati legati ad un unico luogo non citato tanto di frequente, in questo caso alle Hawaii, e quindi mi hanno riportato indietro nel tempo di una decina di anni. Sono così ci sono tornato, purtroppo solo con il pensiero, e ho deciso di condividere una panoramica generale di quei mesi a cavallo fra il 2007 ed il 2008, per documentare come si possa riuscire a vivere (bene) in un posto considerato carissimo e inaccessibile ai più. Esperienze simili di svernamento in un sol luogo, in una stessa casa, avendo a che fare quasi esclusivamente con il locali, sono state uno standard nell’ultima decina di anni, dopo oltre 30 anni di viaggi itineranti in giro per il mondo, ma di queste differenti interpretazioni del viaggiare scriverò in una prossima occasione.
Penso sia importante chiarire che il toponimo Hawaii indica sia l’intero arcipelago che l’isola maggiore (conosciuta anche come Big Island), ma è sull’isola di Oahu che si trova la capitale di questo 50° e più recente stato USA: Honolulu. Qui i più sostano pochi giorni o solo poche ore (passando il tempo fra la famosa spiaggia di Waikiki, Pearl Harbour e altri siti turistici) prima di volare verso altre isole, soprattutto Maui. Evitate le suddette aree vi troverete in una città di medie dimensioni (circa 400.000 abitanti, area metropolitana meno di 1mln) perfettamente organizzata, che gode di ottimo clima (d’inverno le minime non scendono sotto i 18° e d’estate non raggiungono i 32°, vedi grafico in basso), piena di verde, considerata una delle più sicure degli Stati Uniti (e i crimini come al solito sono concentrati nelle zone frequentate dai turisti) e, dulcis in fundo, non così cara come molti pensano ... basta sapersi organizzare.
Certamente non è pensabile vivere bene e tranquillamente con poche decine di euro come, per esempio, in Thailandia, ma non è neanche vero che ci vogliano centinaia di euro al giorno. Le cifre che mi accingo a riportare sono quelle di allora (in dollari, oltretutto per mia fortuna all’epoca il cambio fluttuava fra 1,45 e 1,50) e i prezzi sono certamente aumentati ma penso sia interessante avere un’idea di cosa si possa fare, a quali costi. Conditio sine qua non è quella di sapersi destreggiare con l’inglese.
Comincio con il viaggio, allora pagai circa 1.000 euro con la British, ma oggi (in determinati periodi) si riesce a raggiungere le Hawaii anche con soli 800 euro, con compagnie affidabili come Lufthansa o KLM, poco se si considerano le circa 20 ore di volo nette.
Alloggio: scordatevi degli alberghi e anche dei B&B, puntate piuttosto a condividere un appartamento, prassi comunissima negli USA, in quanto ermandosi vari mesi i prezzi sono accessibilissimi. Durante l’ultimo mese prima di partire controllai quasi ogni giorno craiglist.com (sul quale c’è di tutto e di più, filtrato per settori, stati e città) e tutt’oggi in “rooms & shares” troverete una notevole quantità di offerte fra i 500 e gli 800$, prezzi che variano a seconda della zona e se includono i consumi, internet, uso cucina e via discorrendo. Tre giorni prima di volare alle Hawaii, inviai 6 email richiedendo un appuntamento per visitare la casa, in tre mi risposero, la prima mi piacque e ci rimasi per 5 mesi. Inclusi i consumi spesi fra i 700 e i 750$/mese (allora =500 euro) per soggiornare in una casa abbastanza moderna con 4 stanze da letto e due bagni, cucina attrezzatissima con due frigoriferi enormi (freezer, icemaker, potabilizzatore), lavatrice, asciugatrice, salone, tv e internet in ogni camera, spazio esterno con parte coperta, prato e ... piscina.
   
La casa si trovava ad Hawaii Kai, zona residenziale a est del centro, al termine di una strada senza uscita, quindi senza traffico, ma a soli 200m dalla strada principale, a vista del Koko Crater (quello che si vede sempre in Hawaii Five-O, foto a dsx) fermata bus ed enorme Safeway (supermercato alimentare dove si trova di tutto, da prodotti italiani originali, formaggi di tutta Europa, olive greche, spezie orientali, vini australiani, argentini, cileni, ma anche italiani e francesi). 
Trasporti: l’abbonamento mensile (mese solare) costava appena 40$ (oggi 60), valido per bus regolari ed Express sull'intera isola, e considerate che le linee sono tante, le corse frequenti, per le tratte principali i bus circolano anche in piena notte, si può raggiungere quasi ogni punto di Oahu (circa 50km da nord a sud e altrettanti da est a ovest) e, infine, davanti ad ogni mezzo ci sono due portabici ad uso gratuito. 
Cibo: si può mangiare non troppo male ed abbondantemente (porzioni americane, ma non per forza cibo gringo) nei food court o piccoli locali etnici o bio per meno di 10$, ancora più economica Chinatown con un numero spropositato di locali non solo cinesi, ma anche vietnamiti, laotiani, filippini, giapponesi, ... gli asiatici costituiscono il 38% della popolazione dell’isola, quindi è facile trovare piatti originali e non per turisti. Con un pasto fuori e uno a casa, oltre alla prima colazione, si riesce a non spendere molto.
Svago: cinema buoni e relativamente economici (anche matinée a 2$), Museo del Cinema a 5 e Teatro del Museo Doris Duke 8 (qui si organizzano interessanti rassegne con continuità). Spiagge libere quasi dovunque e, per i camminatori come me, possibilità di aggregarsi a vari gruppi escursionistici gratis o per pochi dollari. Tante altre opportunità gratuite o quasi, per lo più all’aperto. Quanto migliore è il vostro inglese, tante più opportunità avrete di socializzare e partecipare a riunioni, conferenze, corsi e programmi di volontariato. In quest’ultimo campo scelsi gli Honolulu Botanical Gardens (sono 5, a differente indirizzo) e produssi le nuove mappe, molto apprezzate, per due di essi (un mese dopo essere rientrato, mi inviarono un riconoscimento ufficiale, io sono quello in basso a sx). 
Se si riesce a comunicare bene, la partecipazione a qualunque di queste attività (passeggiate, corsi, volontariato) facilita i rapporti con la comunità locale, si conoscono persone interessanti, si migliora il proprio vocabolario e, a meno di non essere asociali o eccessivamente timidi e introversi, ci si diverte.
In conclusione, per chi ha disponibilità di tempo un soggiorno alle Hawaii non è irrealizzabile e può essere molto gratificante se si sta lontano dai turisti ed in particolare quelli che parlano la vostra lingua ... full immersion. In 5 mesi ho scambiato solo poche parole in italiano con una signora (che però viveva in California ) ad uno dei frequenti party che si organizzano dopo le escursioni, ma immediatamente tornammo all’inglese.

Questo video è stato l’ultimo “richiamo” ... singolare scherzo della Natura creato dalla lava del Kilauea (Big Island), un vulcano che ha fatto fare tante pessime figure ai vulcanologi più esperti per decenni hanno affermato che la sua eruzione non sarebbe durata ancora per molto, eppure va avanti ininterrottamente da oltre 33 (proprio trentatré) anni avendo avuto inizio il 3 gennaio 1983.

sabato 25 ottobre 2014

Escursioni “sociali-indipendenti” … il metodo hawaiiano

Durante il mio svernamento 2007-2008 appresi nuovi metodi di organizzazione e conduzione delle camminate - almeno per me che avevo scarsissima esperienza con associazioni escursionistiche - li apprezzai, li adattai un poco alle esigenze degli allora EL - Escursionisti Lubrensi e ne ricavai il Decalogo FREE, tuttora adottato da vari gruppi in tutta Italia. Infatti, qualche altro gruppo che frequenta i Lattari l’ha aggiustato e “addolcito”, altri mi hanno chiesto di adottarlo integralmente (certamente ricordo un gruppo ligure ed uno del centro Italia), molti mi hanno scritto semplicemente per dirmi quanto lo apprezzassero e ne condividessero i principi. Il concetto fondamentale è concisamente (eppure chiaramente) illustrato nel V comandamento:
Durante le escursioni sei l’unico responsabile della tua sicurezza, non ci sono "guide" ufficiali anche se c'è sempre chi (forse) già conosce il percorso e comunque sei tu che decidi se seguirlo o meno. Considerato che chi ti precede non si volterà per vedere se sei in difficoltà, non perderlo mai di vista. 
Alle Hawaii ho camminato regolarmente con due gruppi ben consolidati e organizzati seppur completamente diversi nella loro struttura sociale. 
Prima della partenza avevo avuto uno scambio di email con l’HTMC (Hawaiian Trail and Mountain Club) e il mio interlocutore mi aveva suggerito di mettermi in contattato anche con Solemates, gruppo che sembra quasi una setta segreta in quanto è difficile da trovare non avendo un sito, né una pagina, né recapiti ufficiali, né logo, né sede. Solo se si riesce a conoscere qualche solemate si potrà conoscere ora e punto d’incontro della prossima uscita e forse entrare nella mailing list … l’unica cosa reale dei Solemates
Il terzo giorno di permanenza sull’isola di Oahu cominciai quindi a frequentare questa associazione-non-associazione che regolarmente esce tutti i mercoledì (ricevo ancora i loro programmi). Prima di ogni escursione un responsabile-non-responsabile ricorda ai convenuti al punto di incontro che camminano sotto la propria responsabilità, che i Solemates non esistono, non c’è quota da pagare, non c’è presidente, non c’è alcuna guida, e altri avvisi simili.
Conoscendo la “litigiosità legale” degli americani non solo per sentito dire, ma anche per averci avuto a che fare già per parecchi anni guidando walking tours, il fatto mi sbalordì non poco, ma ben presto mi resi conto che il sistema funziona perfettamente. Questa presa di coscienza mi portò a promuovere la conversione degli Escursionisti Lubrensi in FREE (Free Ramblers, Escursionisti Epicurei), cosa che regolarmente avvenne l’anno successivo.
All'orario stabilito per la partenza, Tom M. (a volte - raramente - sostituito da John H.) comunicava la destinazione, la distanza della possibile meta, le alternative per percorsi più brevi e (più importante di tutto) il turn around time. Questa è l’ora limite alla quale ognuno che non ha ancora raggiunto la sua meta, dovunque si trovi, deve iniziare il percorso di ritorno. Questo tipo di organizzazione, facilitato dal fatto che la maggior parte delle escursioni consistono in una ascesa e successiva discesa lungo lo stesso itinerario, permette ad ognuno di procedere al proprio passo, in compagnia di chi crede e percorrere solo la distanza che vuole. I “veloci” e quelli che semplicemente hanno fretta arrivano in cima, fanno una breve pausa pranzo e ridiscendono incrociando o superando, a seconda se è prima o dopo il turn around time, quelli che camminano più piano. Tutti ritornano felici e contenti per aver coperto al loro passo la distanza che più gradiscono, per aver effettuato le soste che desideravano quando volevano loro, per non aver dovuto aspettare nessuno, per aver trovato - probabilmente - le loro solemates. Ciò vale anche per escursioni più impegnative come quella lungo il crinale dei tre picchi di Olomana (fatta però con l'HTMC).

Chiudo questo primo post (nei prossimi parlerò dell’HTMC, della sicurezza, dei sentieri hawaiiani e altro) spiegando il sottile gioco di parole del nome di questo gruppo-non-gruppo. Per chi non lo sapesse, l’inglese non ha quasi regole in merito alla corrispondenza fra ortografia e pronuncia. Sono numerosi i casi di parole scritte in modo identico che si pronunciano diversamente assumendo significati completamente differenti e parole che seppur scritte in modo diverso hanno esattamente la stessa pronuncia. Questo è il caso di soul (anima) e sole (suola, ma anche sogliola …) e quindi chi semplicemente ascolta "solemates" intende “anima gemella”, “spirito affine”, “amico del cuore” e solo quando leggerà il nome dell’associazione-non-associazione si renderà conto che si tratta non di un gruppo di persone con affinità di ideali o sentimenti o addirittura alla ricerca di anime gemelle, ma più prosaicamente di “compagni di suola”, quella delle scarpe da trekking, e quindi di escursionisti ...