Visualizzazione post con etichetta Neve. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Neve. Mostra tutti i post

mercoledì 18 marzo 2020

Gli Orientisti? ... più strani degli Escursionisti, ma non certo stupidi!

Se per alcuni gli escursionisti sono assimilabili agli scemi (leggi post), per gli stessi gli orientisti saranno certamente considerati dei pazzi.
Entrereste da soli in un bosco come questo mostrato nelle foto in basso (Golubinjak, Croazia), oltretutto sapendo che è quasi del tutto privo di sentieri? Uno di quei boschi nei quali nessuna persona sana di mente (che significa?) si sarebbe mai avventurato da solo? 
 

 
Eppure volontariamente gli orientisti vanno a crearsi problemi dovunque e pagano per partecipare a queste gare che più difficili sono e maggior soddisfazione danno. Entrano in qualunque bosco e si avventurano in qualunque area selvaggia contando solo sulla mappa raccolta al momento della partenza, una bussola e la loro testa … e poi ne escono certamente vivi anche se stanchi e spesso con qualche graffio in più. Perfino io che sono nemico del freddo ho corso su terreni ghiacciati e anche in 30 centimetri di neve, nel fango, sulla sabbia, nella nebbia e sotto la pioggia … ma ci sono anche terreni più accoglienti, ma non per questo più semplici in mezzo a centinaia di pietroni (classici dell'Alentejo).
 
Molti sono i pregi della Corsa di Orientamento (Orienteering) … attività sportiva all’aperto e per lo più in ambiente naturale, uso di doti mentali più che fisiche, cimentarsi sugli stessi terreni di gara percorsi dai campioni, pur non avendo arbitri in campo nessuno litiga e ognuno si fa carico dei propri errori e quindi decide se parlarne con altri concorrenti, amici o sconosciuti che siano, discutere delle proprie scelte o semplicemente prendersela a ridere, “piangere sulle proprie miserie” (idiozie più o meno gravi commesse) casomai litigando con la carta di gara.
In merito a ciò ricordo due episodi esemplari, entrambi avvenuti al termine di gare internazionali. Quello che è rimasto più impresso nella mente è uno che ha valso ad un orientista portoghese il soprannome che vergogna! Lo vedemmo camminare lentamente nell’arena (l’area al lato dell’arrivo, es. sotto a sx)), intento a osservare la carta, si fermava riguardava la carta e diceva “Que vergonha!” poi alzava gli occhi al cielo, faceva pochi passi, riguardava la carta e ripeteva “Que vergonha!”, sempre ad alta voce e, questo sì, senza vergogna. L’altro caso è in parte simile, ma il protagonista fu un atleta spagnolo di buon livello che dopo essere passato a scaricare i dati e poi per il ristoro, appena giunto dove era accampato con i suoi amici, sbatté la mappa (forse una come quella sotto a dx?) a terra gridando ¡Cabròn!, ovviamente riferito a sé stesso. Cosa avevano mai combinato i due? Non si sa, ma gli aneddoti evidenziano che ogni orientista, atleta di punta che ambisca al successo o amatore che non avrebbe mai vinto, si rende conto degli errori commessi e incolpa solo sé stesso. L’esperienza dimostra che nessuno è esente da sbagli e che la gara perfetta non esiste.
 
Ricordo che una volta in Slovenia, eravamo rimasti in pochi in attesa della partenza, sul fondo di una classica dolina carsica (una profonda depressione), in un bosco tanto fitto da far sembrare quasi fosse notte, un collega commentò: “Certo dobbiamo essere strani per stare qui da soli, in un posto come questo!”, ed aveva certamente ragione, ma stranezza non è sinonimo di stupidità.

Molto strani … certamente è quello che pensano le persone che ci spiano dalle finestre o dall'uscio di casa quando andiamo a correre nei centri storici di paesini sperduti in aree montane o rurali. I residenti abituati a vedere sempre le stesse (relativamente poche) facce, si vedono davanti un numero enorme di persone di tutte le età (soprattutto ultracinquantenni e chiaramente stranieri) che indossano divise colorate e spesso sgargianti, di fogge per loro inconcepibili o addirittura scandalose. Gli sguardi, specialmente di quelli più avanti con l’età, sono uno spettacolo ma più che significativi … fra lo sbalordito e il riprovevole.
Che volete? noi Orientisti, ci divertiamo così!

domenica 15 settembre 2019

Escursione F da Sant’Agata: San Costanzo, Jeranto e tanto altro

L'escursione F è l’ultima su terraferma, la settima sarà quella sull'isola di Capri (speriamo di poterla effettuare). Proseguendo il nostro cammino verso l’estremità della penisola, questa tappa è stata ideata in due versioni più o meno simili sia per lunghezza che per dislivello, con 2/3 dello sviluppo in comune e due tratti ciascuno diversi fra loro. Il tratto più impegnativo della 1 è il suo secondo (crinale di San Costanzo a partire da Punta Campanella), quello meno scorrevole dell’altra inizia dopo appena 1km dalla partenza con il Cafariello e poi con il sempre un po’ ostico 300 fra Guardia e pineta del Monte di Monticchio
Non è detto che tutti debbano scegliere lo stesso percorso, i partecipanti potranno anche dividersi in due gruppi e darsi appuntamento direttamente a Vetavole, dopo una decina di chilometri, dove sarà effettuata la sosta picnic.
Nel dettaglio, come si può evincere anche osservando la mappa, ecco i due percorsi, per comodità indicati 1 (18,5km, via Torvillo e Campanella) e 2 (18km, via Monte di Monticchio e Vuallariello).
Si parte comunque insieme da Sant'Agata e ci si dirige verso la Pedara, dove il percorso 1 prosegue in piano per varie centinaia di metri, sale a Santa Maria della Neve e scende per Torvillo fino alla strada della Spina.
Invece, il percorso 2 si percorre tutta via Pigna e poi il Cafariello per immettersi sul 300 nei pressi pel ponticello sul Rivo Iarito. Si segue quindi l’Alta Via dei Monti Lattari passando per Guardia, Cuparo e Monte di Monticchio e la si abbandonerà per ricongiungersi all’altro tracciato a metà via Spina, tramite la bretella 355.
Da qui a Termini e poco oltre il percorso è identico per entrambe i percorsi; questi si divideranno a Cercito, con l’1 che prosegue fino a punta della Campanella per poi risalire a Vetavole via Rezzale e crinale mentre il 2 (più impegnativo nella prima parte) raggiunge lo stesso posto percorrendo i comodi sentieri delle Selve e del Vuallariello. Se si scegliesse di procedere in due gruppi diversi, chi arriva prima aspetta gli altri per mettere mano a cibarie e libagioni.
   
Dopo il meritato ristoro e dopo aver effettuato una breve puntata alla Cappella di San Costanzo (3 possibili itinerari, da scegliere al momento), ci aspetta una parte non proprio facile ma almeno di poco impegno fisico ... la discesa del 300 verso Nerano. La prima parte è poco pendente e panoramica, si prosegue quasi in piano per i faraglioni di Nerano e infine arriva l'ultima parte in bosco lungo un sentiero molto ripido che potrebbe essere scivoloso quindi si dovrà prestare massima attenzione.
Alla fine della discesa (a pochi metri da Nerano) si devia a destra sul sentiero per Jeranto (339) che percorreremo fino alla fine e visiteremo i vari punti notevoli: la piana della ex-cava, Penna (l'ultimo dei Tre Pizzi di Jeranto), il belvedere presso la Torre di Mont’alto. L'ordine di visita dei suddetti posti sarà deciso al momento e si può aggiungere anche la discesa alla spiaggia ... vari vorranno mettere i piedi a mare, ma non credo che qualcuno oserà anche una nuotata (ad aprile l’acqua è fredda). Comunque, ognuno è libero di fare come gli pare.
Si ritorna quindi a Nerano lungo lo stesso percorso e poi si raggiunge Sant'Agata con bus di linea. Sarà una giornata relativamente tranquilla, ma molto panoramica e varia.

Il TREK Amalfi - Sorrento 2020 è un’occasione di incontro tra camminatori indipendenti ed autosufficienti e NON una serie di escursioni guidate!

Sul sito www.caimontilattari.it trovate tracce e info dei sentieri CAI 300355 e 339.

l'escursione G sull'isola di Capri sarà online fra qualche giorno