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mercoledì 22 luglio 2015

Il Giro di S. Croce NON include Punta Campanella

Mi vedo costretto a questa ennesima precisazione, in quanto sembra che tanti leggano troppo velocemente e intendono ciò che vogliono intendere, ben diverso da quanto scritto.
Sono apparsi articoli a stampa e post nei quali si riferisce che io avrei proposto un "percorso alternativo per raggiungere Punta Campanella, ora che la strada è chiusa per lavori."
Nei due post che ho pubblicato in merito, solo in quello del 14 luglio compare la parola alternativo/a (tre volte) e mai in quel senso. Prima di analizzare - per ribadire il mio pensiero - quanto già scritto in precedenza, sottolineo che la proposta era incentrata su una "alternativa a Punta Campanella" e non "alternativa per Punta Campanella". La differenza è sostanziale.

I citazione:
Ho quindi elaborato una proposta di circuito alternativo (per ora lo chiamerò Giro di Santa Croce) .... In sostanza ho suggerito di utilizzare ufficialmente il sentiero da poco ripulito e sistemato, fra Cercito e il Vuallariello per accedere alla parte alta del crinale (sentiero CAI 300,  fra il “radar” e Punta Campanella).
In questo primo paragrafo parlo di "circuito alternativo" e non di "percorso alternativo". Vale a dire suggerisco di proporre agli escursionisti che giungono a Termini avendo come obiettivo il Circuito di Athena (impraticabile in quanto fino al 2016 circa 2 km dell'itinerario sono interdetti al transito) di percorrere invece il Giro di Santa Croce, altrettanto panoramico, pur nella sua diversità. Questo intercetta il sentiero CAI a quota 400m circa, ben lontano e più in alto di Punta Campanella, e poi si dirige verso San Costanzo.

II citazione: 
In questo modo si fornirebbe una valida alternativa sia alla semplice passeggiata alla Torre Minerva e ritorno, sia al circuito di Athena.
Come scritto poc'anzi, il Giro di Santa Croce è "un'alternativa a", come dire: "se non partono i traghetti, un'alternativa a Capri è Pompei" e non "c'è traffico sull'Amalfitana, un'alternativa per andare a Ravello è il valico di Chiunzi."  Nel primo caso (come quello di cui si discute) c'è un cambio di destinazione, nel secondo la metà rimane la stessa, si cambia itinerario (interpretazione arbitraria del mio post, cosa che non mi sembra di aver scritto.

III citazione: 
Spero anche di vedere a breve un pannello con cartina al bivio di via Cercito che indichi che quello è il percorso alternativo per raggiungere il crinale
In quest'ultimo caso è vero che ho scritto "percorso alternativo per", ma la destinazione è il crinale e non Punta Campanella

Per concludere, e spero che sia ben chiaro, ripeto che l'ultima parte di via Campanella (1,7km dalla località Cancello fino al termine nei pressi del faro e della torre Minerva) è chiusa al traffico veicolare e pedonale. 
Infine, riporto le testuali parole del mio post del 14 luglio:
Lavori sono previsti anche nell’area circostante la torre che quindi sarà chiusa anche per quelli che pensano di raggiungerla da monte, percorrendo il crinale.  
FINO A NUOVO ORDINE (si spera entro il 31 dicembre 2015)
NON SI VA A PUNTA CAMPANELLA 

sabato 26 luglio 2014

Toponomastica: una considerazione-smentita in merito all’etimologia di Punta della Campanella

Nel post del 15 luglio trattavo dei toponimi costieri dei Golfi di Napoli e Salerno presenti su alcuni portolani visti a Mallorca (vedi post cartografia-nautica-maiorchina-del-500.html)
Su numerose carte del '500 appare il toponimo C: Campanella

“L'etimologia del nome della punta è chiaramente legato a una cam­pana, ma esistono due differenti versioni circa il perché del nome. La più semplice delle due teorie sostiene che sulla Torre Mi­nerva, dove stavano i soldati di guardia per avvistare eventuali navi saracene in avvicinamento, esisteva una piccola campana che veniva suonata in caso di pericolo.

L'altra è molto più colorita e fantasiosa e di conseguenza anche più conosciuta. Si narra che in una delle scorribande dei Sarace­ni nella Penisola Sorrentina (i più dicono che si trattasse pro­prio di quella tristemente famosa del 1558) fu saccheggiata anche la chiesa di Sant'Antonino Abate, protettore di Sorrento. Quando la flotta pirata giunse alla Punta della Campanella, la nave che trasportava la campana e gli altri oggetti trafugati nella chiesa fu bloccata da una forza misteriosa e, nel tentativo di procedere e di raggiungere le altre fuste che intanto si al­lontanavano, i predoni cominciarono ad alleggerire l'imbarcazione gettando in mare parte del loro bottino. Ma solo quando si libe­rarono della campana di bronzo di Sant'Antonino riuscirono a dop­piare la punta. La leggenda vuole che, non appena la campana fu gettata in mare, si levò un improvviso e fortissimo vento che consentì al vascello pirata di raggiungere in pochi attimi le al­tre fuste. C'è anche chi sostiene che ogni 14 febbraio, festa del santo protettore di Sorrento, si sente la campana suonare sott'acqua, e chi non ci crede può andare a controllare!”.
Da Le coste di Sorrento e di Amalfi - G. Visetti (1991)
Ma la leggenda che lega il toponimo ai saraceni si riferisce agli avvenimenti del giugno 1558, quindi posteriori o quasi contemporanee alla redazione delle pergamene. Ciò esclude definitivamente la già remota possibilità che da questo colorita narrazione di un fatto storico, tristemente vero e tragico per i sorrentini e i massesi, derivasse il nome Campanella.