Visto che la discussione in merito all’immaginato
suddetto percorso si è sviluppata su varie pagine FB e blog, ho pensato fosse
interessante condensare quanto di pertinente ho letto (sicuramente c’è anche altro
in rete), soprattutto sulle pagine FB Azione in Comune, FB Camminate e questo blog Discettazioni Erranti. Le opinioni salienti di seguito riassunte chiaramente escludono tutto ciò che è
stato detto a proposito del nome, non essendo di alcun interesse pratico.
Prima di passare a riportare stralci di commenti ai post originali, devo sottolineare che Azione in Comune ha
provveduto a pubblicare un chiarimento che tuttavia, oltre a ridimensionare quanto precedente scritto, contiene una nuova errata informazione
o, almeno, interpretazione: “Un sentiero che unisce tutte le torri della nostra
costa, di fatto esisterebbe già”. Infatti, come si evince dallo schizzo qui in basso, non c'è modo di racchiuderli in un solo itinerario senza includere deviazioni (a/r), con circa 200m di dislivello ciascuna, e non ci sono grandi alternative essendo sentieri ciechi verso il mare. I principali percorsi CAI che attraversano il versante meridionale massese sono evidenziati in rosso e quelli che interessano le torri sono:
300 passa al lato della T. Recommone e T. Minerva, a monte di T. Fossa Papa
344 arriva in prossimità della T. Crapolla
339 arriva in prossimità di T. Mont'Alto
Sembrano esservi convinti che il percorso a mezzacosta fra Campanella e il
rivolo San Costanzo sia praticamente irrealizzabile, non solo per le difficoltà
oggettive e per non essere tutto pubblico, ma soprattutto per ricadere in un’area
segnalata dal Ministero dell'Ambiente fra quelle soggette a franosità diffusa (evidenziate nell'immagine in basso).
In conseguenza di ciò, non è assolutamente ipotizzabile chiedere di creare un
percorso in quella zona se non prevedendo grandissimi e costosissimi lavori di
messa in sicurezza.
Passando ai contenuti dei commenti, molti sono stati gli inviti generici ad abbandonare i mega progetti a favore della manutenzione dei percorsi esistenti che, senza dubbio, necessitano di una migliore e più continua attenzione.
Per esempio:
* Lasciamo questo meraviglioso tratto di costa
a MADRE NATURA. Ogni intervento, al fin di creare solo una traccia,
arrecherebbe stravolgimenti ad un ecosistema di valore inestimabile (Anonimo)
* Alla luce delle tue osservazioni sono
assolutamente d’accordo sul percorso da te indicato. (Michele Pollio, rivolto a
me)
* ... mi limito a precisare e
ribadire che non ho indicato alcun percorso, ho semplicemente sottolineato le
incongruenze ed enormi problematiche del vostro "immaginato"
itinerario. Ci sono già tanti sentieri spettacolari e molti di essi sono anche
corredati di segnavia (del CAI e/o comunali). La priorità dovrebbe essere quella di
manutenere l'esistente e pubblicizzarlo correttamente. (mia risposta a Michele Pollio)
* Manutenzione, facciamo manutenzione del
territorio: è come avere una bella casa e non fare mai una riimbiancata alle
pareti! (Salvatore Donnarumma)
* Con tante cose da fare sui sentieri
esistenti, sembra veramente assurdo immaginare di poter realizzare una cosa del
genere. Iniziamo dalle piccole cose solo così possiamo raggiungere i grandi
obiettivi, nell’ottica delle possibilità reali e sulla base delle giuste
conoscenze territoriali e geomorfologiche. (Maria Buonocore)
In quanto al percorso "contestato":
* … E vogliamo parlare del fatto che oltre la
metà di questo "sentiero" passerebbe in aree a franosità diffusa? (Maurizio
Fiorentino)
* La volontà di ricerca di itinerari ex novo
quando basterebbe rivalorizzare quelli già presenti e chiaramente tracciati, (e
che sono vendibili anche sotto forma di prodotti turistico finito) rischia di
arenarsi in uno di quei progetti senza seguito come molti altri che sono stati
annunciati in pompa magna poi forzatamente varati e che non riusciranno
probabilmente mai trovare un' attuazione, quando in sostanza Massa Lubrense
parte da una solida base di partenza già avviata: una rete sentieristica
approntata da gente seria e competente diversi anni addietro con l' aiuto di
tecnici e appassionati locali (Giovanni Gargiulo)
* Proporsi e proporre va bene sempre,
soprattutto per il territorio, ma ipotizzare un’idea sulla base del nulla e poi
concludere con il “Ci riusciremo” è tutt’altro cosa. Spero anch’io che vi
attiviate per risolvere quelli che sono i problemi del quotidiano sui sentieri.
(Maria Buonocore a Michele Pollio)
* Premetto che è bello leggere commenti di
persone ben più esperte di noi! Tuttavia volevo invitare a leggere il post di
Azione in Comune con attenzione. Volutamente non avevamo indicato nessun
itinerario, consapevoli che ogni proposta andasse preventivamente valutata con
persone ben più esperte di noi. Pertanto penso che molti commenti non sono
assolutamente giusti. (Michele Pollio)
* ... quello che dici è vero, ma devo
mio malgrado sottolineare che il post inizia con "immaginate per un
attimo" (non c'è nulla da immaginare i percorsi per unire le torri
costiere già ci sono a meno che non si voglia fare un collegamento ex novo) e
sono delineati alcuni dei punti collegabili come a confermare l'equivocità del
post per poi culminare con "ci riusciremo".
… mi dispiace che le vostre buone intenzioni
si rendessero vane per un progetto di impossibile attuazione come hanno fatto
le precedenti amministrazioni con progetti faraonici, per poi non spendere
poche migliaia di euro per tagliare qualche ramo sulla pineta a San Costanzo o
rimuovere i pini caduti.
Forse sì, ho frainteso quale sia stato il
progetto e te ne rendo conto, a tal proposito vi invito a proseguire per questa
strada e dare il giusto rilievo alla cura del nostro territorio e ai suoi
collegamenti. Vedendo questa realtà turistica tutti i giorni vi posso confermare
che vi ripagherà. (Giovanni Gargiulo a Michele Pollio)
A breve pubblicherò altri post relativi a sentieristica ed escursionismo, con l'obiettivo di fornire idee ai candidati alle prossime elezioni comunali e con la speranza che qualcuno, di qualunque lista, prenda a cuore la situazione e si impegni con promesse (che poi ci si augura vorrà mantenere).
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lunedì 27 gennaio 2020
Sentiero delle Torri Saracene (riepilogo)
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domenica 26 gennaio 2020
"Sentiero delle Torri Saracene" - considerazioni personali
Poche
ore fa mi è stato segnalato il post fissato sullo screenshot al lato. Al di
là della sintassi dello stesso (potrebbe trattarsi di conseguenze di refusi),
mi lascia molto perplesso l’idea in sé.
Mi piacerebbe interloquire con “le migliori guide” di Massa Lubrense che, suppongo, siano state precedentemente consultate. O si tratta di idea estemporanea di chi non conosce il territorio?
L'itinerario non mi è del tutto chiaro: "un percorso da Termini a Torca" che va "fino a Crapolla"?
Da quello che mi hanno poi spiegato (non evincendosi chiaramente dalle poche righe del post) il pezzo forte del progetto dovrebbe essere il tratto Campanella – Jeranto, o meglio Rezzale – Sprito, già ipotizzato più volte in passato e, per fortuna, rimasto sempre lettera morta. Quel pendio non è tutto appartenente al Demanio Comunale, il declivio è instabile e perennemente in frana e il percorso includerebbe comunque molti saliscendi per passare fra le pareti a monte dell’alta falesia di Bennuolo. Il problema non è certo il passaggio del Rivo ‘a Falanga (spero non vi siate persi …).
Essendo un sentiero da sistemare ex-novo, qualche Ente dovrà certamente rilasciare autorizzazione e chi mai la firmerà se non si rispettano le “norme di sicurezza”? Un percorso storico esistente - e bene o male battuto - può essere più o meno pericoloso ma è sempre stato così; uno nuovo è tutt’altra cosa. Probabilmente sarebbe richiesta una larghezza minima, contenimento a valle e scalzatura a monte, forse anche un lungo passamano (di quelli tanto amati dalle Amministrazioni). Qualcuno immagina come apparirebbe il pendio fra Purrale e Chiano Piccio con una inevitabile lunghissima linea ondulata che lo taglia trasversalmente?
Esistendo già uno spettacolare percorso di crinale con panorama molto migliore e più ampio che abbraccia i due golfi (foto sopra), quale sarebbe il vantaggio di questa enorme spesa? Il risparmio di qualche centinaio di metri di dislivello e qualche chilometro di cammino? E la successiva indispensabile manutenzione? Oggettivamente, considerato che a malapena si trovano i fondi per mantenere una transitabilità appena decente, è concepibile avventurarsi in tale impresa?
Oltre Nerano il percorso ricalcherebbe il CAI 300, a meno che i progettisti non ipotizzino anche un Recommone – Portiglione – Crapolla a quote molto più basse.
Passando ad altro, quando sono andato a guardare il post ho notato l’esistenza di ben 22 di commenti e mi ha fatto piacere pensare che in sole 7 ore già tanti escursionisti ed esperti del territorio si fossero preoccupati dell’assunto, salvo scoprire che non c’era un solo commento tecnico o pratico e la maggior parte riguardavano solo il nome dell’ipotetico sentiero. La diatriba non ha niente a che vedere con l'escursionismo o la sentieristica e, per mettere d'accordo i contendenti sulla definizione delle torri (comunemente ed erronaemante dette "saracene", tecnicamente "vicereali" anche se alcune di impianto di epoca precedente al viceregno) si potrebbe utilizzare l'orrendo termine "anti-saraceni" (o "antisaracene"), che pur viene proposto di tanto in tanto; almeno avrebbe un significato chiaro. Si potrebbe anche aggiungere "costiere" per distinguerle dalle altre non militari e private. I più pignoli potrebbero mettere altra carne a cuocere facendo riferimento alla Flotta Ottomana che, in effetti, spinse ad aggiungere nella seconda metà del '500 molte torri alle preesistenti.
Ma che importanza ha ai fini della realizzazione o meno del percorso?
Mi preoccupa la dichiarazione conclusiva “Ci proveremo e ci riusciremo”.
Mi piacerebbe interloquire con “le migliori guide” di Massa Lubrense che, suppongo, siano state precedentemente consultate. O si tratta di idea estemporanea di chi non conosce il territorio?
L'itinerario non mi è del tutto chiaro: "un percorso da Termini a Torca" che va "fino a Crapolla"?
Da quello che mi hanno poi spiegato (non evincendosi chiaramente dalle poche righe del post) il pezzo forte del progetto dovrebbe essere il tratto Campanella – Jeranto, o meglio Rezzale – Sprito, già ipotizzato più volte in passato e, per fortuna, rimasto sempre lettera morta. Quel pendio non è tutto appartenente al Demanio Comunale, il declivio è instabile e perennemente in frana e il percorso includerebbe comunque molti saliscendi per passare fra le pareti a monte dell’alta falesia di Bennuolo. Il problema non è certo il passaggio del Rivo ‘a Falanga (spero non vi siate persi …).
Essendo un sentiero da sistemare ex-novo, qualche Ente dovrà certamente rilasciare autorizzazione e chi mai la firmerà se non si rispettano le “norme di sicurezza”? Un percorso storico esistente - e bene o male battuto - può essere più o meno pericoloso ma è sempre stato così; uno nuovo è tutt’altra cosa. Probabilmente sarebbe richiesta una larghezza minima, contenimento a valle e scalzatura a monte, forse anche un lungo passamano (di quelli tanto amati dalle Amministrazioni). Qualcuno immagina come apparirebbe il pendio fra Purrale e Chiano Piccio con una inevitabile lunghissima linea ondulata che lo taglia trasversalmente?
Esistendo già uno spettacolare percorso di crinale con panorama molto migliore e più ampio che abbraccia i due golfi (foto sopra), quale sarebbe il vantaggio di questa enorme spesa? Il risparmio di qualche centinaio di metri di dislivello e qualche chilometro di cammino? E la successiva indispensabile manutenzione? Oggettivamente, considerato che a malapena si trovano i fondi per mantenere una transitabilità appena decente, è concepibile avventurarsi in tale impresa?
Oltre Nerano il percorso ricalcherebbe il CAI 300, a meno che i progettisti non ipotizzino anche un Recommone – Portiglione – Crapolla a quote molto più basse.
Passando ad altro, quando sono andato a guardare il post ho notato l’esistenza di ben 22 di commenti e mi ha fatto piacere pensare che in sole 7 ore già tanti escursionisti ed esperti del territorio si fossero preoccupati dell’assunto, salvo scoprire che non c’era un solo commento tecnico o pratico e la maggior parte riguardavano solo il nome dell’ipotetico sentiero. La diatriba non ha niente a che vedere con l'escursionismo o la sentieristica e, per mettere d'accordo i contendenti sulla definizione delle torri (comunemente ed erronaemante dette "saracene", tecnicamente "vicereali" anche se alcune di impianto di epoca precedente al viceregno) si potrebbe utilizzare l'orrendo termine "anti-saraceni" (o "antisaracene"), che pur viene proposto di tanto in tanto; almeno avrebbe un significato chiaro. Si potrebbe anche aggiungere "costiere" per distinguerle dalle altre non militari e private. I più pignoli potrebbero mettere altra carne a cuocere facendo riferimento alla Flotta Ottomana che, in effetti, spinse ad aggiungere nella seconda metà del '500 molte torri alle preesistenti.
Ma che importanza ha ai fini della realizzazione o meno del percorso?
Mi preoccupa la dichiarazione conclusiva “Ci proveremo e ci riusciremo”.
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lunedì 7 ottobre 2019
Sentieri fra il CAI 300 e via Spina
post
lungo, da leggere con attenzione (se interessati);
di quasi nessun interesse per
i non escursionisti e non locali
Questa
zona, per quanto bella e panoramica, ha sempre sofferto della mancanza di
sentieri chiari e comodi essendo spesso invasi da vegetazione. A ciò si
aggiungano i periodici incendi, qualche crollo di murecina e piccoli
smottamenti e si capisce perché la traccia è stata variata più volte e si incontrano segnavia "dimenticati", per anni coperti dalla vegetazione.
Nelle ultime settimane, fra ricognizioni (CAI 300 da Recommone alla Guardia) segnatura provvisoria Cafariello, pulitura e disboscamento avevo percorso più volte i sentieri in oggetto con i soliti amici scoprendo ogni volta alcuni punti potenzialmente ingannevoli.
Proprio nel corso dell’escursione “inaugurale” del circuito dell’Isca di
venerdì scorso notammo l’esistenza di due tratti di sentiero di poche decine di
metri, paralleli ed entrambe segnati. Sembrerebbe una sciocchezza ma non lo è
affatto in quanto da quello più a monte ha inizio la bretella per via Spina ...
chi imbocca quello inferiore salta il bivio e lo cercherà (inutilmente) più
avanti. Ciò ha spinto Ludovico (che partecipò all’escursione) a commentare il
mio post scrivendo:
Prestare attenzione in alcuni tratti (di fronte l'Isca e prima di raggiungere il sentiero 355) a causa della presenza di segnatura CAI a volte fuorviante. La camminata odierna ha anche evidenziato ancora una volta (coppia di escursionisti stranieri un po’ disorientati, incontrati nei pressi di Guardia, provenienti dai Colli di San Pietro, ed accodatisi al ns gruppo per raggiungere Spina) che per queste attività non ci si può affidare esclusivamente al proprio smartphone e/o gps in quanto anche percorsi apparentemente poco insidiosi possono rivelarsi particolarmente ostici se non ci si è preliminarmente ed adeguatamente documentati e preparati. (Ludovico Mosca)Considerato che già mi ero accorto che il CAI 355 non corrispondeva alla bretella proposta vari anni fa (sulle mappe dal 2014) per lasciare il CAI 300 ed evitare la bruttissima discesa a Recommone, per cercare di fare chiarezza ieri pomeriggio ho convocato i volontari e siamo andati a fare un sopralluogo accurato, per quanto possibile.
Siamo
partiti dalla curva di via Spina (A) da dove partono
entrambe i sentieri e abbiamo scelto di scendere seguendo i pallini rossi usati
come segnavia per questo tratto del CAI 355. La prima parte è in
fondo duro, rotabile e segue la vicinale Monte per quasi 200m fino ad uno
slargo (B). Qui c’è la prima discrepanza: la traccia
gps fornita dal CAI segue la
vicinale (poco chiara e ripida fra gli ulivi) mentre i pallini seguono uno
stradone sterrato privato per poi ricongiungersi poco dopo il secondo tornante (D, foto d’insieme 1). Prima di giungervi (foto d’insieme 1), al
punto C si presenta la
possibilità di un altro errore in quanto ci sono due frecce rosse (evidenziate
con linee gialle nella f.2) che indicano di proseguire lungo lo stradone, ma
verso l’esterno della curva su una pietra (f. 3) c'è una freccia rossa (più fresca)
insieme con un pallino. Lo stradone largo termina poche decine di metri più in
basso e può valere la pena per percorrerlo solo per approfittare della bella
vista verso la baia di Nerano con Mortella, i Tre Pizzi e Monte San Costanzo
sullo sfondo.
Di
qui in avanti il tracciato con i punti rossi (apposti in numero sufficiente)
coincide con la traccia gps e prosegue con andamento irregolare fino ad entrare
nella valletta del rivolo, dove si trova la baracca E.
Poco
prima di scendere nella stretta gola, fino a una dozzina di anni fa c'era un
passaggio che costeggiava il rivolo a sinistra e giungeva presso le scalette M, sulla dir. F della vic. Monte ma si passava sempre con
difficoltà a causa dei rovi. Con la sistemazione (si spera definitiva) di detta
derivazione il tratto che segue (tanti anni fa segnato in verde) serve da
collegamento con il CAI 300, passando attraverso la
pineta.
L'innesto
di questa traccia sul 300 non è segnalato chiaramente
(non ho visto la classica bandierina bianco/rossa con numero del sentiero) e le
tracce gps si incrociano riportando il termine del 355 più a valle del 300. Ciò deriva probabilmente dal fatto che effettivamente esistono
due percorsi paralleli e che, a seconda della meta successiva, gli
escursionisti tendono a girare in anticipo a destra o sinistra. Comunque, la
differenza è poca e solo chi dal percorso principale volesse arrivare alla Spina potrebbe avere minori possibilità
di notare i primi pallini rossi.
Tornati
su traccia unica e procedendo verso est, dopo un centinaio di metri troviamo il
bivio ingannevole G. In questa direzione è
più difficile imboccare distrattamente la traccia di valle (foto sopra a sx), al contrario dell’altra
estremità (I) dove i segnavia di
monte, come si vedrà, sono poco evidenti. Questo,
come anticipato è un problema non da poco in quanto il punto in cui abbiamo
segnato la bandiera di inizio della variante Spina 355 (autorizzati dal CAI Stabia) si trova sulla traccia superiore lungo
la quale ci sono segnavia un po' sbiaditi. Al centro di quella inferiore ce n’è
invece uno fresco (H, sopra a dx).
Chi
procede verso Recommone, se non vede freccia rossa e segnavia sbiadito
(quasi occultati da un cespuglio, foto sopra) al punto I, probabilmente imbocca il percorso
più in basso e sarà rassicurato nel vedere il segnavia H e, ovviamente, chi prenda la traccia bassa (anche nell'altra direzione) non troverà il bivio mostrato nella foto in basso (K). La traccia gps fornita dal CAI sembra passare a monte.
Fatta
questa dovuta descrizione oggettiva preventiva, passo ai problemi da risolvere:
- si dovrebbe decidere in via definitiva quale collegamento fra la pineta del monte di Monticchio e via Spina si voglia evidenziare, la vicinale Monte più un tratto in proprietà privata prima di giungere nella pineta demaniale o la sua derivazione F (tutta pubblica e negli ultimi anni sempre manutenuta) e poi, in qualunque caso uniformare andamento della traccia gps, segnatura al suolo e evidenza sulle mappe. In ultima analisi, potrebbero anche rimanere entrambi segnati, ma si dovrebbe fare una netta distinzione
- eliminare i percorsi doppioni paralleli che, guarda caso, si trovano in
prossimità delle due suddette bretelle. Nel caso si optasse per il tratto basso
I-K, si dovrà spostare necessariamente la bandierina inizio sentiero
appena apposta. In qualunque caso, si dovrebbero cancellare o coprire i segnavia
(vecchi o recenti che siano) dei tratti “dismessi” e rinforzare la segnatura in
corrispondenza dei bivi.
- resta da risolvere il problema delle frecce rosse che talvolta sono utili in quanto rafforzano le indicazioni CAI, ma in altri casi sono assolutamente fuorvianti. Per esempio, quella accompagnata dalla sigla VIS (non apposta da me e non penso che si riferisca a me, anche se molti lo pensano) ben visibile su una roccia in alto (J), nei pressi dell'uscita dal vallone detto Scrivanessa (ma dovrebbe essere Comunaglia). Non ho avuto ancora modo di controllarla ma suppongo che conduca direttamente alla baracca (L).
Scusate per le foto, scattate con cell e con cielo nuvoloso. Ho ricontrollato il testo, ma qualche errore può sempre scappare. Sarò grato a chi me ne volesse segnalare.
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mercoledì 28 gennaio 2015
Aggiornamenti percorsi e cartine (Massa e Sorrento)
In vista della produzione e stampa di una cartina aggiornata
da utilizzare per nuovi poster da sistemare su tabelloni nei principali centri
abitati, sono state apportate alcune modifiche al disegno concordate con i
responsabili comunali e, per quanto di loro interesse, anche con il CAI. Le novità principali consistono nella segnalazione delle
deviazioni resesi necessarie per aggirare le interruzioni causate da frane (un paio, non
sanabili in tempi brevi), delle pessime condizioni del già noto tratto dell’Alta
Via dei Monti Lattari (CAI 300) fra Monte di Monticchio e Recommone e qualche
altra piccola variante al progetto originale. Ma andiamo per ordine.
* Sentiero con segnavia rosso fra Massa Lubrense e Sorrento (per
evitare fraintesi quello più a valle che passa per Pantano e Vigliano). Come è
noto a tutti, l’anno scorso si verificò un notevole smottamento di terreno che
da tale itinerario arrivò fin sulla strada provinciale che di conseguenza fu
chiusa per varie settimane. La “voragine” lasciata nel punto dal quale si
staccò la frana ha inghiottito buona parte del tratto di strada fra l’incrocio
con via Pantano e l’inizio di via Fontanella rendendo assolutamente
impraticabile il transito lungo il vecchio itinerario. Nello stralcio al lato
la zona è evidenziata con reticolo rosso e la deviazione per via Li Simoni e via
Paradisiello è indicata con cerchietti, anch’essi rossi.
* Una situazione simile, seppur di molto minore entità, è
quella all’inizio di via Fontana di Nerano, attacco da via Capodarco. In questo
caso il blocco creato dal crollo delle scale è molto più facilmente aggirabile
percorrendo solo pochi metri in più lungo la rotabile per Marina del Cantone e
riportandosi sul percorso con segnavia azzurri.
* Molti ricorderanno certamente il post relativo al percorso fra
Monte di Monticchio e Recommone (oltre questo, ce ne sono anche altri due sullo stesso tema) e quindi non mi ripeto, ma chi non conoscesse
la problematica è invitato ad andarlo a leggere, compresi i relativi commenti.
Si è quindi scelto di indicare (a preferenza) l’uscita dal sentiero CAI in
prossimità dell’inizio della pineta percorrendo la via vicinale (recuperata un
paio di anni fa) che conduce facilmente a via Spina. Il tracciato dal bivio
fino a Recommone è indicato con un nuovo simbolo (spiegato in legenda) che
anche alla semplice vista dà l’idea di un peggioramento del sentiero.
* Lungo lo stesso sentiero CAI 300 è stata concordata una
modifica per i collegamenti con Crapolla e la Guardia (bivio per il
Monte di Monticchio). Finora l’Alta Via
e il sentiero azzurro Sant’Agata - Crapolla avevano il tratto via Nula –
Guardia in comune.
D’ora in poi il collegamento con Torca sarà consigliato
lungo un percorso più facile e breve per via Casalvecchio mentre quello con
Sant’Agata utilizzando via Crapolla, stradina cementata e quindi sempre
praticabile.
Guardando la cartina si nota anche che queste due varianti
sono anche le più logiche e per questo già utilizzate da chi conosce il
territorio.
************
Questi pochi nuovi simboli sono stati aggiunti sotto alla già esistente legenda in italiano ed inglese in un riquadro separato e con caratteri in rosso con il titolo AVVISI * WARNINGS.
Penso che sia chiaro a tutti che si tratta di avvertimenti relativi allo stato attuale dei sentieri (inizio 2015) e che le situazione potrebbero evolversi positivamente (almeno si spera) ma, visto che alla stagione escursionistica mancano solo un paio di mesi, è presumibile che almeno per quest'anno questi problemi di transitabilità resteranno così come sono al momento.
Per quanto ne so, a breve sia queste deviazioni (seppur temporanee) che i cambiamenti di itinerari dovrebbero essere opportunamente segnalati con i soliti segnavia e, nei casi necessari, con tabelle.
Tutti coloro che distribuiscono le cartine dei sentieri fra Massa Lubrense e Sorrento sono invitati a far notare gli AVVISI a chi le chiede con l'evidente intenzione di effettuare queste escursioni.
domenica 11 gennaio 2015
Commento tardivo e replica necessaria
Poche ore fa Antonio
ha commentato il post di giovedì scorso. Visto che arriva con molto ritardo e quindi
chi aveva già letto il mio testo non si sarebbe neanche accorto del commento,
lo riporto (in rosso) e replico brevemente intercalando le risposte.
Caro Antonio, non
intendo dove vuoi andare a parare con questo commento. Capisco che sei poco informato
e oltretutto mi sembra che non hai colto il senso del post (ma forse sono io a non
essere stato abbastanza chiaro). Ti rispondo brevemente, se vorrai maggiori chiarimenti mi
scrivi, ci incontriamo e, a tavolino e vis-à-vis, ti spiego tutto quello che vuoi.
Carissimi, è vero che avevo richiamato l'attenzione al punto 34 del programma di spesa triennale pubblicato sul sito del Comune: e questo per dire innanzitutto che evidentemente qualcuno sta sbagliando: o Giovanni nel ritenere questo un sentiero non di pertinenza del Comune; o il Comune nel preventivare interventi che non gli spetterebbero.
Il sentiero CAI 300, da Cava alla Campanella, attraversa molte aree private spesso con il tacito
consenso dei proprietari, ma non sempre. Un Comune non può intervenire su un
terreno privato a meno che ci sia una convenzione specifica. Ti suggerisco di chiedere chiarimenti al Comune in merito al punto 34.
Ma al di là di questo, vorrei porre anche l'attenzione sulle ultime frasi del post: mi sembra esagerato e poco intelligente perdere (che sia il Comune o il CAI) un pezzo di sentiero: perchè a perderlo saremmo solo noi appassionati escursionisti.
Sei caduto nello
stesso equivoco di Paolino o non hai letto il mio post di ieri. Non ho detto
che voglio perdere quel pezzo di sentiero, ma così com'è è impresentabile e,
dimostrato dai fatti, pericoloso. Quindi si deve prendere qualche
provvedimento. Personalmente, negli ultimi 20 anni ho percorso quel tratto solo
una mezza dozzina di volte e non mi ha mai soddisfatto, ma trovo affascinante
tutta la restante parte verso Torca. Per ulteriore chiarezza: è solo la ripida
discesa verso Recommone la parte della quale potrei tranquillamente fare a
meno, ma se si rimettesse a posto sarebbe senz’altro una buon sentiero. Penso
che sia poco intelligente lasciarlo nello stato attuale …
E dunque mi vien da chiedere: Giovanni, sei o no uno di noi - un appassionato escursionista dei sentieri massesi? Se no, ma perchè mai collabori assiduamente con il Comune nella realizzazione delle mappe se nei tuoi intenti non c'è il battersi per la riqualificazione e il mantenimento costante di quello che a conti fatti è la nostra vera ricchezza territoriale? Per rispetto di tutti questi soldi, quelli preventivati dal Comune, ma soprattutto anche per quelli già spesi per la realizzazione delle tue mappe, …
Non capisco
assolutamente il discorso cartine … a meno che non mi stia suggerendo che avrei
dovute cederle gratuitamente, invece che “quasi gratis”. Tempo fa già ci fu un
commento simile, forse sei lo stesso e ritorni alla carica. Ne deduco che certamente
tu lavori per la gloria e che rifiuti qualunque tipo di compenso per la tua
attività, qualunque essa sia. Complimenti, hai tutta la mia ammirazione!
… e visto che sul sentiero di cui parla Matteo è già stata scritta con la bomboletta (sic!) indicazioni VIS, mi chiedo: 1. perchè è indicata quella direzione? c'è autorizzazione per quella deviazione?La scritta con spray non è mia, né l’ho mai vista, anche se ne conosco l’esistenza in quanto già varie persone me ne avevano parlato. La deviazione per la Spina (se a quella ti riferisci) fu autorizzata e realizzata con una collaborazione fra Comune, Comunità Montana, CAI e alcuni volontari (fra i quali c’ero anch’io, ma non mi ricordo di nessun Antonio) e ricalca una strada vicinale. Ma se dubiti della liceità del fatto, devi chiedere all’Amministrazione, non a me. Comincio a sospettare che tu sia uno di quelli che ama la sterile polemica.
2. perchè sulla cartina nuova - quella posta a S.Agata nei pressi della farmacia- di cui sei stato collaboratore, non è segnalato il sentiero per Recommone con dettagli circa la difficoltà di percorso?; 3. credi che i soldi già spesi siano stati inutili?La cartina a Sant’Agata (identica a quelle sistemate a Massa e a Termini) non è nuova, ma è una semplice riproduzione delle precedenti (ed è stata concessa gratuitamente).
Io credo che dovremmo guardare in faccia la realtà ma anche spronare chi di competenza perchè si attivi, a beneficio esclusivo della collettività, e non per altri interessi di parte...Antonio
Per quanto mi riguarda penso di fare la mia parte informando
chi legge il mio Blog delle conseguenze degli incendi (per quanto possibile con
continuità e precisione), descrivendo sentieri, mettendo a disposizione di tutti gli
escursionisti cartine scaricabili (gratuitamente), adoperandomi attivamente per far rimuovere i tralicci abbattuti (anche se
centinaia di escursionisti li hanno visti, non mi sembra che qualcuno si sia
mosso), richiamando l’attenzione sulla pericolosità e l’abbandono del
sentiero oggetto del post, e potrei ancora continuare.
Alla prossima
occasione, per favore, facci sapere “chi di competenza” stai spronando ed in
merito a quali questioni, a meno che il tuo commento non fosse solo improntato alla
polemica.
Sarebbe bene informarsi
prima di parlare “a schiovere” (a vanvera).
PS - ricordo che “tecnicamente”
un commento non dovrebbe includere domande (hai inserito ben 6 “?”).
sabato 10 gennaio 2015
Tralicci e discesa a Recommone - aggiornamenti
Comincio con i
tralicci. Ho trovato molta disponibilità e registrato numerosi consensi e
discutendone con persone qualificate si sono ipotizzati vari modi di procedere
per rimuovere legalmente i materiali ferrosi (arrugginiti) in questione. La
situazione lungo il sentiero di Punta Campanella dovrebbe presentare minimi
problemi in quanto i tralicci sono già abbattuti ed in gran parte sezionati.
Lungo via Jeranto, invece, quelli a terra sono ancora interi e lo
smantellamento di quello in piedi sarà certamente più complicato (ma non
certo difficilissimo).
Ho trovato anche chi è autorizzato a rimuovere materiali
di quel tipo e riciclarli (a costo zero), ma potrebbe essere utile una
collaborazione per il trasporto dei pezzi, ulteriormente ridotti, dal luogo in
cui si trovano fino al posto in cui potranno essere caricati su un veicolo. Vi terrò informati e, nel caso servisse una mano, spero che l'invito non cada nel nulla. Sono quindi molto
ottimista, spero solo che non se ne esca qualche "genio" che trovi un cavillo
burocratico impedendo di rimuovere il materiale che, per legge, non può stare dov'è, specialmente in quel modo. Chiudo l’argomento
ricordando che i sentieri verso la Campanella e Jeranto sono fra i più belli,
interessanti e panoramici del territorio lubrense e senz'altro i più frequentati. Lasciarli nello stato attuale non è un buon biglietto da visita
per il turismo e non riesco neanche a immaginare a chi possa far piacere o comodo avere
dei tralicci abbandonati a margine di sentieri pubblici. Speriamo bene …
In merito alla
descrizione del percorso fra la pineta del Monte di Monticchio e Recommone la
situazione è un po’ più complessa in quanto si dovrebbe decidere (ma chi ne ha
titolo?) cosa fare. Ci sono stati vari commenti in merito, giustamente vaghi e
in parte in contrasto fra loro.
Paolino si schiera
apertamente per il mantenimento dell’itinerario attuale, sottolineando anche il vantaggio di giungere in riva al mare. Ma la mia domanda conseguente alla proposta alternativa di via Spina era preceduta da un chiaro “Nello stato in cui si trova il "sentiero" adesso ...”. Vale a dire che anch’io sono d’accordo a mantenere il percorso Guardia -Cuparo
- pineta - Recommone - Cantone - Nerano sempre che si riesca a rendere il
sentiero più evidente, sgombro da vegetazione, meno pericoloso e meglio
segnato.
Antonio ha
suggerito: “vedi il piano triennale 2015-2017 delle opere pubbliche del Comune
di Massa Lubrense”. Il buon Matteo mi ha anticipato nella ricerca della notizia
relativa al sentiero e ci ha comunicato che “la nota del PIANO TRIENNALE che si invita a leggere é la n. 34 e parla
di 1.250.000 € in programma per risanare il sentiero da Marina del
Cantone/Recommone/Crapolla” aggiungendo un commento che condivido “forse faranno
un'autostrada ... e finirà anche "il sentiero x pochi" ... ma forse
non interessa a nessuno la "strada alternativa" che i più percorrono”.
Mi sono informato
su che cosa sia esattamente questo PIANO
TRIENNALE e un consigliere comunale
mi ha chiarito che è un documento (obbligatorio per legge) nel quale sono elencati
una serie di opere e/o di interventi che potrebbero essere finanziati nei
prossimi tre anni. Quindi, a quanto ho capito, non c’è niente di specifico e nessun progetto preciso. Ciò chiarisce anche perché non se ne è parlato tanto, né mi
era stato comunicato da persone che dovrebbero essere coinvolte e che, se
avessero saputo qualcosa, di certo me l’avrebbero detto.
Spero che se e
quando verrà il momento di mettere nero su bianco siano consultati
escursionisti veri, a cominciare dai dirigenti CAI che vantano la “paternità”
dell’Alta Via dei Monti Lattari, e che l’estensore del progetto abbia percorso
l’intero tratto Guardia - Recommone non una,
ma più volte ed in entrambe i sensi.
Altra speranza che
nutro è che non si pensi di impiantare chilometri di inutili passamano, né falsi scalini
di castagno anche nei tratti a minima pendenza o addirittura in piano come è già capitato (ma temo
che se ci saranno abbastanza soldi in gioco rimarrò deluso). Penso che molti
escursionisti condividano questa mia speranza così come i miei timori.
A breve ulteriori commenti e aggiornamenti.
giovedì 8 gennaio 2015
“Sentiero” Monte di Monticchio - Recommone
Come
preannunciato qualche giorno fa, torno a discettare in merito allo stato del
suddetto tratto dell’Alta Via dei Monti Lattari, CAI 300. Per chi non ha
abbastanza familiarità con questa parte del percorso, preciso che è una breve
sezione del collegamento Torca - Marina del Cantone giusto per nominare i
centri abitati che la limitano, entrambe frazioni di Massa Lubrense. Nella
maggior parte dei casi gli escursionisti procedono in direzione ovest e quindi,
provenendo da Torca, scendono verso Crapolla e poco dopo la panchina alla
Guardia lasciano la scalinata di pietra per Crapolla e proseguono più o meno in
quota verso il Cuparo e la pineta del Monte di Monticchio. Dalla Guardia fino
alla pineta in sentiero si sviluppa su terreno abbastanza accidentato e
talvolta coperto dalla vegetazione (al momento bruciata fra Guardia e Cuparo).
Nel passaggio del rivolo successivo la traccia diventa ancora più stretta e si
deve prestare ancora maggior attenzione in quanto in qualche punto il salto a
valle è notevole e le conseguenze in caso di caduta possono essere gravi, ma
niente di veramente pericoloso. Usciti dal vallone si scende un po’ di quota e
si giunge al limite della pineta del Monte di Monticchio.
A questo
punto come suggerito da anni sul mio sito (“Se non
avete necessità di andare a Recommone e
Marina del Cantone (da dove potete ritornare in bus) c'è la
possibilità di evitare questa brutta discesa.”)
io consiglio di rinunciare a proseguire e dirigersi invece verso Spina e
Caprile seguendo un ben più comodo e chiaro sentiero (strada vicinale - 1 in cartina) ripulito e
risistemato un paio di anni fa. Chi è interessato a proseguire verso Punta
Campanella può ritornare sul percorso CAI 300 a Nerano (scendendo per via Fontana di
Nerano) o direttamente sulla sella di Monte San Costanzo passando per Termini.
Le parti in ambiente naturale che si perdono sono la sezione poco pendente (2)
subito dopo la pineta e la successiva ripida discesa verso Recommone (3),
certamente meno panoramiche dei tratti precedenti. Ovviamente, chi va
direttamente a San Costanzo perde anche la salita da Nerano. Però il vero
problema non è solo legato a distanze, quote e panorami, bensì allo stato di
quella sezione che
“… è molto malandata, a tratti mal segnata e non è neanche lontanamente bella e spettacolare come il tragitto fin qui percorso.” (www.giovis.com)
Il
termine “malandata” si riferisce sia al percorso in sé che è ripido e
accidentato, sia al fatto che è scivoloso e quindi pericoloso in particolare in
discesa. Con “mal segnata” voglio dire che i segni sono pochi e spesso capita
di perderli di vista anche perché, a onor del vero, è difficile trovare dei
punti d’appoggio per i segnavia. Infatti, la vegetazione bassa, ma estremamente
rigogliosa e invadente, spesso fa scomparire la traccia, inghiottendola letteralmente.
Fra le specie che causano ulteriori problemi ce ne sono un paio resistenti,
striscianti e spinose quali rovi (ben noti a tutti) e la ancor peggiore Smilax
aspera (il suo nome comune stracciabraghe è inequivocabile). Se si aggiunge che nella
ripida discesa si devono superare numerosi muretti a secco parzialmente
crollati e zone nelle quali le conseguenze di precedenti incendi sono ancora
evidenti (un paio di anni fa ce ne fu uno molto serio che interessò anche la
parte bassa della pineta), il quadro è abbastanza completo. In
conclusione la domanda è:
Nello stato in cui si trova il "sentiero" adesso, vale la pena scendere a Recommone dovendo prestare massima attenzione a dove si mettono i piedi e quindi non riuscendo neanche a godersi il panorama (comunque non paragonabile ai precedenti, dalla Malacoccola alla pineta)? Inoltre, chi non conosce il percorso corre il rischio, se non di perdersi, quantomeno di sprecare più tempo del normale a cercare il prossimo segnavia. E pochi arriveranno in fondo senza qualche graffio …
D’altra
parte c’è da dire che il tratto in questione fa parte dell’Alta Via dei Monti
Lattari da almeno una trentina di anni, è riportato sulla cartina ufficiale CAI
e su tante altre (comprese le mie), nonché descritto in decine di guide, sia
cartacee che online.
A mio
modo di vedere qualcosa si dovrebbe fare in quanto non è normale che,
nonostante i frequentatori di quel tratto siano pochissimi rispetto a tanti
altri dei Monti Lattari, gli interventi di soccorso (escursionisti dispersi o
infortunati) sono più numerosi che su qualunque altro sentiero. Certo
l’incidente può capitare anche ai più esperti, ma visto che molti si
avventurano senza cartina, senza conoscere il percorso e neanche l’area (per punti
di riferimento immediati), con abbigliamento e calzature poco adatte e con
scarsissima esperienza escursionistica, questi dovrebbero essere almeno avvisati
in merito a ciò che li aspetta. Perché non apporre cartelli nei punti di accesso principali come Torca e Guardia a est e Cantone e Recommone a ovest? Sarebbe comunque opportuno risegnare il
percorso e lo si dovrebbe fare forse ogni anno per accertarsi che i segnavia
siano ancora visibili. Bisognerebbe rendere un po’ più sicuro il fondo, ma non
si può sperare che lo faccia il Comune in quanto non si tratta di strada
comunale e neanche vicinale. In alternativa (in maniera molto più drastica) il
CAI potrebbe decidere di modificare il percorso rinunciando al tratto pineta
del Monte di Monticchio - Recommone.
Non
facendo niente di tutto ciò, non ci si dovrà meravigliare se continueranno ad
arrivare al 118, Soccorso Alpino, Protezione Civile, Vigili Urbani, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Forestale, ecc.
richieste di soccorso provenienti da quell’area.
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martedì 6 gennaio 2015
Sentiero CAI 300 Torca-Nerano: incendio e incidente
Essendo “devoto di San Tommaso”,
ieri sono andato a verificare di persona gli effettivi danni causati da quello
che è stato presentato come “Incendio devastante a Crapolla”
(PositanoNews/WWF), verificatosi a inizio anno.
Come già ebbi modo di scrivere in
merito al ben più serio incendio del 5 novembre u.s. che interessò la quasi
totalità dei pendii occidentali del Monte San Costanzo, da via Campanella fino
alle recinzioni del “radar”, le cose che dispiacciono veramente sono la perdita
di pochi (per fortuna) arbusti, la morte di insetti,
chiocciole e simili troppo lenti per sfuggire alle fiamme e la stupidità e l’inutilità
del gesto (senz’altro volontario) che ci rammenta con che razza di gente conviviamo. Nelle
area di gariga, macchia bassa, il fuoco si propaga velocemente - come il
classico fuoco di paglia - e molto raramente danneggia l’impianto radicale e
quindi la maggior parte delle piante rigettano in brevissimo tempo, più forti e
verdi di prima. Lo anticipai, essendo facilmente prevedibile, subito dopo
l’evento sul San Costanzo e le recenti foto pubblicate dopo meno di due mesi lo
dimostrano ampiamente.
Tornando all’incendio di qualche
giorno fa, questo molto probabilmente si è sviluppato (leggi: è stato
appiccato) a partire dall’area alle spalle della chiesetta di San Pietro per
poi salire fino al sentiero CAI 300 fra Guardia e Cuparo. La fascia che ha
avuto danni maggiori è quella più vicina alla scalinata che però ha funzionato
da tagliafuoco e quindi ha impedito la propagazione verso est. Solo nelle
vicinanze della panchina della Guardia il fuoco si è spinto monte del sentiero
in modo consistente. Le fiamme sono rimaste ben distanti dal vallone
sottostante al Cuparo e il sentiero resta percorribile con la sola differenza
che fin quando non pioverà seriamente ci si potrà annerire un po’.
I danni effettivi sono limitati in
quanto l’area non è neanche lontanamente vasta come quella andata a fuoco a San
Costanzo e, come è evidente dalle foto, parte del verde è sopravvissuto e, ciò
che è più importante, quasi tutti gia arbusti sono rimasti quasi intatti
facendo presupporre che lì incendio in più parti si è propagato lentamente e al
livello del suolo senza fiamme alte (altrimenti sarebbero diventati tutti
scheletri fuligginosi come a San Costanzo). In primavera sarà tutto come prima. (altre foto su Google+)
E veniamo all’incidente di ieri 5
gennaio … questo ve lo anticipo solamente avendo avuto notizia (da fonti
certe), ma ancora non conosco i dettagli. In un prossimo post fornirò ulteriori
e più precise notizie e mi riservo di approfondire il discorso in merito
all’opportunità di continuare a lasciare quella parte di percorso così com’è,
in particolare la discesa (perché quasi tutti la percorrono in direzione ovest)
fra la pineta del Monte di Monticchio e Recommone. Il soccorritore che mi ha
comunicato la notizia dell’incidente di ieri mi ha anche fatto notare che si
tratta “del quinto incidente in dieci mesi” … Sembra poco, ma se si considera
che altri eventi di minore rilevanza non sono stati neanche segnalati e che il
numero di escursionisti che percorrono quel tratto sono circa un centesimo di
quelli che completano il Sentiero degli Dei (che qualcuno vorrebbe far passare
per pericoloso) il rapporto incidenti/escursionisti è altissimo rispetto alla
media (bassa) di tutti i sentieri dei Monti Lattari.
Approfondirò l’argomento sostenendo
la validità di alcune mie proposte (già avanzate verbalmente) in uno o più
dettagliati prossimi post.
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