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giovedì 16 luglio 2020

20 anni fa nacque la Camminata dei 23 Casali

Mi è capitato fra le mani l’opuscolo di 24 pagine edito in occasione della prima Camminata dei 23 Casali di Massa Lubrense, tenutasi il 22 aprile 2000, sabato santo. In esso, ai messaggi di saluto degli assessori al Turismo e alla Cultura (Coppola e Iaccarino) seguiva una presentazione della mia “pensata”.
L’idea della Camminata dei 23 Casali nasce con l’intento di far conoscere il territorio massese evidenziando la vastità di scelte di percorso nella fittissima rete viaria vecchia di secoli, la piacevolezza dell’ambiente rurale, le viste sui Golfi di Napoli e Salerno con le loro isole, isolotti e scogli, il Vesuvio, i Monti Lattari. Nelle intenzioni dovrebbe diventare un appuntamento annuale ed il percorso potrà cambiare di anno in anno in modo da presentare in ogni edizione nuovi punti di interesse, nuovi sentieri recuperati o ripuliti (molti per varie ragioni vengono abbandonati e quindi fagocitati dalla vegetazione).
Quindi non vuole essere una visita guidata alle bellezze di Massa, ma un mezzo per farle solo “assaggiare” ai partecipanti in modo che al termine della Camminata tutti dovranno avere l’impressione di non essere riusciti a vedere abbastanza di Massa pur avendola percorsa in lungo ed in largo, quindi dovranno sentire il bisogno di ritornare per godersi e conoscere con più calma i luoghi, i panorami, i sapori e gli odori massesi, coinvolgendo ovviamente amici, parenti, ascendenti, discendenti, collaterali e affini. E ciò vale anche per i massesi che, per la maggior parte, non conoscono il proprio territorio e ne sottovalutano le bellezze. Quanti massesi hanno avuto occasione di visitare i bastioni del Castello? E quanti sono mai andati da Marciano a Termini per Scola, percorrendo meno di un chilometro? E quelli che conoscono via Filichito o via San Giuseppe, da quanti anni non le percorrono? La Camminata dei 23 Casali diventa quindi un mezzo per far tornare in mente tanti ricordi agli adulti ed anziani che nei decenni passati hanno percorso queste antiche strade per andare a scuola, al lavoro, alle feste patronali; e per far conoscere ai giovani la realtà massese al di là delle strade percorribili con auto e motocicli.
Nel corso della passeggiata si avrà l’occasione di soffermarsi ad osservare luoghi particolari, conoscere le caratteristiche del territorio, accedere ad alcune chiese minori, come San Giuseppe a Prasiano, Santa Maria del Campo e Santa Maria di Loreto, solitamente chiuse e quindi sconosciute ai più. Oltre ad ammirare dall’esterno tanti dei famosi limoneti massesi coperti dai caratteristici pergolati, si avrà modo, effettuando una breve deviazione, di attraversare parte dell’agrumeto più antico di Massa (il Gesù) impiantato dai Gesuiti nella prima metà del ‘600. Altra sosta particolare sarà quella al Castello, del quale in effetti rimane ben poco, ma la vista su Massa e Marina della Lobra dai bastioni settentrionali è veramente da non perdere.
In questo opuscolo si forniscono alcune informazioni basilari sui Casali attraversati, citando i nomi così come apparivano nell’elenco dei Fuochi del 1489 e nell’ordine nel quale saranno raggiunti nel corso della Camminata. Nella seconda parte sono state raccolte alcune notizie sui vari siti oggetto di sosta ed una più approfondita descrizione dei metodi costruttivi di pergolati e pagliarelle con particolare attenzione alla terminologia locale. Infine è stato dedicato spazio all’illustrazione dei principali prodotti massesi ed a due manifestazioni particolari: il Presepe Vivente di Torca e il Carnevale di Termini.
 
in alto, mappa con i 23 Casali toccati dal percorso
qui sopra, copertina e dorso con tabella oraria
Dieci anni dopo il Progetto Tolomeo, che aveva già fatto riscoprire molti percorsi storici dimenticati, la Camminata dei 23 Casali ebbe un buon successo negli anni seguenti, e per questo motivo in alcuni dei quali la classica data del sabato santo fu “raddoppiata” con un’altra edizione il 25 aprile, talvolta con itinerari diversi fra loro. Fra il 2000 e il 2013 si sono tenute 21 edizioni, alla successiva (già annunciata come ultima) si rinunciò a causa del maltempo.
Purtroppo, nonostante lo sbandierato maggior interesse per l'escursionismo e per il recupero dei percorsi rurali, l'itinerario del 2000 non è oggi proponibile per dissesti vari e/o per le cattive condizioni di alcuni tratti. 
I volenterosi possono comunque provarci ...

mercoledì 26 ottobre 2016

Umani, cani e serpenti

Post non certo contro i cani, ma contro i falsi animalisti e soprattutto contro un certo tipo di stampa asservita al business legato ai pets (animali da compagnia). I cani sono semplicemente tirati in ballo come esempio - spesso a sproposito - e la loro immagine viene sfruttata essendo gli animali domestici più comuni, con una popolazione di varie decine di milioni in Italia. Per questo quasi smodato amore nei loro confronti, sono tante la pubblicità che fanno apparire i cani nei loro spot anche se non hanno alcun nesso con il prodotto reclamizzato. Ci sono cani in auto (mai tenuti come prescrive il codice e alcuni addirittura affacciati al finestrino), quelli che reclamizzano assicurazioni (non relative a loro) e poi quelli che perdono peli ed in questo sono accomunati ai gatti per proporre panni antipolvere e chi guarda spesso la televisione potrà notare decine di altri esempi. Qualcuno si è mai chiesto quanto costano al kg i "deliziosi manicaretti" preparati apposta per i nostri amici? Probabilmente no in quanto si è soggetti ad un lavaggio del cervello continuo "giustificato" da un enorme business.
Ogni giorno nelle homepage di giornali online ci sono storie di cani, spesso lacrimevoli ma tante volte anche opportune per sottolineare la crudeltà nei loro confronti. I cani sono anche stati sfruttati per “combattere” i botti, adducendo il motivo che li terrorizzano e, secondo i promotori di queste iniziative, molti muoiono di infarto. Quindi il fastidio che provocano alla popolazione, a quelli che a mezzanotte hanno diritto di dormire dovendo andare a lavorare presto il mattino seguente, agli infermi ecc. non conta, lo si fa per i cani, ma se ciò serve a limitare il frastuono oltre il limite di legge ... che ben venga.
Ma questo è solo un abbondante cappello per un’altra considerazione in merito ai rapporti uomini/animali ed, ovviamente, i cani sono tirati in ballo anche stavolta, anche se marginalmente. 

Pochi giorni fa per caso ho letto La Stampa e un titolo ha attirato la mia attenzione: “Nel giardino della materna ci sono i serpenti” che ho letto e quindi sono passato al successivo articolo titolato “Sono serpenti innocui, lasciamoli fra i bambini”.
Per chi non li volesse leggere riassumo i fatti: sono stati visti e fotografati alcuni serpenti nel giardino di una scuola di Mirafiori (Torino), molti genitori hanno organizzato una “crociata” contro i rettili ma si sono trovati di fronte ad una dirigente che (giustamente) non la pensava come loro. La parte più divertente (tragica) è stata la lettura dei commenti nei quali si scontravano quelli che vedevano pericoli imminenti di soffocamenti e avvelenamenti di bambini da parte dei serpenti, oltretutto portatori di malattie (quanta ignoranza ancora esiste nel 2016!) e quelli che tentavano di spiegare come non ci fosse pericolo e, al contrario, la loro presenza poteva divenire un ottimo approccio alla conoscenza della natura, senza preconcetti irrazionali.
Molti di questi crociati non si scaldano tanto per il continuo aumento dei ratti (in campagna accade anche perché si è preferito uccidere i serpenti ...) che possono mordere e certamente possono trasmettere malattie serie così come i piccioni - numerosissimi in tante città - che oltretutto con i loro escrementi causano tanti altri danni. 
Ed i giornali continuano a mantenere questa netta distinzione fra il bene e il male santificando tutti i cani (anche se solo pochi giorni fa un bambino di un anno e mezzo è stato ucciso da un cane, e non è certo la prima vittima dell’anno) e continuando a vedere il Diavolo e il Male nei poveri serpenti che, in Italia, non hanno mai ucciso nessuno, non avendone neanche la possibilità (anche il morso di vipera non è letale come molti pensano e senza una concausa non conduce a morte certa).
Si potrebbe allargare il discorso e risalire al perché di tutto ciò, andando fino al serpente tentatore nell’Eden e a quello al quale la Madonna ha schiacciato il capo, ma qualunque siano i motivi ci si dovrebbe rendere conto che bisce, biacchi e natrici sono serpenti innocui, oltre che utili per l’equilibrio dell’ambiente, e sono protetti dalla legge alla pari dei cani.