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giovedì 6 ottobre 2016

Aggiornamenti da via Campanella

Cattive notizie:
1) non c’è ancora nessuna traccia dell’annunciata (da vari mesi) barriera-slalom antimoto che comunque dovrebbe essere superabile dalle carrozzine dei disabili
2)  a seguito delle piogge dei giorni scorsi e del persistente passaggio di motocicli, il fondo stradale si è ulteriormente rovinato (evidente guardando le foto). Se ci saranno ancora acquazzoni prima che qualcuno provveda ad intervenire in modo serio, il deterioramento del sentiero avanzerà rapidamente, i solchi diventeranno ancora più profondi e altre pietre scenderanno verso la Campanella, che quindi resterà comunque non accessibile alle carrozzine ... e nei prossimi giorni sono previsti altri temporali ...

   

   

Buone notizie:
1) come nella parte alta del Monte, anche la vegetazione andata a fuoco a  Rezzale a fine agosto si sta riprendendo e si vede molto verde
   
2) lungo il percorso del crinale Campanella - San Costanzo (parte dell’Alta Via dei Monti Lattari, CAI 300) sono stati aggiunti vari segnavia in quanto, con la mancanza della vegetazione, ai non conoscitori sembrava di vagare in un mare di rocce e in molti si erano già lamentati di aver avuto difficoltà ad individuare il sentiero che con la vegetazione è inequivocabile ma senza è facile trovarsi fuori tracciato 
   
3) al belvedere di Rezzale è stato anche evidenziato nuovamente il segnavia all’inizio della parte sterrata e il chiaro invito a non proseguire lungo la striscia di cemento che termina dopo un centinaio di metri. Molti di coloro che in passato hanno richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine e della Protezione Civile si “persero” proprio per aver superato l’attacco della salita e, incoscientemente,  tentarono di proseguire arrampicandosi in mezzo alla macchia, in zona di elevata pendenza.

venerdì 27 maggio 2016

Campanella: una migliore informazione potrebbe essere utile?

Nell'ottica di contribuire ai tentativi di limitare il transito lungo la stradina che conduce alla Torre Minerva e con il solito spirito di collaborazione (purtroppo non sempre apprezzato) ho adattato la mappa che disegnai in occasione della chiusura di via Campanella per gli ormai famosi lavori, sperando che qualcuno la stampi e la affigga/distribuisca.

La mappa comprende tutto il Monte San Costanzo (quindi anche Punta Campanella e Santa Croce) e include il sentiero per Jeranto, ma penso che sia più che evidente che l'attenzione, a cominciare dal titolo, è tutta rivolta verso la transitabilità di via Campanella.
Ho diviso l’intera via comunale (con sviluppo di circa 3.100 metri) in tre spezzoni con diversa regolamentazione di transitabilità:
  • libera circolazione per tutti fino al già esistente segnale di divieto di transito
  • solo veicoli autorizzati (proprietari e/o conduttori di fondi agricoli e mezzi di soccorso) e pedoni fino all’ultimo podere, cioè fino all’ultima recinzione
  • transito consentito solo ai pedoni 
Seppur in modo molto sintetico, le notizie salienti appaiono in ben 5 lingue ed è anche ricordato l’ammontare della sanzione massima applicabile per infrazioni al divieto di transito. (traduzioni e importo da far controllare ad esperti)
Ci tengo a chiarire che tutto quanto appena esposto non risponde alla lettera alle ordinanze in essere, tuttavia penso che le idee non siano tanto peregrine e, almeno in parte, potrebbero essere prese in considerazione nel momento in cui si preparerà l’ordinanza definitiva. Mi sono assicurato che i segnali inseriti siano internazionali e altri potrebbero essere aggiunti a maggior chiarimento.
   

Ho già mostrato a qualcuno il disegno, mi hanno suggerito alcune modifiche (già effettuate) e consigliato di inserire qualche altro dato come numeri di emergenza e segnalazione dell’impegno richiesto per la risalita del crinale di San Costanzo, facente parte del sentiero CAI 300, Alta via dei Monti Lattari. Una volta decisa l’esatta ubicazione dei cartelli sarà senz’altro aggiunto il classico e spesso utile “voi siete qui”.  Potrebbero essere collocati in piazza a Termini, al bivio Campanella/San Costanzo, al bivio Mitigliano, a Cancello e - quale ultimo avviso - al limite dell’ultimo uliveto, punto dal quale dovrebbe essere consentito solo il transito pedonale. Molti di questi sarebbero leggibili anche rimanendo in sella a un motorino ... senza scendere. Altre idee propositive possono essere esposte nei commenti a questo post. 
L’inusuale formato della cartina (quasi quadrata) deriva dal fatto che in un primo momento ho pensato che, per economia, si potessero “riciclare” i sostegni in legno posizionati nell’area Santa Maria e Annunziata con un progetto di una ventina di anni fa ed attualmente inutilizzati.
Molti sostengono che la gente poco educata rispetta i regolamenti solo se sa di poter essere effettivamente sanzionata ... se viene toccata in un punto sensibile come “la tasca”. Basterebbe elevare le prime tre multe e la voce si spargerebbe rapidamente e la presenza di chiari cartelli informativi lungo il percorso renderebbe poco sostenibile la solita vecchia scusa “Non lo sapevo”.

mercoledì 11 maggio 2016

Via Campanella è aperta ... resoconto della mia visita

Dall’inizio di maggio la strada è di nuovo liberamente percorribile fino al faro (a piedi) e quindi dopo pochi giorni dal mio rientro sono andato finalmente a rendermi conto dei lavori che hanno sollevato tanto polemiche, anche da parte di chi non è mai stato sul posto. Ora quelli che non ci sono ancora andati possono almeno cominciarsi a fare un’idea della consistenza e della qualità dei lavori, comunque li si voglia vedere.
   
Il nuovo muretto di protezione (lato valle) lungo via Campanella inizia appena dopo il  bivio di via Mitigliano e prosegue, quasi ininterrotto, fino alla punta. Costruito in pietra calcarea e (visto che lo scopo è quello di garantire la sicurezza) consolidato con malta cementizia. 
Al contrario, i muri e muretti a monte sono discontinui, ce ne sono di vecchi, recenti e del tutto nuovi, pochi con cemento, quasi tutti a secco. 
Alcuni dei più antichi (a secco) sono in cattive condizioni (spanciati = abbuffati) e pronti a cadere. La strada è quasi completamente lastricata, dico quasi in quanto nei casi in cui a monte non è limitata da un muro, esiste una sottile striscia di terra battuta.
In questo album trovate 46 foto, incluse le poche inserite in questo post, esattamente nell’ordine nel quale le ho scattate procedendo in direzione di Punta Campanella. Per maggior precisione ho aggiunto anche qualche commento chiarificatore.
Tornando alla strada, si può dire che fino a poco oltre Cancello non è cambiato molto il quanto è stato solo sostituito l’asfalto con la nuova pavimentazione in pietra e parte del muretto a valle in pietra e cemento era già stato costruito con un precedente intervento nel quale si provvide anche a lastricare un centinaio di metri poco a valle dell’edicola di Cancello, nei pressi della quale è stato apposto un secondo cartello di divieto di transito.
Si prosegue per il lungo tratto quasi pianeggiante sempre accompagnati da muretti (pietre e cemento a valle, solo pietre - a secco - a monte) interrotti solo per mantenere gli accessi ai vari fondi. Per quelli solo pedonali a monte sono stati costruiti alcuni scalini in pietra calcarea.
   
Come si vede dalle foto sono state preservate tutte le pietre antiche (lavorate e mediamente ben più grandi delle moderne) e quelli che già conoscevano il percorso alla loro prima visita noteranno che quelle adesso visibili (e calpestabili) sono aumentate considerevolmente. Inoltre ne sono state scoperte alcune al lato della strada (lato mare) in corrispondenza del bivio per Rezzale dove, per questo motivo, il muretto si interrompe e la protezione è garantita da balaustra in pali di castagno. (vedi foto in basso)
   
Già da vari anni, dove non c’erano le pietre, si era creato un profondo solco che in taluni punti creava qualche problema ai meno agili e a quelli con passo poco sicuro (e non sono mancati gli incidenti). Tutti questi tratti sono stati riempiti e coperti con cemento che va ad affiancarsi al basolato romano nei punti in cui questo è parziale (di solito solo lato mare).
La precedente pavimentazione in pietra esistente già da un paio di decenni nel tratto finale non è stato toccata e una volta giunti lì si vede finalmente la Torre Minerva e l’isola di Capri senza più la bruttura dell’edificio fatiscente che fu costruito d’urgenza dopo l’esplosione del vecchio faro (foto in basso), ed è per questa demolizione che fu portata la ruspa a Punta Campanella e non per altri motivi come capziosamente suggerito da alcuni.

Anche se mi sarebbe piaciuto un percorso più “arioso”, senza il continuo muretto a valle (personalmente sono contrario anche ai passamano in legno a meno di pericolosità effettiva), non mi è apparso un gran disastro, almeno fino all’inizio della discesa finale. Questa se da un lato ha “guadagnato” superficie lastricata originale a vista, riempiti i profondi solchi e livellati i vari salti (anche oltre mezzo metro) dall’altro ora presenta lunghe strisce di cemento a vista che così come appaiono adesso sono veramente orrende. Tuttavia, mi è stato detto che sembra si stia pensando ad una soluzione per migliorarne l’aspetto ... e spero che sia così.
Infine, ho notato che i pali di sostegno delle linee aree ENEL/Telecom sono molto diminuiti di numero, ma non saprei valutare il numero esatto, e ora ne rimangono relativamente pochi ancora in piedi.

Ulteriore sopralluogo
Approfittando della bellissima giornata e trovandomi già a Punta Campanella ho deciso di tornare via Rezzale, Vetavole, Vuallariello, Selva, Cercito anche per vedere quale impatto avesse avuto il passaggio dei circa 200 partecipanti alla gara di domenica 8 maggio (Trail Ieranto - Campanella).
Risalendo quindi lungo il sentiero CAI 300 del crinale, superato il belvedere di Rezzale ho trovato un paio di nastri di segnalazione bianco/rossi a una certa distanza fra loro e ho pensato che distrattamente li avessero dimenticati lì.
Proseguendo ne ho trovati invece molti altri e fino alla fine del secondo tratto ripido (in prossimità del belvedere dal quale la Baia di Jeranto appare come un lago a forma di cuore, foto in alto) ne ho contati e rimossi almeno 30. Di lì in poi, fino all’inizio del sentiero Vuallariello, solo altri 2 e ho pensato ad una mancanza di organizzazione o di comunicazione nella pianificazione della ripulitura del percorso avvalorato dal fatto che lungo via Campanella ne avevo notato solo uno e successivamente nella discesa della vicinale Selva assolutamente nessuno.

Sapendo che gli organizzatori sono attenti alla rimozione dei nastri ho chiesto ad alcuni e mi hanno riferito che l’avrebbero fatto mercoledì (oggi) e che anche in altri tratti del percorso non erano stati ancora recuperati. Sono certo che sarà così e che non vogliano lasciare alcun ricordo negativo di una bella gara che ha richiamato tanti amanti della corsa in ambiente naturale nella zona. Tuttavia non capisco il motivo per il quale non si sia provveduto immediatamente visto che dopo la conclusione della gara c’erano  ancora molte ore di luce e che sarebbero bastate un paio di persone per ripulite tutto in meno di tre ore. Ma gli stessi “assistenti/controllori”, lasciando le loro postazioni, avrebbero potuto eseguire il lavoro rientrando a Termini sempre che non fosse previsto il cosiddetto “fine-corsa” che senza percorrere un metro in più avrebbe risolto comunque il problema.
Spero che il vento di oggi non porti in giro plastica bianco/rossa. 

domenica 30 agosto 2015

Nuova idea balzana (ma non tanto) e provocazione (costruttiva)

Molti conoscono la piccola Pineta di San Costanzo, che copre circa 13 ettari della parte alta dei pendii meridionali del monte omonimo, dal crinale fino a quote di circa 200 inferiori. Fu impiantata a metà del secolo scorso e furono anche costruiti una marea di bassi muretti a secco creando una lunga teoria di stretti terrazzamenti collegati fra loro in più parti con lunghi sentierini longitudinali (quindi quasi assolutamente in piano) e qualcuno diagonale o zigzagante per consentire agevoli cambi di quota. Queste tracce sono tuttora facilmente individuabili ed in discreto stato, ma sono pochissimi quelli che le hanno percorse e ancor meno coloro che continuano a frequentarle. Pur non conoscendole tutte, io le ho percorse numerose volte, soprattutto percorrendo l’Alta Via dei Monti Lattari (CAI300) da Nerano, per passare direttamente al sentiero verso Campo Vetavole senza dovermi sobbarcare la ripida e più assolata salita che bordeggia il limite orientale del bosco.

Essendomi recato in loco per rendermi conto degli effettivi danni riportati dalla vegetazione a seguito dell’incendio del 13 agosto scorso, mi è balenata in mente l’idea (certamente balzana per alcuni) di profittare del disastro dell’incendio (che ha bruciato quasi tutto il sottobosco) per ricavarne almeno qualcosa di buono. Eccola:
  • ripristinare ed evidenziare i sentieri della pineta per consentire facili passeggiate,
  • rilevarli e mapparli eventualmente proponendo un percorso circolare,
  • facilitare l'accesso all’area in caso di emergenze,
  • creare una scorciatoia per il percorso CAI300,
  • rendere facilmente fruibili punti panoramici e/o meditativi (entrambi non mancano) con il posizionamento di qualche panchina, anche semplicemente in pietra,
  • ovviamente non prevedere alcuna area barbecue!!!
Quest’ultimo è un chiaro riferimento alle cause del recente incendio e qui entra in gioco un’ulteriore idea balzana, ma anche per questa mi sento di affermare che gli aspetti positivi sono di gran lunga maggiori di quelli negativi. Preciso che ciò che vado ad esporre si basa su quanto è stato detto e scritto in merito “all’incidente” in questione. Considerato che tutte le versioni lette e campane ascoltate sono più o meno concordanti ritengo che quanto segue sia vero:
  • si è trattato di puro incidente (dovuto a leggerezza, irresponsabilità o sfortuna poco importa non dovendo giudicare),
  • i giovani piromani accidentali hanno poi tentato di fare qualcosa per limitare i danni anche se senza successo,
  • buona parte di loro sono stati identificati,
  • gli stessi si sono dichiarati “pentiti”.
Quello che non so assolutamente è se siano stati sanzionati, denunciati, scagionati o in attesa di giudizio. In altri paesi in tempi brevi si sarebbe deciso qualcosa e molto probabilmente (al di là di eventuali risarcimento danni, multe, ecc.) i giovani sarebbero stati “condannati” a prestare la propria opera gratuita nell’ambito dei servizi sociali per un certo periodo di tempo. Considerata la natura del “misfatto”, e soprattutto delle sue conseguenze, perché non anticipare i tempi ed invitarli (non certo obbligarli) a partecipare volontariamente alla pulizia, individuazione e sistemazione dei sentieri, rimozione di alcuni tronchi e rami che ostruiscono il passaggio e altri piccoli lavori per i quali non è richiesta alcuna competenza specifica, il tutto sotto la direzione e vigilanza di personale comunale, della Forestale o della Comunità Montana?
   

   
Se questa fosse una strada praticabile, con la loro volontaria collaborazione i giovani incendiari involontari potrebbero dimostrare in modo tangibile la loro buona fede e il loro “pentimento”, agendo in modo pratico per riparare, seppur in minima parte, ai danni accidentalmente provocati.
Sono sicuro che non sarebbe neanche necessario contattarli direttamente in quanto un semplice appello diramato via social network, internet o stampa locale potrà fungere da convocazione informale e giungerà alle loro orecchie. Chi vorrà potrà partecipare, anche con amici solidali, e a nessuno verrà chiaramente chiesto se effettivamente fosse presente al party (e quindi è venuto ad “espiare”) o se è venuto per puro spirito civico e collaborativo.
Vedendolo come un inusuale parco pubblico, sarà senz’altro opportuno e gradito il coinvolgimento della comunità terminese in senso lato, al di là delle appartenenze ad associazioni e gruppi politici.
Similmente ad altre mie proposte, anche questo programma non esige grandi progetti redatti da supertecnici e tantomeno budget esorbitanti. Buonsenso, criterio e buona volontà saranno più che sufficienti, sempre e comunque nel rispetto delle norme.
Al più presto formalizzerò una richiesta ufficiale in tal senso al Comune, allegando planimetria e un buon numero di foto.

martedì 14 luglio 2015

Punta Campanella inaccessibile fino a gennaio 2016

L’ho saputo per caso sabato scorso anche se la relativa ordinanza (n. 150 del 6 luglio) è della settimana scorsa. A causa dei lavori di risistemazione del fondo stradale e abbattimento di barriere architettoniche, via Campanella resterà interdetta al traffico fra la località Cancello (dove c’è l’edicola votiva) e la Torre Minerva. Il divieto non riguarda solo i veicoli, ma anche i pedoni e quindi gli escursionisti. Lavori sono previsti anche nell’area circostante la torre che quindi sarà chiusa anche per quelli che pensano di raggiungerla da monte, percorrendo il crinale.
Ciò premesso, mi sono posto il problema (anche se non mi tocca direttamente) di cercare di non perdere la fruizione dell’area fra Monte Santa Croce (“cima del “radar”) e della Punta Campanella. Ho quindi elaborato una proposta di circuito alternativo (per ora lo chiamerò  Giro di Santa Croce) e l’ho sottoposta a chi di competenza, riscontrando un certo interesse. In sostanza ho suggerito di utilizzare ufficialmente il sentiero da poco ripulito e sistemato, fra Cercito e il Vuallariello per accedere alla parte alta del crinale (sentiero CAI 300,  fra il “radar” e Punta Campanella). In questo modo, anche nei giorni più caldi, gli escursionisti potranno accedervi attraverso il fresco castagneto (‘a sévera) e  la caratteristica scala nel taglio della parete rocciosa e quindi proseguire fino a Campo Vetavole percorrendo la strada vicinale Vuallariello.

Quest’ultima, però, dovrebbe essere almeno sommariamente ripulita per facilitarne l’individuazione da parte degli escursionisti. Non essendoci quasi dislivelli basterebbe tagliare l’erba creando una traccia larga meno di un metro. La suddetta vicinale incrocia l’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) nei pressi di Campo Vetavole e quindi di  lì si ritorna sulla rete di sentieri già battuti, conosciuti e riportati sulle guide e le cartine escursionistiche. Per tornare verso San Costanzo, e quindi Termini, si avranno le solite tre possibilità:
  • sentiero lungo il versante occidentale per il “belvedere” in cima alla frana di Mitigliano
  • vecchio tracciato CAI fino alla recinzione del “radar” seguendola poi sul versante SE
  • nuovo tracciato CAI che conduce direttamente alla pineta

Al di là della realizzazione e segnatura o meno del circuito proposto, sarà importante far presente agli escursionisti che a partire dall’incrocio Vuallariello-sentiero CAI vorranno discendere il crinale verso Punta Campanella, che dovranno poi risalire lungo lo stesso percorso non potendo comunque accedere all’area attorno alla Torre Minerva e tantomeno tornare a Termini percorrendo via Campanella, essendo questa sbarrata dal cancello. Dell’eventualità che qualcuno, volontariamente o perché non informato, possa arrivare nei pressi del cantiere dovrebbe essere informata da ditta che esegue i lavori e in modo che possa predisporre adeguata segnaletica.
In mancanza di opportuni avvisi (multilingua) lungo il sentiero CAI a partire da Campo Vetavole e in zona Rezzale (quasi a Punta Campanella) si rischierà di dover andare a recuperare spesso gli escursionisti che, percorrendo il Circuito di Athena in senso orario (S. Costanzo-Campanella-Termini), rimarranno inevitabilmente bloccati a valle della chiusura a Cancello.
Considerato che il periodo di interdizione durerà almeno fino a tutto il 2015 e che a partire da settembre gli escursionisti torneranno in gran numero per andare a Punta Campanella, penso sia più che opportuno proporre loro il “Circuito (o Giro) di Santa Croce” (Termini-Cercito-Vuallariello-Vetavole-S.Costanzo-Termini). In questo modo si fornirebbe una valida alternativa sia alla semplice passeggiata alla Torre Minerva e ritorno, sia al circuito di Athena.
Oltretutto, così facendo, non si perderebbe né il flusso turistico né il lavoro di recente eseguito dai volontari che hanno ripristinato il sentiero fra Cercito e il Vuallariello (strada vic. Le Selve) che, al contrario, sarebbe valorizzato.
Come si può notare dalla seguente tabella comparativa, il proposto Giro di Santa Croce è più breve degli altri due percorsi classici ed ha minor dislivello, ma comprende buona parte del tratto panoramico di crinale (circuito di Athena) senza dover affrontare i suoi circa 500m di dislivello e, pur mancando l’area archeologica, evita di percorrere via Campanella sia all’andata che al ritorno, per gran parte su strada. Non da ultimo ha il vantaggio di offrire una salita all’ombra in un ambiente molto diverso dagli altri circostanti.
  • Circuito di Athena                     7km + 500m dislivello
  • Termini-Campanella a/r           6km + 300m dislivello
  • Circuito di Santa Croce             4,5km + 250m dislivello

In considerazione di quanto esposto, seppur con alcuni possibili adattamenti e/o correzioni, in poco tempo si potrebbe pubblicizzare e rendere completamente percorribile l’itinerario in questione. A fine anno, dopo questo periodo di lancio (forzato), si potrà valutare l’opportunità di aggiungerlo in via definitiva ai percorsi escursionistici già proposti e segnalati, tenendo conto delle valutazioni e commenti degli escursionisti che l’avranno percorso.
Comunque vada, al più presto dovrebbero essere apposti cartelli e/o segnali in più lingue, quanto più evidenti possibile, a partire dalla piazza di Termini in modo da evitare, per quanto possibile, che qualcuno possa giungere fino all’ingresso del cantiere e poi debba tornare indietro. Spero anche di vedere a breve un pannello con cartina al bivio di via Cercito che indichi che quello è il percorso alternativo per raggiungere il crinale. 
A sinistra bozza della cartina in cui sono evidenziati in rosso i sentieri interessati mentre la parte interdetta di via Campanella è coperta da X viola.

lunedì 2 marzo 2015

Buone nuove dal Sentiero delle Sirenuse

Come preannunciato, domenica 1 marzo siamo andati ad effettuare un sopralluogo per verificarne lo stato. A parte il solito tratto molto fangoso al limite orientale di Monticello, dove inizio lo sterrato, non ho rilevato alcun problema e, al contrario, nel complesso mi è sembrato in ottime condizioni.
Andiamo per ordine, affrontando il percorso il senso antiorario. Da S. Agata al tratto appena citato si procede come al solito senza alcun problema.
Superato abbastanza facilmente il fango (con tutta la pioggia caduta nelle settimane scorse mi aspettavo di peggio) si continua speditamente fino alla “casa rosa” che si deve superare a valle e seguendo i nuovi segni, ben evidenti. Saliti i pochi scalini al limite del castagneto si deve girare a destra lungo il percorso “ufficiale e storico” segnato dal CAI da anni e ripassato con grande abbondanza di vernice (foto a dx) l’anno scorso. Da allora in poi la maggior parte degli escursionisti non passano più attraverso il castagneto e di conseguenza il loro frequente transito ha fatto sì che il passaggio fra gli arbusti si sia mantenuto evidente e facile. Oltretutto in questo modo si torna a godere delle piacevoli viste transitando più vicini al margine del pianoro pieno di cisti e altri arbusti.
La salita fino al Pizzetiello non presenta problemi di sorta ed è anche stato ridotto il rischio di imboccare per sbaglio il sentiero verso la grotta del Brigante in quanto qualcuno ha “costruito” una specie di muretto (poche pietre sovrapposte) in modo da indicare chiaramente che non è quello il sentiero da seguire. Al contrario, chi non conosce il sentiero per la grotta e vi volesse andare, ora sa con esattezza dove lasciare il CAI 300. A questi ricordo che comunque è un percorso da fare andata e ritorno e che nell’ultimo tratto potrebbero trovare la traccia quasi completamente ostruita dalla vegetazione.
   
Dal Pizzetiello alla ss 145 al momento è ancora una piacevolissima e semplicissima passeggiata grazie alla discussa (ma solo da alcuni ipercritici) pulizia dell’anno scorso della quale parlai in un post del 4 settembre 2014
Le foto in alto evidenziano lo stato del tratto in piano a est del Pizzetiello che negli anni scorsi era spesso appena transitabile fra la bassa gariga (con rami duri). Questi in basso sono invece due scatti (verso monte e verso valle) che ben illustrano lo stato della discesa attraverso il castagneto verso la rotabile. Grazie alle ridotte dimensioni dei castagni (tagliati pochi anni fa) e all'assenza di fogliame il suddetto tratto non è scivoloso e tantomeno fangoso. 
   
A partire dalla statale, dopo il tratto selciato, abbiamo percorso senza grandi problemi anche il resto della comunale San Martino (a destra del castagneto e addossato al muro). Resta chiaramente umido e dissestato, ma è assolutamente transitabile rendendo quindi inutile il più lungo aggiramento del castagneto a sinistra. Giunti alla sella si torna su fondo duro e di sterrato fino a Sant’Agata resta solo l’attraversamento della pineta sempre possibile, facile e piacevole.
Lungo il percorso l’erica sta iniziando a fiorire e si possono notare anche tante altre avvisaglie della imminente primavera (mancano solo 3 settimane). 
Fra qualche giorno seguirà un commento relativo al rilievo gps.

mercoledì 11 giugno 2014

Escursionismo: Monte Cervigliano e Santa Maria dei Monti (nuova cartina)

Ho appena pubblicato la cartina del sentiero dal traforo di Agerola a Santa Maria dei Monti. L’escursione è piacevole, ma la sua importanza va molto oltre ciò in quanto include una parte del crinale dei Monti Lattari, punto di passaggio obbligato fra l'area Cerreto, Megano e Ceraso e quella del S. Angelo a Tre Pizzi.
Nella cartina ho quindi indicato anche tutti i sentieri più interessanti e battuti che da detta area si dirigono verso Megano e Cerreto (CAI 300 in direzione est), verso Crocella, Capo Muro e Faito (CAI 300 in direzione ovest), nonché le numerose bretelle verso sud:
* Pontichito per Acquolella e S. Lazzaro
* Lama dei Gatti per Fic’’a Noce e Valle delle Ferriere
* Mustaculo e Castello verso Scala
* Scalandrone e Bosco Annunaziata da S. Maria ai Monti verso Scala
E’ anche indicato l’intero circuito di Monte Cervigliano. A proposito di questo, lungo il lato occidentale noterete un breve tratto punteggiato. Indica una deviazione nel bosco a monte, necessaria per aggirare un tratto franato dell’originale largo sentiero.
Un altro tratto punteggiato si trova fra in belvedere di Mustaculo e il Castello di Scala.
Questo tratto è un EE, solo per esperti, quindi sconsigliato ai più, in particolare in discesa.
La carta è dimensionata per essere stampata in A4. L’equidistanza è di 25 metri e la scala è di 1:15.000 (minime variazioni possibili a seconda dei margini della vostra stampante).
Se la cartina (sempre disponibile su www.giovis.com) vi appare verticale, ruotatela (click destro). Potete ingrandirla anche al 500% non sgrana e non perde qualità!!