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lunedì 13 gennaio 2020

Sentiero degli Dei: perché ci si meraviglia degli incidenti?

Se non visualizzi bene la pagina, è perché stai navigando con Chrome da PC (conflitto irrisolto da oltre un mese). Passa ad altro browser o leggi da smartphone senza problemi. 
Un’amica mi ha raccomandato la lettura di un ennesimo articolo che parla a vanvera del più famoso sentiero della Costiera Amalfitana. Pur essendo molto breve, l’autore è riuscito a inserire una quantità di informazioni inesatte oltre a indurre il lettore a sottovalutare le difficoltà del percorso. Il Sentiero degli Dei risulta certamente facile agli escursionisti abituali e ben attrezzati ma non è una passeggiata nei giardinetti pubblici come chi vuole avvicinarsi all’escursionismo è portato a credere. La nota conseguenza è quella di incontrare lungo lo sconnesso cammino persone lampantemente inadatte e mal attrezzate, a cominciare dalle fondamentali calzature (si vedono tacchi, flipflop, mocassini, …).

Ma, come anticipato, il testo include una incredibile percentuale di notizie errate, alcune delle quali risibili. Già in questi primi due paragrafi ce ne sono tante da lasciare sconcertati, un paio contraddette nelle righe successive.






Per oltre 20 anni, nonostante le mie indagini, non ho mai trovato una spiegazione certa e credibile in merito all’origine del nome Sentiero degli Dei e solo ora viene svelato l’arcano … perché nessuno me lo ha detto prima? Come non immaginare gli Dei greci in fila percorrendo il Sentiero guidati da Zeus (Giove) in persona per andare a salvare Ulisse dalle Sirene? Ma Ulisse non evitò il pericolo facendosi legare all’albero della sua nave? Devo aver avuto informazioni sbagliate! E da qui a scoprire quindi che l’Olimpo (residenza degli Dei della mitologia ellenica) non era un monte greco, bensì il Sant’Angelo a Tre Pizzi, culmine dei Monti Lattari, il passo sarà breve.

Il secondo paragrafo non è da meno: Nocelle è stata spostata dall'altro lato del Vallone Porto e situata su Monte Pertuso (sic!). Quest'ultimo sarebbe forse Monte Gambera (quello con in pertuso"), che domina la frazione Montepertuso (un'unica parola)? Inoltre fra Agerola e Nocelle ci sono circa 6 km e i sentieri, che io sappia, non "durano". Prima di passare oltre, memorizzate la frase "per secoli l'unica strada che collegava i borghi della Costiera Amalfitana". Il testo continua con la ancor più dubbia descrizione sommaria del percorso introdotta da "E’ possibile percorrere due diversi sentieri: il Sentiero Alto e il Sentiero Basso."



Sorvolando sull'uso del termine trekking, al lettore si fa quindi intendere che da Bomerano si va a Santa Maria del Castello e quindi a Capo Muro (assolutamente falso) ... e
di lì si proseguirebbe per Nocelle??? Oltretutto si dimentica di menzionare M. Tre Calli (1.102m) e la ancor più importante frana. Poi continua:



Le prime due affermazioni ("sicuramente adatto anche a chi non è allenato" e "semplice da percorrere") sono quelle che attirano sul sentiero anche i più incapaci e sprovveduti, ovviamente i più soggetti a rischio su un sentiero che proprio semplice non è e 6 km su terreno sconnesso con tanti saliscendi e scalini non sono certo adatti a tutti. Fra Grotta Biscotto (senza "del" che conferirebbe diverso significato) e Colle la Serra (Colle Serra si trova sui Monti del Demanio) effettivamente si passa al lato di un imponente pinnacolo sulla cui parete che guarda verso il sentiero fu apposta una targa dedicata ad Ettore Paduano sulla quale (se ci si riesce nonostante la distanza e l'inevitabile scolorimento) si legge: "Su questo sentiero degli dei Ettore Paduano iniziò alla montagna tanti giovani della sezione di Napoli del Club Alpino Italiano” (sic et simpliciter!). Come può essere stato lo "scopritore" se per secoli è stato l'unico collegamento fra la valle di Agerola e Positano? (ricordate quanto scritto in precedenza?). Inoltre se fosse stato lo "scopritore", lo stesso CAI non l'avrebbe doverosamente ricordato nella dedica? 
In fondo a questo breve ma pregnante articolo l’illuminato autore fornisce altra informazione sorprendente:
La manutenzione del sentiero è affidata ai volontari CAI e alle associazioni locali che organizzano passeggiate e trekking alla scoperta di questo angolo di paradiso.
Qualcuno degli addetti ai lavori era al corrente di tale novità in merito alla manutenzione del sentiero? 
Pur essendo quelle le ultime parole, le sorprese non sono finite …
Come potete vedere nello screenshot in basso, a margine della condivisione dell’articolo di Viaggiando-Italia.it, apparsa ieri sera sulla pagina FB del Parco Monti Lattari, si legge:
Continuano ad arrivare risultati e soddisfazioni delle nostre attività di porzione e valorizzazione del nostro Parco Regionale dei Monti Lattari 
Grazie a viaggiando-Italia.it che ha risposto alle nostre istanze e promosso positivamente i nostri sentieri.


Ma chi va a leggere l’articolo da PC (su smartphone non appare) avrà la sorpresa di leggere che la pubblicazione risale a quasi 3 anni fa (14 marzo 2017)! e quindi la domanda che sorge spontanea è:
chi vuole prendere per i fondelli chi? Viaggiando-Italia facendo credere al Parco di aver accolto le sue richieste, o il Parco vuole ingannare gli internauti facendo passare per attuale un articolo di 3 anni fa?

Per fortuna non è un dubbio che ci toglierà il sonno.

mercoledì 28 agosto 2019

TREK 2020 - circuito B da Agerola: Cervigliano, Catiello e 3 Calli

Dopo aver elaborato e diffuso il progetto di massima del TREK  la settimana scorsa, ora entro più nei dettagli e illustrerò alcune delle numerose opzioni di ciascuna escursione.
Prima di iniziare è però necessario sottolineare che l’ordine di effettuazione sarà stabilito in base alle condizioni meteo e gli effettivi percorsi potranno essere variati anche in corso d’opera, a seconda delle esigenze, anche se ognuno sarà libero di fare le proprie scelte e andare dove vuole, quando vuole. 
Il TREK Amalfi - Sorrento 2020, come tutte le altre edizioni precedenti, è un’occasione di incontro fra camminatori indipendenti ed autosufficienti ... NON si tratta di escursioni guidate. 
verso la vetta di Monte Catiello
Abbiamo sempre avuto escursionisti che hanno partecipato solo ad alcune tappe, altri hanno percorso solo parte di un’escursione, abbandonando prima o aggregandosi (per loro comodità) a metà strada, casomai dopo aver percorso già vari chilometri.
I cardini di questo circuito agerolino erano: accesso all’Alta via dei Monti Lattari (CAI300) dal traforo, giro del Cervigliano e Monte Tre Calli per i suoi indimenticabili panorami. Opzioni erano i belvederi di Mustaculo e Santa Maria dei Monti, nonché la possibilità di salire su Monte Catiello (1.393m, il minore e più orientale dei Tre Pizzi).



Al momento, come prima opzione, abbiamo scelto di abbreviare il percorso a soli 17km con l’idea di raggiungere la vetta del Catiello da nord per poi scendere a Capo Muro lungo il crinale meridionale. Questo tracciato (CAI 329e) è classificato EE, con alcuni tratti esposti. Come appare chiaramente osservando la mappa, c’è comunque l’alternativa di raggiungere Capo Muro affrontando minor dislivello via CAI 329a, classificato E e privo di tratti esposti. In quanto ai tempi di percorrenza, il CAI indica circa 3/4 d’ora di differenza fra i due, il che significa che coloro che sceglieranno l’opzione bassa, se vorranno, potranno aspettare gli altri a Capo Muro o andar loro incontro risalendo parzialmente il crinale o anche avviarsi verso Monte Tre CalliOvviamente si sale sul Catiello solo in caso di visibilità almeno discreta e condizioni meteo favorevoli.
attorno al FUNGO di Capo Muro (Trek 2010, foto di Wim Patry)
Avendo ridotto la lunghezza del percorso per essere più impegnativo e con maggior dislivello, si rinuncia ai 2 belvedere, ma partendo un poco prima e/o accelerando il passo si potrebbe prendere in considerazione di andare solo a quello di Mustaculo (circa 2,5km a/r, dislivello poco rilevante, sentiero scorrevole)

I codici dei sentieri CAI inclusi in toto o in parte in questo circuito sono:
367 dal traforo all’Alta via dei Monti Lattari (300)
300 verso est fino alla sella di Monte Rotondo 
(di lì 301 se si va a belvedere Mustaculo a/r)
322 fino ad Acqua Fredda 
322a per tornare sul 300
300 verso ovest fino poco oltre Colle Garofalo
329a per 500m fino all'inizio del
329e per Monte Catiello e Capo Muro, tralasciando il Canino
(se si va direttamente a Capo Muro, tutto il 329a oppure inizio 329d, bretella FREE, 329a
329 da Capo Muro a Bomerano
dorsale Monte Calabrice - Monte Tre Calli dal sentiero di Monte Catiello

Sul sito www.caimontilattari.it  potete trovare dati tecnici, classificazioni difficoltà, avvertenze e descrizioni sommarie di ciascun sentiero, e potrete anche scaricare i relativi file GPX, KML e PDF.


TREK 2010: itinerari, mappe, profili, distanze e tante foto

circuito A da Agerola (Valle Ferriere) sarà online la settimana prossima

venerdì 23 agosto 2019

TREKKIDEA ... Amalfi - Sorrento (e forse Capri) aprile 2020

Già vagamente annunciata in questo post di marzo, dopo averne discusso con gli amici orientisti portoghesi che parteciparono all'edizione 2010, l’idea ha preso corpo e nel corso di una riunione tecnica (e gastronomica) mercoledì sera è stata partorita una bozza avanzata di 7 escursioni di una ventina di km ciascuna. Volendo evitare maggio la scelta del periodo alla fine è caduta in una settimana fra Pasqua e 25 aprile, partendo venerdì 17 o sabato 18. 



Come evidenziato in mappa (uno schizzo, tanto per dare un'idea a tutti). si inizia con tre circuiti (o quasi) da Agerola, il quarto giorno si effettua la traversata dalla Costiera Amalfitana alla Penisola Sorrentina, negli ultimi 3 giorni si andrà certamente a Punta Campanella, San Costanzo e Jeranto, ma si potranno aggiungere un circuito da Sant’Agata che include il Sentiero delle Sirenuse e un puntata sull’isola di Capri. L’ordine delle  escursioni nelle due suddette aree sarà deciso quasi all'ultimo momento, in base alle condizioni meteo; l’unica escursione “obbligata” è la Agerola (Bomerano) - Colli San Pietroal quarto giornoLa distanza media di ciascuna tappa sarà di circa 20km. 


Queste le descrizioni sommarie degli itinerari:
Day 1-3 : 3 giri da Agerola, date da scegliere in base a condizioni meteo
A: Agerola - Amalfi o Pogerola: ... Acquolella, Fica Noce, Pontone, RNO, Ferriera - Pogerola via Amalfi o Tavernate (18-20km, possibile cena + transfer privato al ritorno)
B: traforo - belvedere Mustaculo - S. Maria Monti - Monte Carro - Cervigliano nord - Acqua Fredda - Palommelle - Crocella - Capo Muro - Tre Calli - Bomerano (ev. ascesa Catiello) (18-20km)
B1: (più breve, ma più impegnativo di B)- salita a Crocella - CAI 329e Catiello nord - cima Catiello - Capo Muro - Tre Calli - Bomerano
C: giro Faito: Macello (2km da Bomerano), Crocella, Palmentiello, Castellone, Cerasuolo, Molare, Conocchia, forestale, Casino di Paipo, Bomerano (20-22km)
Day 4:
D: Bomerano - sent. Dei - ponte Nocelle - Forestale - S. M. Castello - Comune - Alvano - Colli San Pietro (19km, alternativa fra Nocelle e Capodacqua via Montepertuso e Dragone)
Day 5-6:
E: Sant’Agata - Termini - Campanella - San Costanzo - Nerano - Jeranto - Penna - Nerano (rientro in bus SITA) (18-20km)
F: Sirenuse da Sant’Agata + rurale (18-20km)
Day 7 (eventuale extra):
G: giro sull’isola di Capri comprendente Guardia, Migliera, Cocuzzo , Solaro, Anginola, Scala Fenicia, Arco Naturale, ...  (20-22km)

   

Condizioni e raccomandazioni sono quelle di sempre:
  • la partecipazione è del tutto gratuita; costi e prenotazioni per trasporti, vitto e alloggio e qualunque altra spesa sono a carico dei trekkers;
  • è di fondamentale importanza essere assolutamente indipendenti ed autosufficienti ... non è previsto alcun tipo di guida o assistenza;
  • chi vuole intraprendere queste escursioni deve essere in grado di percorrere almeno 20km al giorno con oltre 1.000m di dislivello in salita;
  • i sentieri presentano fondo vario e spesso accidentato, alcune salite e discese ripide, tante scale e brevi tratti esposti, alcuni classificati come difficili o EE.
   

  

escursionisti indipendenti, autosufficienti e volenterosi
NON PRENDETE IMPEGNI PER LA SECONDA META' DI APRILE 2020
  
Queste sono li idee di massima, molti aggiustamenti potranno intervenire a seguito di incendi (speriamo di no) o eventi naturali. In caso di condizioni meteo poco favorevoli, avverse o addirittura rischiose, una o più escursioni potranno essere, ridotte, variate o anche annullate del tutto.

martedì 11 luglio 2017

Mappe aggiornate, uniformate e ampliate

Dopo una lunga pausa, ancora con tanti arretrati, ecco un nuovo post per annunciare una novità (più che altro un aggiornamento e un adeguamento alle tecnologie moderne) che dovrebbe incontrare il gradimento dei camminatori. In previsione dell’apertura di un nuovo sito (vai alla mappa interattiva), dedicato esclusivamente all’escursionismo, ho messo mano alle cartine già online da anni su www.giovis.com per renderle più compatibili con tablet e smartphone. Considerato il quasi totale abbandono delle stampe non sono più “costretto” a creare mappe poi facilmente riproducibili in formato A4, quindi non devo limitare le aree, né devo dividere lunghi percorsi lineari in più mappe, né ridurre la scala per far rimanere il disegno in un solo foglio.

Ho quindi individuato le 7 aree di grande interesse essere escursionistico (vedi quadro d'unione qui sopra), tre delle quali connesse fra loro. Delle altre quattro Capri è per forza “isolata” (nel vero senso della parola) e le altre 3 sono il classico comprensorio Campanella, San Costanzo, Santa Croce e Jeranto, il quasi adiacente lungo tratto che si affaccia sul mare fra Marina del Cantone e Colli di Fontanelle (in effetti per congiungere le 2 manca solo il brevissimo e inequivocabile collegamento Nerano-Cantone) e la Valle delle Ferriere di Scala e Amalfi che ho opportunamente (penso che faccia piacere ai più) ampliato a nord fino al Cervigliano e Santa Maria ai Monti (con le relative ascese di Scalandrone e bosco Santa Maria) e a ovest fino a San Lazzaro includendo quindi Acquolella, Cospita e Murillo.
Chi conosce seppur minimamente il territorio dei Monti Lattari avrà già capito che le tre rimanenti carte, come anticipato collegate fra loro, coprono quasi interamente le alture fra i due “passi” stradali Colli San Pietro (311m, fra l’area sorrentina e Positano) e traforo di Agerola (701m, fra Castellammare e Amalfi), spingendosi a nord fino a tutto il Faito e Sant’Angelo a Tre Pizzi (1.444m) e quindi includendo centinaia di chilometri dei sentieri che attraversano i pendii meridionali. Per non eccedere nelle dimensioni delle due più in basso le ho divise (e accavallate) lungo l’asse Santa Maria del Castello - Positano e quindi anche i due collegamenti fra dette località (Tese e Valle Pozzo) sono rappresentate per intero in entrambe.
A mo' di esempio, vi propongo in anteprima la mappa 5 (da S. M. Castello a Bomerano) che oltre i suddetti collegamenti include Forestale-Conocchia, frana, M. Tre Calli, M. Catiello, Vagnulo, sentiero Dei).
questa è la versione ridotta da blogger.com; scaricate la versione HD qui 


Tranne Capri e San Costanzo/Campanella (a scala maggiore) i file GIF di tutte le altre cartine sono stati prodotti a partire da una stessa scala (1:15.000) e con gli stessi dpi. Di conseguenza, tranne che per piccole modifiche intervenute dopo il taglio, sono uniformi e le tre che si accavallano dovrebbero poter essere facilmente montate (ma non so quanto convenga).
Ultima nota, rispetto alle versioni precedenti ho aggiunto, per quanto possibile, la numerazione aggiornata dei sentieri CAI (Club Alpino Italiano).

Camminatori, all’érta! 

giovedì 30 marzo 2017

Farsi passare qualche sfizio giova alla salute, soprattutto mentale

Anche questa è fatta ... ’a capa è soddisfatta
’A capa nun adda malepate’, che tradotto letteralmente (per quanto possibile) equivale a La testa non deve soffrire (mal patire) è uno dei miei modi di dire preferiti, che una volta scorreva sullo schermo del computer quando era in standby. In questo napoletanissimo motto, che ovviamente deve essere interpretato in senso lato, la testa equivale al cervello e malepate’ è un pleonasmo in quanto è logico che non si può soffrire bene e nessun patimento è buono. Aforisma purtroppo poco conosciuto ed ancor meno applicato e sbagliano coloro che lo interpretano come un suggerimento a far prevalere le emozioni sul raziocinio non essendo il cuore il soggetto della frase, ma la testa. Piuttosto, e così lo interpreto io, è un invito ad imbarcarsi anche in imprese “folli”, forse arrischiate, spesso giudicate irresponsabili, inutili o impossibili da amici e parenti, che cercano di dissuaderti o addirittura ostacolarti.
Portare a compimento un progetto, un’opera o un programma, non per tornaconto strettamente materiale, ma per propria soddisfazione, è sempre estremamente gratificante, al di là della reale qualità del lavoro svolto e del giudizio di terzi.
Della vasta categoria dei sostenitori di questo aforisma fanno parte tanto i collezionisti che passano la vita a cercare pezzi rari o semplicemente mancanti nella loro raccolta, quanto quelli che emigrano per andare a lavorare in un paese nel quale hanno più speranze e/o possibilità di realizzare i loro sogni, quelli che scrivono libri o poesie senza preoccuparsi di quante persone (forse) leggeranno quelle parole e tutti quelli che, almeno di tanto in tanto, si fanno passare uno sfizio. Se a qualcuno il termine fosse poco chiaro ecco cosa si legge su Treccani.it: sfizio  s. m. [etimo ignoto], merid. – Capriccio, divertimento.

L’idea del post nasce dal più recente sfizio che mi sono tolto: compilare una mappa ufficiale e praticamente ex novo dell’Orto Botanico Ho’omaluhia (160 ettari di superficie complessiva), il più grande dei 5 di Honolulu, Hawaii
La cartina (immagine in alto) è stata apprezzatissima, oggi è stata testata con diversi dispositivi (ed approvata) e da domani sono a tutti gli effetti in vacanza e cominceranno i farewell parties (feste d'addio). 
In effetti ne ho anche aggiornato altre due, abbozzate 9 anni fa. Fra poco tutte e tre saranno online per essere scaricate gratuitamente dal sito degli Honolulu Botanical Gardens o dall’app Avenza Maps mediante la quale anche chi non ha dimestichezza con mappe e cartine potrà tranquillamente “navigare” fra alberi e prati con l’ausilio del gps del proprio smartphone, tablet o altro dispositivo iOS, Android o Windows. (tutto spiegato nel post del 21 aprile 2015).
Ricordo a escursionisti e viaggiatori che l’app di Avenza è gratuita e dal sito si possono scaricare centinaia di migliaia di cartine di tutto il mondo, parte gratuitamente, parte contro pagamento di pochi euro. Fra le tante, già da vari anni, si trovano anche alcune mie cartine escursionistiche come Sentiero degli Dei (in basso a sx), Punta Campanella e San Costanzo, isola di Capri, Valle delle Ferriere, Faito e Molare (in basso a dx) e anche quella del centro di Sorrento, tutte gratuite.
   
Questo post non vuole assolutamente essere un mio panegirico, al contrario, leggetelo come un invito a chi ha idee, desideri, progetti o semplici sfizi a perseguirli, a tentare di concretizzarli.
Scrissi qualcosa di simile anche nel mio post di auguri 2017, ed esattamente:
Non puntate ad un semplice minimo miglioramento, guardate al di là del plausibile fino al difficile ma tuttavia possibile ... tenendovi a distanza di sicurezza dall’assolutamente irrealizzabile. 
Se ci sono riuscito io in tante occasioni ci può riuscire chiunque ... ma non certo i pigri e tantomeno i pavidi.
Conclusa questa "avventura hawaiiana" sono pronto ad imbarcarmi in altri progetti quantomeno stravaganti ... e ne ho molti in cantiere!

martedì 5 luglio 2016

Nuova carta dei Sentieri CAI dei Monti Lattari (ed. 2016) - recensione

Sabato scorso è stata ufficialmente presentata in pompa magna la “nuova carta dei Sentieri CAI dei Monti Lattari: Penisola Sorrentina, Costiera Amalfitana e Isola di Capri”, realizzata dalle sezioni CAI di Castellammare di Stabia, Cava de’ Tirreni e Napoli in collaborazione con il Consorzio Turistico Amalfi di Qualità.
Buona la veste grafica generale, la stampa, il supporto e soprattutto l’impaginazione scelta, vale a dire la divisione dell’intero disegno sulle due facce, mantenendo una ampia fascia di sovrapposizione (praticamente solo per lunghissime camminate ci sarà bisogno di consultare entrambe le parti). Se la vecchia cartina in scala 1:30.000 era enorme e molto poco pratica proprio per le sue dimensioni, questa nuova a scala maggiore (1:25.000) se stampata su un sola faccia sarebbe diventata quasi inutilizzabile in escursione.
Per le caratteristiche fisiche dei Monti Lattari sarebbe stato addirittura più utile aumentare ulteriormente la scala a 1:20.000 in modo da poter descrivere meglio la morfologia del territorio e inserire un maggior numero dei quasi infiniti sentieri, passaggi e scalinate che caratterizzano la costiera e quindi, pur capendo che sono richiesti determinati standard, resto convinto che per situazioni particolari dovrebbero essere concesse deroghe. 
Questo purtroppo è un punto dolente, una carenza della carta e i motivi sono diversi. Alcuni sono limiti assoluti, come il fatto che a quella scala è impossibile rappresentare tutto e, nel caso ci si riuscisse assottigliando le linee e riducendo le dimensioni dei simboli, la carta risulterebbe illeggibile per eccessiva abbondanza di particolari o come il problema di classificare i tanti sentieri extraurbani (quelli che più interessano agli escursionisti) in modo che sia chiara all’utente la difficoltà e la facilità di identificazione. A questo riguardo, tutti quelli che hanno percorso i sentieri CAI dei Monti Lattari sanno che molti di questi sono impervi ma di facilissima individuazione (non presentando alternative plausibili), altri sono comodi ma risulta difficile seguirli in quanto attraversano boschi o campi aperti con scarsa pendenza e pochissimi punti di riferimento (in primavera - estate la vegetazione copre quasi del tutto le tracce meno frequentate e gli eventuali segnavia al suolo).
La carta è stata prodotta dal CAI e quindi, giustamente dal loro punto di vista, è stato dato il massimo risalto ai sentieri individuati e segnati, tuttavia penso che nelle prossime edizioni (e ancor prima online) sia opportuno integrare i suddetti almeno con i percorsi principali utilizzati da escursionisti locali e turisti in quanto estremamente evidenti ed di conseguenza importanti sia come punti di riferimento, sia come potenziali vie di fuga o di accesso. Per fare un esempio che dovrebbe essere chiaro ai più, faccio notare che manca il sentiero Praiano - San Domenico - Cannati (Sentiero degli Dei), regolarmente utilizzato soprattutto dagli escursionisti stranieri che soggiornano fra Positano, Vettica e Praiano che in questo modo evitano di andare in autobus fino ad Amalfi per poi prenderne un altro per Bomerano.

Il progetto di questa carta è andato avanti per vari anni e quindi è comprensibile che gli autori volessero cominciare a produrre qualcosa di tangibile anche se, al tempo stesso, hanno pubblicamente dichiarato che, pur essendo soddisfatti del risultato ottenuto a tutt’oggi, la carta necessita ancora di numerosi aggiustamenti e di conseguenza i lavori di rilievo e miglioramento continueranno. Del resto questa è la storia di ogni carta, così come di ogni guida turistica, in quanto dai rilievi alla stampa passano mesi se non anni e, non potendo vigilare costantemente le centinaia di chilometri di sentieri e le migliaia di strade, stradine e viottoli, è ovvio che nessuno potrà mai affermare che una carta è aggiornata allo stato attuale dei luoghi. In considerazione di ciò sarà comunque di fondamentale importanza aggiornare il disegno ogni volta che se ne presenti l’occasione, senza aspettare una futura revisione generale. Per fare un esempio personale, solo nell’ultimo anno ho dovuto aggiornare la mia cartina di Massa Lubrense e Sorrento (quindi un territorio molto più limitato, già in giro da oltre 25 anni),  per segnalare varie interruzioni, una variazione di percorso, la riapertura di sentieri storici come il Vuallariello e Acquacarbone, chiusi per anni e ora frequentati di nuovo da escursionisti ... la cartografia è un lavoro in continuo divenire, non ha un termine.
I previdenti coordinatori del progetto hanno opportunamente scelto di non utilizzare una base cartografica come quella dell’I.G.M. che, seppur di ottima qualità, sarebbe sempre rimasta di proprietà di quell’ente e hanno preferito la strada più lunga, complicata e onerosa di far disegnare una carta base ex-novo in modo che rimanesse di loro esclusiva proprietà. Anche se adesso i risultati sono lontani dalla perfezione (ma per definizione la carta non può esistere) in futuro avranno la possibilità di aggiornarla digitalmente quasi in tempo reale e a costo zero.
Inoltre, idea ancor più brillante, hanno reso disponibile tutta la carta ad ottima definizione sul neonato sito www.caimontilattari.it nel quale è possibile consultare le schede dei singoli itinerari complete di cartina, profilo altimetrico e traccia gps. La ricerca dei sentieri risulta estremamente facile immettendo anche uno solo dei dati nella apposita finestra, a scelta fra numero o nome di un sentiero o anche per località di partenza o di arrivo.
La nuova carta è ottima per programmare le escursioni in quanto fornisce una visione generale del territorio, con tutti i sentieri CAI ben in evidenza. Sarà quindi facile progettare itinerari che comprendono più sentieri, scegliere e valutare tempi le distanze, operazioni molto facili in particolare se si utilizzano le informazioni del sito sul quale si possono anche vedere i profili altimetrici.
Nella lettura fine, invece, è ancora molto carente e al più presto si dovrebbe provvedere al lavoro di rendere congruenti tracce gps con le isoipse e con i sentieri o strade effettivamente percorsi. Come scrissi tempo fa su questo stesso blog, è praticamente impossibile che una traccia gps, per quanto possa essere accurata, si sovrapponga con precisione alla descrizione altimetrica per mezzo delle isoipse. Necessariamente il disegnatore (con l’aiuto del rilevatore o almeno di qualcuno che conosca bene il percorso) dovrà adattare le curve di livello alle tracce gps o viceversa, altrimenti si forniscono informazioni dettagliate errate.

A mo’ di esempio riporto la traslazione verso nord del percorso per il Molare. Nell’immagine si vede chiaramente che, pur essendo l’andamento del percorso sostanzialmente corretto, il modo in cui è stato sovrapposto alla carta base induce l’escursionista ad andare a cercare una salita dal versante settentrionale (scalata impossibile per un non-arrampicatore) allontanandolo dal percorso esistente e normalmente praticato dal lato sud.
Qualcuno fra quelli con i quali ho discusso di questi problemi ha sottolineato, giustamente, che quasi nessuno effettivamente “legge” la carta, talvolta per mancanza di capacità ma soprattutto per la cattiva abitudine di tenerla ben ripiegata nella sua custodia, all’interno dello zaino. Tuttavia, il malcostume ed i limiti di tanti non possono essere una ragione valida per rinunciare alla precisione a favore dell'approssimazione. 
A proposito di quelli che non usano consultare le cartine scrissi un post consigliando di portare in tasca fotocopie del percorso di giornata, avendolo sempre a disposizione, potendo aggiungere notizie lungo il cammino e, non da ultimo, non rovinando in alcun modo la carta originale. Adesso non avranno più scuse potendo stampare la scheda del percorso o anche utilizzarne il file pdf salvato sul proprio tablet o smartphone. 

In conclusione:
  • è più che apprezzabile il lavoro complessivo che sintetizza l’intera rete di circa 500km di sentieri segnati dalle sezioni Stabia e Cava del CAI sui Monti Lattari;
  • carta base chiara, in particolare per quanto riguarda la morfologia del territorio evidenziata non solo dalle isoispe (lavoro non da poco), ma anche da una buona ombreggiatura
  • la viabilità minore e i sentieri non CAI sono stati un po' trascurati, sia per quantità che per rappresentazione, ma entrambe le carenze possono essere facilmente sanate anche se, ovviamente, ci vorrà del tempo;
  • sono troppi i punti quotati in mezzo al niente, vaghi e quindi inutili, non agganciati ad elementi notevoli, mentre sono insufficienti quelli significativi relativi a cime, selle, incroci e luoghi facilmente individuabili come le estremità dei percorsi;
  • trovo che vari simboli siano troppo grandi come le invadenti e onnipresenti bandierine con i numeri dei sentieri e i simboli delle neviere (per fortuna pochissime), delle grotte e dei siti di arrampicata. Per quanto riguarda gli ultimi due simboli, penso che debbano essere aggiunti i collegamenti con i sentieri segnati, ma la conseguenza più grave è che per la loro dimensione e quantità in vari punti coprono tanti dettagli significativi della mappa (perché sprecare tempo a disegnare particolari importanti per poi coprirli con un’icona?);
  • è un grande passo avanti avere la numerazione aggiornata e la rappresentazione dei percorsi oggi esistenti in quanto molti sono stati aggiunti e qualcuno dei vecchi è stato abbandonato;
  • al momento è senza ombra di dubbio l’unica valida carta generale dei sentieri dei Monti Lattari, molto più leggibile della precedente del CAI che pur godendo di una base più dettagliata (tavolette IGM) era ormai obsoleta e inoltre molte delle linee rosse sovraimpresse (rappresentanti i percorsi) si distaccavano dall’andamento reale degli stessi anche di varie centinaia di metri e oltre 100 metri di differenza di quote. Nella nuova, anche in mancanza della collimazione esatta traccia/sentiero, le discrepanze sono limitate a qualche decina di metri;
  • inutile paragonarla alla carta prodotta dal Parco dei Lattari in quanto quella era assolutamente improponibile (leggi altro in questo post);
  • altre carte (come quella Kompass) sono in scala troppo piccola, imprecise e assolutamente insufficienti per andare in giro in un territorio così vario, scosceso e ricco di sentieri come quello della penisola sorrentino-amalfitana
  • ottima l’impostazione del sito www.caimontilattari.it, in italiano ed in inglese, che non solo non ha uguali in zona, ma risulta essere veramente innovativo e facile da navigare. La carta CAI è sovrapposta a quella Google ed è possibile selezionare i livelli da consultare. In ogni scheda percorso in calce alla mappa è riportato il profilo altimetrico ed è possibile scaricare la traccia gps, da utilizzare in combinazione la cartina! Anche questa è scaricabile, completa di itinerario, quote, dislivelli, lunghezza, tempi di percorrenza e difficoltà.
Gravoso e meritorio lavoro se considerato un punto di partenza, spero che si continui su questa strada. Comunque sia, i promotori, rilevatori e collaboratori meritano un plauso ed un ringraziamento.

martedì 21 giugno 2016

Passatempi per escursionisti navigati e, soprattutto, curiosi

Di questo tema ho già trattato varie volte, anche se non specificamente, parlando di escursionismo, natura, cartografia e serendipity. Sono tutti argomenti più collegati fra loro di quanto molti pensino e simili serie di connessioni possono applicarsi anche ad altre attività. 
Dei tantissimi camminatori (ormai siamo milioni, da quelli urbani ai trekker più avventurosi ... camminare è di moda) molti preferiscono percorrere itinerari ripetitivi e ben conosciuti, di quelli che appaiono più rassicuranti, lungo i quali si incontrano le stesse persone e si vedono le stesse cose e si può anche procedere con la testa fra le nuvole, casomai con le cuffiette alle orecchie.
Al contrario, ce ne sono altri che non perdono occasione per introdurre varianti ai percorsi noti, spingersi ogni volta un poco oltre i limiti del territorio conosciuto, farsi attrarre da una pianta o da una traccia di sentiero, partire con il preciso scopo di scoprire un itinerario completamente nuovo.

Faccio parte, chiaramente, del secondo gruppo e fra i miei sodali sono abbastanza attivo ma non certo fra i più avventurosi. Mi avvantaggio delle mie capacità di interpretazione di mappe e cartine, in particolare quelle di molti anni fa, per trarre spunti di interesse, immaginare itinerari utili o semplicemente piacevoli, ideare nuovi collegamenti, andare a ricercare sentieri dimenticati.
Un famoso cartografo inglese soleva dire che una delle migliori letture è una carta ben fatta, opinione che condivido in pieno. Talvolta mi capita di passare anche delle ore interpretando una mappa antica, cercando di coglierne lo stile, valutandone l'affidabilità, comparando le informazioni con carte receni e infine tentando di trarne conseguenze.

Il più recente risultato è l'imminente "inaugurazione" di un facile circuito escursionistico reso possibile dalla riapertura di una strada comunale  di Sorrento, in effetti un tratto di essa, un sentiero sterrato attraverso un castagneto. Era un mio vecchio pallino, via Acquacarbone doveva essere un percorso molto frequentato fino a metà del secolo scorso in quanto via più breve fra Sant'Agata e Priora (due frazioni rispettivamente di Massa Lubrense e Sorrento), ma dopo la costruzione del Nastro Verde (tratto della statale 145 sorrentina) quasi del tutto abbandonata.
Tuttavia ho sempre considerato quell'itinerario che taglia in diagonale il versante nord della collina del Deserto estremamente appetibile dal punto di vista escursionistico: ombreggiato, lieve pendenza, lineare, tanta natura (giardino, uliveti e castagneti) e pochi edifici. Mi capitò di parlarne circa un mese fa al Circolo Sorrentino nel corso del mio intervento in merito alla viabilità scomparsa (o inaccessibile) e poi, grazie ad una fortunata serie di incontri, occasioni e disponibilità intravidi la possibilità di rendere di nuovo percorribile quella strada comunale. Grazie alla fattiva cooperazione fra enti, associazioni e volontari, è già di nuovo possibile andare da Sant'Agata a Priora a piedi in meno di mezz'ora (solo 2 km contro i circa 5 seguendo le rotabili) e senza dover salire verso la collina del Deserto ma aggirandola a nord.
Dopo essere andato sul percorso 5 volte in 6 giorni, accompagnato da vari altri volenterosi, ieri con Costantino sono riuscito ad individuare con certezza l’ultimo tratto mancante della strada abbandonata, fino a pochi giorni fa coperto da una jungla (molto spinosa ...) all’interno del bosco di castagni.
Facendoci largo fra la fitta vegetazione abbiamo individuato il tracciato con l’ausilio della mappa, ma soprattutto seguendo logica e osservazione e quindi trovando conforto e conferme in tanti piccoli indizi: un cippo, uno scalino in pietra apparso sotto l’humus, pendenze adeguate, linearità e mancanza di alberi lungo la direttrice, una recinzione, pietre coperte di muschio allineate al margine della traccia, percorso un poco infossato, un tombino,...
Nella foto a sinistra si nota lo scalino in primo piano, venuto allo scoperto dopo aver liberato dalla vegetazione (alta anche oltre 2 metri) questo tratto infossato e prima assolutamente invisibile.
Questo, secondo me, è uno dei vari modi di fare escursionismo in modo estremamente piacevole (anche se talvolta si torna a casa con numerosi graffi e tagli) in quanto si riesce a stare lontani dai percorsi più frequentati. Questi, in particolare nei giorni festivi, sono invasi da masse di pseudo-escursionisti vocianti, che bloccano il sentiero per scattare innumerevoli selfie e spesso lasciano rifiuti  rendendo un piacevolissimo ambiente naturale quasi un inferno urbano (provate a percorrere il Sentiero degli Dei di domenica, fra le 10 e le 14 ...).

Venerdì 24 giugno, alle ore 18.00, si parte dalla piazza di Sant’Agata per il “collaudo” del circuito alle falde del Deserto.

La presenza di vari tratti sterrati richiede l’utilizzo di calzature adeguate. La passeggiata durerà meno di due ore.

venerdì 6 febbraio 2015

Valle delle Ferriere - avvisi e suggerimenti

Dopo le precisazioni relative al Sentiero degli Dei, tratto ora brevemente della cartina della Valle delle Ferriere a monte di Amalfi che, dal punto di vista escursionistico, è certamente più complessa e ricca di sentieri. Questa sua caratteristica permette l'organizzazione di innumerevoli itinerari, di difficoltà e impegno molto vari, ma conta anche tanti incroci non sempre chiari e bivi che "invitano" a seguire la traccia sbagliata. 
La mappa che ho compilato non comprende tutti i sentieri (impresa impossibile a questa scala), ma fornisce un'idea generale delle distanze, dislivelli (importanti), degli andamenti dei sentieri principali e degli incroci ai quali è necessario prestare attenzione.
I percorsi più frequentati sono quelli che ho sempre indicato come basso, fra Pontone e Amalfi (con deviazione fino alla Riserva), e alto fra Pogerola e Scala (Campidoglio, Minuta o Pontone) e quindi, in questa sede, mi limiterò a parlare di essi. Una analisi, per quanto essenziale, delle numerose varianti, scorciatoie, raccordi e sentieri principali segnati dal CAI che dalla valle conducono a San Lazzaro, Megano, S. Maria ai Monti, Mustaculo, ecc. richiede certamente più spazio e forse più di un post.

Avvisi e suggerimenti agli escursionisti
  • L'attraversamento del Canneto (il corso d'acqua che sfocia ad Amalfi) lungo il percorso alto, in località Fic' 'a noce, non è sempre semplice ed in caso di notevole portata d'acqua può risultare difficile non bagnarsi. Passare sulle pietre (spesso scivolose) a fior d'acqua sarà più semplice per chi usa i bastoncini, ma chi non vuole rischiare di camminare per il resto dell'escursione con le scarpe zuppe potrà affidarsi alla tecnica più sicura: levarsi le scarpe e guadare (la profondità è minima, ma a causa della corrente aspettatevi di bagnarvi fin oltre i malleoli).
  • Il bivio più ingannevole è quello che si presenta a chi vuole andare a Pogerola provenendo da Fic''a noce, a nord di Punta Cianfone (indicato dalla freccia rossa nello stralcio a destra). Prestare attenzione! Se si prosegue diritto lungo il sentiero (più largo e in piano, ma solo all'inizio) si finisce nella parte bassa della valle incrociando il percorso Giustino Fortunato fra la Riserva e TavernatePer Pogerola si dovrà invece seguire il sentiero a destra che molti addirittura non notano. Eppure ci sono dei segnavia CAI bianco/rossi che indicano il breve e ripido percorso, stretto fra la vegetazione, che vi condurrà ad un punto panoramico (in carta corrisponde all'indicazione di quota 468).
  • La sezione del succitato percorso Giustino Fortunato fra la Riserva e Tavernate non è consigliata a chi soffre di vertigini e presenta un paio di passaggi che richiedono attenzione, in particolare quando la roccia è bagnata o semplicemente umida, ovviamente ancor di più se percorsi in discesa. Le vostre calzature, in particolare le suole, possono influire molto.
  • Un altro bivio "ingannevole", ma meno del precedente, si incontra andando da Pontone verso la Ferriera. Poco dopo aver terminato il tratto lastricato tralasciate un evidente sentiero che scende in direzione opposta verso la valle e salite invece per qualche decina di metri a destra della piccola costruzione dell'acquedotto. Subito dopo scendete a sinistra percorrendo un paio di tornantini e proseguite in piano attraversando il vecchio ponticello che avrete già notato. Un paio di centinaia di metri vi separano dalla Ferriera.
  • Ricordate che la Riserva è recintata e la visita regolamentata. Informatevi circa le modalità di accesso qualche giorno prima di andarci. Cambiano di anno in anno … non so niente per il 2015.

Per tutto il resto il buonsenso dovrebbe essere più che sufficiente per tenervi lontani dai problemi e non correre inutili rischi.

NB - Questo post, così come il precedente, è chiaramente rivolto a chi ha intenzione di andare in giro autonomamente o con amici, senza affidarsi ad una guida o aggregarsi ad altri e non certo agli esperti frequentatori abituali della Valle. Tuttavia questi ultimi, ove ne ravvisassero l'opportunità, potrebbero integrare i suesposti avvisi portando all'attenzione di tutti eventuali aggiornamenti significativi.

mercoledì 29 ottobre 2014

S. Maria del Castello - Forestale - frana ... e non solo

Domenica scorsa sono andato per l’ennesima volta a passeggiare lungo questo sentiero che, nonostante la “devastazione” causata dall'incendio di un paio di anni fa, è senz'altro da annoverare fra percorsi più piacevoli e panoramici dei Monti Lattari. Limitandosi ad andare alla frana e tornare, è assolutamente alla portata di tutti e, in termini di distanza e dislivello, è più o meno equivalente al Nocelle-Colle La Serra (CLS) a/r che è senz'altro il miglior modo di percorrere la parte più interessante del Sentiero degli Dei senza dover affrontare interminabili e inaffidabili viaggi con mezzi pubblici.
Il primo è un percorso più graduale, senza tanti saliscendi e, anche se la differenza di quota assoluta è maggiore, in quanto a dislivello complessivo (la sommatoria di tutte le salite) i due sono pressoché identici e anche le distanze sono molto simili: 3.700m per SMC-frana (7,4km a/r) e 3.850m per Nocelle-CLS (7,7km a/r).
Questo schizzo essenziale nel quale metto a confronto i profili dei due percorsi semplificati, quindi senza indicare i tanti saliscendi del Sentiero degli Dei, evidenziano questa similitudine. L'unica vera differenza consiste nel fatto che il sentiero della Forestale si sviluppa ad un'altitudine di qualche centinaio di metri maggiore. 
Come il Sentiero degli Dei, anche il sentiero per la frana via Forestale è esposto a sud ed è riparato dai venti freddi settentrionali (l’inverno si avvicina) dal massiccio di Monte S. Angelo a Tre PizziIl tracciato è evidente e ben battuto, e nei pochi tratti di larghezza ridotta ci sono anche dei passamano che non sono strettamente necessari né è consigliabile fidarsi troppo (vedi post precedente). 
E' un percorso che consiglio a tutti ricordando che a S. Maria del Castello (SMC) non avrete mai problemi di parcheggio ed esiste anche un bar/ristorante (Zi’ Peppe) per rifocillarsi. Il sentiero fa parte dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) e lascia la strada rotabile circa 400m prima del ristorante, nel punto in cui la strada spiana.  
In questa galleria Google+ trovate varie foto che mostrano quale sia la situazione attuale (tronchi carbonizzati) e anche numerosi notevoli panorami non solo verso la costa ma anche (soprattutto nella parte fra Forestale e frana) verso l’alto.
Ultima nota … la foto in basso mostra il rischioso passaggio che è ciò che è rimasto dell’originale sentiero. Qualcuno ci passa, verso est è un po’ meno rischioso che verso ovest, ma non lo consiglio certamente a nessuno. Questo è uno dei punti (si tratta di una decina di metri scarsi) nei quali un intervento “serio” affidato a gente che di montagna ne capisce e non a chi, come spesso accade, pur avendo titoli simili (ingegneri, architetti, geometri) non ha alcuna esperienza specifica.
  
In giro per il mondo in situazioni paragonabili a questa ho visto cavi di sicurezza, passerelle o ponti sospesi che in un modo o nell'altro hanno risolto il problema rendendo il passaggio più facile e sicuro. Il suo ripristino eviterebbe agli escursionisti degli inutili saliscendi e soprattutto l'attraversamento dei cumuli di rocce della frana che a molti crea più di un problema.
Ma chi dovrebbe muoversi in tal senso? Non si tratta di trovare un volontario che metta una semplice scaletta o corda di aiuto (come dicevo nel precedente post), ma di un effettuare un intervento che sia ben fatto e duraturo. Comuni? Regione? Parco? Comunità Montana? Il CAI dovrebbe/potrebbe sollecitarli?