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domenica 9 aprile 2017

Meglio naturali, spontanee e piccole o ibridate, coltivate e grandi?

Parlo delle Orchidee, ma la domanda interpretata in senso lato potrebbe essere riferita a scelte simili in tanti altri campi.
Questo è stato più volte argomento di amichevole discussione con vari operatori del Foster Botanical Garden di Honolulu, in particolare con il curatore dell’Orchid Conservatory (una serra che ospita quasi esclusivamente orchidee) e l’organizzatrice di esposizioni floreali che, quando si tratta di orchidee, attraggono sempre un gran numero di persone.
Anche se dovrebbe essere superfluo sottolinearlo, ovviamente loro erano per la ricerca di fiori belli, grandi, appariscenti, dai colori spesso vivaci e contrastanti, mentre io sostenevo che la bellezza intrinseca delle piccole orchidee spontanee ed in particolare delle Ophrys non ha nulla da invidiare a quelle che loro curavano con tanta passione.
Tornato in patria, oggi sono andato a “caccia” (fotografica) e, oltre a qualche Serapias lingua (sotto a sx) e le immancabili Orchis italica, con non poca difficoltà ho trovato anche due diverse specie di Ophrys, piccole ma estremamente affascinanti. 
   
Faccio presente che queste foto sono macro, vale a dire che l'immagine è più grande del fiore reale. Per esempio il labello di queste Ophrys, varia mediamente fra i 10 e i 15 mm = 1,0-1,5 centimetri.
Al contrario, la maggior parte delle orchidee coltivate in serra, quasi tutte ibridi, sono molto più grandi e proprio per essere curate, protette, irrigate nei modi e tempi giusti, con la esposizione alla luce e temperature abbastanza controllate, la loro fioritura dura molto più tempo rispetto a quella delle spontanee che restano in piena forma per pochissimi giorni.
Qui in alto vedete una Ophrys sp. fotografata oggi alle falde di Monte Santa Croce e in basso varie specie di orchidee almeno 10 volte più grandi, coltivate nella serra del Conservatory del Foster.
A tutto ciò, dal punto di vista degli appassionati e fotografi come me, si deve aggiungere la contentezza per la sorpresa o soddisfazione per essere riusciti ad individuazione una piccola orchidea "mimetizzata" fra tanti altri fiori. 
   
  
    

mercoledì 7 ottobre 2015

“BORONDÓN” , opere di Jorge Perez Rodriguez

Puerto de la Cruz, miercoles 7 de octubre de 2015

Avendo resi edotti i visitatori in merito al tema dell’isola che (forse) non c’é - Borondón – l’artista Jorge Perez Rodriguez  ha fatto seguire alle prime sei tavole di testo arricchito di capilettera e cartografia, una serie di oli su tela a tecnica mista (70x70cm). Da quanto è possibile apprezzare ammirando questa serie di disegni nei quali il soggetto principale è sempre una più che strana creatura, flottante a pelo d’acqua in mari profondi e coloratissimi, lasciando fuori una porzione del dorso sufficiente per poter apparire come un’isola. Queste parti trasmettono l’idea di essere sempre all’asciutto (o quasi) in quanto sulla loro superficie si sono fiori, alberi e talvolta abitazioni e “abitanti”.
Questi molte volte, se non sempre, sono disegnati a somiglianza (molto accurata) dell’autore e di suoi parenti. Nel creare questi animali fantastici, Jorge dimostra anche una ottima conoscenza dell'anatomia animale che riesce a deformare ed esagerare con apparente facilità e tanta ottima fantasia. Da sempre i “mostri” sono stati costruiti ingrandendo a dismisura animali realmente esistenti, componendo vari animali fra loro (il Pistrice, per esempio) o anche con essere umani (sirene, centauri, fauni e via discorrendo) e per ben raffigurali è senz’altro necessario uno studio preventivo della loro reale esteriorità. Del resto, pure per fare il caricaturista si deve avere una più che buona conoscenza dell’anatomia umana. Chi ha qualche esperienza di snorkeling riconoscerà sicuramente vari pesci tropicali, ma anche chi non ha mai messo il naso sott’acqua scoprirà che fra le “basi” non mancano animali terrestri.
Almeno per quanto mi riguarda, pure le scelte cromatiche sono coinvolgenti e trasmettono allegria e gioia di vivere. Gli stranissimi esseri viventi, purtroppo solo nelle sue opere, per quanto "mostruosi" possano apparire (ma solo agli occhi dei minus habens, quelli che rifiutano qualunque difetto o diversità), sprigionano simpatia e non appaiono assolutamente aggressivi e/o potenzialmente pericolosi.
Ho già caricato una dozzina di bozzetti, anche essi facenti parte dell’esposizione, mentre di 9 disegni divisi in tre gruppi (di 2, 3 e 4 ciascuno) parlerò fra un paio di settimane. 
Alcune immagini delle opere della serie Borondón le potete ammirare in questa galleria del sito dell’autoreDalla homepage dello stesso - www.jorgeperezrodriguez.es - potrete anche accedere a tante foto di altre serie.