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giovedì 29 giugno 2023

A piedi per i Monti Sireniani - circuito B, domenica 15 ottobre

Sorrento – S. Agata - Torca – Colli di Fontanelle – Casarlano - Sorrento 

Itinerari Tolomeo nn. 25 – 16 – 15 - 300 – 29 – 22 – 11


Dalla centralissima piazza Tasso di Sorrento si segue la prima parte dello storico percorso del Circumpiso (itin. 25) per poi deviare, a circa metà percorso, su una misconosciuta traversa di collegamento con Li Schisani (16), percorso classico fra Sant’Agata e S. Maria del Toro, attualmente interrotto. Quindi lo si segue fin dove possibile e si sale sul Nastro Verde per attraversarlo e immettersi sul 15 che si segue fino a Sant’Agata con tanto sterrato al limite dei boschi misti di Acquacarbone e Olivella. Si supera il centro collinare e si inizia a scendere sul versante salernitano percorrendo la prima parte del Giro dell’Isca (Cafariello, foto in alto ) fino a La Guardia sull’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300). 


Dal punto panoramico di La Guardia (foto sopra) si torna indietro e si segue la suddetta Alta Via fino a Colli di Fontanelle, passando per Torca, Monticello, Marecoccola e Pizzetiello. 
Si prosegue quindi lungo l’itinerario 29 per Sant’Angelo e Gradoni fino a Casarlano, dove ci si immette sul circuito dei Borghi della Valle di Sorrento (22) per seguirlo fino a Piazza Tasso passando per la via delle sciuscelle e Lavaturo. Lo sviluppo dell'anello principale è di circa 17km, ma con maggior dislivello (900m ca.) rispetto all’escursione A del sabato e con gran parte dell’itinerario lungo i pendii su sentieri sterrati fra tanta gariga e macchia mediterranea. Dalla stessa piazza Tasso, ai più volenterosi verrà offerta la possibilità di aggiungere il circuito delle Mura e Porte di Sorrento (itin. 11) per arrivare ad una ventina di chilometri complessivi.

Probabile pausa marenna (picnic) sul Pizzetiello (foto sopra)

Anche in questo secondo giorno si propongono quindi una gran varietà di ambienti, rurali, storici, urbani e naturalistici, lungo vari sentieri panoramici che portano a punti dai quali la vista può spaziare sui 2 Golfi e le loro isole.


Sviluppo circuito B: 17km (+2,8 opzionali) (con dislivello di ca. 900m) 

  • 4,7 km Sorrento – Sant’Agata (4,7 km)
  • 2,6 km Sant’Agata – Guardia (7,3 km)
  • 5,1 km Guardia – Colli di Fontanelle (12,4 km)
  • 4,6 km Colli di Fontanelle - Sorrento (17,0 km)
  • 2,8 km circuito 11 (facoltativo) (19,8 km)

martedì 27 giugno 2023

A piedi per i Monti Sireniani - Circuito A, 14 ottobre 2023

Sorrento – Massa - Termini – giro di Santa Croce – Termini – Monticchio – Priora – Sorrento

Itinerari Tolomeo nn. 13 – 37 – 77 – 47/57 – 14 – 16

Questo primo circuito per i Monti Sireniani si estende da Sorrento verso sud-ovest nel territorio lubrense fino a circumnavigare l’ultima altura della Penisola (Monte Santa CroceSan Costanzo), praticamente circondata dalle acque dei golfi di Napoli e di Salerno, a pochi chilometri dall’isola di Capri. Il percorso avrà uno sviluppo complessivo di circa 20km, non ancora valutato con precisione in quanto fra le Tore di Casa e Monticchio ci sono varie possibili soluzioni che saranno valutate in autunno, in base alle condizioni dei sentieri.

La passeggiata inizia a Sorrento da piazza Veniero (area pedonale, a pochi metri dall’ospedale) con l’itinerario 13 che si seguirà fino ai Molini; tramite una breve poco frequentata derivazione si raggiunge il casale di Mortora dove ci si immette sull’itinerario 37 e lo si segue fino a Termini (8 km ca.). Prima di intraprendere il Giro di Santa Croce (circuito 77, che sarà percorso per intero, con oltre 4km di sentieri sterrati naturali), breve pausa per una sosta al bar e/o per rifornirsi di cibo e bevande per lo spuntino sul “Monte”, probabilmente a Vetavole (foto) di lì a un’ora circa.


Tornati a Termini, il percorso del ritorno a Sorrento sarà ben distinto da quello dell’andata sviluppandosi quasi parallelamente a esso a quote maggiori, attraversando i borghi di Monticchio, Acquara e Priora. Come già evidenziato, dalle Tore di Casa (itinerari 47/ 57, coincidenti dalla prima parte) si può raggiungere la Saponera (Monticchio) via Arenaccia e Pontescuro, via Metrano o via Tuoro e Caprile per portarsi poi a Priora/Crocevia seguendo l’itinerario 14 fin poco dopo la selva di Lamia. Ci si collega quindi con il 16 in prossimità di S. Maria del Toro e seguirlo fino alla fine percorrendo le innumerevoli rampe dell’antica mulattiera di Monte S. Antonio, godendo continuamente della vista dall’alto del centro storico di Sorrento, nonché degli altri centri della piana di Sorrento e delle alture alle loro spalle.


Sviluppo circuito A: 21km +o- 300m (700m dislivello ca.)

  • 7,9 km Sorrento – Termini (7,9km)
  • 2,1 Termini – Vetavole (10,0km)
  • 2,7 Vetavole – Termini (12,7km)
  • 3,1 Termini – Saponera (15,1km +o- 300m)  
  • 5,2 Saponera - Sorrento (21,0km)

sabato 24 giugno 2023

A piedi per i Monti Sireniani

 2 circuiti da Sorrento lungo gli itinerari del Tolomeo

In concomitanza con la Giornata Nazionale del Camminare 2023 del 14 e 15 ottobre, Camminate e SorrentoWalks propongono una 2 giorni a piedi sui Monti Sireniani, lungo sezioni di una dozzina di diversi itinerari della più recente versione del Progetto Tolomeo di Giovanni Visetti, opportunamente uniti da collegamenti di simile qualità. 


Si tratta di due circuiti di una ventina di km ciascuno, entrambi con inizio da Sorrento, tuttavia ben distinti avendo un unico minimo punto di contatto nella parte urbana. Quello di sabato sl sviluppa verso sud-ovest nel territorio lubrense fino a circumnavigare l’ultima altura della Penisola (Monte Santa Croce – San Costanzo). 
Domenica si andrà invece a sud-est, portandosi sul versante salernitano, percorrere 5 km dell’Alta Via dei Monti Lattari Sentiero Italia e tornare a Sorrento dopo aver toccato le alture santenellesi. Circa 50% degli itinerari si sviluppano su selciati tradizionali e carrabili secondarie fra uliveti, limoneti e giardini, quasi 30% di sentieri sterrati fra boschi misti e macchia mediterranea ed il resto su rotabili e area urbana.

   

Oltre ai complessivi 6,5 km dell’Alta Via dei Monti Lattari, i circuiti comprendono l'intero Giro di Santa Croce con Monte San Costanzo e la parte più panoramica del Sentiero delle Sirenuse. Anche dalle sezioni rurali si potrà godere di ulteriori viste su Capri, Ischia e Procida, la costa napoletana e il Vesuvio; dal versante meridionale, oltre a Li Galli e la Costiera Amalfitana, in caso di buona visibilità lo sguardo potrà spaziare fino al Cilento e Punta Licosa (estremità del Golfo di Salerno, a 60 km).


A breve saranno rese note le descrizioni degli itinerari che, per ora, includono ancora varie opzioni da decidere più in là.

domenica 4 luglio 2021

“Accuppatura” per il Giro di Santa Croce … meglio di niente; ma via Torvillo?

Mi era stato comunicato che, grazie alla passeggiata organizzata dalla Pro Loco Massa Lubrense lungo il Giro di Santa Croce sabato 3 luglio, era stata effettuata una certa pulizia del percorso. Stamattina sono andato a rendermi conto del lavoro ma, dopo un inizio relativamente soddisfacente (meno di 100 metri lungo i quali è stata tagliata l’erba, ma non rimossa la ramaglia di potatura che giace sul sentiero almeno da 3 mesi), il sentiero è stato lasciato esattamente come stava. 

 

 
Per fortuna, la vicinale delle Selve resta quasi sempre in ombra e quindi la vegetazione non è troppo invasiva tranne che nel tratto che precede il doppio tornante che, a causa dei tagli di qualche anno fa, riceve più luce. 

 
Più su ci si imbatte nel passamano crollato (già segnalato pochi giorni fa da Ruth sulla pagina di Lello Acone) che dimostra ancora una volta la pericolosità di questo tipo di messa in sicurezza in quanto qualcuno fiducioso e poco attento, nel cercare sostegno, vi si appoggia e crolla insieme ai pali ... anche chi crede in questo metodo si dovrebbe convincere che, non potendo assicurare una regolare manutenzione, queste soluzioni sono peggiori del lasciare le cose come stanno. 

Lasciato il bosco superando la caratteristica scalinata in pietra, si torna alla luce piena del Vuallariello e tratti ben battuti (dal passaggio degli escursionisti) si alternano a tratti nei quali non si vede dove si mettono i piedi. Situazione simile nella spianata di Vetavole, come mostrato nelle foto. 

 
Per trovare un altro tratto di sentiero ripulito si deve arrivare quasi fino al cosiddetto belvedere Mitigliano. Quindi dei circa 2 km di sterrato dalla fine della carrabile via Cercito fino a via del Monte si è intervenuto solo sui tratti estremi, per meno di 200 metri complessivi … una accuppatura in piena regola. 

 
Comunque, come riportato nel titolo del post, meglio questo poco dell’abbandono totale, ma tutto il resto? Per esempio, l’ufficio manutenzione continua ad ignorare albero e rete caduta a via Torvillo, nonostante le ripetute segnalazioni … protocollate, con foto allegate.

sopra: foto sopra scattata ieri pomeriggio (3 luglio 2021)
sotto: stessa situazione del 20 aprile e 29 maggio ...
come vedete, i mesi passano e niente cambia ...

lunedì 30 novembre 2020

Neofiti, siete invitati a percorrere i sentieri battuti

Non ho potuto fare a meno di notare decine di nuove tracce lungo il sentiero, varianti improvvisate al di fuori del percorso indicato dai segnavia CAI. Queste varianti non solo confondono gli escursionisti ma danneggiano principalmente la flora …

Così scriveva Luigi Esposito (Guida Escursionistica professionista) un paio di mesi fa e la situazione, già assolutamente reale all’epoca, è poi ulteriormente peggiorata ed è quindi certamente da prendere in seria considerazione.

Pare che i lockdown abbiano spinto tante persone che non hanno mai “camminato” in vita loro a cominciare a passeggiare anche per varie ore. Ciò, se da un lato è notizia più che positiva, da un altro punto di vista sta cominciando a creare problemi lungo alcuni sentieri. Infatti, molti neo-camminatori si avventurano lungo percorsi escursionistici a loro sconosciuti non tanto attratti dalle bellezze naturali, ma per sfuggire a possibili (in effetti improbabili) controlli da parte delle forze dell’ordine.

 

Non conoscendo il territorio, non avendo alcuna esperienza e non sapendo neanche cosa sono i segnavia (foto sopra), molti di loro abbandonano i sentieri battuti ed in buona parte segnati e vagano a casaccio lungo i pendii, dovunque la vegetazione e le rocce lo consentano. Di conseguenza passa oggi e passa domani, casomai in gruppo, pur involontariamente si creano nuove tracce che - come scriveva Luigi riferendosi al crinale della Campanella - svieranno i prossimi “vagabondi” e, oltre a confonderli, potrebbero anche condurli in luoghi non adatti alle loro capacità o alle loro attrezzature (in particolare le calzature).

Non da ultimo, e specialmente fino alla primavera, molti considerano tutto “semplice erba”, per loro calpestabile (“ma danneggiano principalmente la flora …”), senza tener conto che fra quella distesa più o meno verde ci sono anche tanti germogli delle piante portatrici dei fiori che poi tutti vogliono ammirare in primavera ed estate.

venerdì 14 agosto 2020

Rating dei sentieri: non sanno più cosa inventarsi!

Primo post dell'ottavo anno di Discettazioni Erranti

Mi è capitato di arrivare sul sito ufficiale di un National Park (NP) americano, esattamente quello dello Shenandoah NP, in Virginia. Hanno dedicato una specifica pagina al come determinano la difficoltà di un’escursione, un calcolo concettualmente pressoché folle che utilizza la seguente formula: radice quadrata del doppio del dislivello (in piedi) x la distanza (in miglia).
Il primo problema consiste nel fatto di dare una stima di impegno fisico (legato esclusivamente a distanza e dislivello) e la fanno passare per difficoltà … che è tutt’altra cosa. Questa infatti dipende dal fondo dei sentieri e dalle pendenze, valutazione del tutto trascurata. Inoltre la formula è poco pratica per chi utilizza il Sistema Internazionale (SI), solo negli USA non si sono ancora adattati al sistema decimale! Nel resto del mondo si dovrebbe convertire in piedi il dislivello misurato in metri moltiplicandolo per 3,28 e in miglia la distanza misurata in km moltiplicandola per 0,62. La formula diventa quindi: radice quadrata di (dislivello in m x 3,28 x 2) x (distanza in km x 0,62). Il risultato viene quindi associato ad una delle seguenti 5 fasce:

  • < 50 Facile: generalmente meno di 5km, pendenze dolci, adatto a chiunque ami camminare.
  • 50-100 Moderato: generalmente da 5 a 8km, adatto a chi può affrontare sentieri un po’ più impegnativi, con discreta pendenza e possibili tratti ripidi.
  • 100 –150 moderato impegnativo: generalmente da 8 a 13km, risulta arduo per persone fuori allenamento
  • 150-200 impegnativo: generalmente da 12 a 16km, lungo e ripido è arduo per la maggior parte degli escursionisti, anche per il dislivello.
    > 200 molto impegnativo: generalmente oltre 13km, solo escursionisti ben preparati dovrebbero affrontarli, oltre ad essere lungo e ripido può includere attraversamenti di tratti rocciosi e di ruscelli e superamento di altri ostacoli naturali.
  • > 200 molto impegnativo: generalmente oltre 13km, solo escursionisti ben preparati dovrebbero affrontarli, oltre ad essere lungo e ripido può includere attraversamenti di tratti rocciosi e di ruscelli e superamento di altri ostacoli naturali.
La cosa “tristemente divertente” è che nella stessa pagina candidamente ammettono che tale metodo è “approssimativo e imperfetto” e, almeno in questo, hanno perfettamente ragione. A mo’ di esempio aggiungono che il sentiero Dark Hollow Falls ha rating 36,3 (facile) solo perché è molto breve ma, oggettivamente, dovrebbe essere valutato almeno come moderato essendo molto ripido.
Si cade poi nel ridicolo considerando una velocità media di 2,4 km/h per i percorsi facili, 2,25 km/h per i moderati, 2,1 km/h per i moderati impegnativi e 1,9 km/h per quelli impegnativi e molto impegnativi; ciò senza considerare soste, foto e condizione. Gli svizzeri, che certamente ne sanno molto di più in quanto a escursionismo, nel loro famoso “grafico/tabella” (riportata in basso) considerano ben 4,2km/h sui sentieri facili, mentre procedendo ai 2,4km/h dei virginiani gli elvetici prevedono di superare anche un dislivello di oltre 300m, con una pendenza media del 15% circa.
Morale: prima di intraprendere un qualunque percorso che non si conosce, oltre ad accertarsi della distanza da coprire e dislivello da superare, è bene analizzare la distribuzione delle pendenze e informarsi sulla qualità del fondo che, è bene ricordarlo, può cambiare di molto in dipendenza delle stagioni.
Non vi fidate ciecamente dei vari facili, difficili, per tutti, ecc. pubblicizzati su siti e brochure varie.

A chi interessa questo argomento suggerisco di leggere questi altri post:
escursionismo: fattori che incidono sui tempi di percorrenza

venerdì 31 luglio 2020

I buontemponi (leggi deficienti o imbecilli) che frequentano Monte San Costanzo

Come loro ce ne sono anche in molte altre aree, ma questi (penso siano sempre gli stessi) sono particolarmente pertinaci, nonché tendenti alla demenza precoce.
La loro “impresa” più recente è stata quella di accatastare tante frasche dei pini caduti (l’anno scorso) sul bivio del CAI 300 che connette la sella di San Costanzo con Nerano
Le foto che seguono sono state scattate poche ore fa e dimostrano in modo lampante la pochezza di tali individui subnormali. 
La settimana scorsa, in compagnia dei Camminanti, sono tornato dopo quasi un anno sul suddetto percorso ma non si vedeva traccia del bivio … solo un ammasso di tronchi e frasche secche. 
Ci vollero esattamente 2 secondi per capire che l’innesto della discesa era stato coperto e quindi, senza pensarci due volte né perderci d’animo, scavalcammo vari tronchi, sicuri che pochi metri più a valle avremmo ritrovato il sentiero (foto a sinistra) … e così fu.
Oggi sono tornato sul posto per valutare meglio la situazione e in pochi minuti, dopo aver riportato alla luce la vecchia mattonella (danneggiata) che evidenziava il bivio, mi sono reso conto che l’inizio del sentiero era stato semplicemente (e proditoriamente) coperto più che altro da frasche accatastate al lato di un tronco caduto proprio sul tracciato, quasi riempendolo. 
In meno di 10 minuti (da solo e senza aver bisogno di attrezzi) ho rimosso buona parte delle frasche e annodato qualche fiocchetto bianco/rosso per facilitare l’individuazione della traccia da parte di coloro che poco conoscono l'area o vanno in giro seguendo una traccia gps.
Nelle foto che seguono si possono vedere i risultati di un brevissimo "lavoro" ... in linea di massima, a smantellare ci si mette molto meno tempo che a costruire ... per "loro" ne è valsa la pena?
vista da valle
vista da monte alle 13:08
Tornando a quanto detto in apertura, ricordo che, ancor prima del cambio secolo, uno o più di tali buontemponi si prese la briga di coprire i segnavia bianco/rossi del CAI con vernice verde chiaro, con il solo risultato che anche il meno dotato dei camminatori novellini avrebbe potuto seguire facilmente il percorso prestando attenzione ai segni verdi invece che a quelli bianco rossi … si può essere più dementi? Ci persero il tempo e la vernice, senza considerare il rischio che corsero nel caso fossero stati colti in flagrante ... ebeti o cretini?
Negli anni successivi ha(nno) sfregiato, rimosso o distrutto le mattonelle segnavia del Progetto Tolomeo, poi quelle dell’aggiornamento del 2003 e infine, in tempi recentissimi quelle relative al Giro di Santa Croce e all’ex-CAI 00. Anche in questi casi se ne è quindi parlato sui cosiddetti social fornendo lo spunto per una ulteriore pubblicità a tali percorsi.
In conclusione, pur restando sostanzialmente anonimi, si sono costruiti una buona fama di deficienti.

giovedì 25 giugno 2020

Breve analisi cartografica delle Tese di Pimonte

Continuando le mie indagini in merito al tracciato delle Tese di Pimonte, ho messo a confronto varie mappe abbastanza “affidabili” (considerate rispettive  scale e epoche di compilazione) e tutte coincidono nel riportarle come strada pubblica, storica, principale e unica fra Piazza e il Faito, attraversando i castagneti del demanio comunale.
Ovviamente, come riferimento storico, sono partito dalla imprescindibile CARTA TOPOGRAFICA ED IDROGRAFICA DEI CONTORNI DI NA­POLI - Corpo dello Stato Maggiore ed Ingegneri Geografi (1817-1819, scala 1:25.000), della quale riporto uno stralcio che, seppur di scarsa qualità, è sufficiente per evidenziare quanto mi (ci) interessa.
Già parlai dell’assunto nel post Cartografia antica: le Tese di Pimonte nel 1819 (del 4 agosto 2014) del quale riporto un paio di paragrafi.
"Ho analizzato un nuovo stralcio della carta borbonica a partire dalle Tese di Pimonte che a quell'epoca erano una mulattiera principale, tant'è che venne riportata (molto fedelmente) con il simbolo utilizzato per i percorsi più importanti: linea continua con linea punteggiata parallela.
Possiamo anche leggere vari toponimi interessanti a partire da quello al lato del tratto iniziale rettilineo: Via nova del Demanio che ne attesta l'uso pubblico. La forra che tuttora si attraversa percorrendo l’antico Ponte del Piano per accedere alle Tese vere e proprie viene similmente detto Vallone del Demanio, chiuso fra Pantanelli a ovest e la Ceppa a est."

Logicamente nello stralcio in apertura non compare l’attuale 366 di Agerola, ma sono ben evidenti sia il tracciato delle Tese che quello dell’antico sentiero che da Tralia si dirige a sudest salendo in costa, a monte della suddetta rotabile, percorsi che si incrociano quasi perpendicolarmente.
Confrontando altre mappe successive risulta evidente che, nel loro complesso, coincidono e quindi si può ragionevolmente dedurre che il tracciato è antico, pubblico e unico. Nella parte bassa corre rettilineo, prima all’interno e poi sulla sponda del cosiddetto canale, da non confondere con il convergente e ben più pronunciato vallone un centinaio di metri più a ONO.


Come si vede da questo raffronto fra CTR e foto satellitare, la strada pubblica corre quasi esattamente lungo l'asse (poco più di 700m) fra il suo imbocco dalla 366 e il ponte, questo senza dubbio di epoca borbonica (o addirittura precedente) essendo specificamente riportato in carta con nome Ponte del Piano. Come riferimento si può utilizzare il limite delle terrazze coltivate.

Il tracciato è sempre stato riportato come principale nel corso degli anni come si può vedere in questi stralci di cartografia IGM, a sinistra da una tavoletta di varie decine di anni fa, a destra da una più moderna 50.000.


Al mio rientro potrò integrare questo studio con immagini di miglior qualità e con altre mappe del mio archivio cartografico nonché con una buona riproduzione della catastale … per ora accontentatevi di questa in basso. Si nota che le strade catastali (quelle con linee rosse al lato) seguono lo stesso andamento delle vie indicate sulla carta del 1819, con la sola differenza di quell'angolo iniziale. Questo deriva certamente da frazionamenti e quindi possiamo presumere che la strada delle Tese originale tagliasse direttamente lungo i puntini rossi. Nella parte sinistra dell'immagine in alto la strada catastale da Tralia è tracciata in verde. 

C'è da precisare che il tracciato a monte del ponte è chiaro ed inequivocabile e tutte le tese coincidono perfettamente, qualunque sia la scala della mappa e l'epoca del suo rilievo.
Finora non sono riuscito ad ottenere niente di ufficiale dal Comune di Pimonte per l’insensato ostruzionismo del dirigente del settore, che non mi ha neanche detto se la strada sia classificata comunale (come sono certo che sia) o vicinale, questione comunque del tutto secondaria in quanto in entrambe i casi esiste diritto di passaggio.
Fra una decina di giorni spero di avere l’opportunità di recarmi di persona a Pimonte, recuperare dati e notizie e quindi effettuare un accurato sopralluogo, almeno fino al ponte, spero in compagnia di qualcuno di quelli che si sono dimostrati interessati al tema.

venerdì 12 giugno 2020

2 sentieri poco frequentati ma molto utili, da non far scomparire

Appello alla collaborazione” rivolto ai camminatori con vero spirito FREE, non potendo certo contare su escursionisti improvvisati, su chi pretende di avere il copyright su sentieri e tracce, su guide dell’ultima ora che si spacciano per onniscienti e sciacalli vari che anche se avessero notizie di ostacoli, problemi o pericoli o, al contrario, di situazioni che potessero avvantaggiare altri le tengono strettamente per sé, per non parlare di quelli che saccheggiano idee, mappe e foto altrui attribuendosene i meriti.
Nei giorni scorsi, per motivi diversi, ho considerato l'importanza logistica di due brevi segmenti di sentiero una volta inclusi nei percorsi CAI e successivamente abbandonati, come fu il caso del vecchio 00 su Monte Santa Croce, parte alta del crinale e poi tratto rasente la rete del cosiddetto radar. Più impegnativo dell'attuale tracciato, fu recuperato un paio d'anni fa con gran soddisfazione di molti, e certamente chi ha ancora gambe dopo l’ascesa da Punta Campanella lo percorre con piacere. (leggi post)

I tratti ora in questione sono:
* la cosiddetta bretella FREE fra Crocella e Capo Muro 
* la parte bassa delle Tese di Pimonte, ex CAI 34
Bretella FREE
Tratto di soli 300 metri che tuttavia fa risparmiare quasi 100 m di dislivello e 800 m di distanza a chi lascia il 300 per dirigersi a Capo Muro (leggi il post)
Domenica scorsa i camminanti hanno completato il percorso Santa Maria del Castello - Capo Muro - PalmentielloMoiano che quindi includeva questo tratto. Hanno segnalato tagli ancora in corso e che, oltre al sottobosco, i molti tronchi a terra rendono poco chiara l'individuazione della bretella FREE.
Sono convinto di ricordare che tale sentiero facesse parte dell'Alta Via originaria, ricalcando un vecchio tracciato riportato sulle carte dell’epoca come la CTR e che compare ancora sulle tavolette IGM al 25.000, almeno fino al 1996 (vedi stralcio in basso).
I ciclici tagli dei castagneti, i piccoli smottamenti di terreno, le tracce create dai muli che trascinano i tronchi a valle, lo scarso transito di escursionisti e la vegetazione invasiva resero problematica l’individuazione della traccia fino a farla scomparire. Attualmente il CAI propone il collegamento Crocella - Capo Muro percorrendo il 300 fino al bivio Palmentiello, continuando verso il Catiello per poi scendere ripidamente in una lama piena di pomici.
Penso sia interesse comune rendere visibile e mantenere percorribile la bretella FREE.
Tese di Pimonte, ex CAI 34
Fino a pochi anni fa le Tese di Pimonte si affrontavano a partire dal parcheggio di fronte al ristorante San Michele, lungo la SP 366 di Agerola. La parte bassa dell’ex CAI 34, quella che ci interessa, correva rettilinea per massima pendenza fra una serie di terrazze coltivate ed un fosso. Nell'ultimo aggiornamento di sentieri e numerazione CAI, il percorso origina da Castellammare (334), passa per la sella di Monte Coppola e poi al lato dello stadio di Tralia (frazione di Pimonte) per poi portarsi sulla mulattiera in corrispondenza della prima tesa.
Mi è stato segnalato, ed era presumibile, che il vecchio tracciato essendo ancor meno percorso di prima è ora più soggetto a essere invaso da vegetazione. Tuttavia, per chi arriva con mezzi pubblici, e non a piedi da Castellammare, rappresenta una conveniente alternativa per accedere alle Tese, in quanto inizia presso una fermata SITA e fa risparmiare varie decine di metri di dislivello e varie centinaia di percorso.
Senza voler cambiare niente della situazione attuale (segnatura e carta CAI), penso sia opportuno che i veri camminatori di tanto in tanto percorrano anche il vecchio 34 contribuendo a mantenerlo aperto e segnalando eventuali problemi tramite i soliti tamtam in internet.

Per entrambi i casi, già so di poter contare sui soliti Matteo (con i FREE Amalfi), gli amici di Agerola (Ass. Sentieri degli Dei), guide coscienziose come Luigi Esposito e pochi altri, gli stessi attivisti del CAI Stabia, nonché sul gruppo virtuale (e virtuoso) dei Camminanti, ma ben vengano altre collaborazioni.
Certo non ci possiamo affidare a quelli che si dedicano esclusivamente a selfie e foto di gruppo, e che non si sognano neanche lontanamente di portare nello zaino un paio di cesoie né di spostare una pietra in posizione pericolosa. 

domenica 31 maggio 2020

Sentieri a pagamento: non c’è niente di ufficiale.

‘o strummolo a tiritippete e ‘a funicella corta
La congiunzione di due condizioni negative non porta a grandi risultati.
* Titoli e contenuti di post e articoli non sempre coincidono nella sostanza, con il testo che in pratica contraddice titolo e/o cappello
* Molti lettori tendono a prendere per buono il titolo o si limitano a leggere le prime due righe dell’articolo/post e quindi partono lancia in resta parlando di fatti campati in aria visto che, di solito, solo nella seconda parte gli autori approfondiscono gli argomenti e parlano di fatti più vicini alla realtà.

Mi sono stati segnalati vari post e commenti che danno per certa la chiara affermazione contenuta del titolo di Agorà non avendo letto l’articolo con tanti condizionali, forse, probabile, … vale a dire niente di certo; altri hanno tirato in ballo la fruizione delle spiagge che, pur avendo dei punti in comune, presenta tutt’altra problematica.
Non a caso il mio post di ieri contiene 2 punti interrogativi nel titolo ed una lista non esaustiva di quesiti nel testo. Inoltre in apertura sottolineo che (dell’argomento) “non vedo traccia sui canali ufficiali” e concludo dicendo “Attendo impaziente di leggere quanto sarà messo ufficialmente nero su bianco per poi commentare con cognizione di causa.”
Ciò premesso, ben venga l’occasione di confrontarsi civilmente in merito all’opportunità o meno di far pagare chi voglia percorrere i 3 sentieri (strade comunali) in questione. Se e quando saranno rese note ordinanze e convenzioni si potrà discutere dei dettagli, sia in termini filosofici, che pratici o anche legali. Per ora limitiamoci ai primi, per puro spirito speculativo (filosofico) e in tal senso ricordo che affrontai il tema nel Topic 2 del Forum, il 3 febbraio
Già allora feci riferimento all’unico caso di “sentieri a pagamento” che mi risulti, quello del Parco Nazionale delle 5 Terre. Tuttavia, bisogna tener presente che si parla di “accesso all’area Parco” e che la TREKKING CARD è del tipo multiservizi, con una varietà di formule (per numero di giorni e di persone) e con la possibilità di includere gli spostamenti in treno. Quindi situazione assolutamente diversa da quella ipotizzata a Massa Lubrense.
Qui in basso i servizi inclusi nella carta base.

sabato 30 maggio 2020

Tanto tuonò che piovve? Sentieri a pagamento?

Dopo una settimana di voci che davano per certo che l’Amministrazione Comunale lubrense stesse lavorando in tal senso, ecco la notizia! 
Anticipata da Agorà come titolo di testa sulla sua locandina per Massa Lubrense (ripresa dal sito online) ma della quale al momento non vedo traccia sui canali ufficiali del Comune (sito e Facebook) né sul parallelo lelloacone.com.
  • Esiste già l’ordinanza?
  • C’è una convenzione?
  • Da quando entreranno in vigore?
  • Quali sono i limiti orari e spaziali?
  • Quali sarebbero le associazioni?
  • ....?
Attendo impaziente di leggere quanto sarà messo ufficialmente nero su bianco per poi commentare con cognizione di causa. Al momento della pubblicazione (7.45am, ora italiana) non si trova ancora niente di certificato online, c'è solo il titolo Agorà.

Comunque, è opportuno cominciare a preoccuparsi e stare all'erta!

giovedì 7 maggio 2020

Chi scrive “trekking” sa di cosa parla?

Da stamattina sono stato “bombardato” da inoltri della risposta (oserei dire priva di fondamento) della Regione Campania ad un quesito posto in modo certamente vago.
I due autori hanno idea di cosa sia il "trekking"?
A meno che uno dei due faccia il finto tonto (domanda a trabocchetto o risposta volutamente equivoca, ma ne dubito) penso sia bene chiarire vari aspetti della situazione, con dovute citazioni, ove possibile. Cominciamo con la definizione della parola riportata dalla Treccani (che si suppone abbia miglior conoscenza sia dell’italiano che dell’inglese dei due soggetti in questione):
Ne consegue che è evidente che non si parla di escursionismo e tantomeno di passeggiate naturalistiche o finalizzate alla fotografia. I trekker vanno in montagna con un grande zaino (min. 60 litri) caricato con tenda, cibo, sacco a pelo e quanto altro serva per l’autosufficienza. Questo è l'elemento distintivo tra un trekker e semplici escursionisti o camminatori ai quali basta uno zainetto di una ventina di litri o anche un marsupio. Del resto la stessa Treccani definisce così l'escursionismo (ho sottolineato "carattere turistico, a scopo ricretivo"):
Per di più, lo stesso CAI (Club Alpino Italiano), che è punto di riferimento nazionale in quanto alle attività in montagna classifica i sentieri in Turistici, Escursionistici, ecc. e in questi primi due gruppi ricadono la quasi totalità dei sentieri segnalati in Campania.
Secondo il funzionario regionale anche il turismo è attività sportiva?
Ma c’è di più … le attività sportive sono regolamentante dal CONI che le controlla e determina se e quali visite mediche siano necessarie. A quanto mi è dato di sapere la Federazione Italiana Escursionismo (FIE) non è riconosciuta dal CONI, neanche per la marcia di regolarità in montagna (correggetemi se sbaglio). 
Ma si aggiunge la mancanza di logica … pur essendo i sentieri i percorsi lungo i quali si corrono meno rischi, si continuano a permettere assembramenti di decine se non centinaia di persone in ambito urbano e si impedisce agli escursionisti di andare a passeggio lungo itinerari assolutamente non affollati, se non del tutto deserti? 

Nel mio precedente post citavo i milioni di stranieri che arrivano ogni anno in Italia a camminare. Sapete come vengono promossi e venduti i pacchetti turistici? Come Walking Tour o Hiking Tour … non si parla di Trekking visto che è tutt’altra cosa come sanno (quasi) tutti nel mondo intero.
Molti evidentemente continuano a deliberare senza sapere né pensare a quello che dicono, scrivendo corbellerie senza senso, creando problemi e sconcerto e poco importa se si coprono di ridicolo. Questo è un caso lampante dei rischi dell’uso inappropriato di anglicismi, pensano di essere all'avanguardia e scrivono baggianate.
Ci sarebbe tanto altro da scrivere, sottolineare e contestare, ma per il momento mi fermo qui e aggiungo solo un semplice consiglio per limitare eventuali problemi (anche se non si sa mai con chi si ha a che fare): 
portate con voi macchina fotografica e scattate tante foto … passeggiare per fotografare non è certo vietato e non è attività sportiva. Penso che qualunque tutore dell'ordine con un minimo di buon senso riesca a cogliere la differenza e, comunque, le foto potrebbero anche essere utili in fase di contestazione ed eventuale ricorso ad una sanzione.


Visto che novità e marce indietro sono all'ordine del giorno, si spera che già domani questa situazione venga chiarita.