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lunedì 14 aprile 2025

1.000.000 di letture!

Questo mio blog Discettazioni Erranti, nonostante ultimamente l'abbia molto trascurato, solo 4 post nell’ultimo anno e mezzo, stamattina ha superato il milione di visualizzazioni ... 1.000.000!!!

Come scrissi nel post di presentazione, il primo in assoluto, negli anni ho trattato tanti temi diversi, errando soprattutto fra escursionismo e gastronomia, antropologia e cinema, musei e Orienteering, viaggi e cartografia. Per mia curiosità, mi sono preso la briga di andare a scoprire quali siano stati i post più letti. 


Inspiegabilmente, in prima posizione si trova quello relativo al lemma Strafalario, che quasi tutti disconoscono, che sembra aver interessato gli internauti con una certa costanza per molti anni, raggiungendo le 8.622 visualizzazioni, e non sono ancora riuscito a capire tramite quali piattaforme, social e siti continui ad avere tutta questa attenzione. Al contrario, le 7.598 relative allo Scoppio del faro di Punta Campanella, furono registrate in gran parte (quasi 6.000) nei primi mesi dopo la pubblicazione in quanto la notizia fu ripresa in numerosi articoli in rete e a stampa, in conseguenza di ciò questo post "storico" resiste in seconda posizione. 

 

mercoledì 7 ottobre 2020

E dopo Lisbona, di nuovo a Portimão (Algarve)

Come nella capitale, anche qui ho trovato tante novità … e non tutte buone. Varie chiusure di trattorie tipiche (fra le quali le mie preferite), qualche cambio di gestione (in peggio) ma per fortuna tutti i percorsi lungo i margini delle scogliere e falesie resistono e vari di essi sono stati migliorati. Le viste e i panorami sono rimasti eccellenti e qualunque camminatore, anche con un telefonino economico, non ha difficoltà a ottenere belle immagini ma ha il solo problema di non riempire la memoria, visto che ogni pochi metri lo scenario cambia e gli stessi soggetti sembra diversi.

Ho creato tre album diversi per le tre prime uscite di 12-15km, tutte in zona, senza necessità di alcun trasporto. Vi propongo poche foto ma sotto ciascuna coppia ho aggiunto il link alle altre scattate nelle relative passeggiate.

 

Lunedì pomeriggio: spiagge di Portimão, da Praia da Rocha a Praia de Boião

Come si vede, le spiagge sono ampie, sappiate però che è possibile percorrerle in continuità, senza bagnarsi, solo per meno di un’ora per ogni ciclo di marea. Alcune quasi scompaiono, l’ampiezza di altre varia di decine e decine di metri fra massima e minima. L’ultima foto è bacalhau com nata (baccalà con panna); a primo acchito la combinazione non suona bene ma una volta superati i preconcetti è senz’altro promosso. Provato più volte, anche al nord del Portogallo, sempre più che soddisfacente … ci sono anche tocchetti di patate.

 

Martedì mattina: da Ferragudo a Ponta do Altar

Ferragudo è una piccola e caratteristica cittadina, dirimpettaia di Portimão dalla quale è divisa dalla foce del fiume Arade. Dalla Ponta do Altar (faro) si può proseguire con vari saliscendi fino al paesino successivo lungo la costa: Carvoeiro. Fra Ferragudo e il promontorio con il faro ci sono varie spiagge accessibili e sorvegliate.

 

Martedì pomeriggio: algar, calanchi e scogli fra Praia do Vau a João de Arens

Gli algar sono degli sprofondamenti (più o meno di forma circolare) che si vengono a creare a seguito del crollo della volta di una delle tante grotte costiere. Il problema dell’erosione e della conseguente poca stabilità dei cigli dei costoni è da tener sempre ben presente, sia trovandosi in cima che alla base. Non è assolutamente opportuno stendersi ai piedi della parete (casomai per trovare un poco d’ombra) per rischio caduta pietre ed egualmente non ci si deve avvicinare troppo al bordo di scogliere e algar (molti dei quali sono protetti da solide staccionate.

sabato 13 giugno 2020

1.000^ "Discettazione", numeri e qualche considerazione

Nel post di presentazione scrissi:
Di argomenti per le mie discettazioni ne avrò a bizzeffe potendo trovare spunti errando non solo lungo sentieri e strade della penisola e del mondo, ma anche in rete seguendo labili tracce e saltando con disinvoltura da un argomento all'altro spinto da mio inesauribile desiderio di conoscere e dalla mia predisposizione alla serendipity.
La varietà di argomenti trattati oggi è dimostrata dal gran numeroo di tag che si possono leggere nella colonna di destra di questa pagina, e già allora aggiunsi:
… chi avrà il tempo e la voglia di tornare in questo blog potrà trovare post relativi a escursioni, piante o animali particolari, stili di vita in altri paesi, idee fantasiose e progetti difficilmente realizzabili, segnalazioni di film e libri, idee gastronomiche, curiosità, divagazioni e chi più ne ha più ne metta ... quindi non potrà mai sapere cosa aspettarsi.
Discettazioni Erranti nacque il 13 agosto 2013, quindi 6 anni e 10 mesi fa. Da allora ho pubblicato quasi 150 post all’anno, contando una media di 458 letture per post.
Il record di visite (6.570) spetta a quello relativo allo Scoppio del faro di Punta Campanella, ricerca che mi prese molto tempo, in tante direzioni, ma che conclusi positivamente con gran soddisfazione (vedi foto sopra). 
Questo è seguito, molto da lontano, da
“Guide”, divieti e controlli sul Sentiero degli Dei (3.732)
e, sorprendentemente, da
Strafalario, lemma che quasi tutti disconoscono (3.629)
che con ogni probabilità a breve passerà al secondo posto non essendo legato a situazioni temporanee, ma di cultura generale.
Nel complesso, i post più letti sono stati senza dubbio quelli di interesse escursionistico e ciò è più che logico viste le mie attività professionali precedenti. Infatti si continua con:
Sinceramente mi dispiace la poca attenzione che riscontro per i post cinematografici (mediamente una settantina di letture per post di micro-recensioni, ma arrivandoci lentamente), ma questo è un noto problema di carattere mondiale. Visto che per mia abitudine tengo traccia di ciò che guardo e butto giù qualche appunto, pur avendo pochi lettori non mi costa molto condividere tali notizie e segnalare film sconosciuti ... a qualcuno potrebbe sempre far piacere. Potete dare un’occhiata a quanto ho visto, a partire da questa pagina dove ci sono i film guardati più di recente
Colgo l’occasione per ribadire che su questo Blogquello che non troverete mai sono pettegolezzi e critiche sterili, fini a sé stesse, senza che proponga un'alternativa o suggerisca azioni da intraprendere.”, come scrissi nel mio 1° post (Benvenuti nel mio Blog) il 13 agosto 2013.

mercoledì 18 dicembre 2019

Camminare d'inverno: percorsi a vista mare e non troppo impegnativi

Dove? In Algarve, regione meridionale del Portogallo che comprende tutti i 150km di costa esposta a sud, dal confine con la Spagna fino a Cabo de São Vicente, estremità sudoccidentale del paese. In effetti mi riferisco alle parti più interessanti che sono quelle a ovest, non solo quelle “selvagge” ma anche quelle ai margini delle due cittadine principali: Portimão (4 km di spiaggia e falesie) e Lagos (Ponta da Pietade). A est, invece, la costa è più bassa, i piccoli centri (oggi tutti turistici) sono più ravvicinati e poi si arriva alle lagune e isole sabbiose del Parque Natural da Ria Formosa a sud di Faro, il capoluogo, di accesso più complicato.
Avendo svernato lì per 3 anni, con base a Portimão, e camminando una media di 500km al mese posso dire di aver percorso più volte quasi ogni sentiero, anche se nella maggior parte dei casi non li si potrebbe chiamare così. Infatti, come potrete vedere dalle centinaia di foto, molte volte si cammina lungo ampie spiagge, dove la marea lo permette, poi si sale sul promontorio al limite trovando un passaggio fra la macchia e poi si ridiscende “a occhio” sulla spiaggia successiva. 
Tuttavia, talvolta si procede per lunghi tratti lungo il ciglio di falesie (non troppo vicino in quanto si tratta di terreno friabile o ci si può trovare su "trampolini", foto sotto) e qualche volta si deve guadare un piccolo corso d’acqua.

   

Nella pagina dedicata al primo svernamento (2008/9) ho inserito anche una mappa generale per facilitare la localizzazione delle escursioni e queste sono elencate da ovest verso est e comprendono anche quelle che affacciano a occidente, che ricevono le enormi onde dell’Atlantico. Visto che la pagina include tutto lo svernamento, ci sono anche le foto di altri luoghi (regioni portoghesi del centro e dell’interni, ma anche Spagna) dove, con il mio collega orientista, ci recavamo nei weekend per partecipare a gare locali e internazionali. 
Ogni link apre una galleria Google che comprende almeno una dozzina di foto, ma alcune arrivano a varie decine di immagini.

   


La parte occidentale, salvo le lunghe spiagge di Castelejo e Cordama con le loro caratteristiche rocce (a sx), si percorre al limite di una vasta area pianeggiante segnata da numerosi stradoni sterrati che conducono alle varie aziende agricole e allevamenti. La parte più a nord (Arrifana e Carrapateiro) è spesso battuta dalle onde che, frangendosi sugli scogli presso la costa creano affascinanti giochi d'acqua (a dx). 


Area poco frequentata al contrario di quella attorno Sagres, il centro abitato più a sud ovest, che comprende la peculiare Fortaleza (con una sola muraglia pressoché rettilinea in quanto tutt'intorno è delimitata da impassabili falesie rocciose a picco sul mare, sopra) e il caratteristico faro di Cabo de São Vicente (sotto).



Si può camminare da Sagres a Lagos lungo la costa incontrando il primo paesino dopo una ventina di km: Burgau, in origine abitato da pescatori, oggi più turistico ma ancora molto caratteristico con le sue stradine contorte e acciottolate. Nei 10 km successivi, appena superata Praia da Luz, si sale punto più alto della costa (appena un centinaio di metri) dove spicca l’obelisco dell’Atalaia (sotto a sx) che in effetti è un vertice geodetico. Seguendo le tracce di altri camminatori si riesce ad evitare l’abitato di Porto Mos e andare direttamente a Ponta da Pietade, ben nota per i suoi innumerevoli e affascinanti archi naturali (sotto a dx) e di lì a Lagos.

   


A est di questa grande cittadina c’è una lunga spiaggia (Meia Praia) di scarso interesse se non balneare, fino alla foce dell’Odiaxere, impassabile. Tanto vale riprendere direttamente dall’altro lato, da Alvor, da dove l’accesso alle dune e alla spiaggia fino alla foce è certamente più agevole e quindi proseguire per le spiagge di Portimão dopo aver superato il promontorio attraversando la pineta e spingendosi verso il ciglio delle falesie per viste molto interessanti.


Sull’altra sponda dell’Arade (fiume navigabile almeno fino a Silves) si ricomincia a camminare sulle falesie da Ferragudo, ma con tratti più brevi rispetto alla parte fra Sagres e Lagos in quanto sono più frequenti i nuovi insediamenti turistici. Ciò non toglie che ci sono percorsi molto interessanti, con tanti saliscendi, che portano a punti panoramici con offrono scorci che vale senz’altro la pena ammirare.

   

Inoltre, è bene sottolineare che l’Algarve è relativamente economico, specialmente in inverno e inizio primavera, le temperature in detti periodi sono miti e le piogge sono scarse e, certamente non di minore importanza, cibo e vino sono ottimi e a buon mercato se si resta lontani dai ristoranti turistici.

domenica 11 novembre 2018

Scoppio del faro di Punta Campanella: data e dati ufficiali

La ricerca della data esatta dell'evento, iniziata in primavera dopo aver cercato inutilmente notizie certe in loco (Termini e marine di Massa Lubrense), aveva dato i primi frutti quando il Comando Zona dei Fari e dei Segnalamenti Marittimi di Napoli mi comunicò che L’incendio ed il successivo scoppio presso l’infrastruttura in argomento è avvenuto il mattino del 6 agosto 1969 e, considerato che avevo anche chiesto se ci fossero notizie dell’inizio attività del faro, avevano aggiunto: ... il faro è stato attivato a cura del Regno delle due Sicilie nel 1848 su un fabbricato a due piani già esistente.
Come si evince dai post del 9 maggio 2018 (Mercoledì 6 agosto1969: scoppio del faro di Punta Campanella) e dal successivo dell'11 maggio (Spesso accade che la memoria inganni ... scoppio faro Campanella), rimasi dubbioso, in particolare per il fatto di non aver trovato sui quotidiani dell'epoca alcuna notizia in merito. 
Convinto che un ricercatore debba affidarsi ad almeno due fonti (congruenti) per accertare un episodio, in calce al secondo dei suddetti post scrissi:
Non essendo giunto ad un punto fermo, e fino a prova contraria, continuo a prendere per buona la data fornita da Marifari, unica fonte scritta in mio possesso, ma continuerò a cercare un riscontro, possibilmente inconfutabile.
Così cominciai a seguire altre piste contattando vari settori della Marina Militare, dai quali ho sempre ricevuto pronte risposte anche se, il più delle volte, mi rimandavano ad altro ufficio. 
Finalmente, a fine luglio, entrai in contatto con il personale della Direzione fari e segnalamenti del Comando Logistico della Marina Militare che mi assicurò che avrebbero eseguito le dovute ricerche (abbastanza complesse) della documentazione richiesta e mi avrebbero fornito i dati richiesti. 
A fine ottobre (mentre ero all’estero, il che spiega il ritardo nella pubblicazione di quanto segue) ho avuto la gradita sorpresa di ricevere un lungo messaggio con una serie di informazioni, sia storiche che strettamente tecniche, "estratte dal notiziario cartaceo in uso fino ai primi anni 2000 da dove si evincono tutte le modifiche occorse al segnalamento fin dalla sua attivazione da parte del Regno delle due Sicilie nel 1848”, che qui riassumo:
  • 1915: trasformato dalla Marina Militare da luce a petrolio a luce intermittente con APD (Acetilene a Produzione Diretta da carburo di calcio);
  • luglio 1965: trasformato da APD ad IE/AD (Impianto Elettrico/Acetilene Disciolto) con il cambio dell’ottica da OF-375 (Ottica Fissa da 375 mm. di diametro) a TD-500 (Tamburo Diottrico da 500 mm. di diametro) e conseguente potenziamento in portata luminosa;
  • dicembre 1967: variata la caratteristica luminosa;
  • 27 marzo 1969: a seguito del crollo di due solai, il fabbricato del faro viene dichiarato pericolante, portando al ritiro del personale ed al divieto di accesso;
  • 14 aprile 1969: a seguito dei lavori di puntellamento, viene concesso l’accesso al faro limitatamente alla zona puntellata e viene ripristinato il funzionamento con lampeggiatore semplice ad acetilene disciolto e valvola solare per l’economizzazione del gas;
  • 13 giugno 1969: viene installato il LEA (quadretto stagno con dispositivo di accensione e spegnimento automatico del fuoco) per garantire il funzionamento della sorgente IE, provvisoriamente su Torre Minerva; a seguire viene spento ed attivato il nuovo fuoco su traliccio in ferro;
  • mattino del 6 agosto 1969: esplosione del faro verificatasi a seguito di un incendio sviluppatosi all’interno della lanterna, poi propagatosi nei locali sottostanti provocando l’esplosione di 5 bombole cariche di acetilene disciolto;
  • gennaio 1974: il traliccio è stato pitturato a fasce bianche e nere;
  • dicembre 1977: il fuoco è trasformato ad alimentazione a propano;
  • 1988: rinnovato con impianto elettrico a pannelli fotovoltaici lampada bi-filamento e lampeggiatore automatico;
  • 2014: ammodernato con quadro automatico di telemonitoraggio e lampeggiatore a LED.
fonte: Direzione fari e segnalamenti del Comando Logistico della Marina Militare.

Considerato che queste ultime notizie corroborano quella precedentemente fornita da Marifari, si può affermare che non ci siano dubbi in merito alla data dell'evento. Tuttavia, a puro titolo di curiosità personale, continuerò a cercare in emeroteca notizie pubblicate in merito all'episodio in questione e fra i privati altre foto che, da qualche parte, sono convinto che esistano.
scansione da “Portolano del Mediterraneo” (volume 1b, Basso Tirreno, pag. 108)

venerdì 11 maggio 2018

Spesso accade che la memoria inganni ... (scoppio faro Campanella)

Considerazioni generali e aggiornamenti in merito alla ricerca di “prove” della data dello scoppio del quale ho parlato nel precedente post.
Comincio con l’aggiornamento (ovviamente da verificare): 
"mio padre mi raccontò che il faro era scoppiato, colpito da un fulmine" 
Potrebbe trattarsi di due eventi distinti (fulmine e scoppio) abbinati in un unico ricordo ma, se così non fosse, il racconto fatto al figlio da tale persona (deceduta nel 1968) escluderebbe in modo categorico che la vera data dello scoppio possa essere il 6 agosto 1969 (fornita dal Comando Marifari Napoli).

II faro non c'è più! dal 1972, la luce su traliccio ha sostituito il fanale temporaneo sulla torre
Foto di ciò che resta del vecchio faro e scansioni del documento del 1848 
(migliori di quella proposta precedentemente) sono in questo post di Ludovico Mosca
Premesso che è mia abitudine cercare “fonti certe”, o quantomeno attendibili, prima di pubblicare notizie, penso che tutti siano d’accordo che, in caso di voci contrastanti, solo una possa essere vera ... forse. Nel campo della logica, infatti, due affermazioni contrastanti non possono essere entrambe “vere”, almeno una deve essere “falsa”, ma potrebbero anche esserlo entrambe. Chiunque abbia seriamente fatto qualche ricerca, per quanto futile possa essere stata, si sarà imbattuto più di una volta in dati incongruenti. Trattandosi di fonti scritte, più facilmente si riesce a venire a capo della situazione ma se la ricerca è basata su testimonianze orali il percorso diventa molto più difficile e lungo.
Questo dello scoppio del faro di Punta Campanella è esempio lampante di quanto detto ma, considerata l’assoluta mancanza di utilità pratica e di scadenze, le innumerevoli chiacchierate con persone che ricordano l’evento mi hanno molto interessato per alcun versi e divertito per altri, in particolare quando gli interlocutori erano vari. Similmente a quanto quasi regolarmente accadeva nel corso del mie ricerche toponomastiche nelle marine della penisola, i “giovanotti” intervistati non rispondevano solo al quesito specifico (in modo positivo o negativo che fosse) ma aggiungevano una miriade di dettagli e storie assolutamente inutili allo scopo e spesso contraddittorie, tuttavia antropologicamente estremamente interessanti.
Trovo sempre affascinante ascoltare persone che raccontano (spesso con passione) fatti di decine di anni fa, abitudini, modi di vita, pratiche lavorative ed eventi non registrati. Molte volte, infatti, l’assoluta veridicità del racconto non è fondamentale ... non siamo in tribunale! Se ciò rende più difficile appurare l’essenza dei fatti, allo stesso tempo rende più interessante la ricerca, spinge ad approfondire nuovi dettagli e spesso dalle innumerevoli notizie apprese il ricercatore può essere sollecitato a cominciare ad indagare in una nuova direzione o in un campo inesplorato, diverso da quello di originario. Questa stessa ricerca è nata in tal modo ed è un ennesimo esempio di serendipity (cercare una specifica informazione e imbattersi in un’altra di maggiore interesse), in quanto nata parlando della strada che conduce alla Campanella e non certo del faro. 
Che si tratti di indagini riguardanti percorsi, toponimi, pratiche, giochi o date, il ricercatore si imbatte inevitabilmente in tante persone molto disponibili a raccontare gli eventi, che (secondo loro) ricordano con esattezza, ma le date indicate sono sempre diverse e quindi si torna all’affermazione iniziale, vale a dire che solo uno può dire il vero (forse).Nelle settimane passate quasi tutti concordavano sul fatto che fosse fine estate (si propendeva per settembre, associato con il passaggio delle quaglie), ma in quanto all’anno le indicazioni erano quasi uniformemente distribuite fra il 1963 e il 1969. 
Ciò è normale quando si richiedono date precise di eventi accaduti vari anni addietro, nel caso specifico una cinquantina, se non si è in grado di associarli ad altro evento certo (personale o di cronaca). Sulla buona fede di ciascuno non ho alcun dubbio (molti sinceramente hanno confessato di avere ricordi confusi), ma c'è stato chi mi ha assicurato che era il 1966 perché aveva 15 anni, chi sosteneva che era un anno dopo sposato (ma non ricordava l’anno del matrimonio), chi giurava che fosse il '63 per poi correggere al '68, molti mi hanno suggerito di rivolgermi a Tizio o a Caio “perché si ricorda tutto!” ma ovviamente sono stati smentiti, ...
  
Non essendo giunto ad un punto fermo, e fino a prova contraria, continuo a prendere per buona la data fornita da Marifari, unica fonte scritta in mio possesso, ma continuerò a cercare un riscontro, possibilmente inconfutabile.

mercoledì 9 maggio 2018

Mercoledì 6 agosto 1969: scoppio del faro di Punta Campanella

Pochi giorni fa, prima di rientrare dalla mia trasferta turca, avevo avuto la bella sorpresa di ricevere dal Comando Zona dei Fari e dei Segnalamenti Marittimi di Napoli una risposta precisa e dettagliata in merito alla data dello scoppio e conseguente crollo del faro di Punta della Campanella che cercavo da un po’ di tempo.  
“L’incendio ed il successivo scoppio presso l’infrastruttura in argomento è avvenuto il mattino del 6 agosto 1969.”
   
Pertanto, oltre alla data esatta - con precisazione della parte della giornata - ho appreso anche che lo scoppio fu conseguente ad un incendio, fatto al quale nessuno dei tanti terminesi e marinieri (M. della Lobra e M. del Cantone) da me intervistati aveva fatto riferimento. Al contrario, quasi tutti avevano precisato che sorsero forti sospetti che l’evento fosse stato causato volontariamente proprio da un fanalista (così sono chiamati localmente, più corretto sarebbe farista), fatto mai dimostrato, almeno a quanto ne sappia io.
  
Avendo aggiunto al mio quesito principale “sarei felice di conoscere anche quella (data) di inizio attività”, il suddetto Comando ha gentilmente fornito detta informazione con una precisazione che ha suscitato in me ulteriore curiosità:
“Per completezza di informazione, si comunica che il faro è stato attivato a cura del Regno delle due Sicilie nel 1848 su un fabbricato a due piani già esistente.”
Ovviamente, mi riferisco all'essere venuto a conoscenza del fatto che nel 1848 già vi fosse un fabbricato a due piani, distinto dalla Torre Minerva, che si trovava a monte. 
Risolto un interrogativo, ne sorge un altro, anzi due poiché Stefano Ruocco (presidente dell’Archeoclub locale, al corrente della mia ricerca), oltre a un paio di foto qui riportate, mi ha inviato il documento qui in basso che, secondo me, aveva mal interpretato vedendolo come un progetto di costruzione, datato proprio 1848, nel qual caso il fabbricato non sarebbe stato preesistente, contraddicendo quanto riportato nei registri del Regno delle Due Sicilie
A mio parere, si tratta invece di un preventivo o consuntivo economico per la sola “accensione” del faro al primo anno di attività, avvalorato dal fatto che i costi delle “fabbriche” sembrano non congrui per la costruzione dell’intero edificio e quindi dovrebbero essere relativi al solo adattamento. Ma c’è di più, se la "Pianta" in basso a sinistra illustra la posizione esatta del fabbricato - a valle della Torre Minerva e separato da essa - nonché l’accesso tramite le scale in buona parte ancora oggi visibili, la ripartizione dei vani e la terrazza semicircolare che si affaccia sul mare, nel “Prospetto” si vede la lanterna chiaramente posizionata davanti ad un edificio ad un solo piano e non “su un fabbricato a due piani” come invece è scritto nei documenti e come in si vede dalle fotografie d’epoca. La faccenda si fa sempre più confusa ...

Avevo preparato questo testo stamattina prima di andare a Napoli a cercare ulteriori notizie e foto dell'evento da aggiungere a quelle surriportate ma, scorrendo le edizioni sia Il Mattino che il Roma dei giorni successivi, non ne ho trovato cenno. Per ora, pur non avendo la certezza assoluta della data, dobbiamo prendere per buona quella fornita da MariFari.

Sarò "costretto" a continuare le mie ricerche per cercare di risolvere quest'altro "mistero di Punta della Campanella".

giovedì 26 aprile 2018

Tentato "scippo" di Punta Campanella (II parte)

Nella settimana successiva alla fortuita scoperta dell'imminente messa in vendita dell'area demaniale di Punta Campanella si susseguirono a ritmo frenetico sequestro e abbattimento del cancello, dissequestro dell'area e una quantità di dichiarazioni e prese di posizione da ambo i lati (Marina Militare e Comune di Massa Lubrense), tanto da giustificare la pubblicazione di articoli quasi giornalieri, non solo su tutte le testate locali, ma anche su molte di quelle nazionali e anche radio e televisione si interessarono della vicenda.
         
Man mano che i giorni passavano, nuove associazioni si unirono alla pletora di oppositori (vari dei quali, però, probabilmente si aggregarono per puro opportunismo) e anche personalità del mondo politico e artistico (Il Mattino, 16 gennaio 98, sopra a destra) non fecero mancare il loro appoggio alla giusta causa, per lo meno "a chiacchiere".
Tuttavia, fu necessario aspettare quasi fino alla fine dell'anno per raggiungere un risultato quasi definitivo, grazie anche e soprattutto al decisivo intervento dell'allora Ministro dei Beni Culturali Giovanna Melandricon la sentenza del TAR che accoglieva il ricorso del Comune di Massa Lubrense contro la messa all'asta dell'area (per lo più di interesse archeologico) di 11.000mq e relativi edifici, inclusa la Torre MinervaLa situazione viene ben esposta nell'articolo apparso su Repubblica il 27 novembre 98 (in basso a sx).
In conseguenza di questa decisione, pur dovendo attendere fino al febbraio 2003, l'Amministrazione Comunale (sindaco Antonio Mosca) poté far valere il suo diritto di prelazione e comprare l'intera area contesa. (vedi articolo sotto a dx, Il Mattino, 27 febbraio 2003).
    
Come scritto nel precedente post, l'atto di acquisto fu infine sottoscritto dal sindaco Leone Gargiulo nel dicembre 2006, quasi 9 anni dopo che suo padre (il sindaco Alfonso Gargiulo, coadiuvato dall'allora suo vice Antonio Mosca) aveva dato inizio a questa lunga battaglia legale.

martedì 24 aprile 2018

20 anni fa rischiammo di perdere l’uso pubblico di Punta della Campanella

L’inizio di questa vicenda, incominciata con un animato “scambio di opinioni” fra due residenti massesi e poi giunta alle più alte cariche dello Stato con il coinvolgimento di vari Ministeri, ve lo posso raccontare in prima persona in quanto io ero uno di quei due. Queste in basso sono le prime righe della lettera (riportata integralmente in calce al post) che mi affrettai a protocollare il 10 gennaio 1998, dopo che il giorno prima avevo assistito alle operazioni quasi conclusive della costruzione di una recinzione attorno alla torre Minerva.

Con il cap. Galano, presidente dell’ass. Mitilianea, ero andato a fare una passeggiata a Punta della Campanella e con mio enorme stupore vidi due recinzioni di rete metallica appena messe in opera, che dalla stradina andavano fino al ciglio delle scarpate a est e a ovest (golfi di Salerno e di Napoli), barriera resa ancor più insuperabile da linee di filo spinato sopra di essa. Proprio in quel momento gli operai stavano “quagliando” il cancello a traverso della strada ai cui pilastri sarebbero poi state agganciate le reti rendendo di fatto inaccessibile l’intera area. Avendo portato a termine nei primi anni ’90 una ricognizione completa di tutte le strade pubbliche di Massa Lubrense per la  redazione del mio Progetto Tolomeo (“per la segnatura di 100km di itinerari pedonali ...”) sapevo con certezza che la strada era comunale e solo le aree ai lati erano del Demanio Marittimo
Quindi, salutai i lavoratori e mi infilai fra cancello e rete (non ancora agganciata) per continuare la mia passeggiata lungo la strada comunale. Il capomastro, che mi conosceva ed era al corrente delle mie attività, con una certa arroganza mi disse Questa è l’ultima volta che passi, ma da domani non passi più”, quasi a sottolineare che mi stesse facendo un piacere concedendomi di raggiungere la torre per l'ultima volta; al che, con simile tono, risposi Passo adesso e pure domani e dopodomani”.
      
lettera  sottoscritta da 6 associazioni culturali massesi (12 gennaio 1998)

Così cominciò la “sfida” ... nata da uno scambio di battute fra due “civili” e sviluppatasi con un braccio di ferro durato molti mesi fra il Comune di Massa Lubrense (immediatamente sollecitato da quasi tutte le associazioni locali e poi appoggiato anche da quelle di livello nazionale, oltre a Enti, esponenti di partiti politici e personalità della cultura) ed il Ministero della Difesa, Demanio Marittimo, con denunce alla Procura e ricorsi legali, fino a giungere al TAR e ad uno scontro fra i ministri Melandri (Beni Culturali) e Andreatta (Difesa). 
Immediatamente cominciai ad allertare telefonicamente chi pensavo dovesse e potesse intervenire direttamente o almeno far sentire la propria voce, per ruolo istituzionale o per essere rappresentante di associazioni culturali, e la mattina dopo andai a protocollare la summenzionata lettera (scansione in basso).
    
Come anticipato, la risposta a questa "prepotenza" fu immediata, diretta ed efficace grazie alle azioni del comandante della P. M. Marcia che venne a verificare la situazione e procedette al sequestro immediato dell'opera (10/1) dopo aver avuto il via libera dal magistrato di turno, del vice-sindaco Mosca che martedì 13 gennaio emise ordinanza (documento sopra a sinistra) intimando al ten. col. Minervini (direttore del Genio Militare per la Marina di Napoli) l'immediato ripristino dello stato dei luoghi, al sindaco Alfonso Gargiulo che il 15/1 indisse una conferenza stampa da tenersi il sabato (17/1) "al fine di informare correttamente l'opinione pubblica locale e nazionale" (documento in alto a dx).
Così iniziò questa lunga storia che, fra promesse, proclami, delusioni e colpi di scena, andò avanti per quasi 9 anni dopo, fino al 18 dicembre 2006, quando l'area contesa fu definitivamente acquisita al patrimonio comunale di Massa Lubrense
Nel prossimo post farò un sunto di questo lungo periodo, successivo ai concitati primi giorni di "scandalo nazionale". Ovviamente, pubblicherò altri documenti e articoli dell'epoca, alcuni dei quali "divertenti".