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venerdì 8 aprile 2016

I tralicci di Jeranto ... aggiornamenti


post escursionistico di interesse locale, notizia importante in fondo 

Tanto tuonò che piovve ...

Fino ad un anno fa al lato di via Ieranto c’erano due grossi tralicci ancora in piedi seppur in disuso da anni, arrugginiti, inutili e certamente antiestetici (prima foto in basso) finché, a seguito di contatti con l’ENEL furono tagliati alla base e poi lasciati al suolo al lato del sentiero. (seconda e terza foto)

L’abbattimento fu eseguito da una ditta specializzata in tale tipo di lavori appaltata da detto ente anche se lo stesso non era effettivo proprietario dei tralicci che erano stati dismessi prima dell’acquisizione della rete da parte dell’ENEL.

Come nel caso dei tralicci di via Campanella, la rimozione e lo smaltimento fu affidata a ditta autorizzata al recupero e riciclo di materiali ferrosi, che fu coadiuvata da volontari delle associazioni che operano sul territorio.
   
Dopo lunga attesa causata da una serie di impedimenti, finalmente il traliccio 3 è stato completamente sezionato ed in gran parte inviato al riciclo. (in basso le foto di com'era fino ad una settimana fa e di ciò che resta)
   
A breve, tempo permettendo, saranno rimossi i suddetti ultimi piccoli pezzi e quindi si procederà ad effettuare medesima operazione sul traliccio 1 che vedete nelle due foto sottostanti, ripreso da angolazioni diverse.
   
Degli altri tre tralicci, da anni giacenti fra i cespugli, uno è stato già smaltito, mentre quello sul sentiero per le grotte dei Crapari (5) e quello a valle del sentiero sono ancora lì. Quest’ultimo (2) si trova in posizione particolare, in un luogo dal quale è difficile rimuoverlo, anche se non impossibile. Per ora, almeno, si è provveduto (si sta provvedendo) ad eliminare quelli che erano più invasivi. 

Giro di Santa Croce e dintorni ...

Mi erano già stati segnalati un albero caduto sul sentiero del crinale, immediatamente a valle dell'intersezione del Vuallariello con il CAI 300, e un ramo di pino che pende su una delle rampe dell'antica mulattiera. (foto in basso. Entrambe gli ostacoli sono facilmente aggirabili/superabili e quindi non creano nessuna difficoltà effettiva, neanche ai meno agili. 
Comunque, a breve anche questi minimi problemi saranno risolti.
    

Infine, per "battere" il sentiero (è primavera e la vegetazione avanza), domenica 10 aprile andremo a percorrere l'intero Giro di Santa Croce partendo dalla piazza di Termini alle 18.00.

domenica 25 gennaio 2015

I 5 (per ora) tralicci di via Jeranto

Portata a termine ieri la prima parte dell'Operazione Tralicci, stamattina sono andato a fare un breve sopralluogo verso Jeranto per poi poter sollecitare chi di dovere avendo la situazione ber chiara. Il problema, come avevo già anticipato, è più complicato di quello della Campanella, dimostratosi relativamente semplice, come previsto.
Per ora ho contato 5 tralicci, dei quali due in piedi e tre abbattuti, e due di questi si trovano in luoghi abbastanza impervi. Non escludo che ce ne possano essere altri non a vista. 
Ho anche preparato una semplice cartina sulla quale ho indicato la loro posizione approssimativa e li ho anche numerati da 1 a 5 riportando i numeri sia in mappa che sulle foto caricate su Google+.
Mi sembra di aver indicato chiaramente che il primo ed il terzo sono quelli eretti. Il secondo è visibile solo dopo averlo oltrepassato e si trova in posizione abbastanza precaria, ma per fortuna a valle del sentiero.
Il quarto è visibile sul ciglio di una piccola falesia, ma chi vuole vedere il quinto (la foto è di un precedente sopralluogo, si nota anche dalla luce) deve abbandonare il sentiero per Jeranto e deviare verso la Grotta dei Crapari. Come si vede, il traliccio si trova a traverso del poco frequentato sentierino. 
Le dimensioni di questi piloni sono ben maggiori di quelli della Campanella il che non è un gran problema per quelli a terra, ma certamente il lavoro di smantellamento degli altri due si prospetta abbastanza complicato. 
Spero di convincere l'Amministrazione Comunale a rilasciare al più presto autorizzazione al taglio di quelli già a terra in modo da poter cominciare a procedere con la rimozione. Come dimostrato ieri,  trovare volontari, gente di buon senso e con spirito di collaborazione, non è un problema. L'importante è avere il permesso per operare e iniziare a portare via i pezzi, anche pochi alla volta.
Nel frattempo si studierà anche il modo migliore per smantellare i due tralicci in piedi, nella massima sicurezza sia per le persone che per l'ambiente.

sabato 10 gennaio 2015

Tralicci e discesa a Recommone - aggiornamenti

Comincio con i tralicci. Ho trovato molta disponibilità e registrato numerosi consensi e discutendone con persone qualificate si sono ipotizzati vari modi di procedere per rimuovere legalmente i materiali ferrosi (arrugginiti) in questione. La situazione lungo il sentiero di Punta Campanella dovrebbe presentare minimi problemi in quanto i tralicci sono già abbattuti ed in gran parte sezionati. Lungo via Jeranto, invece, quelli a terra sono ancora interi e lo smantellamento di quello in piedi sarà certamente più complicato (ma non certo difficilissimo).
Ho trovato anche chi è autorizzato a rimuovere materiali di quel tipo e riciclarli (a costo zero), ma potrebbe essere utile una collaborazione per il trasporto dei pezzi, ulteriormente ridotti, dal luogo in cui si trovano fino al posto in cui potranno essere caricati su un veicolo. Vi terrò informati e, nel caso servisse una mano, spero che l'invito non cada nel nulla. Sono quindi molto ottimista, spero solo che non se ne esca qualche "genio" che trovi un cavillo burocratico impedendo di rimuovere il materiale che, per legge, non può stare dov'è, specialmente in quel modo. Chiudo l’argomento ricordando che i sentieri verso la Campanella e Jeranto sono fra i più belli, interessanti e panoramici del territorio lubrense e senz'altro i più frequentati. Lasciarli nello stato attuale non è un buon biglietto da visita per il turismo e non riesco neanche a immaginare a chi possa far piacere o comodo avere dei tralicci abbandonati a margine di sentieri pubblici. Speriamo bene …
   
In merito alla descrizione del percorso fra la pineta del Monte di Monticchio e Recommone la situazione è un po’ più complessa in quanto si dovrebbe decidere (ma chi ne ha titolo?) cosa fare. Ci sono stati vari commenti in merito, giustamente vaghi e in parte in contrasto fra loro.
Paolino si schiera apertamente per il mantenimento dell’itinerario attuale, sottolineando anche il vantaggio di giungere in riva al mare. Ma la mia domanda conseguente alla proposta alternativa di via Spina era preceduta da un chiaro “Nello stato in cui si trova il "sentiero" adesso ...Vale a dire che anch’io sono d’accordo a mantenere il percorso Guardia -Cuparo - pineta - Recommone - Cantone - Nerano sempre che si riesca a rendere il sentiero più evidente, sgombro da vegetazione, meno pericoloso e meglio segnato.
Antonio ha suggerito: “vedi il piano triennale 2015-2017 delle opere pubbliche del Comune di Massa Lubrense”. Il buon Matteo mi ha anticipato nella ricerca della notizia relativa al sentiero e ci ha comunicato che “la nota del PIANO TRIENNALE che si invita a leggere é la n. 34 e parla di 1.250.000 € in programma per risanare il sentiero da Marina del Cantone/Recommone/Crapollaaggiungendo un commento che condivido forse faranno un'autostrada ... e finirà anche "il sentiero x pochi" ... ma forse non interessa a nessuno la "strada alternativa" che i più percorrono”.
Mi sono informato su che cosa sia esattamente questo PIANO TRIENNALE  e un consigliere comunale mi ha chiarito che è un documento (obbligatorio per legge) nel quale sono elencati una serie di opere e/o di interventi che potrebbero essere finanziati nei prossimi tre anni. Quindi, a quanto ho capito, non c’è niente di specifico e nessun progetto preciso. Ciò chiarisce anche perché non se ne è parlato tanto, né mi era stato comunicato da persone che dovrebbero essere coinvolte e che, se avessero saputo qualcosa, di certo me l’avrebbero detto.
Spero che se e quando verrà il momento di mettere nero su bianco siano consultati escursionisti veri, a cominciare dai dirigenti CAI che vantano la “paternità” dell’Alta Via dei Monti Lattari, e che l’estensore del progetto abbia percorso l’intero tratto Guardia - Recommone non  una, ma più volte ed in entrambe i sensi.
Altra speranza che nutro è che non si pensi di impiantare chilometri di inutili passamano, né falsi scalini di castagno anche nei tratti a minima pendenza o addirittura in piano come è già capitato (ma temo che se ci saranno abbastanza soldi in gioco rimarrò deluso). Penso che molti escursionisti condividano questa mia speranza così come i miei timori. 
A breve ulteriori commenti e aggiornamenti.

mercoledì 7 gennaio 2015

Tralicci brutti, inutili e arrugginiti ... perché non rimuoverli?

Una passeggiata bella e piacevole, panoramica e frequentatissima come quella da Nerano a Jeranto è in parte rovinata dalla presenza di numerosi tralicci di metallo ormai completamente arrugginito.
Alcuni sono abbattuti e giacciono in loco o poco più in basso della loro posizione originale, pochi si ergono ancora al lato del sentiero ma, considerato quanto è capitato altri, c'è da pensare che prima o poi potrebbero improvvisamente crollare. 
   
Perché non rimuoverli tutti vista la loro assoluta inutilità alla quale si cumula la molto poco piacevole vista e non da ultima la potenziale pericolosità?
Certamente di qualcuno sono, non so se dell'ILVA (cava di Jeranto), dell'ENEL o forse del precedente fornitore di energia elettrica, del Comune o di altri ancora. Non dovrebbe essere difficile appurarne la proprietà e quindi si potrebbe invitare (eufemismo ... si dovrebbe intimare, obbligare) chi ne è responsabile a rimuoverli o, in alternativa, il Comune potrebbe provvedere alla rimozione addebitando successivamente le spese (in danno). Restando in territorio massese, una situazione simile, seppur meno evidente, si presenta agli escursionisti che si dirigono verso Punta Campanella.
   
Ancora peggiore è lo scenario su Monte Faito sul quale sorgono decine e decine di antenne, molte delle quali certamente utili e funzionanti, ma perché non provvedere a far smantellare quelle chiaramente abbandonate, fatiscenti e certamente non più attive?
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