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venerdì 15 dicembre 2017

Sopa de berro, chicharrones e gofio

Cibi molto tradizionali con ingredienti normalmente poco comuni (glossario in calce)
Ieri a pranzo la prima pietanza citata (e quindi suggerita) da Tata è stata sopa de berro e, visto che non l’avevo ancora mangiata durante il corrente soggiorno canario, non ho neanche chiesto cos’altro avesse preparato. 

la foto mostra la sopa con a sx gofio e il alto i chicharrones; nel piatto si vede il cucchiaio per mangiare e la forchetta per mischiare il gofio senza lasciare grumi
Mentre decidevo in merito alla quantità da richiedere a seconda di se e cosa volerci abbinare (come tutte le sopas tradizionali, la porzione intera può benissimo considerarsi un piatto unico visto che include una varietà di pezzi di carne e talvolta legumi e/o patate) Tata mi ha comunicato che c’erano anche i chicharrones, dei quali avevamo parlato a lungo la sera precedente (in un guachinche in collina, davanti a enormi porzioni di secreto e churrasco), da non confondere con i chicharros (Trachurus trachurus, sugarelli) comunissimi pesci che qui per lo più si friggono. 
I chicharrones sono considerati uno snack (para picar) e quindi, non essendo troppo “impegnativi”, li ho aggiunti ad una porzione completa di sopa, ma ricordate che nessuno dei due si trova nei “normali ristoranti per turisti” ...
Con l'autorizzazione di Tata ho aggiunto “generosamente” il mio peperoncino extrapiccante e su suo suggerimento anche vari cucchiai di gofio de mezcla che andava ad addensare la parte liquida. Oltre all’ovvio berro, c’erano anche patata, cipolla, aromi vari e il solito assortimento di pezzetti di carne di maiale dal tocino, alla costilla e alla oreja.
Di mia iniziativa (approvata) ho anche messo gli ultimi chicharrones direttamente nella minestra, ottima combinazione!

GLOSSARIO
gofio = farina di cereali tostati, può essere si solo grano o misto (de mezcla) combinando diverse proporzioni si mais, grano, orzo e perfino legumi. Ne parlai ampiamenteinsieme con i chicharros, in un post specifico. Tata si serve direttamente dal molino (quindi è sempre fresco) e predilige quello di mais, grano e farina di ceci (garbanzos
berro = crescione d'acqua - Nasturtium officinale - pianta della famiglia delle Brassicaceae, aka Crucifere
guachinche = locale tipico di Tenerife, molto vagamente assimilabile al concetto di trattoria di agriturismo, dove si servono cibi tradizionali  accompagnati da vino proprio. Spesso si tratta di ex depositi agricoli, quindi di una stanza enorme, con soffitto alto, difficile da riscaldare (pur trovandosi a Tenerife può far freddo trovandosi anche a 1.000m di quota), molti risolvono il problema con il vino. Quelli “originali” si trovano fuori centro abitato ed aprono solo la sera, una volta terminati i lavori in campagna e /o con gli animali
chicharrones = cotica di maiale fritta, si trova quasi ad ogni angolo di strada in Messico ed in America Centrale, ma è comune in tutto il mondo latino (nella foto a sx, esposta in pezzi grandi nella vetrina di una macelleria di Ciudad de Mexico)
secreto = taglio pregiato del maiale, di solito “iberico”, quello scuro, lo stesso utilizzato per produrre i famosi (e carissimi) jamon. Lo trovate anche nei migliori ristoranti sia spagnoli (secreto de cerdo iberico) che portoghesi (secretos de porco preto)
churrasco = carne alla brace, per lo più marinata. In ogni paese latino è preparato in modo diverso, con carni diverse
tocino = pancetta fresca stesa, simile al bacon
costilla = costine, tracchiulelle, spuntature, puntine, tarachelle
oreja = orecchio

sabato 12 luglio 2014

Altri Mondi: mangiare al mercato

Comincio la serie dei post Mallorquines parlandovi di un mercato di Palma. 
Manco a dirlo è grande, organizzato, moderno, attrezzato e pulito. C'è una grande sala dedicata esclusivamente alla parte marina ed una ancora più grande a verdure, frutta, carni, insaccati, formaggi e l'onnipresente Jamon Iberico. 
Nella prima ci sono anche un paio di banchi dove si possono mangiare non solo le solite tapas di gamberi, seppioline o alici fritte, ma perfino gustare aragoste, granchi e ostriche accompagnate da buoni vini. 
Inoltre c'è anche un banco, per la verità molto poco iberico, di sushi.
  
Nella vasta parte terrestre ci sono frutta a verdure in quantità, tutte ben esposte e con i prezzi ben in vista, insaccati di tutti i tipi e in una quantità di banchi si tagliano a coltello i venerati e idolatrati Jamon Iberico. I prezzi di questo famoso prosciutto spagnolo partono da poche decine di Euro e salgono (perfino qui al mercato, in linea di massima economico) fin oltre i 150 Euro al chilo. Io ho annotato un 167,50 Euro/kg, ma ricordo di averlo visto in un aeroporto (notoriamente cari) in vendita a 280 Euro/kg, a mio modesto parere una vera follia. 
  
Oltre a tutto ciò esiste un piano superiore con un supermercato (di una grossa catena) ed un paio di ristorantini uno dei quali oltre a tapas, menù e piatti del giorno offre il servizio di cucinare il cibo acquistato dai clienti. Vale a dire che chiunque può andare al mercato, controllare la qualità e freschezza dei prodotti, scegliersi il pesce, taglio di carne, crostacei o molluschi che più gli aggradano, portarli al cuoco e dirgli come li vogliono essere cucinati.
  
Come potete vedere, non si tratta di una lurida bettola, bensì di una cucina moderna attrezzata e completamente a vista, arredamento moderno e, sorpresa finale, il servizio cottura varia da appena 3,50 euro fino a un massimo di 6,00, che comunque non è assolutamente caro. 
Si può sia portare via il cibo cucinato, sia consumarlo sul posto completando ovviamente il pasto con tapas e/o pinchos (come antipasto), contorni a scelta, vino o birra e caffè. 
Perché qui non ci sono questi tipi di mercati?