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domenica 28 marzo 2021

Tolomeo 2021 (1) - Borghi della Valle di Sorrento

Itinerario 22 - Borghi della Valle di Sorrento (circuito)

Come inizio ideale è stata scelta piazza Tasso dove una volta sorgeva la Porta del Piano (in corrispondenza del ponte che superava il Vallone, dipinto in basso) utilizzata appunto per i collegamenti fra la città e il piano di Sorrento (oggi Sant’Agnello, Piano e Meta); solo a metà ‘800 fu creata la piazza riempendo parte del Vallone di Mulini.

Si tratta di un circuito che transita per i nuclei abitati a monte di Sorrento, percorrendo anche le varie storiche stradine selciate, non ancora convertite in carrabili. Essendo un itinerario circolare, si può chiaramente iniziare da qualunque punto, dal proprio alloggio, dalla stazione o da dove si possa parcheggiare; i camminatori non turisti (probabilmente poco interessati al centro) potranno anche tralasciare la parte urbana tagliando l'itinerario lungo via San Renato (fra via San Valerio e Cesarano, pallini verdi in mappa) riducendolo a soli 3,8km. In tal caso, si percorre comunque tutta la parte più piacevole, tranquilla, rurale e panoramica. Infatti, si starà lontano dal traffico, si costeggeranno giardini, orti e boschetti, si supereranno vari rivoli e si toccheranno punti caratteristici come il rivo Cesarano, San Biagio, il belvedere Casarlano e le sciuscelle (carrubi) di via Casola.

 

Lungo l'itinerario sono state già poste quasi tutte le mattonelle previste, molte delle quali "necessarie" considerato il gran numero di incroci. In ogni caso prestando attenzione ai segnavia a vernice, agli adesivi apposti in via sperimentale e alle indicazioni riportate sulle mattonelle, chiunque potrà affrontare il percorso senza temere di perdersi.

Fra piazza Tasso e il culmine del circuito (a via Cala) si devono affrontare circa 185m di dislivello ma, essendo diversa la distanza fra tali punti a seconda della direzione di percorrenza, chi procederà in senso orario (via Casarlano) troverà una pendenza media di 5,6%, camminando in verso opposto (via Cesarano) la pendenza sarà 9,3% e quindi a qualcuno la passeggiata potrà sembrare più faticosa (in particolare via Palomba).

 

Chi volesse continuare a inerpicarsi verso la parte alta della valle, potrà intraprendere uno dei due itinerari che si staccano da questo circuito e conducono rispettivamente a Sant’Agata (ìtin. 26) e a Colli di Fontanelle (itin. 29), ma di questi scriverò in un prossimo post.

itin. 22 - Borghi della valle di Sorrento (circuito collinare)

Sorrento - Cesarano - Baranica – Casarlano – Sorrento (ca. 5,3 km)

Porta del Piano (piazza Tasso), viale Caruso, via Fuorimura, via Santa Lucia, via Atigliana, via Cesarano, via San Renato, via Cesarano vecchia, via Palomba, via Cala (dall’incrocio con via Atigliana ha inizio itin. 26 per Sant’Agata via Zatri), via Baranica, via Casarlano (dall’incrocio ha inizio itin. 29 per Colli di Fontanelle per via Gradoni e via Campitiello), via Casola, via San Valerio, via San Renato, via Marziale, corso Italia, piazza Tasso

TOLOMEO 2021 è un progetto elaborato da Giovanni Visetti, su incarico di Penisolaverde S.p.A. per conto del Comune di Sorrento

mercoledì 1 gennaio 2020

Cattive notizie dai sentieri della Valle delle Ferriere

Cominciamo male il 2020 anche se, in effetti, tutti gli smottamenti sono relativi alle conseguenze dei diluvi delle settimane scorse.
Riporto alla lettera quanto comunicatomi dalla Guida Escursionistica Luigi Esposito (con il quale ho condotto gruppi per molti anni), professionista competente che molti di voi conoscono di fama o di fatto, ritenendolo assolutamente affidabile e preciso. 
Sue sono anche tutte le foto inviatemi a corredo.

Volevo segnalarti la presenza di numerose frane lungo i sentieri "amalfitani". Un importante smottamento, con notevole ristringimento del sentiero si trova sul sentiero alto Valle delle Ferriere poco prima del primo rivolo, partendo da Pogerola.

 

 

Alla Fic’ ‘a Noce pure c'è stata una frana molto grande che ha trascinato grossi alberi e terra mista a pomice, però si riesce a passare senza problemi.” (video e foto in basso)


 

La grossa frana che ha colpito Pontone impedisce il collegamento tra Punta d'Aglio e Pontone per cui per raggiungere la Ferriera è necessario deviare per il bosco di San Marciano

(Luigi si riferisce ad una frana che ha reso impraticabile il sentiero CAI 323 che dal centro di Pontone conduce al sentiero alto della Valle delle Ferriere CAI 357, intercettandolo nei pressi di Punta d'Aglio.
L'interruzione è proprio alle porte dell'abitato pertanto chi proviene per esempio da Fic' 'a Noce e voglia raggiungere Pontone percorrerà solo la prima parte del 323 per poi deviare attraverso il Bosco San Marciano - sentiero tratteggiato nero - portandosi sul 323a a quota 308m, il punto più alto del sentiero della Ferriera.)

Il ponte di legno fra la Ferriera e la centrale idroelettrica è crollato

 

Altra grossa frana nei pressi della seconda cartiera (scendendo)

 

 

Questo è quanto ... e mi sembra abbastanza. Chiaramente si presume che lungo le altre centinaia di chilometri si sentieri dei Lattari ci saranno altre emergenze.
Non potendo occuparmene personalmente, visto che sono a migliaia di km di distanza, sarò grato a chi vorrà segnalarmi interruzioni e/o situazioni di pericolo con precisione e con qualche foto in modo che almeno possa fungere da tramite con gli altri camminatori. Eventuali ulteriori notizie saranno pubblicate su questo blog e poi condivise su FB Camminate

Auguri a tutti i camminatori

domenica 1 settembre 2019

TREK 2020 - itinerario A da Agerola: valle delle Ferriere e torre dello Ziro

Come per il post scorso, inizio sottolineando che l’ordine di effettuazione delle 3 escursioni da Agerola sarà stabilito in base alle condizioni meteo e che gli effettivi percorsi potranno essere variati anche in corso d’opera, a seconda delle esigenze, fermo restando che ognuno sarà libero di fare le proprie scelte e andare dove vuole, quando vuole. 

Il TREK Amalfi - Sorrento 2020, come tutte le altre edizioni precedenti, è un’occasione di  incontro tra camminatori indipendenti ed autosufficienti ... NON si tratta di una serie di escursioni guidate.
Dando un’occhiata alla mappa, il percorso ipotizzato può sembrare molto contorto, un groviglio, eppure dovrebbe essere uno dei migliori modi di toccare tutti i punti di maggior interesse, tenendo conto del gran numero di scalini (ostici per molti), cercando di affrontare le poche salite al fresco e considerando il tempo per le “visite” quali area di torre dello ZiroRiserva Naturale e forse altro.
   
Inoltre, questo sarà probabilmente un giorno di quasi relax, dovendo percorrere poco meno di 20km, con più discesa che salita (circa 400m di differenza di quota fra partenza e arrivo) e al momento c’è l’ipotesi di cenare a Pogerola e poi tornare ad Agerola con un transfer privato, e in tal caso non ci sarà alcuna fretta.
Il percorso inizia in modo classico affrontando la salita di Radicosa (CAI 369), con una lunga scalinata, ma poi per molti km l’itinerario sarà in discesa o ondulato. Aggirata la cima di Monte Murillo (369a), ci si immette sul CAI 301 e si prosegue per questo percorso principale e quasi obbligato che conduce da Agerola alla valle delle Ferriere e la attraversa, passando per sella Molegnano, sorgente Acquolella, Paradiso, Fic’’a noce e Pellagra, dove lo si abbandona continuando senza grandi dislivelli lungo il CAI 357 fino a Campidoglio, restando sempre attorno a quota 500m. Pensiamo di raggiungere quindi Pontone percorrendo  un tratto di rotabile fino a Minuta (per risparmiare alle ginocchia centinaia di scalini) e poi le inevitabili scale ammirando (almeno dall’esterno) la chiesa dell’Annunziata, nella cui cripta si trovano affreschi medievali, e i ruderi della Basilica di S. Eustacchio (sotto a sx) ma, in caso si ritenesse opportuno, dal 357 si può andare direttamente a Pontone via CAI 323.
   
Da questa frazione di Scala (dove troveremo bar e fontana pubblica) è prevista una puntata a Torre dello Ziro (nella foto sopra a dx, l'ultimo bastione) che, essendo un’andata e ritorno, è quindi facoltativa.
Per la parte finale della camminata si rientra nella valle percorrendo il 323a, che corre parallelo al 301 ma a una quota di circa 200m inferiore. Dopo aver superato la Ferriera, si prosegue sul 325 fino alla Riserva Naturale Orientata, che dovremmo poter visitare. Tornati sui propri passi per poche centinaia di metri, si imbocca il 325a affrontando l’ultima salita che terminerà in località Paradiso, a pochi metri dal 301 percorso in mattinata. Di qui si percorre il 359 fino a Pogerola, passando per Tavernate e Santa Scolastica.
Come scritto in apertura, la prima scelta sarà quella di cenare presso la Trattoria Rispoli e poi ritornare ad Agerola con trasporto privato, ma chi vorrà potrà facilmente scendere ad Amalfi e/o salire ad Agerola con bus di linea SITA. In teoria, il lunedì dovrebbe essere il giorno più opportuno presupponendo un minor affollamento dei sentieri bassi della Valle delle Ferriere e per avere certezza di un posto a tavola ... dalle sorelle Rispoli. I sentieri che costituiscono le altre due escursioni della prima terna sono normalmente poco frequentati e si prevede colazione al sacco e cena ad Agerola, quindi dovrebbero essere due escursioni meno  problematiche, anche se intraprese nel weekend.
I sentieri di questo itinerario sono tutti normalmente ben battuti e facili, con la sola eccezione del 325a, che comprende un breve tratto un po' esposto (foto sotto) e spesso è ristretto da vegetazione invasiva e ostacolato da qualche albero caduto. 

Riassumendo, ecco i codici dei sentieri CAI che costituiscono questo itinerario:
369 da San Lazzaro a Monte Murillo
369a da Monte Murillo al 301
301 fino a Pellagra 
357 fino a Campidoglio da dove si prosegue su rotabile per Minuta
351 fino a Pontone 
351a Pontone - Torre dello Ziro a/r
323 fino alla Ferriera
325 fino alla Riserva Naturale 
325a fino a Paradiso
359 per Pogerola
  
Sul sito www.caimontilattari.it  potete trovare dati tecnici, classificazioni difficoltà, avvertenze e descrizioni sommarie di ciascun sentiero, e potrete anche scaricare i relativi file GPX, KML e PDF.
Alcune foto di questa pagina sono tratte da quelle che scattai nel corso dell'escursione abbastanza simile del TREK 2010, clicca qui per guardarle.

TREK 2010: itinerari, mappe, profili, distanze e tante foto

circuito C da Agerola (S. Angelo a Tre Pizzi) sarà online fra qualche giorno

venerdì 28 giugno 2019

Rinviata a tempo indeterminato la MaraTrail Faito - Amalfi

Dopo il sopralluogo effettuato ieri lungo i circa 20km della parte finale (a partire dal traforo di Agerola) del percorso che inizialmente avevo ipotizzato, ho dovuto constatare che non è pensabile proporlo aperto a tutti. Certamente è spettacolare in quanto, a costo di fare un itinerario a dir poco contorto, avevo inserito varie deviazioni per raggiungere punti estremamente panoramici come il belvedere di Mustaculo (a picco sul crinale calcareo del castello di Scala, foto in basso), Santa Maria dei Monti e lo stesso succitato castello.

Nei tratti “fuori sentiero” la vegetazione in più punti ha quasi fatto scomparire del tutto le tracce, perfino i percorsi ufficiali CAI (solo in parte segnati) sono in vari punti pressoché impraticabili. 
    
Abbiamo attraversato il Piano del Ceraso scomparendo nelle felci alte quasi 2 metri; nella parte alta della discesa dello Scalandrone ormai anche la deviazione, creata vari anni fa per aggirare vari smottamenti, versa in cattive condizioni e più basso, tornati sul tracciato storico, si cammina su pietrame venuto giù dai ripidi pendii soprastanti; scendendo per il Petrale (CAI 301) a valle del muraglione (parete sud-orientale del castello di Scala) si naviga a vista ed è bene sapere dove andare, tanto che sullo stesso sito CAI Monti Lattari si legge: 
... presenta degli elementi di problematicità dal punto di vista dell’individuazione del sentiero ... Si tratta comunque di un sentiero che richiede una buona pratica escursionistica e capacità di orientamento, da farsi assolutamente provvisti di mappa ed altimetro. Un valido aiuto (non sostitutivo di detta strumentazione) potrebbe essere un GPS o l’applicazione OSMAND.
   
Personalmente, considerato anche che il mio sparuto seguito, pur essendo composto da escursionisti abituali, nel complesso sembrava non trovarsi del tutto a proprio agio su tali percorsi ed era spesso attardato, ho reputato opportuno rinunciare al passaggio per Punta delle Castagne (da dove avremmo prendere la bretella 351a) e tornare direttamente sul percorso Scalandrone guidando il gruppo attraverso i castagneti (per la maggior parte abbandonati) dirigendomi direttamente sul 351. Questo nella parte bassa non presenta alcun problema, parimenti a tutto il percorso che circumnaviga la Valle delle Ferriere a mezza costa attorno ai 500m di altitudine (CAI 357 + 301 + 359), anche se in alcuni punti si notano ancora i danni degli incendi di pochi anni fa. 

Per fortuna, grazie alle abbondanti piogge primaverili, il torrente Canneto (quello che muoveva i mulini di Amalfi) ha ancora una discreta portata ed anche le piccole cascate più a valle erano attive ... sempre un piacevole spettacolo, rinfrescante alla sola vista, specialmente in un giorno tanto caldo.
   
Prima di scendere ad Amalfi percorrendo la storica mulattiera a tornanti, quasi tutta perfettamente lastricata, sosta d’obbligo all’Osteria delle sorelle Rispoli, mio punto di ristoro fisso, quando mi trovo in zona Pogerola ad un orario consono. Stavolta ho fatto provare ai miei accompagnatori gli scialatielli fatti da Enza (la chef, alla mia destra), la sua famosa genovese (piatto della tradizione napoletana, a Genova non esiste), alici farcite con provola e anche quelle semplicemente fritte; tutto amabilmente servito dalla maitre Marina (alla mia sinistra nella foto sotto).

Anche il ritorno via mare a Sorrento (che avevamo lasciato con il treno delle 6.25) è stato molto panoramico e piacevole.
Il percorso è senz'altro ben congegnato (così come la logistica) ma è opportuno intraprenderlo con escursionisti preparati, ben attrezzati e dal passo sicuro, autosufficienti e non impicciosi ... altrimenti diventa un incubo, si sta sempre ad aspettare per il passo lento della coda o semplici (insopportabili) soste per selfie e foto di gruppo, spesso tralasciando i soggetti naturali, secondo me ben più interessanti e affascinanti.

lunedì 3 ottobre 2016

Sorgente pietrificante della Festola simile a quella del Cerriglio

Ancora serendipity ... sono andato a verificare una segnalazione, ho visto un sentiero più pulito del solito, l’ho percorso fin dove era possibile e ho trovato una bella massa calcarea coperta da muschi, capelvenere e altro, tipico esempio di “sorgente pietrificante”, ovvero che genera travertino (detto anche tufo calcareo). 
Forse qualcuno ricorderà che un paio di mesi fa accennai a questo tipo di formazione in questo post: Cerriglio, una volta sorgente pietrificante,si può recuperare? (foto a sx)
Ciò che mi ha colpito è la grande somiglianza fra le due (Festola e Cerriglio) per dimensioni e forma - profondo canale al centro - e anche per specie presenti fra le quali spicca il capelvenere (Adiantum capillus-veneris, una felce) per essere più evidente dei muschi (anche se per la seconda sorgente vado un po’ a memoria visto che è secca da vari anni).
   

   
Questa è ovviamente ben poca cosa in confronto a quelle enormi, che coprono intere pareti della Riserva della Valle delle Ferriere di Scala, a monte di Amalfi
Fra il minuto 4'20" e 6'00" di questo video sono comprese varie riprese dell'enorme massa che sporge dalla parete calcarea vera e propria anche per più di un metro, creando quasi una specie di tunnel con una parete d'acqua, come si può ben apprezzare da queste foto scattate nel corso del Trek Amalfi - Capri del 2010 (tante altre foto qui
   
   
Per fornire qualche informazione in più in merito a questa ennesima meraviglia della natura, che come tante altre è facile da osservare ma quasi sempre sottovalutata per scarsa conoscenza della materia, riporto qui un paio di brevi testi fondamentalmente scientifici che tuttavia penso sia abbastanza comprensibili ai più.
Sorgenti pietrificanti con formazione di tufi (Cratoneurion)Comunità a prevalenza di briofite che si sviluppano in prossimità di sorgenti e pareti stillicidiose che danno origine alla formazione di travertini o tufi per deposito di carbonato di calcio sulle fronde. Si tratta quindi di formazioni vegetali spiccatamente igro-idrofile, attribuite all’alleanza Cratoneurion commutati che prediligono pareti, rupi, muri normalmente in posizioni ombrose, prevalentemente calcarei, ma che possono svilupparsi anche su vulcaniti, scisti, tufi, ecc. (da http://vnr.unipg.it/)
L’habitat delle sorgenti pietrificanti (CratoneurionL’habitat delle sorgenti pietrificanti è rappresentato da ruscelli, con presenza costante di acqua corrente, in cui avvengono fenomeni di travertinizzazione, cioè di formazione di travertini. I travertini sono una roccia porosa, formata dalla precipitazione del carbonato di calcio (calcare) di cui sono ricche le acque sorgive, che lo acquisiscono durante la permanenza nel sottosuolo. Una volta venute a giorno, le acque tendono a depositare parte del calcare su tutte le strutture con cui vengono a contatto, rivestendo così con patine via via più spesse le rocce, i sassolini, le foglie, i pezzi di legno, i muschi.Questo fenomeno viene facilitato dalla presenza di cascatelle e di muschi, che con meccanismi fisici e biologici accelerano la perdita di anidride carbonica da parte delle acque, e quindi la precipitazione del calcare. (da www.parcocurone.it)
In quest’ultimo sito è anche disponibile un interessante documento specifico di 12 pagine dal titolo Le sorgenti pietrificanti - aspetti vegetazionali, scaricabile in pdf.

Speriamo di poter rivedere presto l'acqua scorrere al Cerriglio, anche se per vedere muschi e capelvenere certamente si dovrà aspettare qualche anno.

venerdì 6 febbraio 2015

Valle delle Ferriere - avvisi e suggerimenti

Dopo le precisazioni relative al Sentiero degli Dei, tratto ora brevemente della cartina della Valle delle Ferriere a monte di Amalfi che, dal punto di vista escursionistico, è certamente più complessa e ricca di sentieri. Questa sua caratteristica permette l'organizzazione di innumerevoli itinerari, di difficoltà e impegno molto vari, ma conta anche tanti incroci non sempre chiari e bivi che "invitano" a seguire la traccia sbagliata. 
La mappa che ho compilato non comprende tutti i sentieri (impresa impossibile a questa scala), ma fornisce un'idea generale delle distanze, dislivelli (importanti), degli andamenti dei sentieri principali e degli incroci ai quali è necessario prestare attenzione.
I percorsi più frequentati sono quelli che ho sempre indicato come basso, fra Pontone e Amalfi (con deviazione fino alla Riserva), e alto fra Pogerola e Scala (Campidoglio, Minuta o Pontone) e quindi, in questa sede, mi limiterò a parlare di essi. Una analisi, per quanto essenziale, delle numerose varianti, scorciatoie, raccordi e sentieri principali segnati dal CAI che dalla valle conducono a San Lazzaro, Megano, S. Maria ai Monti, Mustaculo, ecc. richiede certamente più spazio e forse più di un post.

Avvisi e suggerimenti agli escursionisti
  • L'attraversamento del Canneto (il corso d'acqua che sfocia ad Amalfi) lungo il percorso alto, in località Fic' 'a noce, non è sempre semplice ed in caso di notevole portata d'acqua può risultare difficile non bagnarsi. Passare sulle pietre (spesso scivolose) a fior d'acqua sarà più semplice per chi usa i bastoncini, ma chi non vuole rischiare di camminare per il resto dell'escursione con le scarpe zuppe potrà affidarsi alla tecnica più sicura: levarsi le scarpe e guadare (la profondità è minima, ma a causa della corrente aspettatevi di bagnarvi fin oltre i malleoli).
  • Il bivio più ingannevole è quello che si presenta a chi vuole andare a Pogerola provenendo da Fic''a noce, a nord di Punta Cianfone (indicato dalla freccia rossa nello stralcio a destra). Prestare attenzione! Se si prosegue diritto lungo il sentiero (più largo e in piano, ma solo all'inizio) si finisce nella parte bassa della valle incrociando il percorso Giustino Fortunato fra la Riserva e TavernatePer Pogerola si dovrà invece seguire il sentiero a destra che molti addirittura non notano. Eppure ci sono dei segnavia CAI bianco/rossi che indicano il breve e ripido percorso, stretto fra la vegetazione, che vi condurrà ad un punto panoramico (in carta corrisponde all'indicazione di quota 468).
  • La sezione del succitato percorso Giustino Fortunato fra la Riserva e Tavernate non è consigliata a chi soffre di vertigini e presenta un paio di passaggi che richiedono attenzione, in particolare quando la roccia è bagnata o semplicemente umida, ovviamente ancor di più se percorsi in discesa. Le vostre calzature, in particolare le suole, possono influire molto.
  • Un altro bivio "ingannevole", ma meno del precedente, si incontra andando da Pontone verso la Ferriera. Poco dopo aver terminato il tratto lastricato tralasciate un evidente sentiero che scende in direzione opposta verso la valle e salite invece per qualche decina di metri a destra della piccola costruzione dell'acquedotto. Subito dopo scendete a sinistra percorrendo un paio di tornantini e proseguite in piano attraversando il vecchio ponticello che avrete già notato. Un paio di centinaia di metri vi separano dalla Ferriera.
  • Ricordate che la Riserva è recintata e la visita regolamentata. Informatevi circa le modalità di accesso qualche giorno prima di andarci. Cambiano di anno in anno … non so niente per il 2015.

Per tutto il resto il buonsenso dovrebbe essere più che sufficiente per tenervi lontani dai problemi e non correre inutili rischi.

NB - Questo post, così come il precedente, è chiaramente rivolto a chi ha intenzione di andare in giro autonomamente o con amici, senza affidarsi ad una guida o aggregarsi ad altri e non certo agli esperti frequentatori abituali della Valle. Tuttavia questi ultimi, ove ne ravvisassero l'opportunità, potrebbero integrare i suesposti avvisi portando all'attenzione di tutti eventuali aggiornamenti significativi.

giovedì 28 agosto 2014

Sentieri: com'erano e come sono - Valle dei Mulini di Amalfi

Continuando a confrontare sentieri e luoghi di vari anni fa e odierni, vi propongo un caso di intervento assolutamente necessario. 
Non parlo di oggi, ma mi riferisco ad alcuni avvenimenti di quasi 11 anni fa, parte dei quali quasi tutti ricordano. Gli escursionisti di vecchia data ricordano ancora meglio gli audaci passaggi su roccia (in particolare quando era bagnata e si procedeva verso Amalfi) ai quali erano quasi costretti se volevano percorrere il sentiero tradizionale.
Domenica 28 settembre 2003 alle 3.30 circa iniziò il lunghissimo blackout che interessò tutte le regioni italiane tranne la Sardegna. Un albero in Svizzera cadde su una linea elettrica principale e con un inesorabile effetto domino il blackout si propagò fino alle regioni più meridionali che rimasero senza energia fin quasi a mezzanotte. 
Le piogge furono abbondanti in tutta Italia, in Campania il Sarno tracimò e una frana interruppe la strada per Agerola. Fra i mille altri smottamenti minori che interessarono la Costiera voglio ricordare il crollo della scala (allora stretta e un po’ curva) al lato di questo salto d’acqua nella Valle dei Mulini di AmalfiIn questa foto (8 aprile 2005) si nota che la scala, allora da poco ricostruita ed allargata, ha ancora un passamano provvisorio. 
Vita vissuta … la domenica (giorno di arrivo del gruppo che avrei dovuto guidare durante quella settimana) fu chiaramente problematica per i trasporti e qualcuno non riuscì ad arrivare a Ravello. Durante la notte la pioggia, accompagnata da tanti rumorosissimi tuoni, fu abbondante e solo il lunedì mattina cominciò la “tregua”. Iniziammo passeggiando lungo i viali pressoché allagati di Villa Cimbrone e, dopo una piacevole puntata alla Torre dello Ziro ci fermammo per pranzo a Pontone. Aveva smesso di piovere anche se c’erano ancora tante nuvole minacciose e quindi guidai il gruppo tranquillamente verso Amalfi, via Ferriera.
Ma grande fu la mia sorpresa quando arrivato al lato della cascatella suddetta, mi trovai quasi di fronte al vuoto. Durante la notte la parte inferiore della scala era completamente scomparsa!  Questa era la situazione il 25 gennaio 2004
 
Chiaramente non mi avventurai in questa discesa con il mio gruppo, ma tornai al bivio dell’acquedotto e aggirai l’ostacolo. Fino alla fine della stagione turistico/escursionistica si andava fino alla Ferriera, si tornava al bivio dell’acquedotto per poi percorrere il sentierino lungo il quale corre la tubazione e bypassare così la scala mancante. Durante la primavera 2004 si ripristinò il passaggio al lato della cascata con questa scalinata (molto) di fortuna. 
 
Se qualcuno fosse in possesso di una foto della vecchia scala, prima del crollo,  gli sarei molto grato se me la mandasse (giovis@giovis.com) in modo da poterla pubblicare e condividere. Nel mio archivio ne ho trovate varie della cascata, ma purtroppo tutte con la scala fuori campo. Grazie.