Visto che i responsabili
della pagina Facebook del Parco Regionale dei Monti Lattari continuano
imperterriti nel pubblicare foto di luoghi esterni ai limiti del parco, ritorno
sull’argomento.
Invito chi non conoscesse i precedenti a leggere il precedenti
post sul tema:
Volendo precisare, il Parco “conferma l’abuso” (17 giugno)
Tutti approfittano delle bellezze delterritorio Lubrense (2 giugno)
Scorrendo le foto pubblicate (senza dubbio di qualità) sorge un legittimo sospetto, sembra che ce l’abbiano specificamente
con Massa Lubrense in quanto nelle didascalie delle foto di altre
località (oltretutto urbane) “fuori Parco” sono citati i rispettivi Comuni di
appartenenza: “Il Chiostro di San
Francesco a Sorrento”, “Paesaggio urbano da Sorrento” e la terrazza panoramica
de “La Marinella a Sant'Agnello”.
Sorprende l’assoluta
indifferenza degli amministratori massesi (quelli competenti per le loro
deleghe certamente a conoscenza di tale situazione), in particolare in questi
difficili momenti nei quali sarebbe necessario fare la maggior pubblicità
possibile al territorio, assicurandosi che il nome di Massa Lubrense compaia
a margine di ogni foto relativa al suo territorio.
Non è chiaro neanche quale
siano i benefici che il Parco pensa di ottenere ostinandosi a non citare Massa
Lubrense visto che, oltretutto, varie persone amanti del territorio (molti
non massesi) sottolineano nei commenti che Ieranto, Crapolla, Punta
Campanella, ecc. ricadono nei confini comunali lubrensi. Pertanto, il fatto
viene evidenziato egualmente, ma con la differenza che i webmaster fanno una
figura meschina.
E come se non bastasse, e come potete vedere nello screenshot,
sbagliano anche le descrizioni nelle didascalie … sullo sfondo della foto si
vedono 2 dei “Tre Pizzi” e sono Mortella (promontorio e punta) e Mont’Alto
(solo pizzo centrale, né promontorio né punta); Punta Penna non si vede assolutamente
…
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lunedì 22 giugno 2020
Meraviglie di Massa Lubrense spacciate come "proprietà del Parco dei Lattari"
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giovedì 4 giugno 2020
Libero accesso all’approdo (aka fiordo) di Crapolla
Del diritto di libero accesso alle aree del Demanio
Marittimo ho già parlato nel post precedente e quanto esposto ovviamente vale
anche per Crapolla, considerato che anche tale spiaggia è demaniale (foglio
10, Part. 518). Questa situazione però differisce da quella di Ieranto
per essere raggiunta direttamente tramite la lunga scalinata, gli oltre 700
scalini della parte inferiore della strada comunale da Sant’Agata a Crapolla.
Quindi, fermo restando che non si possa imporre un pedaggio per il transito, anche in questo caso il cosiddetto sentiero per Crapolla è certamente più utilizzato da escursionisti-non-bagnanti che da coloro che scendono fino alla spiaggia. Infatti, il tratto che va dal ponticello sul rivo Iarito alla Guardia (dove inizia la scalinata) fa parte dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) e di conseguenza anche del Sentiero Italia (SI S21S
) e perciò utilizzato dai tanti che ne percorrono l’ultima tappa, da Colli di Fontanelle a Termini, passando per Torca, Recommone, Cantone, Nerano, San Costanzo, Campanella.
C’è da aggiungere che quei circa 450 metri fra il ponticello e la Guardia sono inclusi anche in vari itinerari più brevi (di solito anelli) che utilizzano i vicini percorsi di Cafariello, Corbo, vic. Monti per via Spina, mentre altri si spingono oltre San Pietro, fin quasi alla spiaggia ma senza necessariamente raggiungerla, per poi risalire verso Torca passando per la torre e il Monte di Torca. Fra i succitati circuiti c’è anche il recentemente proposto Giro dell’Isca, al quale dedicai specifico post, e questo breve foto-video di presentazione.
Al di là del pagamento (come visto non
ammissibile), anche il contingentamento non dovrebbe interessare la strada
comunale, ma i controlli dovrebbero essere limitati alla spiaggia per non
bloccare gli escursionisti non interessati alla balneazione. Considerati il
notevole dislivello e l’esposizione a sud che nelle giornate calde rende la
scalinata (assolutamente senza zone d’ombra) un forno, a mio parere i controllori dovrebbero
giungere via mare.
Non si dovrebbero mai confondere i diritti dei bagnanti con quelli degli escursionisti e, di conseguenza, anche disciplina ed eventuali limitazioni dovrebbero essere ben distinte.
Quindi, fermo restando che non si possa imporre un pedaggio per il transito, anche in questo caso il cosiddetto sentiero per Crapolla è certamente più utilizzato da escursionisti-non-bagnanti che da coloro che scendono fino alla spiaggia. Infatti, il tratto che va dal ponticello sul rivo Iarito alla Guardia (dove inizia la scalinata) fa parte dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) e di conseguenza anche del Sentiero Italia (SI S21S
) e perciò utilizzato dai tanti che ne percorrono l’ultima tappa, da Colli di Fontanelle a Termini, passando per Torca, Recommone, Cantone, Nerano, San Costanzo, Campanella.
Nella mappa in basso il dettaglio del tratto Torca
– Cantone, sopra la tappa completa del Sentiero Italia, progetto di livello
europeo che raggruppa quasi 7.000km di percorsi ad accesso
gratuito che attraversano tutte le 20 regioni italiane e include anche brevi
estensioni in Francia, Svizzera, Austria e Slovenia.
C’è da aggiungere che quei circa 450 metri fra il ponticello e la Guardia sono inclusi anche in vari itinerari più brevi (di solito anelli) che utilizzano i vicini percorsi di Cafariello, Corbo, vic. Monti per via Spina, mentre altri si spingono oltre San Pietro, fin quasi alla spiaggia ma senza necessariamente raggiungerla, per poi risalire verso Torca passando per la torre e il Monte di Torca. Fra i succitati circuiti c’è anche il recentemente proposto Giro dell’Isca, al quale dedicai specifico post, e questo breve foto-video di presentazione.
Non si dovrebbero mai confondere i diritti dei bagnanti con quelli degli escursionisti e, di conseguenza, anche disciplina ed eventuali limitazioni dovrebbero essere ben distinte.
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sabato 18 gennaio 2020
Ultima novità per l’escursionismo: il COPYRIGHT sui percorsi!!! © ®
Fra pseudo giornalisti (vedi post del 13 gennaio), fuffoguide, associazioni
fantasma, ciarlatani e cialtroni, 1 ne fanno e 100 ne pensano!
Pur essendo ben lontano dai sentieri nostrani, mi piace essere informato ed informare in merito a problemi di transitabilità, escursioni di amici ed altri gruppi e quindi vado a leggere avvisi e proposte varie. Stamane mi sono imbattuto su un avviso di una “misteriosa” escursione da Ravello. Non si sa chi sarà la guida, non c’è l’itinerario ma semplicemente punto di partenza e una meta intermedia, non c’è una faccia, né una sede, né un cognome … solo tale Antonio da contattare per la prenotazione (obbligatoria). Non è chiaro se Trekkingreen (si trova solo una pagina FB) sia un’associazione, bacheca per avvisi escursioni o altro. Ma ciò che mi ha colpito è stata la smisurata lunghezza del Regolamento che (dopo molti punti con tanti obblighi e qualche consiglio) si conclude così:
Ma dove vive questa gente? Associazioni e persone qualificate pubblicano da anni tracce e cartine disponibili per il download gratuito … per tutti.
Quali percorsi misteriosi si percorreranno con Antonio (o altra guida) tanto segreti da non poter essere divulgati?
Perfino il più smemorato e distratto degli escursionisti "seri" della Costiera (anche senza essere GUIDA) conosce a memoria tutti i sentieri e soprattutto le scale fra Ravello, Amalfi, Atrani e Minori.
Sul sito www.caimontilattari.it si trovano informazioni e file scaricabili (*.gpx, *.kml e *.pdf) dei numerosi sentieri della zona; la cartina dettagliata dei sentieri fra Pontone e Torre dello Ziro (al lato) è sul mio sito dal 2003, vale a dire già da 17 anni!
Pensano che il gravoso compito della guida sia solo quello di indicare un percorso che solo lui o loro conoscono e quindi vogliono proteggere i loro importantissimi “segreti professionali” con un © copyright?
Non pensano che invece una vera guida debba conoscere tradizioni, essenze locali e loro uso culinario e officinale, storia, fauna, geologia, ecc. e che i sentieri sono bene comune da condividere?
O si tratta di GRANDI GUIDE dell'ultima ora che conoscono solo due o tre percorsi (Sentiero degli Dei, Valle delle Ferriere e Punta Campanella ... dove è pressoché impossibile perdersi) e ora pensano di essere al top per aver "scoperto" una scalinata poco transitata che vorrebbero mantenere sconosciuta ai più?
Mi dovrò affrettare a procurami il copyright i percorsi che ho ideato in passato, dal quello di Athena a quello delle Sirenuse, dal Giro di Santa Croce (Vuallariello) al Circuito dell'Isca, le passeggiate come la Camminata dei 23 Casali, i trekking come Vagrant Trail e varie MaraTrail, anche se sono online da anni, con cartine dettagliate, a disposizione di TUTTI (e gratis).
Avrà forse avuto ragione Umberto Eco quando affermò:
E per “visitare alcuni monumenti di Ravello” non sarebbe meglio considerare anche l'intervento di una guida turistica autorizzata, ammesso che ci sia quella escursionistica?
Pur essendo ben lontano dai sentieri nostrani, mi piace essere informato ed informare in merito a problemi di transitabilità, escursioni di amici ed altri gruppi e quindi vado a leggere avvisi e proposte varie. Stamane mi sono imbattuto su un avviso di una “misteriosa” escursione da Ravello. Non si sa chi sarà la guida, non c’è l’itinerario ma semplicemente punto di partenza e una meta intermedia, non c’è una faccia, né una sede, né un cognome … solo tale Antonio da contattare per la prenotazione (obbligatoria). Non è chiaro se Trekkingreen (si trova solo una pagina FB) sia un’associazione, bacheca per avvisi escursioni o altro. Ma ciò che mi ha colpito è stata la smisurata lunghezza del Regolamento che (dopo molti punti con tanti obblighi e qualche consiglio) si conclude così:
Ma dove vive questa gente? Associazioni e persone qualificate pubblicano da anni tracce e cartine disponibili per il download gratuito … per tutti.
Quali percorsi misteriosi si percorreranno con Antonio (o altra guida) tanto segreti da non poter essere divulgati?
Perfino il più smemorato e distratto degli escursionisti "seri" della Costiera (anche senza essere GUIDA) conosce a memoria tutti i sentieri e soprattutto le scale fra Ravello, Amalfi, Atrani e Minori.
Sul sito www.caimontilattari.it si trovano informazioni e file scaricabili (*.gpx, *.kml e *.pdf) dei numerosi sentieri della zona; la cartina dettagliata dei sentieri fra Pontone e Torre dello Ziro (al lato) è sul mio sito dal 2003, vale a dire già da 17 anni!
Pensano che il gravoso compito della guida sia solo quello di indicare un percorso che solo lui o loro conoscono e quindi vogliono proteggere i loro importantissimi “segreti professionali” con un © copyright?
Non pensano che invece una vera guida debba conoscere tradizioni, essenze locali e loro uso culinario e officinale, storia, fauna, geologia, ecc. e che i sentieri sono bene comune da condividere?
O si tratta di GRANDI GUIDE dell'ultima ora che conoscono solo due o tre percorsi (Sentiero degli Dei, Valle delle Ferriere e Punta Campanella ... dove è pressoché impossibile perdersi) e ora pensano di essere al top per aver "scoperto" una scalinata poco transitata che vorrebbero mantenere sconosciuta ai più?
Mi dovrò affrettare a procurami il copyright i percorsi che ho ideato in passato, dal quello di Athena a quello delle Sirenuse, dal Giro di Santa Croce (Vuallariello) al Circuito dell'Isca, le passeggiate come la Camminata dei 23 Casali, i trekking come Vagrant Trail e varie MaraTrail, anche se sono online da anni, con cartine dettagliate, a disposizione di TUTTI (e gratis).
Avrà forse avuto ragione Umberto Eco quando affermò:
E per “visitare alcuni monumenti di Ravello” non sarebbe meglio considerare anche l'intervento di una guida turistica autorizzata, ammesso che ci sia quella escursionistica?
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martedì 1 ottobre 2019
Circuito dell’Isca, altro affascinante giro escursionistico
Non
si tratta di niente di veramente nuovo, ma di una eccellente combinazione di
sentieri rurali con un lungo tratto sterrato (3,5km) molto panoramico. Questo
si sviluppa interamente lungo le pendici meridionali del territorio lubrense,
iniziando dal promontorio del Cafariello,
continuando sul’Alta Via dei Monti
Lattari (CAI 300) da Iarito alla pineta del Monte di Monticchio (passando per Guardia, Cuparo e Scrivanessa) e
lasciandola con la variante Spina (CAI 355). Il ritorno a Sant’Agata via Caprile, Calella e Canale, offre altri passaggi caratteristici e interessanti.
Il punto di partenza suggerito è Sant’Agata (facilmente raggiungibile anche con bus pubblici di linea); lo sviluppo complessivo è di 8km, con meno di 300m di dislivello. Ciò rende il Circuito dell’Isca (così battezzato per le viste sull'isolotto che fu di Eduardo de Filippo ma in effetti, geograficamente parlando, si gira attorno all'altura di S. Maria della Neve) una classica camminata di mezza giornata, adatta praticamente a qualunque escursionista in quanto a distanza e dislivello, ma non proprio a tutti per avere alcuni passaggi che richiedono passo sicuro, qualche tratto esposto e vegetazione talvolta invasiva ... ma qualche graffio viene presto dimenticato ammirando i panorami sull’Isca e i Tre Pizzi di Jeranto da est e sull’Isca, Vetara e Li Galli da ovest.
Entrando nel dettaglio, dal centro di Sant’Agata si scende verso la Pigna su stradina asfaltata e, al termine, si imbocca lo sterrato di via Cafariello che, in dolce discesa, conduce ad un belvedere naturale fra uliveti, qualche fico d’india e tantissime orchidee in primavera. Una relativamente ripida discesa, fra arbusti della macchia mediterranea, porta gli escursionisti ad un altro uliveto per poi entrare in un castagneto al limite del rivo Iarito. Tutta questa parte era inclusa nel circuito C5 del Progetto Tolomeo del 1991, percorso poi eliminato in occasione dell’aggiornamento del 2003 a causa delle cattive condizioni del sentiero del Cafariello. Nei pressi del suddetto corso d’acqua Iarito, che va a sfociare nel fiordo di Crapolla, ci si immette sull’Alta Via dei Monti Lattari che in questo tratto coincide con il sentiero comunale che conduce alla cappella di San Pietro e quindi a quella che una volta era una vera e propria marina di pescatori.
Pochissimi metri dopo aver passato la panchina panoramica della Guardia, appena scesi i primi dei circa 700 scalini di pietra che portano in riva al mare, inizia il tratto più accidentato del circuito che però ha il vantaggio di essere più o meno in quota, pur includendo brevi ripide salite.
Dopo
aver superato due valloni (Cuparo e Scrivanessa) si giunge in vista della
pineta del Monte di Monticchio e,
prima di raggiungerla, si devia a destra lungo la vic. Monti (CAI 355) che dopo 600m giunge
sulla rotabile via Spina.
Il punto di partenza suggerito è Sant’Agata (facilmente raggiungibile anche con bus pubblici di linea); lo sviluppo complessivo è di 8km, con meno di 300m di dislivello. Ciò rende il Circuito dell’Isca (così battezzato per le viste sull'isolotto che fu di Eduardo de Filippo ma in effetti, geograficamente parlando, si gira attorno all'altura di S. Maria della Neve) una classica camminata di mezza giornata, adatta praticamente a qualunque escursionista in quanto a distanza e dislivello, ma non proprio a tutti per avere alcuni passaggi che richiedono passo sicuro, qualche tratto esposto e vegetazione talvolta invasiva ... ma qualche graffio viene presto dimenticato ammirando i panorami sull’Isca e i Tre Pizzi di Jeranto da est e sull’Isca, Vetara e Li Galli da ovest.
Entrando nel dettaglio, dal centro di Sant’Agata si scende verso la Pigna su stradina asfaltata e, al termine, si imbocca lo sterrato di via Cafariello che, in dolce discesa, conduce ad un belvedere naturale fra uliveti, qualche fico d’india e tantissime orchidee in primavera. Una relativamente ripida discesa, fra arbusti della macchia mediterranea, porta gli escursionisti ad un altro uliveto per poi entrare in un castagneto al limite del rivo Iarito. Tutta questa parte era inclusa nel circuito C5 del Progetto Tolomeo del 1991, percorso poi eliminato in occasione dell’aggiornamento del 2003 a causa delle cattive condizioni del sentiero del Cafariello. Nei pressi del suddetto corso d’acqua Iarito, che va a sfociare nel fiordo di Crapolla, ci si immette sull’Alta Via dei Monti Lattari che in questo tratto coincide con il sentiero comunale che conduce alla cappella di San Pietro e quindi a quella che una volta era una vera e propria marina di pescatori.
Pochissimi metri dopo aver passato la panchina panoramica della Guardia, appena scesi i primi dei circa 700 scalini di pietra che portano in riva al mare, inizia il tratto più accidentato del circuito che però ha il vantaggio di essere più o meno in quota, pur includendo brevi ripide salite.
Dopo
aver superato due valloni (Cuparo e Scrivanessa) si giunge in vista della
pineta del Monte di Monticchio e,
prima di raggiungerla, si devia a destra lungo la vic. Monti (CAI 355) che dopo 600m giunge
sulla rotabile via Spina.
Si procede
quindi fino a Caprile (unico attraversamento di strada principale) e quindi per
Calella e Canale con la sua nota sorgente e i suoi caratteristici lavatoi (foto a sinistra), tutt’oggi
in uso. Altri 500 comodi metri e si ritorna al punto di partenza!
Nel
corso delle ultime settimane, insieme ai miei amici Camminanti, ho percorso varie volte ed in entrambe le direzioni questi
sentieri provvedendo al tempo stesso a "disboscare" per quanto possibile, a segnare provvisoriamente il Cafariello (il cui tracciato, dopo l'incendio di qualche mese fa, non è di facile individuazione) e ad evidenziare bivio e prima parte del sentiero CAI 355 - Variante Spina.
Andando
incontro alle stagioni più fredde, tutto il circuito dovrebbe rimanere
praticabile ed evidente almeno per i prossimi 6 mesi ... approfittatene e, così facendo, contribuirete a mantenerlo battuto e pulito.
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giovedì 7 agosto 2014
Foto della Penisola Sorrentina - luglio 1927
Ho caricato le foto nell'album virtuale esattamente nello stesso (dis)ordine con il quale sono state incollate
in quello originale. Infatti si salta da un lato all'altro della Penisola e le riprese dal mare si alternano a quelle da terra.
Per due foto in
particolare (Sorrento dal Deserto e sulla strada da Marciano ...) mi sono preso la
briga di scattarne di simili e confrontarle. Nella prima c’è da notare la
discesa di Scutolo ancora priva delle cave, oltre alla differenza nel numero di
edifici.
La seconda foto dovrebbe essere stata scattata nei
pressi di Sant’Anna. Da quell'area anche oggigiorno non si vede il ponte di
Marciano (1961), ma il panorama è ostruito dall'ancora più moderno ponte
dell’Annunziata.
Ecco le principali altre
note (elementi scomparsi, imprecisioni o errori nelle didascalie, ecc.):
- Monticchio - si tratta invece della chiesa di Torca vista dal lato di Nula
- Nerano … - la rotabile non esisteva e c’erano solo la Torre e qualche edificio lungo il Rivo Iossa
- Punta di Baccoli - nel 1927 parte della Torre era ancora in piedi, ma pronta a crollare (vedi articolo)
- Santa Maria e torre … - si distingue la torre dell’orologio, sovrapposta alla torre rotonda del Castello
- Scoglio Vevara, … - trattasi dell’isolotto Vetara, i Faraglioni si intravedono sullo sfondo
- Costa presso … - per la precisione è Grotta Perciata, di fronte all’isolotto Isca
- Positano … - le case sul promontorio sono quelle di Vettica Maggiore (Praiano), a est di Positano
- Capo Sottile - è quello sullo sfondo, a destra. In primo piano Punta Sant’Elia e, in alto, la Malacoccola
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