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lunedì 3 ottobre 2022

Mappe aggiornate del Progetto TOLOMEO 2021

Un aggiornamento si è reso necessario a seguito dell’interruzione di via Li Schisani (itin. 16) a causa di uno smottamento e un altro è stato giudicato opportuno visto che il Comune di Massa non ha ancora messo mano alla segnatura degli itinerari di sua competenza, nonostante l’approvazione del progetto (31 marzo 2022). E non si hanno neanche notizie della “nuova cartina dei sentieri e dei percorsi massesi”, lavoro affidato il 18 maggio scorso (Det. 772) per sapere se tali percorsi saranno gli stessi del TOLOMEO o diversi.

Per il primo caso, i tecnici del comune di Sorrento hanno fatto interdire il transito lungo via Li Schisani e PenisolaVerde (responsabile del Progetto) ha prontamente provveduto a segnalare la chiusura sul sito www.sorrentowalks.com, con foto, e ad aggiornare sia la mappa generale che le mappe degli itinerari vicini che comprendono la zona dello smottamento. Fin quando non sarà riaperta la strada, si potrà aggirare l'interruzione utilizzando la ripida via Santa Maria del Toro fra via Crocevia e Nastro Verde, come rappresentato nello stralcio che segue.


Come detto, e come risaputo, dalla fine del 2021 sono in distribuzione 2 mappe ben diverse relative al Progetto TOLOMEO. Una nuova prodotta da Sorrento comprendente i 12 itinerari già segnati con nuova numerazione (dal centro verso sud per Massa, Monticchio e Sant’Agata e anche quelli per Sant’Agnello e Colli di Fontanelle) mentre l’altra comprende la suddetta area e si estende fino a Punta Campanella, includendo quindi Jeranto e Monte San Costanzo. Tuttavia, è necessario segnalare che non si tratta di mappa aggiornata, bensì della mera ristampa dell’edizione del 2018, 
quindi senza i nuovi itinerari con nuova numerazione. Considerata la situazione e che lo stallo probabilmente durerà ancora a lungo, ho adattato il foglio sud dell’ed. 2018 aggiungendo le parti iniziali degli itinerari che da Massa, Monticchio e Sant’Agata si dirigono verso Sorrento e Colli di Fontanelle, con codici e segnavia aggiornati. (stralcio esemplificativo in basso)


Ecco i link 
e i relativi QRcode per visualizzare e scaricare le suddette mappe, alle quali ho aggiunto anche quella del centro di Sorrento, con l’itinerario 11, Mura e Porte di Sorrento.

Nello stesso ordine ecco i 3 QRcode:

 

domenica 9 maggio 2021

Due aggiustamenti del sentiero CAI 300 fra Torca e Recommone

Si tratta di piccole variazioni fra Torca e Crapolla e fra l'Alta Via dei Monti Lattari e via Spina (CAI 355), accompagnate dal relativo aggiornamento dei segnavia, tese a semplificare il percorso ed evitare agli escursionisti deviazioni non volute ... verso l'ignoto.

 

Ieri con C. P.(icasso) siamo andati a sistemare la segnaletica orizzontale all’attacco del sentiero 355 (variante Spina) poco ad est della pineta del Monte di Monticchio. In anni recenti, a causa di segnature successive, i segnavia bianco/rosso del 300 apparivano su due tracce parallele, ma solo lungo la superiore gli escursionisti avrebbero trovato la “bandierina” di inizio 355 lì disegnata (foto sotto), prima del raddoppio del sentiero. 

Senza cambiare assolutamente niente dei sentieri, e con il beneplacito del CAI, adesso si trovano 3 bandierine 355 (foto sopra), un solo percorso bianco/rosso, il resto è solo rosso (e a breve, si spera, dovrebbe essere identificato anche come 57a del TOLOMEO 2021). I pallini rossi nello schizzo in basso indicano la posizione delle nuove bandierine (G ed I) lungo il 300, quella già esistente (K) si trova nel punto in cui le due tracce inferiori si uniscono e inizia la salita verso via Spina. Come si comprende guardando la scala, si tratta di poche decine di metri. ma specialmente in zone come quella è quanto mai opportuno sapere su quale percorso ci si trovi.

Per conoscere in dettaglio la situazione precedente è indispensabile andare a leggere il post di lunedì 7 ottobre 2019 Sentieri fra il CAI 300 e via Spinache definii “post lungo, da leggere con attenzione (se interessati); di quasi nessun interesse per i non escursionisti e non locali”. Qui riporto solo la mappa, la cui legenda si trova però nel testo di quel post.

Due settimane fa, invece, andammo ad aggiornare i segnavia del CAI 300 fra Torca e Iarito, come da accordi presi durante l’inverno con Presidente e vicepresidente della sezione di Stabia, responsabile di tutta la parte occidentale dell’Alta Via dei Monti Lattari. Anche in questo caso è importante ricordare qual era la situazione in precedenza. Dallo slargo antistante la chiesa di Torca si scendeva lungo una stretta stradina carrabile per poco più di 100m e all’incrocio (a T) si girava a destra verso Nula e dopo circa 250m di saliscendi, passando sotto un antico arco, si imboccava una stradina a sinistra che dopo pochi metri diventava un sentiero mal tenuto, stretto e quasi sempre ricoperto dalla vegetazione invasiva che creava non pochi problemi. 

 

Adesso, invece, dal suddetto incrocio a T, basterà seguire i 3 segnavia testuali in foto che indirizzano gli escursionisti lungo un percorso più comodo, più breve (350m contro i 500 dell’altro, fra i due cerchi rossi in mappa), congruente con la segnaletica testuale in foto e, soprattutto, sempre di facile percorrenza sviluppandosi tutto su fondo duro. Il nuovo tracciato torna a calcare il precedente subito dopo aver oltrepassato il rivoletto dove già da anni è presente anche una mattonella "artistica" che indica, a chi sale, la direzione per Torca, a ulteriore dimostrazione che quel percorso è stato sempre il più frequentato; fatto comprensibile avendo origine dal entro dell'abitato.

 

Nella mappa in basso il vecchio itinerario è indicato con puntini rossi. 

Approfitto di questo post per sottolineare che il sentiero CAI 344 è stato inglobato nel TOLOMEO 2021 con i seguenti codici:

  • da Sorrento a Sant’Agata è il 25 (verde)
  • da Sant’Agata a Crapolla sarà il 50 (blu), coincidente con il 300 fra Torca e Guardia (come già il 344)

venerdì 8 maggio 2020

MaraTrail Lubrense, praticamente alla portata di qualunque "camminatore"

Ed ecco un’altra proposta di MaraTrail ridotta (neanche 30 km …), molto più facile da realizzare rispetto alla già annunciata Amalfi - Colli San Pietro in quanto si tratta di un circuito e quindi non si sarà soggetti a trasporti fra partenza e arrivo. In effetti, più che di un circuito vero e proprio, si tratta di tre anelli che hanno due punti di contatto a Sant’Agata e Termini e quindi offrono anche parecchie possibilità di ridurre l’itinerario percorrendolo solo in parte.

Come evidenziato in mappa, la partenza avverrà da Massa centro e si salirà a Sant'Agata per il piacevole e mai troppo ripido percorso della Passeggiata Rurale, vale a dire via Bagnulo, Prasiano, Priora, Acquacarbone e Olivella. Chi vuole evitarsi questi primi circa 250 m di dislivello (e quasi 5 km di cammino), o anche chi ha trovato traffico venendo a Massa o chi si è svegliato tardi, potrà quindi aspettare a Sant'Agata il gruppo dei Camminanti e aggregarvisi per percorrere il Sentiero delle Sirenuse in senso antiorario, cioè via Nula, Torca, Monticello, Marecoccola, Pizzetiello (489 metri, sosta picnic), San Martino, pineta Tore, Pontone e rientro a Sant'Agata dove è prevista una breve pausa caffè, dopo aver coperto già 13,8 km, quasi metà percorso.
Nei 5 km successivi si procede lungo una serie di saliscendi senza alcuna salita degna di considerazione, scendendo dai 495m ai 324m di Termini e poi ancor più giù a Cercito (290m) da dove inizia l’ultima vera salita della MaraTrail, quella che porta al Vuallariello.
Si continua quindi percorrendo l’intero Giro di Santa Croce godendo di panorami a 360° e, dopo la deviazione d’obbligo fino alla cappella di San Costanzo, si torna a Termini e si prosegue per via Li Padri.
Giunti a Santa Maria, dopo aver già percorso 25,8km, a chi avrà ancora gambe e tempo si proporrà di tornare a Massa via Annunziata e San Liberatore (3,4km) … gli altri potranno accorciare per S. Aniello vecchio e Mortora percorrendo solo 1,3km.
Essendo molto facile da organizzare e meno impegnativa della Amalfi - Colli San Pietro, sarà probabilmente la prima MaraTrail del dopo-Covid, appena si potrà camminare senza mascherine e se i tempi (meteo e ore di luce) lo permettono. Sarà un buon allenamento per le successive scarpinate (ce ne sono altre oltre a quella già annunciata).

Anche se non ce ne dovrebbe essere più bisogno, si ricorda che per e MaraTrail vigono Decalogo FREE ed Eptalogo Camminanti.
Si sottolinea inoltre che la partecipazione è del tutto gratuita (in autosufficienza) sotto la propria responsabilità e che sono necessari abbigliamento e calzature adatte, con suola antisdrucciolo.
Si ricorda che i sentieri presentano fondo vario e spesso accidentato, salite e discese ripide, tante scale e brevi tratti esposti.

lunedì 7 ottobre 2019

Sentieri fra il CAI 300 e via Spina

post lungo, da leggere con attenzione (se interessati);
di quasi nessun interesse per i non escursionisti e non locali

Questa zona, per quanto bella e panoramica, ha sempre sofferto della mancanza di sentieri chiari e comodi essendo spesso invasi da vegetazione. A ciò si aggiungano i periodici incendi, qualche crollo di murecina e piccoli smottamenti e si capisce perché la traccia è stata variata più volte e si incontrano segnavia "dimenticati", per anni coperti dalla vegetazione. 
Nelle ultime settimane, fra ricognizioni (CAI 300 da Recommone alla Guardia) segnatura provvisoria Cafariello, pulitura e disboscamento avevo percorso più volte i sentieri in oggetto con i soliti amici scoprendo ogni volta alcuni punti potenzialmente ingannevoli. 
Proprio nel corso dell’escursione “inaugurale” del circuito dell’Isca di venerdì scorso notammo l’esistenza di due tratti di sentiero di poche decine di metri, paralleli ed entrambe segnati. Sembrerebbe una sciocchezza ma non lo è affatto in quanto da quello più a monte ha inizio la bretella per via Spina ... chi imbocca quello inferiore salta il bivio e lo cercherà (inutilmente) più avanti. Ciò ha spinto Ludovico (che partecipò all’escursione) a commentare il mio post scrivendo:

Prestare attenzione in alcuni tratti (di fronte l'Isca e prima di raggiungere il sentiero 355) a causa della presenza di segnatura CAI a volte fuorviante. La camminata odierna ha anche evidenziato ancora una volta (coppia di escursionisti stranieri un po’ disorientati, incontrati nei pressi di Guardia, provenienti dai Colli di San Pietro, ed accodatisi al ns gruppo per raggiungere Spina) che per queste attività non ci si può affidare esclusivamente al proprio smartphone e/o gps in quanto anche percorsi apparentemente poco insidiosi possono rivelarsi particolarmente ostici se non ci si è preliminarmente ed adeguatamente documentati e preparati. (Ludovico Mosca)
Considerato che già mi ero accorto che il CAI 355 non corrispondeva alla bretella proposta vari anni fa (sulle mappe dal 2014) per lasciare il CAI 300 ed evitare la bruttissima discesa a Recommone, per cercare di fare chiarezza ieri pomeriggio ho convocato i volontari e siamo andati a fare un sopralluogo accurato, per quanto possibile.

Siamo partiti dalla curva di via Spina (A) da dove partono entrambe i sentieri e abbiamo scelto di scendere seguendo i pallini rossi usati come segnavia per questo tratto del CAI 355. La prima parte è in fondo duro, rotabile e segue la vicinale Monte per quasi 200m fino ad uno slargo (B). Qui c’è la prima discrepanza: la traccia gps fornita dal CAI segue la vicinale (poco chiara e ripida fra gli ulivi) mentre i pallini seguono uno stradone sterrato privato per poi ricongiungersi poco dopo il secondo tornante (D, foto d’insieme 1). Prima di giungervi (foto d’insieme 1), al punto  C si presenta la possibilità di un altro errore in quanto ci sono due frecce rosse (evidenziate con linee gialle nella f.2) che indicano di proseguire lungo lo stradone, ma verso l’esterno della curva su una pietra (f. 3) c'è una freccia rossa (più fresca) insieme con un pallino. Lo stradone largo termina poche decine di metri più in basso e può valere la pena per percorrerlo solo per approfittare della bella vista verso la baia di Nerano con Mortella, i Tre Pizzi e Monte San Costanzo sullo sfondo.
    

Di qui in avanti il tracciato con i punti rossi (apposti in numero sufficiente) coincide con la traccia gps e prosegue con andamento irregolare fino ad entrare nella valletta del rivolo, dove si trova la baracca E.
Poco prima di scendere nella stretta gola, fino a una dozzina di anni fa c'era un passaggio che costeggiava il rivolo a sinistra e giungeva presso le scalette M, sulla dir. F della vic. Monte ma si passava sempre con difficoltà a causa dei rovi. Con la sistemazione (si spera definitiva) di detta derivazione il tratto che segue (tanti anni fa segnato in verde) serve da collegamento con il CAI 300, passando attraverso la pineta.
L'innesto di questa traccia sul 300 non è segnalato chiaramente (non ho visto la classica bandierina bianco/rossa con numero del sentiero) e le tracce gps si incrociano riportando il termine del 355 più a valle del 300. Ciò deriva probabilmente dal fatto che effettivamente esistono due percorsi paralleli e che, a seconda della meta successiva, gli escursionisti tendono a girare in anticipo a destra o sinistra. Comunque, la differenza è poca e solo chi dal percorso principale volesse arrivare alla Spina potrebbe avere minori possibilità di notare i primi pallini rossi.
    

Tornati su traccia unica e procedendo verso est, dopo un centinaio di metri troviamo il bivio ingannevole G. In questa direzione è più difficile imboccare distrattamente la traccia di valle (foto sopra a sx), al contrario dell’altra estremità (I) dove i segnavia di monte, come si vedrà, sono poco evidenti. Questo, come anticipato è un problema non da poco in quanto il punto in cui abbiamo segnato la bandiera di inizio della variante Spina 355 (autorizzati dal CAI Stabia) si trova sulla traccia superiore lungo la quale ci sono segnavia un po' sbiaditi. Al centro di quella inferiore ce n’è invece uno fresco (H, sopra a dx). 
   

Chi procede verso Recommone, se non vede freccia rossa e segnavia sbiadito (quasi occultati da un cespuglio, foto sopra) al punto I, probabilmente imbocca il percorso più in basso e sarà rassicurato nel vedere il segnavia H e, ovviamente, chi prenda la traccia bassa (anche nell'altra direzione) non troverà il bivio mostrato nella foto in basso (K). La traccia gps fornita dal CAI sembra passare a monte.

Fatta questa dovuta descrizione oggettiva preventiva, passo ai problemi da risolvere:
  1. si dovrebbe decidere in via definitiva quale collegamento fra la pineta del monte di Monticchio e via Spina si voglia evidenziare, la vicinale Monte più un tratto in proprietà privata prima di giungere nella pineta demaniale o la sua derivazione F (tutta pubblica e negli ultimi anni sempre manutenuta) e poi, in qualunque caso uniformare andamento della traccia gps, segnatura al suolo e evidenza sulle mappe. In ultima analisi, potrebbero anche rimanere entrambi segnati, ma si dovrebbe fare una netta distinzione
  2. eliminare i percorsi doppioni paralleli che, guarda caso, si trovano in prossimità delle due suddette bretelle. Nel caso si optasse per il tratto basso I-K, si dovrà spostare necessariamente la bandierina inizio sentiero appena apposta. In qualunque caso, si dovrebbero cancellare o coprire i segnavia (vecchi o recenti che siano) dei tratti “dismessi” e rinforzare la segnatura in corrispondenza dei bivi.
  3. resta da risolvere il problema delle frecce rosse che talvolta sono utili in quanto rafforzano le indicazioni CAI, ma in altri casi sono assolutamente fuorvianti. Per esempio, quella accompagnata dalla sigla VIS (non apposta da me e non penso che si riferisca a me, anche se molti lo pensano) ben visibile su una roccia in alto (J), nei pressi dell'uscita dal vallone detto Scrivanessa (ma dovrebbe essere Comunaglia). Non ho avuto ancora modo di controllarla ma suppongo che conduca direttamente alla baracca (L).
Scusate per le foto, scattate con cell e con cielo nuvoloso. Ho ricontrollato il testo, ma qualche errore può sempre scappare. Sarò grato a chi me ne volesse segnalare.

sabato 20 luglio 2019

Farfalle e divagazioni, anche classiche

Sembra che ogni settimana appaia una nuova (per l’anno in corso) specie vistosa. Dopo il Podalirio e il Macaone, ieri sempre nelle stessa area di Monte San Costanzo, svolazzavano tante Vanessa Atalanta (Nymphaldae).
A parte questa novità, l’uscita non è stata particolarmente soddisfacente a causa del vento sostenuto che faceva ondeggiare in modo irregolare piante e fiori e, penso, non era neanche tanto gradito alle farfalle. Le indisponenti Vanessa, non trovavano pace e, forse per avere un appoggio solido e sicuro, non oscillante ad ogni minima raffica, si sono venute a posare più volte sulla mia spalla o sul braccio, dove era ovviamente impossibile fotografarle. Il fatto mi ha fatto sentire come Taddeo (Elmer J. Fudd, il cacciatore di Looney Tunes) quando Bugs Bunny o Daffy Duck si piazzano sorridenti sulla canna del suo fucile! 



Comunque, ne ho approfittato per addentrarmi in un roveto seguendo una Megera (Pararge megera, una farfalla - foto sotto a sx-, non una donnaccia e tanto meno un essere mitico), chissà per quale colpa si è meritata tale nome, non certo lusinghiero. Questo è estratto da quanto riportato dal vocabolario Treccani
... una delle tre Furie (latine) o Erinni (greche) della mitologia classica. Per antonomasia, donna di carattere aspro, litigioso e violento, per lo più brutta e vecchia, o fisicamente malmessa.
Essendo certo dell’origine mitologica del termine e volendo soddisfare la mia solita innata curiosità, sono andato a verificare a quale gruppo appartenesse MegeraInsieme con le altre due (Aletto e Tisifone) in origine erano nuvola tempestosa apportatrice di malattia e di morte; in seguito, punivano chi violava l’ordine morale e, specialmente nelle tragedie classiche greche, vendicavano i delitti di sangue.
  
     

In una delle poche zone riparate dal vento mi sono anche imbattuto in alcuni degli ultimi Dianthus rupicola (garofanino di scogliera o delle rupi, foto sopra a dx) ancora in perfetta forma, la maggior parte erano già appassiti o addirittura secchi già un paio di settimane fa.
Tipico caso della mia tanto amata serendipity è stato il summenzionato inseguimento della Megera in quanto mi ha portato in un appezzamento, mai raggiunto in precedenza, dal quale ho potuto osservare un affascinante esemplare di pino (Pinus sp.), solitario e dal portamento abbastanza insolito, al lato di un vecchio fico (Ficus carica) inselvatichito, almeno a giudicare dalla grande, fittissima chioma. 
Come si vede da questa foto, sembra quasi di trovarsi in una savana e non sulla cima di un colle calcareo, a quasi 500m di quota e a meno di un chilometro dal mare, sia a NW che a SE.

domenica 7 luglio 2019

Due mattine a caccia di farfalle e giovedì ricominciamo a camminare(?)

Il caldo (e l’umidità) consigliano di non andare troppo in giro e, a chi come me pur avendo tempo non riesce a stare troppo a casa o a non far niente steso al sole in riva al mare, non resta che effettuare solo brevi uscite finalizzate ... nel mio caso le macro sono un’ottima scusa.

Quest’anno la fioritura è stata relativamente breve e, al momento, le mie “prede” più ambite sono le farfalle, che per fortuna mi sembrano più numerose del solito. L’anno scorso si vedevano abbastanza Macaone (la specie più grande in Europa), quest’anno non se ne vedono quasi, in compenso sono apparsi i Podalirio (foto sopra; per apertura alare secondi solo ai Macaone), che non erano ancora nel mio “carniere”, e ce ne sono altre che ho avvistato o fotografato in modo insufficiente (come questa Pontia daplidice, Pieridae), il che mi "costringerà" a tornare sul Monte.
Nel corso di questo week-end sono andato due volte su Monte San Costanzo / Santa Croce e sono tornato con varie decine di scatti decenti, di numerose differenti specie di farfalle, un fiore e un ragnetto come quello beccato lunedì scorso (foto sotto). 
   
In settimana le massime dovrebbero tornare stabilmente sotto i 30° e quindi si potrà ricominciare a camminare piacevolmente. Giovedì sembra essere al momento il giorno più adatto per un'uscita mattutina, probabilmente un semplice Giro di Santa Croce, sperando che nel frattempo alcuni tratti del percorso siano stati effettivamente "disboscati" e ripuliti come il sentiero della sella di San Costanzo (foto sotto). 
In questi tre album Google Foto trovate un'altra quarantina di macro:
domenica 7 (16)    *   sabato 6 (16)   *   lunedì 1 (9)  


lunedì 17 giugno 2019

MaraTrail di Agerola ... tanto tuonò che piovve!

... in senso lato, quello della famosa frase attribuita a Socrate. Dono tanti rinvii, spostamenti, cambi di programma e di itinerario per ottimizzare il percorso in base alle condizioni meteo, finalmente abbiamo portato a termine una ennesima più che soddisfacente MaraTrail.

Gruppo contenuto (una dozzina) composto da camminanti allegri e rispettosi del Decalogo FREE, nessun lamentoso nonostante il caldo (ma certamente molto meno di quello sofferto a quote più basse) e qualche tratto in vegetazione densa con qualche ortica e qualche pianta spinosa), tutti autosufficienti e indipendenti, nel senso che sapevano anche allontanarsi un po’ senza i vari aspettatemi ...
Un bel gruppo, molto eterogeneo anche se c'è da sottolineare, per l'ennesima volta, la totale assenza di "giovani" ... le età erano tutte comprese fra i 45 e 65. 
In pratica abbiamo percorso circa 24,5km, rinunciando alla ripida ascesa al Catiello (alle 17 faceva ancora caldo e quel versante è tutto esposto al sole), lasciando il sentiero CAI 351 per andare al monumento eretto lungo i  pendii di Monte Carro, nel luogo dove nel 1947 cadde un areo svedese (17 soldati morti), verificando ancora una volta la Bretella FREE (fra i sentieri CAI 329a e 329d) e poi allungando il percorso con la ricerca di un vecchio bypass di quasi 2km, un sentiero pressoché abbandonato che aggira a sud Colle Sughero, quasi un chilometro in più che però fa risparmiare una salita e una discesa non comodissime.
Resta il rimpianto della visibilità non delle migliori per buona parte della mattinata (vedi foto in basso), che ci fornisce però un buon motivo per ripetere il giro, casomai in una bella giornata di grecale.

Album con una quindicina di foto (incluse queste del post)
In attesa della prossima MaraTrail, ricodo a tutti che stasera inizia il VII Campionato Mondiale di Barracca 'o Rutunniello

mercoledì 12 giugno 2019

Due MaraTrail: logistica Agerola e anticipazioni Faito - Amalfi

Considerata la facilità e la (relativa) breve distanza di questa MaraTrail di Agerola, ce la prenderemo con calma. L’unica parte impegnativa è quella dell’ascesa al Catiello, che però è facoltativa.  
Quindi partenza alle 10.00 dal traforo, accertandoci dell’arrivo del bus delle 8.50 da Castellammare (previsto per 9.45). Camminando ad una comodissima media di 3km/h, il percorso reale sarebbe coperto in meno di 8 ore e, anche considerando 1h30’ di salita e discesa lungo i ripidi pendii del Catiello, dovremmo essere a Bomerano entro le 19.30.
Chi deve rientrare in bus dovrà però considerare che l’ultima corsa per Castellammare è alle 19.10.
Come già anticipato, chi volesse interrompere la camminata potrà farlo praticamente in qualunque momento considerato che ritornare a valle è possibile quasi dovunque, in meno di un’ora.
Il bar all’uscita del traforo è il primo e ultimo punto di ristoro “civile”, poi si dovrà attendere fino all’arrivo a Bomerano. Tuttavia, dopo aver percorso una dozzina di km, incontreremo due sorgenti per rifornirci d’acqua. Indispensabile portarsi qualcosa da mangiare.
Quelli che non hanno fretta potranno prendere in considerazione una pizza conviviale a Bomerano.

Forniti i dettagli della MaraTrail di Agerola, passo a alla MaraTrail Faito - Amalfi, il cui programma è già in fase molto avanzata. Nella precedente edizione del 2011, dopo la dozzina di km più o meno obbligatorio fino a Monte Rotondo (via Palmentiello), si andava fino ai piedi del Cerreto per poi scendere via Ravello e Atrani. Per questa edizione propongo invece di andare a Santa Maria dei Monti, scendere a Campidoglio via Scalandrone, per poi percorrere il sentiero di mezza costa della Valle delle Ferriere, vale a dire Pellagra, Fica'a Noce, Tavernate, Pogerola. In questa frazione di Amalfi, ci ripuliremo e, avendo tempo, potremo gustare un aperitivo prima della facile e piacevole discesa ad Amalfi lungo le rampe dell’antica strada lastricata.
 
   

Logistica
Il percorso rispetto alla precedente edizione è leggermente ridotto (circa 26km) ed in linea di massima in gran parte scorrevole anche se le discese di Palmentiello e Scalandrone non sono da sottovalutare. Se tempo e tempi lo consentiranno, decideremo al momento di includere una deviazione dal 351, salendo al Castello di Scala (CAI 301) e tornando sul 351 via Punta delle Castagne; detour indubbiamente spettacolare, forse non per tutti ... ma resta comunque la possibilità di continuare a procedere sul 351 e ritrovarsi nei pressi dell'incrocio di Campidoglio prima di entrare nella Valle delle Ferriere.
Itinerario vario e affascinante, attraverso ambienti molto diversi, fra boschi, prati, scale, ruderi, prati, vertiginose falesie e ruscelli. Pur essendo vero che il dislivello negativo sarà di 1.000 metri superiore a quello in salita, è bene ricordare che i saliscendi non mancano e che tanta discesa a fine giornata si fa sentire, soprattutto sulle ginocchia.
Per chi non lo sapesse, fra Faito ed Amalfi il percorso stradale più breve è di circa 50km via Positano (tanto traffico), un poco migliore ma più lunga (quasi 60km) la soluzione via Gragnano e Agerola ... certamente non conviene portare auto a nessuna delle estremità; quindi cercheremo di sfruttare nel miglior modo possibile i trasporti pubblici, ideali per le lunghe traversate.
La migliore soluzione che ho trovato è quella della salita al Faito da Vico Equense con il bus delle 9.40 (treno 9.07 da Sorrento), per cominciare a camminare dal bivio Lontra verso le 10.15. Se ce la vorremo prendere con calma e cenare senza fretta, ritorneremo in Penisola Sorrentina con il bus delle 23.00 da Amalfi (ultima corsa, solo feriale); se invece ci spicciamo potremmo prendere il penultimo bus delle 21.20.
Al momento siamo orientati su un giorno infrasettimanale, le date possibili saranno comunicate dopo la MaraTrail di Agerola.
   

domenica 9 giugno 2019

MaraTrail del 16 giugno, ulteriore cambiamento: Agerola

In sostituzione della MaraTrail dal traforo di Agerola a Termini, sconsigliabile per il calore, ho pianificato una III ed. della MaraTrail di Agerola con un percorso che si sviluppa per l’85% oltre i 950m di altitudine e per gran parte in bosco, ma con tanti punti panoramici (vedi foto). Dopo essermi consultato anche con Matteo FREE (che ha approvato in toto), abbiamo anche ipotizzato una piccola deviazione fino alla lapide in memoria dei 21 soldati svedesi deceduti il 18 novembre 1947, nello schianto del loro aereo su Monte Carro, a quota 1.138 m ... storia poco conosciuta e luogo ancor meno frequentato.

Le salite sono ben suddivise e mai lunghe pur accumulando un dislivello complessivo di circa 900m. L'unica salita impegnativa è quella di Monte Catiello (1.383m), terza cima dei Monti Lattari, ma è facoltativa. Infatti, questa ripida ascesa (+305m in 750m, pendenza media circa 40%) è un tratto del sentiero CAI 323e, quindi si tratterà di un a/r e pertanto ciascun camminante potrà percorrerne quanto vorrà o anche non intraprende assolutamente l’ascesa ed aspettare gli altri in un qualunque punto del tratto successivo, il Capo Muro - Monte Tre Calli (CAI 329). Inoltre, il percorso “contorto” permette di ridurre la distanza complessiva in più occasioni, per esempio passando a sud del Cervigliano.


Questo è l'itinerario di massima (adattabile in corso d’opera come da prassi FREE):
traforo di Agerola, Monte S.Angelo, Imbarrata, belvedere Mustaculo-Castello, S. Maria dei Monti, Monte Candelitto, Cervigliano versante nord, Acqua Fredda (sorgente), Acqua di San Giuliano (sorgente), Parate, Crocella, Capo Muro via bretella FREE, (possibile extra Monte Catiello, ognuno arriva fin dove vuole o si avvia al Tre Calli), Monte Tre Calli, Bomerano.

    

Poco dopo aver completato metà percorso, i partecipanti troveranno due provvidenziali sorgenti di acqua freschissima (Acqua Fredda e San Giuliano) a distanza di meno di un chilometro una dall'altra.

Logistica
  • trasporti autonomi fino al traforo
  • cercheremo di organizzarci per portare qualche auto a Bomerano
  • stiamo ipotizzando una pizza finale conviviale.