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martedì 31 marzo 2020

Compango asturiano, fabada asturiana e … garbanzas canarias

Dopo vari giorni di dieta stretta per lo più a base di verdure e legumi, ho deciso di concedermi un bel piatto di garbanzas (nella foto in basso quello di Casa Tata), tipica zuppa canaria di ceci, molto ricca e saporita, già menzionata più volte visto che è uno dei miei piatti preferiti. Avendo bisogno di molti ingredienti in piccole quantità (cucinando solo per me stesso) ho dovuto rinunciare a qualcosa e adattarmi al compango che si trova nei supermercati (vedi seconda foto).

Il compango asturiano è un misto di carni suine salate e/o affumicate indispensabili per la corretta preparazione della fabada (acquisito fra i piatti nazionali spagnoli) e altre pietanze tradizionali della Spagna del nord a base di legumi e verdure come il pote asturiano, il cocido lebaniego e il cocido montañés, ma tale combinazione è utilizzata in tanti altre regioni e anche alle Canarie per preparare garbanzas. I tre componenti base sono morcilla, chorizo e tocino, ma possono essere aggiunti costillas, testa, ecc.
La morcilla asturiana si presenta come una salsiccia molto scura, dal sapore molto deciso (soprattutto affumicato) e fa parte della famiglia dei sanguinacci (insaccati, non quello dolce napoletano). Si prepara a caldo e gli ingredienti principali dell’imbottitura sono: sangue di maiale, cipolla, tocino e pimentón (misto di spezie simile all’ajì latinoamericano e la paprika ungherese). Deve essere bucata prima di cuocerla, altrimenti “esplode; il suo sapore è quello prevalente.
Anche il chorizo asturiano ha un sapore deciso ed è affumicato; si tratta una salsiccia semisecca di carne di maiale che viene condita con aglio e molto pimentón che conferisce il caratteristico colore rosso.
Il tocino è simile alla nostra pancetta tesa o al bacon, ma in Spagna si usa per lo più a pezzi e non a fette e i tipi più comuni sono il salato e l’affumicato.
Vediamo ora (in linea di massima) come si prepara un piatto di garbanzas.
Comincio con il ripetere che in spagnolo i ceci si chiamano garbanzOs, mentre con il termine garbanzAs ci si riferisce alla tipica zuppa di ceci molto popolare in tutte le isole Canarie, specialmente nelle tascas e nei guacinches. Dati i suoi vari ingredienti, è un piatto che risulta difficile da preparare per una o due persone e, al di fuori delle Spagna, è anche quasi impossibile trovare tutti gli ingredienti giusti. Come ogni ricetta tradizionale ci sono molte varianti ed ognuno ha la sua ricetta di famiglia. Oltre agli ovvi ceci, sono indispensabili vari pezzi di carne di maiale (3 dei quali si possono comprare insieme compango se si vuole semplificare …) quali tocino e costillas (pancetta e costine, si preferiscono quelle salate) e chorizo. Facoltativi sono la morcilla e il piede di maiale (manita de cerdo). I ceci e le carni salate si mettono in ammollo separatamente e dopo varie ore (di solito una nottata) si mettono a cuocere a fuoco lento in abbondante acqua garbanzos e costillas, nonché le eventuali manitas. Le altre carni (tocino, chorizo ed eventuale morcilla) si aggiungono dopo una mezz’oretta.
Nel frattempo, si prepara la cosiddetta fritura, vale a dire un trito di aglio, cipolla, pomodori pelati e senza semi, peperone (tutto in pezzi piccoli) soffritto in olio d’oliva. Tolta la padella dal fuoco si aggiunge il quasi onnipresente pimentón e poi si aggiunge ai ceci insieme ad una foglia di alloro ed eventuali spezie come azafrán o cumino. Infine, si soffriggono delle patate tagliate a tocchetti e si aggiungono al tutto quando i ceci saranno quasi cotti in modo da addensare il piatto. A fine si separa la carne dalle ossa (manitas e costillas), si taglia a pezzetti e si mette di nuovo nella pentola. 
Tutti i puristi tinerfeños garantiscono che è una di quelle pietanze da gustare il giorno dopo averla preparata … ed è proprio così, si nota la differenza!
Concludo con poche parole in merito alla fabada asturiana (foto sopra) e anche in questo caso è necessaria una precisazione linguistica. Le fabas sono i fagioli che in Italia sono venduti come bianchi di Spagna; le fave si chiamano habas. Quindi, se ordinate una fabada, non vi meravigliate quando vi serviranno un piatto a basa di fagioli e non di fave.
Ci sono due differenze sostanziali con fra fabada e garbanzas: i fagioli non devono mai essere smossi in quanto (essendo più delicati dei ceci) si romperebbero e le carni (seppur cotte con tutto il resto) si servono in piatto separato. I puristi asturiani, inoltre, non aggiungono alcuna spezia e neanche la foglia di alloro.

venerdì 15 dicembre 2017

Sopa de berro, chicharrones e gofio

Cibi molto tradizionali con ingredienti normalmente poco comuni (glossario in calce)
Ieri a pranzo la prima pietanza citata (e quindi suggerita) da Tata è stata sopa de berro e, visto che non l’avevo ancora mangiata durante il corrente soggiorno canario, non ho neanche chiesto cos’altro avesse preparato. 

la foto mostra la sopa con a sx gofio e il alto i chicharrones; nel piatto si vede il cucchiaio per mangiare e la forchetta per mischiare il gofio senza lasciare grumi
Mentre decidevo in merito alla quantità da richiedere a seconda di se e cosa volerci abbinare (come tutte le sopas tradizionali, la porzione intera può benissimo considerarsi un piatto unico visto che include una varietà di pezzi di carne e talvolta legumi e/o patate) Tata mi ha comunicato che c’erano anche i chicharrones, dei quali avevamo parlato a lungo la sera precedente (in un guachinche in collina, davanti a enormi porzioni di secreto e churrasco), da non confondere con i chicharros (Trachurus trachurus, sugarelli) comunissimi pesci che qui per lo più si friggono. 
I chicharrones sono considerati uno snack (para picar) e quindi, non essendo troppo “impegnativi”, li ho aggiunti ad una porzione completa di sopa, ma ricordate che nessuno dei due si trova nei “normali ristoranti per turisti” ...
Con l'autorizzazione di Tata ho aggiunto “generosamente” il mio peperoncino extrapiccante e su suo suggerimento anche vari cucchiai di gofio de mezcla che andava ad addensare la parte liquida. Oltre all’ovvio berro, c’erano anche patata, cipolla, aromi vari e il solito assortimento di pezzetti di carne di maiale dal tocino, alla costilla e alla oreja.
Di mia iniziativa (approvata) ho anche messo gli ultimi chicharrones direttamente nella minestra, ottima combinazione!

GLOSSARIO
gofio = farina di cereali tostati, può essere si solo grano o misto (de mezcla) combinando diverse proporzioni si mais, grano, orzo e perfino legumi. Ne parlai ampiamenteinsieme con i chicharros, in un post specifico. Tata si serve direttamente dal molino (quindi è sempre fresco) e predilige quello di mais, grano e farina di ceci (garbanzos
berro = crescione d'acqua - Nasturtium officinale - pianta della famiglia delle Brassicaceae, aka Crucifere
guachinche = locale tipico di Tenerife, molto vagamente assimilabile al concetto di trattoria di agriturismo, dove si servono cibi tradizionali  accompagnati da vino proprio. Spesso si tratta di ex depositi agricoli, quindi di una stanza enorme, con soffitto alto, difficile da riscaldare (pur trovandosi a Tenerife può far freddo trovandosi anche a 1.000m di quota), molti risolvono il problema con il vino. Quelli “originali” si trovano fuori centro abitato ed aprono solo la sera, una volta terminati i lavori in campagna e /o con gli animali
chicharrones = cotica di maiale fritta, si trova quasi ad ogni angolo di strada in Messico ed in America Centrale, ma è comune in tutto il mondo latino (nella foto a sx, esposta in pezzi grandi nella vetrina di una macelleria di Ciudad de Mexico)
secreto = taglio pregiato del maiale, di solito “iberico”, quello scuro, lo stesso utilizzato per produrre i famosi (e carissimi) jamon. Lo trovate anche nei migliori ristoranti sia spagnoli (secreto de cerdo iberico) che portoghesi (secretos de porco preto)
churrasco = carne alla brace, per lo più marinata. In ogni paese latino è preparato in modo diverso, con carni diverse
tocino = pancetta fresca stesa, simile al bacon
costilla = costine, tracchiulelle, spuntature, puntine, tarachelle
oreja = orecchio