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sabato 11 aprile 2015

Foto macro e identificazione specie

Nonostante il brusco (per fortuna temporaneo) abbassamento delle temperature, la fioritura primaverile procede al meglio, avvantaggiandosi anche dell’inverno piovoso e mai troppo freddo. Ne sto approfittando per andare ad effettuare brevi sortite mirate, visitando ogni volta un’area diversa e cercando di fotografare quante più specie in fiore possibile. Ne sto individuando anche di nuove (per me) che quindi non comparivano neanche nella vecchia versione di www.meditflora.com, quando gestivo io il sito. Infatti, avendo nuova macchina fotografica e obiettivo macro (come molti visitatori abituali sapranno o avranno notato), ora mi soffermo spesso a cercare specie meno appariscenti di quelle che quasi tutti notano e molti conoscono. Cerco anche di mostrare particolari difficilmente notabili a occhio nudo, sfruttando le possibilità di ingrandimento dell'immagine come nei casi delle due seguenti foto.
   
Per portare un altro esempio, nella foto in basso è evidente il margine del labello (molto ingrandito) di una Ophrys e se ne percepisce la vera forma. Osservatori poco attenti spesso pensano che sia pieno e non sottile e concavo (o convesso a seconda dal punto di vista).

Non avendo approfondito l’argomento in passato, ce ne sono molte a me sconosciute e spesso non riesco neanche a inquadrarle in una determinata famiglia. Per quanto possibile, e cercando di evitare di fornire nomi errati, alle foto che pubblico regolarmente su Google+ aggiungo i dati di cui sono abbastanza sicuro. Quindi troverete nomi seguiti da (?) o semplici indicazioni della famiglia o gruppo di appartenenza. Non essendo naturalista e tantomeno botanico e, checché se ne dica, neanche presuntuoso sarò estremamente grato agli esperti che vorranno segnalare errori o identificazioni che sono in grado di fare, sono altresì graditi suggerimenti o segnalazioni di esemplari simili in altre zone. Basterà inserire un commento alla foto in questione indicando tutte le informazioni opportune ed io (appena letto l’avviso che ricevo per ogni attività esterna sul mio account) provvederò ad aggiornare i dati di conseguenza.
Nel carniere fotografico di ieri c’è la violacciocca (Matthiola incana) che fra poco sfiorirà, un cespuglio di Lithodora rosmarinifolia, tante Fabaceae che non sono in grado di determinare (alcune minuscole), una Ophrys (orchidea), Muscari comosum (cipollaccio o lampascione) in varie fasi di fioritura, e altro.
Ho sempre sostenuto, e continuo a farlo essendo più che convinto, che avere almeno un’idea di ciò che ci circonda (piante, animali, luoghi, opere dell’uomo e via discorrendo) contribuisce a rendere una qualunque passeggiata molto più gratificante. 
Tutti gli album di foto macro sono elencati in questa pagina
http://www.giovis.com/macro.htm

martedì 24 marzo 2015

www.giovis.com, tutto in un solo sito

Continuando nell’opera di ottimizzazione del mio sito sorico www.giovis.com, dopo aver inglobato alcuni mesi fa i contenuti degli altri miei domini giovistravels.com (foto di viaggio) e maratrail.com (MaraTrail e Trek), ho ora aggiornato la home page rendendola, spero, di più facile lettura.
Pur lasciando la struttura di base sostanzialmente invariata, per facilitare agli utenti abituali l’immediato accesso alle pagine, ho sistemato a sinistra i link alle sezioni meno dinamiche (descrizioni sentieri, cartine, video, …), evidenziate da icone molto facilmente comprensibili affiancate dai titolo in chiaro.
   
Nella colonna di destra ho invece raggruppato i 3 banner che indirizzano alle pagine che più frequentemente aggiorno: Blog, Macro, Viaggi. Sotto ciascuno di essi ci sarà anche la data dell’ultimo aggiornamento in modo che ognuno possa immediatamente sapere se ci siano novità. In calce ad essi, inoltre, ho spostato dal fondo pagina il banner di Meditflora, sito gestito dal naturalista Nando Fontanella che lo aggiorna con continuità.
 

 
Ma la vera novità è la creazione dello spazio centrale nel quale pubblicherò (come chiaramente scritto) News e Avvisi, praticamente quello che negli ultimi tempi facevo postare su FB Camminate. Scorrendo le tre attualmente presenti è abbastanza evidente che le notizie saranno sempre concise e ove sorgesse la necessità di integrarle con foto o testi più lunghi questi saranno inseriti in apposite pagine o in post sul Blog, chiaramente linkati.
In conseguenza di ciò la pagina FB Camminate, pur non chiudendo, sarà aggiornata molto raramente, solo in caso di eventi importanti o di necessità.
Pertanto, gli internauti interessati alle mie pagine hanno ora la possibilità di essere aggiornati su qualsiasi attività (blog, foto, cartine, macro, video, ecc.) andando solo e semplicemente alla homepage www.giovis.com e di lì poi proseguire a loro piacimento nel caso trovassero qualcosa di nuovo o di interessante. 
Chi frequenta unicamente sezioni specifiche, oltre ovviamente ad inserire fra i preferiti la pagina in questione, ha anche la possibilità di registrarsi su uno o entrambi i miei account Google+, indicati in calce alla colonna di sinistra, a seconda che sia interessato ai nuovi album di foto e video o ai post di Discettazioni Erranti e agli archivi di foto degli anni scorsi. 
Al momento pare che tutto funzioni, tuttavia sarò grato a chi volesse segnalarmi link interrotti o errati.

martedì 28 ottobre 2014

www.giovis.com … tutto in uno

Come vari di voi si saranno già resi conto ho spostato i miei siti www.giovistravels.com (con circa 15.000 foto di viaggio) e www.maratrail.com (con cartine, profili e foto dei Trek e delle MaraTrail) interamente all'interno di www.giovis.com e sto provvedendo a caricare molte delle foto in album Google+ per una più facile visione.
Nella schermata iniziale, rinnovata e ridotta rispetto alla precedente, ho provveduto a inserire tutti link necessari a vista e ho anche aggiornato lo slide-show inserendo foto significative per illustrare i vari contenuti del nuovo sito. Non ci sarà quindi bisogno di scorrere la pagina per accedere alle vecchie homepage dei due siti (rimaste pressoché invariate) e anche al Blog Discettazioni Erranti con i link evidenziati da banner.
 
La vecchia pagina che includeva gli elenchi dettagliati dei percorsi descritti, cartine e video, è ora la quella iniziale del settore ESCURSIONI E PASSEGGIATE (sfoltita di quanto non pertinente).
Nel box al di sotto di questo link testuale si trovano quelli per accedere a:
  • videoclip (tutti)
  • canale YouTube
  • canale Vimeo
  • Google+ account 1 (nuove foto)
  • Google+ account 2 (foto spostate da giovistravels e maratrail)
  • pagina che raccoglie articoli, libri, download e altro

Nei box a destra, in alto segnalo i nuovi file, album e post e in basso ci sono i link a www.meditflora.com e alla pagina FB Camminate.
I siti giovistravels e maratrail, attualmente vuoti, rimarranno attivi per qualche altro mese e durante questo periodo chi vi accede vi troverà la comunicazione della chiusura e vari link sia a www.giovis.com sia alla nuove pagine iniziali del sito (in giovis).
Pensando di aver fatto cosa gradita a vari frequentatori dei miei siti (almeno a quelli che si lamentavano della dispersione di notizie e della difficoltà di scorrere le foto) invito tutti a segnalarmi eventuali link errati o rotti e malfunzionamenti di qualunque tipo.
Non essendo un professionista del web ed essendomi trovato, appena riuniti i tre domini, a gestire oltre 36.000 file e un numero ancora maggiore di link è più che probabile che qualcosa non funzioni alla perfezione …

mercoledì 15 ottobre 2014

Mantidi, insetti affascinanti e relativamente comuni

Avendo avuto occasione di fotografarne una di notevoli dimensioni scendendo da Monte Tre Calli domenica scorsa, come mio solito ho approfondito un po' l'argomento apprendendo vari fatti interessanti. Ripropongo quindi le quattro foto già pubblicate insieme a numerose altre in questo album Google+ e vi segnalo vari link interessanti risparmiandovi la ricerca. 
In queste prime due potete osservare la stessa mantide (Mantis religiosa L.) ripresa da due lati opposti mentre stringe un insetto e si prepara a divorarlo
   
In queste altre due scattate in rapida sequenza (la prima è un dettaglio della foto in alto a destra) si nota come mantiene un insetto e ne stacca le varie parti a morsi. Potete apprezzare la particolare struttura e conformazione della tibia e perone che, chiuse rapidamente a tenaglia e grazie anche alle ben evidenti prominenti "spine", non lasciano scampo alle loro prede. 
   
Oltre alla scheda Meditflora suggerisco di leggere la pagina dedicata alla mantide dal sito Natura Mediterraneo e di andare a guardare la serie di foto di mantidi pubblicate pochi giorni fa su La Repubblica online (guarda le foto).
Questi insetti, nel tentativo di impressionare gli avversari, cercano di apparire più grandi alzando a aprendo le zampe anteriori e spiegando le ali.

lunedì 13 ottobre 2014

Camminate meeting su Monte Calabrice, gli esiti

Come molti sanno quasi un anno fa promossi la creazione della pagina FB Camminate con l’intento di dare vita ad una bacheca virtuale nella quale pubblicizzare informazioni relative alle escursioni in Penisola e all’escursionismo in genere. Purtroppo non sono riuscito a trovare le collaborazioni che cercavo né a coinvolgere le persone che avrei voluto. Già da un po' di tempo la pagina fungeva più che altro da cassa di risonanza per le schede scientifiche che il naturalista Nando Fontanella continua ad aggiornare sul sito www.meditflora.com e per i post (attinenti al camminare) del mio blog Discettazioni Erranti.

Come comunicato ieri nel corso del meeting su Monte Calabrice, nei mesi scorsi mi ero reso conto che le notizie che avrei voluto condividere e pubblicizzare (a vantaggio di altri) interessano poco o vengono veicolate in altri modi ritenuti migliori e più proficui (talvolta con secondi fini) e quindi ho deciso di rimodulare la mission di FB Camminate.
Opportunamente - e previdentemente - all'epoca della registrazione scelsi questo nome che mi permette oggi di divagare nell'ambito del camminare, dei suoi strumenti (cartine in primis) e delle sue espressioni più piacevoli quali passeggiate, escursioni e viaggi.
Quindi d’ora in avanti continuerò a (far) linkare le notizie naturalistiche di Nando e i miei post pedestri (intendete l’aggettivo come meglio vi piaccia) integrandoli con brevi resoconti, per lo più fotografici, di escursioni anche al di fuori dei confini della penisola. Una particolare attenzione sarà rivolta alle viste meno comuni e sentieri meno frequentati dei Lattari nonché alla flora e alla fauna che, osservate con l’ausilio di foto macro, ci lasciano spesso sbalorditi e affascinati.
Le notizie sui percorsi della Penisola reperibili in rete sono ormai tante, incluse le tracce gps che non amo e quindi non pubblico, e di conseguenza gli escursionisti-navigatori non avranno alcun problema a reperire le informazioni delle quali hanno bisogno. Sul mio sito www.giovis.com restano comunque a disposizione di tutti le cartine scaricabili e stampabili, profili altimetrici e altre indicazioni interessanti.
Guarda le foto in questo album Google+ con tante foto scattate ieri lungo il percorso per Monte Calabricequalche panorama inusuale e varie interessanti macro del pasto di una mantide (Mantis religiosa) e di tanti ciclamini (Cyclamen hederifolium). Ci sono anche un paio di foto della nuova segnaletica a Capo Muro.

I convenuti hanno unanimemente approvato la mia scelta di rinnovamento.
Sic transit gloria mundi

lunedì 8 settembre 2014

Diverse specie di Fichi d’India, foto e curiosità

Su specifica richiesta di Nando Fontanella (naturalista, webmaster di www.meditflora.com) sono andato a fotografare una distinta specie di fichi d’India, ben diversa e meno comune di quella che produce i frutti che conosciamo e troviamo anche al mercato. Per quanto ne so questi altri fichi d’India non sono commestibili e probabilmente questa è la ragione della loro minor diffusione.
Premetto che (come potrete leggere anche nella pagina Meditflora) le carnose palette verdi sono in effetti rami modificati (termine scientifico cladodi) mentre le spine sono le foglie.
  
Guardate ora attentamente le foto che ho caricato in questo album Google+ in modo da potervi rendere conto dei vari dettagli della pianta dei quali vado a discutere. Solo per confronto ho aggiunto l'ultima foto nella quale si può vedere un gruppo di fichi del tipo commestibile. 
Già a prima vista si notano varie caratteristiche che differenziano le due specie:
- i cladodi sono più stretti e di colore verde più carico;
- le spine sono più lunghe ed evidenti;
- i frutti sono più stretti e allungati, a volte piriformi.
Vi invito anche ad osservare che al lato (di solito in basso) di ogni spina lunga, ne spunta un’altra più piccola, più spessa e più scura (Nando ci spiegherà se è una vera spina o meno). 
E le parti rosse sono brattee?
Infine sembra che i frutti crescano anche uno sopra all’altro e non solo dai cladodi. Sarà proprio così o è un’altra modificazione?
Vorrei anche integrare le notizie proposte da Nando nelle note della scheda dell’Opuntia ficus-indica (la comune specie commestibile) cominciando col dire che l’azione di infilzare i fichi d’India nella sporta facendo cadere un coltello dall'alto si chiamava appizzata.
(vedi foto d'epoca a sinistra)
I cladodi, frantumati, si utilizzavano anche come concime mischiandoli al terreno appena zappato e nelle marine i pescatori strofinavano le palette (tagliate a metà) sotto gli scafi per far scivolare meglio le imbarcazioni fra le onde.
Notizia non nostrana: in centro America l’Opuntia si chiama nopal e i suoi cladodi sono comunemente utilizzati in varie pietanze.  
Di recente mi sono reso conto che tanti non sanno sbucciare i fichi d’India e che molti non li hanno mai provati. Quindi a tutti costoro potrà forse far piacere apprendere come procedere (almeno come faccio io) in modo sicuro, senza correre il rischio che le piccolissime, quasi invisibili spine si conficchino nei polpastrelli … procurando un notevole fastidio visto che oltretutto, date le loro dimensioni, è poi difficile toglierle anche se si hanno a disposizione delle pinzette.
Tagliare le due calotte (anche senza staccarle completamente) e poi incidere il frutto longitudinalmente.
  
Tenendo il fico con la forchetta, con la punta del coltello iniziare a sollevare la buccia e staccarla dalla polpa per circa la metà della circonferenza. Ripetere l’operazione dall’altro lato fino a liberare completamente la parte commestibile che deve rimanere intera e compatta, a forma di barilotto.
  

mercoledì 3 settembre 2014

Vitalba (Clematis vitalba L.)

Oggi vi propongo una pianta molto comune eppure, come tante altre, poco conosciuta.
Questo è il link alla scheda Meditflora nella quale troverete, oltre alla consueta descrizione scientifica e più di 20 foto, una lunga nota relativa alle sue proprietà irritanti. Queste, sfruttate in modo altrettanto mistificatore come nel caso proposto da Nando, sono sempre state ben conosciute. Nella pagina del Dipartimento Botanico dell’Università di Catania dedicata alla Vitalba, oltre alla descrizione dei vari usi alimentari, alla fine del paragrafo delle osservazioni si legge:
I mendicanti si procuravano con esso ulcerazioni sul dorso delle mani allo scopo di impietosire i passanti. Tale succo, infatti, avendo proprietà revulsive, provoca la comparsa di vesciche e piaghe (CORSI e PAGNI, 1979).
Per il suddetto motivo in alcune parti d’Italia veniva anche chiamata Erba dei pezzenti o dei cenciosi.
  
Altro nome della Vitalba è Barba di vecchio (anche in inglese, Old man’s beard) e questo deriva non da una proprietà della pianta, ma dal suo aspetto. Infatti in autunno si copre di lunghe appendici piumose ed argentee piuttosto appariscenti. (vedi foto) 

martedì 2 settembre 2014

Dalla Sciuscella alla Porra antequerana

Ci sono tanti giochi nei quali si passa da una parola all'altra per attinenza, rima, aggiunta o sottrazione di una lettera, diverso significato e via discorrendo. Spesso mi capita di fare la stessa cosa cominciando a cercare in rete una specifica notizia o singola parola ed errando fra siti, pagine di uno stesso sito, blog e forum, mi imbatto in tante altre notizie (non cercate), ma di indubbio interesse, spesso maggiore di quello di quello della ricerca originale. L’importante è apprezzare queste scoperte, anche a costo di tralasciare gli obiettivi iniziali (serendipity).
Stamane avevo intenzione di linkare la pagina Meditflora relativa al Carrubo (Ceratonia siliqua L., alias sciuscella) con un paio di integrazioni quali un terzo nome inglese (Locust tree) e altri usi alimentari oltre a quelli elencati nell'articolo di Sandro Strumia linkato alla scheda di Nando.
  
Mi sono così imbattuto nell'interessantissimo sito di un erborista che credo sia israeliano ed ebreo in quanto inizia le sue estensive schede con precise citazioni bibliche e si riferisce spesso all'uso tradizionale delle piante in Palestina, Libano, Egitto e quindi bacino del Mediterraneo. Il Dr. Douglas Schar ha riempito pagine e pagine analizzando (in modo divulgativo, ma con basi scientifiche) numerose piante che ha classificato in due sezioni: cibo, cura.
La Sciuscella viene anche presentata come pianta della sopravvivenza, in particolare in alcune zone era l’unico cibo disponibile dopo un periodo di siccità, e come pianta medicinale per le proprietà (opposte) in quanto lassativa (se è fresca) e astringenti (secca). Chiaramente per “sfruttare” il suo sito http://doctorschar.com/  è necessaria una certa familiarità con l’inglese e un buon dizionario per i termini botanici e scientifici.
Per condividere notizie accessibili a tutti ho quindi proseguito la ricerca fra siti italiani (attendibili) che trattassero di alimurgia e sono ben presto giunto alle pagine del Dipartimento di Botanica dell’Università di Catania ricchissime di informazioni più che affidabili.
Ci ero arrivato chiaramente per la sezione alimurgia relativa alle specie spontanee del territorio etneo. Oltre agli usi, raccolta e terminologia dialettale, in questa pagina sono descritte una quarantina di piante delle quali oltre la metà presenti anche in Penisola e sui Lattari. Non c’è il carrubo, ma mi ha incuriosito la Bacchetta del Re, nome comune dell’Asphodeline lutea, da noi presente soprattutto sul Faito. 
Passando quindi a leggere del suo uso alimentare, ho appreso che
Gli 'zzubbi' si sbollentano, previa asportazione delle foglie e della tenera pellicola esterna, e poi si cucinano in frittata con le uova oppure alla brace, bagnati nel 'salamurigghiu' (condimento a base di olio, limone, sale, pepe e origano).
Ma come non associare quest’ultimo termine al salmorejo (spagnolo) che tuttavia è cosa diversa ed ha due significati ben distinti? 
Il samorejo canario (delle Canarie) è dello stessa categoria essendo una salsa, usata però soprattutto per le carni, ed è a base di aglio, peperoncino, peperone e olio, 
Il salmorejo andaluso è invece piatto cremoso, della stessa grande famiglia del gazpacho, a base di mollica di pane raffermo (famoso quello cordobes, di Cordoba). L’ottima Porra antequerana (provata più volte, ricetta nel primo post di maggio)  è una variante del salmorejo caratterizzata dall'utilizzo di una quantità significativa di peperoni.
Eravamo partiti dalla Sciuscella … 

mercoledì 9 luglio 2014

Escursionismo e Natura: le Digitalis

Probabilmente qualche escursionista attento, passeggiando fra i boschi dei Lattari, avrà notato alcuni di questi piante (Digitalis micrantha), poco appariscenti per il loro colore chiaro, ma particolari per la posizione dei fiori. Infatti questi sono allineati nella parte superiore dello stelo e rivolti tutti da un solo lato, formando così una "infiorescenza unilaterale".
  
Meditflora: http://www.meditflora.com/flora/digitalis_micrantha.htm 
Altre varietà di digitali non nostrane, di dimensioni molto maggiori e colori diversi e più vivi, sono spesso utilizzate a scopi ornamentali.
 


 

lunedì 30 giugno 2014

Escursionismo e Natura: la Sciuscella (Ceratonia siliqua)

La Sciuscella (in napoletano), alias Carruboalias Ceratonia siliqua L., è un tipico albero mediterraneo utilizzato da secoli in mille diversi modi. Oltre alla scheda di Meditflora: http://www.meditflora.com/flora/ceratonia_siliqua.htm suggerisco di leggere anche questo breve articolo http://www.meditflora.com/natura&cultura/
  
   
La sua caratteristica fitta chioma di foglie lucide e coriacee non lascia filtrare che pochissimi raggi solari. I suoi rami, abbastanza bassi, spesso creano vaste zone d’ombra nelle quali la temperatura si mantiene di parecchi gradi più bassa dell’area circostante. Per questo motivo, nelle regioni calde, è molto apprezzato e gode fama di creare l’ombra più fresca in assoluto. 
Ho avuto modo di constatare personalmente che è assolutamente vero!

sabato 21 giugno 2014

Escursionismo e Natura: i Rovi (Rubus ulmifolius e Rubus glandulosus)

Continuo nell'impegnativa opera divulgativa della segnalazione delle piante mediterranee ed in particolare quelle che si possono osservare sui Monti Lattari e lungo le sue pendici. 
Oggi è la volta dei tanto odiati, ma anche tanto amati Rovi (restine, ruste e pugni sono vari nomi dialettali locali).
Capita spesso di graffiarsi, di rimanervi impigliati, di trovare un passaggio bloccato da un intrico spinoso impassabile, ma poi a fine estate siamo ben contenti della loro esistenza quando ci facciamo delle belle scorpacciate di more.
Anche se comunemente non si fa alcuna distinzione ed entrambe producano i saporiti frutti, sappiate che potrete osservare due specie distinte di rovi:
Vi invito a leggere le interessanti schede botaniche su www.meditflora.com, e ai più pigri, ma almeno un po’ curiosi, facilito il compito dicendo che in linea di massima Rubus ulmifolius ha fiori rosacei e foglie in gruppi di 5
  
mentre il Rubus glandulosus ha fiori biancastri e foglie in gruppi di 3.
  
Nel corso delle prossime passeggiate estive (ci siamo) cominciate a memorizzare i vari cespugli di rovi più “promettenti” in modo da poter ritornare sul luogo a colpo sicuro a settembre per raccogliere, ma più che altro mangiare sul posto, tante ottime more.

giovedì 19 giugno 2014

Botanica e Alimentazione: Capperi e Cucunci

Quanti sanno che i capperi (Capparis spinosa L.) non sono né frutti, né bacche, né drupe, ma semplicemente i boccioli dei fiori non ancora aperti?
Della stessa pianta si mangiano anche i frutti, ma questi sono meno ricercati, meno saporiti, grandi quanto un'oliva e vengono di solito commercializzati con il loro nome dialettale siciliano: cucunci (ma vengono anche chiamati capperoni o cetrioli di cappero).
 
I fiori  sono grandi e particolarmente vistosi, con i petali di un bianco immacolato e i tanti stami violetti che vanno a formare un caratteristico "ciuffo".
Spesso le piante fuoriescono da piccole crepe nelle rocce e dalle fessure dei muri. Raramente si vedono in piena terra.
Scheda su meditflorawww.meditflora.com/flora/capparis_spinosa.htm
 
Prodotti tipici del Mediterraneo, i capperi e cucunci più famosi e ricercati (si dovrebbe supporre anche i più prelibati) crescono sulle isole, in particolare sui terreni calcarei. In Italia i più conosciuti sono quelli delle Eolie e di Pantelleria. Si conservano sia sotto sale che sotto aceto. E' opinione comune che la bontà sia inversamente proporzionale alle dimensioni. 
Sono ingredienti fondamentali in molte ricette tradizionali (la puttanesca, per esempio) e si accompagnano spesso con le quasi inseparabili olive (aulive e chiapparielli).
I capperi sono stati  inseriti fra i prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T), elenco compilato dal Ministero delle Politiche Agricole.
In napoletano il termine chiappariello viene anche utilizzato in senso figurato per indicare uomini o ragazzi piccoli di statura e magri. E in questo senso è il soprannome del ragazzino protagonista della classica canzone omonima di Salvatore Palomba e Sergio Bruni.
Ecco il testo e la traduzione www.napoligrafia.it/musica/testi/chiappariello.htm