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domenica 8 ottobre 2023

A piedi per i Monti Sireniani – circuito del 15 ottobre 2023

Sorrento – Sant’Agata – Guardia – Torca - Casarlano – Sorrento (18,5 km con 900m dislivello ca.)

  • 4,1 km Sorrento – Sant’Agata (4,1 km)
  • 5,5 km Sant’Agata – Guardia (9,6 km)
  • 6,6 km Guardia - Casarlano (16,2 km)
  • 2,3 km Casarlano - Sorrento (18,5 km)
  • + 2,8 km circuito 11 delle Mura (optional)

Attenzione! A causa della dubbia transitabilità del CAI 300 fra Torca e Colli di Fontanelle, nonché dell’incendio di fine settembre che ha bruciato tutta la vegetazione attorno al Pizzetiello, il percorso precedentemente annunciato è stato modificato. Da Torca si andrà a Casarlano via pineta delle Tore e Zatri e, per compensare i km persi, è stato allungato il collegamento fra Sant’Agata e via Pigna, passando per Canale, Calella e S. Maria della Neve.

Lo sviluppo del circuito è minore di quello del sabato (distanze aggiornate sopra), ma presenta maggior dislivello (900m ca.) ed è più movimentato dal punto di vista altimetrico. In considerazione dei numerosi tratti sterrati, talvolta impervi, assicuratevi di calzare scarpe con suole adatte.


Il raduno resta confermato in piazza Tasso (area pedonale, presso la statua del poeta) dalle 9.00, per avere il tempo di godersi un caffè ed eventualmente integrare le scorte alimentari che avrete portato da casa); partenza alle 9.30, puntuali come da tradizione delle escursioni di Camminate.

Si inizia con la prima parte dello storico percorso del Circumpiso per poi deviare, a circa metà di esso, su una misconosciuta traversa di collegamento con Li Schisani e quindi attraversare il Nastro Verde per immettersi sul piacevole tratto sterrato al limite dei boschi misti di Acquacarbone e Olivella, tradizionale collegamento fra Priora e Sant’Agata fino a mezzo secolo fa.

Lambito il centro della frazione (394m slm), si devia per Canale (antichi lavatoi e sorgente) ma prima di raggiungere Pastena, si svolta verso Monticchio per la Calella (tratto sterrato con passaggio nell’alveo di un rivolo, solitamente asciutto) e, tornati su fondo duro, si inizia a salire verso Santa Maria della Neve (423m) per poi portarsi sul versante salernitano della penisola e a Pedara, tornando così sul percorso originale. Seguita via Pigna fino al termine, si torna su sterrato percorrendo il crinale del Cafariello con i suoi ampi panorami sul Golfo di Salerno e, ovviamente, Li Galli e l’isolotto Isca, portandosi sull’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) che si seguirà in direzione Campanella per poche centinaia di metri per raggiungere il punto panoramico di La Guardia (197m slm) per la sosta marenna


Dopo la pausa, si torna indietro e si segue l’Alta Via fino a Torca (tratto centrale sterrato e ripido) e quindi con un misto di stradine e sentieri si affronta l’ultimo dislivello (anche questo con tratto centrale ripido, ma asfaltato) per giungere al limite della pineta delle Tore (493m slm) e, superato il crinale, tornare sul versante napoletano.

Un passaggio attraverso un castagneto faciliterà il raggiungimento di via Zatri, collegamento storico fra la zona di Sant’Agata e le frazioni alte di Sorrento a est del vallone Casarufolo (dei mulini). Prima parte asfaltata in comoda discesa, seconda parte con fondo misto, a tratti ripida, al cui termine ci si immette sul circuito dei Borghi della Valle di Sorrento (itin. 22) per seguirlo fino a piazza Tasso passando per Baranica, Casarlano, via delle Sciuscelle e Lavaturo. 

Abbiate inoltre presente che, ritornati a piazza Tasso, i più volenterosi potranno aggiungere i 2,8km del circuito delle Mura e Porte di Sorrento (itin. 11), facile, interessante, sempre su fondo duro e con minimo dislivello, interpretandolo come opportuno defaticamento.


clicca qui per scaricare la mappa pdf in HD

venerdì 6 ottobre 2023

A piedi per i Monti Sireniani – circuito del 14 ottobre 2023

Sorrento - Termini – giro di Santa Croce – Termini – Monticchio – Priora – Sorrento (21km con 700m dislivello ca.)

  • 7,9 Sorrento – Termini (7,9km)
  • 2,1 Termini – Vetavole (sosta picnic) (10,0km)
  • 2,7 Vetavole – Termini (12,7km)
  • 3,1 Termini – Monticchio (15,1km) 
  • 5,2 Monticchio - Sorrento (21,0km)

Raduno in piazza Veniero (nell’area pedonale di Sorrento, verso la fine di corso Italia, a pochi metri dall’ospedale, 51m slm) dalle 9.30, per avere il tempo di godersi un caffè ed eventualmente integrare la scorta di cibo e bevande che avrete portato da casa, sufficienti almeno fino alla pausa marenna); partenza alle  10.00 , puntuali come da tradizione delle escursioni di Camminate.


Un lungo tratto di circa 6km, per lo più in falsopiano con solo brevi salite, giungerete a Santa Maria (200m slm), quindi la salita per Termini (320m slm) sarà affrontata dopo un buon riscaldamento. Dalla piazza della frazione inizia il Giro di Santa Croce (poco meno di 5km); dopo qualche altro centinaio di metri su strada carrabile, sarete su un lungo tratto sterrato, per il quale sono necessarie calzature appropriate. Dopo poco meno di 3km (10 da Sorrento) è prevista la sosta per consumare il vostro spuntino (non ve lo dimenticate). Nella relativamente ampia piana di Vetavole (392m), potrete scegliere il posto che più aggradiate, con vista su uno dei due Golfi, sulla baia di Jeranto ai vostri piedi o su Capri che vi sembrerà di poter toccare con mano.

 

Dopo questa pausa si riparte lungo l'Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) che comprende un tratto relativamente esposto, fra il crinale e la pineta. Per quelli che soffrono di acrofobia-vertigini questo è comunque facilmente evitabile aggirando la vetta del Monte Santa Croce lungo il pendio nord-occidentale e ricongiungersi al gruppo alla sella di San Costanzo e salire fino alla cappella in vetta (485 m). Ritornati a Termini potrete prendere un caffè e riempire le vostre borracce. Un altro tratto panoramico lungo il crinale, con viste sui due golfi, vi porterà al centro di Monticchio (ultima possibilità per un caffè e per rifornirsi di bevande) da dove si prosegue per Acquara e poi, attraverso la semisconosciuta e quindi poco frequentata selva di Lamia, per Priora e S. Maria del Toro dove inizia la discesa finale per Sorrento, percorrendo le spettacolari tese di Monte Sant’Antonio.


domenica 4 luglio 2021

“Accuppatura” per il Giro di Santa Croce … meglio di niente; ma via Torvillo?

Mi era stato comunicato che, grazie alla passeggiata organizzata dalla Pro Loco Massa Lubrense lungo il Giro di Santa Croce sabato 3 luglio, era stata effettuata una certa pulizia del percorso. Stamattina sono andato a rendermi conto del lavoro ma, dopo un inizio relativamente soddisfacente (meno di 100 metri lungo i quali è stata tagliata l’erba, ma non rimossa la ramaglia di potatura che giace sul sentiero almeno da 3 mesi), il sentiero è stato lasciato esattamente come stava. 

 

 
Per fortuna, la vicinale delle Selve resta quasi sempre in ombra e quindi la vegetazione non è troppo invasiva tranne che nel tratto che precede il doppio tornante che, a causa dei tagli di qualche anno fa, riceve più luce. 

 
Più su ci si imbatte nel passamano crollato (già segnalato pochi giorni fa da Ruth sulla pagina di Lello Acone) che dimostra ancora una volta la pericolosità di questo tipo di messa in sicurezza in quanto qualcuno fiducioso e poco attento, nel cercare sostegno, vi si appoggia e crolla insieme ai pali ... anche chi crede in questo metodo si dovrebbe convincere che, non potendo assicurare una regolare manutenzione, queste soluzioni sono peggiori del lasciare le cose come stanno. 

Lasciato il bosco superando la caratteristica scalinata in pietra, si torna alla luce piena del Vuallariello e tratti ben battuti (dal passaggio degli escursionisti) si alternano a tratti nei quali non si vede dove si mettono i piedi. Situazione simile nella spianata di Vetavole, come mostrato nelle foto. 

 
Per trovare un altro tratto di sentiero ripulito si deve arrivare quasi fino al cosiddetto belvedere Mitigliano. Quindi dei circa 2 km di sterrato dalla fine della carrabile via Cercito fino a via del Monte si è intervenuto solo sui tratti estremi, per meno di 200 metri complessivi … una accuppatura in piena regola. 

 
Comunque, come riportato nel titolo del post, meglio questo poco dell’abbandono totale, ma tutto il resto? Per esempio, l’ufficio manutenzione continua ad ignorare albero e rete caduta a via Torvillo, nonostante le ripetute segnalazioni … protocollate, con foto allegate.

sopra: foto sopra scattata ieri pomeriggio (3 luglio 2021)
sotto: stessa situazione del 20 aprile e 29 maggio ...
come vedete, i mesi passano e niente cambia ...

venerdì 8 maggio 2020

MaraTrail Lubrense, praticamente alla portata di qualunque "camminatore"

Ed ecco un’altra proposta di MaraTrail ridotta (neanche 30 km …), molto più facile da realizzare rispetto alla già annunciata Amalfi - Colli San Pietro in quanto si tratta di un circuito e quindi non si sarà soggetti a trasporti fra partenza e arrivo. In effetti, più che di un circuito vero e proprio, si tratta di tre anelli che hanno due punti di contatto a Sant’Agata e Termini e quindi offrono anche parecchie possibilità di ridurre l’itinerario percorrendolo solo in parte.

Come evidenziato in mappa, la partenza avverrà da Massa centro e si salirà a Sant'Agata per il piacevole e mai troppo ripido percorso della Passeggiata Rurale, vale a dire via Bagnulo, Prasiano, Priora, Acquacarbone e Olivella. Chi vuole evitarsi questi primi circa 250 m di dislivello (e quasi 5 km di cammino), o anche chi ha trovato traffico venendo a Massa o chi si è svegliato tardi, potrà quindi aspettare a Sant'Agata il gruppo dei Camminanti e aggregarvisi per percorrere il Sentiero delle Sirenuse in senso antiorario, cioè via Nula, Torca, Monticello, Marecoccola, Pizzetiello (489 metri, sosta picnic), San Martino, pineta Tore, Pontone e rientro a Sant'Agata dove è prevista una breve pausa caffè, dopo aver coperto già 13,8 km, quasi metà percorso.
Nei 5 km successivi si procede lungo una serie di saliscendi senza alcuna salita degna di considerazione, scendendo dai 495m ai 324m di Termini e poi ancor più giù a Cercito (290m) da dove inizia l’ultima vera salita della MaraTrail, quella che porta al Vuallariello.
Si continua quindi percorrendo l’intero Giro di Santa Croce godendo di panorami a 360° e, dopo la deviazione d’obbligo fino alla cappella di San Costanzo, si torna a Termini e si prosegue per via Li Padri.
Giunti a Santa Maria, dopo aver già percorso 25,8km, a chi avrà ancora gambe e tempo si proporrà di tornare a Massa via Annunziata e San Liberatore (3,4km) … gli altri potranno accorciare per S. Aniello vecchio e Mortora percorrendo solo 1,3km.
Essendo molto facile da organizzare e meno impegnativa della Amalfi - Colli San Pietro, sarà probabilmente la prima MaraTrail del dopo-Covid, appena si potrà camminare senza mascherine e se i tempi (meteo e ore di luce) lo permettono. Sarà un buon allenamento per le successive scarpinate (ce ne sono altre oltre a quella già annunciata).

Anche se non ce ne dovrebbe essere più bisogno, si ricorda che per e MaraTrail vigono Decalogo FREE ed Eptalogo Camminanti.
Si sottolinea inoltre che la partecipazione è del tutto gratuita (in autosufficienza) sotto la propria responsabilità e che sono necessari abbigliamento e calzature adatte, con suola antisdrucciolo.
Si ricorda che i sentieri presentano fondo vario e spesso accidentato, salite e discese ripide, tante scale e brevi tratti esposti.

sabato 18 gennaio 2020

Ultima novità per l’escursionismo: il COPYRIGHT sui percorsi!!! © ®

Fra pseudo giornalisti (vedi post del 13 gennaio), fuffoguide, associazioni fantasma, ciarlatani e cialtroni, 1 ne fanno e 100 ne pensano!
Pur essendo ben lontano dai sentieri nostrani, mi piace essere informato ed informare in merito a problemi di transitabilità, escursioni di amici ed altri gruppi e quindi vado a leggere avvisi e proposte varie. Stamane mi sono imbattuto su un avviso di una “misteriosa” escursione da Ravello. Non si sa chi sarà la guida, non c’è l’itinerario ma semplicemente punto di partenza e una meta intermedia, non c’è una faccia, né una sede, né un cognome … solo tale Antonio da contattare per la prenotazione (obbligatoria). Non è chiaro se Trekkingreen (si trova solo una pagina FB) sia un’associazione, bacheca per avvisi escursioni o altro. Ma ciò che mi ha colpito è stata la smisurata lunghezza del Regolamento che (dopo molti punti con tanti obblighi e qualche consiglio) si conclude così:



Ma dove vive questa gente? Associazioni e persone qualificate pubblicano da anni tracce e cartine disponibili per il download gratuito … per tutti
Quali percorsi misteriosi si percorreranno con Antonio (o altra guida) tanto segreti da non poter essere divulgati? 
Perfino il più smemorato e distratto degli escursionisti "seri" della Costiera (anche senza essere GUIDA) conosce a memoria tutti i sentieri e soprattutto le scale fra Ravello, Amalfi, Atrani e Minori
Sul sito www.caimontilattari.it si trovano informazioni e file scaricabili (*.gpx, *.kml e *.pdf) dei numerosi sentieri della zona; la cartina dettagliata dei sentieri fra Pontone e Torre dello Ziro (al lato) è sul mio sito dal 2003, vale a dire già da 17 anni! 
Pensano che il gravoso compito della guida sia solo quello di indicare un percorso che solo lui o loro conoscono e quindi vogliono proteggere i loro importantissimi “segreti professionali” con un © copyright?
Non pensano che invece una vera guida debba conoscere tradizioni, essenze locali e loro uso culinario e officinale, storia, fauna, geologia, ecc. e che i sentieri sono bene comune da condividere? 
O si tratta di GRANDI GUIDE dell'ultima ora che conoscono solo due o tre percorsi (Sentiero degli Dei, Valle delle Ferriere e Punta Campanella ... dove è pressoché impossibile perdersi) e ora pensano di essere al top per aver "scoperto" una scalinata poco transitata che vorrebbero mantenere sconosciuta ai più? 
Mi dovrò affrettare a procurami il copyright i percorsi che ho ideato in passato, dal quello di Athena a quello delle Sirenuse, dal Giro di Santa Croce (Vuallariello) al Circuito dell'Isca, le passeggiate come la Camminata dei 23 Casali, i trekking come Vagrant Trail e varie MaraTrail, anche se sono online da anni, con cartine dettagliate, a disposizione di TUTTI (e gratis).

Avrà forse avuto ragione Umberto Eco quando affermò:

E per “visitare alcuni monumenti di Ravello” non sarebbe meglio considerare anche l'intervento di una guida turistica autorizzata, ammesso che ci sia quella escursionistica?

martedì 10 settembre 2019

L’aria tersa e la luce pomeridiana erano invitanti ...

... e così, domenica pomeriggio, sono andato a percorrere un originale giro di Monte Santa Croce, con tanto fuori-sentiero. Gli inevitabili graffi causati dagli arbusti ben secchi dopo un paio di mesi di caldo di e quasi assoluta siccità sono stati senza sopportati senza particolare sofferenza in quanto ero distratto dalle insolite visioni e concentrato nella ricerca di punti di vista esclusivi, allineamenti poco comuni, particolari interessanti.

Della settantina di foto scattate (come al solito, molte volutamente simili per poi scegliere) ne ho editate una ventina e le ho divise in due album. Uno l’ho titolato Gli "scheletri” del Vuallariello (photos.app.goo.gl/p5TiEisHurwcurfZ7), ovviamente riferendomi a ciò che resta (vere opere d’arte naturali) di alberi bruciati qualche anno fa e al rudere della localmente detta Barracca ‘e De Angelis, poche pietre e struttura metallica arrugginita, anch’essa distrutta da incendio, ma vari decenni orsono.

Prima di giungere nella zona del Vuallariello, sono andato dalla pineta a Vetavole passando per Purrale, a valle del sentiero, alla ricerca di inquadrature non proprio identiche a quelle che scatti chiunque proceda lungo l’Alta Via dei Monti LattariA queste foto (un occhio attento nota l’angolo di ripresa diverso) ne ho aggiunte un paio scattate sulla via del ritorno lungo il versante opposto e un quasi tramonto con vista su Capri, questo approfittando della sopraggiunta velatura del sole. Le trovate nell’album Purrale (soliti soggetti, ripresi da punti insoliti) e altro (photos.app.goo.gl/UuismCMb9jtfTcb76)

In attesa della prossima giornata "fotograficamente" invitante

venerdì 9 agosto 2019

Inseguendo Hipparchia ... ma quale? + problemi vari

Resta il mistero, ma purtroppo ho visto anche altro ...

Già dalla settimana scorsa avevo notato la presenza di tante farfalle scure e stamattina sono tornato su Monte Santa Croce (Termini, Massa Lubrense) per cercare di scattare foto sufficienti per appurare quale fosse la specie. Se l'identificazione fatta a prima vista della famiglia (Satiridae) e del genus (Hipparchia) mi è risultata abbastanza facile (non penso di aver preso una cantonata), resta il dubbio in merito alla specie. Infatti le Hipparchia sono numerose e alcune molto simili (specialmente per chi non è un entomologo) e, in base alle mie ricerche in rete sembra essere H. neapolitana, specie endemica della Campania. Sui libri in mio possesso, probabilmente a causa dell’areale molto limitato, non viene descritta, né ho trovato alcuna comparazione con altre farfalle simili che evidenziassero le differenze con le altre specie. Probabilmente è lei, ma resta l’interrogativo.
   

   

Purtroppo, lungo il crinale fra la cima del Monte Santa Croce e Vetavole ho notato anche varie aree di vegetazione bruciata, a dir poco sospette (vedi foto sotto). Infatti, pur comprendendo specie simili a quelle che le circondavano, erano chiaramente più scure, dando l’idea di un tentativo di incendio andato (per fortuna) male.

   
E ciò, unito alla notizia della settimana scorsa del ritrovamento di inneschi nella pineta di San Costanzo, mi ha fatto preoccupare ancor di più per l’ammasso di rovi abbandonati sul sentiero fra la rotabile e il belvedere Mitigliano. Infatti, nonostante varie segnalazioni, tutto il materiale è ancora lì, non sono stati ancora rimossi né i rovi secchi, né la rete arrugginita, né i paletti di ferro, né quelli di castagno. 

Si spera che qualcuno provveda al più presto a sgombrare l’area in quanto il sentiero (ora coperto) è fra quelli suggeriti e segnalati in giallo sulla cartina turistico-escursionistica del Comune di Massa Lubrense (mappa sotto) e, ancor più importante, sarebbe combustibile facilmente accessibile per i delinquenti piromani.

Per chiudere con una nota positiva, in questo breve giro ho avuto anche occasione di fotografare un grillo (o comunque un ortottero) e una lucertola (Podarcis sicula) che banchettava con un insetto appena catturato.
   

domenica 7 luglio 2019

Due mattine a caccia di farfalle e giovedì ricominciamo a camminare(?)

Il caldo (e l’umidità) consigliano di non andare troppo in giro e, a chi come me pur avendo tempo non riesce a stare troppo a casa o a non far niente steso al sole in riva al mare, non resta che effettuare solo brevi uscite finalizzate ... nel mio caso le macro sono un’ottima scusa.

Quest’anno la fioritura è stata relativamente breve e, al momento, le mie “prede” più ambite sono le farfalle, che per fortuna mi sembrano più numerose del solito. L’anno scorso si vedevano abbastanza Macaone (la specie più grande in Europa), quest’anno non se ne vedono quasi, in compenso sono apparsi i Podalirio (foto sopra; per apertura alare secondi solo ai Macaone), che non erano ancora nel mio “carniere”, e ce ne sono altre che ho avvistato o fotografato in modo insufficiente (come questa Pontia daplidice, Pieridae), il che mi "costringerà" a tornare sul Monte.
Nel corso di questo week-end sono andato due volte su Monte San Costanzo / Santa Croce e sono tornato con varie decine di scatti decenti, di numerose differenti specie di farfalle, un fiore e un ragnetto come quello beccato lunedì scorso (foto sotto). 
   
In settimana le massime dovrebbero tornare stabilmente sotto i 30° e quindi si potrà ricominciare a camminare piacevolmente. Giovedì sembra essere al momento il giorno più adatto per un'uscita mattutina, probabilmente un semplice Giro di Santa Croce, sperando che nel frattempo alcuni tratti del percorso siano stati effettivamente "disboscati" e ripuliti come il sentiero della sella di San Costanzo (foto sotto). 
In questi tre album Google Foto trovate un'altra quarantina di macro:
domenica 7 (16)    *   sabato 6 (16)   *   lunedì 1 (9)  


venerdì 3 agosto 2018

Un percorso quasi caduto nell'oblio, che non dovrebbe essere trascurato

Nel corso della loro più recente passeggiata i Camminanti sono riusciti a ricostruire il tracciato del vecchio CAI 00, oggi CAI 300 - Alta Via dei Monti Lattari, e renderlo di nuovo percorribile abbastanza comodamente.
Gli escursionisti di vecchia data, non certo quelli dell'ultima ora o della domenica, di sicuro ricorderanno che il percorso originario (nella sua interezza ideato quasi una cinquantina di anni fa) seguiva da vicino la cresta di Monte Santa Croce e quando ciò diventava impossibile a causa della recinzione del VOR (il cosiddetto "radar") correva parallelo ad esso. Tale tratto dell'Alta Via odierna si sviluppa invece varie decine di metri più in basso senza mai toccare materialmente la rotabile via del Monte, con un collegamento diretto fra la pineta (che si raggiunge provenendo da Nerano) e il tratto di crinale immediatamente a monte di Campo Vetavole. Nella mappa qui sotto sono evidenziati tutti i sentieri principali che corrono lungo i pendii attorno Monte Santa Croce.
Dal giorno in cui il Club Alpino Italiano optò per l'attuale "variante bassa" e la ufficializzò (già molti comunque la percorrevano), quella "alta" è stata sempre meno frequentata e di conseguenza ancor più invasa dalla vegetazione fin quasi ad essere difficilmente riconoscibile. Non conosco le motivazioni di tale cambiamento, ma molto probabilmente fu tenuta in considerazione la maggiore linearità e proprio il fatto di essere soggetta alla prorompente vegetazione che, in particolare in primavera, spesso copre tracciato e segnavia creando non pochi problemi a quelli meno sicuri e/o non conoscitori dell’area.
Pur non criticando assolutamente le scelta del CAI (le viste su Jeranto sono egualmente spettacolari) si deve riconoscere che il vecchio 00 resta affascinante proprio per il suo percorso tortuoso fra pietre e rocce sporgenti, passando dove si può e aggirando i tanti cespugli e arbusti caratteristici della macchia mediterranea quali mirto, ginestra, tagliamani, ferula, valeriana, per non parlare dei tanti fiori a cominciare dalle migliaia di asfodeli e anche qualche orchidea. Oggettivamente la varietà ai lati del 300 è minore di quella del vecchio 00 e di tanto in tanto, specialmente chi si interessa di flora, dovrebbe valutare questa opzione alta anche se si dovrà sobbarcare un maggior dislivello e procedere su un tracciato dal fondo certamente più accidentato.
Personalmente penso che il panorama dal punto più alto di detto percorso, con vista sul crinale digradante verso Punta Campanella e con Capri sullo sfondo  (foto di apertura), sia impareggiabile e valga i pochi metri di dislivello in più. Allo stesso tempo mi rendo conto che il breve tratto esposto su ghiaia ha sempre creato e continua a creare qualche problema a quelli più timorosi e a chi soffre di vertigini.
   
sentiero  CAI 300 visto dal CAI 00  ***  cappella S. Costanzo e Li Galli dal CAI 00
Ed è proprio per i suddetti motivi che i Camminanti si sono sobbarcati l'onere di ricercare, ripulire e segnare il suddetto percorso, visto che nessuno crede più ai proclami e alle promesse degli organi competenti del Comune di Massa Lubrense che da mesi continuano a sostenere che i sentieri sono tutti puliti e percorribili o che si provvederà “in settimana”.
Lungo il sentiero (ora abbastanza evidente) ci sono adesso anche sufficienti segnavia di colore rosso che si vanno ad aggiungere a quelli sbiaditi bianco/rossi apposti dal CAI probabilmente una ventina di anni fa. Chi andrà a percorrere detto tratto noterà anche delle grosse macchie di vernice verde chiaro con le quali un “furbacchione” (= un vero imbecille incivile) si affrettò a coprire i segnavia CAI, senza neanche rendersi conto che a quel punto, per rimanere sul tracciato, gli escursionisti avrebbero semplicemente seguito le macchie verdi. Si è quasi sicuri che sia lo stesso che all’epoca si diede da fare per danneggiare o asportare le mattonelle segnavia. Insomma, perse tempo e sprecò vernice senza concludere niente.