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mercoledì 27 luglio 2022

Paola Hermosín, musicologa e chitarrista geniale

Nel mio sporadico girovagare alla ricerca di video di musica etnica e tradizionale, un paio di giorni fa mi sono imbattuto in uno dei tanti prodotti da Paola Hermosín, giovane e abilissima chitarrista interessata soprattutto alla ricerca, didattica e divulgazione. In quasi ogni suo video (5-10 minuti di durata media) dedica la prima metà del tempo ad una accurata e chiara introduzione che, a seconda del pezzo proposto nella seconda parte, può essere indirizzato prevalentemente alla tecnica di esecuzione (spesso con precisa dimostrazione pratica), alle origini di un determinato genere musicale o del singolo brano, riferimenti alle danze associate e loro evoluzione nel tempo, brevi biografie degli autori e/o interpreti originali, aneddoti e altro, o una bilanciata miscela di tutto ciò, il tutto arricchito da immagini di dipinti d'epoca, foto storiche, poster e altre curiosità che aggiungono interesse al filmato.

Nel video in basso ne potete apprezzare un esempio, nel quale Paola Hermosín illustra anche l’origine dei nomi / titoli dei pezzi spiegando, fra l’altro, la curiosa relazione fra El Vito e il cosiddetto Ballo di San Vito. Oltre alla cultura musicale spagnola ed in particolare del flamenco, le sue ricerche e i suoi arrangiamenti originali spaziano da brani di musica classica (di Beethoven, Mozart, HoffmannChopin, …), a ritmi rioplantensi quali tango e milonga, andini, latini del centroamerica e Messico, ma anche italiani, greci e perfino giapponesi, senza trascurare perfino tutorial per suonare l'ukulele. 

Come se tutto ciò non fosse stato sufficiente per irretirmi (data il mia annosa curiosità in merito alla musica etnica e tradizionale) ci sono altre due particolarità che mi hanno quasi affascinato: l'essenzialità dei video girati in casa (senza inutili fronzoli scenografici eppure perfettamente realizzati) e la sua particolare parlata andalusa. Paola Hermosín conquista a prima vista non solo per la sua simpatia, allegria e sorriso, ma anche per la padronanza che dimostra nell'eloquio e nell'esposizione e per la chiarezza del discorso sia esso di interesse storico, musicale o prettamente tecnico.

In merito alla dizione, risaltano la pronuncia delle t e di alcune coppie di consonanti che diventano quasi z, le classiche contrazioni dei participi passati, la troncatura di alcune parole e la cadenza sivigliana (non essendo un linguista, la descrizione è poco precisa, ma penso di aver resol'idea). A beneficio di chi non è abituato a tutto ciò, nei video sono comunque disponibili i sottotitoli in spagnolo e, in pochi casi, la traduzione in inglese. Comunque, leggendo le didascalie, si evince la correttezza dei termini, della sintassi e della grammatica, e la mia impressione è stata confermata da una madrelingua …

al termine di questo video potrete anche apprezzare la sua ironia ....

(breve bio tratta dal sito www.paolahermosin.com)

Paola Hermosín (Alcalá de Guadaíra, Sevilla, 1995) è una chitarrista, cantante, compositrice, ricercatrice, poetessa e scrittrice alcalareña. Diplomata con lode sia al Conservatorio Profesional Francisco Guerrero che al Conservatorio Superior Manuel Castillo (entrambi di Sevilla), nel 2019 ha concluso il Master in Investigación y Análisis de Flamenco, ancora una volta con il massimo dei voti. Oltre al canale YouTube (ormai con quasi 800.000 followers), pubblica i suoi vari album musicali su Spotify, Apple Music e altre piattaforme nonché partiture, tablaturas (intavolature) e i suoi arrangiamenti originali per chitarra. Oltre ai già citati YouTube e sito personale, è attiva anche su vari altri social fra i quali Twitter, Instagram e Facebook .

lunedì 16 gennaio 2017

Spontaneità e passione: suonare, ballare e cantare con sentimento

Mi affascinano, commuovono, stregano, entusiasmano ed emozionano quelli che hanno una passione, coltivano un hobby solitario o lo praticano con amici e si divertono con (apparentemente) molto poco. In particolare quelli che non mirano ad essere “i migliori” e neanche semplicemente migliori degli altri, ma godono nell’esercitare la loro attività preferita senza preoccuparsi più di tanto della propria abilità, né dell’aspetto, né degli anni che passano.
   
Tutto ciò si esalta soprattutto nella musica tradizionale, cantata o solo strumentale, accompagnata o meno da ballo o danza. Come foto di apertura ho scelto queste affascinanti ballerine del Carnevale di Santa Cruz de Tenerife ... e non vuole assolutamente essere una presa in giro, ma il riconoscimento di come ci si possa divertire senza crearsi inutili e immotivati complessi. Oltretutto ballavano molto meglio di tante altre “giovani in perfetta forma” che però sapevano fare poco o niente e certamente “soffrivano” per essere relegate in seconda, terza o quarta fila, precedute dalle leggiadre e ammiratissime colleghe.
Nella cultura popolare sono sempre state tante le occasioni nelle quali feste, musica e balli si univano ma, in particolare in alcune di esse, ancora oggi ogni giorno e ogni luogo sono adatti per cantare e suonare.
Ai primi posti di questa lista pongo senz’altro quelle latine, forse perché le conosco meglio, ma sono certo che in tanti riconosceranno il valore sociale, oltre che artistico, del flamenco, del fado, delle rancheras messicane.
Dimenticate retiros e tascas per turisti a Lisbona e i tanti tablao de flamenco in Andalusia ed in altre località turistiche spagnole e, se potete, immergetevi nei barrios storici e seguite il vostro udito. Di sera senz’altro udrete musica e canti giungere da qualche cortile, casa o piccolo bar dove un paio di musicisti accompagnano chiunque abbia voglia di cantare ...
Si tratta del cosiddetto fado vadio in Portogallo e del flamenco bohemio e delle juergas flamencas in Spagna e vi posso assicurare che lì ci si diverte, nessuno si vergogna e, al contrario, viene incoraggiato dagli astanti, fra petiscos e tapas, vino e birra.
In Messico e in tutta l’America centrale invece è ancora comune riunirsi in piazza, al parque o alameda a fine giornata, verso il tramonto, dove si trovano sempre almeno un paio di suonatori di marimba, qualche chitarrista e forse un violinista o fisarmonicista che accompagnano i “cantanti” mentre altri ballano attorno al templete (cassa armonica). In questo video vedete ciò che succede ogni sera nel Parque de la Marimba di Tuxla GutierrezChiapas (Mexico), aperto 24h su 24, 365 giorni l’anno.
Oltre ciò c’erano un’infinità di gruppi mariachi che, al contrario nei nostri “posteggiatori” che vivono di offerte o oboli, suonano e cantano a richiesta. Nella maggior parte dei casi chi paga per la canzone canta insieme a loro, il più delle volte stonando anche a causa dei troppi tequila già ingollati, o comunque li accompagna con i classici Ay! Ay! Ay! e fra fiumi di lacrime se il tema è triste. 
Ricordo come se fosse ieri una splendida serata di fine febbraio del 1996 passata in una cantina di León, Nicaragua, nella quale era in corso una sfida (musicale) fra due piccoli gruppi di mariachi, uno pagato da una coppia matura e l'altro sponsorizzato da una coppia di giovani che si disperavano, già completamente ubriachi, e piangevano a calde lacrime. Uno dei due cantanti, un giovane mulatto alto e magro, aveva una voce veramente incredibile!

mercoledì 7 maggio 2014

Altri Mondi e Cucina: Menudo de choco (preparazione)

Preparazione del Menudo de choco (gli ingredienti sono nel post precedente)
Mettere i ceci in ammollo dalla sera prima, o almeno 12 ore. 
Portare a bollore un litro e mezzo di acqua e quindi aggiungere i ceci. 
Pelare la cipolla e conficcarvi i chiodi di garofano in modo da poterli facilmente levare successivamente. 
Pulire il peperone e il pomodoro (questo bucatelo in modo che non galleggi). 
Aggiungere la cipolla, il pomodoro, il peperone, la foglia di lauro e il pimiento choricero
Tagliare la pancetta a pezzetti e dorarla in padella senza olio ma con il peperoncino e poi aggiungerla nella pentola, ma senza il grasso.
Tagliare le seppie a pezzetti e saltarli in padella nel grasso della pancetta per un paio di minuti. 
Quindi aggiungere al resto e far cuocere per 1h30min.
Passato il tempo di cottura, mettere nel mortaio (in mancanza di questo usare un frullatore) pomodoro, peperone, pimiento choricero e la cipolla dalla quale avrete estratto i chiodi di garofano.
Con poco olio soffriggere in padella l’aglio e le fette di pane e poi aggiungerle alle verdure nel mortaio.
Aggiungere la morcilla se ve la siete procurata e se vi piace, è facoltativa.
Macinare e mischiare bene le spezie (cumino, coriandolo, peperoncino, paprika dolce) e amalgamarle alle verdure utilizzando un poco di sugo di cottura.
Aggiungere il tutto ai ceci e mescolare avendo cura di non rompere i ceci. 
Se necessario aggiungere il sale (finora non ne è stato utilizzato).
Spellare il chorizo, tagliarlo a pezzetti e saltarlo in padella. 
Aggiungerlo nella pentola - senza il grasso che ha rilasciato - contemporaneamente alla menta. 
Far cuocere una decina di minuti e togliere dal fuoco. 
NOTE VARIE:
si consiglia di mangiare il menudo de chocos dopo averlo lasciato riposare varie ore, anche il giorno dopo;
in mancanza delle seppie si possono utilizzare calamari o totani, ma il sapore è chiaramente diverso;
* usando i ceci secchi il rischio di romperli è minore;
in alcune ricette il chorizo viene cotto intero nella pentola e successivamente tagliato a pezzetti;
se vi trovate in provincia di Cadiz troverete le spezie per menudo già pronte in un qualunque mercato;
qualcuno aggiunge un po’ di manteca colorà (letteralmente "strutto rossiccio" e non “colorato”), che ha una certa analogia con la ‘nduja calabrese la quale potrebbe quindi essere usata come sostituto.

Altri Mondi e Cucina: il Menudo de choco

Per questa ricetta penso sia necessario un post introduttivo per chiarire in anticipo molti possibili equivoci.Chi conosce cucina e/o lingua spagnola sa che il menudo è sia uno stufato che - in particolare in Messico - uno dei tanti nomi della trippa (anche pancita, callos, tripa, mondongo, guatita).
Il menudo originale (inteso come ricetta) è un piatto puramente gaditano (da Gades, nome latino di in latino Cadice, Cadiz in spagnolo, Cái in dialetto andaluso) ed equivale a “trippa e ceci”.Il choco è invece la seppia (anche sepia o jibias) e quindi in alcuni luoghi si potranno trovare altre combinazioni di questi nomi per indicare questo guiso (stufato). Io l’ho provato come garbanzos con jibia.
Nelle varie ricette consultate ci sono alcuni ingredienti difficilmente reperibili al di fuori della Spagna e talvolta dell’Andalusia stessa. Diffidate delle traduzioni semplicistiche e cercate di capire di che si tratta veramente. Per esempio in questa ricetta (almeno nella versione che ho gustato) ci sono anche chorizo e morcilla. Son due tipi di insaccati classici della penisola iberica. Il primo potrebbe essere tradotto come salsiccia secca (termine molto vago anche in italiano) e se ne trovano di tutti i tipi, di tutti i livelli di stagionatura, speziati in modo molto diverso. La morcilla si distingue per essere a base di sangue di maiale, anche in questo caso esistono infinite varianti in tutta Europa, qualcuno propone una folle traduzione italiana quale “sanguinaccio insaccato”. Per fortuna di molti la morcilla è un ingrediente facoltativo, quindi non vi scervellate, mentre se volete sostituire il chorizo potrete scegliere fra un’infinità di tipi di salsicce stagionate e soppressate, a vostro gusto.
Ho mantenuto la lista degli ingredienti (per 4 persone) così come compare nel sito www.decaminoamicocina.com ma, come già detto e risaputo da chi cucina, il tutto deve essere “interpretato”. Pomodori, cipolle, peperoni ce ne sono di tutti i tipi e dimensioni, lo stesso vale per i peperoncini e le scelta e quantità di spezie può essere variata (entro certi limiti) a seconda del gusto e delle reperibilità.
  • 500 g di seppie
  • 250 g di ceci secchi (equivalenti a 720-750g di ceci in scatola sgocciolati = 3 scatole)
  • una cipolla
  • un peperone verde
  • un pomodoro
  • un pimiento choricero (o ñora) tipo di peperone
  • 4 spicchi di aglio
  • 100 g di pancetta
  • 100 g di chorizo
  • 60 g di morcilla (facoltativa)
  • 2 fette di pane
  • una foglia di lauro
  • un peperoncino cayenna
  • 2 chiodi di garofano
  • due rametti di menta
  • un cucchiaino di cumino
  • un cucchiaino di paprika dolce
  • mezzo cucchiaino di semi di coriandolo
  • mezzo cucchiaino di pepe nero
  • olio extra vergine
La preparazione del Menudo de choco sarà descritta nel prossimo post e in futuro ho in mente di proporre altre insolite combinazioni tradizionali mare/terra (con risultati squisiti) come il classico piatto portoghese a base di maiale, vongole e patate: Carne de porco à Alentejana (foto in basso). 

giovedì 1 maggio 2014

Altri Mondi: nuovi sapori ... la Porra Antequerana, un'idea per l'estate

Premessa: le seguenti informazioni sono il risultato di una media di ben 5 ricette diverse trovate in rete. Una di queste ricorda (e sono perfettamente d’accordo) che nella preparazione dei cibi, in particolare quelli tradizionali e casarecci, le quantità sono solo approssimative. L’esperienza indicherà quanto e cosa aggiungere. In questa ricetta, per esempio, la quantità di olio sarà determinata da quanto è secco il pane e quanta acqua contengono i pomodori e tutto il resto dipende molto dal proprio gusto. 
Piatto tipico di Antequera (città di della prov. di Malaga), la porra è una delle tante varianti del più famoso gazpacho, minestra fredda andalusa, e deve il suo nome all'utensile usato per la preparazione (porra = pestello).
Al contrario del gazpacho che si può anche bere essendo molto liquido, la porra antequerana si mangia con il cucchiaio data la sua densità dovuta ad una minore quantità di acqua e maggiore di pane. Non per questo è meno rinfrescante nelle torride estati andaluse ed era considerata un cibo povero visto che si utilizzavano le rimanenze di pane. Ma è il peperone l’ingrediente che fa la vera differenza fra questa e altre famose varianti come il salmorejo cordobés o l’arranque roteño
Ingredienti: per 1 kg di pomodori maturi, pelati e senza semi, utilizzare 1-2 peperoni, 2-4 spicchi d’aglio, 250-300g di mollica di pane raffermo, 50-100ml di olio di oliva, aceto q.b..
Preparazione: la ricetta è di semplicissima e rapida esecuzione, in particolare se invece del tradizionale pestello e mortaio si utilizza un frullatore. Basterà amalgamare pomodori, peperoni, mollica di pane raffermo (bagnata con acqua) e aglio, aggiungendo olio e un poco di aceto fino ad ottenere una crema densa e omogenea di colore rosaceo. Raffreddarla almeno un paio di ore in frigorifero e cacciarla solo al momento di servirla.
Tradizionalmente si guarnisce con uova sode sminuzzate (3 o 4) e spesso pezzetti di jamón serrano (non trovandolo si può utilizzare prosciutto crudo). Altre aggiunte possono essere pezzetti di chorizo (salsiccia secca), cipolla dolce tritata, pesciolini fritti o tonno (nella versione di Archidona).