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domenica 5 dicembre 2021

Marathon Sorrento – Positano? e Massa Lubrense?

Oggi si sono disputate in contemporanea la Ultramarathon Sorrento – Positano una 2/3 di maratona (27 km) definita Panoramica chiudendo al transito veicolare parecchie strade principali della Penisola Sorrentina (delle poche esistenti) e bloccando di fatto quasi tutte comunicazioni del territorio comunale di Massa Lubrense, ma ciò pare essere considerato problema minore e quindi trascurabile. L'immagine che segue è tratta da Google.

I media citano solo e sempre Sorrento e Positano anche se, a onor del vero, sul sito dell'organizzazione si legge: ... e la splendida Massa Lubrense.


La viabilità della parte estrema della Penisola Sorrentina da decenni è soggetta a continue chiusure, più o meno brevi e per tratti più o meno lunghi, per processioni, gare ciclistiche (da gare regionali allievi a Giro d’Italia e Giro della Campania), gare automobilistiche e via discorrendo, alcune con ricadute d’immagine positive, ma in altri casi arrecando danni ad alcune categorie (soprattutto ristoratori) conseguenti all’impossibilità di raggiungere detti esercizi. 

Non voglio entrare assolutamente nella polemica (già cavalcata da tanti) del caso specifico, ma voglio aggiungere un ulteriore punto di vista, secondo me non secondario, in merito ai due percorsi della Sorrento - Positano. La differenza consisteva nel fatto che, dal bivio 2 Golfi (nelle vicinanze di Sant’Agata), l’Ultra prevedeva una andata e ritorno fino a Positano per poi avere in comune con la Panoramica gli ultimi 18km circa. In sostanza le parti comuni ai due percorsi ricadenti in territorio lubrense hanno uno sviluppo di 15,6km (fra il Grand Hotel Hermitage e il Best Western La Solara) passando per Sant'Agata, Termini e Massa centro, equivalente al 60% della distanza totale della Panoramica e il 30% dell’Ultra.

Di conseguenza, considerati tali valori, non sarebbe stato il caso di mettere almeno un po' più in evidenza il nome di Massa Lubrense? Gli amministratori che hanno approvato i percorsi, hanno messo a disposizione Polizia Municipale e Protezione civile, hanno consentito di limitare la mobilità di cittadini e visitatori e di bloccare alcune attività (soprattutto del settore turistico), nonché impedire le giuste tradizionali riunioni familiari domenicali, non avrebbero potuto pretendere di più?

Se è vero come è vero che molte manifestazioni sono espressamente finalizzate alla promozione, ed è quindi comprensibile l’utilizzo del nome di Positano come attrattore (anche se i podisti non ne raggiungevano l’abitato ma tornavano indietro dal bivio Montepertuso/Nocelle), perché non si è colta l’occasione di promuovere (a ragion veduta) il nome di Massa Lubrense?

E come vedete sul Corriere dello Sport (certo non un giornalino locale) già prima della gara c'erano tre titoli che riportavano i nomi di Sorrento e Positano ... non sarebbe stato bello, opportuno e giusto aggiungere anche Massa Lubrense

mercoledì 31 marzo 2021

TOLOMEO 2021 (3) - Nuovi itinerari fra i castagni sorrentini

Itinerario 14 da Sorrento a Monticchio via Priora, Lamia e Acquara

Itinerario 15 da Sorrento a Sant’Agata via Priora e Acquacarbone

Due percorsi poco conosciuti e ancor meno frequentati, pur essendo storiche strade comunali. In particolare il percorso di Acquacarbone è stato il principale e quasi unico collegamento fra Priora e Sant’Agata fino a metà secolo scorso, quando fu realizzato il Nastro Verde; dopo decenni di abbandono ed impraticabilità, è stato recuperato nel luglio 2016. Al contrario, il passaggio attraverso ‘a sévera (selva, qui per castagneto) di Lamia era ed è più che altro una scorciatoia per raggiungere il crinale che dal Deserto scende ripido verso Montecorbo e quindi, superandolo, accedere ai casali centrali del territorio lubrense quali, appunto, Acquara e Monticchio. 

L'itinerario 14 è a tutti gli effetti una novità, peraltro molto piacevole; da via Acquacarbone si affronta un breve tratto molto ripido su asfalto e di lì in poi, prima attraverso la selva e poi lungo la panoramica stradina che conduce Acquara e poi fino a Monticchio si sviluppa quasi totalmente in piano.

L’itinerario 15 è uno di quelli che presenta più tratti sterrati, fra gli alberi. Infatti, dopo aver attraversato il castagneto di Acquacarbone, si percorrono solo pochi metri su asfalto e si torna a camminare su un altro lungo tratto sterrato fra gli alberi di un bosco misto (via Olivella).

Questi itinerari hanno inizio da Sorrento insieme ai due che menano a Massa, lasciano il 13 dopo meno di un chilometro e il 23 all’inizio di Montecorbo; poi proseguono coincidenti fino all’incrocio di via Acquacarbone con via Lamia, circa 500m a monte di Priora.

La segnatura sorrentina (rispettivamente fino a via Deserto e a via Olivella) è stata già portata a termine ma, mentre per il 15 ci sono gli stessi segnavia verdi fino a Sant'Agata (apposti un paio di anni fa), per proseguire lungo l'inedito 14 si dovrà consultare la mappa. Tuttavia, i rimanenti 2km dell'itinerario sono talmente semplici, logici e lineari che raggiungere Acquara e poi Monticchio non sarà certo un problema. La posa delle mattonelle segnavia di questi itinerari, per quanto di pertinenza sorrentina, è in corso.

Vale la pena sottolineare che, fra i quattro itinerari Sorrento - Sant’Agata, questo di Acquacarbone è quello con minor pendenza media (7,7% contro l'8,4% di Li Schisani 16, il 10,1% di Zatri 26  e il 12,3% del Circumpiso 25).

 

14 Sorrento – Monticchio (ca. 5,1 km) via Priora e Acquara

Porta di Massa (Piazza Veniero), via Fuoro, trav. Capo, via Capo, via Capodimonte, trav. Capodimonte, via Priora, trav. Priora, Nastro Verde, via Acquacarbone, via Lamia, via Deserto, via Colli Acquara, via San Vito, via San Nicola, trav. San Nicola, trav. Titigliano, rot. Turro Pastena, via S. Sossio, via Severo Caputo, piazza S. Pietro (Monticchio)

15 Sorrento – Sant’Agata (ca. 4,5 km) via Acquacarbone 

Porta di Massa (Piazza Veniero), via Fuoro, trav. Capo, via Capo, via Capodimonte, trav. Capodimonte, via Priora, trav. Priora, Nastro Verde, via Acquacarbone, via Olivella, corso Sant’Agata, largo Padre Ludovico da Casoria (Sant’Agata)


TOLOMEO 2021 è un progetto elaborato da Giovanni Visetti, su incarico di Penisolaverde S.p.A. per conto del Comune di Sorrento 

lunedì 29 marzo 2021

Tolomeo 2021 (2) - itinerari fra Sorrento e Massa Lubrense

Itinerario 13 – da Sorrento a Massa centro via Pantano e Vigliano

Itinerario 23 – da Sorrento a Massa centro via Montecorbo

Questi due percorsi hanno inizio da piazza Veniero, scelta logistica più opportuna per restare nelle immediate vicinanze del luogo in cui secoli fa sorgeva la Porta di Massa. L’inizio è uguale per entrambi essendoci, come è ben noto, un solo passaggio verso ovest (sia per pedoni che per veicoli) vale a dire la strettoia nei pressi dell’hotel Capodimonte. Divergono poco dopo, in corrispondenza del terzo tornante di via Capodimonte, con la cosiddetta via ‘e miezo (13) che prosegue diritto, mentre l’altro percorso continua a seguire i tornanti e le relative scale che abbreviano di poco il tragitto ma fanno perdere delle belle viste sulla baia di Sorrento e tutto ciò che si possa vedere sullo sfondo. 

Con il percorso del 23 coincidono anche i tratti iniziali dell'itinerario 14 per Monticchio e del 15 per Sant'Agata, frazioni di Massa Lubrense, che a loro volta divergeranno poco dopo aver superato Priora.

Una differenza concreta (che potrebbe far optare per l’uno o per l’altro) consiste nella lunghezza e dislivello: il 23 via Montecorbo è 400m più breve, ma ha circa 50m di dislivello in più. Volendoli comporre in un unico itinerario (circolare), personalmente consiglierei di andare a Massa per il 13 e tornare per il 23 in modo da affrontare in discesa i tratti con maggior pendenza di via Priora e via Capodimonte. 

I due percorsi erano già segnati essendo inclusi nel Tolomeo 2003, in quanto parti del ben più lungo percorso Sant'Agnello - Termini. In territorio sorrentino i segnavia sono stati ripassati ed è stata aggiornata quasi tutta la segnaletica a mattonelle, resta poco da fare. Oltre il Rivo Spartimiento si possono comunque seguire i vecchi segnavia (strisce rosse per Montecorbo ex 1a e pallini rossi per Vigliano ex 1) in attesa della prossima segnatura in territorio lubrense. 

è altresì importante sottolineare che in località Pantano, a 1.900m da Sorrento, dal 13 si stacca una bretella verso valle che in 400m giunge al Capo di Sorrento dove si biforca. I soliti segnavia e le mattonelle guideranno i camminatori a Punta del Capo (13a) con i Bagni della Regina Giovanna e i ruderi della villa marittima romana (I sec. d.C.) o all’abitato e spiaggia di Puolo (13b). 

I segnavia sono stati

DETTAGLIO ITINERARI

13 Sorrento – Massa centro (13a Punta del Capo, 13b Puolo) (ca. 4,5 km)

Porta di Massa (Piazza Veniero), via Fuoro, trav. Capo, via Capo, via Capodimonte, trav. Capodimonte, via Pantano, Nastro Verde, via Pantano, (inizio 13a), via Fontanella, via Vigliano, via del Generale, via Partenope, via San Montano, via Mulini-Sponda, via Mulini, rot. Massa-Turro, viale Filangieri, largo Vescovado (Massa centro)

13a via Pantano, via Capo (x 13b per Puolo), calata Punta del Capo (400+800m)

13b via Capo, calata di Puolo, via Marina di Puolo, Puolo (1.100m dal Capo)

23 Sorrento – Massa centro via Capodimonte e Montecorbo (ca. 4,1 km)

Porta di Massa (Piazza Veniero), via Fuoro, trav. Capo, via Capo, via Capodimonte, via Priora, via Montecorbo, via Bagnulo, via Vecchia, viale Filangieri, largo Vescovado (Massa centro)


TOLOMEO 2021 è un progetto elaborato da Giovanni Visetti, su incarico di Penisolaverde S.p.A. per conto del Comune di Sorrento 

domenica 28 marzo 2021

Tolomeo 2021 (1) - Borghi della Valle di Sorrento

Itinerario 22 - Borghi della Valle di Sorrento (circuito)

Come inizio ideale è stata scelta piazza Tasso dove una volta sorgeva la Porta del Piano (in corrispondenza del ponte che superava il Vallone, dipinto in basso) utilizzata appunto per i collegamenti fra la città e il piano di Sorrento (oggi Sant’Agnello, Piano e Meta); solo a metà ‘800 fu creata la piazza riempendo parte del Vallone di Mulini.

Si tratta di un circuito che transita per i nuclei abitati a monte di Sorrento, percorrendo anche le varie storiche stradine selciate, non ancora convertite in carrabili. Essendo un itinerario circolare, si può chiaramente iniziare da qualunque punto, dal proprio alloggio, dalla stazione o da dove si possa parcheggiare; i camminatori non turisti (probabilmente poco interessati al centro) potranno anche tralasciare la parte urbana tagliando l'itinerario lungo via San Renato (fra via San Valerio e Cesarano, pallini verdi in mappa) riducendolo a soli 3,8km. In tal caso, si percorre comunque tutta la parte più piacevole, tranquilla, rurale e panoramica. Infatti, si starà lontano dal traffico, si costeggeranno giardini, orti e boschetti, si supereranno vari rivoli e si toccheranno punti caratteristici come il rivo Cesarano, San Biagio, il belvedere Casarlano e le sciuscelle (carrubi) di via Casola.

 

Lungo l'itinerario sono state già poste quasi tutte le mattonelle previste, molte delle quali "necessarie" considerato il gran numero di incroci. In ogni caso prestando attenzione ai segnavia a vernice, agli adesivi apposti in via sperimentale e alle indicazioni riportate sulle mattonelle, chiunque potrà affrontare il percorso senza temere di perdersi.

Fra piazza Tasso e il culmine del circuito (a via Cala) si devono affrontare circa 185m di dislivello ma, essendo diversa la distanza fra tali punti a seconda della direzione di percorrenza, chi procederà in senso orario (via Casarlano) troverà una pendenza media di 5,6%, camminando in verso opposto (via Cesarano) la pendenza sarà 9,3% e quindi a qualcuno la passeggiata potrà sembrare più faticosa (in particolare via Palomba).

 

Chi volesse continuare a inerpicarsi verso la parte alta della valle, potrà intraprendere uno dei due itinerari che si staccano da questo circuito e conducono rispettivamente a Sant’Agata (ìtin. 26) e a Colli di Fontanelle (itin. 29), ma di questi scriverò in un prossimo post.

itin. 22 - Borghi della valle di Sorrento (circuito collinare)

Sorrento - Cesarano - Baranica – Casarlano – Sorrento (ca. 5,3 km)

Porta del Piano (piazza Tasso), viale Caruso, via Fuorimura, via Santa Lucia, via Atigliana, via Cesarano, via San Renato, via Cesarano vecchia, via Palomba, via Cala (dall’incrocio con via Atigliana ha inizio itin. 26 per Sant’Agata via Zatri), via Baranica, via Casarlano (dall’incrocio ha inizio itin. 29 per Colli di Fontanelle per via Gradoni e via Campitiello), via Casola, via San Valerio, via San Renato, via Marziale, corso Italia, piazza Tasso

TOLOMEO 2021 è un progetto elaborato da Giovanni Visetti, su incarico di Penisolaverde S.p.A. per conto del Comune di Sorrento

mercoledì 4 marzo 2020

Escursionisti, gente strana … almeno agli occhi di tanti

Ma chi v’’o fa fa’?” è uno dei commenti/domanda più frequenti che gli escursionisti si sentono rivolgere, per lo più in senso bonario, quasi una presa in giro.
Ricordo perfettamente gli sguardi inquisitori e sbalorditi di chi una trentina di anni fa mi vedeva in pantaloncini da escursionismo (anche con temperature non proprio calde) avviarmi ad esplorare sentieri, da quelli a monte di Amalfi a quelli del Faito e poi fino all'estremità della Penisola Sorrentina. L’escursionismo di massa con i gruppi organizzati da tour operator stranieri sarebbe arrivato solo una decina di anni più tardi, alle soglie del nuovo millennio. Contemporaneamente si cominciarono a vedere anche gruppi più o meno estemporanei di camminatori locali con mentalità più easy going di quella professionale dei gruppi CAI (lo storico Club Alpino Italiano, fondato nel 1863), come fu per gli Escursionisti Lubrensi (poi trasformatisi in FREE) che si costituirono l’8 novembre 1999 in quel di Schiazzano.
Ricordo la volta in cui, dirigendomi verso San Nicola per un sopralluogo, poco dopo aver superato Sambuco (frazione di Ravello, e non S. Buco come era riportato sugli orari SITA …) una simpatica signora intenta a fare l’erba per gli animali mi chiese “addò jate? a scaccia’ ’e sierp?”, domanda giustificata anche per essere una tarda mattinata di una calda giornata di giugno. Poi la rividi guidando i miei primi gruppi inglesi e da allora avrà visto sempre più escursionisti passare di lì, senza più meravigliarsi.
Tutt’oggi, nelle località meno frequentate da escursionisti, c’è chi ci guarda con sguardo perplesso, e spesso chiedono “addò jate?”; a chi risponde e intavola una conversazione taluni poi suggeriscono mete e percorsi secondo loro sconosciuti a tutti o, al contrario, sconsigliano di andare perché non si passa più essendo tutto abbandonato.
Ai loro occhi (e per tanti altri), gli escursionisti in genere sono tipi quasi fuori di testa, per lo più detto in modo benevolo, per inerpicarsi anche fuori sentiero fino in cima alle montagne, casomai sotto un sole cocente o con cielo che minaccia pioggia. Oltretutto, nei decenni scorsi, anche gli abbigliamenti degli escursionisti, sempre più colorati e sgargianti, indossati da donne e uomini ben oltre i 50, hanno spesso attirato l’attenzione … in qualche caso suscitando quasi scandalo, ma ora nessuno si meraviglia più di niente.

Forse non hanno tutti i torti, ma a noi piace così e, dicendo noi, penso di interpretare il pensiero di molti. Essendo sempre pronto allo scherzo e all’autoironia, ho quindi realizzato (male, … malo mast’ songo e mali fierr tengo) questo schizzo che penso ben rappresenti l’opinione che molti hanno degli escursionisti e specialmente di quelli locali. Visione che - in modo ironico e chiaramente includendomi nel lotto - in buona parte condivido, in particolare per la nostra mancanza di coordinamento e coesione, pur avendo indubbiamente opinioni e obbiettivi sostanzialmente simili. Sono contento di includermi senz'altro nella banda ma, ovviamente, lascio la libertà a chiunque altro di dissociarsi. Tuttavia ricordo che uno dei Comandamenti dei Camminanti (già dei FREE, dal significativo titolo meglio ‘na mala jurnata ca nu malo compagno) sottolinea che: 
non sono ammesse "facce appese", ‘mpicciusi e persone lamentose.
Di conseguenza sono esclusi anche quelli che non sanno ridere di sé stessi.

martedì 28 aprile 2015

Da dove si parte per andare a …?

Ricordate il post relativo alla teoria dei grafi? Chi ne ha colto il significato e l'utilità comprenderà anche l'insensatezza della domanda proposta come titolo, che mi viene frequentemente rivolta. Se è vero che in rarissimi casi la risposta è unica, è altrettanto vero che la maggior parte delle volte è una domanda assolutamente priva di senso se posta in questi termini, senza alcuna condizione. 
Il primo dato da fornire dovrebbe essere quello della provenienza. Esempio: per percorrere il sentiero degli Dei (a/r) da dove si parte? Già sarebbe meglio: da dove conviene partire? Ma se il genio non dice da dove viene, come si può rispondere? Chiaramente, per limitare inutili, stressanti e dispendiosi viaggi in auto, o i quasi impossibili trasferimenti con mezzi pubblici, a chi proviene dalla Penisola Sorrentina o dalla zona di Positano converrà partire da Nocelle, mentre chi si trova in Costiera o viene via autostrada troverà più comodo iniziare da Bomerano (Agerola). 
Come spero sia chiaro, anche questo semplicissimo esempio evidenzia che specificare la provenienza è dato indispensabile per sperare di ottenere una risposta pertinente e precisa. Ma se si passa ad indicare solo una destinazione, e non un sentiero, la questione si complica ulteriormente e qui entrano in ballo i grafi. Rappresentando l'intera rete di strade e sentieri come un grafo risulta evidente che ogni nodo (località o semplice incrocio) può essere raggiunto a partire da qualunque a altro.
Anche nel caso che lo spigolo - qualunque tratto di strada o sentiero fra due incroci (nodi) - finale sia unico e quindi obbligato, per raggiungere il precedente ci saranno certamente numerose possibilità. Chi usa il navigatore (quello per auto) avrà notato che, impostata la destinazione, vengono elaborati tanti percorsi diversi e poi proposto quello più rapido (che non sempre è il più breve). Il navigatore vi consiglia il percorso più breve in termini di tempo elaborando i dati di percorrenza media di ciascun singolo tratto. A quanto ne sappia, l’unica condizione che si può preimpostare è quella dell’evitare il pagamento di pedaggi, successivamente si possono richiedere percorsi alternativi. 
Al contrario, andando a piedi si possono anche considerare “scorciatoie” fuori sentiero e ciò aumenta ulteriormente le possibili combinazioni. Per di più, se di solito chi va in auto cerca di concludere un trasferimento nel modo più rapido possibile, l’escursionista ha tutt’altri fini e spesso interessi specifici. Una volta definito il punto di partenza e l’itinerario di massima, si procede poi a considerare varianti, possibili aggiunte, vie di fuga e infine, nel caso di percorso ad anello, il verso.


Il saggio camminatore, nel pianificare la sua escursione, cercherà di soddisfare tutte le sue condizioni preliminari o quantomeno il maggior numero possibile. 
Per esempio, l’escursionista accorto apre una cartina generale dell'area interessata (come il planner - in alto – che creai proprio per visualizzare area e sentieri anche se se ne ha perfetta conoscenza) e comincia ad ipotizzare un percorso di massima per il suo progetto, tenendo conto di condizioni quali:
* min e max distanza, max dislivello, max ore di cammino
evitare per quanto possibile di ripetere stessi tratti (a/r)
raggiungere punti panoramici particolari
passare per una serie di località specifiche
evitare tratti problematici per sé o per eventuali compagni di passeggiata
possibilità di utilizzare trasporti pubblici per chiudere un circuito
e se ne potrebbero aggiungere ancora altre.
Ognuno di questi vincoli (molti sono a valutazione soggettiva) influirà sul valore da attribuire a ciascun tratto e quindi sulla scelta finale che, di conseguenza, non sarà mai assoluta, ma relativa.
Come spero di aver chiarito, chiedere come andare al punto X senza specificare punto di partenza, proprie capacità, disponibilità di tempo, interessi, ecc. è cosa illogica e chi risponde senza avere almeno buona parte di questi dati spesso non fornisce un buon servizio.

martedì 21 aprile 2015

Le mappe GioVis ora navigabili con GPS

Al termine di una lunga serie di email per concordare i termini della collaborazione e definire le caratteristiche tecniche dei file e altri dettagli, già da qualche giorno alcune delle mie mappe (ora georeferenziate) sono disponibili (gratuitamente) sul sito www.pdf-maps.com by Avenza, società canadese specializzata in software dedicato alla cartografia.
PDF Maps è un’App cartografica che consente di scaricare cartine per poi utilizzarle offline su dispositivi Apple iOS o Android dei quali utilizza il GPS interno per localizzarvi sulla mappa. Oltre queste funzioni basilari ne offre molte altre, secondarie, che tuttavia possono tornare molto utili (www.pdf-maps.com/about-pdf-maps/). Il catalogo comprende migliaia di carte di vario genere, scala e interesse, in tutto il mondo. L’App è gratuita e la potrete scaricare nella versione iOS o Android (prossimamente sarà disponibile anche quella per Windows) da www.pdf-maps.com. Il sito è solo in inglese, ma basta averne una minima conoscenza o una discreta esperienza con App simili per venire a capo della situazione.
Una volta installata l’App potrete cercare le mappe che vi interessano (Get maps) nella pagina apposita. Similmente a Googlemaps, avrete a disposizione una casella di ricerca e, poco più in basso, vi apparirà l’intero planisfero zoomabile. Avenza propone sia mappe a pagamento che gratuite, ma si può limitare la visualizzazione solo o queste ultime scegliendo l’opzione FREE only. Trovato ciò che vi interessa, vi apparirà subito un’anteprima accompagnata dalla descrizione del territorio e quindi potrete scaricare la cartina vera e propria in alta definizione. Ci sono carte turistiche, tematiche e intere serie di cartografia ufficiale come quella del Paraguay in scala 1:100.000 (ma probabilmente non vi interessa) e quella forse più utile degli Stati Uniti in centinaia e centinaia di fogli 1:24.000.
Torniamo a noi. Al momento, gli escursionisti che vogliono percorrere i sentieri della Penisola Sorrentina, Costiera Amalfitana e Capri, possono scaricare la cartina della parte terminale della Penisola (Punta Campanella, San Costanzo e Jeranto), dell’intera isola di Capri e, anche se meno interessante per i camminatori, il centro storico di Sorrento completo di toponomastica.
Le carte sono sostanzialmente quelle aggiornate al 2015 e già online su www.giovis.com da vari mesi, ma adesso, utilizzando l’App pdf-maps sono navigabili utilizzando semplicemente il GPS del vostro tablet, Smartphone, iPhone e qualunque altro dispositivo con sistema operativo Android o iOS.
Quando vorrete spostarvi nell’area rappresentata accendete il GPS, aprite l’App e le carta. La vostra posizione sarà sempre evidenziata sulla mappa senza che dobbiate connettervi alla rete. Infatti, il servizio fondamentale dell’App si basa semplicemente sull’utilizzo del GPS con lo sfondo della cartina residente sul vostro dispositivo.
Dando il giusto risalto a questa combinazione di un’App con le cartine del territorio (sottolineo che sono entrambe gratuite) potranno essere in tanti a trarne vantaggio. Anche questa volta quelli che possono fare tanto, in particolare nei confronti dei viaggiatori (se qualcuno non se ne fosse ancora accorto il turismo è il volano economico delle Penisola) sono i gestori delle strutture ricettive che per primi dovrebbero attivarsi, ma non dovrebbe mancare il contributo da parte delle Amministrazioni. Chi può (e oltretutto ha interesse) dovrebbe comunicare ai turisti che esiste la possibilità di spostarsi sul territorio limitando i dubbi in merito alle direzioni da prendere. Sui nuovi tabelloni da poco sistemati in tutte le frazioni di Massa Lubrense si è fatto in tempo ad aggiungere i QRcode delle cartine. Si dovrebbe ora provvedere a informare tutti (anche i residenti) di questa nuova possibilità. Può darsi che così si riesca anche a diminuire il numero degli interventi di recupero di escursionisti dispersi.
Alle 11.00 di venerdì 24 aprile, nei locali della Pro Loco di Massa Lubrense, presenterò brevemente l’App pdf-maps e, se necessario, aiuterò gli intervenuti a caricarla sul loro dispositivo iOS o Android. Per allora dovrebbe essere disponibile anche la cartina dell’intero Progetto Tolomeo (itinerari escursionistici di Massa Lubrense e Sorrento) e, se così fosse, sarà possibile effettuare un breve test andando a spasso per le strade di Massa a partire dalla Pro Loco stessa. 

mercoledì 18 marzo 2015

Sentieri “pericolosi” e loro “messa in sicurezza”

Ho usato le virgolette nel titolo per sottolineare il fatto che in questo post discetterò di sentieri veramente pericolosi e della loro effettiva messa in sicurezza, in questo caso necessaria per consentire il transito. Ho già affrontato il tema in passato cercando di evidenziare come le operazioni di "messa in sicurezza" dalle nostre parti siano spesso inutili e oltretutto mal realizzate. Inutili perché la maggior parte dei sentieri interessati da questi interventi non presentano alcun elemento di pericolo particolare se non quelli derivanti dall'essere un percorso in natura, di montagna. Mal realizzati in quanto, al di là di come siano fissate le staccionate, queste sono realizzate con di pali di castagno "di scarto". Pur essendo vero che quelli impiegati nei pergolati possono durare vari decenni, non è altrettanto vero per le loro cime e per quelli più giovani e più sottili ... gli scarti, che oltretutto vengono spesso pagati come se fossero i migliori allirti. Provate a confrontare qualità e diametro dei pali di staccionate e pergolati. Non da ultimo, questi passamano danno un falso senso di sicurezza e, sperando che non accada, mi chiedo di chi sarebbe la colpa in caso di un malaugurato incidente. Ho sempre l'impressione che le "messe in sicurezza" così fatte servano solo ad arricchire progettisti, direttori dei lavori e fornitori di materiali.
   
Questa era la dovuta premessa ad una notizia che forse vi è sfuggita o ne avete letto solo il titolo senza approfondire l’argomento. Il Caminito del Rey, da anni reputato uno dei più pericolosi sentieri al mondo (in queste classifiche è impossibile e quindi stupido dire il più), fra pochissimi giorni sarà rimosso dalla lista. Infatti il 26 marzo verrà inaugurato il percorso completamente ristrutturato (a regola d'arte) e messo in sicurezza (ma veramente ...) ed in questo caso l'operazione non solo era giustificata, ma anche indispensabile.
E udite, udite! Il costo complessivo dell’opera è stato di 5 milioni di Euro (soli 2,24 milioni per tutta la passerella e il resto per l’adeguamento delle strade di accesso e le infrastrutture). Gli escursionisti pagheranno un biglietto di 6 Euro, ma per i primi sei mesi sarà gratis. E’ stato sottolineato che, visto che non è un servizio pubblico necessario, è giusto che lo paghino gli utenti.
Vi invito ad effettuare una rapida ricerca e comparare quelle cifre con quanto è stato speso e quanto si pensa di spendere in Penisola e sui Monti Lattari per “mettere in sicurezza” pochi chilometri di sentieri costruendo pochi scalini, la maggior parte con semplici paletti di castagno, e realizzando poche centinaia di metri di ringhiere instabili e poco durature. Nel paragone considerate anche che per il Caminito del Rey le problematiche erano ben diverse, il trasporto materiali possibile solo con elicotteri, il personale necessariamente specializzato.
   
Perché non invitare alle gare di appalto anche qualche ditta spagnola? Con pochi milioni, ma veramente pochi, metterebbero a posto l’intera rete sentieristica dalla Valle delle Ferriere, al Faito, a Punta Campanella.
Questo incredibile tracciato fu costruito fra il 1901 e il 1905 per far passare gli operai che lavoravano alla costruzione della diga del Chorro. Alla sua inaugurazione (21 maggio 1921) intervenne il re Alfonso XIII che, affascinato dallo spettacolare scenario, lo percorse completamente “seguito da un impaurito séguito” e da allora in poi fu chiamato Caminito del Rey.
Negli ultimi 20 anni è diventato sempre più famoso fra gli escursionisti "avventurosi" di pari passo con l'aumento del dissesto e della conseguente pericolosità. A causa del suo stato, già oltre 10 anni fa l'accesso fu bloccato e fu ufficialmente interdetto (multa di 6.000 Euro per i trasgressori) e ne fu addirittura distrutta volontariamente una parte per rendere “impossibile” l’accesso. Ma niente di tutto ciò ha fermato i più spericolati (o addirittura incoscienti assolutamente impreparati) e quindi non sono mancati incidenti mortali.
In questo campo (parchi, sentieri, ambiente, ecc.) in Spagna le cose funzionano diversamente e quindi con un progetto congiunto Stato, la Junta de Andalucía, Diputación Provincial de Málaga, e vari Ayuntamientos in meno di un anno hanno ricostruito i 3km di passerelle, quasi sempre sospese nel vuoto fino a oltre 100m dal fondo della gola. 
Di conseguenza, anche con tutte le nuove sicurezze, resta un percorso assolutamente non percorribile da pavidi e da chi, seppur minimamente, soffra di vertigini. Qui di seguito vi propongo vari dei tanti video che potrete trovare in rete digitando "Caminito del Rey". Per dare la giusta idea li ho scelti fra quelli dell'ultimo anno, alcuni ripresi degli "abusivi" che mostrano come si fosse ridotto (e come non si vedrà più), da altri abusivi che sono entrati a cantiere aperto e mostrano lo stato di avanzamento della ricostruzione, altri più o meno ufficiali che illustrano i lavori, in corso e quasi terminati.
Infine vi propongo questo filmato che assembla foto e video di varie epoche, (Historia del Caminito del Rey) da quando era percorso da operai e lavoratori fino ai nostri giorni, e include anche una "curiosità" cinematografica che mostra come si trovasse in ancora ottimo stato alla fine degli anni ‘50. Fra 3'22" a 4'07" vedrete il poster e varie sequenze di Never so few, proposto in Italia con l‘incredibile titolo Sacro e profano, ma in America latina non hanno fatto meglio chiamandolo Cuando hierve la sangre (Quando il sangue bolle). In ogni caso questo film del 1959, nonostante la fama di John Sturges (regista di I magnifici sette, La grande fuga) e la partecipazione di star come Steve McQueen, Frank Sinatra e Gina Lollobrigida, è notoriamente reputato molto scadente e per questo molto poco conosciuto.

mercoledì 18 febbraio 2015

Walking Festival, perché a Tenerife è possibile?

Ieri ho notato il manifesto del Tenerife Walking Festival organizzato dall’Amministrazione dell’isola tramite il suo ufficio del Turismo per il prossimo mese di marzo e di ovviamente ho approfondito l'argomento in rete. I punti di forza che facilitano la realizzazione di un tale evento sono la disponibilità e varietà di alloggi, che a Tenerife è chiaramente vastissima, e i numerosi i percorsi dei quali se ne propongono 15 di vario tipo, impegno e difficoltà, in diversi posti dell’isola a diverse quote. Fra essi gli iscritti scelgono i 4 itinerari che poi prenoteranno specificando le relative date di effettuazione. Il programma prevede l’incontro a Puerto de la Cruz martedì 10, con consegna del materiale informativo e a seguire cocktail di benvenuto. Le escursioni si svolgeranno dall'11 al 14 fra le 8.00 e le 18.00, con partenze scaglionate a seconda della loro durata e ubicazione. Per le serate sono previste altre attività turistiche e ricreative mentre sabato, dopo il rientro di tutti gli escursionisti, ci sarà la chiusura ufficiale. Nell’organizzazione sono state coinvolte associazioni internazionali come la ERA (European Ramblers’ Association), la FEDME (Fed. Spagnola degli sport di montagna e scalata) e la FECAMON (Fed. Canaria de Montañismo). Inoltre, a dimostrazione che con il supporto istituzionale si possono ottenere importanti facilitazioni, i partecipanti godranno anche dello sconto del 15% sui voli Iberia (compagnia area di bandiera spagnola). 
Personalmente, invece, posso "vantarmi" di avere una lunga storia di insuccessi in Penisola e Costiera, esponendo progetti a tanti qualificati interlocutori che molte volte hanno anche finto di ascoltarmi, si sono complimentati per le idee proposte e poi ... non si è concluso niente. Solo rarissime volte si è giunti a un risultato.
Vari anni fa sottoposi un programma simile a quello di Tenerife (con un minor numero di escursioni proposte, ma distribuite su tutto il territorio dei Monti Lattari) a vari Amministratori, ma chiaramente non se ne fece niente e quindi, a partire dal 2009, mi limitai ad organizzare autonomamente i miei Trek fra Amalfi e Capri con pernottamenti al Agerola, Faito e S. Agata con percorsi diversi anno per anno e di durata compresa fra i 5 e i 7 giorni.
Ma già una ventina di anni fa mi ero vanamente attivato preparando un progetto in parte analogo al suddetto e finalizzato alla creazione di una rete di sentieri, da promuovere come un unico sistema, e un coordinamento delle strutture ricettive vicine. La cosa era per me logica e assolutamente necessaria visto che la maggior parte dei percorsi si sviluppa in diversi territori comunali, talvolta facenti capo a Provincie differenti. Preparai una lettera, nella quale esponevo i dettagli essenziali del progetto e mi dichiaravo disponibile per un incontro di approfondimento, e la inviai agli Assessori al Turismo Provinciali, ai Sindaci e Assessori al Turismo di tutti i Comuni, dai due sull’Isola di Capri fino a Maiori, a tutte le AAST (Az. Autonome Soggiorno e Turismo) dell’area e anche a qualcun altro. Dagli Amministratori che conoscevo mi presentai direttamente senza aspettare risposta e mi comportai egualmente con i dirigenti delle AAST. Di tutti gli altri sapete quanti mi contattarono? Solo 1 ed esattamente l’Assessore al Turismo della Provincia di Napoli il quale mi invitò a un incontro. Nel corso della non breve esposizione del progetto mi parve sinceramente interessato, ma mi fece presente che era quasi a fine mandato e quindi tutto dipendeva da una sua eventuale conferma (che non ci fu).
Concludo sottoponendovi qualche domanda per cercare di individuare i motivi che impediscono la realizzazione di qualcosa di simile al Walking Festival di Tenerife. Rispondete con calma, avete tempo per riflettere:
  • pensate che non ci siano abbastanza sentieri nell’area dei Lattari?
  • o che, pur essendoci, non siano abbastanza interessanti e panoramici?
  • o forse c’è carenza di strutture ricettive?
  • o scarseggiano i minibus per i trasferimenti ai punti di partenza?
  • o mancano guide escursionistiche esperte del territorio?
  • o si deve aspettare che qualche “scienziato”, non-conoscitore del territorio, professionista (requisito non obbligatorio) in un campo non attinente all’escursionismo, presenti un progetto che consenta di sperperare (io direi “zazzariare”, che rende ancor meglio l’idea) centinaia di migliaia di Euro di denaro pubblico?
Penso che sospettiate che sono tutte domande retoriche e allora concludo con questa ultima che qualcuno “malignamente” vorrà leggere come un quesito un po’ provocatorio:
  • non potrebbe semplicemente dipendere dalla carenza di Amministratori attenti e efficienti, che non siano limitati da anacronistici e deleteri campanilismi e che si rendano effettivamente conto delle potenzialità dell’area per il settore escursionistico, di Albergatori (in senso lato e con buona pace dei pochissimi che si danno da fare) che si interessino del settore senza accontentarsi di “riempire” con le solite proposte di Capri, Pompei, Vesuvio, Amalfi e Positano e, infine, di Dirigenti degli uffici turistici istituzionali che non siano solo burocrati che non conoscono neanche il territorio che dovrebbero promuovere?
Parafrasando un tormentone di qualche anno fa, qualcuno potrebbe rispondere:
“L’ultima che hai detto”.

martedì 27 maggio 2014

Escursionismo e Natura: nuovo video, "professori", ricercatori e "inutili dilettanti"

E' online il video dell'escursione di sabato scorso da Colli S. Pietro a S. Maria del CastelloLe immagini della Serapias cordigera sono le ultime del video caricato sia su YouTube youtu.be/NukhWFJQPuM  che su Vimeo  vimeo.com/97663908
Vedrete tanti fiori con una predominanza di Cisto rosso a quote più basse e di Trifoglio incarnato nei prati in cima a Monte Comune.
Nel frattempo ho ricevuto un interessante messaggio da parte di un "botanico" che, interpellato sulla diatriba in atto, ha dichiarato di aver spesso collaborato con "amatori" e di condividere quanto espresso nel mio precedente post.
Ne ho stralciato un paio di passi a mio parere significativi, il primo di valore assoluto:
"Pur non conoscendo i termini della questione, penso che considerare la ricerca come un campo precluso a chiunque non abbia un titolo accademico dimostri la miopia, tutta italiana, di alcuni accademici e spieghi i motivi della poca competitività della nostra ricerca a livello internazionale."
E più avanti: "Mi è giunta voce che l'importante segnalazione di Epipogium aphyllum sia stata esclusa dalla pubblicazione. Devo dire che un collega straniero, incuriosito da questa segnalazione, è andato alla ricerca di questa rarissima specie sul monte Faito, l'ha trovata e fotografata dimostrando che le cosiddette segnalazioni amatoriali meritano quantomeno di essere verificate con rispetto e attenzione."
Penso che siano considerazioni più che valide e che forniscano buoni spunti di riflessione.
Per saperne di più leggete anche il precedente post: 
escursionismo-e-natura-la-serapias.html 

lunedì 26 maggio 2014

Escursionismo e Natura: la Serapias cordigera cresce anche in Penisola Sorrentina

Ieri sono andato a fare quattro passi (Colli San Pietro - S. Maria del Castello a/r, 15km) e fra una quantità incredibile di fiori (con il Cistus incanus a farla da padrone incontrastato - video in arrivo) ho avvistato anche un paio di Serapias cordigera L., orchidee poco comuni.
Ho condiviso la notizia con i miei vari amici botanici, ricercatori e orchidofili e qualcuno mi ha fatto notare che su un testo di recente pubblicazione specificamente dedicato alle Orchidee delle nostre aree, la presenza della Serapias cordigera viene messa in discussione citandola solo fra le Antiche segnalazioni (“… Orchidee segnalate dai diversi Autori in tempi passati, ma oggi non più confermate in Penisola Sorrentina.”)
Prima di trovare gli esemplari fotografati sabato scorso (un paio di immagini sono in calce), avevo già personale conoscenza della presenza della S. cordigera in ben cinque aree diverse della Penisola e la stazione appena individuata è la sesta. Infatti, pur non essendo né un botanico, né un naturalista, ma semplicemente un escursionista che ama sapere cosa vede e indaga per apprendere un po' di più, da anni sono a conoscenza della presenza dell’Orchidea in questione in Penisola Sorrentina.
Sarebbe bastato effettuare una ricerca in internet per trovare anche queste pagine da me create vari anni fa: www.capriorchids.com/serapiascordigera.htm (foto) e www.capriorchids.com/maps/kmqserapiascord.jpg  (carta della distribuzione).
Di conseguenza mi sorge il legittimo dubbio che anche la recente pubblicazione (come molte altre "sovvenzionate") sia poco più di un semplice e frettoloso “copia e incolla”, metodo che, ahimè, sembra prendere sempre più piede. 
Ho la sensazione che la ricerca sul campo sia stata molto limitata e i confronti con altri ricercatori quasi nulli non essendo certo io l’unico ad essere a conoscenza della conclamata presenza della Serapias cordigera sui Monti Lattari
In conclusione, checché ne dica l'autore, qualunque orchidofilo, botanico o semplice appassionato come me, interessato a scattare qualche bella macro della S. cordigera, non avrà difficoltà a trovarne vari esemplari, basta andare in giro ed avere gli occhi aperti. 
Penso di non sbagliare affermando che i dati per simili ricerche vanno necessariamente raccolti e verificati su campo. Infatti, per quanto io sappia, raramente le orchidee nascono nelle biblioteche o spuntano dai computer ...