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venerdì 25 dicembre 2015

Due giorni passeggiando in ambito urbano + cenone!

La Orotava (23 dicembre) e La Laguna (24 dicembre)

Sono salito a La Orotava, una volta città più importante dell’area, che dà in nome a tutta l’enorme valle e una volta anche a Puerto de la Cruz il cui nome originale, prima della costituzione in comune autonomo, era appunto Puerto de Orotava. Non da ultimo, mentre i vari versanti della caldera del Teide sono ripartiti in più comuni, Las Cañadas ricadono interamente nel suo territorio e quindi, di diritto, ospita la sede del Parque Nacional.
   
Come vedrete scorrendo le foto di questo albumLa Orotava conserva numerosi palazzi d’epoca, dallo stile coloniale al liberty, chiese di un certo pregio, giardini molto ben curati e, in questo periodo, numerosi presepi.
Devo dire che in merito a questi ultimi sono rimasto un po’ deluso essendo nettamente inferiori a quelli esposti a Puerto de a Cruz, dei quali ho già detto in un precedente post. Tuttavia ho trovato delle scene molto ben rappresentate ed in particolare quella dei passatempi. 
Ci sono un sacco di giocattoli in miniatura, dal trenino di legno al cavallo a dondolo e bambini che giocano con lo strummolo (trottola), il cerchio (di ferro) e alla cavallina. Queste azioni dinamiche sono molto ben descritte, ma i pastori sono veramente orrendi, per non dire osceni. Qualche spunto originale era presente anche nel grande presepe a grandezza naturale allestito nel Plaza del Ayuntamiento.

Il nome completo ed ufficiale è San Cristóbal de La Laguna (città fondata nel 1496, capitale di Tenerife da allora fino al 1723), ma tutti la chiamano semplicemente La Laguna.
Per lo più pianeggiante, il centro storico è attraversato da ampie strade quasi tutte pedonalizzate ed è ricco, come qualunque altra cittadina coloniale dell’epoca della Conquista, di edifici nobiliari con delle belle corti interne a giardino, balconi in legno coperti, chiese e conventi. Al margine nordorientale del centro si trova il Mercado Municipal, ieri più affollato del solito sia in quanto giorno semifestivo sia perché in tanti dovevano approvvigionarsi per i vari pranzi e cene. 
Foto del centro e del mercato
Anche qui a Tenerife la tradizione prevede la cena della vigilia di Natale (Nochebuena) per lo più a base di pesce, crostacei e molluschi (a tal proposito guardate le foto della mia cena a Casa Tata, con la famiglia).
Dalle foto dei banchi del mercato vedrete che molto del pesce era già stato venduto mentre evidentemente non c’era stata una corda al baccalà e verdure. Notate la grande varietà di tipi di patate che qui hanno un ruolo basilare nell’alimentazione (arrugadas, fritte o bollite comunque sono a tavola), in quasi qualunque banco di frutta e verdura occupano uno spazio notevole.
Della cena della vigilia alle quale sono stato invitato ho particolarmente apprezzato le navajas a la plancha con mojo verde ... una delizia.  Sono dello stesso genere (Ensis) dei nostri cannolicchi, ma un po’ più grandi e pieni. Foto a sinistra
Anche le gulas con gambas erano notevoli. Attenti a non confondere le gulas con le angulas ... le prime sono un succedaneo delle seconde e furono inventate a causa dei prezzi proibitivi (fino a quasi 1.000 Eur/kg) delle angulas che sarebbero gli avannotti di anguilla. Sono fatte di pasta di pesce, assolutamente salutare. Foto a destra
  

lunedì 30 novembre 2015

Don Antonio Maestro de Trompo (app. al post precedente)

Il protagonista di questo video (del primo tipo) è un vero professionista del trompo, e non solo. Nei primi secondi del filmato c'è addirittura il suo biglietto da visita leggendo il quale si apprende che è tornitore di oggetti di legno tradizionali, non solo di vari attrezzi per passatempi, ma anche utensili da cucina ed altro. Si propone anche per "esibizioni di trompos".


In questo filmato, girato all'esterno di una stazione della metropolitana di Medellin (Colombia) Don Antonio Dìaz mostra varie "figure acrobatiche" del trompo, specificandone il nome una per una. 
Nel corso della mia ricerca ho constatato che la maggior parte delle clip riguardano acrobazie e non sfide fra più persone. Inoltre per questo tipo di uso dello strummolo si usa una cordicella molto più lunga di quella che si utilizzava per lanciarlo nell'intento di colpire quello dell'avversario.
Godetevi il video.  

domenica 29 novembre 2015

Trompomanìa = Strummolomania

Di tanto in tanto, purtroppo non abbastanza spesso, si può celebrare con estremo piacere un “ritorno al passato”. Il fatto è ancora più apprezzabile in quanto in questo caso si tratta di un passatempo molto più economico delle playstation e derivati, non crea dipendenza, aiuta a socializzare ed invita a stare all’aria aperta. 
Trompos boliviani pronti all'uso.

Da pochissimo a Tenerife è scoppiata la mania del trompo, identico al famoso strummolo napoletano, non so se trottola sia termine italiano preciso, a me sembra troppo ampio e mi dà più l’idea di un passatempo solitario per bambini piccoli. Al contrario, con lo strummolo si gareggiava, in vari modi, secondo regole ben precise, variabili però da luogo a luogo. Si tratta di un attrezzo più che un giocattolo certamente vecchio di oltre 2.000 anni essendo citato sia in testi greci che latini (perfino da Catone). Oltre questa “estensione temporale” è notevole la sua estensione geografica vista la diffusione in oriente fino al Giappone e, chiaramente in secoli più recenti, diffusissimo in America Latina introdotto dai conquistadores. In questo primo video vedrete cosa si può fare con un trompo, ma è ovviamente solo una prova di abilità.
NON VI PERDETE QUESTO FILMATO  (2'06")
  
Nel secondo video si vede un incontro a squadre in occasione di una festa tradizionale nel nord dell’India. Nei primi 40" si vedono solo le teste e parte del busto di alcuni "strummolieri", ma poi la sfida si fa interessante ed è ben visibile.
In quest'ultimo, invece, dei ragazzini cinesi (quello con la camicia a quadri e quello con i pantaloncini celesti sembrano i migliori del gruppo)giocano e si esibiscono “liberamente”.

Potrete trovare un'infinità di video del genere utilizzando, per esempio le parole chiave "trompo tradicional" o "traditional spinning top". Io ne ho trovati, ed in parte visto, di Messicani, giapponesi, cileni e coreani ma certamente ce ne saranno anche di altre nazionalità. 
Come qualcuno sa, nel 1992 scrissi Barracca 'o rutunniello, cavallo cavallo mantieneme 'ntuosto e altri giochi dimenticati, libro nel quale descrivevo i passatempi più diffusi che si praticavano in strada fino ad una cinquantina di anni fa e fra essi era ovviamente compreso lo Strummolo
Qui al lato, copertina della I edizione.
Nel 2011 ne ho prodotto una seconda edizione virtuale in pdf (80 pagg.) scaricabile gratuitamente da questa pagina che contiene anche una breve introduzione. Il capitolo dedicato allo Strummolo inizia a pag. 53 e vengono descritte le caratteristiche del gioco nostrano e di alcune varianti.
Plaza del Charco, Puerto de la Cruz: tutti ad arruta’, ragazzine e ragazzini


Tuttavia, fra i trompos attualmente in giro a Puerto de la Cruz, non ne ho visto nessuno in legno. Ce ne sono di gomma, di metallo leggero, di plastica, alcuni trasparenti e parzialmente riempiti d'acqua. Anche le corde per avviarlo sono "fuori norma" essendo esageratamente lunghe anche se è meglio così che troppo corte. 
A proposito della lunghezza della funicella vale la pena di ricordare un modo di dire molto significativo: s'aunesciono 'o strummolo a tiritippete e 'a funicella corta (si uniscono lo strummolo a tiritippete e la corda corta). Uno strummolo veniva definito a tiritippete (o tiriteppola) quando non era ben bilanciato e quindi roteava poco ed in modo irregolare e traballante. Di conseguenza l'espressione si usava riferendosi a cose o persone con più di un difetto grave.