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lunedì 5 giugno 2017

Il meraviglioso e semisconosciuto mondo delle farfalle

Tutti hanno familiarità con il nome farfalla, ma pochi le conoscono bene e forse le hanno osservate solo in volo, ancora meno sanno che insieme con le falene “scientificamente” costituiscono l’ordine dei Lepidotteri. Letteralmente questo termine significa che gli insetti che fanno parte di quel gruppo hanno “ali con squame” e proprio grazie ad esse ci si presentano con disegni più o meno compositi e di tanti colori, spesso molto contrastanti fra loro.
Con l’aiuto delle foto (meglio se macro in quanto facilitano l’osservazione dei minimi dettagli, provate a ingrandire queste inserite nel post) e un po’ di studio su un testo specifico si possono scoprire tante particolarità di questi insetti che affascinano quasi per tutti (basti pensare alle decorazioni, tatuaggi, oggetti) e che il loro nome farfalla è stato associato a uno stile di nuoto, una trafila di pasta, tipo di cravatta, un nodo, tipo di cerotti, vari tipi di apparati e meccanismi, ecc.
   
Di alcune caratteristiche ci si può rendere conto abbastanza facilmente, come per esempio del fatto che hanno 4 ali (e non solo 2 come vengono spesso erroneamente disegnate), con le anteriori che coprono parzialmente le posteriori, e che le stesse nella maggior parte dei casi hanno colorazioni e disegni della parte superiore molto diversi da quelle inferiori. 
Per un  entomologo improvvisato (come me) che voglia giungere o almeno avvicinarsi all’identificazione di una farfalla è quindi importante (oltre ad avere a portata di mano una buona guida) fotografare sia la parte superiore che quella inferiore ... il problema è riuscirci.
Varie specie di farfalle hanno comportamenti molto diversi ma di solito sono tutte molto “irrequiete”. Con molta pazienza si riesce ad ottenere qualche buono scatto in tempi relativamente brevi, ma per riuscire a vedere l’altro lato delle ali si deve aspettare tanto. Quelle che riposano con le ali chiuse mostrano ovviamente la faccia inferiore, mentre quelle che le tengono aperte ci permettono di vedere quella superiore. Un buon momento per trovarle con le ali aperte (anche le specie che di solito riposano tenendole ripiegate) sono le prime ore del giorno in quanto le dispiegano aspettando che si asciughi l’umido accumulato durante la notte.
   
Sommariamente ed in modo empirico, ecco alcune caratteristiche (vere per “quasi” tutte le specie) che possono aiutare anche i più inesperti a distinguere le farfalle dalle falene e quindi provare ad identificarle cercando nel settore giusto:
  • le farfalle hanno colori di solito più splendenti, le falene hanno per lo più colori poco vivaci
  • le farfalle hanno il corpo apparentemente liscio e snello, le falene sono tozze e pelose.
  • le farfalle riposano con le ali in posizione verticale e unite, le falene le tengono lungo i lati o piegate insieme sopra il loro corpo.
  • le farfalle hanno antenne a forma di “mazza da golf” (un’asta con una parte più grossa alla fine); le falene le hanno pelose o filiformi, ma mai come quelle delle farfalle.
  • per lo più, le farfalle sono attive durante il giorno, al contrario delle falene che preferiscono la notte.
Spero di essere riuscito ad interessare qualcuno ... costoro potranno trovare altre macro di farfalle delle mie parti nella raccolta di foto macro, oltre a tante altre su siti professionali ma di spesso di farfalle che non si riusciranno mai a vedere.

domenica 27 marzo 2016

Macchine e oggetti volanti ... reali e dal vivo

E ora ... qualcosa di completamente diverso (come il titolo di uno dei film dei Monty Python). 

Ma non è proprio così in quanto comunque parlo di un museo e, in parte, di viaggi(in alto il primo Concorde francese, in basso lo Shuttle)
Ieri sono stato alla sezione distaccata dell'Air & Space Museum (uno degli Smithsonian), quella che si trova nei pressi dell'aeroporto internazionale di Washington. In un hangar lungo oltre trecento metri, costruito all'uopo, sono raccolte varie centinaia di aerei militari e commerciali, prototipi, elicotteri, navicelle di aerostato e spaziali, alianti, aerei per una ragione o per un'altra famosi, detentori di record, la navicella che, attaccata ad uno speciale aerostato, portò Felix Baumgartner a quota 38.969 metri e dalla quale si lanciò stabilendo il record di velocità raggiunta in caduta libera (1.357,64 km/h) e addirittura lo Shuttle Discovery!


Oltre a quast'ultimo, ci sono aerei che veramente hanno hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia moderna e non sto parlando di modello di o di una serie come gli Spitfire o i Mig russi, ma di velivoli specifici come il tristemente famoso B-29 Enola Gay che il 9 agosto 1945 rilasciò su Hiroshima la prima bomba atomica.
Ce ne sono altri famosi e affascinanti per la loro linea come il famoso aereo-spia Lockheed SR-71A Blackbird che dopo 24 anni di servizio per lo più sui cieli sovietici, proprio venendo a Washington per essere definitivamente sistemato in questo museo, ha stabilito il record di velocità raggiungendo i 3.608 km/h. 
Ma, come vedete, è un "oggetto" bello a prescindere, con delle linee fantastiche ed è importante rammentare che fu progettato "senza l'ausilio di computer"! (un'altra foto è in fondo al post)

E poi c'è il Virgin Atlantic GlobalFlyer con il quale Steve Fossett stabilì nel 2005 il record di volo intorno al mondo in 67 ore e 1 minuto, il primo aereo passeggeri pressurizzato ed il primo jet di linea, ma ancora più affascinati per l'idea, per il design e per l'ardire di chi li ha pilotati sono alcuni minuscoli aerei progettati "per pendolari", da tenere nel garage di casa, come questi in basso. 
A sinistra l'aereo capace di volare più piccolo del mondo (certificato da Guinness) e a destra uno che fa venire in mente un incrocio fra i vecchi modelli di Lambretta e Ape.

   
Quasi dimenticavo di citare le "ali volanti" e non mi riferisco solo a quelle tipo deltaplano, ma anche a piccoli aerei come questo.
Le foto di velivoli grandi e piccoli sono raccolte in questi due album:


domenica 31 gennaio 2016

Uccelli a Ferragudo e il "pipa" cinese

Qual è il nesso? Il mio ultimo giorno in Algarve.
Dopo essere andato ieri a percorrere le spiagge di Portimão nella loro interezza approfittando della bassa marea, stamattina accompagnato da un bel sole ed aria tersa mi sono dedicato a fotografare gli uccelli che popolano numerosi il porto-canale di Ferragudo, al di là dell'Arade (il fiume di Portimão).
Cormorani (Phalacrocorax carbo) e gabbiani (Larus michahellis ) sostavano insieme pacificamente sulla sabbia lasciata scoperta dalla bassa marea, sulla banchina dal lato opposto solo gabbiani, in mezzo barche e boe colonizzate dai cormorani

Gli unici ad essere attivi erano le gavine (forse ... Larus canus? vi farò sapere) uccelli più piccoli dei gabbiani reali (qui grandi in quanto molto ben nutriti) e abbastanza veloci e agili da sfuggire ad essi. Solitarie, sorvolano velocemente le acque scrutandone la superficie per poi fermarsi quasi improvvisamente ad una discreta altezza e quindi tuffarsi entrando in acqua verticalmente. La velocità e l’angolazione permettono di scomparire completamente sotto la superficie per uscirne poi immediatamente scrollandosi l'acqua di dosso. Nella foto a sinistra si intravede l'uccello appena immersosi e a destra la sua ripartenza.
   
I cormorani sembrano molto più tranquilli e non hanno attriti con i gabbiani che, al contrario, sono aggressivi nei confronti di molti altri uccelli e estremamente litigiosi fra di loro, specialmente contro quelli che riescono a procurarsi un buon boccone. Per esempio, nella foto in basso si nota il  gabbiano a destra con qualcosa in bocca e molti altri che, con grandi schiamazzi e agitazione, si erano subito alzati in volo e posti al suo inseguimento.

In questa galleria trovate molte altre foto che, seppur di non eccelsa qualità, permettono di osservare varie posizioni che prendono le ali durante il volo. Anche i meno esperti, purché dotati di un po’ di spirito di osservazione, potranno notare i differenti stili di volo. Guardate questo cormorano ...
Fra gli uccelli di una certa dimensione, oltre alle tre specie suddette si deve annoverare la presenza delle coppie di cicogne (Ciconia ciconia) i cui grandi nidi occupano tutti i punti più alti: ciminiere, tralicci, lampioni, vertici di tetti spioventi. Il classico  rumore che provocano battendo il lungo becco si sente quasi dovunque, a qualunque ora del giorno.

Prima di cena sono poi andato al Tempo (teatro municipale di Portimão) dove, in occasione del capodanno cinese, si esibiva la compagnia artistica di Chongqing. Spettacolo molto piacevole e vario che comprendeva danze tradizionali (in quella di apertura si sono esibite ragazze con abiti tradizionali tibetani con maniche lunghissime, come nel film “La foresta dei pugnali volanti” di Yimou Zhang, 2004 - video in alto), acrobati-ginnasti, giocolieri e vari musicisti che si sono esibiti in assolo con strumenti tradizionali abbastanza inusuali: lo sheng (una specie di organo a bocca), erhu e banhu (strumenti a due corde simili fra loro) e infine il pipa (chitarra a 4 corde), veramente notevole. 
L'artista è differente, ma il pezzo è lo stesso: Sorgente nei Monti Tian Shan (classica danza dell'etnia Yi)

mercoledì 26 agosto 2015

La velocità della farfalla e quella dell’occhio umano

Un paio di giorni fa ho rimontato l’obiettivo macro con l’intenzione di andare a scattare qualche foto, possibilmente diversa dalle solite e, seppur per puro caso, ci sono riuscito. Tutti quelli che si sono cimentati nel fotografare (per pura combinazione o per interesse specifico) le farfalle ben sanno che la maggior parte di esse sono abbastanza irrequiete e bisogna essere molto pazienti o fortunati per immortalarle a dovere. Appena terminati i preparativi per il secondo scatto (piazzando il cavalletto, mettendo a fuoco il punto giusto ecc.) mi sono affrettato a premere il pulsante e allo stesso istante la farfalla è partita! Tuttavia ho tenuto la foto avendo il sentore di poterne ricavare qualcosa di interessante. 

Infatti, osservandola attentamente si possono notare vari elementi che dimostrano inequivocabilmente la velocità con la quale le farfalle si muovono e battono le ali, pur essendo forse i più lenti di tutti gli insetti in questa speciale classifica. Potete osservare vari dettagli al di sotto delle ali, in particolare verso il loro margine. Questo significa che in 1/200 di secondo (tempo di scatto) l’ala si è mossa lasciando intravedere ciò che un attimo prima era coperto da essa, consentendone un’esposizione parziale.
Ma un’altra osservazione in merito al volo delle farfalle l’avevo già fatta in occasione di un mio filmato, anche se il concetto che mi interessava di più era relativo alla capacità dell’occhio umano di cogliere dettagli visti per tempi brevissimi. Mi riferisco al montaggio del video ABSTRACT (doppio significato: astratto e estratto/sommario) nel quale montai in rapidissima sequenza una serie di brevissime riprese (274 scene in 1’54”) già proposte in clip relativi a diverse escursioni in Penisola e sui Lattari. Dopo aver eseguito varie prove riducendo sempre più da durata delle scene, mi fermai a 10 fotogrammi che, a 25fps (fotogrammi al secondo), equivalgono a 4/10 (quattro decimi) di secondo. Avrei potuto senz’altro ridurre ulteriormente la durata visto che, come potrete verificare, anche in questo tempo ridottissimo si riesce a cogliere il movimento del soggetto o della camera e si possono facilmente riconoscere luoghi e persone. 
Inoltre, prestando attenzione al finale del breve video, vedrete una farfalla librarsi in volo “decollando” da una foglia. In dettaglio, essa riposa per 8 fotogrammi, nel nono la si vede in volo e nel decimo ed ultimo è scomparsa ... la videocamera era ferma. Come dicevo in precedenza questa è l’evidenza che, al di là della velocità del lepidottero, siamo in grado di fissare, comprendere e memorizzare ciò che accade in 1/25 (un venticinquesimo) di secondo.
Peter Kubelka, cineasta sperimentale austriaco, definì il cinema come la possibilità di comunicare per mezzo di 24 immagini al secondo (velocità standard delle pellicole cinematografiche) in  quanto lo spettatore, seppur con un certo sforzo di attenzione, era assolutamente in grado di recepirle. Per quanto possa sembrare strano, è proprio così!
... appare evi­dente in Ade­bar (1956–57) e Schwechater (1958), due brevi spot pubblicitari abor­titi o volutamente man­cati ... due brevi film in 35mm, che in seguito si sareb­bero defi­niti “strut­tu­rali”. Nel primo caso ci tro­viamo di fronte a 1664 fra­mes (sud­di­visi in 16 gruppi), nel secondo i foto­grammi sono 1440 (rossi, neri e figu­ra­tivi, cioè con­te­nenti sagome umane, il tutto strut­tu­rato come un’onda cre­scente e decre­scente), entrambi frutto di uno stu­dio appro­fon­dito sui valori di ritmo, durata, luce, forma.
(di Bruno di Marino, Il Manifesto)

martedì 21 ottobre 2014

Le farfalle di Monte San Costanzo

In questo album Google+ trovate tante foto delle più volte menzionate farfalle che svolazzano numerose fra i cespugli di Monte San Costanzo delle quali ve ne ho già proposto alcune. Continuate a leggere questo post se vi interessa saperne un po' di più.
In questo periodo ce ne sono veramente tante e, come mostrato nell'immagine seguente, non è raro trovarne parecchie su uno stesso cespuglio, anche di specie diverse come nella foto precedente (Vanessa cardui e Plebejus argus). 
Tra le varie specie che si possono facilmente osservare in questi mesi autunnali sul Monte posso dire di essere quasi certo della classificazione di tre di esse, visto che esaminando le foto con calma ho potuto analizzare gli elementi caratteristici. Chiaramente se qualcuno volesse correggermi e segnalare qualche errore sarò ben lieto di rettificare quanto di seguito esposto.

Le più comuni, appariscenti e relativamente grandi, sono le Vanessa cardui e il secondo termine del binomio indica chiaramente che le piante che ne ospitano le larve sono principalmente i cardi, ma in effetti anche l’ortica. Nella foto in alto ne compaiono solo tre ma sull stesso cespuglio di Inula ce n'erano almeno una decina oltre a farfalle di altre specie. Nelle regioni meridionali è stanziale e ha un periodo di volo molto lungo (marzo-novembre) e quindi ci sono ancora molte possibilità di vederne e fotografarne. L’apertura alare raggiunge i 6cm.

Più piccola (apertura alare inferiore a 3cm), ma anch'essa abbastanza comune, è la Plebejus argusLa livrea del dorso non si fa notare per il disegno e varietà di colori bensì per il suo azzurro con sfumature violette. Al contrario, il rovescio - grigiastro per i maschi e più scuro per le femmine - è caratterizzato da varie macchie nere e da altre di colore arancione che formano una fascia submarginale comune ad entrambe i sessi, ovviamente molto più evidenti sul fondo chiaro delle ali dei maschi.
La specie è stanziale nelle regioni meridionali e gli individui che si possono osservare in questo periodo appartengono alla seconda generazione in quanto la prima ha periodo di volo limitato fra maggio e agosto. 


Una terza specie, meno frequente delle precedenti, è la Pieris brassicae che si fa notare per essere molto chiara. Nota anche con il nome comune di Cavolaia maggiore, ha il dorso quasi del tutto bianco (solo le estremità delle ali sono nere e le femmine hanno due macchie scure) mentre sul rovescio giallo grigiastro entrambe i sessi hanno le due macchie nere. L’apertura alare raggiunge i 6cm.
  
Comunque su Monte san Costanzo ho fotografato anche farfalle di altre specie della cui classificazione non sono certo, come queste mostrate in alto. Per quanto riguarda quest'ultima in basso, fotografata solo da lontano in una zona relativamente impervia, sospetto si tratti di una Pararge megera. Queste tre specie dovrebbero tutte appartenere alla famiglia Satyridae.