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martedì 15 ottobre 2019

Conocchia, TREK 2020 ed altri percorsi

Domenica, come molti avranno visto (guarda l’album fotografico), sono andato a fare un bel giro con i Camminanti affrontando la “famigerata” ascesa della Conocchia; per intenderci il tratto che funge da deterrente per molti è quello da quota 1.070 fin quasi alla cima della Croce della Conocchia (1.386m, nella foto). 


Ovviamente, non sono certo i circa 300m di dislivello in salita che “fanno male”, ma la pendenza … costantemente vicina al 50%, su scaloni di pietra alti e irregolari, talvolta instabili. Il passamano posto al lato della traccia vari anni fa è in gran parte crollata o inaffidabile, soprattutto per mera incuria. Molti “vecchi” frequentatori dell’area sostengono che il sentiero originale, ripido ma con pochissimi scalini, era più comodo e sicuro pur non avendo passamano.
Tuttavia, per chi ha buona volontà e discrete gambe, è un percorso spettacolare imperdibile, considerato che anche la parte bassa, a partire da Santa Maria del Castello o dalla Forestale, offre panorami unici. Non dimenticate che il dislivello minimo da superare è di circa 700m (se a fine salita si svolta a sinistra per Casa del Monaco) e che il percorso è sconsigliato in discesa … specialmente allo stato attuale.  
  
   

La passeggiata di domenica mi ha fatto quindi riconsiderare il previsto circuito C  del TREK 2020 che prevedeva di scendere proprio dalla Croce della Conocchia alla Forestale. Infatti, dopo aver constatato lo stato pietoso in cui si trova il tratto alto, sto ipotizzando un giro più articolato e sostanzioso del Faito ed una discesa per le Tese di Pimonte (versante nord) o addirittura via funivia a Castellammare. In entrambe i casi si organizzerebbe un trasporto per Agerola, chiudendo così il circuito che aveva inizio dal Macello per accedere alla salita di Palmentiello (CAI 300).
Tornando allo spettacolare percorso di accesso al Sant'Angelo a Tre Pizzi (Molare, Canino e Catiello) lungo le precipite balze meridionali, c'è da dire che il punto di passaggio obbligato e la fantastica terrazza a quota 925m, dove si riuniscono i sentieri provenienti dalla Forestale (CAI 300) e il cosiddetto sentiero di Erbatenera, molto meno conosciuto e quindi frequentato, non segnato, che si stacca dall'Alta Via dei Monti Lattari un centinaio di metri dopo le ultime case di Santa Maria del Castello


Da dovunque si approcci la salita, un fatto è certo: i panorami sono unici, con Positano ai nostri piedi (sotto a sx) e la Conocchia che incombe (a dx)!

   

Una volta giunti in cima, le possibilità sono tante ed ognuno deciderà in base al tempo ancora a disposizione, ai propri interessi e alle residue forze. 
Fra le mie mete preferite, fra Faito e Molare, ci sono: BanderaMonte Cerasuolo, Castellone e Casa del Monaco
Purtroppo combinare tutto in una sola escursione è abbastanza difficile sia perché il percorso sarebbe estremamente contorto sia perché diventerebbe molto lungo e con i tanti inevitabili saliscendi i dislivelli alla fine cominciano a pesare. Suggerisco di prevedere più di una uscita sul massiccio e, non essendo necessario salire ogni volta dalla Conocchia, si potrà iniziare a camminare anche dal piazzale Funivia (raggiungibile anche in bus EAV o con mezzi propri) o, per esempio, da Campo del Pero.



Dovunque si vada, anche gli escursionisti abituali e della zona restano sempre sbalorditi e affascinati dall'ambiente circostante che varia continuamente.

lunedì 1 agosto 2016

Camminare d'estate fa bene, ma con spirito "epicureo"

Quando fa caldo i saggi camminatori che non vogliono rimanere del tutto a riposo e neanche desiderano soffrire lungo salite assolate con un caldo torrido hanno comunque varie possibilità di muovere le gambe. 
Fornisco alcuni banali consigli che mi permetto di dare da navigato Escursionista Epicureo (FREE - Free Ramblers, Escursioniti Epicurei, notate i contenuti del logo ...). Seguendoli, e senza soffrire eccessivamente, si arriva all’autunno senza essere completamente fuori forma e troppo sovrappeso. 
  • portarsi in quota e vagare per boschi 
  • prediligere i versanti settentrionali
  • ridurre le distanze e sfruttare le prime ore del mattino (le temperature salgono drasticamente solo 3 o 4 ore dopo il sorgere del sole) 
  • in alternativa vanno bene anche quelle serali anche se in questo caso ce ne sono solo un paio utili e comunque farà più caldo del mattino
  • non disdegnare le notturne, spesso al chiar di luna, che di tanto in tanto vengono proposte
  • pianificare percorsi preferibilmente ombreggiati e con poche salite ripide 
  • per i circuiti prevedere di superare il grosso del dislivello in salita usufruendo di trasporti pubblici o cortesi accompagnamenti e tornare al punto di partenza a piedi.
A chi si trova in Penisola Sorrentina suggerisco di partecipare a due facili e piacevoli passeggiate di tardo pomeriggio lunghe meno di 5km: una ad anello (con circa 200m di salita, ma per lo più all’ombra di un frondoso castagneto) e l’altra lineare (praticamente tutta in discesa, la salita si può fare comodamente in bus). A queste proposte aggiungo l’annuncio di una MaraTrail (escursione ben più impegnativa, ma di grande soddisfazione) che si terrà domenica 11 settembre con partenza da Pogerola (Amalfi). I dettagli (ritrovo, orari, punti acqua e di ristoro, ecc.) saranno resi noti a breve così come lunghezza e dislivello definitivi e cartina dell’itinerario ad anello di circa 25km con oltre 1.000 di dislivello.


Giro di Santa Croce, 1° compleanno, con 12 ore di anticipo.
Il 4 agosto 2015 partimmo dalla piazza di Termini alle 7 del mattino per la prima escursione "ufficiale" lungo questo spettacolare itinerario.
Il 3 agosto 2016, partiremo dallo stesso posto alle 19.00 in punto per percorrere vic. Le Selve e vic. Vuallariello fino al punto panoramico di Vetavole dove sarà offerto un piccolo aperitivo a base di vino e olive, offerto dalle associazioni A.N.U.U.Non Solo CarnevalePro Loco Due Golfi e Zenit AG che hanno promosso l'evento.
Per saperne di più leggi:
*** Breve cronaca del recupero della vicinale Le Selve ad opera di volontari appartenenti alle associazioni A.N.U.U., Non Solo Carnevale e Pro Loco Due Golfi e poi del Vuallariello (Comune di Massa Lubrense e A.N.U.U.)
*** guarda il video dell'escursione per mattinieri del 13 agosto, con incendio finale (sappi che comunque dopo appena un paio di mesi Monte Santa Croce era già di nuovo tutto verde!)
*** Guarda le foto di queste 6 escursioni del 2015:

Passeggiata Ruralecamminata inaugurale guidata del 5 agosto 2016
Nuovissimo itinerario fra Sant'Agata e Massa Vescovado passando per Priora (Sorrento), reso possibile a seguito della ripulitura della storica strada Acquacarbone, rimasta parzialmente impercorribile per molti anni.
Partenza dalla piazza di Sant'Agata alle ore 18.00, promossa dai Delegati all'Agricoltura dei Comuni di Massa Lubrense e Sorrento e dalle Pro Loco Massa Lubrense e Due Golfi.

Ulteriori informazioni presso le Pro Loco, ma prima potrebbe essere interessante leggere questo post con descrizione dettagliata dell'itinerario e/o guardare la video-guida fotografica.

giovedì 4 dicembre 2014

Verifica dell'esattezza dei dislivelli, o almeno della loro plausibilità

Premessa - Non interpretate questo post come un'esibizione delle mie conoscenze in merito all'argomento, né come saccenteria; vuole solo essere un aiuto per chi propone e/o descrive escursioni - su carta o in rete - in modo da evitare che una cattiva impressione iniziale causata da dati chiaramente errati possa far sospettare che anche tutto quanto successivamente esposto lo sia. Un refuso in un lungo testo o fra un cumulo di dati può capitare a tutti, ma non dovrebbe comparire in un titolo o fra i dati significativi.

Di recente mi sono imbattuto nell'ennesima descrizione di escursione con indicazione dei dislivelli ... errati: "Escursione da Termini a Sant'Agata ... omissis ... Dislivello in salita 100 mt. in discesa 70 mt." Certamente almeno uno dei due dislivelli è errato, ma potrebbero esserlo entrambi, a prescindere dall'itinerario scelto e (questione di forma) dal fatto che i metri dovrebbero essere indicati con la sola lettera m e senza punto, così come i grammi sono solo g e non gr. (cose che ai miei tempi si insegnavano alle elementari e tutt'oggi, a termini di legge, chi usa mt. o gr. in documenti ufficiali potrebbe incorrere in una sanzione).
Conoscendo le altitudini s.l.m. dei punti di partenza e di arrivo chiunque potrebbe, e dovrebbe, facilmente giungere alla stessa inevitabile conclusione. Ne ho già discettato in passato, ma ritorno sul tema tentando di essere quanto più chiaro possibile, cercando di spiegarlo logicamente e numericamente e, quando avrò di nuovo a disposizione un computer, mi riprometto di proporne anche una versione grafica.
Se per dare un'idea dell'impegno richiesto per un'escursione può essere utile fornire i soli dislivelli, per misurarli è necessario conoscere le quote e quindi si assume che siano note all'autore del testo o della scheda. Nell'ipotesi in cui dal punto di partenza A a quello di arrivo B non ci siano inversoni di pendenza (cioè tutta salita o tutta discesa) uno dei due dislivelli sarà nullo (= 0) e l'altro uguale alla differenza di quote. Quest'ultima è anche il dislivello minimo da superare per muoversi fra A e B. Se l'itinerario include dei saliscendi, per ogni metro di quota guadagnato lo si dovrà, ovviamente, ridiscendere altrimenti ci si troverebbe ad una quota diversa da quella della meta. Ne consegue che la differenza fra i valori dei dislivelli totali sarà SEMPRE e COMUNQUE uguale alla differenza di quota fra arrivo e partenza.
Per semplicità, pur non conoscendo il punto esatto dal quale si parte e arrotondando le quote, si possono considerare 325m per Termini e 395m per S.Agata, con un dislivello netto di 70m che sarebbe anche quello reale se si riuscisse a trovare un itinerario privo di saliscendi ... ma non esiste. Per fornire qualche esempio puramente ipotetico vi propongo un itinerario tutto in discesa da Termini fino al livello del mare (Crapolla, Marina del Cantone o della Lobra, in ogni caso a quota 0) e poi di lì a S. Agata tutto in salita. Il dislivello in discesa sarebbe di 325m e quello in salita di 395m. La differenza fra i due valori sarà ancora di 70m (395 - 325 = 70). Andando via Monticchio (300m) prima si perderebbero 25m per poi risalirne 95, ma 95 - 25 è comunque uguale a 70m. E se si andasse prima a S. Maria della Neve (440m) avremmo 115m di dislivello in salita (440 - 325 = 115) e poi 45m in discesa (440 - 395 = 45) e per l'ennesima volta, facendo la verifica, ci troveremo con una differenza di 70m (115 - 45). Spero che ora siate tutti convinti.
Visto che nel caso dal quale sono partito il dislivello in discesa veniva indicato in 70 metri, l'errore potrebbe essere stato un semplice refuso, almeno spero.
Occhio anche al dislivello minimo indispensabile ... una scheda riportava:
* quota di partenza 720m
* quota di arrivo 1122m
* dislivello 360m
ma se le quote fossero esatte, si dovrebbero guadagnare almeno 402m (minimo indispensabile). Uno dei tre dati è certamente errato (logica matematica).
In conclusione sarà sempre facile, e soprattutto utile, effettuare la verifica della plausibilità dei dislivelli complessivi controllando che la loro differenza sia uguale alla differenza fra le quote di arrivo e partenza. E ciò vale non solo per i redattori di schede o descrizioni di escursioni, in particolare quelli che tengono conto anche dei saliscendi intermedi e che quindi trattano una maggiore quantità di dati, ma anche per gli utenti che si apprestano a percorrere quell'itinerario.

PS - ho scelto un esempio che trattasse di un territorio probabilmente conosciuto dalla maggior prte dei miei lettori, ma per dirvi quanto sia comune fare confusione su questi dati vi dico che ad agosto visitai il sito di un lungo itinerario in una ventina di tappe, lungo le Alpi orientali, fino in Slovenia. Mi era stato mostrata la guida in inglese (corretta), ma la traduzione sul sito era stata affidata ad un incompetente il quale aveva tradotto le "quote massime" come "dislivello in salita". Chiaramente erano tutti dati errati. Mi presi la briga di segnalare il fatto al Consorzio che gestisce la parte italiana di questo progetto (in collaborazione con simili associazioni austriache e slovene) e dopo qualche email si resero conto delle baggianate proposte dal traduttore che penso non fosse gran conoscitore né di montagna, né di escursionismo, né degli idiomi trattati ...
Quindi ne presero atto, fecero correggere e ringraziarono ... capendo che non era una critica sterile ma un "contributo volontario e gratuito" a beneficio di tutti gli escursionisti distratti che si sarebbero potuti spaventare leggendo dei grandi dislivelli in salita.