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giovedì 17 ottobre 2019

CAMMINANTI: mission, vision e un po’ di storia

Post tra il serio e il faceto o, meglio, argomenti seri trattati in modo ironico, ma è tutta verità!
Chi siamo?
Un gruppo aperto di escursionisti indipendenti ed autosufficienti
Cosa facciamo?
Camminiamo, esploriamo e osserviamo, senza avere l’onere di badare ad altri
Perché lo facciamo?
Per puro sfizio e soddisfazione personale, senza ambire a guadagnare niente 
Aspettative
Vedere sui sentieri un maggior numero di escursionisti capaci e responsabili, attenti anche a mantenere la transitabilità degli stessi

Durante il mio svernamento hawaiano del 2007-2008 conobbi il modo in cui i Solemates organizzavano le loro escursioni, per me del tutto nuovo. Ne rimasi entusiasta e quindi lo replicai adattandolo alle esigenze degli allora EL (Escursionisti Lubrensi). Ne riassunsi i principi in un Decalogo (poi adottato da altri gruppi in varie parti d’Italia) che non prevedeva più alcun organigramma e quindi promossi la conversione degli EL in FREE - Free Ramblers, Escursionisti Epicurei, denominazione ben illustrata nel loro emblema riportato qui in basso, con le immagini di monti (si tratta del profilo del Sant’Angelo a Tre Pizzi), cielo terso, sole, vino, sopressata e caciocavallo! 


Il motto in alto significa Camminando si risolve (qualunque problema) e quello in basso Gli uomini bevano i vini, gli altri animali acque di fonteNon penso che avrei potuto descrivere in modo migliore i nostri "ideali".
Il Comandamento fondamentale era (ed è) quello che recitava:
Durante le escursioni sei l’unico responsabile della tua sicurezza, non ci sono "guide" ufficiali anche se c'è chi (forse) già conosce il percorso o ha un’idea di dove andare e come … ma comunque sei tu che decidi se seguirlo o meno. Considerato che chi ti precede non si volterà per vedere se sei in difficoltà, non perderlo mai di vista. 

Questo, nelle nostre intenzioni, doveva fungere da deterrente nei confronti di coloro che si avventurano su un qualunque sentiero senza conoscere distanze da percorrere, possibili punti critici, dislivelli da affrontare, senza avere attrezzatura adatta e, non da ultimo, scordandosi di non trovarsi in consona forma fisica …
Tuttavia, ancora oggi talvolta si presentano aspiranti Camminanti che, seppur esplicitamente messi in guardia, decidono di iniziare comunque il percorso con il gruppo per poi doverlo abbandonare nel corso dell’escursione per non essere capaci di reggere il passo. Al contrario si sono aggiunti tanti ottimi camminatori, di ottima compagnia, capaci ed indipendenti.
I Solemates sono quasi una setta segreta in quanto è difficile averne notizie non avendo un sito, né una pagina, né recapiti ufficiali, né organigramma, né logo, né sede. Solo se si conosce un solemate si potrà conoscere ora e punto d’incontro della prossima uscita e poi, dopo aver partecipato a varie uscite, si può chiedere di essere inserito nella mailing list … l’unica cosa reale del gruppo. Tuttavia noi FREE decidemmo di avere un sito e poi, quando per esigenze pratiche qualche anno fa ci dividemmo in più gruppi (mantenendo stessi stili, obiettivi ed ideali), ognuno di essi creò una sua pagina FB di riferimento: FREE Ramblers AmalfiSorrento Amalfi Walk With Us Camminate ... quello dei Camminanti.
Torniamo allo stile Solemates … prima di ogni escursione, al punto di ritrovo, un responsabile-non-responsabile ricorda ai convenuti che camminano sotto la propria responsabilità, che i Solemates non esistono, non c’è quota da pagare, non c’è presidente, non c’è alcuna guida, e altri avvisi simili … e quindi si parte. Similmente, ma preventivamente, noi Camminanti nel comunicare le prossime uscite (spesso a breve termine) raccomandiamo anche di leggere attentamente il nostro Eptalogo, che racchiude tutte le informazioni e i dettami fondamentali.
Per comprendere ancora meglio il concetto, penso sia anche importante spiegare il sottile gioco di parole del nome di questo gruppo-non-gruppo. Per chi non lo sapesse, in inglese non esiste una precisa corrispondenza fra ortografia e pronuncia. Questo è il caso di soul (anima) e sole (suola della scarpa e pianta del piede, ma anche sogliola e, come aggettivo, unico/a) che si pronunciano in modo identico e quindi, chi semplicemente ascolta il nome del gruppo, pensa al comune significato soulmates (anime gemelle, spiriti affini, amici del cuore) e solo quando vedrà la parola scritta si renderà conto che si tratta non di persone con affinità di ideali o sentimenti o addirittura alla ricerca di anime gemelle, ma più prosaicamente di “compagni di suola”, quella delle scarpe da trekking, e quindi di escursionisti, ma ciò non toglie che nella maggior parte dei casi sia calzante anche la prima accezione. Come per l’amicizia non c’è bisogno né di codifica né di burocrazia e quindi, similmente, questo gruppo “virtuale” prospera con poche regole che, più che altro, sono di buonsenso.
Quanto detto è importante per capire lo spirito con il quale i Camminanti vanno in escursione ... tutti socievoli e allegri, senza gerarchie, con spirito di collaborazione, pronti allo scherzo e alla presa in giro. Per mantenere tale spirito esiste quindi il secondo comandamento dell’Eptalogo (riduzione del Decalogo FREE):
… non sono ammesse "facce appese", ‘mpicciusi e persone lamentose. Durante le escursioni è vietato parlare di malattie, economia e/o politica.

Morale: camminate in ambiente naturale e, se siete capaci di socializzare, in buona compagnia … tale combinazione porta grandi vantaggi alla salute fisica e psichica, vi può arricchire culturalmente e, a giudicare dall'età media del gruppo, mantiene in buona forma anche coloro già da tempo negli -anta. Spesso quelli che partecipano solo alle uscite meno impegnative sono proprio i giovani di meno di 40 anni, mentre gli “adulti” allegramente si imbarcano in escursioni quasi avventurose, ben diverse da una passeggiata nel parco ...

Questo testo è una combinazione e rielaborazione di due miei vecchi post pubblicati su questo stesso blog. Cliccando sui titoli si possono leggere gli originali:

giovedì 2 febbraio 2017

Dai Solemates hawaiiani ai FREE nostrani - come camminare in compagnia, ma in libertà

Solemates = compagni di suola (senza la "c", quindi di "scarpa", sottintendendo cammino in senso lato). Questo è il nome di uno dei due gruppi con i quali solevo andare in escursione 9 anni fa. L’arguto nome è un gioco di parole che spinge chi lo ascolta a pensare - erroneamente - al più comune soulmates (“compagni dell’anima” nel senso di “amici del cuore, più cari”) in quanto le due parole soul e sole, nonostante il diverso spelling, hanno esattamente la stessa pronuncia (follie dell’inglese).
   
Ed è proprio così, come per l’amicizia e l’affetto non c’è codifica, né burocrazia similmente si tratta di un gruppo “virtuale”, non c’è un presidente, né una sede, ne una tassa d’iscrizione, né un sito web, né tessere ... si deve solo conoscere qualcuno del gruppo e quindi venire a conoscenza di un’escursione e alla prima occasione chiedere di ricevere la newsletter settimanale. Durante tutti questi 9 anni mi è arrivata puntualmente ogni week-end il messaggio nel quale Tom Mendes confermava l’escursione successiva - si va ogni mercoledì - e raccontava in modo spiritoso come si era svolta la precedente, aggiungendo eventuali avvisi e concludendo con il possibile calendario delle successive 3 o 4 escursioni.
   
Questo preambolo è importante per capire lo spirito con il quale si va in escursione qui; tutti amici, spirito di collaborazione, sempre pronti ai party estemporanei a fine camminata ma anche a quelli organizzati da coloro che abitano nei pressi di un sentiero. Per mia somma sfortuna, mi sono perso per pochissimo il 18imo anniversario dei Solemates mercoledì scorso con un’ottantina di partecipanti, al termine di una passeggiata costiera a nordest dell’isola. Il sistema è stato il solito: ognuno porta uno o più pupu, porzioni di cibo cucinato o crudo, verdure o dolci non importa, in sostanza un potluck.
Ieri mi sono quindi presentato all’appuntamento all’inizio del sentiero di Lanipo (percorso che ho “odiato” la prima volta che ci andai in quanto era un striscia di fango quasi ininterrotta) con un po’ di anticipo, come qui fanno tutti per poi partire in perfetto orario, e con mia soddisfazione ho trovato molti dei solemates che frequentavo di più e ho avuto notizie degli quelli assenti. C’erano almeno una cinquantina di attrezzatissimi camminatori di età variabile dai 20 fino ad oltre 80 fra i quali ho trovato molte facce che ricordavo bene (talvolta ricordando anche i nomi) mentre altri ricordavano di aver camminato insieme a me. Con Tom, Judy e Brian abbiamo ricordato vari episodi e mi hanno messo al corrente dei movimenti degli altri amici.
Ho rivisto il mio “idolo” Allen, il simpaticissimo giapponese (foto a sx) che nonostante i suoi 77 anni continua ad andare in giro con un carico impressionante. Nell’enorme zaino trasporta praticamente, parte del carico complessivo lo vedete pendergli davanti e usa “bastoncini” speciali che si è costruito per rimanere giovane ed essere in forma quando diventerà grande (sue testuali parole). Fate caso ad essi e vedrete che sono in effetti dei tubi di ferro in pezzo unico, non telescopici, e le protuberanze sotto le impugnature sono dei pesi cilindrici che ha aggiunto "per dare un po’ di peso”. Me ne ha porto uno e direi che pesava circa 4kg, se non di più!
Mi hanno detto che la qui famosa Peggy (ultranovantenne), già scalatrice e grande camminatrice, continua ad andare in giro per tutta Honolulu a piedi e di tanto in tanto si aggrega alle escursioni più impegnative ...; il mio amico John, 84enne professore universitario di microbiologia e autore di numerosi testi relativi alle piante endemiche delle Hawaii e altri di cultura locale, non è venuto perché impegnato in una ennesima ricerca su un altro sentiero.
E per finire “come è piccolo il mondo” ... un gruppo dei Solemates più attivi, dei quali conosco almeno la metà e mi meravigliava non trovarli lì con noi, attualmente si trova in Nuova Zelanda per un gemellaggio fra hikers e, quarda caso, con l’A.T.C. (Auckland Tramping Club) associazione della quale fui socio l’anno dopo essere stato la prima volta alle Hawaii.
Approfittando del fatto che la maggior parte dei percorsi sono lineari (di cresta o di fondo valle) la possibilità di perdersi è più che remota e ognuno può procedere al proprio passo e fermarsi quando e quanto vuole, allungando la fila a dismisura. Non si sentono mai le insopportabili richieste/intimazioni “Aspettatemi”, “Muoviti!”, “Non correte”, e via discorrendo.
Ai Solemates hawaiiani si aggregano molti viaggiatori/escursionisti occasionali o abituali e sono sempre accolti a braccia aperte da questa comunità multiculturale (vedi post precedente), più o meno metà di origine giapponese e metà americana anche se non mancano australiani, neozelandesi e canadesi e, più raramente europei.
     
Tutto ciò per dire che l’aria (in senso figurato) che si respira qui è ben diversa da quella che si immagina pensando alle Hawaii tutte spiagge e palme, che c’è gente che si trasferisce qui proprio per apprezzare la vita all’aria aperta in modo attento e rispettoso della natura e di frequente (e non c’è da meravigliarsi) camminando camminando si ha modo di conversare piacevolmente con gente colta e con esperienza nei più diversi campi arricchendosi ulteriormente.
Morale: se e quando ne avete l’occasione camminate in ambiente naturale e possibilmente in buona compagnia, poiché l’attività fisica all’aperto fa bene alla vostra salute fisica e psichica e, se siete capaci di socializzare, vi può arricchire culturalmente e, a giudicare dall’età media del gruppo, allunga la vita ... provare per credere.
Nel 2008, illuminato da questo tipo di approccio, al mio ritorno promossi il gruppo FREE, acronimo di Free Ramblers, Escursionisti Epicurei, concentrando nelle 4 parole (in effetti 3 in quanto ramblers ed escursionisti sono sinonimi) lo spirito dei partecipanti.


PS - quelli che ieri hanno percorso solo la prima parte di Lanipo sono stati ancora una volta quelli sotto i 40 ma, oggettivamente, devo dire che quella di ieri non era proprio una passeggiata nel parco ...

giovedì 9 giugno 2016

Idee per l'armadio di via Jeranto

Tornando brevemente all'armadio di via Jeranto e riprendendo il commento postato da Dario Russo nel quale proponeva di dipingerlo verde mimetico, vorrei fare alcune considerazioni e proporre altre soluzioni, già viste, che mi sono tornate in mente.
   
I colori mimetici suggeriti (verde e nero) andranno anche bene, ma solo se l'armadio sarà spostato a monte del sentiero. In caso contrario dovrebbe essere circondato da cespugli per "scomparire" veramente.
Restando le cose come stanno vedrei più qualche tonalità di azzurro che possa confondersi con il mare e/o il cielo alle spalle. Osando di più, e continuando a tener presente lo sfondo marino, perché non incaricare uno dei tanti giovani artisti per una decorazione più composita, artistica e casomai spiritosa?
Per chiarire quest'ultima idea, della quale non mi attribuisco certo la paternità, semplicemente l'ho vista messa in pratica in Nuova Zelanda, sono andato a recuperare varie foto scattate durante il mio soggiorno a Auckland, NZCi sono vari esempi di mimetismo urbano per cabine, armadi e quadri elettrici di varie forme e dimensioni, alcuni dei quali passano veramente quasi inosservati come quelli proposti in apertura del post. Non ne sono sicuro, ma per come sono realizzati, penso che sia un vero obbligo "mascherarli".


Agli antipodi rispetto al sensato suggerimento di Dario, c'e una recriminazione postata su FB di qualcuno che sostiene che sarebbe stato meglio lasciare in piedi il traliccio che così avrebbe coperto, almeno parzialmente, l'armadio. 
In parole povere si sostiene che sarebbe opportuno conservare brutture e rifiuti esistenti in modo che successivamente possano servire da schermo per nasconderne altri ... idea a dir poco geniale!