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mercoledì 8 aprile 2020

Per quanto possibile, perseguo i miei progetti e mantengo gli impegni


Nell’ultimo post relativo al FORUM (previsione di discussione de visu), scrissi che, come molti dei più attivi partecipanti, ero disponibile a stabilire data, ora e luogo una settimana prima dell’incontro, ipotizzato nel corso della settimana dopo Pasqua. In quanto all’ultimo elemento (luogo) la discussione è attualmente inutile, ma possiamo tuttavia concordare una riunione via Skype, piattaforma che consente chiamate di gruppo fino a 100 partecipanti, sicuramente molti di più di quanti saremo. Visto che pochi avranno problemi di lavoro, mobilità e reperibilità, non dovrebbe essere difficile trovare un giorno ed un orario abbastanza comodi per i più, nel periodo già previsto (14-18 aprile). 
Pertanto, invito gli eventuali interessati a provvedere a dichiarare la propria disponibilità, possibilmente in tempi brevi, in questo modo:

  1. se non sono già utenti di Skype, (programma gratuito e sicuro come gli altri della Microsoft, giudicate voi se fidarvi) scaricarlo dalla pagina www.skype.com/it/
  2. cercarmi come giuavis o come Giovanni Visetti (ce ne sono 7 ma solo uno indica residenza a Massa Lubrense e oltretutto vi dovrebbe apparire la mia foto),
  3. specificare nel messaggio di saluto (suggerito automaticamente dal programma) di voler partecipare al Forum … con spirito costruttivo!



Fra gli argomenti già proposti direttamente nei post dei vari Topic e/o nei successivi commenti, ne elenco una parte:
  • referenti unici in seno all’Amministrazione Comunale (uno tecnico, uno politico) 
  • registro unico dei “problemi” relativi ai sentieri
  • biglietti a bordo bus SITA
  • bagni pubblici
  • sentieri a pagamento
  • gestione rete sentieristica
  • messa in sicurezza di tutti i sentieri e nuova segnaletica;
  • realizzazione di una guida cartacea e on line;
  • realizzazione di un’applicazione per telefonino con tutti i percorsi con il calcolo delle distanze, grado di difficoltà, informazioni storiche e naturalistiche;
  • copertura telefonica su tutti i sentieri;
  • un sistema di percorsi è “migliore” di un unico grande percorso
  • rivalutazione dei sentieri rurali
  • far comprendere l’importanza del territorio agli alunni sin dalle scuole elementari

A tale “Ordine del Giorno” potrebbero senz’altro essere aggiunte le classiche “varie ed eventuali”, ma prevedo che, a prescindere da quanti saremo, gli argomenti sono tali e tanti che una riunione di un paio d’ore non basterà di certo ed esaurirli.

venerdì 7 febbraio 2020

Topic 4: le altre proposte di Giù McRendy (con brevi commenti)

n.d.r. - testo tratto dal commento di Giù McRendy, mia introduzione e commenti

Nella seconda parte della proposta di Giù McRendy citata nel Topic 3, lo stesso auspica una collaborazione fra Comune e AMP finalizzata alla sentieristica (in particolare per quelli che conducono al mare) ed elenca una serie di azioni:

* Messa in sicurezza di tutti i sentieri e nuova segnaletica;
(in quanto alla prima vorrei che qualcuno definisse con precisione “Messa in sicurezza di un sentiero”, operazione dal significato vago che nella maggior parte dei casi ha fornito occasione di grandi spese, brutture e minima temporanea efficacia. Con una buona manutenzione si risolve tutto, del resto i sentieri sono lì da secoli senza bisogno di essere stati messi in sicurezza. Nuova segnaletica proposta più volte e rimasta sempre lettera morta, anche pochi mesi fa.)
* Realizzazione di una guida cartacea e on line;
(tralascerei la prima versione – che costerebbe tanto sia per stampa che per distribuzione – punterei sulla seconda infinitamente più economica. Assolutamente necessarie sarebbero BUONE traduzioni almeno in inglese e tedesco)
* Realizzazione di un’applicazione per telefonino con tutti i percorsi con il calcolo delle distanze, grado di difficoltà, informazioni storiche e naturalistiche;
(per le distanze non c’è bisogno di nuove app, il resto dovrebbe essere incluso nella guida di cui al punto precedente)
* Cercare di ottenere da tutti gli enti gestori delle linee telefoniche la copertura su tutti i sentieri;
(mi sembra fantascienza … oltretutto abbastanza inutile se non per le emergenze. La guida si scarica in precedenza e l’eventuale gps funzione comunque)
Tutto questo potrebbe essere realizzato nell’immediato già dall’estate 2020 non essendo necessari tantissimi denari … magari andrebbe fatto un piano di intervento a breve termine e uno a lungo.
(vedo la cosa pressoché impossibile considerati i soli 4 mesi e mezzo e le elezioni fra maggio e giugno).
Conclude l’elenco con idee che mi sembrano ancor più futuristiche, ma appropriate per un sognatore quale Giù McRendy si autodefinisce:
… e un giorno vorrei vedere realizzate anche queste iniziative:
Acquisizione al patrimonio comunale delle costruzioni abusive (peraltro spesso abbandonate…) in prossimità dei sentieri per adibirle a punti di incontro, ristoro e servizio informazioni… si potrebbe pensare anche di dare la possibilità agli escursionisti di dormire con sacco a pelo offrendo servizi base di ostello;
… creazione su tutte le spiagge di centri informazione con servizi base tipo stabilimenti balneari e la possibilità anche qui magari a numero chiuso di offrire la possibilità di dormire in spiaggia dopo aver fatto una giornata di trekking e prima di affrontarne un’altra;
...

mercoledì 5 febbraio 2020

Topic 3: meglio un percorso unico o una rete di intinerari?

Dal lungo commento di Giù McRendy in merito al Topic 1, ho estrapolato alcune frasi della prima parte e le ho brevemente commentate in rosso.
Nella seconda parte entra nel dettaglio di una possibile cooperazione con l’AMP Punta Campanella e tocca molti temi “complicati” che quindi meriteranno successiva attenzione con Topic specifici. Chi si fosse perso il commento e, casomai, voglia prepararsi per un intervento su particolari argomenti, trova qui il testo completo (se non vi appare subito, ordinate i commenti a partire dal più recente …)

Io non vedo la necessità di creare un unico grande percorso … invece proporrei un SISTEMA DI PERCORSI tra loro collegati dando la libertà ai turisti escursionisti di fare una vacanza slow di più giorni.
La mia idea personale sarebbe puntare in primo luogo sui sentieri che portano a mare:
Punta Campanella, Crapolla, Jeranto, Recommone, Mitigliano
(tutti già inclusi, e quindi segnalati, nel Progetto Tolomeo)
Poi punterei a dei TREKKING CIRCOLARI come:
Termini - Punta campanella - San Costanzo - Termini
(= circuito di Athena)
Termini - Nerano - San Costanzo - Termini;
(combinazione di parte di 3 percorsi)
Sant’Agata - via Pigna - Recommone - Nerano - Sant’Agata
(assolutamente sconsigliata la discesa dal Monte di Monticchio a Recommone)
Torca - Monte di Torca - Crapolla - Torca
(molto simile alla discesa a mare del blocco precedente)

Infine non sottovaluterei i SENTIERI RURALI:
(certamente importantissimi, cuore del Progetto Tolomeo)
Sono tantissimi e fanno conoscere il nostro territorio, ma sono praticamente sconosciuti (alle giovani generazioni locali, non agli escursionisti con mappa) … È una rete che copre l’intero territorio del comune sino a Sorrento: che aspettiamo a valorizzarla??? 
(si torna al problema marketing “serio”, vale a dire descrizioni reali e non di “meraviglie” poi non riscontrabili, combinate con effettiva cura e manutenzione dei percorsi)
… omissis ... 
Saltando a piè pari la parte successiva nella quale fornisce molte idee per i sentieri che conducono al mare, Giù McRendy chiude così: 
Last but not least far conoscere e far comprendere l’importanza del nostro territorio agli alunni sin dalle scuole elementari: ideando dei concorsi sul tema territorio sentieri; portandoli in escursione stimolando una cultura della propria terra e facendo comprendere il patrimonio che abbiamo… e non siamo capaci di difendere e valorizzare… magari nel 2040 qualcuno di loro potrà riuscirci…
Proposta assolutamente condivisibile, ma qualcuno dei lettori è disposto a farsene carico?

In linea generale, la rete di sentieri, seppur migliorabile, esiste già ma non c'è dubbio che debba essere migliorata in quanto a percorribilità. 
Poi si tratterà di proporla in modo corretto ed efficace. Avete idee?

giovedì 30 gennaio 2020

Topic 1 del Forum: gestione della rete sentieristica

Un commento di Michele Pollio postato ieri pomeriggio fornisce lo spunto per un primo argomento di discussione: la gestione della rete sentieristica.

Per la gestione della rete sentieristica, a mio parere, sarebbe opportuno creare un’associazione ad hoc. Tale organismo potrebbe avere maggiore flessibilità e capacità gestionali rispetto agli Enti pubblici con i quali potrebbe stipulare apposite convenzioni. Potrebbe altresì intercettare più facilmente, risorse finanziarie, sia pubbliche che private ed avvalersi del contributo, anche volontario, di tanti appassionati nonché di esperti della materia.

Potrebbe essere una buona idea, ma si dovrebbe sapere di più in merito alla effettiva praticabilità … e qui dovrebbero pronunciarsi quelli più esperti di burocrazia ed in particolare dei limiti imposti alla PA in questi casi.
Per esempio, tempo fa ipotizzai l’assunzione a termine da parte del Comune di un paio di operai con compiti specifici di manutenzione sentieri, quali piccoli interventi di riparazione, controllo vegetazione invasiva, … ma mi fu spiegato che solo per i VVUU era previsto un contratto temporaneo di pochi mesi.
Molte volte esistono intoppi (e lungaggini) burocratiche delle quali è bene tener conto prima di imbarcarsi in imprese e progetti, buoni o meno che siano.

Tutti, comunque , sono invitati ad intervenire suggerendo limiti e metodi di valutazione degli interventi (se d’accordo) o evidenziando i lati negativi della proposta.

Attendiamo fiduciosi gli interventi.


Si raccomanda di leggere questi avvisi in merito ai commenti 
* su Discettazioni Erranti sono filtrati e quindi non sempre appaiono immediatamente
* si può commentare in forma anonima ma, nel caso, invito comunque a chiudere con un nome (seppur fittizio) in modo da poter poi fare riferimento a quanto scritto
* è necessario rispettare la netiquette, astenersi da attacchi personali e non perdersi in sterili battibecchi.
* non ho account Facebook, quindi sappiate che, pur potendo leggere i commenti su FB Camminate, non ho la possibilità di rispondere.

domenica 7 luglio 2019

Due mattine a caccia di farfalle e giovedì ricominciamo a camminare(?)

Il caldo (e l’umidità) consigliano di non andare troppo in giro e, a chi come me pur avendo tempo non riesce a stare troppo a casa o a non far niente steso al sole in riva al mare, non resta che effettuare solo brevi uscite finalizzate ... nel mio caso le macro sono un’ottima scusa.

Quest’anno la fioritura è stata relativamente breve e, al momento, le mie “prede” più ambite sono le farfalle, che per fortuna mi sembrano più numerose del solito. L’anno scorso si vedevano abbastanza Macaone (la specie più grande in Europa), quest’anno non se ne vedono quasi, in compenso sono apparsi i Podalirio (foto sopra; per apertura alare secondi solo ai Macaone), che non erano ancora nel mio “carniere”, e ce ne sono altre che ho avvistato o fotografato in modo insufficiente (come questa Pontia daplidice, Pieridae), il che mi "costringerà" a tornare sul Monte.
Nel corso di questo week-end sono andato due volte su Monte San Costanzo / Santa Croce e sono tornato con varie decine di scatti decenti, di numerose differenti specie di farfalle, un fiore e un ragnetto come quello beccato lunedì scorso (foto sotto). 
   
In settimana le massime dovrebbero tornare stabilmente sotto i 30° e quindi si potrà ricominciare a camminare piacevolmente. Giovedì sembra essere al momento il giorno più adatto per un'uscita mattutina, probabilmente un semplice Giro di Santa Croce, sperando che nel frattempo alcuni tratti del percorso siano stati effettivamente "disboscati" e ripuliti come il sentiero della sella di San Costanzo (foto sotto). 
In questi tre album Google Foto trovate un'altra quarantina di macro:
domenica 7 (16)    *   sabato 6 (16)   *   lunedì 1 (9)  


giovedì 6 giugno 2019

La perfetta manutenzione dei percorsi escursionistici a Massa Lubrense

La parte terminale della Penisola Sorrentina, gran parte della quale ricade in territorio massese, potrebbe essere un paradiso per gli escursionisti vista la grande varietà di ambienti, vegetazione e vedute e, non certo di minore importanza, considerata la posizione centrale rispetto a località come Capri, Positano, Amalfi e Pompei ... una perfetta combinazione di vacanza attiva e classico turismo culturale.
Ho dovuto scrivere "potrebbe" perché, nonostante gli sbandierati investimenti nel settore sentieristica (manutenzione, pulizia e segnaletica), ben poco si fa per rendere più piacevole e sicuro il soggiorno degli escursionisti che, anno dopo anno anno, diventano sempre più numerosi passando così dall'essere un settore di nicchia ad essere un importante volano economico dall’indotto assolutamente non indifferente. 
   

Succede così che:
  • il gazebo al margine di via San Costanzo, abbattuto dal vento lo scorso autunno, dopo 7 mesi giace ancora in loco, così come gli alberi divelti che ostruiscono il sentiero più frequentato per accedere alla cappella in cima al monte  (foto sopra, scattate poche ore fa);
  • chi percorre l'itinerario Sant'Agata - Monticchio - Termini (promosso dal Comune, evidenziato nelle mappe distribuite dall’Ufficio Turistico e dalle Pro Loco) si trova a dover passare fra i rami di un albero caduto almeno 4 mesi fa in via Calella (ancora ieri la situazione non era cambiata rispetto a ciò che potete vedere nelle foto in basso)
  • la segnaletica non viene aggiornata dal 2003 (allora fu pagata dall'AAST Sorrento - Sant'Agnello) mentre le mattonelle segnavia continuano a sparire o essere vandalizzate
  • si spendono 2.696,20 euro (parenti a 2.700) per tagliare l'erba ai margini di una rotabile di 1.350 m (ma pagati come se fossero 1.700, circa il 26% in più) e non si sanano situazioni critiche lungo poche centinaia di metri di sentieri (lavoro giudicato da vari operatori del settore di non più di 3 giornate lavorative)
  • si paga la pulizia di 1.100 m circa di sentiero/stradina (più stradina rotabile che sentiero) pagando per 1.550 m (circa il 41% in più)
  • tali differenze (chi vuole può verificarle ... io posso sbagliare di qualche metro, ma non di tanto) possono sembrare cosa di poco conto, ma diventano onerose se si considera che il Comune per detta pulizia paga euro 0,65/ml oltre I.V.A. (22%). 
  • vale la pena sottolineare l’uso di ml (=millilitro, secondo la legge italiana ed europea!), suppongo "metro lineare" secondo i tecnici del Comune che ignorano il Decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n. 802 e la successiva ratifica europea del 2009, che stabiliscono l'obbligo dell'utilizzo del Sistema Internazionale di unità di misura (SI)
  • similmente è da apprezzare la precisione degli stessi nell’identificazione dei tratti interessati ... “via Vigliano da confine con Sorrento fino al falegname”! Anche la grammatica è notevole.
Tutto i dati riportati li potete verificare nella Determinazione 523 (del 16 aprile u.s.) e sospendo l'elenco per non risultare tedioso e ripetitivo, ma ci sarebbe tanto altro da segnalare.

   
   
In conclusione, l’Assessore al Turismo / vicesindaco non dovrebbe raccontarmi che sono stati stanziati decine di migliaia di euro specificamente per la pulizia sentieri se tale capitolo comprende anche le strade (e per queste per lo più vengono spesi); e tanto meno dire a me (che con i miei colleghi camminanti percorro chilometri e chilometri nel territorio) che i sentieri sono stati tutti puliti visto che ormai non usciamo se non muniti di serracchiello e cesoie
Il Responsabile del Servizio non dovrebbe dirmi che gli alberi non vengono rimossi adducendo come scusa la mancanza di fondi se zazzarea (sperpera) migliaia di euro in altri lavori, pagati (a mio modesto parere) a prezzi esorbitanti.

Nel vedere tali bellezze (e potenziali fonti di reddito) nelle mani di incompetenti arroganti - spesso poco sinceri - piange il cuore a molti e specialmente a me che quasi 30 anni fa redassi il Progetto Tolomeo, inizialmente sottovalutato da tanti che poi con il tempo si sono ricreduti. 
Molti degli itinerari originali sono ancora in essere, vari sono stati abbandonati per essere ormai impraticabili già da anni. Quasi tutte le Amministrazioni hanno iniziato il loro mandato con grandi slogan e promesse, ma successivamente hanno fatto ben poco.

domenica 3 giugno 2018

Una domenica inaspettata, ma proficua sotto vari aspetti


Fino a poche ore fa non era facile giungere a questa "scala per il paradiso" che permette di uscire dalla selva di Cercito e raggiungere il Vuallariello
In tarda mattinata avevo ricevuto questo messaggio di allerta in merito alla (in)transitabilità del sentiero per il Vuallariello (vic. Le Selve, parte del Giro di Santa Croce):
C'è un grosso ramo di traverso sul sentiero nella prima parte boschiva. Impossibile passarci se non hai un paio di persone alte e forti che lo alzano per far passare gli altri. Stamattina in 3 sono riusciti ad alzarlo per farci passare.
Continuava dicendo che era impossibile passare ai lati a causa di altri rami, rovi e salti di quota e che aveva inviato messaggio al Comune. Armatomi di buona volontà e di macchina fotografica, nonostante il caldo mi sono avviato lungo il succitato sentiero per andare a rendermi conto della situazione e per documentarla visto che la comunicazione dell’escursionista non aveva immagini a corredo.
Già all’inizio ho dovuto constatare con rammarico che, nonostante le mie raccomandazioni (notificate il 19 aprile, quindi un mese e mezzo fa, prot. 9520) di provvedere al più presto alla segnatura del percorso visto che d’accordo con i responsabili del Comune è stato inserito nella mappa aggiornata al 2018, nulla è stato fatto in merito. 
   
Come se non bastasse, non è stato neanche effettuato alcun intervento di diradamento della vegetazione che ormai in più punti non consente agli escursionisti di vedere dove mettono i piedi e li costringe a procedere sul margine (instabile) del sentiero. Perfino l’inizio del sentiero è di difficile individuazione (foto sopra a sx) e ciò nonostante le promesse e sbandierate, ma evidentemente non eseguite, pulizie dei sentieri.
   
Percorse varie centinaia di metri sono giunto al "grosso ramo di traverso" (foto sopra a dx) che ho trovato meno grosso di quanto mi aspettassi ma senza dubbio, a causa delle due ripe quasi verticali coperte da vegetazione fitta a monte e a valle, e delle tante frasche alle quali si aggiungevano rovi ed edera ben attaccata ai rami, il transito era effettivamente molto problematico e rischioso ... i più avventurosi e agili avrebbero anche potuto superare l'ostacolo, ma certamente a costo di almeno molti graffi e qualche taglio. Normali e sensati escursionisti avrebbero, molto opportunamente, scelto di tornare indietro. 
  
Non avendo previsto di percorrere il pur sempre piacevole Giro di Santa Croce, appena scattate alcune foto di cui avevo bisogno, mi stavo avviando a tornare a Termini quando è improvvisamente apparso una mia vecchia conoscenza, escursionista e guida, "squilibrato" almeno quanto me per andarsene in giro alla 4 del pomeriggio di una domenica assolata. Per fortuna sua, mia e degli escursionisti che da domani percorreranno quel sentiero, il mio amico aveva con sè putaturo e serracchiello e in poco tempo, aiutandoci a vicenda siamo riusciti a riaprire il passaggio, ora più comodo di prima. 
A questo punto ho deciso di proseguire con lui fino all'incrocio di Vetavole dove ci siamo separati visto che lui se n'è andato al belvedere ed io mi sono avviato verso Termini via pineta.
Lungo la via del ritorno non ho potuto fare a meno di rifornirmi di ottima piccantissima rucola e di finocchietto che ho poi utilizzato per il piatto estemporaneo, assolutamente non previsto e mai sperimentato in precedenza.

Aglio, olio, peperoncino, olive nere infornate, pochissimi pomodorini e tanta rucola a crudo. Il finocchietto è stato bollito nell'acqua di cottura e aggiunto alla base prima di saltare la pasta in padella.
Ottimo esperimento! ... una domenica inaspettatamente piacevole e varia!

lunedì 7 luglio 2014

Escursionismo: ancora sullo stato dei sentieri

Niente di nuovo sotto il sole.
Come i camminatori abituali potevano facilmente immaginare tutti i sentieri bordati da felci e/o rovi sono da questie piante assediati e talvolta quasi completamente coperti.
Le continue piogge invernali e primaverili ci hanno regalato una eccezionale fioritura e ora questo è il prezzo da pagare per la vegetazione particolormente rigogliosa. In quanto ai rovi, almeno speriamo di rifarci dei graffi mangiandoci un bel po' di more a fine estate.
Ruth e Matteo, dopo la loro uscita di domenica, segnalano in particolare vegetazione invasiva nella prima parte (bassa) di Erbatenera e all'inizio della discesa delle Tese.
Inoltre comunicano che nella parte terminale (alta) di Valle Pozzo continua il deterioramento del sentiero causato dal passaggio di muli.
Pur apprezzando i loro avvisi, ricordo a tutti quelli che intendono collaborare alla segnalazione di notizie relative allo stato dei sentieri, di limitarsi a farlo per problemi seri, interruzioni, pericoli e (sperando che siano numerose) notizie di "riaperture". 
Un poco di erba non ha mai fatto male a nessuno e non ha mai spaventato i veri escursionisti. Non vorrei che segnalazioni di questo tipo, seppur fatte con le migliori intenzioni, inducano poi qualche Amministrazione a ricorrere a tagli eccessivi o addirittura all'uso di diserbanti!

sabato 5 luglio 2014

Escursionismo: intervento sul sentiero di Monte Vico Alvano

Un'altra notizia relativa alla percorribilita' dei sentieri ... ed è una buona notizia. 
Un volontario ha "sfrascato" il tratto compreso fra il secondo e terzo tornante della mulattiera di Monte Vico Alvano. Si tratta del segmento più lungo e quello che da sempre è più soggetto a chiudersi.
Approfittatene! Vi ricordo che salendo al mattino, neanche eccessivamente presto, troverete il sentiero quasi tutto in ombra e quindi fresco.

venerdì 27 giugno 2014

Escursionismo: pulizia sentieri, segnaletica e messa in sicurezza

Risolta, spero definitivamente, la situazione bar/chiosco sul Sentiero degli Dei prendo spunto da alcuni commenti nei quali, pur restando nell'ambito escursionistico, qualcuno è andato un po’ fuori argomento tirando in ballo e invocando pulizia dei sentieri, segnaletica e la fatidica “messa in sicurezza”.
In alcuni post precedenti ho già affrontato alcuni aspetti di questi argomenti, in particolare in merito alla segnaletica, e comunque sia vi dico come la penso.
PULIZIA: premesso che chiaramente non parlo di rifiuti, dovrebbe essere limitata alla potatura e sfalciatura leggera e mirata. L’obiettivo dovrebbe essere semplicemente e unicamente quello di mettere gli escursionisti in condizione di poter vedere dove mettono i piedi. 
Basta anche solo mezzo metro di larghezza, mentre è assolutamente inutile e dannoso pulire con il decespugliatore allargandosi di due metri per lato. 
La maggior parte di quelli che vanno in escursione lo fanno per stare in ambiente naturale, vogliono camminare fra erba, fiori e cespugli, non in un “deserto”. Quante volte abbiamo visto inopportuni e devastanti tagli di erba e fiori (incluse Orchidee, specie protette) che si sono estesi lungo le ripe dove nessuno andrà mai. Con meno soldi e uomini si sarebbero potute sistemare tante piccole cose ben più necessarie.
SEGNALETICA: tabelle ben fatte e complete dovrebbero essere sistemate esclusivamente a inizio sentiero, quindi in ambito semi-urbano (di solito sta nel parcheggio). 
Le frecce segnaletiche con destinazioni e distanze (ed eventualmente tempi) dovrebbero essere il minimo indispensabile e posizionate in prossimità di incroci principali. Si dovrebbe solo rafforzare la segnaletica bianco/rossa, in particolare vicino alle biforcazioni e intersezioni, ma dovrebbe essere prevista solo per i sentieri principali. Non si può pensare di segnare tutti i sentieri, tracce e varianti.
MESSA IN SICUREZZA: altro tasto dolentissimo. Con questa dizione si sono giustificati interventi costosissimi, inutili e malfatti. Solo in rari casi gli escursionisti ne hanno tratto un effettivo vantaggio.
Per esempio, tanto per parlare di un percorso conosciuto dalla maggior parte degli escursionisti, la quasi totalità dei passamano lungo il Sentiero degli Dei è assolutamente inutile. Partendo da Nocelle, c’è passamano fin oltre la calcara e fino alla base della prima rampa di scale. Eppure non ci sono strapiombi, talvolta non c’è neanche un metro di dislivello a valle e nel primo tratto si appoggia ad una precedente recinzione! Al termine della suddetta rampa di scale, subito dopo i pochi scalini in cemento con ringhiera metallica, esisteva un panoramico e sicuro belvedere … è stato chiuso e reso inaccessibile dai passamano.
Andando più avanti si troveranno tanti tratti con strapiombi e più stretti di quelli appena citati, ma lasciati senza passamano (per esempio in zona Cannati). A mio parere, l’unico intervento giustificato è quello al limite est del Vallone Nocelle dove, oltre a posizionare una ringhiera, il sentiero è stato opportunamente allargato a monte. Fino ad una dozzina di anni fa quel passaggio, relativamente stretto e senza protezione, pur non essendo assolutamente pericoloso creava non pochi problemi a chi soffriva di vertigini.
 

Io sono dell’opinione che Chi se mette pe’ mare, adda sape’ primma nata’, (Chi va per mare, deve prima saper nuotare) detto napoletano, nonché quinto comandamento del Decalogo dei Free Ramblers. Vale a dire che chi vuole praticare l’escursionismo andando in montagna e non solo sui sentieri larghi, comodi, ben battuti e senza grandi salite, deve essere preparato, attrezzato e disposto a tornare a casa con qualche occasionale graffio oltre che impolverato o infangato. Non è assolutamente ipotizzabile pensare di diserbare, spazzare, allargare, spianare e delimitare con passamano tutta la rete sentieristica. In questo malaugurato caso, per fortuna irrealizzabile, la maggior parte dei veri escursionisti (pur non avendo niente a che vedere con i cosiddetti Rambo) perderebbero quasi ogni interesse nell'andare in giro.
Non voglio assolutamente apparire “razzista” o “elitario”, ma sono fermamente convinto che debba rimanere la distinzione fra escursione in montagna e passeggiata nel parco cittadino (dove si possono trovare panchine, fontane, bar, percorsi larghi e livellati, ecc.). 

mercoledì 18 giugno 2014

Caccia o non Caccia? basta distinguere: Legale o Illegale?

Sulla pagina FB del Comune di Massa Lubrense è apparso un post relativo all'iniziativa intrapresa dai Cacciatori della Penisola Sorrentina per pulire alcuni sentieri. Dopo l’intervento su Monte San Costanzo, domenica 22 giugno sarà la volta dei sentieri fra Torca e Crapolla. Intervento meritorio che ha ricevuto, fra gli altri, il pubblico plauso dell’Assessore al Turismo con delega alla sentieristica.
Si è scatenato un putiferio, ma solo all'apparenza in quanto dietro la dozzina di post di protesta ci sono solo tre signore, un po’ esagitate e poco informate in merito alle leggi venatorie. La caccia in Italia è pratica legale e ben regolamentata e i cacciatori pagano un bel po’ di soldi per licenza, permessi e assicurazioni. 
Un post recitava “ma qui si sono fermati al medioevo...ma Sorrento, non era in Europa?”. Forse è la signora non sa che in tutta Europa si pratica la caccia legalmente. Nei civilissimi paesi scandinavi c’è un cacciatore ogni 17 abitanti (circa il 6%) in Finlandia, 1 su 33 in Danimarca (circa 3% delle popolazione) con Svezia e Norvegia fra questi due valori. In Inghilterra, Francia e Spagna (paesi paragonabili all'Italia per numero di abitanti) ci sono più cacciatori/abitanti che in Italia e solo in Germania di meno. In Francia sono addirittura oltre 1,3 milioni contro i 750.000 nostrani. Sono tutti fermi al medioevo?
Il fatto che esistano i bracconieri e quelli che sparano a specie protette non significa che tutti i cacciatori siano criminali che uccidono per divertimento, come assunto da queste signore.
Il 90% degli italiani è CONTRO UNA PRATICA BARBARA COME LA SCHIFOSA CACCIA” dice un’altra, il referendum del 1990 era solo “per eliminare il diritto dei cacciatori al libero accesso nei fondi agricoli e non per eliminare la caccia. Il quorum non fu raggiunto e la consultazione fu dichiarata non valida. Comunque, se l’asserzione fosse vera, perché non riproporre il referendum, questa volta per abrogarla?
Dall'altro lato della “barricata” qualcuno ha risposto paragonando, giustamente, la caccia alla pesca e chiedendo conto del fatto che la seconda solleva molte meno proteste (e questo proprio non lo capisco). La risposta è stata: “perché, qualcuno ha parlato di pescatori?”. Penso che per onestà intellettuale le due cose dovrebbero essere considerate molto simili. Sono onnivoro e non capisco perché alcuni quasi vegetariani dicano poveri uccelli, maialini, vitelli ecc., ma non si curino delle povere orate, alici, spigole e, perché no, vongole e cozze. 
Ci sono bracconieri e pescatori di frodo, è vero, e vanno assolutamente condannati, me ci sono tanti che pagano le tasse e le licenze per andare a pescare e/o cacciare LEGALMENTE.
In uno stato di diritto ci sono le leggi e valgono fin quando non sono abrogate. Ma di cosa si lamentano queste signore? Il discorso etico è una cosa, criminalizzare un’altra. Sarebbe più giusto e sensato prendersela con i legislatori.
Non vado a caccia né a pesca, non sono vegetariano, vegano o animalista sfegatato, ma frequento senza remore gli uni e gli altri e li rispetto, purché loro rispettino le leggi. Quindi non sopporto i bracconieri così come non sopporto gli animalisti che però avendo paura dei serpenti (animali assolutamente innocui, anzi utili) li uccidono pur non mangiandoli, o che semplicemente non puliscono le cosiddette deiezioni dei loro cani. Non approvo i pescatori di frodo né i ciclisti che semplicemente vanno in controsenso. Tutti, in un modo o nell'altro, infrangono leggi codici e regolamenti.
Così come possedere un cane non significa che il proprietario lo tratti effettivamente bene né che rispetti le leggi (microchip, guinzaglio, ecc.), possedere un fucile non significa essere criminali fuorilegge; il semplice fatto di pedalare, e quindi non inquinare, non fa del ciclista una persona migliore dei tanto (spesso ingiustamente) vituperati camionisti se non si rispetta il codice della strada.
Generalizzare per categorie è sempre sbagliato: Legale o Illegale, questa è la differenza.

mercoledì 4 giugno 2014

Escursionismo, Natura e Ambiente: pulizia sentieri e falciatura

Il 1° giugno i Cacciatori della Penisola Sorrentina hanno dedicato buona parte della mattinata (iniziando veramente presto) alla pulizia dei sentieri di Monte San Costanzo e avrei partecipato se quello stesso giorno non fossi stato impegnato a guidare la seconda escursione del Trek di 100km da Pimonte a Bomerano passando per Faito, Lontra, Bandera, Cerasuolo, Molare, Conocchia, forestale, Capo Muro, Monte Catiello e Monte Tre Calli.
 

Solo oggi ho avuto occasione di andare a rendermi conto del lavoro svolto dai volontari. Con mia grande soddisfazione ho constatato che, al contrario di tanti altri casi in cui gli operatori (pagati) hanno fatto un pessimo lavoro per pochezza o per aver inutilmente disboscato vaste aree dove nessuno metterà mai piede, questa volta i cacciatori (volontari) hanno portato a termine un ottimo lavoro, eseguito con criterio.
In effetti ci contavo ben sapendo che sono abituati a camminare non solo lungo sentieri, ma anche lungo tracce appena individuabili e anche fuori sentiero. Ero quindi quasi sicuro che non avrebbero creato una insulsa e inutile autostrada tagliando tutto il possibile ai lati del percorso per una larghezza di vari metri. 
Si sono limitati a rendere visibile (e quindi più sicuro) il cammino, tagliando alla base dove necessario e sfoltendo i cespugli che con il loro fogliame coprivano il fondo del sentiero (in particolare l’Ampelodesmos mauritanicus, in dialetto Lepantine). 

 
 
Fra il cosiddetto Campo Vetavole e la terrazza di cemento a monte della frana su Mitigliano (febbraio 1973) hanno creato pochi semplici, ma utili, scalini. (le due foto qui sotto)

 
 
Insomma un lavoro ben fatto al contrario di quello visto lunedì 2 giugno lungo la bretella fra Montepertuso e le Tese dove, senza alcuna necessità, è stata fatta tabula rasa di un’area al lato del sentiero conosciuta per ospitare numerose Ophrys, orchidee non molto comuni e comunque protette dalla legge come tutte le Orchidee spontanee. Purtroppo lo sono solo sulla carta in quanto i pulitori/Attila seppur spesso pagati dalle Amministrazioni non ne tengono alcun conto. (sotto, foto delle Ophrys che c'erano e dell'attuale steppa).
 
Da parte mia va un plauso e un grazie ai cacciatori intervenuti e a chiunque altro abbia collaborato e spero che l’Amministrazione comunale e/o il Club Alpino Italiano (C.A.I.) colgano questa occasione per provvedere a migliorare la segnaletica.