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mercoledì 13 settembre 2017

Mappa della Caldera del Teide (settore NE)

In previsione di un nuovo soggiorno tinerfeño (a Tenerife) e delle conseguenti ennesime escursioni nella caldera del Parque Nacional del Teide, fra lave, pomici, lapilli, sabbie e materiali vulcanici vari, aree punteggiate da radi cespugli o assolutamente desertiche limitate a nord dai boschi della Corona Forestal, ho deciso di abbozzare una nuova cartina della parte secondo me più interessante a varia dei 190 kmq del territorio di competenza del Parco, quella che vedete nella parte inferiore della foto satellitare (visione da NE).

Andando in giro con il mio solito spirito serendipitista, mi piace sapere sempre dove mi trovo (e non mi riferisco alle mere coordinate geografiche ormai fornite non solo dai gps ma anche da cellulari e da tanti altri dispositivi) in modo da poter cambiare programma in qualunque momento sapendo cosa c’è attorno a me, come possa passare rapidamente da un sentiero all’altro o - in caso di emergenza - raggiungere la strada nel minor tempo possibile, cosa troverò oltre le alture a vista, cosa mi posso aspettarmi di vedere seguendo una traccia, e via discorrendo. 
A prescindere dalle mie abitudini, sono fermamente convinto che chiunque si avventuri in un ambiente non familiare debba avere con sé una mappa dei luoghi, anche se non precisissima almeno realistica.

Per tutte le suddette ragioni, e prevedendo di effettuare più escursioni in quell'area, ho quindi deciso di riassumere le informazioni e dati importanti su carta creata ad hoc che, come al solito, condividerò con altri appassionati. Ho cercato di combinare al meglio essenzialità e precisione, dando la giusta importanza alle curve di livello, ma senza sovraccaricare il disegno di linee inutili. I sentieri li ho tracciati confrontando e interpolando dati tratti da carte esistenti con tracce GPS rilevate personalmente e scaricate dalla rete e, in alcuni casi, verificando il tutto con foto satellitari. Per i tratti meno acclivi dovrò certamente verificare in loco l’attendibilità delle isoipse ma, considerato che in linea di massima non ci sono ostacoli insormontabili, è un problema di minore importanza.
Al momento la mappa (estendibile in futuro) rappresenta quei 50 kmq della parte nordorientale del Parco che comprendono Portillo, Fortaleza, Montaña Blanca (foto in alto), Risco Verde, Arenas Negras (foto a sx), Huevos del Teide (in basso a sx) e Montaña Rajada (in basso a dx), includendo integralmente ben 11 sentieri segnalati e connessi fra loro in modo da formare una fitta rete di percorsi. Oltre a questi, che già da soli permettono la realizzazione di una marea di itinerari di lunghezza e impegno adattabili alle capacità di ciascuno, altri 5 sono rappresentati solo in parte in quanto, seppur connessi alla suddetta rete, terminano in località fuori carta. 
Gli 11 sentieri (indicati con la numerazione ufficiale del Parco) sono:
1 - la Fortaleza (5,3 km) (sullo sfondo nella foto sotto a sx, dal sent. 7) 
2 - Montaña de las Arenas Negras (7,9 km) (foto sopra)
6 - Montaña de los Tomillos (7,5 km)
14 - Alto de Guamaso (2,9 km)
22 Lomo Hurtado (5,0 km)
24 Portillo Alto (1,5 km)
25 Recibo Quemado (2,0 km)
27 Montaña Rajada (2,1 km)  (foto sotto a dx)
30 Los Valles (5,0 km)
33 Montaña Negra (3,1 km)
36 Alto de La Fortaleza (2,7 km)
       
I 5 sentieri rappresentati parzialmente sono:
4 - Siete Cañadas (6,2 di 16,3 km)
7 - de Montaña Blanca al Pico del Teide (5,5 di 8,3 km)
8 - El Filo (2,3 di 18,8 km)
29 - Degollada del Cedro (0,7 di 2,0 km)
37 - Cerrillar - Carnicería (0,4 di 2,7 km)

In attesa del momento in cui sarà pronta la versione "definitiva" (che non potrà mai essere tale in quanto ogni mappa è in continua evoluzione) i frequentatori abituali della Caldera e quelli che pensano di andarci anche una sola volta (per i camminatori che si trovano a Tenerife una escursione è praticamente d’obbligo) possono già cominciare a scaricare la bozza e salvarla sul proprio smartphone o strumento simile e anche stamparla in uno o più fogli a proprio piacimento. 

Questo sopra è solo uno stralcio della mappa sulla quale sto lavorando. La bozza completa è qui http://www.giovis.com/maps/TeideNE.gif, in formato GIF in alta definizione. 
Datele anche un semplice sguardo ma, se la scaricate così com'è, ricordate poi di scaricare anche i futuri aggiornamenti.
Coloro che notassero errori sostanziali o incongruenze, o volessero suggerire migliorie, sono invitati a contattarmi via email  giovis@giovis.com

domenica 6 agosto 2017

La versione beta di “giovistrailmaps.com” è online

La visualizzazione per PC è quasi definitiva, su quella per smartphone stiamo ancora lavorando, ma i contenuti sono visibili in entrambe le modalità. Potete cominciare a navigare e scaricare cartine.
Il mio nuovo sito giovistrailmaps.com è dedicato esclusivamente all’escursionismo, essenziale e per lo più estratto da www.giovis.com, ma con mappe ampliate, aggiornate e rese più idonee all’utilizzo con tablet e smartphone.
Il lavoro è rivolto ai camminatori e quindi le mappe sono generalizzate nelle aree urbane e più dettagliate in quelle non antropizzate. Non vi dovrete quindi meravigliare se troverete rappresentate tracce di sentiero appena visibili (se funzionali come per collegamenti fra sentieri, vie di fuga o di accesso a punti particolari) e non stradine e vicoli non importanti nei centri abitati. Altrettanto volutamente ho tralasciato alcuni sentieri (qualcuno anche segnalato dal CAI) in quanto con destinazioni fuori carta o per essere troppo a rischio per i meno esperti.

In sintesi, ecco le caratteristiche essenziali e novità del sito:
  • le mappe sono tutte in formato GIF, che restituisce la migliore leggibilità, pur essendo più “leggero” di pdf e jpg delle stesse dimensioni grafiche
  • le mappe sono liberamente e gratuitamente scaricabili
  • considerato che ormai sono pochi quelli che se le stampano, non mi sento più “costretto” a dimensionarle per riprodurle in formato A4 e quindi ho potuto ampliare le aree attento solo a non creare file troppo grandi
  • ho individuato le 7 aree di maggior interesse escursionistico e le ho evidenziate in apertura in un quadro d'unione in modo da rendere facile la loro localizzazione anche a chi non conosce perfettamente il territorio
  • delle 7 mappe Capri (map 1) è per forza “isolata” (nel vero senso della parola)
  • 3 non sono contigue ad altre: il classico comprensorio Campanella, San Costanzo, Santa Croce e Jeranto (map 2), il quasi adiacente lungo tratto fra Marina del Cantone e Colli di Fontanelle (map 3, ma in effetti per congiungerla alla 2 manca solo il brevissimo e inequivocabile collegamento Nerano-Cantone) e la Valle delle Ferriere di Scala e Amalfi (map 7) opportunamente ampliata a nord fino al Cervigliano e Santa Maria ai Monti e a ovest fino a San Lazzaro
  • le restanti tre (map 4, 5 e 6) sono connesse fra loro e hanno parti in comune per facilitare il passaggio da una all’altra. Coprono tutta l’area compresa fra Colli San Pietro (valico stradale fra piana sorrentina e Positano, ss 163 Amalfitana) e la valle di Agerola spingendosi a nord fino a tutto il Faito e Sant’Angelo a Tre Pizzi (1.444m) e includendo Positano a sud
  • tranne Capri e San Costanzo/Campanella (disegno originale in scala maggiore), tutte le mappe nascono in scala 1:15.000 e sono state convertite in GIF con gli stessi dpi, quindi sono di medesime proporzioni e leggibilità
  • ho aggiornato la numerazione dei sentieri CAI (Club Alpino Italiano), operazione resasi necessaria a seguito della revisione sostanziale di qualche anno fa con la quale sono stati proposti nuovi itinerari, alcuni vecchi numeri sono stati cambiati non limitandosi ad aggiungere il 3 all’inizio, molti sentieri hanno ora varianti e bretelle con lo stesso numero base seguito da una lettera
  • i numeri saranno comodi per cercare le relative tracce dei sentieri, ma accertatevi di scaricare quelle giuste e ricordate che per definizione le tracce gps non sono mai precise e affidabili al 100%
  • non tutte le sette mappe hanno esattamente la stessa simbologia essendo state redatte con finalità diverse, in diversi momenti, per diversi committenti, a diversa scala. La cartina dell’isola di Capri (che include anche tutte le aree urbane, con toponomastica stradale) è quella che più differisce dalle altre e la numerazione degli itinerari è della rete sentieristica caprese ... non quella del CAI
  • il territorio rappresentato nelle map 2 e 3 (Campanella e Sirenuse) è incluso in quello del mio Progetto Tolomeo (1990, successivamente rielaborato e aggiornato più volte) e pertanto, oltre ai relativamente pochi sentieri CAI presenti, sono evidenziati anche altri itinerari come ad esempio il Giro di Santa Croce, il Sentiero delle Sirenuse e via discorrendo, evidenziati con tratteggio colorato parallelo
  • ciascuna mappa è inserita in una diversa pagina (dalla quale è scaricabile) ed è accompagnata da un testo descrittivo generale dell’area, con suggerimenti e idee di itinerari di vario impegno
  • oltre alle 7 pagine con le mappe, c’è quella delle NEWS contenente brevi avvisi, dai prossimi appuntamenti per camminate a chiusure di sentieri, da incontri a nuove pubblicazioni. Tutto ciò è elencato nella prima colonna, in continua evoluzione, e anticipazioni delle notizie più recenti e importanti sono riportate anche nella pagina HOME. Nella seconda ci sono link ai percorsi di Maratrail e Trek, altre cartine, video, post di interesse escursionistico, ecc.

DISCLAIMER
Attenzione! Considerate le tante piccole variazioni (aggiunte, adeguamenti, uniformazione di simboli, adattamenti e aggiornamenti numerazioni) è molto probabile che potrete trovare alcuni errori o imprecisioni. Visto che uno dei lati positivi della cartografia in formato elettronico è quello di poter aggiornare o correggere le mappe anche più volte al giorno - senza aspettare anni per una nuova edizione cartacea - siete invitati a segnalare dati o porzioni di disegno palesemente errati che potrebbero creare confusione o fornire indicazioni sbagliate inviando un messaggio a giovis@giovis.com.

Ringrazio fin d’ora chi vorrà collaborare a migliorare le mappe.

venerdì 14 luglio 2017

AgeRogaine: rogaining turistico-escursionistico attorno Agerola

ATTENZIONE !!! L'AgeRogaine 2017 è stata annullata

A causa dei tanti incendi, dei vari sentieri difficilmente percorribili e, comunque, del poco piacevole spettacolo che si presenterebbe ai partecipanti, la prima edizione dell'AgeRogaine, prevista per il prossimo 1 ottobre, viene rinviata alla tarda primavera 2018 !!! 
Condizioni permettendo, si mira ad una delle domeniche comprese fra il 13 maggio ed il 17 giugno.
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Il Rogaining è una specialità orientistica che si svolge su lunghe distanze e per la quale è necessario sia saper pianificare che saper “navigare”. Ne esistono numerose varianti (urbane, in bici, con le ciaspole, ...) e la durata, pur essendo di 24h quella classica, può variare da 2 ore a 2 giorni. La partecipazione è a squadre e, tassativamente con tutti i componenti, si devono raggiungere un certo numero di punti di controllo (che attribuiscono punteggi diversi) a scelta fra tutti quelli proposti dagli organizzatori. Ovviamente, per vincere un classico rogaine è indispensabile avere anche buone doti atletiche.
Al contrario, l’AgeRogaine (che ho ideato e poi elaborato con le guide dell'ass. Sentieri degli Dei di Agerola) nasce con precise finalità ludico-turistico-escursionistiche e quindi si basa su un diverso criterio di stilare la classifica che non invogli in alcun modo i partecipanti a correre, ma solo ad ottimizzare il loro percorso. Potremmo definirlo una “escursione in completa autosufficienza con percorso libero, che tuttavia deve toccare un determinato numero di punti scelti fra quelli proposti, nel limiti temporali stabiliti”.
Ci sarà quindi un tempo massimo, ma quello effettivo non è importante per il risultato che invece terrà conto esclusivamente dei km percorsi e del dislivello superato da ciascuna squadra per raggiungere il numero di punti di controllo richiesti. Alla distanza saranno infatti aggiunti i metri di dislivello moltiplicati per 5: per esempio 10km e 400m di dislivello saranno conteggiati come 12km (10.000 + 400x5). Distanze e dislivelli saranno rilevati con dispositivo gps del quale ciascuna squadra dovrà essere fornito per poi scaricare la traccia all’arrivo.
Almeno una settimana prima dell’evento sarà divulgata una cartina schematica indicante le aree interessate e i relativi sentieri principali (mulattiere, percorsi CAI, strade secondarie, ecc.), ma nel corso dell’evento si potranno effettuare anche scelte diverse non sussistendo alcun obbligo di seguire i percorsi riportati su tale mappa, da ritenersi puramente indicativa.
Le ubicazioni dei punti di controllo (fra i quali si dovranno scegliere quelli da raggiungere) saranno invece rese note alle squadre solo 30 minuti prima della partenza, lasciando comunque tempo sufficiente per un’accurata analisi del territorio, la conseguente scelta dell’itinerario più breve per raggiungere dei punti scelti (tenendo anche conto dei dislivelli), nonché la preparazione delle mappe e tracce che si prevedono di utilizzare.
 
esempi di possibili punti di controllo, davanti ai quali dovranno essere fotografati
i partecipanti: a sx arco del rudere della Ferriera, a dx il "fungo" di Capo Muro
Tutti i punti da raggiungere saranno lungo percorsi escursionistici principali e noti (riportati su una quantità di carte e guide) o nelle loro immediate vicinanze, ben visibili e facilmente riconoscibili (vedi foto sopra). I suddetti sentieri sono rappresentati sulla maggior parte delle mappe e di essi esistono in rete numerose tracce gps. Nei giorni precedenti la gara i partecipanti avranno quindi non solo il tempo di procurarsi le mappe che ritengono più affidabili e complete (in formato cartaceo e/o elettronico), ma anche di crearsi un opportuno archivio di tracce gps.
Ogni squadra dovrà essere dotata di almeno un GPS sul quale sarà registrato il percorso e il dislivello superato, nonché di un dispositivo atto a scattare le foto che dimostreranno l’avvenuto raggiungimento dei vari punti di controllo. 
I partecipanti potranno scegliere fra tre categorie diverse per tempo a disposizione (6, 7 o 8 ore), distanza minima da percorrere (rispettivamente 12, 16 e 20km circa) e numero di punti da raggiungere (9, 11 e 13). Le partenze delle varie categorie saranno scaglionate in modo che tutti poi concludano quasi contemporaneamente.

Queste semplici e sintetiche anticipazioni dovrebbero essere sufficienti a chiarire che, pur essendo in un certo senso una gara, la forma fisica e l’allenamento valgono ben poco ... ciò che conta è la capacità di programmare un itinerario e seguirlo con l’ausilio di mappe e gps, abilità che qualunque escursionista dovrebbe avere e soprattutto mettere in pratica.

Non prendete impegni per domenica 1 ottobre, siete attesi ad Agerola per andare in giro lungo i sentieri delle aree circostanti e misurarvi esclusivamente nel campo delle abilità escursionistiche (lettura carta, utilizzo del gps e orientamento) ... tenetene conto nel formare il vostro team!
  
  
PS - queste appena descritte sono indicazioni di massima, l'idea è quella ma distanze, tempi, numero punti, ecc. potranno subire qualche variazione. Le squadre saranno composte da 3 persone, con rappresentanti di ambo i sessi. Il territorio (per lo più a monte di Agerola) sarà definito a settembre inoltrato dopo che, si spera, siano terminati gli incendi.

lunedì 9 marzo 2015

Confronto tracce GPS (es. Sentiero Sirenuse)

Come preannunciato, ho inserito in un unico file le tracce rilevate il primo marzo e ne ho aggiunte un altro paio inviatemi da amici. Le ho chiaramente colorate in modo diverso per distinguerle facilmente e, tranne che negli evidenti punti totalmente discordanti per essere tracce relative a varianti dell’itinerario principale, posso assicurare che sono stati seguiti gli stessi sentieri. Lo scopo era quello di evidenziare i soliti classici punti critici che, anche in un sentiero aperto come questo, ci sono e risultano evidenti.

Da questa prima immagine complessiva si notano immediatamente i tratti nei quali le tracce differiscono maggiormente. Ho evidenziato le maggiori discrepanze tracciando un linea nera limitata da barrette fra le due tracce più esterne al fascio e al lato ho aggiunto la distanza in metri.
In qualunque senso si percorra il Sentiero delle Sirenuse, non si può contare più di tanto sull’affidabilità del gps attraversando l’area urbana di Sant’Agata. Infatti è risaputo che procedendo a ridosso di edifici di due e più piani perdiamo i segnali dei satelliti da quel lato e se le strade sono strette li perdiamo da entrambe i lati e restano “visibili” solo quelli davanti e dietro di noi. La cosa dovrebbe essere ben nota e chi ha letto nel manuale dell’utente gli avvertimenti in merito alla precisione del proprio gps. Nell’immagine, a parte il percorso a pallini azzurri (via Nastro Azzurro), gli altri seguono via Termine e quindi  la distanza fra le tracce non dovrebbero superare i 2 metri in quanto tale è la larghezza approssimativa della stradina. Si osserva invece un intrico di linee con brusche deviazioni e angoli acuti che si distanziano fino ad allontanarsi fino a 62m le une dalle altre. 

Un altro classico caso in cui la ricezione é scarsa è quello dell'attraversamento dei rivoli abbastanza infossati, spesso delimitati da pareti rocciose pressoché verticali. Puntualmente ciò si è verificato in prossimità del valloncino a est di Monticello, quello con la ripida rampa in cemento. Le tracce qui si dividono e curiosamente 3 vanno da un lato e tre dall'altro, distanziandosi fino a un massimo di 60m. Eppure, possiamo essere più che certi che i 6 rilevatori sono passati lungo quel tratto - non essendoci alternativa - e che quindi non possono essersi allontanati più di 2 metri gli uni dagli altri.
Probabilmente, già osservando i tracciati completi in scala ridotta, avrete avuto l'impressione che le tracce per un lungo tratto a est del Pizzetiello sono assolutamente sovrapposte e avete visto bene. Infatti, dal cocuzzolo fin quasi all'ingresso nel castagneto, si attraversa un'area aperta e si procede fra bassi cespugli che non creano in benché minimo disturbo alla ricezione. Le tracce si incrociano e sovrappongono continuamente, ma non si allontanano più di tanto dalla traccia media e la distanza fra quelle più esterne non supera mai i 5 metri. 
Al contrario, giunti sulla statale, nel seppur breve passaggio ai piedi della parete rocciosa fra il tornante e l'inizio della salita di San Martino, la distanza ancora una volta supera i 20 metri.
L'ultima situazione "critica", comune ma spesso sottovalutata dai più, è quella che si verifica nei boschi, in particolare quelli con alberi alti e/o fogliame molto fitto che creano una specie di schermo. Infatti nell'immagine in basso è evidente che attraversando la pineta delle Tore lungo il vialone centrale, costituito da due tratti assolutamente rettilinei che formano un angolo poco accentuato in prossimità della “fu” capanna, nessuna delle tracce rappresenta una vera dirittura in quanto tutte si sviluppano molto a zig-zag distanziandosi fra loro anche di oltre 30m e anche questo saltava all'occhio già nella cartina complessiva.


In conclusione, ribadisco per l'ennesima volta che, a mio modesto parere, il gps può senz’altro essere utile ma solo se utilizzato con criterio, tenendo sempre ben presente la sua limitata precisione in ambito urbano, in prossimità di alte falesie, nei valloni e nei boschi di alberi alti e/o molto frondosi. E comunque è assolutamente sconsigliato avventurarsi lungo nuovi percorsi affidandosi esclusivamente al gps. Le stesse case produttrici specificano che dovrebbero essere utilizzati in combinazione con una carta topografica.

giovedì 12 febbraio 2015

Tracce gps e isoipse spesso non collimano

In attesa di ricevere da Luigi le tracce per aggiornare la cartina di Capri (vedi commento al post precedente) ritorno sull'argomento gps. Come ho già ribadito più volte, questa tecnologia può essere utile, deve essere utilizzata con cognizione di causa, i dati devono essere interpretati, non è il Demonio, ma neanche la Bibbia o sentenza di Cassazione. Nell'aggiornamento dovrò tenere quindi conto degli spazi e della leggibilità, restando quanto più attinente alla realtà.
Chi si occupa di cartografia sa bene che questo moderno problema si va ad aggiungere ai tanti altri che, di fatto, impediscono la realizzazione della carta perfetta, in particolare se derivata. "La carta perfetta non esiste" non è una scusa, bensì di un postulato della cartografia, messo ben in chiaro all'inizio di ogni testo o manuale che tratti la materia. Non volendomi impegolare addentrare in una discettazione senza fine mi limito ad accennare ad un paio di problemi irrisolvibili. 
Accantonata l'idea della terra "piatta" e vedendola come è (sferica o, meglio, un geoide) i cartografi si sono trovati ad affrontare una prima insormontabile difficoltà: rappresentare una superficie sferica su una piana. La topologia (scienza matematica) dimostra, senza lasciar spazio a dubbi o eccezioni, l’impossibilità di dell’operazione, se non rinunciando al rigore scientifico mediante adattamenti. E ciò ancor prima di considerate l'ulteriore problema della geomorfologia, dei rilievi. Le proiezioni potranno essere fedeli solo a determinati parametri, a discapito di altri. Esistono carte equidistanti (mantengono le proporzioni delle distanze), equivalenti (superfici), isogone (angoli), ma per soddisfare uno qualunque dei suddetti criteri si devono per forza non rispettare gli altri.
Anche per il secondo problema, più “filosofico”, si deve effettuare una scelta, o una mediazione, fra tre qualità specifiche delle mappe: completezza, accuratezza e precisione.
Ma torniamo al titolo del post. Ammesso e non concesso che una traccia gps possa essere assolutamente perfetta, non potrà certamente collimare con i dati di una carta non perfetta (come detto, non esiste). Introduco ora un nuovo elemento "destabilizzante": la generalizzazione. Questa tecnica, ineludibile e soggettiva, si accentua con il diminuire della scala. Quando, come è prassi comune, si va a sovrapporre una traccia gps ad un disegno esistente (carta base) si va ad accostare una linea - teoricamente precisa e perfetta - a tante altre (le isoipse) che sono frutto di generalizzazione, quindi non precise per definizione. Ecco due ingrandimenti di carte al 25.000 (I.G.M. e Regione) che pur avendo la stessa base hanno un impatto visivo ben diverso. Immaginate di dovervi sovrapporre una stessa traccia sulle due mappe … oltre ad avere difficoltà a non coprire elementi significativi, passeranno per punti diversi e a quote diverse da quelle reali.
   
Specialmente in territori estremamente scoscesi come quello dei Monti Lattari le curve di livello (isoipse) sono molto ravvicinate e non è possibile tener conto dei brevi tornanti e delle rientranze che invece possono essere registrate dai gps. Dico “possono” in quanto può capitare anche l’esatto opposto con valloni stretti, seppur notevoli, disegnati in mappa ma non rilevati dal gps. Infatti in presenza di valli strette e rocce (p.e. Riserva Ferriere, Passetiello, Crapolla) la precisione è ridotta e talvolta addirittura si perde il segnale. Di conseguenza una sovrapposizione congrua e plausibile risulta estremamente improbabile, praticamente impossibile.
Che fare? La soluzione più semplice (= la meno corretta) è quella di collimare i punti estremi (certi) della traccia senza preoccuparsi del suo andamento e sperare che fra essi non si creino grosse incongruenze. Non volendo procedere in questo modo poco ortodosso, basato solo sul caso, restano due possibilità (combinabili):
  • adattare la traccia al disegno
  • adattare il disegno alla traccia

Sembrano equivalenti, ma in effetti la seconda procedura è praticabile solo avendo la carta base in formato vettoriale. La soluzione migliore, a mio parere, e quella di trovare soluzioni intermedie caso per caso tentando di riferirsi a punti e situazioni cospicue. Lavorando su una carta base in formato raster (jpg, tiff, bmp, ecc.) si potrà intervenire solo sulla traccia gps e ciò è un limite, se non un controsenso, in quanto si va a modificare la linea che (almeno in teoria) è la più precisa. 
Infine, ci sono quelli che, senza crearsi tutti questi scrupoli e problemi, non si avvalgono neanche di una carta base degna di tale nome limitandosi a scaricare quanto serve da Googlemaps, dopodiché tirano qualche linea colorata "a occhio" e hanno la carta bella e fatta senza aver tenuto minimamente conto di dislivelli, transitabilità e qualità dei sentieri.

venerdì 19 dicembre 2014

Traccia gps del Sentiero degli Dei

Molti sanno quanto sono contrario all'uso indiscriminato e inutile dei gps, tuttavia mi sono proposto di pubblicare su www.giovis.com una traccia da creare empiricamente ma che sia quanto più "reale" possibile ricavandola con un accurato metodo sperimentale. Procederò mettendo a confronto un significativo numero di tracce rilevate da apparecchi diversi contemporaneamente, quindi con identica posizione dei satelliti. L'itinerario sarà percorso nei due sensi e di conseguenza ogni partecipante produrrà due tracce, quindi raddoppiandone il numero il risultato sarà ancora più affidabile. 

Così facendo, probabilmente, risulterà anche chiaro che la maggior parte dei gps non producono tracce identiche ripercorrendo un sentiero, a maggior ragione se in sensi opposti. Le distanze risultanti, anche se di poco, saranno diverse, alcune tracce si accavaleranno o si incroceranno più volte, qualcuna rimarrà parallela a un'altra dall'inizio alla fine senza avere nessun punto comune, altre ancora in varie occasioni si allontaneranno di varie decine di metri dalla "traccia media".
Per produrre quest'ultima (che sarà poi messa online) avrò quindi bisogno di avere una certa quantità di dati, vale a dire di almeno una mezza dozzina di collaboratori - molto meglio una decina o a anche più - disposti a partecipare a questa "escursione di rilevamento" lungo il Sentiero degli Dei. Come qualunque altro metodo statistico, un maggior numero di dati disponibili garantirà un miglior risultato. Chi vuol far parte della "spedizione" dovrà inviare una mail a giovis@giovis.com specificando in quali giorni fra venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 dicembre potrebbe essere disponibile. La scelta della data o delle date (l'esperimento potrebbe anche essere ripetuto) dipenderà non solo dalla quantità di potenziali gps, ma anche dalle condizioni meteo che al momento sono promettenti e non dovremmo trovarlo così ...
Chi mi scriverà riceverà informazioni dettagliate in merito allo svolgimento dell'escursione e, successivamente, tutti i risultati più dettagliati oltre quelli di interesse generale che saranno comunque messi online, gratuitamente come al solito, insieme con una decina di waypoint.
Pur essendo convinto che per percorrere il Sentiero degli Dei non ci sia assolutamente bisogno del gps, questa operazione potrebbe dissuadere altri dal pubblicare tracce e distanze errate e diventare un prototipo da replicare rilevando con identico metodo altri percorsi escursionistici dei Monti Lattari.

NB1 - Potranno partecipare anche escursionisti privi di gps, purché non intralcino i rilevamenti.
NB2 - Chi vuole iniziare da Bomerano potrà partire presto e unirsi al gruppo per il tratto da Nocelle a Bomerano o aspettare lì in piazza per poi fare in gruppo il percorso in senso opposto.